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GMMR, Migrantes Padova: migranti, sfida e risorsa

22 Settembre 2022 - Padova - “La presenza di migranti e rifugiati rappresenta una grande sfida ma anche un’opportunità di crescita culturale e spirituale per tutti”. Potrebbe essere questo il centro del Messaggio che Papa Francesco ha scritto in occasione della 108ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. C’è una sfida che richiede energie e preparazione, come nelle grandi imprese. Una sfida che da tanto tempo è stata affrontata positivamente da molte realtà associative e istituzionali nella nostra Diocesi. Una sfida non facile, non scontata, non priva di contraddizioni. Non evitabile. E’ la storia dell’umanità che fa testo, perché si è evoluta in cultura e civiltà grazie alle migrazioni. E’ la storia di tutte le nazioni europee, e dell’Italia in prima fila, che fin dalla fine dell’800 ha prodotto la “grande migrazione”, con milioni e milioni di persone che attraversavano l’Oceano per necessità e per “sercar fortuna in Merica”. La 108^ edizione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato ha quindi avuto inizio quando i migranti eravamo solo noi. E a nostro favore, come si fa per le attuali migrazioni, si è cercato di condurre i pensieri e i discorsi a livello di coscienza civile e cristiana, per il rispetto e la dignità che ogni persona merita. Allora si capisce che è descritta parte della nostra storia passata e presente, quando il Papa scrive che “la storia ci insegna che il contributo dei migranti e dei rifugiati è stato fondamentale per la crescita sociale ed economica delle nostre società. E lo è anche oggi. Il loro lavoro, la loro capacità di sacrificio, la loro giovinezza e il loro entusiasmo arricchiscono le comunità che li accolgono”. Qui ci sono i bisnonni, i progenitori, i familiari di tanti di noi, partiti per terre lontane; qui ci sono i migranti partiti da terre lontane e giunti nelle nostre terre. Una componente che non deve sfuggire nella realtà italiana e nella nostra diocesi padovana è che il 60% dei migranti è di religione cristiana. Se San Paolo scrivesse, come ha fatto con gli Efesini e i Corinti, ci ricorderebbe che c’è un solo battesimo, una sola fede, un solo Dio, Padre di tutti. E’ bene ricordare spesso da dove veniamo, e dove andiamo, per non cadere nelle divisioni, assecondare pregiudizi, cedere ai nazionalismi. L’esistenza cristiana sa attingere ad un ricco serbatoio di valori per vincere diffidenza, ostilità e ipocrisia. Il Messaggio sottolinea che “L’arrivo di migranti e rifugiati cattolici offre energia nuova alla vita ecclesiale delle comunità che li accolgono. Essi sono spesso portatori di dinamiche rivitalizzanti e animatori di celebrazioni vibranti”. E’ sufficiente partecipare a qualche celebrazione di cristiani che provengono dall’Africa, dalle Americhe, dall’Est Europa, dall’Oriente, per rendersene conto. Ed ancora: “La condivisione di espressioni di fede e devozioni diverse rappresenta un’occasione privilegiata per vivere più pienamente la cattolicità del Popolo di Dio”. Quando le comunità parrocchiali favoriscono questa condivisione, almeno in alcune occasioni dell’anno liturgico, allora diventano segno di unità, senza annullare la ricchezza propria di ogni espressione di fede. In tale prospettiva alcune parrocchie, che ospitano comunità etniche con propria lingua e culto, sono segno di mediazione per la società, luoghi in cui il pluralismo non è visto come un male, e per questo scartato con un processo di “assimilazione”. Nell’Evangelii Gaudium il Papa scrive che “il cristianesimo non dispone di un unico modello culturale, ma porta il volto di tante culture e di tanti popoli. Nei diversi popoli che sperimentano il dono di Dio secondo la propria cultura, la Chiesa esprime la sua autentica cattolicità e mostra la bellezza di questo volto pluriforme”. Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati significa per la Chiesa e per la società rendere percorribile il cammino dell’integrazione, reso in maniera corretta con cammino d’interazione, dove c’ è vero scambio e ascolto dell’altro, dove le identità si confrontano senza mescolarsi e soprattutto senza la volontà e l’intenzione di cambiare l’altro, di trasformarlo in qualcosa che assomigli sempre di più a noi. Questo atteggiamento ha alla base la “cultura dell’incontro”, il senso del “camminare insieme” come incoraggia il Sinodo che stiamo vivendo. Si diventa allora maggiormente significativi anche per la società di cui la Chiesa fa parte. (don Gianromano Gnesotto - Direttore Migrantes Padova)  

GMMR, Migrantes Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela: domenica celebrazione in Cattedrale

22 Settembre 2022 - Messina - Sarà mons. Giuseppe La Speme, delegato arcivescovile per la Cattedrale a presiedere, domenica 25 settembre, alle ore 18.00, nella Basilica Cattedrale di Messina, la Celebrazione eucaristica in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, animata dalle cappellanie cattoliche e dai volontari dell’Ufficio diocesano Migrantes, durante la quale 23 giovani filippini riceveranno il sacramento della Confermazione. L’Ufficio diocesano Migrantes raccoglie l’invito di Papa Francesco per un "rinnovato impegno, perché le nostre comunità siano sempre più un luogo di accoglienza, di riconoscimento e di protagonismo per i migranti". Si tratta di "una sfida educativa che ci vuole protagonisti nella fedeltà al Vangelo, per questo l’équipe formativa dell’Ufficio si mette a disposizione delle comunità parrocchiali per preparare, insieme agli operatori pastorali, incontri di conoscenza e riflessione sui temi che riguardano il mondo delle migrazioni e le storie delle persone che ne sono coinvolte", sottolinea la Migrantes diocesana.  

