Primo Piano

GMMR: celebrazioni nel segno di Scalabrini e Zatti

22 Settembre 2023 - Bologna - Non rinunciare ad una visione di insieme del fenomeno migratorio: è questo il senso del messaggio che il Papa ha inviato per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che avrà luogo domenica 24 settembre. «Dovrebbe essere chiaro per tutti che per comprendere bisogna conoscere», scrive il Papa; a partire dalle motivazioni delle partenze, «specialmente da luoghi dove c'è guerra o si vivono situazioni di estrema povertà». «L'ingiustizia non è la migrazione, ma anzitutto la negazione del diritto a vivere in pace e dignità», sottolinea Francesco. Quest'anno, a livello nazionale, la Giornata è stata affidata alla Regione Emilia-Romagna e avrà il suo momento di maggiore visibilità con la celebrazione eucaristica che avrà luogo nella Cattedrale di Piacenza e che sarà trasmessa da Raiuno alle 11 di domenica 24. La scelta è dettata anche dalla recente canonizzazione del «padre dei migranti», san Giovanni Battista Scalabrini, che fu vescovo della città e dedicò grandi energie all'accompagnamento umano e spirituale dei migranti, anche con la costituzione di una congregazione religiosa. Insieme a lui, in modo provvidenziale e molto significativo, è stato canonizzato un migrante italiano, Artemide Zatti, che all'inizio del ventesimo secolo lasciò le rive del Po per la Patagonia argentina, dove realizzò anche la sua chiamata alla santità, come laico salesiano. Due figure complementari, che ricordano quanta ricchezza umana e spirituale può offrire la migrazione. Davanti alle emergenze di queste settimane, segnate spesso da tanto dolore, Migrantes e Caritas fanno eco alle dichiarazioni di prospettiva offerte dal presidente della Repubblica, sottolineando «la necessità di canali regolari d'ingresso in Europa che evitino la morte a uomini, donne e bambini costretti a fuggire per vivere una vita più dignitosa. Occorre una maggiore consapevolezza a livello europeo, affinché si superi presto il regolamento di Dublino e non si chiudono le frontiere». Nel frattempo la migrazione non è solo emergenza. Lo ricordano gli oltre 5 milioni di cittadini di origine straniera che fanno ormai già parte del tessuto sociale del nostro Paese e i quasi 6 milioni di italiani, in gran parte giovani, che sono all'estero per avere maggiori opportunità. (Andrea Caniato, responsabile regionale Migrantes Emilia Romagna)

Vescovi Calabria: “degrado civile e istituzionale nella gestione dell’accoglienza”

22 Settembre 2023 - Catanzaro - “In mezzo alle contraddizioni del fragile territorio regionale è necessaria e urgente una solida formazione culturale (in relazione alla teologia e alla pastorale) che induca le comunità cristiane ad una più ragionevole consapevolezza antropologica e sociale del meticciato”. Lo scrive, in preparazione alla Giornata del migrante e del rifugiato di domenica, la Commissione Migrantes della Conferenza episcopale calabra. Richiamando il recente comunicato della Conferenza Episcopale Calabra, ovvero “la preoccupazione per il momento storico che stiamo attraversando e per i risvolti negativi in cui versa il fenomeno migratorio”, Migrantes Calabria condivide “la crescente apprensione per il degrado civile e istituzionale che emerge soprattutto nella gestione dell’accoglienza dei fratelli migranti”. Richiamando il compito di “collocare al centro dell’agire pastorale una sensibilità tale da far percepire il fenomeno non come emergenziale, ma strutturale”, la Commissione evidenzia che questo fenomeno “costituisce una sfida pressante alla civiltà e alla fraternità evangelica”. Infatti, “l’impegno per una politica dell’accoglienza passa non solo attraverso una denuncia nitida dei soprusi che i fratelli migranti subiscono, ma anche dal richiamo profetico alle politiche regionali e nazionali”.

Incontri del Mediterraneo: oggi e domani la visita di papa Francesco

22 Settembre 2023 - Roma - Inizia oggi pomeriggio il 44° viaggio internazionale di papa Francesco. Destinazione Marsiglia, dove domattina parteciperà alla sessione conclusiva delle Rencontres Méditerranéennes e incontrerà il presidente Emmanuel Macron. La partenza è prevista alle 14.35 dall'aeroporto di Fiumicino. A Marsiglia il primo impegno nel Santuario della Madonna della Guardia per la preghiera mariana con il clero. A seguire il momento di raccoglimento con i leader religiosi presso il Monumento per i marinai e i migranti spariti in mare. Domani pomeriggio la Messa al Velodrome, quindi il rientro a Roma previsto per le 20.50. Alla vigilia del viaggio i media vaticani hanno intervistato il segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin. «Coloro che si impegnano nel prendersi cura dei migranti e dei rifugiati - ha detto il porporato parlando degli abitanti delle zone di arrivo dei migranti, come Lampedusa - non possono essere lasciati soli ad affrontare queste situazioni senza il sostegno dei governi. Hanno bisogno della solidarietà a livello nazionale e internazionale». «Attualmente - ha aggiunto - è in discussione più di un piano d'azione a livello politico. Non solo in Italia, ma anche in Europa. Mi vengono in mente sia i diversi progetti di sviluppo in Africa, sia il Nuovo Patto sulla migrazione e l'asilo. È necessario che sul Patto si trovi un consenso il più presto possibile. Tutti i Paesi europei devono assumersi la responsabilità della situazione nel Mediterraneo insieme». (G.C.)

