Primo Piano

Viminale: da inizio anno sbarcate 42.186 persone migranti sulle coste italiane

15 Settembre 2021 - Roma - Sono 42.186 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Di questi 12.511 sono di nazionalità tunisina (30%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Bangladesh (5.342, 13%), Egitto (3.754, 9%), Costa d’Avorio (2.791, 7%), Iran (1.978, 5%), Guinea (1.688, 4%), Eritrea (1.557, 4%), Marocco (1.464, 3%), Sudan (1.459, 3%), Iraq (1.447, 3%) a cui si aggiungono 8.195 persone (19%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal Viminale ed è aggiornato alle 8 di questa mattina. Per quanto riguarda la presenza di migranti in accoglienza, i dati parlano di 79.653 persone su tutto il territorio nazionale di cui 891 negli hot spot della Sicilia, 52.889 nei centri di accoglienza e 25.873 nei centri Sai. La Regione con la più alta percentuale di migranti accolti è la Lombardia (13%, in totale 10.081 persone), seguita da Emilia Romagna (10%), Sicilia, Piemonte e Lazio (9%), Campania (7%), Toscana, Calabria e Puglia (6%).

Rosario per l’Italia: oggi con mons. Orofino

15 Settembre 2021 - Roma - Questa sera alle 20.50 si rinnova l’appuntamento di preghiera mariana promossa dai media cattolici Tv2000 e radio InBlu2000. Entrambe le emittenti manderanno in onda la recita del Rosario che questa settimana sarà recitato nel Santuario di Maria Santissima del Pollino a San Severino Lucano (Potenza). A guidare la preghiera sarà mons. Vincenzo Orofino, vescovo di Tursi-Lagonegro.  

CISOM: uno stand a Genova per raccontare i soccorsi in mare

15 Settembre 2021 - Genova - Con un Posto Medico Avanzato e un Ambulatorio mobile attrezzato, quest’anno saranno due le postazioni di primo soccorso allestite dal CISOM, chiamato a supportare il servizio sanitario del 61° Salone Nautico di Genova, il più grande del Mediterraneo. Per tutta la durata dell’evento – che si svolgerà dal 16 al 21 settembre, squadre di medici, infermieri e soccorritori del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta, presteranno immediata assistenza al numeroso pubblico di visitatori che affollerà la prestigiosa manifestazione, che anche quest’anno accoglierà tutto il mondo della nautica da diporto e non solo. Vista l’importanza dell’evento il Raggruppamento CISOM della Liguria - si legge in una nota - ha richiesto il supporto e la collaborazione anche di Raggruppamenti limitrofi, organizzando ulteriori squadre a piedi di volontari soccorritori e team di sanitari a bordo delle nuove e-bike di pronto intervento. Il Salone Nautico, sarà infatti l’occasione per presentare "l’innovativo servizio sanitario del CISOM: biciclette a pedalata assistita equipaggiate con un defibrillatore semiautomatico e uno zaino di primo soccorso, agili e veloci, pronte ad intervenire immediatamente in caso di emergenza. Le e-bike, rappresentano senza dubbio una risorsa efficace, permettono infatti ai sanitari di raggiungere in tempi brevi tutte quelle zone inaccessibili ai normali mezzi di soccorso, intervenendo tempestivamente ed efficacemente in caso di necessità". Uno stand dedicato al CISOM permetterà di raccontare ed illustrare le molteplici attività di soccorso svolte in oltre cinquant’anni di operatività durante le maxi emergenze nazionali, focalizzandosi in maniera particolare sull’impegno del Corpo nella primissima assistenza in mare. Proprio per ricordare le tante persone tratte in salvo nelle diverse operazioni, il CISOM presenterà al Salone una suggestiva installazione, costituita da un parallelepipedo con 130 giubbotti di salvataggio, simbolo di tutte le vite salvate in oltre dieci anni di interventi nel Mar Mediterraneo a bordo delle unità navali della Guardia Costiera e Guardia di finanza.    

ISMU: in crescita le acquisizioni di cittadinanza italiana

15 Settembre 2021 - Milano - L’ultimo bilancio demografico Istat della popolazione straniera residente in Italia rileva che nel 2020 le acquisizioni di cittadinanza italiana sono state 132.736 (+4,5% rispetto al 2019, anno in cui se ne registravano 127.001. Il tasso annuo d’acquisizione di cittadinanza italiana sul totale degli stranieri residenti è passato dal 2,5% nel 2019 al 2,6% nel 2020. Prendendo in considerazione il periodo che va dal 1998 al 2020, l'ISMU calcola che i nuovi italiani abbiano raggiunto in totale quota 1.625.549. Ipotizzando che il numero dei nuovi italiani residenti in Italia al 1° gennaio 2021 sia pari al numero di quelli acquisiti durante questi ultimi 23 anni, è possibile ritenere che, delle 59.257.566 persone iscritte in anagrafe al 1° gennaio 2021, l’8,5% è costituito da stranieri residenti, il 2,7% da ex stranieri acquisiti alla cittadinanza italiana (per un totale dell’11,2% tra stranieri residenti e nuovi italiani), e l’88,8% da cittadini italiani fin dalla nascita. Nel 2019 (ultimi dati disponibili) il collettivo nazionale con il maggior numero di acquisizioni di cittadinanza italiana è quello albanese (26.033, pari al 20,5% del totale fra tutte le nazionalità), seguito da quelli marocchino (15.814, pari al 12,5% del totale), brasiliano (10.762, pari all’ 8,5%) e rumeno (10.201, pari all’8,0%).  

