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Mons. Nosiglia: “la carità e la giustizia non hanno bisogno di sussidi pubblici”

25 Giugno 2019 -   Torino – “La questione del senza oneri per lo Stato intende sottolineare che la carità e la giustizia non hanno bisogno di sussidi pubblici”. Lo dice oggi l’arcivescovo di Torino, Mons. Cesare Nosiglia, in una intervista alla redazione di Torino del quotidiano “La Repubblica” dopo la disponibilità data ieri ad accogliere “senza oneri per lo Stato” i migranti da 13 giorni sulla nave “Sea Watch”. (https://migrantesonline.it/2019/06/24/mons-nosiglia-la-nostra-chiesa-e-disponibile-ad-accogliere-senza-oneri-per-lo-stato/). Torino, ha detto il presule,  è la città dei “Santi sociali come il Cottolengo e don Bosco che hanno dato vita a opere grandiose a favore dei poveri e dei giovani partendo dalla fede nella provvidenza. Ogni volta che io a Torino ho promosso qualche impegno che esigeva un supporto anche finanziario per i poveri ho sempre avuto una risposta generosa da parte di tante persone che si sono rese disponibili ad aiutare gratuitamente e senza volere alcuna pubblicità. Sono gli spiccioli dei poveri che aiutano i poveri e chi più è nel bisogno sovente fa meglio dei ricchi e benestanti”. Nela diocesi torinese, spiega ancora Mons. Nosiglia, “interventi sono già in atto per molti immigrati e rifugiati, oltre che per gli italiani. Vogliamo favorire un percorso che accompagni ogni persona ad essere riconosciuta per le sue esigenze concrete. Per cui non riteniamo di collocarli in luoghi affollati ma in piccoli gruppi e nelle famiglie, una ventina, che si sono rese disponibili. Questo esige un impegno più ampio di luoghi di accoglienza e di personale per l’accompagnamento. Solo così ogni persona può sentirsi sostenuta nel suo percorso di inclusione sociale”. Il presule torinese spiega poi di aver ricevuto “l’apprezzamento e l’adesione” al suo appello da parte di altri vescovi e si dice certo “che altri si uniranno”. Ieri durante la celebrazione in Duomo l’appello del dell’arcivescovo è stato salutato da un applauso che Mons. Nosiglia non si aspettava perché “i nostri fedeli non sono usi applaudire durante una funzione religiosa. Probabilmente il problema è sentito e anche se ci sono pareri diversi tra i cattolici praticanti circa i migranti, quando si si tratta di aiutare delle persone che hanno bisogno prevale il valore della carità che è superiore ad ogni posizione politica”. (R.I.)

Easo: domande asilo in Ue ai livelli pre-crisi nel 2018

25 Giugno 2019 - Bruxelles -  “Le domande di asilo nell’Unione europea sono diminuite per il terzo anno consecutivo nel 2018, tornando ai livelli pre-crisi”. Le domande sono invece aumentate nei primi cinque mesi del 2019, “ma è troppo presto per attestare una variazione di tendenza”. Lo attesta l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (Easo, con sede alla Valletta) nella relazione annuale 2018 pubblicata ieri, come riferisce il Sir. Nel 2018 sono giunte 664.480 richieste di protezione internazionale, il 10% in meno dell’anno precedente; si conferma però “una forte variazione tra gli Stati membri e tra le singole cittadinanze” richiedenti. “Il tasso di riconoscimento in primo grado delle domande è stato del 39%, con una diminuzione di 7 punti percentuali rispetto all’anno precedente”. Siria (13%), Afghanistan e Iraq (7% ciascuno) sono i tre principali Paesi di origine dei richiedenti asilo. I primi 10 Stati di origine includono anche Pakistan, Nigeria, Iran, Turchia (4% ciascuno), Venezuela, Albania e Georgia (3% ciascuno). “Nel 2018, quasi un quinto di tutte le domande sono state presentate da cittadini di Paesi esenti dall’obbligo del visto per entrare nello spazio Schengen, compresi venezuelani, colombiani, albanesi e georgiani”.  