Migrantes Massa Carrara: le iniziative per la GMMR

21 Settembre 2023 - Massa Carrara – Nella diocesi di Massa Carrara-Pontremoli  per la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebra domenica sono in programma una serie di iniziative, organizzate dall’Ufficio Migrantes diocesano  per ribadire che mentre “ci impegniamo perché ogni migrazione possa essere frutto di una scelta libera, siamo invitati ad avere il massimo rispetto della dignità del migrante”. Il programma prevede per domenica 24 settembre la celebrazione della Santa Messa alle ore 18.00 in Cattedrale, cui seguirà una cena conviviale dei popoli, mentre alle ore 21.00 è previsto lo spettacolo teatrale “Caduti da una nuvola”. Il progetto, diretto da Paolo Puntoni e realizzato grazie al supporto della fondazione Migrantes, vede protagonisti i giovani minori non accompagnati accolti presso il Seminario Vescovile di Massa, che porteranno in scena i propri sogni nella speranza di un futuro migliore. Le giornate successive saranno dedicate ai giovani studenti. La mattina di mercoledì 27 settembre presso il Centro Giovanile di Massa, interverrà Sonny Olumaty, presidente dell’associazione “Cittadini senza cittadinanza”, influencer e coreografo, noto attivista dei diritti civili, che in modo coinvolgente e interattivo, parlerà di etnia, cittadinanza, nazionalità, ius soli, ius sanguinis e ius culturae. L’incontro sarà replicato giovedì 28 settembre presso l’aula magna dell’Istituto D. Zaccagna di Carrara, in presenza e su piattaforma digitale. Sempre il 28 settembre presso la parrocchia di San Pio X, in collaborazione con l’Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro sarà trasmesso alle ore 21.00 “The Letter”, il documentario, che racconta il viaggio a Roma di alcuni leader chiamati in Vaticano dal Pontefice per discutere dell’Enciclica “Laudato Sì”, affronta anche il problema dell’emigrazione causato da condizioni climatiche avverse. La settimana si concluderà il 3 ottobre alle ore 10.00 con una commemorazione seguita da un momento di preghiera interreligiosa quando nel giorno del ricordo delle vittime morte in mare, ci sarà l’appuntamento presso il porto di Marina di Carrara per deporre in acqua una corona di fiori. Per l’occasione saranno presenti il vescovo Mons. Mario Vaccari, mons. Pierpaolo Felicolo, Direttore generale della Fondazione Migrantes, il Comando della Capitaneria di Porto, la Coop Alta Marea, il pastore della chiesa metodista Massimo Marottoli, Kamal Koudsi della comunità islamica di Carrara e studenti dell’Istituto Nautico “Barsanti – Fiorillo”.

Gmmr: a Ladispoli la celebrazione della diocesi di Porto Santa Rufina e Civitavecchia

21 Settembre 2023 - Roma - «Liberi di scegliere se migrare o restare» è il tema della 109ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che la Chiesa celebrerà domenica prossima, 24 settembre. Un tema quanto mai attuale, vista la situazione che in questi giorni investe l'Italia e che chiama le comunità cristiane a uno slancio di fratellanza e umanità. Di questo il vescovo di Porto Santa Rufina e Civitavecchia, mons. Gianrico Ruzza, ha parlato con i cappellani della Pastorale per i migranti delle due diocesi che ha riunitoa La Storta. Anche la Giornata sarà vissuta in modo interdiocesano con la celebrazione eucaristica che il presule presiederà alle ore 11 nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Ladispoli.

