Primo Piano

Papa Francesco: “morte di innocenti è grido assordante”

  8 Luglio 2023 - Lampedusa – “In questi giorni in cui stiamo assistendo al ripetersi di gravi tragedie nel Mediterraneo, siamo scossi dalle stragi silenziose davanti alle quali ancora si rimane inermi e attoniti. La morte di innocenti, principalmente bambini, in cerca di una esistenza più serena, lontano da guerre e violenze, è un grido doloroso e assordante che non può lasciarci indifferenti. E' la vergogna di una società che non sa più piangere e compatire l'altro". Dieci anni fa papa Francesco compiva il suo primo viaggio apostolico. In occasione di questo anniversario il Pomtefice ha inviato un messaggio dicendosi "vicino con l'affetto, la preghiera e l'incoraggiamento", all'arcivescovo di Agrigento Alessandro Damiano, che ne ha dato lettura alla “Porta d’Europa” in occasione dell’incontro promosso nell’Isola delle Pelagie promosso dall’Ufficio Nazionale per l’Apostolato del Mare della Cei, dalla Fondazione Migrantes e dala diocesi di Agrigento. "Sono trascorsi 10 anni dal viaggio che ho voluto compiere nella comunità lampedusana per manifestare il mio sostegno e la paterna vicinanza a chi dopo penose peripezie, in balia del mare, è approdato sulle vostre coste”, si legge nel testo: “il consumarsi di sciagure così disumane deve assolutamente scuotere le coscienze. Dio ci chiede: 'Adamo dove sei? Dov'è tuo fratello?'. Vogliamo perseverare nell'errore, pretendere di metterci al posto del Creatore, dominare per tutelare i propri interessi, rompere l'armonia costitutiva tra lui e noi? Bisogna cambiare atteggiamento. Il fratello che bussa alla porta è degno di amore, di accoglienza e di ogni premura. E' un fratello che, come me, è stato posto sulla terra per godere di ciò che vi esiste e condividerlo in comunione". In tale contesto per papa Francesco “tutti siamo chiamati ad un rinnovato e profondo senso di responsabilità, dando prova di solidarietà e di condivisione. È necessario quindi che la Chiesa, per essere realmente profetica, si adoperi con sollecitudine per porsi sulle rotte dei dimenticati, uscendo da sé stessa, lenendo con il balsamo della fraternità e della carità le piaghe sanguinanti di coloro che portano impresse nel proprio corpo le medesime ferite di Cristo”. L’esortazione del Papa è quella di “non restare imprigionati nella paura o nelle logiche di parte”, ma essere “cristiani capaci di fecondare con la ricchezza spirituale del Vangelo codesta Isola, posta nel cuore del Mare Nostrum, affinché ritorni a splendere nella sua originaria bellezza”. (Raffaele Iaria - www.migrantesonline.it)

Card. Montenegro: “Sogniamo che si scelga la civiltà dell’amore e non il suo naufragio”

  8 Luglio 2023 - Lampedusa - “Immigrati morti in mare”. Dieci anni fa papa Francesco, “pellegrino a Lampedusa, iniziava così la sua omelia, tracciando poi una linea di distinzione tra le acque della morte e quelle della vita. Se dovesse tornare, purtroppo, ripeterebbe le stesse parole”. Lo ha detto, questa mattina, il card. Francesco Montenegro, arcivescovo emerito di Agrigento, davanti alla “Porta d'Europa” nel decimo anniversario della visita, la prima del suo pontificato, papa Francesco a Lampedusa l'8  luglio 2013. A Lampedusa, ieri, l’inizio di una tre giorni in occasione dell’anniversario del viaggio e della Domenica del Mare che l’ufficio nazionale dell’Apostolato del Mare della Cei ha voluto celebrare nell’Isola delle Palagie. Un serie di eventi, promossi insieme alla Fondazione Migrantes e alla diocesi di Agrigento,  sul tema “Chi di noi ha pianto? Il mare luogo di vita”. Nel Libro dell’Esodo – ha detto il card. Montenegro - la libertà degli oppressi “non prevede la costruzione dei lager, o dei container adibiti a luoghi di inumana detenzione. Invece, nelle acque delle tante Lampeduse politiche, prima che fisiche, si assiste all'opera malefica di smarrimento, di cancellazione della memoria dei ‘nomi’ - sono solo migranti non esseri umani - trasformando la nostra in una civiltà senza memoria e una società senza dolore”. Così nelle Lampeduse che sono Cutro, Lesbo, Lampedusa…naufragano insieme il nome di Dio e i nomi delle sue figlie e dei suoi figli, delle sue bambine e dei suoi bambini…naufraga la civiltà”. La “Porta d'Europa” di Lampedusa, come il molo Favarolo, sono “testimoni silenti del processo che va contro la creazione di Dio. Sono testimoni di una guerra non meno fratricida della guerra in Ucraina e delle altre guerre che insanguinano il mondo solo che qui gli arsenali sono costituiti  non da armi dai corpi dei migranti. Corpi che la politica esibisce come numeri, se restano vivi; corpi di reato, che non meritano neppure di essere contati, se muoiono per annegamento nel Mediterraneo o  nell'Egeo e/o di stenti nella rotta balcanica, di sete nel deserto del Niger, di stupri e violenze nei lager della Libia”. Per il porporato, nella “triste vicenda delle migrazioni questo nostro porto da luogo di vita è diventato approdo di salme e/o di esseri ‘mezzi vivi’: avamposto della tumulazione per i primi, primo luogo di ‘trattenimento’ per i secondi, considerati subito stranieri irregolari”. Un porto, questo di Lampedusa, “testimone tanto del transito pietoso di numerosi morti,  quanto delle vite estratte dalla morsa della morte. Vite salvate, nutrite, curate… da sanitari, forze dell'ordine, volontari, cittadini e cittadine mossi, non importa se dalla fede o dal senso del dovere,  certamente da compassione e tenerezza che sottraggono i corpi dei migranti defunti al ludibrio e allo scempio custodendoli prima nella pietà e poi nei loculi dei cimiteri”. “Sogniamo” qui con tutti, perché “si scelga la civiltà dell’amore e non il suo naufragio”, ha concluso il porporato. Questa mattina, prima dell’arrivo alla “porta d’Europa”, il percorso commemorativo dal sagrato della chiesa parrocchiale di Lampedusa con interventi, durante il percorso, di Filippo Mannino, sindaco di Lampedusa, di mons. Alessandro Damiano, arcivescovo di Agrigento e di don Bruno Bignami, direttore nazionale dell’Apostolato del mare della Cei. Alle 21.00 è prevista inoltre una tavola rotonda a cui prenderanno parte mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Fondazione Migrantes, don Stefano Nastasi, già parroco di Lampedusa, Enzo Riso, pescatore, e i rifugiati Fardusa Osman Ahmed e Moussa Modibo Camara del Centro Astalli. Domani una celebrazione eucaristica nella chiesa parrocchiale presieduta dal card. Montenegro. All'incontro è presente anche il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo. (Raffaele Iaria- Migrantesonline)  