Ucraina: Migrantes Vittorio Veneto, questa sera a Conegliano incontro con padre Hren sulla guerra e la conseguente migrazione

22 Settembre 2022 - Vittorio Veneto - Si svolgerà questa sera alle 20.30 nella sala verde della Casa Toniolo a Conegliano, l’incontro con padre Teodosio Roman Hren, vicario generale dell’esarcato apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino residenti in Italia. Sarà l’occasione per dialogare sulla guerra in Ucraina e sul conseguente fenomeno migratorio, che ha coinvolto non solo i Paesi confinanti ma anche diversi Paesi europei, compresa l’Italia. L’appuntamento è organizzato dall’Ufficio Migrantes della diocesi. Lo scopo primario dell’Ufficio e anche dell’incontro di questa sera – ci dice il direttore Migrantes don Mirko Dalla Torre – è quello di avvicinare gli immigrati cattolici per aiutarli a vivere e praticare la loro fede e favorire l'accoglienza e l'integrazione di tutti gli immigrati che sono presenti nel nostro territorio. Vogliamo continuare ad essere vicini ai gruppi di immigrati cattolici già costituiti, in questo caso agli immigrati ucraini, ma anche offrire delle opportunità di confronto per comprendere il fenomeno migratorio ai nostri giorni. Ci auguriamo che l’incontro possa essere utile anche per questo fine”. La chiesa ucraina di rito bizantino conta nel nostro Paese circa 161 comunità, con 150 mila fedeli e una settantina di sacerdoti. Dallo scoppio della guerra, essa è attivissima a vario livello, soprattutto umanitario e spirituale, per portare soccorso ai profughi ucraini arrivati in Italia. Nella diocesi di Vittorio Veneto  il referente per la comunità ucraina è don Yuriy Khodan, che celebra l’eucaristia secondo il rito bizantino la prima, seconda e terza domenica e il secondo e quarto sabato del mese, alle 14, presso la Cappella della Consolata, a Vittorio Veneto.

Cei: al via il XXVII Congresso Eucaristico Nazionale

22 Settembre 2022 -

Matera - Si apre oggi, 22 settembre, a Matera il XXVII Congresso Eucaristico Nazionale che si concluderà domenica 25 con la visita di Papa Francesco. Nella “Città dei Sassi” si ritroveranno circa 800 delegati arrivati da 166 diocesi italiane per condividere, insieme a una ottantina di Vescovi, quattro giorni di preghiera, riflessione e confronto sulla centralità dell’Eucaristia nella vita del cristiano e della comunità. “Torniamo al gusto del pane. Per una Chiesa eucaristica e sinodale” è il tema dell’appuntamento promosso dalla CEI – in collaborazione con l’arcidiocesi di Matera-Irsina – che rappresenta una tappa del Cammino sinodale delle Chiese in Italia.

La cerimonia inaugurale in piazza Vittorio Veneto dalle ore 17.30 anche in streaming sul sito ufficiale www.congressoeucaristico.it. Momento significativo sarà la processione di cinque gruppi di persone che avanzeranno verso il centro del palco con gli elementi necessari alla preparazione del pane, a memoria dei frutti della terra e del lavoro dell’uomo: i bambini presenteranno i chicchi di grano, alcuni immigrati insieme a russi e ucraini i covoni; seguiranno alcune coppie di sposi e consacrati con l’acqua, il lievito e il sale; gli anziani, gli ammalati e i medici offriranno il pane, mentre alcuni giovani porteranno una Croce.
Il Congresso Eucaristico Nazionale prevede un programma diffuso in tutta la città. Oltre alla Basilica Cattedrale, altre dieci parrocchie accoglieranno i partecipanti per l’ascolto delle meditazioni che saranno tenute, venerdì 23 e sabato 24 settembre (ore 10.45), da Mons. Gianmarco Busca, Vescovo di Mantova e Presidente della Commissione Episcopale per la liturgia, e da Giuseppina De Simone, docente alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. Il presule approfondirà il tema “Il gusto buono del nostro Pane: dall’altare alle tavole della vita”, mentre la professoressa si soffermerà su “Chiesa, sinodalità, Eucaristia”. Le meditazioni si svolgeranno nella Basilica Cattedrale, ma saranno trasmesse in streaming in tutte le parrocchie collegate: Maria Madre della Chiesa, San Pio X, San Paolo, San Giacomo, Immacolata, San Giuseppe Artigiano, Addolorata, Sant’Agnese, Santa Famiglia, Cristo Re. Dopo la catechesi sono previste una testimonianza e poi un tempo di riflessione personale e comunitaria sulle suggestioni ricevute.
Nel pomeriggio di venerdì 23 settembre, alle 15.30, è prevista la Liturgia penitenziale nelle chiese del centro (San Giovanni Battista, San Francesco da Paola, Santa Chiara e San Francesco d’Assisi). Alle 17.30 si svolgerà la Via Lucis eucaristica che dalla Chiesa della Madonna de Idris arriverà alla piazza San Pietro Caveoso, dove sosteranno i delegati e i fedeli e dove sarà collocato il Crocifisso ligneo del ‘600, restaurato per iniziativa della Cooperativa “Oltre l’Arte” grazie anche ad una sottoscrizione popolare. Le meditazioni delle otto stazioni sono state curate dall’Arcivescovo di Matera-Irsina, Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo. Il rito sarà in streaming sul sito ufficiale. Alle 21.00 infine le chiese del centro apriranno le loro porte per l’adorazione eucaristica animata da associazioni e movimenti laicali presenti in diocesi.
Sabato 24 settembre, alle 17.00, si terrà invece la Processione Eucaristica che dalla parrocchia di San Pio X, attraverso le vie della città, giungerà alla piazza San Francesco d’Assisi. Alle 21, in piazza Vittorio Veneto, è in programma “Il gusto del pane”, serata evento, prodotta dalla CEI in collaborazione con Tv2000, dedicata all’Eucaristia nell’arte e nella musica con la partecipazione dei musicisti Simone Cristicchi e Amara, Giovanni Baglioni e Mario Incudine, degli attori Isabel Russinova e Sebastiano Somma (che leggeranno brani di Carlo Levi, Grazia Deledda, Giovanni Paolo II e Antonietta Gnerre), Dario D’Ambrosi e Beatrice Fazi, dello scrittore Francesco Musolino e della ballerina Anastasia Kuzmina. Previste la partecipazione di Donatella Bianchi, conduttrice televisiva, e un’intervista alla direttrice dei Musei Vaticani, Barbara Jatta. Scritta da Fabrizio Silvestri, Mimmo Muolo e Donatella Gimigliano, con la collaborazione ai testi di Cristina Monaco, la trasmissione andrà in onda su Tv2000 (canale 28 e 157 Sky), per la regia di Alessandro Tresa e con le musiche originali di Ciro Vinci.
Il Congresso Eucaristico Nazionale si concluderà il 25 settembre, nello Stadio “XXI Settembre – Franco Salerno”, con la Santa Messa presieduta dal Santo Padre, a cui seguirà la recita dell’Angelus.

