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Mons. Baturi: i corridoi umanitari “dimostrano che è possibile trovare metodi di accoglienza legali”

24 Novembre 2022 -
Roma - “I corridoi umanitari lanciano un messaggio che è possibile trovare metodi di accoglienza legali e in sicurezza. Non è possibile che chi fugge o chi ha bisogno di una vita dignitosa, venga affidato a mani delinquenti e criminali, a mani che sfruttano la sofferenza dell’uomo per interessi economici. Il fenomeno è globale, globale deve essere anche la sua gestione”.  Lo dice al Sir mons. Giuseppe Baturi, segretario generale della Cei, mentre questa mattina a Fiumicino sta aspettando l’arrivo con un volo proveniente da Islamabad, di 152 profughi afghani (di cui 68 sono bambini). Un’iniziativa realizzata grazie ai corridoi umanitari promossi da Conferenza episcopale italiana, Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Tavola Valdese, Arci, Iom, Inmp e Unhcr d’intesa con i ministeri dell’Interno e degli Esteri. “Il corridoio è quello spazio che unisce le stanze, che permette alle persone di incontrarsi. Benvenuti!”, ha detto mons. Baturi salutando i profughi. “Siamo tutti coinvolti quando un uomo soffre e quando un uomo spera in una vita migliore. Grazie perché siete qui, noi ci siamo”. Poi al Sir, ha commentato: “Non possiamo non interessarci di un’umanità sofferente. I corridoi umanitari sono un canale di sicurezza, coinvolgono le istituzioni di governo e si realizzano in sinergia con tante realtà dalla Cei alla Caritas, alle diocesi, alla Comunità di Sant’Egidio, all’Arci e altre realtà”. I cittadini afghani, rifugiati in Pakistan dall’agosto 2021, verranno accolti in diverse regioni e avviati subito verso l’integrazione, a partire dall’apprendimento della lingua e dall’inserimento lavorativo, grazie a questo progetto totalmente a carico degli organismi proponenti e sostenuto dalla generosità e dall’impegno di tanti cittadini italiani, che hanno offerto le loro case per ospitare, ma anche comunità religiose, Ong e diversi soggetti ecclesiali e civili. Tutta questa azione dimostra – fa notare il segretario generale della Cei – che “l’Italia è pronta ad accogliere. Abbiamo segnali confortanti che ci dicono che le Chiese sono pronte ad accogliere, sviluppano un’azione non soltanto di accoglienza ma anche di integrazione, dando la possibilità di inserirsi attraverso per esempio l’insegnamento della lingua italiana, indicando strade di inserimento nel mondo del lavoro e scolastico. Le percezioni che abbiamo sono positive: c’è una grande voglia e un grande desiderio di accoglienza e promozione”. Mons. Baturi ripete quanto più volte segnalato anche da Papa Francesco: “è necessario che sia un’azione sinergica, da portare a livello europeo. Però ciascuno faccia la propria parte. Non è possibile non fare dei passi in attesa che lo facciano gli altri. Facciamoli tutti. Il nostro rapporto con l’Europa deve essere di dialogo, perché un’azione accogliente non può che essere un’azione di tutti”.

Afghanistan: 158 profughi in salvo con i corridoi umanitari

22 Novembre 2022 - Roma - Arriveranno giovedì 24 novembre, con un volo proveniente da Islamabad, 158 profughi afghani grazie ai corridoi umanitari promossi da Conferenza Episcopale Italiana, Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Tavola Valdese, Arci, IOM, INMP e UNHCR d’intesa con i ministeri dell’Interno e degli Esteri. I cittadini afghani, rifugiati in Pakistan dall’agosto 2021, verranno accolti in diverse regioni e avviati subito verso l’integrazione, a partire dall’apprendimento della lingua e dall’inserimento lavorativo, grazie a questo progetto totalmente a carico degli organismi proponenti e sostenuto dalla generosità e dall’impegno di tanti cittadini italiani, che hanno offerto le loro case per ospitare, ma anche comunità religiose, ONG e diversi soggetti ecclesiali e civili.  Ad accoglierli, fra gli altri mons. Giuseppe Baturi, segretario generale della CEI; Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio; Libero Ciuffreda, membro del Consiglio della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia; Filippo Miraglia, responsabile nazionale immigrazione di Arci.