Mons. Perego: decreto flussi “non basta senza politiche”

8 Luglio 2023 -
Roma - «Il decreto flussi triennale di 452.000 lavoratori stranieri - circa 150mila lavoratori annualmente - va certamente incontro a esigenze di settori sempre più diversi del mondo del lavoro italiano. Ci sono però alcuni aspetti non considerati e che chiedono assolutamente una attenzione per evitare tempi lunghi di irregolarità e irregolarità diffuse». Lo sottolinea l'arcivescovo di Ferrara-Comacchio, mons. Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes, analizzando il decreto flussi. Il presule segnala in particolare criticità da superare. «I tempi lunghi di irregolarità - spiega mons. Perego - sono dettati da almeno sei mesi di attesa dalla domanda all'appuntamento in Questura e altri tre mesi per avere il permesso: nove mesi di attesa per un permesso stagionale di un anno. L'irregolarità che continua a diffondersi riguarda un impianto strutturale che non considera l'incontro fra domanda e offerta di lavoro. Anche le conversione dei permessi che valgono per stagionali e studenti universitari e tirocinanti sono positivi, ma non considerano anche la necessità degli alloggi per chi lascia uno studentato universitario o appartamenti affittati annualmente per studenti: il tema casa non è affrontato». L'irregolarità si diffonde «perché non è prevista una conversione in permesso per lavoro per chi ha un permesso di protezione temporanea o ha fatto una richiesta d'asilo. In altre parole - sottolinea il presidente della Migrantes - non basta aumentare i flussi se la struttura burocratica di esame delle domande non funziona e se manca una politica migratoria che coniughi casa, lavoro, ricongiungimenti familiari e inserimento sociale».

Viminale: da inizio anno sbarcate 69.137 persone migranti coste italiane

7 Luglio 2023 -
Roma - Sono finora 69.137 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno. Di questi  8.123 sono di nazionalità ivoriana (12%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Guinea (7.410, 11%), Egitto (7.364, 11%), Bangladesh (6.260, 9%), Pakistan (5.964, 8%), Tunisia (4.567, 6%), Siria (3.893, 6%), Burkina Faso (3.259, 5%), Camerun (2.219, 3%), Mali (2.024, 3%) a cui si aggiungono 18.054 persone (26%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.

A Lampedusa la Giornata del Mare: a dieci anni dalla visita di Papa Francesco

7 Luglio 2023 - Roma - A dieci anni dalla visita di Papa Francesco a Lampedusa, la Giornata del mare 2023 fa memoria e rilancia il valore del mare come luogo di vita. In linea con l’appuntamento internazionale che ogni anno, la seconda domenica di luglio, unisce il mondo nella preghiera per i marittimi, le loro famiglie e per quanti nella Chiesa offrono loro supporto, come i cappellani e i volontari, l’Apostolato del mare nazionale e la Fondazione Migrantes promuovono una serie di eventi nell’isola della Sicilia, luogo di accoglienza per moltissimi migranti, nell’anniversario del primo viaggio del Pontefice. “Vogliamo ricordare l’appello del Papa ad accogliere la vita umana e a promuovere una cultura del mare come opportunità di lavoro, di incontro, di reciprocità. Il Mediterraneo, da cimitero, si trasformi in terra di mezzo, spazio conviviale delle differenze”, afferma don Bruno Bignami, direttore dell’Apostolato del mare della CEI. Le celebrazioni – che avranno per tema “Chi di noi ha pianto? Il mare luogo di vita” – prenderanno il via questa sera alle 21, nella chiesa parrocchiale S. Gerlando, con il concerto del Maestro Ulrich von Wrochen, già prima viola della Scala di Milano, e con un momento artistico curato dall’attore Michele La Ginestra. Sabato 8 luglio, alle 9.30, partirà il percorso commemorativo dal sagrato della chiesa parrocchiale alla Porta d’Europa, che sarà scandito dagli interventi di Filippo Mannino, sindaco di Lampedusa, di Mons. Alessandro Damiano, arcivescovo di Agrigento, di don Bignami, e del Card. Francesco Montenegro, arcivescovo emerito di Agrigento e amministratore apostolico “sede vacante” di Piana degli Albanesi. Alle 21.00 è prevista inoltre una tavola rotonda a cui prenderanno parte Mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Fondazione Migrantes, don Stefano Nastasi, già parroco di Lampedusa, Enzo Riso, pescatore, e i rifugiati Fardusa Osman Ahmed e Moussa Modibo Camara (Centro Astalli). Modera Nello Scavo, giornalista di Avvenire. Domenica 9 luglio, alle 11, il Card. Montenegro presiederà la celebrazione eucaristica.  