Sea-Watch3: 40 organizzazioni scrivono al presidente Conte

25 Giugno 2019 - Roma - “Apprezziamo che nei giorni scorsi l’Italia abbia consentito lo sbarco di bambini, donne incinte e altre persone vulnerabili. Resta tuttavia di urgenza inderogabile che tutte le persone a bordo, in particolare i minorenni e le altre persone vulnerabili, possano toccare terra in un porto sicuro nel minor tempo possibile e che alle valutazioni politiche venga anteposta la tutela della vita e dell’incolumità degli esseri umani”. Questo il messaggio contenuto nella lettera inviata venerdì al presidente del Consiglio Giuseppe Conte da oltre 40 associazioni e organizzazioni impegnate per la tutela dei diritti dei minorenni e di rifugiati e migranti, in riferimento alle 42 persone a bordo della nave Sea Watch, giunta ormai al suo 12° giorno nel Mediterraneo. I 40 firmatari chiedono che l’Italia adempia ai suoi doveri di solidarietà, assistenza e accoglienza, così come previsto dalla Costituzione italiana e dal diritto internazionale. Sottolineando come la Sea Watch non possa ottemperare all’ordine di ricondurre le persone salvate in Libia, in quanto porto non sicuro, le organizzazioni firmatarie dell’appello evidenziano la necessità “che l’Italia e gli altri Stati coinvolti collaborino attivamente al completamento delle operazioni di soccorso con il rapido approdo in un porto sicuro di tutte le persone a bordo e chiedono al presidente Conte di ricorrere alle sue responsabilità per fare sì che le operazione di sbarco possano essere condotte nelle prossime ore, assicurando l’opportuna immediata presa in carico dei minorenni ancora a bordo e di tutte le altre persone bisognose di cure e supporto”. Tra i firmatari, Amnesty International Italia, Arci, Asgi, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Associazione 21 Luglio, Centro Astalli, Ciai – Centro Italiano Aiuti all’Infanzia, Cir, Cittadinanzattiva, Cnca – Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Intersos, Medici per i Diritti Umani, Medici Senza Frontiere, Oxfam, Salesiani per il Sociale, Save The Children Italia, Terre des Hommes.  

Card. Montenegro: “le leggi dovrebbero rispettare gli esseri umani”

25 Giugno 2019 - Agrigento - “Incomprensibile”. Per il Card. Francesco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento, le leggi “dovrebbero essere fatte per rispettare gli uomini, invece a quanto pare ci dimentichiamo di avere davanti a noi degli esseri umani”. Lo afferma in una intervista al Sir sulla vicenda della nave Sea-Watch3 bloccata da dodici giorni in acque internazionali, al largo delle coste di Lampedusa, con 42 persone a bordo, alcuni dei quali in condizioni fisiche molto precarie a causa delle torture subite nei centri libici. “C’è un uomo che soffre. Potrebbe essere mio fratello, potrei essere io, laddove c’è sofferenza non posso voltare le spalle”, è questo il suo appello. La cosa “più logica” sarebbe farli sbarcare e poi decidere dove accoglierli: “L’Europa è così grande, non credo che così poca gente possa mettere in crisi un continente”. “A volte – osserva – sembra che l’unico parere possibile sia il silenzio perché determinati atteggiamenti sono incomprensibili. Le norme, le leggi dovrebbero essere fatte per rispettare gli uomini ma a quanto pare ci dimentichiamo che abbiamo davanti degli esseri umani. Che esseri umani debbano vivere così, in attesa chissà di chi o cosa, soltanto perché ci sono dei ‘no’ mi sembra incomprensibile. Perché va contro ogni logica: della sicurezza, della difesa… Si resta proprio senza parole”. A suo avviso “oramai stiamo cavalcando il cavallo dell’odio. La cosa più triste è che se una persona ha un’idea tutti possono permettersi il lusso di insultare. Ci stiamo incamminando verso la via della prepotenza e del far west. Quello che ha la pistola più veloce spara per primo”.  

