Primo Piano

Migrantes Treviso: folla commossa ai funerali di mons. Canuto Toso

6 Ottobre 2022 - Treviso - Una folla commossa ha partecipato ieri pomeriggio alla celebrazione delle esequie di mons. Canuto Toso, per molti anni direttore diocesano della Migrantes di Treviso, nella Chiesa di San Nicolò a Treviso. Don Canuto si è spento nella tarda serata di sabato 1 ottobre all’età di 91 anni, e 65 anni di vita sacerdotale. A presiedere il vescovo di Treviso, mons. Michele Tomasi, che nell’omelia ha tracciato la figura di don Toso come prete “… dalla parte delle pecore”. Il presule ha ricordato poi l’impegno di vita di mons. Toso “dei cui frutti dà testimonianza la presenza di tanti qui oggi, è stato quello di dare dignità, ascolto, accompagnamento a quanti ne avevano bisogno, per le vicende spesso faticose e drammatiche della vita. Ha donato pane fisico e spirituale, è stato vicino, ha vestito dei panni della dignità, del riconoscimento sociale e del lavoro, ha visitato instancabilmente in tutto il mondo quanti, partiti da casa a causa del bisogno proprio e delle famiglie, hanno potuto costruire vicende di vita buone e felici, mantenendo il legame vitale con le proprie radici”. Molti i labari dell’associazione “Trevisani nel mondo” da lui fondata, presenti anche i rappresentati delle comunità etniche presenti in diocesi. La Fondazione Migrantes si è fatta presente con un messaggio a firma del Presidente mons. GianCarlo Perego, letto all’inizio della celebrazione Esequiale. Numerosi i sindaci presenti: oltre Mario Conte, sindaco di Treviso, hanno partecipato il presidente della Provincia, Stefano Marcon e l’assessore regionale Federico Caner. Il presidente della Regione Luca Zaia ha inviato un messaggio di cordoglio e di stima per l’operato di don Canuto. Al termine delle esequie, il saluto della “Trevisani nel mondo”, fondata da don Canuto, i quali hanno proposto la preghiera dell’emigrante seguita dall’inno dell’associazione (MDT)

Migrantes Salerno-Campagna- Acerno: in tv la Festa dei Popoli

5 Ottobre 2022 - Salerno - Da ieri sera è possibile vedere la Festa dei Popoli 2022 di Salerno in 3 puntate grazie alla collaborazione dell' Ufficio Migrantes della diocesi di  Salerno-Campagna- Acerno e Tele Diocesi Salerno sul CANALE 87 del digitale terrestre. La prima puntata ieri sera dalle ore 21 con replica alle 15 di oggi. La seconda puntata sarà trasmessa questa sera dalle ore 21 con replica alle 15 del 06 ottobre 2022 mentre la terza puntata domani sera dalle ore 21 con replica alle 15 del 07 ottobre 2022.

Sant’Egidio: nuovi arrivi con i corridoi umanitari in Italia e in Belgio

5 Ottobre 2022 - Roma - Nuovi arrivi, in Italia e in Belgio, con i corridoi umanitari della Comunità di Sant'Egidio. Stamattina a Fiumicino sono giunti, con un volo proveniente da Nicosia, 10 richiedenti asilo che hanno trascorso diversi mesi nei campi di Cipro, il Paese europeo che ospita, in percentuale, il numero più alto di profughi. Verranno ospitati a Roma da Sant'Egidio, in seguito al viaggio di Papa Francesco sull'isola nel dicembre 2021. Contemporeanemante si apre in Belgio un nuovo corridoio umanitario che permetterà l'arrivo legale e sicuro per 250 persone. All'aeroporto di Bruxelles sono giunti 16 cittadini siriani, tra cui 6 minori, che erano da anni rifugiati in Libano. Complessivamente, con il sistema dei corridoi umanitari, realizzati grazie a una rete di accoglienza diffusa, sono giunti in Europa 5.200 rifugiati, di cui 4450 in Italia, ai quali si aggiungono oltre 1800 cittadini ucraini in diversi Paesi europei. Tutto ciò grazie a progetti "totalmente autofinanziati e la generosità non solo di associazioni, congregazioni religiose e parrocchie ma anche di cittadini che hanno offerto le loro case e il loro impegno gratuito e volontario".

