Primo Piano

Attentati Sri Lanka: il dolore della comunità in Italia

23 Aprile 2019 - Roma - Tristezza, dolore, preoccupazione. Questi i sentimenti che aleggiano oggi nella comunità dei Srilankesi in Italia dopo gli attentanti a chiese cristiane e ad alberghi frequentati da stranieri nel giorno di Pasqua. “Siamo vicini spiritualmente con la preghiera alle famiglie delle vittime di questi attentati nello Sri Lanka”, dice mons. Neville Joe Perera, coordinatore Migrantes per la pastorale con i fedeli cattolici di questo Paese in Italia. Il sacerdote, responsabile della Chiesa di Santa Maria dei Pellegrini all’Infernetto di Roma dove la comunità dei fedeli dello Sri Lanka ha la sua sede, insieme a centinaia di pellegrini, si trovava a Lourdes quando ha appreso la notizia. Tra i pellegrini italiani alcuni hanno perso dei familiari: “c’è molto dolore tra i 150 mila srilankesi oggi in Italia, il 75% cattolici”, ci dice Don Neville che ha parlato anche con il card. Malcolm Ranjith, arcivescovo metropolita di Colombo che ha espresso la sua tristezza e il suo cordoglio ai familiari delle vittime ed ha invitato i fedeli a pregare per i numerosi feriti e per i familiari delle vittime: a Lourdes “abbiamo pregato tanto e abbiamo celebrato la Santa messa ricordando quanto avvenuto”. “Un incubo che ritorna”, ci dice Riccardo Rumesh, 26 anni, nato in Italia e figlio di srilankesi venuti nel nostro Paese circa 30 anni fa, facendo riferimento agli attentati vissuti nel Paese durante la guerra civile. “Anche se lontani – aggiunge – siamo vicini a tutti i nostri concittadini che vivono in Sri Lanka e che sono stati coinvolti negli attentati ma anche ai srilankesi che vivono in Italia e che hanno tra i loro familiari vittime o feriti. E’ questo – conclude il giovane, impiegato in una banca del suo Paese – il momento di pregare e per quanto possibile essere di aiuto e conforto”. “Questi attentati -dice Fernando Neel – purtroppo non aiutano e siamo seriamente preoccupati”. Dolore e sgomento anche per la Fondazione Migrantes della Cei che esprime cordoglio alle famiglie delle vittime e ai feriti e si dice vicina a tutti i cittadini dello Sri Lanka che vivono in Italia e ai tanti sacerdoti che li seguono. In Italia sono presenti 80 Centri pastorali delle comunità cattoliche dello Sri Lanka con 22 cappellani e 30 sacerdoti che studiano in Italia e che seguono pastoralmente i loro concittadini. Una comunità impegnata nelle attività di pastorale ma anche di studio della lingua italiana e in progetti di integrazione: quella srilankesi – afferma mons. Pierpaolo Felicolo, direttore Migrantes della diocesi di Roma -. È una comunità “attiva, presente e molto integrata sia pastoralmente che civilmente” a Roma e in tutta Italia. Tutte le comunità etniche della Capitale “abbracciano i fratelli srilankesi esprimendo cordoglio e vicinanza” e in queste ore stanno pensando a qualche iniziativa di preghiera e di aiuto concreto e necessario. Una Veglia di preghiera ieri sera, 22 aprile, a Napoli, promossa dalla comunità di Sant’Egidio. Veglia di preghiera domenica sera anche nella comunità cingalese di Santa Maria dei Pellegrini. Altri momenti di preghiera in diverse comunità sono previste nei prossimi giorni. “Il martirio e la persecuzione dei cristiani continuano, perché appartengono a Cristo e perché con la loro vita sanno andare controcorrente”, ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nell’omelia della messa del giorno di Pasqua, annunciando un suo viaggio a Colombo il prossimo agosto.L’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, Franco Moscone ha chiesto ai gruppi di preghiera di Padre Pio di “dedicare i loro incontri di preghiera mensili in questo periodo di Pasqua per lo Sri Lanka, perché non ritorni la tentazione della guerra e della giustizia personalizzata e per la pace nel mondo, per la fine della terza guerra mondiale a pezzi”. Ricordando di essere stato “testimone della fine della guerra civile durata 33 anni”, l’arcivescovo ha evidenziato come “sempre le guerre civili a differenza dei disastri naturali lasciano delle ferite difficili da rimarginare e che magari riprendono”. “Che non siano questi gesti un ritorno agli anni precedenti: una tentazione di vendetta” . R. Iaria