Barcellona: l’esperienza “Caminem-junts-en-la-diversitat

24 Giugno 2019 - Barcellona- Domenica scorsa 16 giugno la città di Tarragona (Catalogna) ha ricevuto la visita di un gruppo di turisti davvero speciali: le tantissime persone che hanno partecipato alla Giornata di Convivenza “Caminem-junts-en-la-diversitat” organizzato dalla delegazione diocesana di Pastorale Sociale dell’arcidiocesi di Barcellona. La capitale catalana accoglie comunità cristiane provenienti da ogni angolo del pianeta. Dal 2014 è presente sul territorio anche la Comunità Cristiana Italiana, che ha valuto partecipare a questa gita internazionale insieme alle comunità portoghese, brasiliana, filippina, cinese, ed altre ancora: in totale più di 550 persone! Un giro del mondo in 10 autobus che hanno accompagnato la comitiva fino alla città catalana – i cui resti archeologici sono iscritti trai Patrimoni mondiali dell’umanità dell’UNESCO. Oltre alla visita culturale ed alla condivisione di un lauto picnic in vari parchi e spazi verdi della città, il momento forte della giornata è stata la celebrazione della Santa Messa nella bella cattedrale gotico-romanica dedicata a santa Tecla. Era il giorno in cui si festeggiava la solennità della Santissima Trinità. Durante l’omelia le parole di Mn. Joan Costa Bou ci hanno fatto riflettere sulla grande allegria che la saggezza regalava a Dio, giocando alla Sua presenza mentre costruiva la sua opera; sul mistero della Trinità e sul suo significato di legame d’amore tra Padre e il Figlio, che attraverso lo Spirito abbraccia tutta l’umanità. Trinità come espressione di unione e comunità. E la celebrazione a cui stavamo partecipando era la maniera migliore di celebrarne la festa: perché eravamo in tanti, di lingua e culture diverse, ma uniti dallo stesso desiderio di condividere un cammino sentendoci tutti parte della chiesa come della stessa famiglia. Non ci sono migranti o forestieri nella chiesa, ha ricordato Mn. Joan, ma solo persone, fratelli che la arricchiscono con la loro diversità. Ed è questa ricchezza che rende viva la diocesi di Barcellona. Non solo le parole di Mn. Joan hanno reso speciale questa celebrazione, ma anche il meraviglioso canto delle ragazze filippine ed il momento della preghiera dei fedeli, quando ci si è rivolti al Signore perché ogni essere umano abbia la possibilità di raggiungere il luogo dove desidera vivere. E il momento del Padre Nostro, la preghiera che Gesù ci ha insegnato, che è stato cantato dalla comunità cinese nella loro lingua. In definitiva un’occasione arricchente dal punto di vista umano, intellettuale ma anche e soprattutto spirituale; per abbattere i pregiudizi e fabbricare passaggi, fomentare il dialogo e  sentirsi davvero tutti fratelli nell’abbraccio della grande madre Chiesa. (Teresa Zacchia)

Migrantes: il 26 giugno il ricordo di Mons. Musaragno

24 Giugno 2019 - Roma – Ricordare la figura eccezionale di un sacerdote che, per 50 anni e più, ha dedicato tutte le sue energie, la sua passione e la sua intelligenza a sostenere centinaia e centinaia di giovani venuti in Italia dai paesi cosiddetti in via di sviluppo per fare un percorso di studio. E’ questo lo scopo di un incontro che si svolgerà mercoledì pomeriggio, 26 giugno, su iniziativa della Fondazione Migrantes. Il sacerdote è Mons. Remigio Musaragno che ha dedicato la sua vita, spentasi a 82 anni nel 2009, al servizio degli studenti universitari di ogni parte del mondo. Di origine padovana la sua aspirazione era di partire missionario per l’Africa. L’Africa, però,  la trovò in Italia perché tanti dei suoi studenti provenivano e continuano a provenire da quel continente. Presso il grande Convitto Universitario da lui istituito in Via del Conservatorio, quasi al centro di Roma, che ha ospitato centinaia di studenti fondò anche  il Centro Culturale Internazionale con l’obiettivo di affrontare le problematiche vive di questa categoria. Molti dei temi sono stati affrontati nella rivista “Amicizia” da lui fondata come rivista dell’UCSEI (Ufficio Centrale Studenti esteri in Italia). L’incontro promosso dalla Migrantes vuole essere anche un momento di confronto e di scambio, tra alcuni degli ex studenti e alcuni dei collaboratori e amici, per riflettere sulle figura di questo sacerdote. “Essere studenti esteri o immigrati per motivi di lavoro si è sempre gente che vive fuori della propria patria, galleggianti su una piattaforma mobile, privi di sicurezza per l'oggi e per il domani, con cuore aperto e riconoscente verso chi porge una mano per sollevare da questa condizione di sofferta precarietà”, ha scritto p. Bruno Mioli  nel volume “Dalla parte degli studenti esteri. La buona battaglia di don Remigio Musaragno” presentato a Roma in occasione degli 80 anni del sacerdote. Oggi il numero degli studenti stranieri nelle università statali italiane (dato 2016) è pari a 73.602 e rappresenta il 4,5% degli iscritti. Di questi, 57.638 (78,3%) sono i giovani provenienti da paesi extra-europei. Se consideriamo la percentuale di studenti stranieri in relazione al totale nazionale degli studenti iscritti, la regione al primo posto è la Lombardia, che raggiunge il 18,9%. E’ seguita dal Lazio (12%), dall’Emilia Romagna (11,8%)  e dal Piemonte (11,7%). Durante l’incontro, introdotto dal direttore generale della Fondazione Migrantes, don Giovanni De Robertis, sono previsti alcune testimonianze sull’opera di don Musaragno nel campo del diritto allo studio, della formazione umana e culturale, dell’incontro interculturale, del ruolo degli studenti stranieri nella cooperazione allo sviluppo con i paesi di origine. Seguirà una celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo ausiliare di Roma, Mons. Gianpiero Palmieri. (Raffaele Iaria)  