Corridoi umanitari Cei-S. Egidio: 42 arrivi da Etiopia

12 Aprile 2022 - Roma - Sono atterrati questa mattina a Fiumicino, con un volo di linea dell’Ethiopian Airlines proveniente da Addis Abeba, 42 profughi del Corno d’Africa. Il loro ingresso in Italia è stato reso possibile grazie a un Protocollo d’intesa con lo Stato italiano, firmato nel 2019 dalla Conferenza Episcopale Italiana (che opera attraverso la Caritas Italiana e la Fondazione Migrantes) e dalla Comunità di Sant’Egidio, che prevede l’arrivo di 600 persone vulnerabili con i corridoi umanitari. La partenza è stata facilitata dalla fattiva collaborazione dell’Ambasciata d’Italia ad Addis Abeba, del Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell’Interno e della Direzione Generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale. Le 42 persone, in maggioranza giovani singoli, erano da tempo rifugiati nei campi in Etiopia. Tra loro anche due nuclei familiari: una donna somala, vedova con sette figli, e una donna yemenita, con due minori. Ad accoglierli a Fiumicino all’alba sono stati i volontari ed alcuni familiari, da anni residenti nel nostro Paese, in qualche caso già cittadini italiani. Saranno ospitati a Roma e in ben sette regioni italiane (Emilia Romagna, Friuli, Lazio, Lombardia, Puglia, Sicilia, Toscana) presso associazioni, parrocchie, appartamenti di privati e istituti religiosi, con il supporto di famiglie italiane che si occuperanno di accompagnare il percorso d’integrazione sociale e lavorativa sul territorio, garantendo servizi, corsi di lingua italiana, inserimento scolastico per i minori, cure mediche adeguate. Tutto ciò grazie a un progetto totalmente autofinanziato con l’8x1000 della Cei, fondi raccolti dalla Comunità di Sant’Egidio e la generosità non solo di associazioni e parrocchie ma anche di cittadini che hanno offerto le loro case e il loro impegno gratuito e volontario.

Corridoi umanitari: 13 nuovi profughi questa mattina a Fiumicino

25 Giugno 2021 -  Roma - Questa mattina sono giunti a Fiumicino, con i corridoi umanitari realizzati dalla Cei e dalla Comunità di Sant’Egidio, 13 profughi originari dello Yemen e dell’Eritrea, tra cui 8 minori, che, in diverse regioni italiane (Emilia Romagna, Lombardia e Campania), saranno accolti e avviati all’integrazione. Mentre il Consiglio europeo ha deciso di rinviare a settembre ogni decisione sul ricollocamento dei migranti, il superamento del trattato di Dublino e l’organizzazione dei flussi di ingresso regolare, i corridoi umanitari, best practice organizzata e finanziata dalla società civile – con oltre 3.700 profughi finora giunti in Italia, Francia, Belgio e Andorra – continuano a dimostrare a tutti Stati europei che sono possibili, anzi “doverose, soluzioni di accoglienza e di integrazione nel nostro tessuto sociale e lavorativo”, si legge in una nota della Comunità di Sant’Egidio.  

Corridoi umanitari Cei: arrivati oggi 45 rifugiati

23 Giugno 2021 - Roma - Sono arrivati oggi all’aeroporto di Fiumicino, attraverso i corridoi umanitari Cei,  45 profughi di otto diverse nazionalità (Sudan, Repubblica Centrafricana, Eritrea, Etiopia, Ciad, Camerun, Mali e Nigeria), molti dei quali passati attraverso le carceri libiche e poi nei campi in Niger tramite i meccanismi dell’Unhcr, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Hanno tutti alle spalle storie durissime e drammatiche, di fuga dagli integralisti di Boko haram, dai conflitti, dalla miseria, alcuni hanno tentato più volte di attraversare il deserto e il mare per venire in Europa. Tra loro otto famiglie e 22 bambini. Finanziati dalla Conferenza episcopale Italiana con i fondi otto per mille grazie a un’intesa siglata con con il governo italiano nel 2017, i corridoi costituiscono una via sicura e legale di accesso in Europa per le persone più vulnerabili bloccate nei campi profughi o negli alloggi urbani per rifugiati o per persone particolarmente meritevoli – sempre e comunque perseguitate in patria o in fuga da conflitti – che nel limbo dell’esilio in Paesi di transito spesso poveri non possono studiare o lavorare. La Cei, grazie a questi protocolli ha organizzato negli ultimi anni – soprattutto tramite la Caritas Italiana, Migrantes e col sostegno delle comunità locali – partenze da Medio Oriente e Africa di richiedenti asilo in condizioni di vulnerabilità, individuati nei campi profughi di Etiopia, Giordania e Niger. I 45 rifugiati arrivati oggi  inizieranno una nuova vita in Italia, in otto diocesi che li accoglieranno: Rimini, Crema, Fiesole, Roma, Bolzano, Matera, Teggiano-Policastro e Assisi. Una persona sarà ospitata anche dalla Chiesa valdese di Torino. Tutti stanno seguendo i protocolli per la prevenzione del Covid-19 concordati con le Asl, con tamponi in partenza e in arrivo e quarantena di 15 giorni. In un anno e mezzo di pandemia c’è stato un solo caso di positività al Covid-19 tra i profughi ed il contagio è avvenuto in Italia.  Dal 2014 ad oggi i corridoi umanitari promossi da varie realtà della società civile ed ecclesiale hanno portato in Italia, in maniera sicura e legale, oltre 3.000 persone.    