Decreto flussi: via libera a 452mila ingressi in tre anni

7 Luglio 2023 - Roma - Nella tarda serata di ieri, il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame preliminare, il dpcm con la "Programmazione dei flussi d'ingresso legale in Italia dei lavori stranieri per il triennio 2023-2025". Il governo prevede complessivamente 452mila ingressi, rispetto a un fabbisogno rilevato di 833mila unità, con 136mila ingressi nel 2023, 151mila nel 2024 e 165mila nel 2025. Estese le categorie professionali e i settori produttivi coinvolti: assieme a elettricisti e idraulici, una quota specifica viene riattivata per gli addetti ai settori dell'assistenza familiare e socio-sanitaria. Aggiunti anche «lavoratori per il trasporto passeggeri con autobus e per la pesca». Si confermano, per il lavoro autonomo e subordinato non stagionale, i settori dell'autotrasporto merci per conto terzi, dell'edilizia, turistico-alberghiero, della meccanica, delle telecomunicazioni, dell'alimentare, della cantieristica navale; per il lavoro subordinato stagionale i settori agricolo e turistico-alberghiero. Nell'ambito dell'agricoltura e del turismo, si riservano specifiche quote per i lavoratori provenienti da Paesi di origine o di transito che sottoscrivono accordi per facilitare la migrazione regolare e contrastare quella irregolare e le cui istanze di nulla osta all'ingresso in Italia per lavoro stagionale, anche pluriennale, siano presentate dalle organizzazioni di lavoro indicate nel decreto e maggiormente rappresentative a livello nazionale. Tali organizzazioni assumono l'impegno a sovraintendere alla conclusione del procedimento di assunzione dei lavoratori fino alla effettiva sottoscrizione dei contratti di lavoro, comprese le comunicazioni obbligatorie. Inoltre il Cdm ha approvato, come consentito dalla legislazione vigente, un decreto Flussi integrativo al dpcm del 29 dicembre 2022, relativo alla programmazione transitoria dei flussi d'ingresso legale in Italia dei lavori stranieri per l'anno 2022, avendo preso atto che le domande d'ingresso per lavoro sono risultate in eccesso rispetto alle quote autorizzate. Nel decreto integrativo, si prevede una quota aggiuntiva pari a 40mila unità, interamente destinata agli ingressi per lavoro stagionale nei settori agricolo e turistico-alberghiero, a valere sulle domande già presentate nel click-day del marzo scorso.

Card. Parolin: sui migranti le divisioni aumentano le difficoltà

7 Luglio 2023 - Città del Vaticano - "Sappiamo che il problema dei migranti oggi è uno dei grandi problemi globali. A noi sembra che la via della soluzione sia proprio quella solidarietà e dell'assunzione comune di questa problematica. Credo che le divisioni non servano e aumentano le difficoltà di gestire in modo umano e ordinato questo fenomeno". E’ quanto ha detto ieri sera il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, in un'intervista al Tg1.

Mons. Perego: le Migrantes luoghi che sappiano aprire occhi e orecchi dei credenti per saper toccare le ferite dei migranti

7 Luglio 2023 - Roma - “Le nostre Migrantes siano luoghi che sappiano aprire occhi, orecchi dei credenti per sapere toccare le ferite dei migranti, ma anche per saper cogliere il desiderio di Dio nei migranti”. È quanto ha chiesto ieri sera l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, mons. Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes, durante la celebrazione eucaristica al termine della quarta giornata del corso di pastorale migratoria in corso a Roma e che si concluderà questa mattina. La nostra fede – ha detto mons. Perego - deve “avere occhi, orecchi per vedere e ascoltare la vita dei migranti, perché in essa spesso c’è la ricerca non solo di una casa, di un lavoro, ma anche di un senso per la loro vita. Il cammino di vita si può trasformare in cammino di fede”. E parlando della figura di Abramo mons. Perego ha detto che nella sua storia di migrante “c’è da parte di Dio il dono della vita, il dono di un figlio”. Ieri i corsisti hanno ascoltato diverse relazioni su aspetti della pastorale della mobilità umana: don Mirko Dalla Torre, direttore della Migrantes di Vittorio Veneto e responsabile della Migrantes regionale del Triveneto per il settore dello spettacolo viaggiante, ha approfondito il tema della pastorale con i circhi; Lidia Di Pietro, direttore Migrantes Abruzzo-Molise sulla pastorale con i rom e sinti; don Egidio Todeschini, coordinatore nazionale delle Missioni cattoliche italiane in Svizzera si è soffermato sul ruolo dei sacerdoti a fianco dei nostri connazionali. Don Marco Semehen, direttore Migrantes dell’Esarcato apostolico per gli ucraini cattolici residenti in Italia cha parlato del ruolo dei coordinatori etnici mentre Antonio Bonifacio, direttore regionale Migrantes della Campania ha evidenziato il ruolo degli uffici della Migrantes regionale e diocesana. Oggi la conclusione con una riflessione sulla Fondazione Migrantes “impegno culturale e advocacy nel contesto nazionale e internazionale” affidata a mons. Perego. (Raffaele Iaria)  