Mons. Nosiglia: “la nostra Chiesa è disponibile ad accogliere senza oneri per lo Stato”

24 Giugno 2019 - Torino -  “Desidero esprimere la mia solidarietà a quanti in Italia e anche nella nostra città stanno dimostrando pacificamente per richiamare l’attenzione sulla situazione di grave e ingiusta sofferenza in cui si trovano 43 persone sulla nave Sea Watch al largo di Lampedusa”. Lo ha detto oggi Mons. Nosiglia, arcivescovo di Torino, a margine della messa di san Giovanni celebrata questa mattina, come riferisce il Sir. Ricordando che un gruppo di cittadini torinesi, per solidarietà, “ha iniziato a dormire davanti alla chiesa di San Dalmazzo”, Mons. Nosiglia ha affermato: “Come ha sempre fatto anche in altre circostanze analoghe, la Chiesa di Torino è disponibile ad accogliere senza oneri per lo Stato questi fratelli e sorelle al più presto, se questo può servire a risolvere il problema”. Intanto la Corte di Strasburgo ha reso noto di aver ricevuto una richiesta di "misure provvisorie" da parte della Sea Watch 3 per chiedere all'Italia di consentire lo sbarco dei migranti. La Corte ha rivolto una serie di domande sia alla Sea Watch 3 che al governo italiano. Questi ultimi dovranno rispondere entro oggi pomeriggio. La Corte in base ai suoi regolamenti può chiedere all'Italia di adottare quelle che vengono definite "misure urgenti" e che "servono ad impedire serie e irrimediabili violazioni dei diritti umani".  

Rieti: oggi la celebrazione della Giornata del Rifugiato

24 Giugno 2019 - Rieti - Sarà celebrata anche a Rieti, questa sera, la Giornata Mondiale del Rifugiato promossa dall’Onu. Come lo scorso anno, su iniziativa di Caritas e Migrantes della diocesi, raduno in piazza San Francesco alle 19.15, per un incontro di preghiera interreligiosa: assieme al vescovo, Mons. Domenico Pompili, ci saranno i rappresentanti di diverse confessioni religiose (musulmani, buddisti, evangelici, chiesa nigeriana, ortodossi ucraini). A seguire, un momento di fraternità all’interno del chiostro. L’incontro “vuole essere un’occasione per promuovere il dialogo e la conoscenza reciproca, e insieme dare un contributo alla maggiore comprensione del complesso fenomeno delle migrazioni forzate”.

Refugees got talent: vince la poetessa Hannah Imordi

24 Giugno 2019 - Catania - Un pubblico numeroso ha accompagnato le tre ore del “Refugees Got Talent”, tra spettacolo e testimonianze, che si è tenuto in piazza Università, a Catania, unico show del genere in tutta Italia dedicato alla Giornata mondiale del Rifugiato (https://migrantesonline.it/2019/06/21/catania-oggi-refugees-got-talent/). A vincere il talent – organizzato dalla Rete del Rifugiato, col patrocinio dell’Unhcr, del Comune e dell’arcidiocesi di Catania – è stata la poetessa Hannah Imordi che “ha saputo esprimere, con parole semplici e intense, esaltate da una presenza e da una recitazione di grande impatto emozionale, il senso più profondo e doloroso del viaggio e dell’esperienza in una nuova terra”. Sul podio anche il cantante Loveth Oluwatobi e il ballerino Soumah Mamadou, che ha ottenuto una borsa di studio dal maestro Lino Privitera per un corso di perfezionamento a “L’Opéra”, centro professionale di danza di Catania. Sul palco erano 13 i finalisti in gara che hanno fatto ballare, cantare, emozionare il pubblico. Varietà e qualità hanno ispirato la serata che ha potuto svelare al pubblico i tanti talenti nascosti, stranieri e italiani, della città: cantanti rap, reggae, ballerini, danzatori, poeti, musicisti. (Sir)  