Migrantes Locri-Gerace: a Camini la GMMR. Il messaggio del vescovo

21 Settembre 2023 - Locri- La Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato nella diocesi di Locri-Gerace si celebrerà a Camini. Il Direttore dell’Ufficio Migrantes, don Rigobert Elangui, ha chiesto a tutti i parroci di prestare un’attenzione particolare a questa giornata nelle celebrazioni eucaristiche promuovendo anche iniziative e gesti concreti di vicinanza verso i migranti presenti nelle comunità (la colletta della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato è tra quelle obbligatorie, sottolinea la diocesi in una nota). Don Rigobert, presentando la Giornata, ha evidenziato che: “Sulle coste del nostro territorio diocesano, da mesi, si assiste all’approdo di continui flussi migratori che si succedono con evidente carattere emergenziale: uomini, donne e bambini sono accolti nei centri di accoglienza provvisori di fortuna in alcuni comuni della Locride. Come comunità cristiana non possiamo essere indifferenti al fenomeno migratorio che spesso mette a rischio la vita delle persone”. Il vescovo della chiesa locrese-geracese, mons. Francesco Oliva, nel Messaggio indirizzato alla Comunità diocesana invita tutti a riflettere “sul nostro essere chiesa che accoglie”. L’accoglienza è un’istanza che nasce dal Vangelo, ne è prova emblematica la fuga in Egitto di Giuseppe e Maria che decidono di emigrare per l’amore verso Gesù, in modo da “sfuggire alle minacce del potente del tempo, il re Erode, per mettere al sicuro il proprio Figlio”. Mons. Oliva sottolinea che: “Nessuno può impedire la scelta di trovare un luogo più sicuro ed accogliente per la propria famiglia ed il futuro dei figli”. Quella storia, fuga in Egitto, è emblematica di come “l’esperienza dell’emigrazione non è legata alle contingenze, ma è una possibilità costante offerta a tutti come opportunità di vita migliore”. Il vescovo rimarca la straordinaria attualità dell’esortazione del Libro del Levitico: «Tratterete lo straniero, che abita fra voi, come chi è nato fra voi; tu lo amerai come te stesso; poiché anche voi foste stranieri» (19,33-34). Quindi, il presule aggiunge: “I migranti non sono turisti in ferie, ma fratelli e sorelle che scappano per povertà, per paura, per disperazione, che cercano una vita migliore lontano dalla fame, dallo sfruttamento e dall’ingiusta distribuzione delle risorse del pianeta. I loro bisogni sono conseguenza di politiche scellerate e colonialistiche che hanno sfruttato e depredato le risorse delle loro terre. Di fronte all’immigrato non è umano voltarsi dall’altra parte o chiudersi nel proprio perbenismo e indifferenza. Né è ritenere un optional ridare loro dignità e garantire la scelta se migrare o restare. I nostri tempi esigono l’impegno comune nell’accompagnare e governare nel miglior modo possibile i flussi, costruendo ponti e non muri, ampliando i canali per una migrazione sicura e regolare”.  

Migrantes Messina-Lipari-S. Lucia del Mela: oggi convegno in preparazione alla GMMR

21 Settembre 2023 - Messina - Nel contesto della celebrazione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, questa sera, giovedì 21 settembre, alle ore 18.00, nella Sala multimediale dell’Istituto “Cristo Re” dei Padri Rogazionisti (viale Principe Umberto, 89 - Messina), verrà presentato il Messaggio che papa Francesco ha consegnato alla Chiesa universale. Interverranno P. Felice Scalia, teologo, e il prof. Tonino Perna, economista e sociologo, che offriranno le loro riflessioni sul testo. L’incontro sarà aperto dal video che presenterà le testimonianze di due giovani migranti forzati, Queen e Sissoko, che raccontano quello che hanno vissuto per arrivare nel nostro Paese. Sarà il prof. Domenico Pellegrino, referente per l’area formazione dell’Ufficio Migrantes di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, a moderare l’incontro. "Liberi di scegliere se migrare o restare" è il titolo scelto dal Pontefice per la Giornata, e nel suo Messaggio riafferma due diritti fondamentali, da sempre riconosciuti nel Magistero sociale della Chiesa: il diritto di migrare e il diritto di vivere nella propria terra. I due diritti si fondano sui principi della libertà e della destinazione universale dei beni che il Signore ha creato e destinato a tutta l’umanità. Entrambi questi diritti oggi sono a rischio. Il diritto di migrare viene fermato da muri che si alzano, da nazionalismi di ritorno, da legislazioni che indeboliscono il diritto di lasciare la propria terra di chi cerca un lavoro e un sostegno alla vita personale e familiare o fugge da guerre, disastri ambientali, dittature, sottolinea la Migrante diocesana aggiungendo che il diritto di rimanere nella propria terra è messo a rischio dalle numerose guerre e conflitti in atto, da forme nuove di colonialismo, dalla mancanza di pari opportunità di uomini e donne, dal grave sfruttamento.  

Vescovi del Mediterraneo: “la vita è sacra e dobbiamo fare tutto il possibile per salvarla”