Bologna: 600 rintocchi per ricordare i morti in mare

6 Luglio 2023 - Bologna - Questa sera gli storici campanari bolognesi faranno suonare con 600 rintocchi dal Campanazzo della Torre dell'Arengo, che si erge sopra il Palazzo del Podestà, in piazza Maggiore a Bologna, per ricordare i migranti annegati il 15 giugno al largo delle coste greche e tutte le stragi nel mare. L’idea nasce da un'idea dell'attore Alessandro Bergonzoni, condivisa dall'Amministrazione comunale, che ha proposto di utilizzare, per l'evento in programma alle 18.30, la campana più simbolica della città che, dal 1259 chiama a raccolta i bolognesi quando c'è il rischio di una guerra. Sarà - spiega l’Unione dei campanari di Bologna - "un'azione silenziosa artistico civile ed anche spirituale" per fare memoria di tutte le stragi di migranti  nel mare

Mci Mosca: gratitudine e speranza dopo il viaggio del card. Zuppi

6 Luglio 2023 - Mosca - Qual è la sensazione della comunità italiana che vive in Russia dopo la visita del Cardinale Matteo Maria Zuppi a Mosca? C’è una risposta semplice e sintetica a questa domanda: la sensazione percepita in maniera netta è di gratitudine e speranza. Già, perché il Card. Zuppi, con la sua importante missione a Mosca, ha saputo immediatamente instillare questi sentimenti nei nostri cuori. Gratitudine, per essersi fatto carico di un compito gravoso, in un momento così difficile, in una realtà così complessa. Speranza, per il messaggio di umanità e di pace che ha saputo trasmettere a tutti noi, e non solo alla comunità italiana. La Speranza non è un’illusione. Vivere la Speranza in concreto significa che ciascuno di noi diventi “annunciatore” di unità, di amore costruendo relazioni di pace con gli altri, mettendosi al servizio e senza isolarsi. Il Cardinale ha ben evidenziato nella sua omelia l’importanza dell’unità: “Un cristiano non è mai isolato, non si pensa mai da solo, non si tiene mai in disparte” … “L'unità è il frutto del Vangelo, che ci insegna a pensare insieme. L'unità non è data dal potere, ma dal servizio reciproco; non da legami di sangue, ma da legami nati da Dio, che ci fa suoi, suoi figli, parte della sua famiglia. L'unità richiede comunicazione e include sempre tutti e tutto. Non dobbiamo mai smettere di cercarla, perché la divisione cresce nell'indifferenza, si insinua nella mancanza d'amore”. La Fede Cristiana è un dono senza confini e l’abilità di un uomo di Dio come il Card. Zuppi è quella di sapersi fare strumento di questa Fede, per portare nel mondo - soprattutto in luoghi e in momenti più critici - il messaggio di Cristo morto e risorto per l’umanità. Un messaggio che significa Amore, Carità, Fratellanza, Pace! Oggi, dopo la visita del Card. Zuppi, ciascuno di noi ha dentro il cuore un sentimento, nella mente un pensiero e sulla bocca una parola in più per il fratello, cioè per chiunque ci sia accanto nel nostro percorso di vita. Oggi, dopo la visita del Card. Zuppi, una sola preghiera ci unisce con forza, con la forza della Fede Cristiana. È la preghiera per la Pace, per la Pace qui in Russia, per la Pace nel Mondo, per la Pace tra gli uomini. Conosciamo, noi cristiani della comunità italiana in Russia, la forza della preghiera e il Card. Zuppi, con la celebrazione della Solennità dei SS. Pietro e Paolo, il 29 giugno scorso, presso la Cattedrale dell’Immacolata Concezione di Mosca, ci ha resi pienamente partecipi di questa forza. La sua omelia ha fatto sentire ciascuno di noi fratello di Gesù e messaggero della Sua Parola. “… siamo fatti per amarci e abbiamo sempre tutti bisogno di essere slegati dal male e legati nell’amore”, con queste parole il Cardinale ci ha abbracciato tutti sotto il mantello della grande speranza di Pace. E come ci ricorda Mons. Paolo Pezzi, arcivescovo di Mosca, la Pace è dono di Dio, dono che va accettato ed accolto dall’uomo. Per questo noi preghiamo, affinché cuori di pietra possano essere trasformati in cuori di carne. Affinché uomini desiderosi di pace sappiano rinunciare a odio e pregiudizio. Ebbene, ricordiamolo sempre: il progetto di Dio è Pace e Amore, giammai guerra e odio. Ma sta a noi accettarlo e farlo nostro ogni giorno. (Missione Cattolica Italiana di Mosca)