GMMR, Migrantes Porto Santa Rufina e Civitavecchia Tarquinia, le iniziative

22 Settembre 2022 - Porto Santa Rufina - La Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato nelle nostre Diocesi di Porto-Santa Rufina /Civitavecchia Tarquinia si celebrerà a Ladispoli il 2 ottobre nella Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù con un intenso programma che partirà dalle 16 alle 18 nella sala teatrale parrocchiale con canti in lingua con i costumi tradizionali delle Comunità etniche Romene, Polacche, Nigeriane,  Sud Americane, Filippine, Srilankesi. Ucraine e Slovacche, presenti nel nostro vasto territorio; alle 18,30 insieme con la Comunità italiana, la Celebrazione Eucaristica multilingue presieduta dal nostro Vescovo, moons. Gianrico Ruzza. Al termine della Celebrazione nella sala si condividerà un agape fraterna con i prodotti tipici di tutte le nazionalità compresa quella italiana.  La domenica 25 settembre a Cesano d'accordo con il parroco padre José, sensibile all'integrazione e alla pastorale con i migranti, è stata preparata  la celebrazione Eucaristica delle 11,30 con le cinque lingue (Spagnolo, Francese, Inglese, Romeno e Italiano) come segno della costruzione della Comunità futura. (Enzo Crialesi, diacono, Direttore Migrantes Porto Santa Rufina)

GMMR, Migrantes Caltanissetta: le iniziative per la Giornata Mondiale del Migrantes e del Rifugiato

22 Settembre 2022 - Caltanissetta -  Domenica 25 settembre la Chiesa celebra la 108ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Nella diocesi di Caltanissetta l'Ufficio Migrantes diocesano, per questa occasione, propone una serie di iniziative a partore da sabato 24 settembe alle ore 18.30 nella Parrocchia Regina Pacis (Caltanissetta) con una celebrazione eucaristica. Dal 26 al 30 settembre l'apertura dello stand Migrantes on the road e la mostra "Oltre i muri" in Piazza Garibaldi. Nel pomeriggio di mercoledì 28 settembre le comunità etniche subsahariane e di lingua araba provvederanno a Musica, sapori e tradizioni. Il giorno successivo, presso la cattedrale Santa Maria La Nova si curerà la realizzazione di un tappeto di sale colorato in occasione della festa del Santo Patrono della città, san Michele arcangelo. Sabato 1° ottobre, sempre nel pomeriggio, sarà la volta delle comunità etniche del Sud-Est asiatico e dell’Ucraina intrattenere con sapori e tradizioni. Domenica 2 ottobre giochi di strada e lunedì 3 ottobre, dalle 10.30, presso il Cimitero degli Angeli di Caltanissetta preghiera interreligiosa di commemorazione per le vittime dei naufragi in occasione della Giornata della Memoria e dell'Accoglienza.

GMMR, Migrantes Andria: le iniziative

21 Settembre 2022 - Andria - Domenica 25 settembre la Chiesa celebra la 108ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato occasione favorevole per riflettere sul fenomeno che nel nostro Paese e nella nostra Comunità continua ad essere divisivo e affrontato genericamente. Con il tema “Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati”  il Santo Padre vuole farci conoscere la visione profetica di Isaia, nella quale gli stranieri non appaiono come nemici e devastatori, ma come lavoratori infaticabili che riedificano le mura della nuova Gerusalemme, la Gerusalemme spalancata a tutte le genti (cfr Is 60,10-11). Nella medesima profezia l’arrivo degli stranieri è presentato come fonte di arricchimento: «Le ricchezze del mare si riverseranno su di te, verranno a te i beni dei popoli» (Is 60,5). Infatti il testo di Papa Francesco scritto per l’occasione invita i cristiani a guardare cosa ci insegna la storia e “il contributo dei migranti e dei rifugiati che è stato fondamentale per la crescita sociale ed economica delle nostre società. E conclude: “questo contributo potrebbe essere assai più grande se valorizzato e sostenuto attraverso programmi mirati. Si tratta di un potenziale enorme, pronto ad esprimersi, se solo gliene viene offerta la possibilità”. Il Profeta Isaia ci racconta che le porte della nuova Gerusalemme «Saranno sempre aperte, non si chiuderanno né di giorno né di notte, per lasciar introdurre da te le ricchezze dei popoli» (60,11). L’Ufficio Migrantes, la Casa di Accoglienza “S. Maria Goretti” della Diocesi di Andria e la Comunità Migrantesliberi da sempre al fianco dei migranti ribadiscono le parole di Papa Francesco che “la presenza dei rifugiati rappresenta una grande sfida ma anche un’opportunità di crescita culturale e spirituale per tutti”. Perché è proprio grazie ai migranti che “abbiamo la possibilità di conoscere meglio il mondo e la bellezza della sua diversità e costruire insieme un 'noi' più grande”. (Don Geremia Acri - Migrantes Andria) GLI EVENTI Venerdì 23 settembre 2022 ore 21:00 “La Téranga” cena multietnica progetto di ristorazione sociale curato da operatori e ospiti della Comunità “Migrantesliberi” con lo spettacolo “A cena con delitto” a cura di RicreaApulia in collaborazione con l’Associazione il Nocciolo c/o Casa Accoglienza “S. Maria Goretti”. Esposizione dei manufatti realizzati dalla nostra sartoria sociale (progetto sostenuto dall’8xmille della Chiesa Cattolica per il tramite della Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana).  Domenica 25 settembre 2022 Insieme con Papa Francesco celebriamo in tutte le parrocchie della Diocesi la 108esima Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato  Martedì 27 settembre 2022 Ore 18:30 In occasione della memoria liturgica di S. Vincenzo dè Paoli, fondatore delle suore Figlie della Carità, celebrazione dell’Eucarestia e a seguire incontro con i volontari.