Migrantes Torino: il primo appuntamento delle NarrAzioni di ordinaria accoglienza

15 Settembre 2021 - Torino - Si intitola Per una comunità Accogliente e si terrà oggi nella sala conferenze della Migrantes di Torino: un incontro per guardare insieme alla capacità delle comunità civili ed ecclesiali di essere accoglienti e inclusivi interrogando attori e testimoni di accoglienza. Durante la mattinata le testimonianze di alcuni rappresentanti della rete delle parrocchie accoglienti, del progetto della Città di Torino Rifugio Diffuso – Accoglienza in famiglia, delle Famiglie Accoglienti e di Casa Aylan. Reagiranno alle sollecitazioni: Elena Piastra, sindaca del Comune di Settimo Torinese, Marzia Sica, Responsabile Obiettivo Persone di Compagnia di San Paolo e Roberta del Bosco, Area Welfare e Territorio FONDAZIONE CRT. Modererà la mattinata Sergio Durando, Direttore della Migrantes torinese.  

Migrantes Sardegna: domani un incontro in vista della GMMR

15 Settembre 2021 - Cagliari - “Verso un noi sempre più grande”: questo il tema della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà domenica 26 settembre. In vista della Giornata domani, 16 settembre, dalle 16.00 alle 17.00 si svolgerà online un incontro sul tema della Giornata promosso dalla Migrantes Sardegna e dalla delegazione regionale Caritas. Tra gli interventi quello di mons. Giovanni Paolo Zedda, vescovo delegato della Conferenza Episcopale Sarda per il Servizio della carità e per le migrazioni, Simone Varisco della Fondazione Migrantes) Manuela De Marco di Caritas Italiana e dei due responsabili regionali di Migrantes e Caritas p. Stefano Messina  e Raffaele Callia  

Papa Francesco: la via per una convivenza pacifica è l’integrazione. Ieri l’incontro con la comunità Rom

15 Settembre 2021 - Città del Vaticano - “Voi nella Chiesa non siete ai margini…Voi siete nel cuore della Chiesa”. Papa Francesco ha incontrato, ieri sera, a Kosice, la più grande comunità rom in Slovacchia e ha ricordato le parole del suo predecessore, Papa Paolo VI, pronunciate nel settembre 1965 a Pomezia, invitando ad andare “oltre le paure, oltre le ferite del passato, con fiducia, passo dopo passo: nel lavoro onesto, nella dignità di guadagnare il pane quotidiano, nell’alimentare la fiducia reciproca”. Il Papa ha ringraziato “chi porta avanti questo lavoro di integrazione che, oltre a comportare non poche fatiche, a volte riceve pure incomprensione e ingratitudine, magari persino nella Chiesa”. “Cari sacerdoti, religiosi e laici, cari amici che dedicate il vostro tempo per offrire uno sviluppo integrale ai vostri fratelli e sorelle, grazie!. Grazie per tutto il lavoro con chi è ai margini", ha detto il Papa che ha rivolto un pensiero anche ai rifugiati e ai detenuti: “a questi, in particolare, e a tutto il mondo carcerario esprimo la mia vicinanza". E l’invito a non avere paura di “uscire incontro a chi è emarginato. Vi accorgerete di uscire incontro a Gesù”. E l’incoraggiamento, la benedizione e “l’abbraccio di tutta la Chiesa". Troppe volte “siete stati oggetto di preconcetti e di giudizi impietosi, di stereotipi discriminatori, di parole e gesti diffamatori. Con ciò – ha detto il pontefice - tutti siamo divenuti più poveri, poveri di umanità. Quello che ci serve per recuperare dignità è passare dai pregiudizi al dialogo, dalle chiusure all’integrazione perché “ghettizzare le persone non risolve nulla. Quando si alimenta la chiusura prima o poi divampa la rabbia. La via per una convivenza pacifica è l’integrazione”. È “un processo organico, un processo lento e vitale, che inizia con la conoscenza reciproca, va avanti con pazienza e guarda al futuro”. Essi “vogliono crescere insieme agli altri, senza ostacoli, senza preclusioni. Meritano una vita integrata, una vita libera. Sono loro a motivare scelte lungimiranti, che non ricercano il consenso immediato, ma guardano all’avvenire di tutti. Per i figli vanno fatte scelte coraggiose: per la loro dignità, per la loro educazione, perché crescano ben radicati nelle loro origini ma al tempo stesso senza vedere preclusa ogni possibilità”.  (Raffaele Iaria)  