Firenze: al centro studenti internazionale “La Pira” il Fiorino d’Oro del Comune

24 Giugno 2019 - Firenze – Il Centro internazionale studenti Giorgio La Pira “da oltre 40 anni un luogo unico nel cuore di Firenze, uno spazio aperto al dialogo e all’incontro tra culture che diventa laboratorio permanente di educazione alla pace, all’accoglienza, alla cittadinanza”. Con questa motivazione ieri sera il Centro Internazionale Studenti “Giorgio La Pira” di Firenze ha ricevuto uno dei Fiorini d’Oro assegnati in occasione della festa patronale di san Giovanni Battista. Il l sindaco Dario Nardella ha consegnato le onorificenze conferite a personalità che per la loro attività in campi diversi si meritano il riconoscimento della città di Firenze. Tra i premiati anche la Caritas diocesana per Casa Vittoria, “da 30 anni una casa famiglia per persone in situazioni delicate e di disagio, un rifugio per gli ultimi dove trovare solidarietà e calore umano dove riscoprire il cuore vero di Firenze”. (R.I.)  

Scalabriniane : suore ‘in formazione’ per servizio di sostegno lungo le frontiere del mondo

21 Giugno 2019 - Roma - Le suore ‘a scuola’ per diventare missionarie del servizio itinerante, in uno dei luoghi più ‘caldi’ del mondo per le migrazioni: il Messico. L’iniziativa è delle Suore Scalabriniane che fino al prossimo 30 giugno tengono un percorso formativo per prepararsi come ‘specialiste delle emergenze umanitarie’ con migranti e rifugiati. Infatti il percorso è proprio dedicato al Servizio itinerante della Congregazione, quell’iniziativa che permette alle sorelle di poter muoversi in relazione alle emergenze di migrazione che toccano le diverse frontiere del mondo. Oltre all’America Centrale il Servizio itinerante è presente anche nel Sud Italia e nel Nord del Brasile “L’idea – spiega suor Albertina Pauletti, animatrice generale dell’apostolato che ha aperto i lavori – è quello di formare le consorelle per dare loro tutti quegli strumenti per poter agire sostenendo i migranti e rifugiati direttamente nelle frontiere. Conoscere i contesti migratori è per noi essenziale per poter garantire un migliore servizio verso alle persone in situazione de emergenza. di accoglienza. Ci sono questioni che si possono affrontare in modo condiviso e questioni che invece possono essere declinate sulle diverse peculiarità locali. Il contesto è fondamentale come è altrettanto importante rendersi conto di come sostenersi e sostenere esseri umani bisognosi di aiuto”.      

Catania: oggi Refugees’ Got Talent

21 Giugno 2019 - Catania – Si terrà questa sera, 21 giugno, a partire dalle ore 20, in Piazza Università, a Catania, la seconda edizione dell’evento dedicato alla Giornata Mondiale del Rifugiato. La serata, condotta da Emanuele Bettino, offrirà uno spettacolo con le storie di rifugiati e rifugiate e le testimonianze dei volontari impegnati in prima linea nell’accoglienza. L’evento, organizzato dalla Rete del Rifugiato – Coordinamento di Catania, un raggruppamento di associazioni, enti e comunità etniche impegnati nell’accoglienza e nel supporto a migranti e rifugiati nel territorio di Catania, ha il patrocinio dell’UNHCR (Agenzia ONU per i Rifugiati), del Comune e della diocesi di  Catania. Tra i momenti più attesi della serata, la finalissima del Refugees’ Got Talent: il pubblico potrà apprezzare i 13 finalisti – ballerini, cantanti, poeti e attori – che hanno superato la preselezione seguita al lancio del contest dello scorso maggio. In Piazza Università si alterneranno rifugiati, migranti e italiani che, nelle loro esibizioni, tratteranno i temi della fuga, della protezione e dell’accoglienza. I 13 finalisti avranno la possibilità di esibirsi in uno dei luoghi più rappresentativi di Catania, davanti a un pubblico numeroso e a una giuria d’eccezione e dal profilo artistico internazionale. Della Rete del Rifugiato, promotore dell’iniziativa fanno parte, fra gli altri, l’ufficio Migrantes e Caritas della diocesi.  