Gmmr: Migrantes Forlì-Bertinoro, colletta in tutte le parrocchie

21 Settembre 2022 - Forlì - In occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del rifugiato di domenica 25 settembre, le singole comunità parrocchiali, di Unità pastorale o di Vicariato, sono invitate a formulare intenzioni di preghiera durante la messa e a porre gesti di accoglienza. In tutte le chiese è prevista anche una colletta a favore delle iniziative del Servizio Migrantes nazionale e diocesano. (Migrantes Forlì-Bertinoro)

Osare la speranza: il messaggio del Consiglio Episcopale Permanente

21 Settembre 2022 -

Matera - Il Consiglio Episcopale permanente della Cei , riunita a Matera, ha approvato il messaggio di cui qui di seguito riportiamo il testo, alla vigilia delle elezioni politiche di domenica 25 settembre.

Osare la sepenza: appello alle donne e agli uomini del nostro Paese

Dipende da noi: impegniamoci. È questo il messaggio che sentiamo di rivolgere a noi stessi, alle nostre comunità, a tutte le donne e gli uomini d’Italia. Stiamo attraversando una fase particolarmente delicata e complicata della storia: le nostre parole non sono un incoraggiamento ad andare avanti nonostante tutto, ma un invito a osare con speranza. Non semplice ottimismo, ma speranza e realismo cristiano. La guerra, la pandemia, la crisi ambientale e quella delle imprese, l’aumento generalizzato dei costi, il caro bollette… sono tutte questioni che ci addolorano terribilmente e ci preoccupano. Non possiamo mai abituarci a vedere la vita calpestata. Il nostro appello è motivato prima di tutto dalla nostra fede e dalla certezza che il Vangelo di Gesù continua ad essere una Buona Notizia per tutti. Ci sta a cuore il futuro di ogni persona umana. “Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10,10). Siamo fratelli e sorelle. “Impegniamoci”, tutti insieme, per non cedere al pessimismo e alla rabbia. Vogliamo essere spettatori o protagonisti del futuro? L’Italia ha bisogno dell’impegno di ciascuno, di responsabilità e di partecipazione. Vicini e solidali con chi soffre ed è in cerca di risposte ai tanti problemi quotidiani, rivolgiamo un appello agli elettori, ai giovani, a chi ha perso fiducia nelle Istituzioni e agli stessi rappresentanti che saranno eletti al Parlamento.

Agli elettori

Il voto è un diritto e un dovere da esercitare con consapevolezza. Siamo chiamati a fare discernimento fra le diverse proposte politiche alla luce del bene comune, liberi da qualsiasi tornaconto personale e attenti solo alla costruzione di una società più giusta, che riparte dagli “ultimi” e, per questo, possibile per tutti, e ospitale. Solo così può entrare il futuro! C’è un bisogno diffuso di comunità, da costruire e ricostruire sui territori in Italia e in Europa, con lo sguardo aperto al mondo, senza lasciare indietro nessuno. C’è urgenza di visioni ampie; di uno slancio culturale che sappia aprire orizzonti nuovi e nutrire un’educazione al bello, al vero e al giusto. Il voto è una espressione qualificata della vita democratica di un Paese, ma è opportuno continuare a sentirsene partecipi attraverso tutti gli strumenti che la società civile ha a disposizione.

Ai giovani

Ai giovani, che per la prima volta si recano a un seggio elettorale, diciamo di avere fiducia! Con il vostro voto lanciate a tutta l’Italia un forte messaggio di partecipazione alla costruzione del bene comune, nel rispetto della persona, di tutte le persone in ogni fase della vita. Questo è il vero criterio per orientarsi nelle scelte. Il vostro impegno per la cura del Creato è un esempio per tutti. Vedere che i giovani si pongono dalla parte di chi vuole affrontare e risolvere i problemi è un segno che fa ben sperare. E impegna, allo stesso tempo, noi adulti a non tradire i vostri sogni.

Ai disillusi

A chi, dopo molti anni, è tentato di pensare che nulla cambierà anche stavolta, ricordiamo che il contributo di tutti è molto prezioso. Comprendiamo la vostra preoccupazione: sarà possibile mettere da parte le divisioni e guardare al bene del Paese? Vi invitiamo, però, a non far prevalere la delusione: impegniamoci! La partecipazione democratica è amore per il nostro Paese. Invitiamo chi si trova ad affrontare gravi problemi e si sente ai margini della società a non scoraggiarsi e a dare il proprio irrinunciabile contributo.

Agli eletti

Chiediamo ai futuri eletti di non dimenticare mai l’alta responsabilità di cui sono investiti. Il loro servizio è per tutti, in particolare per chi è più fragile e per chi non ha modo di far sentire la sua voce. L’agenda dei problemi del nostro Paese è fitta: le povertà in aumento costante e preoccupante, l’inverno demografico, la protezione degli anziani, i divari tra i territori, la transizione ecologica e la crisi energetica, la difesa dei posti di lavoro, soprattutto per i giovani, l’accoglienza, la tutela, la promozione e l’integrazione dei migranti, il superamento delle lungaggini burocratiche, le riforme dell’espressione democratica dello Stato e della legge elettorale… È il tempo di scelte coraggiose e organiche. Non opportunismi, ma visioni. Vi invitiamo a vivere la responsabilità politica come “la forma più alta di carità”.