Tre parole chiave da cui partire per lavorare per la mobilità

18 Aprile 2019 - Palermo - “È su tre parole chiave che bisogna concentrare la nostra attenzione oggi perché sono le stesse parole da cui partire per lavorare per la mobilità italiana oggi”. Così ha esordito Delfina Licata, capo redattore del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes intervenendo ad uno dei seminari del Meeting dei giovani italiani all’estero in corso a Palermo. Il primo termine è “rete”: “collegarsi al di là delle distanze, fare rete in modo transnazionale e multidisciplinare mettendo a frutto conoscenze e competenze.  Il secondo elemento è “la complessità: occorre partire dal fatto che non vi è materia più fluida della mobilità in quanto fenomeno sociale che ha che fare con le persone, per natura mai uguali tra di loro, e per giunta in movimento”. Ultima parola chiave è “insieme, più nella forma aggettivale. Da soli - ha setto Licata- si può fare sicuramente, ma insieme si va più lontano. Queste tre parole chiave - ha spiegato - derivano dal lungo cammino di ricerca condotto attraverso il Rapporto Italiani nel Mondo della Migrantes e permettono, alla luce del lungo e complesso cammino realizzato, di guardare alla mobilità italiana con occhi nuovi fondamentalmente necessari ma anche con un approccio sperimentale ovvero aperto alla possibilità di metodologie innovative di analisi e confronto”. Oggi occorre pensare  Occorre a nuovo modo di essere giovani italiani all’estero alla luce dei “tre  diritti fondamentali del migrante – diritto di partire, diritto di restare, diritto di tornare – che fanno da sprono alla possibilità di partecipare comunque a quanto si fa in Italia (e in Europa e addirittura nel mondo) in modo - ha concluso Licata - attivo e cosmopolita nonostante l’essere multisituati, continuamente di passaggio, stabilmente in mobilità”.    

Il filo della Tradizione

17 Aprile 2019 - Roma - La Settimana Santa si è aperta con il rogo della Cattedrale di Notre-Dame. Le fiamme hanno scosso la coscienza di ciascuno, ben oltre la perdita artistica e storica. Portano a fermarsi, a lasciarsi interrogare dalla forza del simbolo, a ritrovare – anche nella preghiera – il filo di una cultura che ha intessuto il Continente. Spingono a riappropriarsi di quella Tradizione che – come ricorda De Lubac – impregnava la vita di genti per le quali essa non era il passato, ma il presente, la forma stessa del loro pensiero. È l’augurio reciproco che ci scambiamo nella luce del Risorto. (Ivan Maffeis)  

Trentini nel Mondo: oggi l’assemblea dell’Associazione

17 Aprile 2019 - Trento – Sarà la relazione del Presidente Alberto Tafner ad aprire oggi pomeriggio l’assemblea annuale dell’associazione “Trentini nel mondo onlus”. L’ordine del giorno prevede poi l’illustrazione del bilancio consuntivo relativo al 2018, che sarà sottoposto all’approvazione dell’assemblea, insieme alla relazione dei revisori dei conti. È prevista anche la presentazione del lavoro svolto dall’apposita commissione creata in seno all’Associazione, per approfondire i temi legati alla riforma del «Terzo settore» che riguarda la stessa associazione.  

Il mondo nella nostra Chiesa”: Mons. Nosiglia visita le comunità migranti di Torino

17 Aprile 2019 - Torino – L’arcivescovo di Torino, Mons. Cesare Nosiglia, nelle prossime settimane,  visiterà le comunità migranti della diocesi. Slogan dell’iniziativa “Il mondo nella nostra Chiesa”. Inizierà domenica 28 aprile nella Chiesa di san Domenico alle 11,30 con le comunità africane. Domenica 5 maggio “L’arcivescovo incontra l’Europa e le sue genti” nella Chiesa della Madonna del Carmine. Le visite proseguiranno domenica 19 maggio con “L’Arcivescovo incontra l’Asia e le sue genti” nella Chiesa di San Giovanni Evangelista mentre domenica 26 maggio l’incontro con le popolazioni provenienti dalle America nella chiesa del Sacro Cuore. Domenica 26 maggio l’incontro coi i giovani migranti nella Chiesa di San Domenico e  il 23 giugno conclusione della visita con una celebrazione eucaristica per tutte le comunità migranti nella Cattedra di San Giovanni Battista.