Discernimento, via orante per il cuore

5 Ottobre 2022 -
Città del Vaticano - Oggi Papa Francesco ha ripreso le meditazioni sul tema del discernimento, arrivando, è proprio il caso di dirlo, al cuore della questione con la questione del cuore. Ci ha ricordato che il discernimento non è una tecnica, ma il risultato affettivo della familiarità con Dio attraverso la preghiera: “Due sposi che hanno vissuto insieme tanto tempo volendosi bene finiscono per assomigliarsi. Qualcosa di simile si può dire della preghiera affettiva: in modo graduale ma efficace ci rende sempre più capaci di riconoscere ciò che conta per connaturalità, come qualcosa che sgorga dal profondo del nostro essere”. Spesso abbiamo ricordato che discernere significa ascoltare come risuona il cuore nell’incontro con la vita; ma per arrivare a permettersi di ascoltare sinceramente il proprio cuore, in piena trasparenza, occorre superare quella diffidenza istintiva, effetto del peccato originale, per cui non siamo immediatamente pronti a fare verità, a dirci la verità a ogni costo: “Alcuni temono che prendere sul serio la sua proposta, quello che Gesù ci propone, significhi rovinarsi la vita, mortificare i nostri desideri, le nostre aspirazioni più forti. Questi pensieri fanno talvolta capolino dentro di noi: che Dio ci chieda troppo, abbiamo paura che Dio ci chieda troppo, che non ci voglia davvero bene”. Sento magari che il corso attuale della mia vita mi amareggia, ma non lo ammetto, mi dico che va tutto bene, anzi benone, perché temo che mettermi in discussione potrebbe espormi, farmi perdere quanto conta per me; oppure, presagisco che accogliere una determinata possibilità mi darebbe gioia, ma esito, perché ho paura di giocarmi, di compromettermi. In entrambi i casi, e in molti altri simili, nella gamma delle speranze e delle incertezze umane, il problema è quella mancanza di fiducia in Dio di cui ha parlato Papa Francesco nella catechesi, mancanza di fiducia che riduce la vita a una roulette russa: “E se poi mi sbaglio?”, “E se non sarò felice?”, “E se fosse tutto un inganno?”. Domande lecite, a cui però poi non si ha la forza e la voglia di rispondere, perché si ha paura di tematizzarle con Dio, si teme la sua volontà come qualcosa di espropriante, schiacciante, insensibile alla nostra specificità – una concezione davvero demoniaca del rapporto di Dio con noi, come ha ricordato il Papa! Frequentare di più Dio è l’unica soluzione: scoprire, in una preghiera semplice, affettiva, non formale, il suo stile, la sua “leggerezza”, e, soprattutto, i sentimenti che accompagnano i pensieri da Lui ispirati: consolazione, pace, speranza, gioia. La gioia, unico vero indizio della vera presenza di Dio. Tutto il resto può benissimo essere un prodotto del nostro super-io o persino della tentazione; solo il Dio vero può instillare in noi il sentimento della vera gioia, elegante, discreta, aurorale, pacificatrice (con noi stessi e i nostri timori). Seguire interiormente la pista di questa gioia ci farà scoprire che Dio non toglie, non inchioda, non condanna, non pretende, non preme. Quello a cui Dio ci chiama, è sempre per un di più di questa stessa gioia, che sarà capace anche di illuminare e rendere accettabili croci e sacrifici, quando dovessero presentarsi. Ricordiamoci che sulle spalle del Figlio la croce l’ha messa il mondo, non il Padre. Rispetto a chi vorrebbe ridurre il discernimento a una tecnica replicabile in laboratorio, autonoma da qualsivoglia relazione con Dio, il Papa ha ribadito invece che solo seguendo nella preghiera la pista di questa gioia, di questa “luce gentile” che ci guida al bene, possiamo discernere la vera volontà di Dio per noi, che è sempre una volontà d’amore. (Alessandro Di Medio) (Foto Sir/Gennari/Siciliani)

Migrantes Treviso: oggi i funerali di don Canuto

5 Ottobre 2022 - Treviso - Si svolgeranno oggi pomeriggio alle 15,30 i funerali di don Canuto Toso, il prete dei migranti, direttore per molti anni della Migrantes diocesana di Treviso e fondatire dell'associazione "Trevisani nel Mondo", morto sabato scorso a 91 anni. A presiedere la celebrazione, al Tempio di San Nicolò il vescovo di Treviso, mons. Michele Tomani, con il quale concelebreranno l' emerito, mons. Paolo Magnani e molti sacerdoti. La salma di don Toso ha lasciato questa mattina l' obitorio dell' ospedale di Treviso ed è stata portata nella chiesa degli Oblati, dove rimarrà esposta fino alle 12. Dopo le esequie verrà trasferita nel paese natale, a San Martino di Lupari. (R.Iaria)

Premio Acnur per i rifugiati ad Angela Merkel

5 Ottobre 2022 - Roma - L' ex cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha vinto il Premio Nansen per i Rifugiati dell' Acnur 2022. Un riconoscimento da parte delle Nazioni Unite al suo impegno nell' accoglienza di 1,2 milioni di richiedenti asilo e rifugiati nel 2015 e nel 2016, il momento più caldo del conflitto in Siria, «e mentre terribili violenze si scatenavano in altri luoghi», precisa l' Acnur. Filippo Grandi, Alto Commissario Onu per i Rifugiati, ha lodato la determinazione di Merkel in difesa dei diritti umani, dei principi umanitari e del diritto internazionale. Fu lei, infatti, a spingere tutti i tedeschi verso il superamento del nazionalismo e l' apertura ai migranti, per compiere quello che «era né più né meno, un dovere umanitario». (E.Camp.)