21 Settembre 2023 - Marsiglia - “Il Papa ripeterà anche qui a Marsiglia ciò che ha già detto più volte e cioè che la vita è sacra e che dobbiamo fare tutto il possibile per salvare le vite umane, ribadendo che la persona ha il diritto di migrare”. Sono parole chiare e inequivocabili quelle pronunciate dal card. Cristóbal López Romero, arcivescovo di Rabat (Marocco), illustrando in conferenza stampa al Palais du Pharo di Marsiglia i temi al centro degli Incontri sul Mediterraneo che si svolgeranno fino al 24 settembre e che vede la partecipazione di vescovi e giovani dei Paesi che si affacciano sulle cinque rive del Mare Nostrum, in attesa dell’arrivo domani, venerdì 22 settembre, di Papa Francesco. Parlando delle tragedie in mare e del flusso migratorio sui Paesi di primo approdo, il cardinale prosegue: “Il Papa non darà delle ricette pratiche per organizzare la migrazione ma ribadirà un principio chiaro: non si può pensare a politiche solamente poliziesche o semplicemente repressive; non si può pensare di chiudere tutto come non si può solamente pagare altri Paesi perché facciano il lavoro di fermare i migranti”. “L’Europa deve mettersi a pensare ad una politica positiva verso la migrazione, garantendo almeno qualche porta di accesso”. “I giovani marocchini – incalza l’arcivescovo di Rabat – sono prigionieri nel loro Paese. Non possono uscire, non possono andare in Algeria perché la frontiera è chiusa, non possono andare al sud perché c’è il deserto, non possono andare verso sinistra perché c’è il mare. Non possono andare in Europa perché è impossibile per loro ottenere il visto. Occorre pensare almeno ad alcune porte di entrata, altrimenti si genera una situazione ancora peggiore”. L’incontro di Marsiglia mette sul tavolo delle discussioni vari temi: economia, educazione, lavoro, pace ed ecologia. Sabato, i vescovi e i giovani presenteranno al Papa un documento di 10 pagine. “Ma non potevamo non discutere di questo fenomeno migratorio che tocca non solamente il Mediterraneo ma tutta l’umanità in tutto il mondo”, confida il card. Lopez. “Le cause delle partenze sono le guerre, l’ineguaglianza economica, le persecuzioni politiche. Il problema non sono le migrazioni”. “Il fenomeno migratorio è sempre un tentativo volto a dare una soluzione a problemi irrisolvibili nel Paese di origine”. A Marsiglia giungono le notizie dei morti in mare, anche di bambini di pochi mesi che hanno perso la vita sfuggendo dalle braccia delle loro mamme. “Non è una situazione sostenibile se le persone muoiono continuamente nel tentativo di attraversare il mare su barconi di fortuna. Cosa possiamo fare in quanto Chiese? Innanzitutto, annunciare il diritto umano, presente anche nella Dichiarazione universale, secondo il quale ogni persona ha il diritto di restare là dove è nato ma ha anche il diritto di migrare. Essere ‘liberi di migrare e liberi di restare’, sviluppando nei Paesi più poveri le condizioni necessarie per permettere ai giovani di restare se lo desiderano”. Mons. Nicolas Lhernould, vescovo di Costantina (Algeria), rappresenta la regione apostolica dell’Africa del Nord. “È vero che il Mediterraneo purtroppo è diventato il più grande cimitero dell’Europa ma, prima di arrivare al mare, questi giovani migranti hanno dovuto affrontare il deserto mettendo a rischio la loro vita. Il Mediterraneo è purtroppo solo l’ultima tappa di un lungo e pericoloso viaggio. Raccogliamo testimonianze che ci parlano di tragedie e morti. Il mare è certamente un luogo che chiama l’attenzione di tutta l’Europa ma occorre volgere lo sguardo anche più a Sud”. Anche il vescovo algerino mette in chiaro il principio del soccorso: “Quando una persona soffre, è un dovere imprescindibile andargli incontro e aiutarlo. E di conseguenza tutto ciò che va contro questo principio, non è conforme a ciò che riteniamo essere umano e ancor meno conforme al Vangelo”. “Questa assistenza imprescindibile alla persona nello Spirito del Buon Samaritano è un principio che richiamiamo sempre, non in maniera ingenua di chi non guarda le cause e non conosce le conseguenze ma come una necessità. Quando una persona è in pericolo, occorre sempre fare di tutto perché venga salvata”. Il vescovo parla della sua esperienza in Tunisia e Algeria e fa notare come, soprattutto negli ultimi anni, questi Paesi siano diventati non più Paesi di transito ma di accoglienza. Ma all’Europa lancia un avvertimento: “L’accoglienza non deve essere imposta semplicemente per sbarazzarsi del problema” perché “presto o tardi il problema si amplifica”. Sulla questione è intervenuto anche mons. Rafic Nahara, vicario patriarcale latino per i cattolici di lingua ebraica in Israele. La Chiesa, dice, deve svolgere anche un’azione di “cambiamento di mentalità” perché, “quando ci sono molti migranti che approdano in un Paese, c’è la paura di perdere la propria identità”. Occorre quindi a lavorare non solo sul fronte dell’accoglienza per chi arriva ma anche sul fronte culturale per chi accoglie, e far capire che “l’altro non è una minaccia ma una persona che porta con sé una cultura diversa che non può non arricchire i Paesi di approdo”. (M.C.Biagioni - Sir)

Cei: da lunedì sessione autunnale del Consiglio Permanente

21 Settembre 2023 -

Roma - Da lunedì 25 a mercoledì 27 settembre si svolgerà a Roma la sessione autunnale del Consiglio Episcopale Permanente della Cei. I lavori, che saranno introdotti lunedì pomeriggio (alle ore 16.00) dal presidente, il card. Matteo Zuppi, prevedono un approfondimento sul tema della formazione dei sacerdoti oggi e un focus sul Cammino sinodale delle Chiese in Italia. All’ordine del giorno anche la presentazione del programma dell’Assemblea Generale Straordinaria (Assisi, 13-16 novembre) e un aggiornamento delle Linee Guida per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili alla più recente normativa, in particolare all’ultima versione delle Normae de delictis Congregationi pro Doctrina Fidei reservatis (11 ottobre 2021) e di Vos estis lux mundi (25 marzo 2023). Mercoledì 27 settembre, alle ore 15.30 presso la sede della CEI (Circonvallazione Aurelia, 50), il Segretario Generale, Mons. Giuseppe Baturi, incontrerà i giornalisti a conclusione dei lavori.