Cei: sabato Consiglio Episcopale Permanente

6 Luglio 2023 - Roma - Sabato 8 luglio si svolgerà una sessione straordinaria del Consiglio Episcopale Permanente. I lavori prevedono la condivisione, la discussione e l’approvazione delle Linee guida per la “fase sapienziale” del Cammino sinodale delle Chiese in Italia. Dopo i primi due anni di ascolto narrativo, il percorso prosegue ora con la tappa dedicata alla lettura spirituale delle narrazioni emerse per poi culminare nella fase profetica (2024-2025). Ciascun passaggio mette in primo piano una dimensione: la fase narrativa privilegia l’ascolto, quella sapienziale il discernimento e quella profetica la progettualità. Il Cammino sinodale ha coinvolto finora 50.000 gruppi sinodali, insieme a 400 referenti diocesani e circa 200 equipe.  

Corridoi umanitari: arrivati oggi 25 rifugiati siriani

6 Luglio 2023 - Roma - Sono atterrati questa mattina a Fiumicino, con un volo proveniente da Beirut, 25 rifugiati siriani che hanno vissuto a lungo nei campi profughi della regione dell’Akkar, nel nord del Libano, nella Valle della Bekaa o in alloggi precari alla periferia di Beirut. Il loro ingresso in Italia è reso possibile attraverso i Corridoi Umanitari promossi da Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e Tavola Valdese, in accordo coi Ministeri dell’Interno e degli Esteri, che dal febbraio 2016 hanno portato in salvo nel nostro Paese, dal Libano, 2544 persone. Complessivamente in Europa con i Corridoi Umanitari sono giunti circa 6300 rifugiati. I nuclei familiari giunti questa mattina saranno accolti in diverse regioni italiane (Lazio, Calabria, Lombardia, Sicilia, Veneto), in parte grazie ai loro parenti, giunti in precedenza coi Corridoi Umanitari e ben integrati nel nostro Paese, in parte in case messe a disposizione da famiglie italiane e associazioni. Queste ultime li accompagneranno nel percorso di integrazione, grazie all’apprendimento della lingua italiana e, una volta ottenuto lo status di rifugiato, all’inserimento nel mondo lavorativo.

Comunicare è educare

6 Luglio 2023 - Roma - La comunicazione ha sempre a che fare con l’educazione. Di più: ogni processo educativo diventa espressione comunicativa. Impossibile, dunque, scindere le due azioni. Tenere a fuoco questa sottolineatura può aiutare a comprendere meglio l’importanza di delineare un orizzonte che consideri l’integralità di ogni singola scelta. La moltiplicazione di strumenti e di possibilità mediatiche richiede un surplus d’impegno per non lasciare che l’evoluzione continua prenda il sopravvento sulla conoscenza e sulla formazione. In questo senso, tornare a parlare di alleanza fra i diversi soggetti che hanno a cuore il futuro di tutti non è un discorso demodé ma un imperativo categorico. (Vincenzo Corrado)

Uisg: al via network internazionale tra le religiose di tutto il mondo per sostenere le comunità migranti

6 Luglio 2023 -
Roma - Un network internazionale guidato da suore di tutto il mondo, con l’obiettivo di fare rete e trovare insieme risposte a sfide urgenti e complesse della nostra epoca: è stato questo, nelle parole di suor Patricia Murray, segretaria esecutiva dell’Unione internazionale delle superiore generali (Uisg), il senso del Sister-led dialogue on migration, che si è svolto il 3 luglio a Roma sul tema delle migrazioni. “I nostri Sister-led Dialogues ci permettono di portare al medesimo tavolo esperienze e competenze diverse e trasversali – ha spiegato suor Murray -, per sostenere le comunità vulnerabili nell’affrontare alcune delle sfide di sviluppo più urgenti del nostro tempo, come quelle legate ai fenomeni migratori. Sono appuntamenti molto importanti perché, attraverso il confronto di diversi vissuti e il ricco scambio di riflessioni, ci consentono di conoscere bisogni, istanze ed esperienze da tutto il mondo, così da modellare le conversazioni sullo sviluppo internazionale attorno ai bisogni delle comunità locali”. Il Sister-led dialogue on migration ha raccolto nella sede della Uisg suore da tutto il mondo, rappresentanti delle organizzazioni delle Nazioni Unite e del terzo settore, esperti accademici e comunicatori. L’incontro si inserisce all’interno dell’iniziativa Uisg Sisters advocating globally, realizzata in collaborazione con il Global solidarity fund. Tre i temi chiave: l’analisi delle cause profonde della migrazione in un’economia globale, il ruolo dell’assistenza umanitaria e dei diritti umani e quello dello sviluppo umano integrale e della coesione sociale nei Paesi di arrivo. La giornata si è conclusa con la visita al progetto d’accoglienza Chaire gynai (dal greco, “Benvenuta, donna”), nato da una richiesta di Papa Francesco e abbracciato dalla Fondazione Scalabriniana della Congregazione delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo, rivolto a donne rifugiate con bambini e a donne migranti che si trovano in situazione di vulnerabilità. Il progetto è coordinato da suor Janete Ferreira, membro del Consiglio d’amministrazione della Fondazione Scalabriniana e una delle suore impegnata al tavolo di confronto del Sister-led dialogue on migration. Nell’ultimo decennio vi è stato un incremento delle migrazioni in tutte le aree del mondo, causato da squilibri socioeconomici, politici e climatici che portano inevitabilmente le persone a cercare altrove condizioni di vita migliori. Nel 2020, i migranti nel mondo erano circa 281 milioni, il che significa che il 3,6% della popolazione globale ha vissuto al di fuori del proprio Paese di nascita. Secondo l’Unchr alla fine dello scorso anno il numero di persone in fuga da guerre, violenze, persecuzioni e violazioni dei diritti umani è salito al livello record di 110 milioni, con un aumento senza precedenti di 19 milioni rispetto all’anno prima. E a pochi giorni dal decimo anniversario del viaggio di Papa Francesco a Lampedusa, la storica visita dell’8 luglio 2013 in memoria dei naufraghi del Mediterraneo, le cronache continuano a registrare decine di naufragi, la più tragica delle conseguenze a cui i flussi migratori possono portare. “A distanza di 10 anni da quel giorno – ricorda suor Carmen Elisa Bandeo, coordinatrice della Rete internazionale Migranti e Rifugiati della Uisg – , quella piccola isola continua a soccorrere e accogliere ogni giorno decine di persone, rappresentando un faro di speranza per chi è in fuga da atroci sofferenze e parte alla ricerca di un futuro migliore. È una questione che non può e non deve lasciare indifferenti e a cui vanno trovate risposte quanto più sostenibili e condivisibili”. Anche in quest’ottica, prosegue, “è nostro obiettivo creare una rete tra tutte le consacrate per favorire un ampio canale di comunicazione e di cammino comune, condividere esperienze e testimonianze e creare uno spazio di riflessione e comunità”. Nei prossimi mesi verrà presentato e pubblicato un policy brief, contenente una serie di raccomandazioni emerse nel corso dell’incontro, che verrà proposto alle suore di tutto il mondo come strumento di lavoro e diffuso ai partner come documento di riferimento.