Migrantes: dal 24 al 25 aprile il convegno nazionale a Seveso

17 Aprile 2019 - Roma - "Tessitori di comunità. Colori diversi per una unica tenda". Questo il tema scelto dalla Fondazione Migrantes per il convegno nazionale pastorale che si svolgerà a Seveso dal 24 al 26 aprile presso il Centro Pastorale Ambrosiano  San Pietro. Ad aprire l’evento – nel pomeriggio del 24 aprile -   i saluti del Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, Mons. Stefano Russo, del presidente della Commissione CEI per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes, Mons. Guerino Di Tora e in rappresentanza della diocesi di Milano, del  Vicario Generale e delegato per la pastorale dei migranti, Mons. Franco Agnesi. Tra gli interventi previsti, in allegato il programma, quello sul tema "È possibile una convivialità delle differenze?" affidato alla prof.ssa Monica Martinelli dell' Università Cattolica di Milano; L'esperienza del Sinodo minore diocesano di Milano "Chiesa dalle genti, responsabilità e prospettive"  affidato a Mons. Luca Bressan; "Tessere la tenda dai molti colori: punti fermi e nodi irrisolti. La Migrantes interroga la Chiesa di Milano" affidata all'arcivescovo di Milano, Mons. Mario Delpini. Tra i momenti del convegno i lavori in 11 gruppi, la visita in diverse parrocchie della diocesi ambrosiana, la Santa Messa nella Basilica di Santo Stefano Maggiore a Milano, Parrocchia dei Migranti,  presieduta da Mons. Di Tora  e la liturgia eucaristica a Seveso presieduta da mons. Delpini. I lavori saranno conclusi da Mons. Di Tora e da don Giovanni De Robertis, Direttore Generale della Fondazione Migrantes. Il convegno sarà anticipato, la mattina del 24 aprile, dall'incontro della Consulta Nazionale Migrazioni della Fondazione  Migrantes. Programma

Consiglio d’Europa: garantire ai profughi i diritti e le libertà fondamentali

17 Aprile 2019 - Strasburgo - Gli Stati non devono utilizzare le politiche d’integrazione come strumento per regolare i flussi migratori, ma per assicurare che migranti e rifugiati possano godere dei loro diritti e libertà fondamentali. Sono le conclusioni del rapporto di Tomas Bocek, rappresentante speciale del Segretario Generale del Consiglio d’Europa per la migrazione e i rifugiati. Il dossier esamina le politiche di 11 stati membri (tra cui Italia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Gran Bretagna, Svezia, ma anche Russia e Turchia). La valutazione delle politiche d’integrazione si concentra sui requisiti che i rifugiati già presenti nel Paese, o che chiedono il ricongiungimento familiare, debbono soddisfare: da un reddito minimo alla conoscenza della lingua e delle leggi nazionali. Secondo Bocek, i percorsi di apprendimento dell’idioma locale dovrebbero essere volontari e gratuiti e il reddito minimo dovrebbe essere «proporzionale».

Per un lavoro degno: il messaggio della CEI per il 1 maggio

16 Aprile 2019 - Roma - “L’orizzonte del lavoro è stato sintetizzato da Papa Francesco in quattro aggettivi: libero, creativo, partecipativo e solidale e sviluppato in un percorso che ha coinvolto credenti e parti sociali prima e dopo la preparazione delle Settimane Sociali, contribuendo ad animare il dibattito nel paese. Siamo purtroppo lontani in molti casi da quel traguardo e da quell’orizzonte, che vede nel lavoro un’opportunità per affermare la dignità della persona e la sua capacità di collaborare all’opera creativa di Dio”. Si apre così il Messaggio della  Commissione Episcopale per i problemi sociali, la giustizia e la pace della CEI, in vista del 1° maggio 2019. “La sfida affascinante della vita del Paese (e quella su cui ci giochiamo il futuro del lavoro) – scrivono ancora i Vescovi – può essere vinta solo superando la carestia di speranza, puntando su fiducia, accoglienza ed innovazione e non chiudendosi nella sterilità della paura e nel conflitto. Comprendendo che l’altro non è colui che mi contende una ricchezza data ma è un dono e un’occasione per costruire una torta più grande”.  