Corridoi umanitari: oggi arrivati 70 profughi dall’Africa

28 Maggio 2021 -

Roma - Questa mattina sono atterrati a Fiumicino, con un volo di linea dell’Ethiopian Airlines proveniente da Addis Abeba, 70 profughi del Corno d’Africa che erano da tempo rifugiati nei campi dell’Etiopia e che negli ultimi mesi hanno sofferto un aggravamento delle loro condizioni di vita a causa del conflitto nel Tigrai. Il loro ingresso in Italia è stato reso possibile grazie a un Protocollo d’intesa con lo Stato italiano, firmato nel 2019 dalla Conferenza Episcopale Italiana e della Comunità di Sant’Egidio che prevede l’arrivo di 600 persone vulnerabili.

Ad accogliere a Fiumicino i 70 profughi - 8 nuclei familiari con 13 minori e 40 singoli, in maggioranza giovani sotto i 25 anni - sono stati i volontari ed alcuni familiari, da tempo residenti nel nostro Paese, in qualche caso già cittadini italiani. Saranno ospitati in diverse città (Roma, Bologna, Belluno, Parma, Brisighella, Cologno Monzese, Padova, Rieti, Ancona, Taranto) presso associazioni, parrocchie, appartamenti di privati e istituti religiosi, con il supporto di famiglie italiane che si occuperanno di accompagnare il percorso d’integrazione sociale e lavorativa sul territorio, garantendo servizi, corsi di lingua italiana, inserimento scolastico per i minori, cure mediche adeguate. Tutto ciò grazie a un progetto totalmente autofinanziato con l’8x1000 della Cei, fondi raccolti dalla Comunità di Sant’Egidio e la generosità non solo di associazioni e parrocchie ma anche di cittadini che hanno offerto le loro case e il loro impegno gratuito e volontario.

Cei: Humanlines, il portale che racconta i Corridoi umanitari

15 Aprile 2020 -

Roma - C’è Danait, giovane eritrea che parla un perfetto italiano e ha lavorato per l’Unhcr. Poi ci sono Awet, dodicenne, sordo, arrivato dall’Eritrea a Cossato, in provincia di Biella, dove può frequentare una delle migliori scuole di lingua dei segni, e Omar, un adolescente che diventa amico di Fabio, il proprietario di una pasticceria in un piccolo paese del profondo nord.

Sono solo alcuni dei protagonisti delle storie, piene di verità e di sofferenza, raccolte da “Humanlines”, un portale di informazione e web documentario in continuo divenire, promosso dall’Università di Notre Dame (USA), per raccontare il progetto dei Corridoi Umanitari finanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana che ha permesso a centinaia di rifugiati eritrei, somali e sud-sudanesi di arrivare in Italia in modo legale e sicuro.

“Abbiamo scelto di raccontare microstorie in grado di trattare ciascuna un tema e un frammento di tale complessità, nella speranza di dar vita nel tempo ad un mosaico coerente, onesto, affidabile”, spiega Ilaria Schnyder che insieme a Clemens Sedmak coordina anche un progetto di ricerca longitudinale volto a monitorare e valutare le diverse dinamiche dei Corridoi Umanitari che incarnano una nuova visione di pensare l’immigrazione e l’accoglienza. Le storie, aggiunge, sono “narrate attraverso fotografia, audio, video ma anche comics e videoanimazione”. A queste si affiancheranno report, articoli accademici e approfondimenti.