Vercelli: domani veglia di preghiera per i morti in mare

5 Luglio 2023 - Vercelli- Domani sera nella diocesi di Vercelli una veglia di preghiera per incordare i migranti morti in mare. A presiederla, nella Chisa di San Lorenzo, l’arcivescovo mons. Marco Arnolfo, alla presenza dei rappresentanti di diverse associazioni e cittadini che si occupano dei migranti, insieme ai migranti stessi che, da poco o molto tempo, vivono in città.

Mons. Baturi agli operatori Migrantes: prendere per mano le persone in mobilità

5 Luglio 2023 - Roma – “La vostra missione è quella di essere come angeli che prendono per mano gli uomini e li accompagnano nel loro cammino di vita”. Così ieri sera il segretario generale della Cei, l’arcivescovo di Cagliari, mons. Giuseppe Baturi, durante la liturgia eucaristica celebrata al termine della seconda giornata del corso di pastorale migratoria promosso dalla Fondazione Migrantes. “Questa è la missione della Migrantes: essere, per le persone in mobilità, angeli che li prendono per mano e danno loro speranza verso un futuro diverso”, ha aggiunto il presule ringraziandoli per aver assunto questo incarico perché “vi disponete ad essere quella mano che accompagna e non lascia indietro nessuno” invitando a “non guardare indietro perché Dio è sempre avanti a noi. Si può guardare Dio solo guardando avanti”. La seconda giornata del corso – al quale partecipano oltre 50 persone provenienti da circa 30 diocesi italiane e da alcune Missioni cattoliche Italiane in Europa – ha visto tante testimonianze sulle attività degli uffici Migrantes nelle diocesi italiane e nelle missioni cattoliche italiane in Europa - un profilo storico del magistero dei Papi sulle migrazioni a cura di p. Aldo Skoda, Preside dell’Istituto Simi di Roma. Tra le testimonianze quelle di direttori regionali Migrantes di Piemonte e Valle d’Aosta, Sergio Durando; della Sicilia Santino Tornesi, di padre Eraldo Cacchione impegnato in un progetto Migrantes nel campo rom di Scampia e di sr. Genèvieve Jeanningross delle Piccole Sorelle che da poco ha compiuto 80 anni. Di questi ben 54 trascorsi tra i giostrai. Oggi vive in una piccola roulotte al Park Lido di Ostia. Oggi i corsisti ascolteranno i referenti dell’Area Ricerca e Studi della Fondazione Migrantes che curano i Rapporti Annuali: Rapporto Immigrazione (insieme a Caritas Italiana), Rapporto Italiani nel Mondo e Rapporto Asilo. (Raffaele Iaria)

Suore di tutto il mondo “in dialogo” sul tema dei migranti e dei rifugiati

4 Luglio 2023 -

Roma - Le suore di tutto il mondo continuano ad interrogarsi, ma soprattutto a dialogare e a cercare delle risposte, sulle sfide globali odierne. E dopo un primo incontro nell’aprile scorso sui temi ambientali, e in vista del forum conclusivo previsto in ottobre, ieri, sempre a Roma, l’Unione internazionale delle superiori generali (Uisg) ha organizzato il “Sister-led dialogue on migration”, per comprendere dove e come allocare le risorse per favorire soluzioni inclusive e sostenibili. In rappresentanza di 1.900 superiore generali di 97 Paesi, che a loro volta “governano” oltre 600.000 suore nel mondo, le responsabili di migrazioni e rifugiati si sono confrontate con esponenti di organizzazioni intergovernative, partner interreligiosi ed esperti accademici, in un dibattito molto intenso, moderato dal giornalista e scrittore Luca Attanasio.