GMMR: a Loreto la messa nazionale con mons. Coccia

14 Settembre 2021 - Roma - Domenica 26 settembre si celebra la 107ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato – GMMR. Tema di quest’anno “Verso un NOI sempre più grande”, pensato da Papa Francesco che, dopo la passata crisi sanitaria, vuole indicare “un chiaro orizzonte per il nostro comune cammino in questo mondo”. In Italia è stata scelta la Basilica Pontificia di Loreto come sede principale per la Santa Messa (teletrasmessa dalla RAI alle ore 11) che sarà presieduta da Mons. Pietro Coccia, Presidente de vescovi marchigiani Ma tutta la regione Marche è stata interessata alla preparazione per questo importante appuntamento. Macerata, Pesaro, Fano, San Benedetto del Tronto: in queste città come in molte parrocchie tante le iniziative organizzate a sostegno della GMMR. A Fano, per esempio, lo scorso 3 settembre presso il Centro parrocchiale, la giornalista e scrittrice Maria Pia Bonanate ha presentato il libro “Io sono Joy. Un grido di libertà dalla schiavitù della tratta”. Pesaro ha ospitato la Festa dei Popoli in collaborazione con la Caritas. Anche San Benedetto del Tronto, venerdì 17 settembre, ospita in piazza Nardone la Festa dei Popoli. A Fano, sabato 18 settembre alle ore 19 presso la Tensostruttura del Lido, è stato organizzato lo spettacolo teatrale “Nelle scarpe di Giufà”. Per sensibilizzare anche i bambini su questo tema, dalle 16,30 per loro è stato organizzato un laboratorio teatrale. A Loreto, sabato 25 settembre, giornata che precede la GMMR, alle ore 17 un incontro con mons. Franco Giulio Brambilla sul tema “La Santa Casa, la casa del Noi”. Ma a Loreto le luci sul tema del ‘NOI’ non si spegneranno il 26 settembre con la celebrazione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. La cittadina marchigiana sarà ancora protagonista il 12 ottobre ospitando presso la Tensostruttura di Villamusone un incontro interreligioso “Maria, donna del NOI, nel Vangelo e nel Corano” con la teologa Viviana De Marco e la giornalista Asmae Dachan. (Nicoletta Di Benedetto)    

Roma: riapre in presenza la mensa di via Dandolo

14 Settembre 2021 - Roma - Da domani, mercoledì 15 settembre, la mensa dei poveri della Comunità di Sant’Egidio a Roma, in via Dandolo 10, a partire dalle 16.30, permetterà nuovamente ai senza fissa dimora e a tutti gli ospiti, molti stranieri, che normalmente la frequentano di sedersi a tavola. Negli ultimi mesi infatti, in questo centro – che non ha mai chiuso neanche durante il lockdown – i pasti venivano soltanto distribuiti e consumati altrove, per il rispetto delle misure dettate dalla pandemia. La svolta è stata permessa grazie all’apertura – il martedì e il giovedì pomeriggio - dell’hub vaccinale di Sant’Egidio che, dall’inizio di luglio, ha già realizzato la vaccinazione di alcune migliaia di persone che, per motivi ambientali e burocratici, sarebbero rimaste “invisibili” al sistema sanitario. Da domani, a questi ultimi, “oltre al vantaggio dell'importante protezione per la loro salute e per quella di tutta la popolazione, sarà restituita anche la dignità di poter sedere a tavola, grazie ai certificati vaccinali mentre chi non ha ancora non li possiede sarà comunque accolto, come sempre, e avrà la possibilità di ricevere un pasto da asporto, come è accaduto nei mesi passati”, spiega la comunità.  

Card. Bassetti: Mediterraneo “caleidoscopio delle crisi del mondo”