Gran Bretagna: migranti irregolari, studenti ed espulsioni facili

5 Ottobre 2022 - Londra - Troppi migranti irregolari, troppi studenti stranieri. Musica per le orecchie dei conservatori, riuniti a Birmingham per la conferenza annuale del partito, turbati dal disastro politico e finanziario causato dalle azzardate manovre fiscali della premier Liz Truss. A suonarla è il nuovo ministro degli Interni, Suella Braverman, figlia di indiani d' Africa arrivati ad Harrow negli anni '60, che ha ventilato riforme sull' immigrazione persino più audaci di quelle varate del precedente governo dopo la Brexit seppure di difficili attuazione. L' ex avvocato di Stato, erede della "pasionaria" Priti Patel all'Home Office, ha infiammato la platea Tory con il "sogno" di un aereo che prende il volo dal suolo britannico per trasferire in Ruanda i disperati approdati sull' isola attraverso il Canale della Manica. Quasi 33mila da gennaio a settembre di quest' anno (l' anno prima erano stati 28.526 in totale). «È arrivato il momento di prendere il controllo della situazione - ha tuonato - assicurandoci che nessuno possa interferire con il nostro regime migratorio». Sferzata alla Corte di Strasburgo che a giugno è intervenuta a bloccare la deportazione dei migranti illegali a Kigali varata dal governo Johnson. Cosa, in concreto, il ministro ha in mente? I dettagli della strategia non hanno trovato spazio nel discorso a Birmingham ma secondo alcune anticipazioni la titolare degli Interni è determinata a irrigidire le procedure di richiesta di asilo fino a renderle impraticabili. L' idea è lavorare a una riforma della legge sulla schiavitù moderna, varata nel 2015 dall' allora governo di Theresa May, che sancisca criteri più rigidi per identificare le vittime di tratta a cui i migranti si appellano per ottenere il permesso a rimanere. Della stretta, difficile da conciliare con la convenzione Onu sui rifugiati del 1951, potrebbe far parte anche un limite ai ricorsi presentati all' ultimo minuto per evitare le espulsioni. Braverman ha annunciato che intensificherà la collaborazione con le autorità francesi per intercettare gli attraversamenti e il coinvolgimento delle forze di polizia britanniche nella lotta alle organizzazioni criminali, soprattutto albanesi, coinvolte nel traffico di esseri umani. «Ci vorrà tempo - ha messo le mani avanti - ma mi impegnerò a portare avanti una legislazione che chiarisca che l' unica via per raggiungere il Regno Unito è quella legale». La retorica Brexiteer è tornata anche nel passaggio su lavoratori e studenti provenienti dall' estero. «Non abbiamo bisogno di lavoratori stranieri scarsamente qualificati - ha ostentato - perché possiamo addestrare i nostri a essere conducenti di camion, macellai o raccoglitori di frutta. Ritengo che vada decisamente ridotto anche il numero di studenti stranieri». Soprattutto se non intenzionati a far crescere economicamente il Paese o se interessati a farsi raggiungere da familiari provenienti dalle nazioni di origine per mezzo delle politiche di ricongiungimento. «Non è xenofobo dire che l' immigrazione di massa mette sotto pressione gli alloggi, i servizi pubblici e le relazioni con la comunità», ha concluso Braverman. (Angela Napoletano - Avvenire)  

Migrantes Ragusa: da domani il convegno “Italiani e Ragusani nel Mondo”

  4 Ottobre 2022 - Ragusa - La diocesi di Ragusa tramite, l’ufficio diocesano Migrantes, la Caritas diocesana, l’ufficio pastorale per i problemi sociali e del lavoro e il Centro Missionario diocesano, organizza un convegno dal titolo “Italiani e Ragusani nel mondo”. L’evento si svolgerà in due incontri, il primo a Ragusa il 5 ottobre 2022 presso la Parrocchia San Giuseppe Artigiano ore 18.00, il secondo a Vittoria il 6 Ottobre 2022 Sala delle Capriate “Gianni Molè” ore 18.00. Gli incontri verranno introdotti da don Rosario Cavallo, direttore dell'Ufficio Migrantes e moderati dal direttore della Caritas Domenico Leggio. Seguiranno diversi interventi quali “I Missionari iblei nel mondo” a cura di don Santo Vitale – direttore del Centro Missionario diocesano “Liberi di restare, liberi di tornare? Tra mobilità e flussi migratori” presentato da Renato Meli, Direttore dell’Ufficio di Pastorale per i problemi sociali e del lavoro e Delfina Licata della Fondazione Migrantes che presenterà la mobilità dell’Italia di oggi “Antiche conferme e nuove scoperte”.  Saranno previste testimonianze di emigrati italiani all’estero...  