Davanti e rispetto ad un fenomeno sempre più di portata epocale, le superiori maggiori vogliono dare delle risposte concrete: «In autunno – anticipa suor Carmen Elisa Bandeo, coordinatrice della Rete internazionale per i migranti e i rifugiati dell’Uisg – tireremo le somme di questi incontri, compreso quello dell’aprile scorso sull’ambiente, e stileremo un documento, con una serie di raccomandazioni, anche sul tema dei migranti e dei rifugiati, che verrà poi diffuso alle suore di tutto il mondo e che servirà come punto di riferimento. Ancora non sappiamo quali saranno i contenuti, ma di certo il lavoro che già oggi le suore stanno facendo in ogni continente è importante, e cioè quello di mettere al centro la persona, senza escludere nessuno. Noi crediamo nella persona perché questo dice e ci chiede il Vangelo. L’amore di Dio è pratico, efficace, e anche noi vogliamo andare in questa direzione». Molto importante, rimarca la religiosa spagnola, è dunque anche la formazione delle suore, tema su cui l’Unione sta investendo molto.

E con l’Uisg sa collaborando attivamente anche il Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, il cui sottosegretario Fabio Baggio ieri pomeriggio ha tenuto una delle relazioni più attese: « A questa e ad altre iniziative Uisg – ha detto monsignor Baggio ad Avvenire – vogliamo portare quello che è il dettato insito nel nome stesso del nostro Dicastero e che è poi l’invito ricorrente di papa Francesco. Una riflessione più profonda che muove dalla Popolorum progressio di san Paolo VI, in qualche modo rivista alla luce della Laudato si’, della Fratelli tutti e della Evangelii gaudium.

Al centro c’è il compimento del progetto di Dio sull’essere umano, su ogni essere umano, in tutte le sue dimensioni, compresa quella spirituale. Lo sforzo e l’impegno che la Chiesa deve profondere su questi temi corrisponde alla realizzazione del regno di Dio. E nessuno va escluso, nessuno va messo ai margini. Anzi, le periferie vanno messe al centro», sottolinea il missionario scalabriniano, introducendo anche il capitolo del Cammino sinodale che in tal senso sta scrivendoanche il suo Dicastero: « La vera azione sinodale è raggiungere le persone lontane, entrare nei circuiti della povertà, dare voce a chi non ha voce. E ascoltare, che non a caso è uno dei punti fondanti di questo periodo del Sinodo, per una Chiesa che vuole rispondere alle esigenze del mondo». Altrettanto preziosi gli altri e numerosi contributi portati all’incontro, anche con denunce circostanziate sulle disparità nelle varie parti del mondo, dall’Africa all’Afghanistan a Lampedusa, e che di certo verranno riprese nel documento del prossimo autunno. (Igor Traboni - Avvenire)

Cei: una tre giorni a Lampedusa nel X° anniversario della visita di papa Francesco

4 Luglio 2023 - Roma -

Roma – L’8 luglio di dieci anni fa, papa Francesco raggiungeva l’isola di Lampedusa per piangere gli oltre 20mila morti, donne uomini e bambini, nella tomba del Mediterraneo. Il primo viaggio apostolico del nuovo Papa ha raggiunto quest’isola delle Pelagie che è diventata approdo, casa, ponte per migliaia di persone in fuga da drammi, povertà, guerre, spesso legati a politiche internazionali in Africa, nel Medio Oriente in Asia. Per ricordare questo viaggio l’Ufficio dell’Apostolato del Mare della Cei, dalla Fondazione Migrantes e dalla diocesi di Agrigento hanno promuovono, da venerdì 7 a domenica 9 luglio, tre giornate nell’Isola sul tema “‘Chi di noi non ha pianto’. Il mare luogo di vita”. Il programma prevede per venerdì sera, nella chiesa parrocchiale di S. Gerlando di Lampedusa un concerto sul tema “Musiche e parole dal mare” e una riflessione sul tema “Chi di noi ha pianto?“ curata dall’attore  Michele La Ginestra. Sabato un percorso commemorativo dal sagrato della Chiesa parrocchiale S. Gerlando alla Porta d’Europa dove sono previsti interventi di Filippo Mannino, sindaco di Lampedusa e mons. Alessandro Damiano, arcivescovo di Agrigento. Seguirà, davanti al porto, una riflessione sul tema “Il mare è vita” affidata a don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale CEI dell’Apostolato del Mare. Davanti, poi, Porta d’Europa una riflessione affidata al card. Francesco Montenegro, arcivescovo emerito di Agrigento e che nel 2013 accolse Papa Francesco. In serata, sul sagrato della parrocchia  di Lampedusa, una tavola rotonda con testimonianze e gli interventi del giornalista di Avvenire Nello Scavo, mons. Gian Carlo Perego, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Fondazione Migrantes; don Stefano Nastasi, già Parroco di Lampedusa; Enzo Riso, pescatore; Fardusa Osman Ahmed e Moussa Modibo Camara, rifugiati del Centro Astalli di Roma. Domenica la celebrazione eucaristica conclusiva presieduta dal card. Montenegro. (Raffaele Iaria)