14 Settembre 2021 - Bologna - “Oggi, siamo ad un punto della storia umana in cui non possiamo più permettere che si affermino quelle dinamiche che ci rendono uno straniero all’altro, perché le sfide che abbiamo davanti richiedono di essere affrontate insieme e non da una parte a scapito dell’altra”. È un invito ad “invertire la rotta” e ad agire con “grande responsabilità ecclesiale e politica” quello lanciato oggi dal card. Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, intervenendo alla sessione sul “Mar Mediterraneo: frontiera di pace” che si è svolta questa mattina a Bologna nell’ambito del “G20 Interfaith Forum”. L’arcivescovo ha richiamato la vocazione del Mediterraneo ad essere “laboratorio religioso, culturale e scientifico”, “luogo di incontro tra culture, religioni e popoli diversi”. “Altrimenti – argomenta il cardinale – si moltiplicano le tensioni e queste tensioni si ripercuotono ovunque: pensiamo, per esempio, ai movimenti migratori, alla questione dell’acqua, oppure alle questioni energetiche e, infine, anche alle questioni bioetiche”. “Mai come oggi, il Mediterraneo non è più soltanto un bacino marittimo che bagna tre continenti, spesso in conflitto tra loro”, ma “un angolo visuale fondamentale da cui guardare il mondo intero”. In questo mare, osserva Bassetti, “si affacciano e convivono tre tradizioni religiose che hanno contribuito a plasmare nei secoli” il “mondo mediterraneo”; è “un bacino solcato da navi mercantili che per motivi economici viaggiano in tutte le direzioni”; è “un mare drammaticamente percorso da un grande flusso di migranti – uomini, donne e bambini – che provengono dal Nord Africa, dall’Africa subsahariana, dal Corno d’Africa e dal Medioriente”. A questo proposito, il cardinale ha ricordato le parole di dolore pronunciate dal Papa il 13 giugno scorso quando ha detto che “il Mediterraneo è diventato il cimitero più grande d’Europa”. “Da questo punto di vista, purtroppo – sintetizza Bassetti -, il Mediterraneo è una sorta di caleidoscopio in cui si concentrano le crisi del mondo. Occorre invertire la rotta. È assolutamente necessario cambiare il passo di marcia. Con coraggio, carità e responsabilità!”. Per questi motivi, dopo l’incontro a Bari nel febbraio 2020, la Conferenza episcopale italiana richiama di nuovo i vescovi ad incontrarsi a Firenze nel 2022.  Negli stessi giorni, per iniziativa del sindaco di Firenze, Dario Nardella, anche i sindaci del Mediterraneo si incontreranno a Firenze. “Mentre la comunità internazionale fatica a trovare prospettive di soluzione ai drammi del Mediterraneo”, queste due iniziative – dice Bassetti – sono “davvero” un segno di “una grande responsabilità ecclesiale e politica”.

“Uomo a mare… autori di nuovi pezzi sul Mediterraneo”: a Mazara del Vallo il seminario Fisc

14 Settembre 2021 - Mazara del Vallo – Da giovedì 16 settembre a sabato 18 si terrà a Mazara del Vallo il seminario di formazione “Monsignor Alfio Inserra”, organizzato dal giornale diocesano “Condividere”, dalla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) e dalla Uila. Tema dell’edizione di quest’anno è “Uomo a mare! Autori di nuovi pezzi sul Mediterraneo”: «L’incipit è la frase di rito che viene pronunciata quando ci si trova nella peggiore emergenza d’affrontare e, cioè, quando qualcuno cade in mare mentre si naviga – spiega il direttore di “Condividere” Max Firreri – in un contesto più allargato, come tema del seminario, quella frase d’allarme vuole rappresentare una situazione grave che si registra nel Mediterraneo: non solo migranti ma anche l’ambito dei pescatori dei quali si parla solamente quando succedono fatti di cronaca. Ma c’è di più: l’allarme per lo stato di salute del Mediterraneo, la questione ecologica e mondo della pesca (al quale Mazara del Vallo è legato da un filo inossidabile), fatto di uomini e di economia». Il seminario, oltre che della Diocesi e del Comune di Mazara del Vallo, è patrocinato dal Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale. «L’idea del tema di questa nuova edizione, la prima in presenza dopo il periodo di pandemia, ruota attorno al Mediterraneo, visto da prospettive diverse e non solo da quella più dibattuta/comune delle migrazioni – spiega il vescovo, mons. Domenico Mogavero – da qui la sfida che lancia il seminario ai giornalisti: diventare autori di nuovi pezzi su questo mare. Spiegarlo attraverso i racconti e i volti degli uomini».

Papa Francesco: oggi incontro con i rom in Slovacchia

14 Settembre 2021 - Città del Vaticano - Oggi il Papa vivrà la seconda giornata interamente slovacca del viaggio iniziato domenica scorsa in Ungheria per la conclusione del 52° Congresso eucaristico. Tra gli appuntamenti, alle 15.45, a Kosice, per la precisione nel distretto Lunik IX dove si registra la più alta densità di popolazione rom dell’intero Paese. Lunik IX è uno dei 22 distretti della città diventato un "ghetto", il più grande d’Europa. Una zona abitata da oltre 4.300 persone che presenta notevoli problemi alle infrastrutture: le abitazioni sono prive di gas e acqua corrente, disponibile solo per poche ore al giorno, e manca un vero e proprio sistema di riscaldamento.  