Torino: mostra in Tribunale sulla Città “invisibile”

21 Giugno 2019 - Torino - Il luogo dove a Torino si amministra la giustizia si riempie delle immagini di vita quotidiana degli “Invisibili”, i senza fissa dimora che nelle città italiane e del mondo non godono della giustizia e che, per la condizione in cui vivono, vedono ristretta la  propria libertà. Si tratta della mostra fotografica di Mauro Raffini che dal 21 giugno al 3 settembre viene allestita nella caffetteria del Tribunale di Torino (corso Vittorio Emanuele II 130), promossa dall’Ufficio per la Pastorale dei Migranti (Migrantes) della Diocesi torinese e dal Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Torino. “Il luogo scelto per l’esposizione è certamente provocatorio», evidenzia don Fredo Olivero della Pastorale Migranti, “intendiamo riportare all’attenzione delle istituzioni e dei cittadini un problema sociale che ancora oggi resta irrisolto, nonostante l’impegno sinergico di vari attori del territorio e i passi avanti compiuti. Resta, infatti, aperta la sfida del reinserimento nella società delle persone che per vari motivi si vengono a trovare ai margini. I progetti virtuosi attivati, infatti, non hanno diminuito il numero dei senza tetto che ogni anno aumentano  in modo esponenziale sulle nostre strade (in Italia sono oltre 50 mila)”.

Morire di Speranza: ieri la veglia di preghiera a Roma

21 Giugno 2019 - Roma - “Alain, Mulela, Nadia, Youssef...”. In una basilica affollata da uomini e donne originari di tanti Paesi del mondo, insieme a chi li ha accolti e si è impegnato per la loro integrazione, sono risuonati i nomi di chi invece non ce l’ha fatta ad attraversare il mare. È stata commossa e molto partecipata “Morire di speranza”, la veglia organizzata a Santa Maria in Trastevere da tante associazioni – tra queste Migrantes - che lavorano ogni giorno per dare un futuro a chi arriva nel nostro Paese per ricordare le oltre 38 mila vittime dei viaggi in mare e via terra verso l’Europa, dal 1990 ad oggi. Tra gli ex migranti, oggi già avanti nell’integrazione, tanti che sono arrivati con i barconi, insieme a chi invece ha avuto la fortuna di giungere con i corridoi umanitari, il progetto realizzato da Sant’Egidio insieme alle Chiese protestanti italiane e alla Cei, dal Libano per i profughi siriani e dall’Etiopia per quelli del Corno d’Africa: sono ormai oltre 2.500, giunti non solo in Italia ma anche in Francia, in Belgio e ad Andorra. Le tragedie del mare non sono affatto finite. Nell'ultimo anno, da giugno 2018 ad oggi, le vittime sono state 2389, mentre nel primo semestre del 2019 sono già 904 i morti in mare, con un aumento delle donne e dei bambini che hanno perso la vita in traversate sempre più pericolose. A fronte di una diminuzione degli sbarchi, è infatti cresciuta la percentuale di morti e dispersi: se nel 2017, considerando solo il Mediterraneo Centrale, il tasso di mortalità di chi intraprendeva un “viaggio della speranza” era di 1 su 38, nel 2018 è stato di 1 su 14. “Le morti in mare non sono una statistica ma una tragedia dell’umanità di fronte alla quale non si può restare indifferenti - ha commentato il presidente della Comunità di Sant'Egidio, Marco Impagliazzo - da Santa Maria in Trastevere lanciamo un appello perché si aprano con urgenza nuovi corridoi umanitari e nuove vie legali di ingresso in Europa”. Nell’omelia il cardinale Joseph Farrell, prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, ha invitato ad ascoltare il “grido di angoscia lanciato da tante persone durante i viaggi della speranza, in balia del mare agitato e del clima avverso, e soprattutto in balia della crudeltà di uomini indifferenti alla loro sofferenza, alla loro dignità, alla loro vita”. Ricordando il Messaggio di papa Francesco per la 105ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, il cardinale ha concluso: “Una società che non è più capace di prendersi cura di chi è vulnerabile diventa disumana”.  Nel corso della veglia sono stati pronunciati ad alta voce alcuni nomi di chi è morto in mare nell’ultimo anno, accompagnati dall’accensione di candele in loro memoria e da canti in lingua, intonati dagli stessi rifugiati. Alcuni di loro sono stati compagni di viaggio di chi si è fatta memoria.  “Morire di speranza” - che i prossimi giorni verrà celebrata anche in altre città italiane ed europee è stata promossa per non dimenticare l’attesa e al tempo stesso la sofferenza di chi cerca protezione in Europa, per non rassegnarsi o assuefarsi alle tragedie ma impegnarsi per un mondo più umano e giusto. Associazioni che, di fronte al gran discutere di immigrazione in questi mesi, chiedono che si continui a salvare, accogliere e integrare chi fugge dalle guerre, ma anche che crescano i corridoi umanitari, aumenti il numero dei reinsediamenti dei profughi che hanno abbandonato il loro Paese e si aprano nuovamente vie legali anche per motivi di lavoro. Solo in questo modo le nostre società potranno essere più inclusive e quindi più sicure.    