Caritas Italiana e Fondazione Migrantes: il 7 ottobre il Rapporto Immigrazione

4 Ottobre 2022 - Roma - Viene presentata a Roma, il prossimo 7 ottobre, in via Aurelia 796, alle ore 11,00, la nuova edizione del Rapporto Immigrazione redatto da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. Tema di quest’anno è quello scelto da papa Francesco per la 108esima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si è celebrata lo scorso 25 settembre: “Costruire il futuro con i migranti”. I lavori saranno aperti dal presidente della Caritas Italiana, mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, arcivescovo di Gorizia. A presentare i dati due dei curatori del Rapporto Immigrazione, Manuela De Marco di Caritas Italiana che illustrerà i principali dati del Rapporto e Simone M. Varisco della Fondazione Migrantes che fornirà spunti di riflessione su “L’immigrazione fra comunicazione e pastorale”. Seguirà il Ministro Patrizio Bianchi che si soffermerà su “Orientamenti e prospettive dell’istruzione in tema di immigrazione”. Subito dopo ci sarà l’intervento di mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana su “I migranti dentro il cammino sinodale della Chiesa in Italia”.  È previsto infine un focus della giornalista e scrittrice italo-siriana Asmae Dachan su “Italiani madrelingua. Il polmone verde della cultura italiana”. Le conclusioni sono affidate a mons. Gian Carlo Perego, Presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes e arcivescovo di Ferrara-Comacchio. Modererà Oliviero Forti di Caritas Italiana.                 L’evento potrà essere seguito anche attraverso la pagina Facebook di Caritas Italiana https://www.facebook.com/CaritasIt/    

Acli Bologna: un vademecum per la popolazione ucraina presente in città

4 Ottobre 2022 -

Bologna - Un dono per la popolazione ucraina presente a Bologna: un vademecum che li indirizzi nella vita cittadina, per esigere i propri diritti, esercitare i propri doveri e cercare una piena integrazione. A realizzarlo sono i volontari dell’Associazione Volano, aderente alle Acli. Dai mercati alle attività sportive, dagli enti caritativi alla sanità, dalle scuole per i figli ai corsi di italiano, una guida bilingue il più possibile completa, utile anche ai cittadini immigrati di altre nazionalità, il Vademecum parla anche di diritti e doveri dei rifugiati e cittadini stranieri in generale, con una guida agli uffici preposti, incluso l’elenco delle pratiche amministrative utili per ogni sezione, per agevolare la permanenza dei cittadini stranieri in generale sul territorio. Sono oltre 3.800 i cittadini ucraini che si sono rivolti alle Acli dall’inizio dell’anno, per ricevere assistenza amministrativa, di lavoro e di welfare. Per scaricarlo: https://aclibo.it/vademecum-popolazione-ucraina-in-italia/

Mons. Pizzaballa: “testimonianza di migranti e rifugiati è lezione per le nostre comunità locali”