In Famiglia: Giuseppe e i suoi fratelli

14 Settembre 2021 - La storia di Giuseppe è un racconto a sé stante all’interno della Genesi e occupa un ampio numero di capitoli, dal 37 al 50, con la fine del libro stesso. La vicenda è molto articolata, ha dei tratti avventurosi ed altri tesi alla riflessione e non ci è dato di percorrerla in tutti i suoi dettagli. Vi sono, però degli elementi ricorrenti nelle narrazioni bibliche che abbiamo già affrontato e degli aspetti peculiari che si possono mettere in evidenza sempre con lo scopo di illuminare le dinamiche famigliari che la Scrittura offre ai suoi lettori. In primo luogo Giuseppe si presenta come “il favorito”, il figlio che Giacobbe ha avuto in età avanzata dall’amata Rachele e a cui è legato più che ad ogni altro figlio. Un atteggiamento che di per sé non è pedagogicamente corretto, che oggi facilmente giudichiamo negativo per l’equilibrio famigliare, ma che la Bibbia non ha timore di mettere in campo. Anche i patriarchi, come tutti i padri, sbagliano, fanno preferenze e Giacobbe, così, si rende responsabile dell’invidia e dell’astio dei fratelli maggiori nei confronti di questo enfant prodige. Giuseppe stesso, talentuoso e arguto, sembra non rendersi neanche conto di quanta “distanza” sta mettendo fra i suoi fratelli. L’interpretazione dei sogni che ha come talento innato non la tiene come dote per sé, ma la ostenta suscitando l’ira di coloro che lui stesso indica come a lui in qualche modo inferiori. Non ci meraviglia, quindi, che scatti ancora l’impeto della violenza fraterna. Il complotto per assassinarlo, la mediazione del fratello maggiore Ruben che non vuole ricada su di loro il suo sangue, il compromesso della vendita ai mercanti diretti in Egitto (Gn 37). Per Giuseppe la vita cambia in modo radicale, è sbalestrato in un altro mondo, eppure – ci viene da pensare – egli rimane persona integra e che non si ripiega su se stessa. Questo gli permette di rendersi prezioso agli occhi di Potifar, il saggio padrone egiziano e di resistere alla lussuria della moglie di lui, a costo della disgrazia e della prigione per la menzogna vendicativa di lei (Gn 39). Ma anche in carcere Giuseppe mantiene la sua rettitudine e, mettendo a frutto il suo talento interpretativo dei sogni e la sua saggezza, si trova nuovamente in una condizione di favore nei confronti questa volta del faraone stesso che lo rende amministratore unico di tutti i beni d’Egitto e “capo del sistema di emergenza” in vista della carestia (Gn 40-41). È a questo punto che nella vita di Giuseppe interviene un elemento nuovo: la possibilità di perdonare chi gli ha fatto del male. Fino a questo punto il Signore lo ha assistito e sostenuto ed egli non ha mai perso la fede, ora ha l’occasione di dimostrare ai suoi fratelli che nel suo cuore non c’è rancore, non c’è risentimento. Il racconto si dilunga in tanti passaggi, è come se Giuseppe volesse mettere alla prova i fratelli, vedere fino a che punto sono legati a loro padre Giacobbe, all’amato fratello Beniamino, ma al termine di queste trattative che vedono i dieci figli di Giacobbe ignari di tutto, c’è il pianto di commozione di Giuseppe (Gn 42,24), l’amore che prevale sull’odio. Giuseppe trattiene Simeone e chiede di portare Beniamino, i fratelli convincono a fatica l’anziano padre Giacobbe, ma tutto è finalizzato alla riconciliazione: Giuseppe si fa riconoscere e abbraccia i fratelli piangendo di gioia. Si tratta di una grande lezione sul perdono che porta frutti perché il popolo di Giacobbe, sulla scorta di questa pace ristabilita può trasferirsi in Egitto e l’anziano padre può stringere al collo il figlio che credeva morto da molti anni (Gn 46,29-30). Il perdono è fecondo, fa superare la carestia, riunisce una grande famiglia fatta di tanti figli che il testo ama nominare uno a uno e contare con numeri che hanno valore simbolico (Gn 46, 1-26), che indicano la benedizione di Dio sulla libertà di un uomo che ha saputo andare oltre la logica del “dente per dente”. Giacobbe anziano può morire sereno benedicendo tutti i suoi figli e chiedendo di essere sepolto nella terra affidatagli da Dio, insieme ai suoi avi (Gn 47,27- 50,14). Ma anche adesso i fratelli non devono temere Giuseppe perché lui non si mette al posto di Dio e anzi riconosce come da un male è scaturito un bene (Gn 50, 15-21). Anche Giuseppe sazio di giorni, lascerà i suoi cari non prima di aver chiesto di conservare le sue ossa (Gn 50,22-26). La storia continua: una famiglia ha saputo superare errori e traversie e ricomporsi e da qui prosegue il lungo cammino del popolo di Israele verso la terra che il Signore ha promesso. (Giovanni M. Capetta – Sir)      