Prospettive

Ripartiamo dai luoghi di vita: qui abbiamo ritrovato il senso della prossimità durante la pandemia. Il Cammino sinodale che le Chiese in Italia stanno vivendo può costituire davvero un’opportunità per far progredire processi di corresponsabilità. È sempre nei luoghi di vita che abbiamo appreso l’arte del dialogo e dell’ascolto, ingredienti indispensabili per ricostruire le condizioni della partecipazione e del confronto. Riscopriamo e riproponiamo i principi della dottrina sociale della Chiesa: dignità delle persone, bene comune, solidarietà e sussidiarietà. Amiamo il nostro Paese. La Chiesa ricorderà sempre questo a tutti e continuerà a indicare, con severità se occorre, il bene comune e non l’interesse personale, la difesa dei diritti inviolabili della persona e della comunità. (Il Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana)

Elezioni: Tavolo Asilo e immigrazione, sette proposte ai partiti per “misure urgenti e necessarie”

21 Settembre 2022 - Roma - Sette proposte ai partiti riguardo alle politiche sull’immigrazione e il diritto d’asilo per “misure urgenti e necessarie” da attuare nella prossima legislatura sono contenute in un Documento proposte Tavolo Asilo e Immigrazione elezioni 25 settembre 2022 stilato dal Tavolo Asilo e immigrazione, la principale coalizione nazionale che riunisce le organizzazioni del Terzo settore impegnate in quest’ambito in Italia. “Le politiche sull’immigrazione e il diritto d’asilo sono state, almeno negli ultimi venti anni, frutto di numerosi interventi, volti quasi tutti a ridurre lo spazio dei diritti delle persone di origine straniera – osservano –. Questa tendenza, con poche eccezioni, ha accentuato la condizione di precarietà degli stranieri e la loro riscattabilità, fino a determinare pesanti forme di discriminazione. Dal 2011 ad oggi il discorso pubblico sull’immigrazione si è sempre più polarizzato, sviluppandosi principalmente intorno al binomio ‘migrazione-sicurezza’ e adottando un approccio emergenziale anziché strutturale, progressivamente concentrato sull’accesso al diritto d’asilo e sull’accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati”. Sette i temi in cui si articola il documento: Rapporto tra persone straniere e pubblica amministrazione; Canali di ingresso legali e presenza regolare sul territorio; Cittadinanza e diritto di voto; Accesso alla procedura di protezione internazionale e gestione delle frontiere esterne e interne all’Unione europea; Riforma del sistema di accoglienza; Detenzione amministrativa ed espulsione; Ufficio nazionale anti discriminazioni razziali. Fanno parte del Tavolo Asilo e immigrazione: A Buon Diritto, Acat Italia, Acli, ActionAid, Arci, Asgi, Centro Astalli, Cies, Cgil, Cnca, Comunità Papa Giovanni XXIII, CoNNgi, Emergency, Europasilo, Focus Casa dei diritti sociali, Medici del mondo Italia, Movimento Italiani senza cittadinanza, Medici senza frontiere, Oxfam, Refugees Welcome Italia, Senzaconfine, Simm, Uil, Unire.  

Ecco i dimenticati del Mediterraneo

21 Settembre 2022 -

Milano - Mentre è ancora aperta la ferita per la morte di tre bambini per sete e fame in attesa dei soccorsi in mare, non si fermano gli allarmi che arrivano dal Mediterraneo. Dalla rotta centrale, quella che unisce il Nord Africa – da Libia e Tunisia – all’Italia ma anche quella orientale, fra Grecia e Turchia. «Settanta vite a rischio vicino alla Libia» lancia l’sos Alarm Phone, contattato dal parente di uno dei migranti a bordo. Secondo le prime informazioni la barca partita da Sabrata la scorsa notte si sarebbe capovolta ieri mattina. Altre 53 persone (tra cui 5 bambini) hanno bisogno di aiuto in zona Sar di Creta e sono ancora in attesa di soccorso. L’ultimo contatto era avvenuto lunedì pomeriggio.

Il racconto dei naufraghi sbarcati a Pozzallo che hanno visto morire di fame e sete sei persone (fra cui 3 bambini) in attesa dei soccorsi lo scorso 12 settembre è drammatico. Sono partiti dalla Turchia il 28 agosto e sono rimasti in balia delle onde per 15 giorni a causa di un guasto al motore. Sono morti tre bambini, tra cui un undicenne in viaggio senza genitori, e tre adulti. «A bordo con noi c’era un signore con due bambini molto piccoli, che erano sul punto di morire per la fame. Così ho offerto loro il mio cibo per farli rimanere in vita» ha raccontato uno dei superstiti al team di Medici Senza Frontiere che ha fornito in questi giorni supporto psicologico. «Nonostante il cibo, i bambini non ce l’hanno fatta». «Per la disperazione abbiamo iniziato a bere acqua di mare, provando a filtrarla con i vestiti – racconta un ragazzo siriano sopravissuto – Ero consapevole che sarei potuto morire bevendo quell’acqua, ma non avevamo altra scelta». Non si è salvata Nour, invece, una signora anziana che soffriva di ipertensione. La terapia non ha fatto effetto o probabilmente non è riuscita a deglutire le sue medicine. Il suo aspetto ha iniziato a cambiare lentamente, finché non è morta.

«Dopo tre o quattro ore i corpi delle persone che non ce l’hanno fatta iniziavano a emanare un cattivo odore a causa del sole e del caldo. Abbiamo pregato, abbiamo lavato i loro corpi con l’acqua di mare, cercando di coprirli con quello che avevamo per seguire la tradizione e li abbiamo lasciati andare in mare» racconta un sopravvissuto.

«Dall’inizio di quest’anno, oltre 1.000 persone sono morte o risultano disperse nel Mediterraneo e più di 15.000 persone sono state intercettate e respinte arbitrariamente in Libia, anche se probabilmente i numeri sono molto più alti – spiegano dalla Ong Medici senza frontiere – Questa non è solo l’ennesima tragedia che si consuma alle porte dell’Europa ma è la conseguenza concreta di decisioni politiche europee che proteggono i confini piuttosto che gli esseri umani».

Si chiamava invece Wegihu e aveva 20 anni, il giovane eritreo trovato morto tre giorni fa nella barca con 59 migranti soccorsa dalla nave Open Arms Uno. Alcuni dei migranti hanno raccontato come nel momento in cui stavano per salire a bordo, in Libia il trafficante ha colpito il ventenne così violentemente che ha perso la vita e ha costretto gli altri a portare con loro il suo corpo. Sono in tutto 402 in attesa di un porto sicuro, mentre i 398 sulla Humanity 1 sono stati assegnati a Taranto. «Al gioioso sollievo – spiega la ong Sos Humanity – è seguita la delusione: 42 ore di viaggio tra la posizione della nave al momento della conferma e il porto di Taranto. La situazione è precaria, le scorte di acqua e cibo sono state pesantemente razionate e il tempo dovrebbe peggiorare di nuovo ». Fra le persone a bordo ci sono 55 minori di età inferiore ai 13 anni e, complessivamente, 110 minori non accompagnati.

