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MCI Barcellona: la comunità ha celebrato la Santa Messa Quaresimale delle famiglie

3 Marzo 2021 - Barcellona - Una celebrazione per condividere il cammino verso la Santa Pasqua coinvolgendo tutti i bambini del catechismo. Bambini che hanno animato la celebrazione presentando i fioretti che si sono impegnati a mettere in pratica per vivere anche loro la Quaresima come un periodo di rinnovamento. È quanto avvenuto domenica nella chiesa di Sant'Anna durante la celebrazione della Missione Cattolica Italiana, presieduta da don Luigi Usubelli. I fioretti sono stati rappresentati come «fiamme per accendere una grande candela, cuori, fiori e chicchi di pasta. Tanta creatività che le nostre catechiste hanno messo in pista per trasmettere il messaggio quaresimale», spiega il sacerdote. La Missione Cattolica Italiana ringrazia «tutte le famiglie che sono state generosissime nel donare prodotti alimentari per i nostri fratelli di Santa Anna! Un offertorio davvero vissuto avendo nel cuore i nostri fratelli in difficoltà». (R. Iaria)  

MCI Barcellona: da domani conferenze di Gruppo Cultura

21 Gennaio 2021 - Barcellona - Aprire un cantiere culturale in una comunità come la nostra ha implicato una riflessione sul significato della parola cultura. Abbiamo concluso che il più importante per noi ha a che vedere con la scuola, l’apprendimento, la luce che si riesce a proiettare sul mistero che vela tanto la realtà e i suoi accadimenti, quanto le parole e i testi che leggiamo, incluso quelli sacri. E questa luce di comprensione si accende se si è capaci di formulare bene le domande e di trovare bravi specialisti che ci illuminino con le loro spiegazioni. Gli italiani della Comunità Cristiana di Barcellona guidata da don Luigi Usubelli organizzano a partire dal 22 gennaio la 5ª edizione del Ciclo annuale di conferenze dedicato all’approfondimento multidisciplinare di temi di diffuso interesse e grande attualità. Il 2021, come il 2020, è segnato dal COVID: questo ci obbliga a effettuare gli incontri a distanza (via Zoom) ma ci ha anche suggerito domande, dubbi e inquietudini su cui abbiamo costruito il programma. Il tema di fondo é "Cambiamento e speranza" presentato cosí: "Cambio perché spero. Spero perché cambio”. Il cambiamento é vita, senza cambiamento non c’é vita. Il problema é che l’uomo contemporaneo vive il cambiamento come qualcosa di fuori controllo e pertanto minaccioso. Oggi il Covid impone un mutamento davvero forte, tutt’altro che compreso in tutta la sua portata e per convertire il cambiamento in un’opportunità ci vuole la Speranza, virtù potente a volte messa in ombra dalle più famose sorelle Fede e Carità. La prima serata (22 gennaio alle 19,00) verrà presentato il Rapporto Italiani nel mondo 2020 della Fondazione Migrantes con la partecipazione della curatrice Delfina Licata. Sempre più italiani cambiano vita e luogo imprimendo alla loro esistenza un dinamismo molto forte: a volte per reagire a un disagio nella terra di origine; altre volte per dare via libera alla speranza di nuove esperienze portatrici di prosperità economica ma anche di incontri con persone per realizzare nuovi progetti comuni. Delfina Licata cercherà di illuminare dubbi e misteri sulla situazione che vivono i giovani italiani in patria e sulle molteplici circostanze che si trovano a vivere all’estero: un punto di vista privilegiato, il suo, per capire di più e meglio la nostra società e il nostro “profilo” di Paese in tempi di cambiamento e di speranza. Gli altri 3 incontri saranno i seguenti: ORONZO PARLANGELI, professore di psicologia dell’Università di Siena ci parlerà dell’impatto psicologico e sociale della Pandemia (5 febbraio); LUCIANO REGOLO, condirettore di Famiglia Cristiana commenterà la Fratelli Tutti di Papa Francesco (5 marzo) e FABIO ROSINI, direttore del Servizio alle Vocazioni della Diocesi di Roma ci condurrà in un cammino di Speranza per condividere la risposta cristiana al cambiamento (19 marzo).  