4 Ottobre 2022 -
Gerusalemme - “Davanti al mistero del male, dove l’uomo è solo e impotente, la fede permette di fare il passo che riapre di nuovo un cammino, che ricrea fiducia e rende possibile ritrovare un senso: perché nella fede nulla è mai definitivamente morto. È questa la testimonianza che riceviamo da voi. Nonostante tutto, proprio lì dove tutto sembra essere bloccato, senza vie di uscita, la fede apre nuovi cammini e prospettive, crea spazi di vita, di amore e condivisione”. Lo ha detto il patriarca latino di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, celebrando il 1° ottobre nella città santa la Giornata internazionale dei migranti, promossa dal Vicariato dei migranti e dei richiedenti asilo di Terra Santa guidato dal padre benedettino Nikodemus C. Schnabel. La Giornata, dal tema “Costruire il futuro insieme ai migranti e ai rifugiati”, è stata celebrata ufficialmente domenica 25 settembre, ma a causa della festività di Rosh Hashanah in Israele, la celebrazione è stata posticipata. Nell’omelia il patriarca ha dipinto il quadro sociale nel quale i migrati e i rifugiati vivono in Terra Santa: “Penso alla questione della continua minaccia di espulsioni che coinvolge moltissime famiglie e che è un dramma soprattutto per i figli. Bambini e ragazzi, nati e cresciuti qui e che, a distanza di anni, sono minacciati di partire per una patria che non hanno mai conosciuto. In un certo senso, sono costretti a diventare a loro volta migranti e partire da quello che dovrebbe essere il loro Paese verso l’ignoto. Famiglie che periodicamente devono cambiare residenza, per paura di essere rintracciate ed espulse. Lavoratori e lavoratrici che non hanno la possibilità di uscire facilmente dalle case dove lavorano. Richiedenti asilo, soprattutto donne, che non hanno prospettive di lavoro ed esposte a minacce di ogni tipo. Penso, insomma, ai tanti che vivono tra noi senza alcuna garanzia giuridica, con il rischio di essere costretti ad andarsene in qualsiasi momento, senza mezzi e senza la possibilità di procurarseli, costretti a vivere di briciole. Penso a chi vive in condizioni di lavoro umilianti, ma soprattutto ai tanti bambini che non hanno la possibilità di vivere come qualsiasi altra famiglia, con un padre e una madre vicini, una casa e un contesto di vita sereno; costretti a partire per un Paese straniero e non necessariamente amico, a essere divisi, per mancanza di mezzi, sempre in movimento e con la paura di dover partire all’improvviso per un futuro imprevedibile”. Quella che la comunità dei migranti e dei rifugiati offre, ha aggiunto Pizzaballa, “è una lezione anche per le nostre comunità locali, anch’esse schiacciate da tanti problemi, ma chiamate a dare la stessa testimonianza di fede, di essere quel seme che nonostante tutto, seppur non visibile, fa crescere alberi insradicabili”. La Chiesa di Terra Santa, ha ricordato il patriarca, “è composita, ha tante forme diverse, parla molte lingue, ha una incredibile varietà di colori. È vero che siamo noti nel mondo per essere la Chiesa dello Status Quo, di tutto ciò che è inamovibile, ma se sappiamo osservare bene, vediamo davvero come il piccolo seme del vangelo stia facendo crescere, silenziosamente e pazientemente, nuove realtà cristiane di vita e di fede nel nostro Paese. È necessario – ha concluso – che poco alla volta tutte queste diverse anime di questa stessa nostra Chiesa si incontrino più spesso, che preghino insieme, condividano le loro esperienze di vita. Quando viene condivisa, la fede si rafforza e si arricchisce di una nuova vitalità, di cui abbiamo tanto bisogno”.

Parlamento Ue ricorda i 360 morti a Lampedusa di 9 anni fa

4 Ottobre 2022 -
Strasburgo -  “360 morti, vite, famiglie, sogni spezzati nel Mediterraneo”. Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, in apertura di sessione plenaria a Strasburgo ha voluto ricordare il naufragio di 9 anni fa al largo di Lampedusa, definendo il Mediterraneo “un cimitero crudele”.Si è trattato di “un fallimento per noi e per tutta l’umanità”. “Nove anni fa abbiamo promesso un cambiamento – ha aggiunto Metsola – e ora dobbiamo fare un passo avanti sul tema delle migrazioni” con “una soluzione europea”. La presidente ha poi dato la parola all’eurodeputato Pietro Bartolo, a suo tempo medico a Lampedusa. “Nove anni sono passati da quella terribile notte. Da allora, i pianti, le voci, lo strazio e il silenzio dei sopravvissuti mi perseguitano. Perché io ero lì, a Lampedusa, a soccorrere i vivi e contare i morti”. Bartolo ha aggiunto: “Oggi rendiamo omaggio non solo alle 368 persone che hanno perso la vita di fronte alla mia isola quella notte. Inghiottite dal mare nel loro disperato tentativo di cercare una nuova vita in Europa. Ma anche alle altre 22mila che da allora hanno avuto la stessa terribile fine. Questo è un anniversario che ci riguarda tutti. Possiamo fermare questo massacro solo in un modo: con un cambiamento radicale della politica di immigrazione e accoglienza. Facciamolo insieme in nome dell’uomo. Che il 3 ottobre diventi la giornata europea delle vittime del mare”. Nel discorso di apertura Metsola ha ricordato la lotta delle donne in Iran “per la libertà e per la vita”, denunciando le violenze in atto nel Paese e lanciando un messaggio di sostegno: “Non siete sole!”. “L’omicidio brutale della 22enne Mahsa Amin rappresenta un punto di svolta. Sono le figlie dell’Iran che stanno guidando la spinta al cambiamento”. “Questo Parlamento è al fianco di chiunque chieda il cambiamento”. La presidente ha quindi ricordato l’espulsione dell’ambasciatore Ue dal Nicaragua. “Il regime di Ortega non può continuare a isolare il Paese dalla comunità internazionale”.