«Open Arms ha trovato un cadavere su una barca con 59 persone a bordo. I migranti hanno raccontato che il loro compagno è stato ucciso di botte dai trafficanti sulla spiaggia. I racconti degli orrori della Libia continuano da anni, in un silenzio generale che fa sempre più rumore» accusa Flavio Di Giacomo, portavoce Mediterraneo di Oim. (Daniela Fassini - Avvenire)

Migrantes Torino, Festival dell’accoglienza, “Le guerre dimenticate” questa sera all’Auditorium Reale Group

21 Settembre 2022 - Torino - Nell'ambito del "Festival dell'accoglienza" organizzato dall'Ufficio Migrantes della diocesi di Torino questa sera -ore 17.30, Auditorium Reale Group (via Bertola 48/c) - l’incontro sul tema “Le guerre dimenticate”. Nel mondo si contano a tutt’oggi una sessantina di guerre che, ogni giorno, sono causa di fame, sofferenza e morte per le popolazioni di quei Paesi teatro dei conflitti. Sono le tante tragedie umanitarie che spesso passano inosservate e di cui si sente parlare poco perché tormentano luoghi del pianeta geograficamente lontani, non destano forti interessi economici e politici e poche volte compaiono sulle prime pagine dei giornali. Sul tema  parleranno e si confronteranno il giornalista Domenico Quirico e il politico Pietro Marcenaro e porteranno la loro testimonianza la giornalista afghana Krishma Khaliq e l’operatore sociale sudanese Alhadi Ali Mohammad.

CEI: aperto a Matera il Consiglio Permanente

21 Settembre 2022 - Matera - Si è aperta ieri a Matera la sessione autunnale del Consiglio episcopale permanente della Cei. Al centro del dibattito guidato dal presidente, il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, il Cammino sinodale, entrato nel vivo del secondo anno di ascolto della "fase narrativa". I lavori prevedono una comunicazione riguardante la prosecuzione dell' itinerario avviato nelle diocesi italiane, in sintonia con il Sinodo universale e a partire dal documento 'I Cantieri di Betania', diffuso lo scorso luglio. All'ordine del giorno anche aggiornamenti sulle Istruzioni della Congregazione per l' educazione cattolica sull' affiliazione, l' aggregazione e l' incorporazione degli Istituti di studi superiori; sulla stesura della nuova Ratio nationalis per la formazione sacerdotale; sulle iniziative in corso per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili. È previsto infine un confronto sull' Assemblea generale che si terrà nel maggio 2023. La scelta di Matera come sede del Consiglio permanente dipende dal fatto che da domani la città lucana ospiterà il Congresso eucaristico nazionale che si chiuderà domenica con la visita del Papa. Tema del Congresso: "Torniamo al gusto del pane. Per una Chiesa eucaristica e sinodale".

Viminale: 68.300 persone migranti sbarcate sulle nostre coste nel 2022

20 Settembre 2022 -
Roma - Sono 68.300 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Il dato, del Viminale, è aggiornato alle 8 di questa mattina e pubblicato sul "cruscotto" del sito del Ministero dell'Interno. Di questi 14.320 sono di nazionalità tunisina (21%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Egitto (13.227, 20%), Bangladesh (10.213, 15%), Afghanistan (5.320, 8%), Siria (4.328, 6%), Costa d’Avorio (2.149, 3%), Eritrea (1.662, 3%), Guinea (1.596, 2%), Iran (1.513, 2%), Pakistan (1.493, 2%) a cui si aggiungono 12.479 persone (18%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Fino ad oggi sono stati 7.486 i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare. Il dato è aggiornato a ieri, 19 settembre.

GMMR, Papa Francesco: “i giovani devono essere protagonisti del futuro”

20 Settembre 2022 -
Città del Vaticano - “I giovani devono essere protagonisti del futuro”. A dirlo è Papa Francesco nel nuovo video pubblicato dalla Sezione Migranti e Rifugiati in vista della 108ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che verrà celebrata domenica prossima, 25 settembre. Il Santo Padre parla di futuro, un futuro che “comincia oggi e comincia da noi”. Ad accompagnare le parole di Papa Francesco – si legge in un comunicato del Dicastero – la testimonianza di due giovani ambasciatori di Talitha Kum impegnati nella lotta alla tratta di persone. I due ragazzi raccontano la piaga della tratta in Asia e come stanno lavorando per aiutare chi è nel bisogno impegnandosi così a costruire un futuro migliore. Proprio per conseguire questo futuro Papa Francesco domanda: “Quali decisioni vanno prese subito per costruire già oggi un futuro inclusivo e migliore per tutti?”. “Siamo chiamati a rispondere personalmente”, l’appello della Sezione Migranti e Rifugiati in vista della Giornata: “e per contribuire a questa riflessione è possibile inviare un breve video”, utilizzando anche i social media della Sezione, nell’apposita pagina Internet.

Nubrifagio: la vicinanza della diocesi di Fano alle comunità dello spettacolo viaggiante

20 Settembre 2022 - Fano - Ieri  mattina, il vescovo di Fano-Fossambrone-Cagli Pergola, mons. Armando Trasarti si è recato sui luoghi del recente nubifragio nelle Marche portando la vicinanza di tutta la diocesi e incontrando il sindaco di Cagli e la comunità dei giostrai che ha perso tutto poichè avevano le loro attrezzature nel parco di Sant’Emidio vicino alla chiesa. Si è recato poi al monastero di Fonte Avellana e ha incontrato p. Gianni Giacomelli priore del monastero portando la vicinanza di tutta la Diocesi. Oggi sarà a Pergola. "E' un lago di melma. La comunità dei giostrai ha perso tutto. Ora stiamo vedendo quel che si potrà fare insieme a Migrantes: non hanno più nulla", ha detto il presule. "Da una scalinata di cemento, ho visto la mia vita che finiva", ha raccontato Loris Buonora, 45 anni, di Pesaro che ha visto  l' acqua e il fango che devastavano tutto quello che lui e altri colleghi - una decina di giostrai in tutto, la gran parte pesaresi - avevano per lavorare.