Regno Unito: mons. McAleenan, no a deportare i migranti in Rwanda

4 Luglio 2023 - Londra - “Come cristiani il nostro punto di partenza deve essere la dignità innata di ogni persona perché ciascuno di noi è creato a immagine e somiglianza di Dio. Noi, quindi, non dovremmo mai considerare le persone che arrivano sulle nostre coste come un problema politico, ma come fratelli e sorelle nei confronti dei quali abbiamo responsabilità e che arricchiscono, in modo importante, le nostre comunità”. Con queste parole il vescovo Paul McAleenan, portavoce sull’immigrazione della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, ha commentato la sentenza di giovedì scorso con la quale il Tribunale d’appello britannico ha deciso che il piano britannico di deportare in Rwanda chi arriva, in modo illegale, nel Regno Unito viola la legislazione sui richiedenti asilo. A ricorrere contro una sentenza dell’Alta Corte, che aveva dato il via libera al governo britannico il dicembre scorso, sono stati una decina di richiedenti asilo rappresentati legalmente dall’associazione “Asylum Aid”. “Il progetto di inviare alcuni di coloro che chiedono asilo in Rwanda contraddice l’insegnamento della Chiesa. È responsabilità del governo britannico e dell’intera comunità internazionale assicurarsi che abbiano un sistema di controllo dell’immigrazione che difende la dignità della vita umana. Continuiamo a pregare per tutti coloro che cercano di sostenere la dignità di coloro che cercano un rifugio sicuro”, ha concluso il vescovo McAleenan. (Stefano)

Unhcr-Ocse: in 10 anni 2 milioni di sfollati hanno ottenuto permessi d’ingresso

4 Luglio 2023 - Roma -Un nuovo rapporto Unhcr-Ocse pubblicato oggi mostra che, tra il 2010 e il 2021, “sono stati più di 2 milioni le persone che sfollate a causa di conflitti e crisi sono state accolte in 37 Paesi Ocse e in Brasile, attraverso permessi d’ingresso”. Questi permessi hanno rappresentato un’ancora di salvezza per i rifugiati, consentendo loro di ricongiungersi con le proprie famiglie, proseguire gli studi o lavorare, e partecipare a programmi di sponsorizzazione. L’ultima edizione dello studio condotto dall’Unhcr, l’Agenzia Onu per i rifugiati, e dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), “Safe pathways for refugees”, evidenzia i progressi compiuti nel rilascio di permessi di ingresso ai rifugiati provenienti da sette Paesi selezionati: Afghanistan, Eritrea, Iran, Iraq, Somalia, Siria e Venezuela. La pandemia di Covid-19 e le relative limitazioni di viaggio e chiusura delle frontiere hanno inevitabilmente portato a un calo del rilascio dei visti nel 2020. Tuttavia, il rapporto mostra che il numero complessivo è rimbalzato nel 2021, con 160.000 permessi concessi, superando di oltre il 50% i numeri del 2011, un decennio prima. “Lodiamo gli sforzi compiuti dai governi e dai partner per creare sempre più percorsi per i rifugiati, andando oltre le tradizionali soluzioni di reinsediamento”, ha dichiarato Gillian Triggs, assistente dell’Alto commissariato dell’Unhcr per la protezione. “Questi percorsi hanno creato opportunità per le persone rifugiate per offrire il loro contributo positivo alle nuove comunità di cui fanno parte. È attraverso questi approcci di valorizzazione che possiamo davvero costruire società resilienti e inclusive”. I permessi di ingresso per ricongiungimento familiare hanno rappresentato una parte significativa – oltre 1,2 milioni, pari al 64% – di tutti i permessi rilasciati. Ciò evidenzia quanto è importante tenere unite le famiglie e garantirne la sicurezza e il benessere. Anche i programmi di sponsorizzazione privata hanno svolto un ruolo cruciale, sono migliaia le persone che ne hanno beneficiato. Nel 2021, Germania e Canada sono stati i primi Paesi a concedere visti per motivi di lavoro, studio o motivi famigliari ai rifugiati provenienti dai sette Paesi presi in analisi. Hanno svolto un ruolo significativo anche il Regno Unito, la Svezia e gli Stati Uniti, sono questi i primi cinque Paesi in termini di rilascio di permessi d’ingresso. Complessivamente, l’Europa rappresenta il 54% di tutti i permessi d’ingresso rilasciati, a seguire l’America con il 38%. I progressi ottenuti, tuttavia, sono stati raggiunti non senza qualche difficoltà. Il rapporto evidenzia anche le barriere ancora esistenti che impediscono ai rifugiati di accedere a questo tipo di permessi, tra cui la mancanza di documenti di viaggio, gli alti costi amministrativi, i requisiti di documentazione poco flessibili e l’insufficiente informazione e assistenza. “Poiché continuiamo ad assistere a un aumento delle persone sfollate su scala globale, è imperativo lavorare insieme per ampliare i percorsi sicuri per i rifugiati. Aumentando l’accesso alle opportunità in Paesi terzi si proteggono le persone costrette alla fuga e si allevia la pressione sui Paesi ospitanti”, ha detto Triggs. In vista del Forum globale sui rifugiati 2023 che si terrà a dicembre, l’Unhcr esorta i governi e le parti interessate a riaffermare il loro impegno per ampliare i percorsi sicuri per i rifugiati.