Vangelo Migrante: XXV Domenica del Tempo Ordinario – Anno A – GMMR (Vangelo Mt 20,1-16)

21 Settembre 2023 - «Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi» (Mt 20,16). Talvolta le persone sono schiacciate da condizioni esistenziali, sociali, economiche, politiche, dalle quali è difficile uscire. Una fra le peggiori è la condizione del migrante, costretto a lasciare il Paese d’origine per cercare altrove migliori condizioni di vita. Se pensiamo che il fenomeno migratorio coinvolge milioni di persone in tutto il mondo, ci rendiamo conto della dolorosa complessità del problema che interessa, altra faccia del fenomeno, anche i cittadini dei Paesi ospitanti. Ad ogni migrante che parte deve corrispondere un luogo che possa accogliere al meglio, con opportune azioni e risorse adeguate, chi arriva. L’esperienza di questi anni fa capire purtroppo che questa corrispondenza simmetrica e virtuosa fra chi parte e chi accoglie è piuttosto rara. In questa situazione, spesso drammatica, che può fare il cristiano-cittadino in tensione continua fra la radicalità esigente della Parola di Dio («i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie» (Is 55,8) ed il rispetto delle leggi del proprio Paese? Se il Paese che accoglie è democratico, ci sono spazi per migliorare le norme sull’immigrazione, ben sapendo che nessun Paese, anche il più democratico ed aperto, rinuncerà a politiche per controllare i confini, garantire la sicurezza, stabilire quote di ingresso. Da un lato, quindi, c’è la strettoia di chi fugge, dall’altro quella di chi vuole accogliere, ma deve fare i conti con le istituzioni e le leggi del proprio Paese. Salvare vite umane è un dovere irrinunciabile ed inderogabile (il buon Samaritano soccorre il ferito anche se non è stato lui il colpevole), ma è pure necessario leggere la realtà in tutti i suoi aspetti, come scrive papa Francesco in occasione della  Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato - che si celebra domenica - “Liberi di scegliere se migrare o restare”. Ora, appare evidente, solo in una democrazia si può avere questa libertà di scegliere se migrare o restare, solo in una democrazia si può tendere all’uguaglianza delle opportunità (art.3 della Costituzione). Le dittature infatti non solo impediscono di entrare, ma non permettono neppure di uscire. Nel 2017 papa Francesco ha sottolineato l’importanza di «saper coniugare il diritto di “ogni essere umano […] di immigrare in altre comunità politiche e stabilirsi in esse” e, nello stesso tempo, garantire la possibilità di un’integrazione dei migranti nei tessuti sociali in cui si inseriscono, senza che questi sentano minacciata la propria sicurezza, la propria identità culturale e i propri equilibri politico-sociali». Poi ha aggiunto: «D’altra parte, gli stessi migranti non devono dimenticare che hanno il dovere di rispettare le leggi, la cultura e le tradizioni dei Paesi in cui sono accolti». Quindi ha precisato come «un approccio prudente da parte delle autorità pubbliche non comporta l’attuazione di politiche di chiusura verso i migranti, ma implica valutare con saggezza e lungimiranza fino a che punto il proprio Paese è in grado, senza ledere il bene comune dei cittadini, di offrire una vita decorosa ai migranti, specialmente a coloro che hanno effettivo bisogno di protezione». È un caso che questo discorso sia stato fatto al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede e cioè ai rappresentanti dei governi dei diversi Paesi? L’impegno per i migranti (anche l’Italia è diventato ormai un Paese dove le partenze sono più numerose di chi viene accolto) e l’impegno per realizzare società più democratiche sono facce della stessa medaglia. Che senso può avere allora la scelta di andare controcorrente, cui il Signore continuamente ci chiama, se occorre fare i conti come cristiani-cittadini con vincoli e strettoie che non ci permettono spesso di agire con quella radicalità che vorremmo? La verità è che anche quando non è possibile il rovesciamento di posizioni ingiuste che mortificano l’umano, resta sempre aperto l’orizzonte della fede: «grande è il Signore e degno di ogni lode, la sua grandezza non si può misurare» (Sal 145,3). Un orizzonte che genera una salutare tensione che nessuna soluzione provvisoria può appagare, ma che deve comunque attraversare la vita del credente e di ogni comunità ecclesiale. Ci sono cose, diceva il teologo Congar, «a un tempo impossibili e necessarie». Senza questa tensione non si cercherebbero nuove vie più giuste ed umane per chi non ha ancora la libertà di partire o restare, ma ci appiattiremmo disperati su questo tragico presente. (Dino Calderone - Operatore pastorale Migrantes Messina Lipari S. Lucia del Mela)