Napoli: migrazioni e “sguardi” differenti, sfide per una cultura dell’incontro

21 Giugno 2019 - Napoli - Sono le migrazioni e l’interculturalità le due chiavi di lettura della prima giornata di lavori del Convegno di Napoli in svolgimento alla Sezione San Luigi della Pontificia Facoltà teologica dell’Italia meridionale, dove si riflette su “La teologia dopo Veritatis gaudium nel contesto del Mediterraneo”, in attesa dell’arrivo di papa Francesco. Stamattina alle 12 il Papa terrà la sua relazione per presentare il documento sulla “Fratellanza umana” firmato ad Abu Dhabi il 4 febbraio scorso. E ieri docenti e studenti si sono confrontati in un laboratorio culturale che cerca di individuare nel Mediterraneo un «luogo teologico», una «frontiera di mondi culturali diversi». «Oggi – ha ribadito Valerio Petrarca, docente dell’Università Federico II di Napoli – le merci hanno libertà di circolazione e le persone no». Ha rilanciato Carmelo Torcivia, docente della Sezione San Luigi: «La comunità cristiana deve registrare quanto accade e accogliere e capire come le istanze di liberazione vengono ad incrociarsi con la lotta contro le avversità del cammino, le prove subite». E deve interfacciarsi con esse. I segni dei tempi – hanno sottolineato Secondo Bongiovanni della San Luigi e Giorgio Marcello dell’Università della Calabria – spingono ad un’attenzione diversa verso i migranti. «Ma ci invitano all’ascolto», ha affermato Petrarca. «L’esempio di Ulisse che si commuove soltanto quando sente raccontare la sua storia da un altro da sé è stato l’esempio che – secondo Petrarca – deve spingere a un’alterità e ad un profondo esame di coscienza». «Il dialogo – ha evidenziato Bongiovanni – si ricompone nelle alterità che siamo riusciti a ricomporre. Solo il gesto del donare, non come concessione ma come riconoscimento gratuito della dignità dell’altro, capace di ristabilire un legame umano è la possibilesoluzione». La seconda parte della mattinata ha messo in dialogo la teologia al femminile: Giuseppina De Simone e Donatella Abignente, entrambe della Sezione San Luigi. La prima ha parlato di un «Mediterraneo luogo di contraddizioni ma anche in grado di esprimere nell’arte, nella cultura la sua storia». Abignente ha esposto il «valore etico del dialogo per la costruzione di una cultura dell’incontro fra persone e popoli» e ha ribadito «l’equivoco di un dialogo tattico spesso utilizzato coma arma, mentre il dialogo autentico comporta farsi accanto alla persona». Per arrivare, poi, alla relazione finale di Fabrizio Mandreoli, della Facoltà teologica dell’Emilia Romagna, che ha affrontato il tema di una «teologia che operi un ribaltamento: dove si parta dal presupposto che la tua vita vale come la mia». «Dai laboratori – ha concluso don Emilio Salvatore della Pontificia Facoltà teologica dell’Italia meridionale – abbiamo iniziato a tracciare una teologia del Mediterraneo nelle sue diverse articolazioni nel contesto, nel metodo, nei soggetti. Ora resta aperta la modalità di come il popolo possa diventare protagonista per condurre ad una nuova narrazione fatta di gesti e di parole». Oggi le conclusioni affidate al Papa. (ROSANNA BORZILLO – Avvenire)      