MCI Barcellona: l’Avvento e il Natale in tempo di pandemia

15 Dicembre 2020 - Barcellona - Siamo nel periodo dell’avvento e il Natale è quasi alle porte. Tanta è la voglia di trascorrere le festività natalizie con amici e familiari, scambiarsi regali, baci e abbracci. Purtroppo, come già sappiamo, queste feste le vivremo in forma differente. Seppur meglio preparati rispetto al lockdown di marzo, la seconda ondata di Coronavirus ci ha colpiti  con una violenza inaspettata. I paesi dell’Unione Europea sono stati costretti a reintrodurre importanti restrizioni. Tra di essi, la Spagna è stato uno dei paesi con una maggiore impennata di nuovi contagi. In questo scenario che azioni ha intrapreso la Comunità Cristiana Italiana di Barcellona? Innanzitutto c’è da dire che la maggior parte delle attività sono ritornate online. Da più di un mese, infatti,  il gruppo dei bambini e dei ragazzi, il gruppo dei giovani, delle giovani coppie e delle giovani famiglie si stanno ritrovando in forma costante attraverso la piattaforma zoom. Quest’anno anche il Consiglio Pastorale si è tenuto per via telematica. Un altro importante evento online è stata la mattinata spirituale che si è tenuta lo scorso 28 Novembre e che ha visto una grande partecipazione dei membri della comunità con la presenza  del direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni De Robertis. Per venire incontro alle esigenze di coloro che hanno meno familiarità con i nuovi mezzi di comunicazione digitale, la comunità ha chiesto aiuto a Luca Lazzarini, esperto di comunicazione digitale il quale, attraverso un ciclo di incontri, ci ha spiegato come deve svilupparsi ed essere strutturata una buona comunicazione virtuale. Ovviamente da tutto ciò sono escluse le attività di volontariato quali ad esempio il progetto Tempo e Cuore, il servizio alle persone senza fissa dimora del progetto “hospital de Campanya”, la visita agli ammalati. Il servizio di vicinanza e sostegno ai detenuti italiani nelle carceri catalane è stato sospeso temporaneamente per le restrizioni imposte dagli istituti penitenziali a causa del Covid. Ci auguriamo che presto possiamo tornare a vivere quella normalità degli affetti che tanto ci manca. (Fernando Baccari - Missione Cattolica Italiana - Barcellona)

Nada Te turbe: un video del coro della Mci di Barcellona per “essere insieme”

25 Maggio 2020 - Barcellona - Tanti sono i pensieri che Ezio Bosso, anima bella, ha condiviso, frasi semplici ma che dicono molto. Una in particolare sembra adatta per iniziare la storia che vogliamo raccontare. La musica è come la vita, si può fare in un solo modo: insieme. Insieme! Quanto significato ha assunto questa parola durante le lunghe settimane di isolamento. Quanta nostalgia ha suscitato pensare a quello “stare insieme” partecipando alle tante attività che la comunità della Missione Cattolica Italiana di Barcellona offre. E la voglia di riuscire a vivere qualcosa insieme, nonostante la distanza forzata, è quello che ha animato anche il coro della comunità. Così è nato il video “Nada Te turbe”. L’invito a cantare insieme è stato lanciato da Cinzia Monari, soprano professionista, che con generosità mette il suo talento a disposizione della comunità italiana. Ed è stato raccolto da molti. Tante singole voci, con le loro uniche tonalità e difetti sono diventate un coro. Eccoci di nuovo insieme, a vivere la musica ed il canto e a condividere una preghiera. Pochi versi di un poema di santa Teresa D’Avila che rassicurano, che fanno sentire protetti come un bimbo svezzato nelle braccia della mamma. Un mantra che don Luigi Usubelli, il cappellano della comunità, ci ha fatto conoscere proponendo di riunirci per pregare secondo lo stile di Taizé. Pregare attraverso il canto è da sempre il comune denominatore del coro della comunità. Nato in sordina con una chitarra e un repertorio con pochi canti è cresciuto con il contributo di tutti. Il maestro Andrea Catino, altro generoso professionista, adesso accompagna con il suo talento di pianista, un gruppo vario di amateur che canta canzoni di Marco Frisina o del movimento del Rinnovamento dello spirito con una certa bravura. Tutti i partecipanti condividono lo stesso entusiasmo per offrire un servizio che renda più belle e partecipate le celebrazioni comunitarie. Il coro ha molte delle caratteristiche di tutta la comunità. La mobilità per esempio. I suoi membri vivono in diverse zone di Barcellona e quindi le prove si organizzano in sedi diverse. La adattabilità: se non ci si riesce a incontrare per provare, si condividono le basi e i testi via WhatsApp e si studia a casa. L' accoglienza: nuovi cantori sono sempre benvenuti perché le voci sono tutte belle. Un certo coraggio: si canta anche solo in tre e a cappella ma la Messa è animata! E come il resto della comunità nemmeno il coro è stato fermato dal coronavirus. Già si sta montando un nuovo video e presto si tornerà a celebrare la Messa e a ritrovarsi Già ci si emoziona a pensare a quando torneremo in chiesa e torneremo ad intonare l’Alleluia, il Santo ed una delle tante canzoni che conosciamo. Anche se saremo sparsi per tutta la chiesa ci sentiremo uniti, riconoscenti e felici di poter di nuovo, insieme, “vivere” la musica e cantare al Signore…cantare inni e canti nuovi perché ha compiuto meraviglie.