Migranti: in G.U. le misure approvate dal Governo

21 Settembre 2023 - Roma - E stato pubblicato nella "Gazzetta Ufficiale" del 19 settembre scorso il Decreto Legge recante Disposizioni urgenti in materia di politiche di coesione, per il rilancio dell'economia nelle aree del Mezzogiorno del Paese, nonche' in materia di immigrazione., nel quale sono confluite le misure di contrasto all'immigrazione illegale, approvate nell'ultimo Consiglio dei ministri (n. 50 del 18 settembre scorso). Una delle principali misure riguarda il tempo massimo di trattenimento nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (Cpr), che passa da 6 a 18 mesi. Attualmente, l’Italia dispone di 9 Cpr con una capacità complessiva di soli 493 ospiti, ma il Genio militare realizzerà nuove strutture in aree con una “bassissima densità abitativa e facilmente perimetrabili e sorvegliabili”. L’obiettivo è potenziare la rete dei Cpr senza creare disagi nelle città italiane. Un altro aspetto di rilievo riguarda la lotta contro i “falsi minorenni”, ovvero migranti che dichiarano di essere minorenni per ottenere benefici e tutele specifiche. Il numero di presunti minori è aumentato notevolmente, e la nuova normativa introduce accertamenti per verificare la loro età in modo più rapido ed efficiente. Inoltre, saranno creati canali differenziati per l’ingresso di donne, bambini e minori di 14 anni, garantendo loro tutele specifiche e adeguate. (Alessandro Pertici)  

Reggio Calabria: mons. Denisi festeggia oggi 70 anni di sacerdozio

21 Settembre 2023 - Reggio Calabria – festeggia oggi i suoi primi 70 anni di sacerdozio mons. Antonino Denisi, per anni impegnato nella pastorale con i migranti nella sua diocesi – Reggio Calabria-Bova e nell’intera Calabria come direttore diocesano e regionale della Migrantes. Questa sera alle 18, nella Cattedrale di Reggio Calabria, solenne celebrazione eucaristica di ringraziamento presieduta dall’arcivescovo Fortunato Morrone. Nato a Reggio Calabria il 12 febbraio 1931 e ordinato sacerdote il 21 settembre del 1953 dall’allora arcivescovo mons. Giovanni Ferro, mons. Denisi dopo la licenza ginnasiale al Seminario arcivescovile di Reggio Calabria, il triennio liceale-filosofico presso il Seminario Pontificio Pio XI e la laurea in scienze sacre alla Pontificia facoltà teologica dell’Italia meridionale San Luigi di Napoli ha ricoperto diversi incarichi sia a livello regionale che nazionale oltre che giornalista e direttore del settimanale diocesano. Autore di numerose pubblicazioni, oggi – all’età di 83 anni, è decano del Capitolo Metropolitano. Numerose le sue pubblicazioni: gli ultimi tre volumi raccolgono suoi scritti su "L’arcidiocesi di Reggio Calabria: Vescovi clero e parrocchie", "Emigrazione e immigrazione in Calabria: Storia, cultura, dimensioni del fenomeno" e "Santità religiosità e pietà popolare nella Chiesa reggina". (R.Iaria)  

Dal centro ai bordi

21 Settembre 2023 - Roma - Il tamtam quotidiano sbilancia costantemente l’attenzione verso il proprio io. C’è da interrogarsi se le forme deviate di comunicazione non siano figlie di questo individualismo esasperato. La frenesia e l’ansia per il successo personale agiscono a discapito di chi sta intorno. È tempo di cambiare prospettiva: spostarsi dalla centralità alla marginalità, nel senso letterale del termine, aiuta a cogliere il senso pieno di ciò che avviene. Dai bordi delle autostrade comunicative emerge la necessità di un sano recupero di tutte quelle forme non verbali – un sorriso, una stretta di mano, uno sguardo… – che danno calore ai rapporti. E il primo guadagno sarà un beneficio per tutta la società. La comunicazione, d’altronde, è sempre un ponte… Attraversarlo e farlo attraversare permette di realizzare più ampiamente e compiutamente il proprio essere-in-relazione. (Vincenzo Corrado)

Mons. Baturi: “Il migrante non è mai il nemico. In Europa è tempo di condivisione”