Autorità Infanzia e Adolescenza: il 10 per cento dei minorenni in Italia ha genitori di origini immigrate

16 Aprile 2019 - Roma - Un minorenne su dieci, in Italia, ha genitori di origini immigrate. Si tratta di un milione di under 18, equamente ripartiti tra maschi e femmine, che crescono all’incrocio tra due mondi: quello della famiglia di origine e la società italiana. Ragazzi che si trovano a far da mediatori tra due culture, quasi fossero talora genitori dei loro stessi genitori. Minorenni che, a causa della provenienza della loro famiglia, affrontano discriminazioni e malintesi. Come quello di essere considerati stranieri, anche se parlano e vivono da italiani. O quello di dover far accettare ai familiari comportamenti “da italiani”. E’ quanto emerge dal documento “L’inclusione e la partecipazione delle nuove generazioni di origine immigrata. Focus sulla condizione femminile” realizzato dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) in collaborazione con la Consulta delle associazioni e organizzazioni dell’Agia con il supporto tecnico dell’Istituto degli Innocenti. A tutela dei loro diritti di persone di minore età l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) ha formulato una serie di raccomandazioni rivolte a ministeri, regioni, comuni, servizi sociali, assistenti sociali e giornalisti contenute nel documento. “Quelli di nuova generazione sono bambini e ragazzi per i quali i diritti della Convenzione di New York valgono come per tutti i loro coetanei” avverte l’Autorità garante Filomena Albano. “Fino a qualche anno fa erano soprattutto ragazzi nati all’estero. Oggi la maggioranza, sette su 10, è nata in Italia. Con lo studio avviato a maggio scorso dalla Consulta delle associazioni e delle organizzazioni dell’Agia abbiamo rilevato buone pratiche e criticità, grazie a docenti universitari, esperti, magistrati, avvocati e rappresentanti delle associazioni dei ragazzi di seconda generazione e delle comunità straniere in Italia”.  “Abbiamo ascoltato la voce dei ragazzi di nuova generazione, e ne sono scaturite, oltre che storie e testimonianze, una serie di indicazioni sulle azioni possibili per la loro inclusione e partecipazione” prosegue Filomena Albano. “Azioni che le istituzioni - in particolare la scuola - gli operatori, i professionisti e le organizzazioni sono sollecitate a porre in atto. Anche il linguaggio e le narrazioni che li riguardano hanno bisogno di una revisione. Per questo abbiamo invitato l’Ordine dei giornalisti a collaborare con gli stessi immigrati o con le nuove generazioni di origine immigrata come testimoni privilegiati per pervenire a questo risultato”. Tra le raccomandazioni presentate questa mattina la sensibilizzazione del personale che entra in contatto con bambini e ragazzi di nuova generazione sulle loro specificità culturali, in particolare a scuola. E ancora: la presenza di mediatori linguistici e culturali ai colloqui dei genitori con gli insegnanti. Particolare attenzione è stata attribuita, a scuola, alla cultura della prevenzione, in termini di educazione alla relazione e alla salute riproduttiva e sessuale e, presso i consultori, all’informazione sull’esistenza di sportelli di educazione alla salute e alla sessualità.  

Con i cristiani di Terra Santa

16 Aprile 2019 - Roma - Con la Domenica delle Palme si è aperta la Settimana Santa, che culminerà nel Triduo pasquale. Dalla Santa Sede si rinnova l’appello ad essere in comunione con la Chiesa di Gerusalemme anche attraverso la concreta solidarietà materiale della “Collecta pro Terra Sancta“, prevista per il Venerdì Santo. “Il cammino quaresimale – si legge nella lettera firmata dal Card. Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali – invita ciascuno di noi a riandare ai luoghi e agli avvenimenti che hanno cambiato il corso della storia dell’umanità e l’esistenza personale di ognuno di noi: sono i luoghi e gli avvenimenti che ci trasmettono la memoria viva di tutto ciò che il Figlio di Dio incarnato ha detto, compiuto e sofferto per la nostra redenzione”. “Nell’ultimo periodo – scrive ancora il Prefetto -, assistiamo con speranza ad una certa ripresa dei pellegrinaggi, toccando con mano la gioia della fede di tanti fedeli che giungono in Terra Santa sempre più numerosi dalla Cina, dall’India, dall’Indonesia, dalle Filippine e dallo Sri-Lanka: come non pensare al compimento della profezia evangelica “Verranno da Oriente e da Occidente, dal Settentrione e dal Mezzogiorno e siederanno a mensa nel Regno di Dio”? Tale vitalità apostolica è un segno grande per le comunità locali, e interpella quelle dell’Occidente talora tentate di scoraggiamento e rassegnazione nel vivere e testimoniare la fede nel quotidiano”. Lo scorso anno, rende noto la Congregazione per le Chiese Orientali, sono stati raccolti grazie alla Collecta 8.633.099 euro, distribuiti a beneficio dei cristiani di Terra Santa come documentato nel sito della Santa Sede.  