Vera libertà è fraternità

14 Settembre 2021 - Come un saggio importante, che intreccia attualità e memoria per provare a pensare il domani, il viaggio di papa Francesco a Budapest e in Slovacchia può essere letto a capitoli. Ognuno in se stesso un valore e una sfida: pace, fraternità, dialogo, cultura dell’incontro, contemplazione, vita attiva. A tenerli insieme, filo rosso prezioso e fragile, l’educazione alla libertà, un bene tanto difficile da conquistare e riconquistare, quant’è semplice perderlo o abbruttirlo in una sua distorsione. La storia è piena zeppa di spazi di confronto ridotti a fortino e anche i cortili più ampi, se li circondi di spine intrecciate tra loro e pezzi di vetro, diventano prigioni. Il rischio è grande soprattutto in quelle realtà dove il terrore e i totalitarismi hanno puntato in primis sull’asservimento delle coscienze, lasciandosi dietro un’eredità di paura su cui oggi cattivi maestri possono elaborare nuove-vecchie frontiere di divisione. E il pensiero va subito alle politiche di chiusure nei confronti di rifugiati e profughi, la cui ragione è da ricercare nella volontà di blindare una «cosiddetta identità», come l’ha chiamata il Papa a Budapest, considerata a rischio e per questo da picchettare in «una rigida difesa». Non che la fede cristiana non sia attaccata, ha più volte ribadito Francesco, ma qui si tratta di individuare con chiarezza gli avversari, senza lanciare accuse 'nel mucchio', a maggior ragione verso uomini e donne che già hanno pagato prezzi intollerabili all’odio, evitando al tempo stesso di mettersi al servizio di chi, mascherato dietro una presunta difesa di interessi nazionali o identitari, crea nuovi egoismi e piccona il senso sociale. In proposito, nel discorso ai vescovi ungheresi il Papa è stato chiaro: anche se inizialmente può fare un po’ paura, la diversità rappresenta una grande opportunità per aprirsi al cuore del messaggio evangelico, che è una chiamata all’amore. Detto in un altro modo, la croce di Cristo, mentre esorta a mantenere salde le radici, invita ad aprirsi agli assetati del nostro tempo. Cioè a bagnare e quindi restituire vita a tutte le aridità di oggi, a cominciare dall’animo che si spegne quando non sa più riconoscere nell’altro un fratello. Un pericolo presente ovunque, non solo nell’Oriente d’Europa, ma che qui, forse per un retaggio culturale, forse a causa di storiche, ingiuste penalizzazioni economico-sociali, appare più rimarcato. Dietro la porta, a bussare ogni giorno con maggiore forza c’è infatti il rischio di deturpare il volto della libertà, che per sua natura cresce nella partecipazione e nel sentire comunitario, trasformandolo in corse solitarie o in cooperazioni tra gruppi più o meno grandi, che dall’oggi al domani possono peraltro cambiare linea e scoprirsi nemici. La tentazione allora, pur se non detta, non formalizzata, e forse neppure riconosciuta davvero, è quella di ritrovarsi in balìa di un nemico per certi versi peggiore della persecuzione ateista, una schiavitù che viene da dentro, tutta interiore. Subdola, pericolosa in quanto fondata su muri che ci costruiamo da soli, giorno per giorno, mattone dopo mattone, violenza sopra violenza. Succede quando pretendiamo di semplificare troppo ciò che è complesso, quando si arma la disperazione, quando vengono disegnati fantasmi intorno alle fragilità per loro natura più tristi e cupe. È la condizione di chi, parafrasando la lezione del 'grande inquisitore' in Dostoevskij, scopriamo disposto a barattare l’autonomia di pensiero e l’azione che ne deriva, per un po’ di pane e di sicurezza. Perché non lo si dice ma la schiavitù, almeno quella a buon mercato, che blandisce e accarezza mentre toglie aria ai polmoni, è più comoda della libertà. Garantisce tranquillità, evita il mal di cuore, chiude gli occhi (e la bocca e le orecchie) di fronte all’orrore. Significa quieto vivere, calma, dondolìo sognante nell’inerzia del tempo che avanza. L’esatto contrario del cristianesimo che, nella logica di un Dio il cui nome è amore, non può che mettere al centro la persona, che chiede il coraggio di scelte e rinunce forti, che punta all’unità implorata da Gesù nel Vangelo di Giovanni. Non piccole comunità indifferenti l’una all’altra, ma la fraternità tra tutti i membri della stessa famiglia umana. La nostra libertà, ci insegna il Vangelo, passa dalla libertà del fratello e della sorella, specie i più fragili, e non potrà essere mai piena senza di lui. Senza di lei. (Riccardo Maccioni – Avvenire)