Rapporto Istat: saldo migratorio, in dieci anni persi 208mila giovani 20-34enni

20 Giugno 2019 - Roma - Il saldo migratorio con l’estero degli italiani è sempre negativo dal 2008 e ha prodotto una perdita netta di circa 420mila residenti in dieci anni. Circa la metà di questa perdita (208mila) è costituita da giovani dai 20 ai 34 anni e di questi, due su tre sono in possesso di un livello di istruzione medio-alto. Lo certifica oggi l’Istat nel “Rapporto annuale 2019”. Nel 2018, si legge nel documento, il collettivo dei giovani laureati occupati e non più in istruzione presenta un mismatch pari al 42,1%, valore che, sebbene più contenuto rispetto a quello dei giovani diplomati (52,6%), risulta ben più elevato di quello relativo alla popolazione laureata adulta (31,7%). “Il fenomeno del mismatch per i giovani laureati – spiega l’Istat – sembra avere un elevato grado di persistenza nel corso della carriera lavorativa degli occupati, mantenendosi infatti al di sopra del 40 per cento anche per coloro che hanno iniziato il primo lavoro da più di sei anni”. Sul fronte delle migrazioni interne, si è avuto un sistematico e ancor più significativo deflusso di giovani dai 20 ai 34 anni con livello di istruzione medio-alto dalle regioni del Mezzogiorno verso il Centro-nord (circa 250mila in dieci anni). Campania, Puglia, Sicilia e Calabria hanno perso complessivamente oltre 226mila giovani con un livello di istruzione medio-alto nell’ultimo decennio. Le regioni che nello stesso periodo hanno guadagnano in termini di capitale umano sono quelle del Centro-nord, in particolare, la Lombardia e l’Emilia-Romagna che hanno in attivo circa 154mila giovani. Secondo l’Istat, le seconde generazioni, costituite dai figli di cittadini stranieri nati nel nostro Paese e dagli stranieri che sono immigrati prima dei 18 anni, rappresentano un importante patrimonio su cui investire. Al 1° gennaio 2018 i minori di seconda generazione sono 1 milione e 316mila, pari al 13% della popolazione minorenne; di questi, il 75% è nato in Italia (991mila).

Papa Francesco: con i rifugiati la Provvidenza ci offre l’occasione per costruire società più fraterna

20 Giugno 2019 - Città del Vaticano - “Con i rifugiati la Provvidenza ci offre un’occasione per costruire una società più solidale, più fraterna, e una comunità cristiana più aperta, secondo il Vangelo”. Lo scrive Papa Francesco, in un tweet, in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, che si celebra oggi.

Lampedusa: migranti all’addiaccio per ottenere l’ok allo sbarco

20 Giugno 2019 - Lampedusa - Dormiranno all’aperto, sul sagrato della chiesa di San Gerlando fino a quando i 43 della Sea Watch non verranno fatti sbarcare. È l’iniziativa lanciata dal "Forum Lampedusa solidale". “A Lampedusa, decine e decine di volte in questi anni - affermano i promotori dell’iniziativa – le persone migranti hanno scelto la parrocchia di San Gerlando come luogo in cui riunirsi e incontrare chiunque fosse disponibile a conoscerli, parlare con loro e ascoltarli. Uomini, donne e bambini salvati in mare hanno, in quella piazza, raccontato sogni, aspirazioni e desideri, hanno pregato, cantato, digiunato e difeso in maniera pacifica i propri diritti, riaffermando la loro dignità”. Con loro ci sarà anche il parroco don Carmelo La Magra insieme a volontari di tutte le età della parrocchia.

Centro Astalli: per la Giornata del Rifugiato si accolgano i 43 migranti soccorsi

20 Giugno 2019 - Roma - Il Centro Astalli esprime “seria preoccupazione” per le 43 persone, tra cui un minore non accompagnato di 12 anni, a cui da diversi giorni viene “impedito di approdare in un porto sicuro, che di certo non è la Libia”. Si tratta di un gruppo di naufraghi, in condizione di “grave vulnerabilità, da giorni ormai in mare. Risultano stremati, provati da un viaggio che dai loro Paesi di origine - passando attraverso le torture che dichiarano di aver subito in Libia - sembra non volersi concludere per la cieca ostinazione di un’Europa che si chiude su se stessa”, si legge in una nota del Centro. Ecco che questa vicenda, la prima dall’entrata in vigore del decreto sicurezza-bis, evidenzia – sottolinea il Centro Astalli - con “cinica semplicità cosa significhi assimilare i problemi di sicurezza interna al tema delle migrazioni forzate e in cosa consista la sistematica criminalizzazione della solidarietà. Ancora una volta si gioca con la vita dei migranti che releghiamo ai confini, smarrendo così la nostra umanità e rischiando di segnare un punto di non ritorno per Stati che si vantano di essere civili”. Per il centro dei gesuiti è “necessario trovare soluzioni permanenti alla crisi dei rifugiati, sfida del nostro tempo. Sono infatti ormai 70,8 milioni le persone in fuga nel mondo, la metà dei quali minori. 4 rifugiati su 5 vivono negli stati confinanti con il proprio paese di origine, per lo più paesi in via di sviluppo. Nel frattempo occorre dare segnali di scelte politiche serie, prudenti ma umane e solidali”. “Sarebbe non un gesto di debolezza, ma un gesto di vera umanità” – dichiara p. Camillo Ripamonti, Presidente del Centro Astalli – “se la Giornata Mondiale del Rifugiato 2019 potesse celebrarsi anche con quelle 43 persone accolte in uno dei nostri porti. Forse questo vorrebbe dire che non tutto è perduto”.