P. Saracino: le lacrime, il dolore e la speranza degli italiani di Parigi

16 Aprile 2019 - Parigi – “Anche il cristiano come ogni altra persona è stato impotente spettatore di una tragedia in cui quel fuoco 'beffardo' (nel senso di chi schernisce una sensibilità) non ne voleva sapere di essere domato. Sgomento e commozione hanno invaso gli occhi e il cuore di tutti”. E’ il commento di Padre Gaetano Saracino, Rettore della Missione Cattolica Italiana di Parigi dopo l’incendio che ha devastato la Cattedrale di Notre Dame. “Eppure – aggiunte il religioso -  ad uno sguardo illuminato dalla fede le preghiere su una sponda della Senna, l'imponente statua di San Michele dall'altra, un silenzio rotto dalle parole di speranza pronunciate dall'Arcivescovo, Mons. Michel Aupetit, a cui il Presidente Macron ha ceduto la prima battuta, non sono solo segni ma anche espressione di un senso della fede che le fiamme non estinguono e di un rispetto e riconoscimento reciproco che, nonostante, tutto fonda la fraterna e civile convivenza”. Di questo – conclude p. Saracino -  sono “testimoni anche i tanti italiani che vivono in questa città. Le loro lacrime, il loro dolore e la loro speranza, sono le stesse di quelle dei parigini. Rinascerà. Risorgeremo”!  

Rai Vaticano: si parla della mostra Exodus nello “Speciale Venerdì Santo”

16 Aprile 2019 - Roma - Quali le “croci” del Terzo millennio? Dove le croci, oggi, interrogano credenti e non credenti? Perché nonostante guerre, violenze, esodi, razzismi, povertà, le croci, continuano a generare speranza? Nella trasmissione “Viaggio nella Chiesa di Francesco - Speciale Venerdì Santo” di Rai Vaticano, a firma di Massimo Milone e Nicola Vicenti, in onda su Rai Uno, venerdì 19 aprile, alle ore 22.30, dopo la Via Crucis di Papa Francesco, interrogativi e scenari, in Italia e nel mondo, di antiche e nuove “croci” dell' umanità. Dagli esodi, raccontati da Paola Coali, con le immagini della mostra “Exodus”, allestita a Roma (promossa fra gli altri dalla Fondazione Migrantes e Caritas Italiana) e KJM alle radici della fede rivisitate a Matera, capitale europea della cultura, da Costanza Miriano; da Panama, con Filippo di Giacomo, con milioni di giovani che guardano già alla Gmg di Lisbona del 2022, a Milano e Napoli, con due iniziative di solidarietà concreta. Nello “Speciale” parla, tra gli altri, Andrea Tornielli, direttore editoriale del Dicastero della Comunicazione della Santa Sede: “I tempi sono per certi versi drammatici, ma la risposta della Chiesa di Francesco non sta in nuove leggi o strategie di marketing, ma si basa sulla preghiera e sulla penitenza. C'è da sconfiggere il male che esiste”. E, ancora, il direttore de L'Osservatore Romano Andrea Monda che sottolinea: "Questo Pontificato vive il dramma dell' umanità che poi è la storia eterna dell' uomo. Papa Francesco conosce molto bene questa dimensione drammatica, ma al tempo stesso la affronta partendo dalla domenica di Pasqua non dal venerdì. La croce c'è ed è totale. Una totale immersione nel mistero del dolore, della sofferenza, dell'ingiustizia ma illuminata e riscattata dalla luce della Pasqua. Francesco sa che Cristo risorgendo ha vinto sulla storia”. Nello "Speciale" di Rai Vaticano, poi, il racconto delle guerre e della pace, nella testimonianza dello storico Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant' Egidio. A Matera è il vescovo Antonio Giuseppe Caiazzo a raccontare una terra "metafora di uno sviluppo possibile, con il rilancio del patrimonio artistico ed umano. Molti giovani - afferma - hanno deciso di rimanere". Illustrando, infine, la mostra Exodus il Presidente della Fondazione Migrantes, Mons. Guerino Di Tora, dichiara: "Gesù dona se stesso, è quindi motivo grande di una speranza nuova per l' umanità intera". Lo Speciale sarà replicato su Rai Storia, sabato 20 aprile, alle ore 13.00, e per l'estero, nella settimana seguente, sui canali di Rai Italia.

MCI Germania: dal 1° maggio don Marwan nuovo missionario a Lippstadt.