Migrantes: oggi un incontro con una rappresentanza di operatori spagnoli per la pastorale dei rom e sinti

3 Ottobre 2022 - Roma – Una delegazione di operatori pastorali con i rom e i sinti provenienti da Alicante (Spagna), si sono incontrati questa mattina a Roma con una delegazione della Fondazione Migrantes guidata dal direttore generale, mons. Pierpaolo Felicolo e con Alessandra Silvi del Dicastero per la Promozione dello Sviluppo Umano Integrale. Gli operatori spagnoli hanno illustrato le loro attività per aiutare nell’integrazione e inclusione il popolo gitano e hanno voluto ascoltare, dalla voce del direttore Migrantes, come la chiesa italiana lavora accanto a questa popolazione. E’ stata l’occasione – dice mons. Felicolo - per uno scambio di esperienze e di conoscenza per un maggior coordinamento su questa pastorale poco conosciuta ma molto importante che la Chiesa italiana ha affidato alla Migrantes.  

Viminale: da inizio anno sbarcate 72.252 persone migranti sulle coste italiane

3 Ottobre 2022 -
Roma - Sono 72.252 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno secondo il report giornaliero del ministero degli Interni aggiornato a questa mattina. Di questi 14.622 sono di nazionalità tunisina (20%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Egitto (14.501, 20%), Bangladesh (10.906, 15%), Afghanistan (5.521, 8%), Siria (5.341, 8%), Costa d’Avorio (2.352, 3%), Eritrea (1.904, 3%), Guinea (1.723, 2%), Pakistan (1.691, 2%), Iran (1.612, 2%) a cui si aggiungono 12.079 persone (17%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.

3 Ottobre, Sant’Egidio: nel Mediterraneo si continua a morire

3 Ottobre 2022 - Roma - Nella Giornata nazionale della Memoria e dell’Accoglienza, la Comunità di Sant’Egidio rende omaggio alle 368 vittime del naufragio che avvenne davanti alle coste di Lampedusa il 3 ottobre 2013 e ricorda che nelle acque del Mediterraneo "si continua a morire. Un bilancio che con gli anni diviene sempre più drammatico, se si pensa che dal 1990 ad oggi sono morte oltre 61mila persone nel tentativo di raggiungere l’Europa", si legge in una nota: "negli anni sono cambiate le rotte, ma non le tragedie: è di pochi giorni fa la notizia della morte di 80 cittadini libanesi e siriani, morti nel naufragio di una barca a largo del porto di Tartus. Di fronte a questa immane tragedia si può e si deve fare molto di più: continuare il soccorso in mare e facilitare l’ingresso regolare di migranti per motivi di lavoro, di cui l’Italia, in piena crisi demografica, ha estremo bisogno, oltre a favorire i ricongiungimenti familiari". Occorre inoltre incentivare i Corridoi Umanitari. Attraverso questo progetto "totalmente autofinanziato, nato proprio dallo sdegno per la strage di Lampedusa", la Comunità di Sant’Egidio – insieme alle Chiese protestanti, alla Cei e ad altre realtà – è riuscita a portare in Europa oltre 5.100 profughi "sottraendoli ai trafficanti di esseri umani e avviandoli verso l’integrazione, al punto che chi anni fa è stato accolto, ora è una risorsa per il nostro Paese. E sulla base di questo modello, le Comunità di Sant’Egidio in diversi Paesi europei hanno offerto ospitalità a oltre 1.800 profughi ucraini".

Papa Francesco: “molti marittimi continuano a soffrire per condizioni di lavoro ingiuste”

3 Ottobre 2022 - Città del Vaticano - Un ringraziamento alla “testimonianza di fede e carità mostrata da molti cappellani e volontari verso coloro che navigano i nostri mari”. A rivolgerlo è il Papa, che nel messaggio inviato ai partecipanti al XXV Congresso di Stella Maris (Apostolato del Mare) in corso a Glasgow, in Scozia, dal 2 al 5 ottobre, rende omaggio a Stella Maris per “l’assistenza psicologica e materiale della miriade di navigatori e personale marittimo di diverse nazionalità e tradizioni religiose”. “La nostra casa comune – ricorda Francesco – è composta di una grande quantità d’acqua, che è essenziale per la vita e il commercio umano, senza parlare del turismo. Il 90% dei beni mondiali è trasportato nelle navi, e ciò è reso possibile da milioni di persone, molte delle quali si allontanano per mesi dal sostegno delle loro famiglie così come dalle loro comunità sociali e religiose”. “Nel momento in cui il mondo si riprende dalla pandemia – l’augurio del Papa – questo Congresso offre l’opportunità di prendere ispirazione dalla vostra ricca storia e di progettare come continuare ad essere al servizio di coloro le chi vite sono strettamente connesse con i nostri mari”. “Nonostante i progressi nella tecnologia, molti lavoratori marittimi continuano a soffrire per condizioni di lavoro ingiuste e altre privazioni, aggravate dagli effetti del cambiamento climatico”, la denuncia di Francesco: “In più, i danni all’ambiente marino provocano effetti sproporzionati sui nostri fratelli e sorelle più vulnerabili, le cui vite sono perfino minacciate di estinzione”.