Modello 730: Redditi o CU: ecco come fare la scelta 8Xmille

20 Settembre 2022 - Roma - Per effettuare la scelta per la destinazione dell’8xmille dell’Irpef alla Chiesa cattolica occorre utilizzare le apposite schede pubblicate ogni anno dall’Agenzia delle Entrate insieme ai modelli fiscali. Chi presenta la dichiarazione dei redditi e utilizza quindi il modello 730, oppure il modello Redditi, può utilizzare la scheda presente in ciascun modello (nel caso del 730, la scheda è il Modello 730-1) e firmare per la Chiesa cattolica. La scheda con la scelta andrà poi consegnata in busta chiusa al sostituto d’imposta o al Caf o al commercialista per l’invio insieme alla dichiarazione dei redditi. Il termine per l’invio della dichiarazione è il 30 settembre per il 730 e il 30 novembre per il modello Redditi. Anche chi possiede solamente il modello CU (Certificazione Unica) e non è obbligato alla presentazione della dichiarazione dei redditi può effettuare la scelta a favore della Chiesa cattolica utilizzando la scheda allegata al modello CU. Nel caso in cui, per qualsiasi ragione, non si disponga della scheda allegata al modello, è possibile utilizzare la scheda presente nel modello Redditi. La scheda deve essere firmata e consegnata in busta chiusa entro il 30 novembre a qualsiasi ufficio postale oppure ad un Caf o commercialista. La scheda per la destinazione dell’8xmille dell’Irpef può anche essere presentata direttamente dal contribuente utilizzando i servizi telematici della Agenzia delle Entrate.  

Così la firma dell’8xmille aiuta la crescita del Paese

20 Settembre 2022 - Roma - Destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica oggi significa contribuire a far crescere l’Italia, con un gesto dalla forte valenza civile e sociale, che di fatto rafforza e alimenta tutte quelle forme di welfare destinate a chi è in difficoltà. E non c’è bisogno di grandi analisi per capirlo, basta scorrere le storie delle iniziative sostenute dalla Chiesa grazie ai fondi dell’8xmille. Un impegno costante per dare futuro a chi rischia di perdere la speranza, dando gambe ai cammini delle comunità cristiane e, soprattutto, offrendo un aiuto concreto per l’avviamento al lavoro, ai poveri, ai malati e agli anziani, oltre che con il microcredito e la lotta all’usura. Insomma, là dove la crisi morde c’è sempre una mano tesa sostenuta a sua volta dalla firma di moltissimi contribuenti e sempre puntualmente rendicontata. Basta visitare www.8xmille.it per rendersene conto. Si scopre così che quella semplice firma non è mai solo un tratto di penna su un foglio o la spunta su una casella, ma, grazie a ben 8mila diversi progetti, un modo per arrivare accanto a coloro che hanno bisogno, siano essi vicini o lontani. Chiunque abbia un reddito in Italia può fare la propria parte, perché la scelta dell’8xmille può avvenire attraverso i diversi modelli: oltre al 730, anche il Modello Redditi o il Modello CU. Ciò significa che, oltre ai dipendenti e ai pensionati, anche gli autonomi e gli imprenditori possono scegliere di sostenere la speranza in tutto il Paese, con l’8xmille del proprio reddito personale senza aumentare di un solo euro le imposte. A ricordare l’importanza di questa scelta è anche Gian Luca Galletti, presidente dell’Unione cristiana imprenditori dirigenti (Ucid) e già ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare: «Non c’è dubbio che oggi siamo di fronte a un momento di grande difficoltà economica e di preoccupazione per le famiglie italiane, sulle quali ricadono anche le difficoltà e le preoccupazioni delle imprese – sottolinea Galletti –. Tutto questo si somma a una spesa pubblica in difficoltà: quello che abbiamo dovuto mettere nei decreti aiuti e il grande debito pubblico che ci portiamo dietro dal passato di fatto limitano la capacità d’intervento dello Stato». L’unica vera risposta in questo momento, aggiunge il presidente dell’Ucid, «è quella della sussidiarietà, che oggi è davvero indispensabile per mantenere un welfare in Italia. E la Chiesa cattolica in questo è in prima linea: penso a tutto quello che viene fatto nella mia città, Bologna, con i numerosi servizi offerti dalle realtà cattoliche sul territorio». In ballo c’è qualcosa di molto serio, nota Galletti: «Questi servizi oggi sono sempre più indispensabili se si vuole evitare una vera crisi sociale e l’8xmille alla Chiesa cattolica va in questa direzione. Si tratta di sostenere una presenza capillare sui territori che solo la Chiesa può assicurare. Tutto questo va al di là ovviamente dell’aspetto religioso, cioè del sostegno a una comunità con una precisa identità di fede. È una scelta di tipo sociale fatta in virtù di un’esigenza che in questo momento è forte e che nei prossimi mesi probabilmente lo sarà ancora di più». Da parte loro, gli imprenditori, se vogliono che le loro aziende crescano, «devono operare sul territorio tenendo presente il monito, che è contenuto nella Dottrina sociale della Chiesa, sul giusto profitto. Sono chiamate, cioè, a distribuire una parte del loro guadagno sul territorio in cui operano, dando un giusto lavoro, dignità al lavoro e operando scelte non solo in base al profitto come la delocalizzazione che fa risparmiare sulle imposte ma spoglia il territorio di competenze e di risorse. Chi vive d’impresa, insomma – conclude Galletti –, è chiamato a comportarsi da imprenditore e da cittadino». Anche quando sceglie la destinazione dell’8xmille. (Matteo Liut)