15 Aprile 2019 - Francofore - Con decreto del 27 febbraio 2019 don Marwan Youssef, coadiutore pastorale nei mesi di marzo e di aprile, è stato nominato, a partire dal primo maggio, responsabile della Missione Cattolica Italia di  Lippstatd, che abbraccia i decanati di Lippstadt-Rüthen e Hellweg (i vecchi decanati di Soest e Werl). Il delegato nazionale delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia, p. Tobia Bassanelli informa che il nuovo sacerdote sostituisce p. Pierino Natali che dal 2008 al 2016 è stato anche responsabile della Comunità di Paderborn e dal 2017 al 2018 commissario di quella di Dortmund. Coordinatore della Zona Nord per un lungo periodo, lascia una “eredità di grande vicinanza alle persone, di fedele e attiva presenza agli Esercizi Spirituali ed ai Convegni Nazionali, duranti i quali ha curato in modo particolare la liturgia. A lui la nostra gratitudine che si unisce  a quella della diocesi di Paderborn, dell’arcivescovo Becker e del Vicario generale Hardt”. A p. Marwan “i migliori auguri”, aggiunge il delegato. L’11 maggio la celebrazione con il passaggio delle consegne alle ore 17.30, nella chiesa S. Nicolai di Lippstadt.  

Roma: un documento di studio su l’inclusione e la partecipazione delle nuove generazioni di origine immigrata

15 Aprile 2019 - Roma – Domani, 16 aprile, nella sede del Parlamento del Cnel a Roma la presentazione del documento “L’inclusione e la partecipazione delle nuove generazioni di origine immigrata. Focus sulla condizione femminile” realizzato dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) in collaborazione con la Consulta delle associazioni e organizzazioni dell’Agia con il supporto tecnico dell’Istituto degli Innocenti. Nel corso della mattinata saranno illustrate anche le raccomandazioni che l’Autorità garante Filomena Albano rivolgerà al Miur, al Ministero dell’Interno, a quello della Salute, alle Regioni, ai Comuni, ai servizi sociali, agli Ordini degli assistenti sociali e dei giornalisti. Tra i partecipanti gli esperti che hanno lavorato al documento e alcuni giovani che porteranno la loro testimonianza di ragazze e ragazzi appartenenti alle nuove generazioni di origine immigrata. Prevista anche una tavola rotonda con rappresentanti delle istituzioni, tra cui quelle destinatarie delle raccomandazioni.

Andria: a “Il caffè della Parola” si parla di immigrazione

15 Aprile 2019 - Andria - Proseguono gli incontri de “Il caffè della Parola – dalle parole al Verbo” promosso dall’Ufficio Migrantes della diocesi di Andria in collaborazione l'Associazione di volontariato Salah. Ospite di questo terzo appuntamento, oggi pomeriggio, è don Giovanni De Robertis, Direttore generale della Fondazione Migrantes con il quale si approfondirà il tema della prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato: “Non si tratta solo di migranti”.  

Germania: un portale per gli italiani di Monaco

15 Aprile 2019 - Monaco di Baviera - La LMU, Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, presenta un progetto linguistico per raccogliere storie, impressioni, immagini sulla presenza italiana nella città bavarese. Lo scopo del portale, informa il mensile delle Missioni cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia “Corriere d’Italia”,  è quello di documentare come le forme di migrazione e mobilità italiane siano cambiate nel tempo e come la dimensione urbana di Monaco di Baviera si sia lasciata trasformare dalla “comunità” italiana. Il sito – dice Thomas Krefeld -  è nato da “una costellazione particolare, quando un mio vecchio interesse linguistico, che risale almeno al 2002 e che non si è mai spento, è stato riacceso da due progetti di ricerca svolti nella scuola di dottorato della LMU. Indovinare chi sono le autrici non è difficile, visto questa intervista. Attraverso la piattaforma si vuole unire il tema della lingua italiana e degli italiani in Germania all’orizzonte dei nuovi media, basati sull’utilizzo di internet. Grazie proprio a questo sviluppo telematico è diventato molto più facile per le scienze umanistiche entrare in contatto con le persone che vivono le realtà descritte e analizzata dalla linguistica . D’altro canto, le stesse persone hanno la possibilità di partecipare a un discorso che coinvolge la (loro) vita quotidiana e la ricerca scientifica”. L’idea della piattaforma – spiega Sara Ingrosso - è nata nel febbraio 2018 a seguito di una conferenza di divulgazione scientifica organizzata per far conoscere le dinamiche storiche, sociologiche e linguistiche della migrazione e della recente mobilità dall’Italia verso Monaco di Baviera. Riteniamo fondamentale – aggiunge - dare continuità alla ricerca su queste tematiche e ampliare la nostra rete di divulgazione scientifica. Allo stesso tempo riteniamo che i protagonisti delle nuove migrazioni e mobilità non siano soltanto degli spettatori passivi, ma che debbano essere dei partecipanti attivi. Per questo abbiamo pensato di creare una piattaforma in cui gli utenti possano caricare direttamente le proprie impressioni”. La piattaforma – aggiunge Teresa Barberio - “Monaco italiana” nasce da “una visione che è quella di creare una rete tra gli italiani a Monaco di Baviera, spesso anche definita come ‘la città più a Nord d’Italia’. Infatti, secondo i dati dell’Istituto di Statistica di Monaco vivono attualmente in città 27.869 cittadini italiani, un numero molto alto che classifica il gruppo degli italiani al terzo posto (dopo turchi e croati) come maggiore presenza straniera sul territorio”.  

