Primo Piano
Rosario per l’Italia: oggi con mons. Orofino
CISOM: uno stand a Genova per raccontare i soccorsi in mare
ISMU: in crescita le acquisizioni di cittadinanza italiana
Migrantes Torino: il primo appuntamento delle NarrAzioni di ordinaria accoglienza
Migrantes Sardegna: domani un incontro in vista della GMMR
Papa Francesco: la via per una convivenza pacifica è l’integrazione. Ieri l’incontro con la comunità Rom
GMMR: a Loreto la messa nazionale con mons. Coccia
Roma: riapre in presenza la mensa di via Dandolo
Card. Bassetti: Mediterraneo “caleidoscopio delle crisi del mondo”
“Uomo a mare… autori di nuovi pezzi sul Mediterraneo”: a Mazara del Vallo il seminario Fisc
Papa Francesco: oggi incontro con i rom in Slovacchia
In Famiglia: Giuseppe e i suoi fratelli
Vera libertà è fraternità
Oltre il campo: un convegno alla Camera dei Deputati
Roma - Questo studio sulle linee guida per superare i "ghetti etnici" è "solo l’inizio: come Fondazione abbiamo voluto pubblicare questa ricerca e promuoverla. Alla Chiesa non spetta promuovere particolari soluzioni, ma favorire percorsi di ascolto. I fallimenti di tante amministrazioni sono spesso causati dall’ignoranza"-. Lo ha detto questa sera il direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni De Robertis, concludendo l'incontro, svoltosi alla Camera dei Deputati, e che per la prima volta in Italia, amministratori pubblici si sino confrontati sul tema del “superamento” dei campi rom in occasione del convegno “Oltre il campo: Superare i campi rom in Italia: dalle sperimentazioni di ieri alle certezze di oggi”, organizzato da Fondazione Migrantes e Associazione 21 luglio, in collaborazione con la diocesi di Roma. Prima di don De Robertis mons. Benoni Ambarus, vescovo ausiliare di Roma e delegato per la pastorale migranti e rom, ha sottolimneato l'importanza delle relazio ni di comunità recuperando "uno sguardo che salvaguardi la dignità umana riconoscendo gli altri al pari di noi, 'Fratelli tutti' come dice il Papa, opponendoci alla filosofia 'dell’etnìa e dell’aggettivo".
Al convegno, ala quale hanno partecipato anche rom e sinti che attualmente vivono nei campo di Roma e di altre città e alcuni che oggi vivono nelle case popolare e che hanno voluto portare la loro esperienza. Tra gli inerventi quello del prefetto Rosanna Rabuano, del Dipartimento Libertà civili e immigrazione, dell'onorevole Riccardo Magi; di mons. Ambarus, di don De Robertis, di Antonio Ciniero, dell’Università del Salento e di Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio, oltre a varie testimonianze. (R.I.)
Viminale: da inizio anno sbarcate 41.204 persone migranti sulle coste italiane
L’emigrazione italiana in Germania in un libro di un ex sindacalista
Migrantes Porto Santa Rufina: nell’integrazione il volto dell’unità del cristianesimo
Roma - Lunedì scorso gli animatori delle comunità etniche cattoliche di Porto Santa Rufina assieme al responsabile Migrantes Enzo Crialesi e all’ufficio hanno incontrato il vescovo Giarrico Ruzza, amministratore apostolico della diocesi. È stato un pomeriggio vissuto in un clima fraterno e cordiale, di famiglia, durante il quale ciascuno ha esposto la vita concreta della sua gente, gioie e difficoltà, traguardi e desideri sempre evanescenti. Il presule ha apprezzato con gratitudine il servizio continuo durante gli anni, che conduce alcuni sacerdoti a prendersi cura dei propri connazionali macinando quasi ogni domenica chilometri e chilometri e correndo da una parte all’altra del territorio diocesano. Il vescovo ha sottolineato l’importanza di una buona integrazione fra italiani e diocesani provenienti da altri Paesi, di quanto ogni cultura sia una ricchezza del patrimonio diocesano, di come sia importante che in alcuni momenti dell’anno le comunità etniche si ritrovino a festa con gli italiani un’unica eucaristia, tutti insieme poiché tutti componenti dell’unica Chiesa locale. La meta prefissa, a piccoli passi secondo le capacità di ogni comunità, è quella di giungere col tempo ad almeno una celebrazione al mese, condivisa con la ricchezza di canti, usi e costumi di tutti coloro che si ritrovano a parteciparvi. Il pastore ha anche ricordato di quanto i bambini possano essere veicolo di integrazione vera e stabile attraverso il loro inserimento nelle attività parrocchiali, e di conseguenza di quanto sia importante che essi frequentino la catechesi nella parrocchia di zona, in collaborazione ed al di là delle iniziative della propria comunità etnica, che comunque non devono trascurare per non recidere le radici del Paese di origine dei propri genitori e non spezzare i rapporti con quella parte di famiglia allargata rimasta in patria. È stato infine presentato il programma dell’anno pastorale 2021-2022, nel quale il presule ha apprezzato la proposta di un incontro delle due diocesi di Porto-Santa Rufina e Civitavecchia-Tarquinia per una celebrazione comunitaria in occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. (sr. M. Grazia Pennisi, Migrantes Porto Santa Rufina)