21 Settembre 2023 - Marsiglia - Le barche ancorate lungo i moli sono decine. Barche di pescatori e di cultori del mare. È uno scrigno di storia il porto vecchio di Marsiglia. Quello turistico e mercantile, ben più trafficato, è qualche chilometro più avanti, dove attraccano anche le navi delle ong che hanno salvato i migranti naufragati fra le onde del Mediterraneo. Non c'è la fila della "carrette del mare" (e della speranza) in cerca di un approdo sicuro, come accade a Lampedusa. Però arriva l'eco della crisi umanitaria dovuta all'emergenza sbarchi in Italia. Ed entra fin nelle aule del porto vecchio che ospitano i centotrenta "testimoni" di un Mediterraneo nuovo: un Mediterraneo della fraternità e dell'incontro. Sono i vescovi e i giovani giunti dai Paesi affacciati sul grande mare e riuniti qui per gli "Incontri del Mediterraneo", una settimana di dialogo e riflessione promossa dall'arcidiocesi di Marsiglia sulla scia di due "summit" per la pace voluti in Italia dalla Cei nel 2020 e nel 2022. «L'altro non è un nemico. È, invece, portatore di eredità culturali e di civiltà che costituiscono la ricchezza del nostro Mediterraneo», spiega il segretario generale della Cei, l'arcivescovo Giuseppe Baturi. A lui è stato affidato ieri uno degli interventi della sessione di benvenuto ai pastori che sono qui insieme ai ragazzi di nazioni e fedi differenti impegnati già da domenica scorsa in un percorso di conoscenza, ascolto e proposta. All'ordine del giorno soprattutto un tema: le sfide delle migrazioni. Sfide raccontate nella Marsiglia cosmopolita dai suoi 870mila abitanti che ne hanno fatto un "melting pot" peculiare per l'Europa dove coesistono esperienze-modello di convivenza e integrazione mancata, abbraccio fra etnie e credi ed emarginazione che si tocca con mano nei quartieri ritenuti fra i più poveri e pericolosi della Francia. «Siamo di fronte a un fenomeno globale - afferma Baturi -. Ciò che accade deve inquietarci. Non nel senso di preoccuparci ma di scuoterci le coscienze. E devono inquietarci soprattutto le cause: infatti assistiamo a spostamenti di masse enormi che provengono da contesti di disagio, povertà e guerra, crisi climatica e dentro le quali si muovono forze oscure che sfruttano le difficoltà del prossimo. In pericolo è la dignità dell'uomo. Come ha sottolineato il Papa, essendo un fenomeno globale c'è bisogno di una mobilitazione globale». Marsiglia è porto e porta del continente. Cerniera fra Oriente e Occidente, fra Nord e Sud del Mediterraneo. Ecco perché si guarda anzitutto al ruolo dell'Europa. E vescovi e giovani la chiamano in causa. «I flussi migratori - avverte il segretario generale della Cei - hanno necessità di una risposta coordinata da parte degli Stati e delle realtà sociali e religiose. Ogni volta che un bambino, una donna o un uomo arrivano a mettere a rischio la propria vita pur di lasciare tutto perché minacciati dalla miseria o dai conflitti, tutti noi, in particolare se ci professiamo cristiani, non possiamo non sentirci chiamati a intervenire per salvare, accogliere, accompagnare ma anche per sollecitare politiche concertate in tutta Europa». Eccellenza, c'è chi specula sulla paura dello straniero o propone di alzare muri. Che cosa può dire la Chiesa? Anzitutto, che il migrante ha il diritto a vedere la propria vita custodita. È uno sguardo che scaturisce dal Vangelo e che deve sollecitare anche politiche di protezione e ospitalità. Guai a considerare il profugo come un numero e non come un fratello che chiede di stabilirsi nelle nostre città. Le migrazioni mostrano le profonde distanze fra le sponde del Mediterraneo. Quale contributo dalla comunità ecclesiale per colmare le sperequazioni? Siamo tenuti a impegnarci per costruire relazioni di amicizia e di giustizia che tengano conto del passato e scalfiscano le diseguaglianze. Non stanchiamoci di indicare questo orizzonte anche in termini di educazione. Inoltre le Chiese possono essere per gli Stati un esempio di cooperazione che li inviti a superare qualsiasi forma di egoismo nazionale. Uno slogan coniato dalla Cei dice: "Liberi di partire, liberi di restare". Infatti la possibilità di migrare implica anche l'opportunità di rimanere nelle terre d'origine in condizioni sicure, senza guerre, fame, sfruttamento. L'arrivo di "genti nuove" richiama la convivenza fra le fedi. In quale modo il dialogo interreligioso favorisce l'integrazione? È una delle grandi vie che possiamo indicare alle società nel segno del bene comune. Come ricorda il Documento sulla fratellanza umana di Abu Dhabi, il sentimento religioso è un antidoto all'inimicizia, alla parzialità, all'estremismo. E non si pone come fattore di divisione ma come elemento di unità intorno alla ricerca di un fondamento dell'esistenza umana. La Cei ha aperto la strada per stimolare le Chiese del bacino a ripensare il Mediterraneo come "lago" in cui ciascuno si faccia carico dell'altro. Nel 2020 abbiamo radunato a Bari per la prima volta i vescovi del Mediterraneo per un incontro concluso dal Papa. Nel suo discorso Francesco ha sottolineato la necessità di rapporti di fraternità fra le nazioni e l'urgenza di alimentare la cultura dell'incontro. Nel 2022, a Firenze, l'attenzione si è spostata sulla cittadinanza recuperando l'eredità di Giorgio La Pira che chiamava le città a essere protagoniste di percorsi di diplomazia e riconciliazione dal basso. Ed è stata firmata la "Carta di Firenze" con i sindaci convocati a fianco dei vescovi. Adesso è una diocesi protesa verso il Mediterraneo che ha storici rapporti con le altre rive a portare avanti l'iniziativa. Qui dialogano vescovi e giovani. Ma la Cei ha già lanciato il Consiglio dei giovani del Mediterraneo. È un'intuizione scaturita a Firenze per dare continuità al progetto investendo sui giovani e quindi sul futuro. Del resto i ragazzi sanno trasformare la mobilità in solidarietà. A Marsiglia stanno contribuendo a tessere con il Papa e i vescovi quella rete di bene che vogliamo leghi sempre di più i Paesi del Mediterraneo. Alla Gmg di Lisbona, lo scorso agosto, il Pontefice li ha esortati a farsi protagonisti: in questi incontri sta avvenendo. (Giacomo Gambassi – Avvenire).