3 ottobre, Migrantes: un piano europeo condiviso di salvataggio delle persone in fuga nel Mediterraneo

3 Ottobre 2022 - Roma - Il 3 ottobre 2013 nel Mediterraneo, a poche decine di metri dall’Isola di Lampedusa, morivano 368 persone. Erano donne, uomini, bambini che scappavano dalla Siria, dalla Somalia ed Eritrea e da altri Paesi, in fuga dalla fame e dalla guerra. Nostri fratelli e sorelle. Da allora altri 24.000 uomini e donne hanno trovato la morte in fondo al Mediterraneo. “Un cimitero”, ha ricordato più volte papa Francesco, che ricorda la nostra incapacità di dare risposte di accoglienza, di giustizia e di pace a tanti nostri fratelli e sorelle. “Il 3 ottobre è una giornata di preghiera e di riflessione in tutta Italia”, afferma il direttore generale della Fondazione Migrantes, Mons. Pierpaolo Felicolo: “è una giornata in cui risentiamo le parole rivolte a Caino come un monito per tutti noi: ‘Dov’è tuo fratello?’”. Il 3 ottobre “è una giornata in cui si rinnova l’appello all’Europa per un piano condiviso di salvataggio in mare di persone in fuga e che hanno diritto a una protezione internazionale. Ogni morto in mare è un atto di ingiustizia e di inciviltà. Non si possono lasciare sole le Capitanerie di porto e le navi delle Ong nell’azione di salvare in mare chi fugge. Non bastano piani per fermare. Occorrono piani per salvare. La democrazia in Europa è macchiata da ogni ritardo nel presidiare il salvataggio delle persone nel Mediterraneo. Ed ancora: è macchiata da ogni abbandono di azioni diplomatiche di pace e da ogni impegno mancato di cooperazione allo sviluppo”, conclude mons. Felicolo. La Migrantes è favorevole che questa giornata diventi da nazionale a giornata europea.

Migrantes Calabria: “il nostro appello per un Garante che ancora non c’è”