Oltre il campo: un convegno alla Camera dei Deputati

13 Settembre 2021 -

Roma - Questo studio sulle linee guida per superare i "ghetti etnici" è "solo l’inizio: come Fondazione abbiamo voluto pubblicare questa ricerca e promuoverla. Alla Chiesa non spetta promuovere particolari soluzioni, ma favorire percorsi di ascolto. I fallimenti di tante amministrazioni sono spesso causati dall’ignoranza"-. Lo ha detto questa sera il direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni De Robertis, concludendo l'incontro, svoltosi alla Camera dei Deputati, e che per la prima volta in Italia, amministratori pubblici si sino confrontati sul tema del “superamento” dei campi rom in occasione del convegno “Oltre il campo: Superare i campi rom in Italia: dalle sperimentazioni di ieri alle certezze di oggi”, organizzato da Fondazione Migrantes e Associazione 21 luglio, in collaborazione con la diocesi di Roma. Prima di don De Robertis mons. Benoni Ambarus, vescovo ausiliare di Roma e delegato per la pastorale migranti e rom, ha  sottolimneato l'importanza delle relazio ni di comunità recuperando "uno sguardo che salvaguardi la dignità umana riconoscendo gli altri al pari di noi, 'Fratelli tutti' come dice il Papa, opponendoci alla filosofia 'dell’etnìa e dell’aggettivo".

Al convegno, ala quale hanno partecipato anche rom e sinti che attualmente vivono nei campo di Roma e di altre città e alcuni che oggi vivono nelle case popolare e che hanno voluto portare la loro esperienza. Tra gli inerventi quello del  prefetto Rosanna Rabuano, del Dipartimento Libertà civili e immigrazione, dell'onorevole Riccardo Magi; di mons. Ambarus, di don De Robertis, di Antonio Ciniero, dell’Università del Salento e di Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio, oltre a varie testimonianze. (R.I.)

Viminale: da inizio anno sbarcate 41.204 persone migranti sulle coste italiane

13 Settembre 2021 - Roma - Sono 41.204 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Di questi 11.973 sono di nazionalità tunisina (29%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Bangladesh (5.342, 13%), Egitto (3.754, 9%), Costa d’Avorio (2.791, 7%), Iran (1.978, 5%), Guinea (1.688, 4%), Eritrea (1.557, 4%), Marocco (1.464, 4%), Sudan (1.459, 3%), Iraq (1.447, 3%) a cui si aggiungono 7.751 persone (19%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è aggiornato alle 8 di questa mattina ed è diffuso dal Viminale. Fino ad oggi sono stati 6.460 i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare. Il dato è aggiornato a oggi, 13 settembre. I minori stranieri non accompagnati sbarcati sulle coste italiane lungo tutto il 2020 sono stati 4.687, 1.680 nel 2019, 3.536 nel 2018 e 15.779 nel 2017.  

L’emigrazione italiana in Germania in un libro di un ex sindacalista

13 Settembre 2021 - Corigliano-Rossano- Sabato 11 settembre nella Sala Convegni della Parrocchia Ss Nicola e Leone a Corigliano-Rossano, si è tenuta la conferenza di presentazione del libro «Gli anni dell’utopia - Memoir di un sindacalista in Germania» (targato Ferrari Editore). La relazione è stata tenuta da Vittorio Cappelli (direttore ICSAIC). Ne hanno discusso con l’autore Giacinto De Pasquale (giornalista), Giuseppe Guido (segr. gen. CGIL Pollino-Sibaritide-Tirreno), Klaus Algieri (presidente Unioncamere Calabria), Settimio Ferrari (editore del volume). Ha moderato i lavori Matteo Lauria. La Germania è stata un capitolo cruciale della storia europea, con le sue mutazioni e complessità. Il libro di Giuseppe Sammarro, è un importante tassello testimoniale sul mondo del lavoro nel Novecento. L’autore parte dallo spazio della sua esperienza, per spingere la nostra attenzione verso la manodopera immigrata come metafora della condizione umana. Da Gastarbeiter (letteralmente lavoratore straniero) a consigliere nazionale del più potente sindacato tedesco, IG Metall, ha contribuito, per anni, in modo incisivo ai cambiamenti delle politiche d’integrazione sociale e lavorativa della comunità italiana. Giuseppe Sammarro, sindacalista, ex operaio, saggista, nasce in Calabria ma trascorre gran parte della sua esistenza in Germania, prima nella città danubiana di Ulm e poi a Düsseldorf. La prima elezione a delegato sindacale della Mannesmann Röhrenwerke segna una svolta radicale nella sua vita che, nel corso degli anni, lo vede in prima linea nelle battaglie per l’affermazione dei diritti dei lavoratori italiani nelle fabbriche e nella società. L’impegno socio-politico e un lungo percorso formativo lo portano a ricoprire ruoli di primo piano nella IG Metall, il più importante sindacato della Germania.    