TuttixTutti: il concorso rivolto alle parrocchie

15 Aprile 2019 - Roma - “Chi partecipa fa vincere gli altri”. È lo slogan che promuove il concorso per le parrocchie TuttixTutti, promosso dalla CEI a livello nazionale, in corso fino al 31 maggio 2019. Ogni parrocchia potrà parteciparvi iscrivendosi online su www.tuttixtutti.it, creando un gruppo di lavoro, ideando un progetto di solidarietà e organizzando un incontro formativo per promuovere il sostegno economico alla Chiesa cattolica. Le iscrizioni saranno aperte fino al 31 maggio 2019 mentre la proclamazione dei vincitori avverrà il 30 giugno tramite la pubblicazione sul sito www.tuttixtutti.it. Dieci i premi, compresi tra €1.000 e €15.000, attribuiti dalla Giuria composta dai membri del Servizio per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa cattolica, che selezionerà i 10 progetti di solidarietà considerati più meritevoli secondo i criteri di valutazione pubblicati sul sito e giudicherà la qualità degli incontri formativi realizzati. “TuttixTutti” rappresenta una grande opportunità per le parrocchie che possono vincere contributi rilevanti per la realizzazione di iniziative solidali. Il nostro concorso nazionale ha contribuito, in otto anni di storia, - afferma Matteo Calabresi, responsabile del Servizio Promozione della C.E.I. - alla realizzazione di moltissime proposte che offrono risposte concrete ai bisogni delle famiglie, dei giovani e degli anziani. Penso in particolare ad alcune parrocchie in contesti sociali a rischio o caratterizzati da povertà e disoccupazione anche giovanile”. Un successo crescente quello di TuttixTutti, concorso atteso ed apprezzato dalle parrocchie, che premia quelle idee che nascono da un'intera comunità parrocchiale, desiderosa di aiutare chi ha più bisogno. Può essere una sala prove per i giovani, un doposcuola di qualità, una mensa per senza fissa dimora o un piano di formazione-lavoro in un'azienda agricola. “Nel corso degli anni abbiamo registrato una crescente partecipazione raggiungendo, - prosegue Matteo Calabresi - nel 2018, ben 567 iscritti con migliaia di persone coinvolte e centinaia di candidature presentate. Siamo rimasti colpiti dalla capacità e dall’attenzione delle parrocchie che hanno aderito al bando presentando progetti a sostegno delle più svariate situazioni di disagio e fatica emergenti dal territorio. I vincitori hanno potuto avviare iniziative utili a tutta la comunità come nel caso del progetto presentato dalla Parrocchia Santi Pietro e Paolo di Catania, vincitrice del 1° premio dell’edizione 2018, che ha realizzato una casa d’accoglienza per nuclei familiari in difficoltà o, tra le altre, contribuendo all’avviamento del Multiservice solidale per offrire strumenti professionali nella forma del prestito d’uso, pensato dalla Parrocchia Sacro Cuore in Soria di Pesaro che si è aggiudicata il 2° premio, e all’articolato progetto, 3° classificato, ideato dalla parrocchia Santa Maria della Fiducia di Roma, rivolto a persone senza fissa dimora e a famiglie in stato di disagio”. Anche quest’anno le parrocchie che si impegneranno a formare i propri fedeli organizzando un incontro formativo, secondo i criteri indicati nel regolamento disponibile su  www.sovvenire.it/incontriformativi, potrebbero ricevere un contributo variabile tra €500 e €1.500 a seconda della qualità dell’incontro organizzato.  “Gli incontri formativi hanno la finalità di spiegare alle comunità come funziona il sistema di sostegno economico alla Chiesa, tema sul quale c'è ancora poca conoscenza,- conclude Matteo Calabresi - per promuoverne i valori fondamentali come la trasparenza, la corresponsabilità, la comunione, la solidarietà. Gli incontri rappresentano un’ulteriore opportunità per le parrocchie che si sono impegnate a formare i propri fedeli, secondo le linee guida fornite dal nostro ufficio, di ricevere un utile contributo per le attività svolte.” Per partecipare a TuttixTutti con la propria parrocchia basta ideare un progetto di solidarietà, organizzare un incontro formativo e iscriversi online sul sito www.tuttixtutti.it, in accordo con il parroco. Tutti gli approfondimenti sono disponibili su www.tuttixtutti.it e sulle pagine Facebook e Twitter.