Cristina Quaranta

Mci Barcellona e le chiese domestiche

17 Aprile 2020 - Barcellona - E' ormai da quattro settimane che a Barcellona, come in tutta la Spagna si conduce una vita ritirata. Un lungo cammino di cui ancora non si vede la fine. Una vita in cui si è privati di molto, soprattutto della libertà di movimento, e in cui la tecnologia ed il virtuale sembrano prendere il sopravvento sulla vita reale. Anche la vita di fede ha dovuto adattarsi: adesso si prega guardando uno schermo e vivendo una esperienza che è normalità per chi ,malato, è sempre costretto in casa e non può condividere la pienezza di una celebrazione comunitaria. Eppure questa forma di pregare sta portando frutti preziosi. Abbiamo cominciato a pregare in famiglia. Si sono aperte tante chiese domestiche. Don Luigi Usubelli, cappellano della Comunità Cattolica Italiana  di Barcellona, celebra la Messa in diretta Facebook ogni domenica ed ha invitato a preparare delle piccole mense dove appoggiare il pane che, benedetto da un familiare al momento della comunione e poi distribuito, permette di vivere la comunione spirituale. Abbiamo chiesto di inviarci le foto di queste mense e scoperto con quanta cura sono preparate. Si vedono utilizzati i centrini della nonna, diverse bibbie, tante icone preziose i cui sguardi illuminano la mensa tanto quanto le candele. Si vedono ricordi di pellegrinaggi a Lourdes o lavoretti pasquali dei bambini. Quanto desiderio di bellezza per accogliere anche solo spiritualmente un Ospite così importante. La bellezza è anche nelle mense più semplici, essenziali, di chi magari è solo ma preparandole si sente vicino a tanti altri e più sereno Attorno a queste mense ci immaginiamo un iniziale imbarazzo per la mancanza di abitudine alla preghiera in famiglia; per quel qualcosa di nuovo che sta succedendo. Ci immaginiamo mamme felici, padri apparentemente distratti ma invece partecipi, qualche bambino seduto su un tappeto che forse prega meglio perché si sente più libero. E magari qualche adolescente che ha il broncio perchè non voleva partecipare ma che certo sente l’importanza del momento e si fa abbracciare al momento dello scambio della pace. Attorno a queste mense il virtuale si unisce al reale e lo impreziosisce. E’ una alleanza che crea vicinanza nella lontananza, di intensa spiritualità. Le parole di Gesù diventano realtà “dove sono due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro» (Matteo 18; 20)

  Cristina Quaranta

 

Mci Barcellona: celebrazioni e catechesi online e un concorso per i bambini della comunità italiana

20 Marzo 2020 - Barcellona - Quando il virus ha cominciato la sua guerra in Italia essere italiani a Barcellona ha significato  condividere la sensazione di  rifiuto con chi da sempre è discriminato semplicemente per la sua nazionalità.  Poi il nemico  è diventato comune  e si è affrontato un periodo di confusione in cui il cappellano don Luigi Usubelli ha diretto la sua nave con sicurezza in mezzo alla tempesta delle direttive ufficiali. Fino a dover rifugiare  la sua nave in un porto sicuro quello della  quarantena per tutti. Il Covid19 ha così insegnato come la tecnologia e la creatività possono aiutare. Don Luigi invia via whatsApp commenti al Vangelo e  messaggi rassicuranti ai bambini e ragazzi delle catechesi. Le catechiste inviano video leggendo brevi brani della Bibbia e hanno lanciato un concorso di disegno. Hanno invitato ad esprimere disegnando le sensazioni che si provano in questo periodo promettendo che sarà organizzata una mostra e che i disegni più belli verranno utilizzati per il calendario della comunità 2021. Per il gruppo giovani è stato facile: non spaventa organizzare incontri via skype. Tutti hanno condiviso la necessità di proteggere soprattutto i più anziani membri della comunità : non sono molti perché la comunità è giovane ma sono considerati un bene prezioso. Tutti esprimono nostalgia per i comuni incontri e momenti di preghiera. Il Covid 19: insegna il valore della fratellanza che in questa speciale circostanza curiosamente si esprime attraverso la distanza evitando i contatti. Sì, in questo momento si è fratelli nella distanza. E’ una fraternità tutt’altro che virtuale, è fraternità spirituale. (Missione Cattolica Italiana di Barcellona)