Migrantes Porto Santa Rufina: nell’integrazione il volto dell’unità del cristianesimo

13 Settembre 2021 -

Roma - Lunedì scorso gli animatori delle comunità etniche cattoliche di Porto Santa Rufina assieme al responsabile Migrantes Enzo Crialesi e all’ufficio hanno incontrato il vescovo Giarrico Ruzza, amministratore apostolico della diocesi. È stato un pomeriggio vissuto in un clima fraterno e cordiale, di famiglia, durante il quale ciascuno ha esposto la vita concreta della sua gente, gioie e difficoltà, traguardi e desideri sempre evanescenti. Il presule ha apprezzato con gratitudine il servizio continuo durante gli anni, che conduce alcuni sacerdoti a prendersi cura dei propri connazionali macinando quasi ogni domenica chilometri e chilometri e correndo da una parte all’altra del territorio diocesano. Il vescovo ha sottolineato l’importanza di una buona integrazione fra italiani e diocesani provenienti da altri Paesi, di quanto ogni cultura sia una ricchezza del patrimonio diocesano, di come sia importante che in alcuni momenti dell’anno le comunità etniche si ritrovino a festa con gli italiani un’unica eucaristia, tutti insieme poiché tutti componenti dell’unica Chiesa locale. La meta prefissa, a piccoli passi secondo le capacità di ogni comunità, è quella di giungere col tempo ad almeno una celebrazione al mese, condivisa con la ricchezza di canti, usi e costumi di tutti coloro che si ritrovano a parteciparvi. Il pastore ha anche ricordato di quanto i bambini possano essere veicolo di integrazione vera e stabile attraverso il loro inserimento nelle attività parrocchiali, e di conseguenza di quanto sia importante che essi frequentino la catechesi nella parrocchia di zona, in collaborazione ed al di là delle iniziative della propria comunità etnica, che comunque non devono trascurare per non recidere le radici del Paese di origine dei propri genitori e non spezzare i rapporti con quella parte di famiglia allargata rimasta in patria. È stato infine presentato il programma dell’anno pastorale 2021-2022, nel quale il presule ha apprezzato la proposta di un incontro delle due diocesi di Porto-Santa Rufina e Civitavecchia-Tarquinia per una celebrazione comunitaria in occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. (sr. M. Grazia Pennisi, Migrantes Porto Santa Rufina)

Scuola: ripresa delle lezioni anche nelle scuole italiane all’estero

13 Settembre 2021 - Roma - Oggi prima campanella dell’anno per 4 milioni di alunni, circa la metà degli otto milioni di studenti italiani. A ritornare tra i banchi gli alunni di Abruzzo (169.447), Basilicata (73.899), Emilia Romagna (547.187), Lazio (722.737), Lombardia (1.173.645), Piemonte (519.466), Provincia autonoma di Trento (70.335), Umbria (115.122), Valle d’Aosta (17mila) e Veneto (582.355).Ripresa delle lezioni anche in tanti Paesi del mondo dove sono tante anche le scuole italiane, una “rete di istituzioni scolastiche all’estero per la promozione della lingua e cultura italiana”, pensata anche per il mantenimento dell’identità culturale dei figli dei connazionali e dei cittadini di origine italiana coordinate dal Ministero dell’Istruzione e dal Ministero per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale. Questa rete comprende, 8 istituti statali omnicomprensivi con sede ad Addis Abeba, Asmara, Atene, Barcellona, Istanbul, Madrid, Parigi e Zurigo; 423 scuole italiane paritarie, la maggior parte delle quali è costituita da istituti omnicomprensivi, presenti in tutte le aree geografiche nel mondo: Europa, Africa-subsahariana, Mediterraneo e Medio Oriente, Americhe, Asia e Oceania; 7 sezioni italiane presso scuole europee: 3 a Bruxelles ed 1 a Lussemburgo, Francoforte, Monaco di Baviera; 79 sezioni italiane presso scuole straniere, bilingue o internazionali, di cui 63 in Unione Europea, 13 in Paesi non UE, 1 nelle Americhe e 2 in Asia e Oceania; 2 scuole non paritarie con sedi a Smirne e Basilea.  

Rom e sinti: oggi incontro alla Camera dei Deputati sul superamento dei campi

13 Settembre 2021 - Roma – Per la prima volta in Italia, amministratori pubblici si confrontano sul tema del “superamento” dei campi rom in occasione del convegno “Oltre il campo: Superare i campi rom in Italia: dalle sperimentazioni di ieri alle certezze di oggi”, organizzato da Fondazione Migrantes e Associazione 21 luglio, in collaborazione con la diocesi di Roma. L’appuntamento si inserisce in un contesto storico-politico di estrema importanza: entro i prossimi 18 mesi si assisterà al superamento dei campi in 15 città italiane. L’incontro si terrà oggi pomeriggio, lunedì 13 settembre a Roma. Interverranno, tra gli altri il prefetto Rosanna Rabuano, del Dipartimento Libertà civili e immigrazione, l’onorevole Riccardo Magi; mons. Gianpiero Palmieri, arcivescovo vicegerente della diocesi di Roma; mons. Benoni Ambarus, vescovo ausiliare della diocesi di Roma con delega a migranti e rom; don Giovanni De Robertis, direttore della Fondazione Migrantes; Antonio Ciniero, dell’Università del Salento; Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio, oltre a varie testimonianze di esperienze positive e buone prassi.