Germania: uscito Il primo volume della storia della pastorale italiana

15 Aprile 2019 - Francoforte - Dopo alcuni anni di lavoro, a cura di Mons. Silvano Ridolfi, è uscito il primo volume della storia della pastorale italiana in Germania. Il libro si concentra in particolare sulle origini e sui primi decenni della nostra presenza qui. Un secondo volume uscirà nei prossimo mesi. Questa pubblicazione non vuole essere un doppione del voluminoso testo di don Lupo Vito “Die Italienischen Katholischen Gemeinden in Deutschland”, edito dalla Lit Verlag Münster nel 2005 - dice il coordinatore nazionale p. Tobia Bassanelli - ma una “preziosa integrazione ad opera di uno dei primissimi e più importanti artefici delle nostra presenza in Germania e dell’attività dell’Ufficio CEI per la pastorale dell’emigrazione italiana (oggi la Migrantes). Mons. Ridolfi, appunto, a suo tempo anche delegato e ultimo direttore dell’UCEI”.  

Il Dio pellegrino

12 Aprile 2019 - Roma - “Il Dio pellegrino. Appunti spirituali per una città dove nessuno è straniero”. Questo il titolo di un volume, con prefazione dell’arcivescovo di Bari-Bitonto, Mons. Francesco Cacucci, scritto dal Direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni de Robertis ed edito da Gracale. Il testo raggruppa, per voci tematiche, riflessioni ed esortazioni spirituali maturate in venticinque anni di ministero sacerdotale dell’autore, nella comunità parrocchiale di San Marcello a Bari. Stranieri e pellegrini è il tema dominante di queste pagine che rivelano un appassionato impegno evangelico sul campo, fra le ‘pecore del gregge’, a continuo contatto con migranti, poveri ed emarginati di ogni età e condizione sociale. Pagine, spiega don De Robertis, che nella quasi totalità, non sono state scritte per essere pubblicate ma in vita di omelie, ritiri, catechesi, incontri, etc.

Scalabriniane: “parole del Papa testimoniano necessità politica globale”

12 Aprile 2019 - Roma – “Le parole di Papa Francesco di oggi testimoniano come sia opportuno che i Paesi del mondo si fermino con le loro costruzioni di muri (ideali e reali) per attuare una reale politica contro la tratta degli esseri umani, enorme crimine contro l’umanità. Dietro a questa condotta c’è la malavita organizzata che sfrutta i sogni dei più poveri per destabilizzare e per garantire il mantenimento dei loro affari”. A parlare è sr. Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Suore Missionarie Scalabriniane, a margine dei lavori della  Conferenza internazionale anti tratta. “L’impegno della Chiesa, delle suore scalabriniane, nel nostro piccolo, è costante e vuole essere un servizio – ha aggiunto –  di sensibilizzazione, di difesa e di accompagnamento. Nelle corde di chi la politica la fa per passione o per lavoro, i nostri governanti (quelli di tutto il mondo) dovrebbero fare proprio l’invito del Pontefice realizzando un percorso concreto contro la tratta. Un impegno su questo fronte vuol dire evitare le morti in mare, lo sfruttamento, le violenze, vuol dire garantire a tutti un futuro davvero migliore. Gli innumerevoli gesti di solidarietà la straordinaria generosità di alcuni comuni, di alcune parrocchie, di singoli cristiani rappresentano anche una lotta alla tratta; non possiamo credere che ci sentiamo la coscienza a posto con tutto questo, è urgente fare scelte che diano speranza ad ogni uomo e ad ogni donna sulla terra; certamente un solo Paese non può tutto: ci vuole unità reale”.