3 Ottobre 2022 - Cosenza - Non è passato inosservato come, in questi ultimi anni, la situazione dei minori si sia modificata a causa della pandemia e di come le conseguenze di natura sanitaria, sociale, educativa rappresentino una vera e propria emergenza, ancor più per tutti i bambini e bambine e adolescenti che già versavano in una condizione di svantaggio. Nel 2004, in Calabria con la legge regionale 12 novembre 2004, n. 28, è stata istituita la figura del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, un’autorità indipendente di garanzia che ha il compito di garantire il pieno rispetto e l’attuazione dei diritti dei soggetti minori d’età che la Convenzione delle Nazioni Unite del 20 novembre del 1989 riconosce all’infanzia e all’adolescenza. Un punto di riferimento fondamentale, dunque, per la garanzia di tutti i soggetti minori d’età, tenuto a svolgere il proprio mandato di tutela “in piena autonomia, con indipendenza di giudizio e valutazione, senza vincoli di controllo gerarchico e funzionale”. Tra le principali funzioni del Garante previste dall’art. 2 della L.R. n.28/2004: 1. promuovere, in collaborazione con gli Enti competenti e con le organizzazioni del privato sociale, iniziative per la tutela dei diritti dei Minori in particolar modo con riferimento al fenomeno della dispersione scolastica e del lavoro Minorile; 2. vigilare sull’assistenza prestata ai Minori ricoverati in Istituti educativi- assistenziali, in strutture residenziali o comunque in ambienti esterni alla propria famiglia, anche in ordine allo svolgimento dei poteri di vigilanza e controllo di cui all’art. 2 della legge n. 698/1975 che vengono delegati ai Comuni che possono esercitarli tramite le Unità locali socio-sanitarie; segnala alle competenti Amministrazioni Pubbliche fattori di rischio o di danno derivanti ai Minori a causa di situazioni ambientali carenti o inadeguate dal punto di vista igienico-sanitario, abitativo, urbanistico; 3. verificare le condizioni e gli interventi volti all’accoglienza ed all’inserimento del Minore straniero non accompagnato; 4. fornire ogni sostegno tecnico e legale agli operatori dei servizi sociali e proporre alla Giunta Regionale lo svolgimento di attività di formazione; 5. istituire un elenco al quale può attingere anche il giudice competente per la nomina di tutori o curatori; 6. assicurare la consulenza ed il sostegno ai tutori o curatori nominati. Una figura, quella del Garante Regionale, di cui nessun territorio regionale dovrebbe esserne sprovvisto, specialmente in un momento storico come quello che stiamo vivendo e dal quale a fatica stiamo cercando di risollevarci. Eppure, in Calabria è da giugno 2020 che la figura del Garante per l’Infanzia e l’adolescenza è praticamente scomparsa dal panorama politico regionale, gli indirizzi e-mail istituzionali sono stati completamente disabilitati e l’Ufficio di fatto non si è più costituito, in quanto viene nominato dal Consiglio regionale per un mandato legato alla durata della legislatura, e non vi è modo di prorogarne il mandato fino alla nomina del nuovo. Tante le opportunità in sospeso o vanificate da questa mancanza, dalla presa in carico di interventi a favore dei minori, all’attuazione di convenzioni con le aziende ospedaliere per le cure dei soggetti minori di età che vivono in comunità o in case di accoglienza, italiani e non, alla promozione di programmi ed azioni di sensibilizzazione e formazione circa le problematiche inerenti l’infanzia e l’adolescenza, formulazione di proposte su atti normativi e di indirizzo riguardanti l’Infanzia, l’Adolescenza e la famiglia, di competenza della Regione, delle Province e dei Comuni…tutte attività che dovrebbero mettere al centro la persona di minore età e che invece sono rimaste praticamente “congelate” al 2020. Una vacatio che dunque blocca procedure e interventi in favore dei minori in generale ed in particolare di quella parte di popolazione ancora più vulnerabile rappresentata dai Minori Stranieri non Accompagnati. Rispetto a questi ultimi, gli Enti formatori, Fondazione Città Solidale Onlus, Ufficio Migrantes di Cosenza-Bisignano, Cidis Onlus di Cassano allo Ionio, in collaborazione con l’Istituto don Calabria di Verona, nell’ambito del progetto FAMI Monitoraggio della Tutela Volontaria ai sensi dell’art.11, della Legge 47/2017, nel biennio 2020-2021, e nell’anno in corso, nell’ambito del progetto Tutori Never Alone FVG-CALABRIA, all’interno dell’iniziativa, “Never Alone per un domani possibile”, atto a rafforzare e supportare il sistema di Tutela Volontaria dei minori stranieri non accompagnati, che ha visto allargare il partenariato anche ad ARCI Reggio Calabria APS, garantiscono interventi sia individuali che di gruppo ai Tutori Volontari presenti sul territorio regionale, provvedendo a realizzare corsi di formazione per aspiranti Tutori Volontari, mediante un accordo siglato con l’Ufficio dell’Autorità Garante Nazionale, che ha già sollecitato una nomina a livello regionale. Per tutto quanto espresso sopra, la manifestazione di una volontà congiunta, un’unica voce, alla quale si unisce anche l’Ufficio Migrantes Regionale, rispetto alla richiesta di una nuova nomina, che non può essere più procrastinata a data da definirsi. Chiediamo che sia sanata questa inadempienza e che sia nominato con urgenza il Garante per l’Infanzia e dell’Adolescenza della Calabria. (Migrantes Calabria)

3 Ottobre: Sezione Migranti, invito alla preghuera

3 Ottobre 2022 - Città del Vaticano - Il 3 ottobre 2013, a causa di un terribile naufragio a poche miglia dal porto di Lampedusa, 368 persone persero la vita. Erano migranti in cerca di dignità che trovarono la morte lungo una delle tante rotte della speranza. Un dramma che ancora oggi ritorna nelle menti e nei cuori di molti e che non deve essere dimenticato. Il naufragio avvenne a pochi mesi dalla visita di Papa Francesco l’8 luglio 2013. Fu il primo viaggio fuori Roma, fortemente desiderato dal Pontefice per pregare per tutti i migranti che erano morti in mare e per ringraziare i lampedusani, che sin dall’inizio si erano generosamente impegnati nell’accoglienza dei profughi. Risuonano forte ancor oggi le parole di Papa Francesco: “in questo mondo della globalizzazione siamo caduti nella globalizzazione dell'indifferenza. Ci siamo abituati alla sofferenza dell’altro, non ci riguarda, non ci interessa, non è affare nostro!” Sono parole che si rinnovano ogni qualvolta una vita umana si spegne allo stesso modo. In memoria di quel tragico 3 ottobre, la Sezione Migranti e Rifugiati  del Dicastero per la Promozione dello Sviluppo Umano Integrale invita tutti oggi ad alzare "unanimi una preghiera affinché nessuno perisca a causa della migrazione, affinché nessuno sia più costretto a lasciare la propria terra, affinché ogni persona possa guardare con speranza al proprio futuro, e affinché i fratelli e delle sorelle più vulnerabili siano accolti e protetti. Per significare la nostra unione di intenti, invitiamo tutti a recitare la preghiera che Papa Francesco elevò al Signore il 16 aprile 2016, durante la sua visita a Lesbo".