Migranti, in 800 sulle navi umanitarie, ancora senza posto

20 Settembre 2022 - Milano - C’è sempre più tensione e disperazione a bordo della nave Ong Humanity 1, con a bordo 398 persone e in ancora in attesa di un porto sicuro da ormai due settimane. Domenica un naufrago si è buttato giù dalla nave in preda alla disperazione mentre le famiglie di tre bambini venivano evacuate per ragioni mediche dalle autorità italiane. «L’acqua potabile finirà entro la metà della settimana e anche le scorte di cibo», dicono dal team, spiegando che «i 55 bambini sotto i 13 anni e i 110 minori non accompagnati stanno soffrendo particolarmente », mentre «le malattie infettive continuano a diffondersi». Il naufrago più giovane ha appena undici mesi. La nave umanitaria ha cercato riparo dal maltempo al largo delle coste siciliane e sono già 18 le richieste inoltrate alle autorità competenti rimaste tutte sinora senza esito. «La legge dice che ogni bambino che cerca protezione deve essere curato – spiega Pietro, volontario di Sos Humanity adesso a bordo della nave –. I minori non accompagnati sono più a rischio e, quindi, necessitano di maggiori cure e protezione rispetto agli adulti». Molti dei bambini a bordo soffrono di febbre, diarrea e stanchezza. Anche l’equipaggio è allo stremo delle forze. «Una nave di soccorso può fornire solo aiuti di emergenza e non è progettata per prendersi cura adeguatamente di circa 400 persone per un lungo periodo di tempo – aggiunge il capo delle operazioni navali di Sos Humanity, Till Rummenhohl –. Non solo stiamo finendo l’acqua dolce, che è già razionata da giorni, ma le malattie infettive dilaganti ora si stanno diffondendo anche tra l’equipaggio. È irresponsabile che non otteniamo un porto immediatamente ». Sono trascorse quasi due settimane dal primo salvataggio dell’equipaggio dell’Humanity 1 e sei giorni dall’ultimo. Sedici persone sono state evacuate per motivi di salute lo scorso fine settimana. Altri 402 sono ancora a bordo dell’altra nave umanitaria, la Open Arms che anche ieri ha effettuato l’ennesimo soccorso nel Mediterraneo centrale. Ha salvato in acque internazionali un barchino in difficoltà con 30 migranti. A bordo della nave umanitaria ci sono adesso oltre 400 persone e il cadavere di un migrante recuperato nei giorni scorsi quando il team ha tratto in salvo 59 naufraghi, tra cui 6 bimbi, da una piattaforma petrolifera. Domenica mattina all’alba l’ennesima operazione: in 294 sono stati soccorsi dopo essere rimasti quattro giorni alla deriva. Tra loro anche 49 donne e 60 bambini. «Per due giorni sono rimasti senz’acqua chiedendo aiuto» racconta Oscar Camps, fondatore della Ong spagnola. Diversi i casi di disidratazione. «Ancora un giorno e sarebbero morti». Domenica scorsa altre 250 persone sono state soccorse dalla guardia costiera su un peschereccio in difficoltà al largo di Portopalo, nel Siracusano. Due mercantili coinvolti, prima la Arianna, maltese, che poi ha lasciato la scena alla Msc Lauren, una grande portacontanier di bandiera panamense che ha fatto da scudo protettivo limitando onde e vento, per il salvataggio. Una operazione complessa: quattro ore in cui si è operato in condizioni meteo marine proibitive. Nella settimana che si è appena conclusa, sono in tutto 1.062 i migranti partiti dalle coste libiche per raggiungere l’Europa (16.506 da inizio anno mentre erano 32mila un anno fa). Secondo gli ultimi dati aggiornato dall’Oim, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, sono in tutto 662 i migranti morti da gennaio ad oggi lungo la rotta centrale del Mediterraneo (tra Libia e Italia) ma ce ne sono altri 891 che risultano dispersi. (D. Fas. - Avvenire)

Cei: dai carcerati le ostie per il Congresso Eucaristico Nazionale di Matera

19 Settembre 2022 -
Roma - Sono stati i detenuti delle carceri di Opera (Milano) e di Castelfranco Emilia (Modena) a preparare le 35mila ostie che verranno distribuite durante le celebrazioni del XXVII Congresso Eucaristico Nazionale, in programma a Matera dal 22 al 25 settembre.
Promossa dall’Ispettorato generale dei cappellani delle carceri italiane, l’iniziativa vuole esprimere la condivisione spirituale dei ristretti con le Chiese in Italia e lanciare un messaggio forte che, oltrepassando le sbarre, possa raggiungere tutti. “Il pane che sulla mensa diventerà il Corpo di Cristo vuole essere la voce della speranza rivolta a tutte le comunità ecclesiali e al mondo civile per non dimenticare che, anche nelle carceri, c’è una Chiesa bisognosa di ascolto, di accoglienza e di riscatto”, sottolinea don Raffaele Grimaldi, Ispettore generale dei cappellani delle carceri.
Realizzato grazie al sostegno della Fondazione “La Casa dello Spirito e delle Arti” del carcere di Opera e alla Cooperativa sociale “Giorni Nuovi” e “Missione speranza” del carcere di Castelfranco Emilia, il progetto ha visto il coinvolgimento di numerosi detenuti: la produzione artigianale delle ostie è stata una tappa fondamentale nel loro cammino di riconciliazione e riparazione al male commesso, che viene sostenuto e incoraggiato da tanti cappellani e volontari che rendono le carceri luoghi di recupero e non polveriere di rabbia. “In questo tempo difficile e di crisi economica e sociale, gli Istituti Penitenziari hanno maggiormente bisogno di mani tese, di forze nuove di donne e uomini di buona volontà che sappiano curare le ferite, senza pregiudizio e disprezzo alcuno verso coloro che sono avvolti dal manto della prigione esistenziale”, afferma l’Ispettore generale, che invita a “ritornare al gusto del servizio, a indossare l’umile grembiule, a chinare il capo e a servire coloro che sono nella difficoltà”.
Il Congresso Eucaristico Nazionale, è l’auspicio di don Grimaldi, “ci faccia cogliere e comprendere ancora di più che in quel piccolo pezzo di pane, che nutre la nostra fragilità umana, oltre ad esserci Il Cristo Vivente, sono racchiusi anche i dolori dell’umanità, sono impressi i volti di coloro che vivono nelle carceri”.