Ferrara: nuova iconostasi nella chiesa ucraina di S. Maria dei Servi

20 Settembre 2023 - Ferrara - Nella chiesa di S. Maria dei Servi a Ferrara, casa della comunità cattolica ucraina, nel primo pomeriggio del 17 settembre è stata consacrata la nuova iconostasi posta davanti all'altare, creata dalla ferrarese Liliana Brunelli, architetto ed ex insegnante di storia dell'arte. È la prima volta che un'artista italiano/a realizza questo tipo di struttura. L'iconostasi è una parete, o tramezzo, divisoria decorata con icone che separa la navata delle chiese di rito orientale (ortodosse e cattoliche) dal bema (presbiterio) dove viene celebrata l'Eucaristia.  Le icone presenti nell'iconostasi a S. Maria dei Servi sono: Gesù Cristo, la Madonna, S. Giorgio, San Nicola, Arcangeli Michele e Uriele (sulle due porte diaconali), i quattro evangelisti (sulla porta centrale/reale) e, sopra, l'Annunciazione a Maria. La struttura, installata nel periodo quaresimale e conclusa a metà luglio, è stata finanziata grazie alla Fondazione Migrantes. Il parroco don Vasyl Verbitskyy spiega come l'idea di realizzarla la coltivava fin dal suo arrivo a Ferrara 5 anni fa. Il 17 settembre era presente l'arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Fondazione Migrantes, mons. Gian Carlo Perego, Yaroslav Pryriz, vescovo di SambirDrohobych (Diocesi in Ucraina di origine di don Verbitskyy), P. Teodosio Roman Hren,  Vicario Generale dell’Esarcato Apostolico, mons. Pierpaolo Felicolo, Direttore generale della Fondazione Migrantes, il Vicario generale di Ferrara-Comacchio  mons. Massimo Manservigi, il Direttore dell'Ufficio ecumenico diocesano diac. Marcello Panzanini e altri sacerdoti.                                                                     

Migrantes: a Piacenza la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

20 Settembre 2023 - Roma - Domenica 24 settembre si celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. In Italia le celebrazioni principali si svolgeranno nella regione Ecclesiastica dell’Emilia Romagna. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Migrantes, in collaborazione con la Conferenza Episcopale dell’Emilia Romagna e con gli uffici diocesani Migrantes. Il programma prevede, come momento centrale, una solenne liturgia eucaristica a Piacenza – ore 11,00 - nel Duomo dedicato a Santa Maria Assunta e Santa Giustina, presieduta dal vescovo di Piacenza-Bobbio, mons. Adriano Cevolotto e trasmesso in diretta da Rai Uno. Concelebreranno i vescovi della regione, i direttori diocesani e il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo. La Giornata sarà prece­duta da un incontro, oggi, mer­coledì 20 settembre, nella Sala degli Arazzi al Colle­gio Alberoni di Piacenza. Durante questo evento, si farà memoria della trage­dia del mare del 2 luglio 1940, quando la nave in­glese Arandora Star, cari­ca di deportati tra cui molti emigrati originari dell’Appennino parmen­se e piacentino, venne si­lurata da un sommergibi­le. Il vescovo mons. Adria­no Cevolotto insieme alle principali autorità citta­dine, si metterà in dialo­go per ricordare le vitti­me e rinnovare l’impor­tanza di non dimenticare le lezioni apprese dalla storia. Sabato 23 settembre al­le 20.30 si terrà in prepa­razione alla Giornata una veglia di preghiera nella Casa madre degli Scala­briniani. Il direttore Migrantes della diocesi di Piacenza-Bobbio, p. Mario Toffari, sottolinea come la scelta di Piacenza per la Giornata sia molto significativa, in quanto la città, che ha avuto come vescovo Giovanni Battista Scalabrini, canonizzato nell’ottobre scorso, ha “una lunga storia di emi­grazione e porta con sé tutta la drammaticità del­la prima migrazione emi­liana”. “Liberi di scegliere se migrare o restare” è il tema scelto da papa Francesco per la Giornata. Nel messaggio il Papa riafferma due diritti fondamentali, da sempre sottolineati nel Magistero sociale della Chiesa: il diritto di migrare e il diritto di vivere nella propria terra. “Spesso non si conoscono, o non si vogliono conoscere, le reali motivazioni delle partenze specialmente da luoghi dove c’è la guerra o si vivono situazioni di estrema povertà. Dovrebbe essere chiaro per tutti che, per comprendere, bisogna conoscere”, scrive il direttore generale della Fondazione Migrantes mons. Pierpaolo Felicolo in un editoriale per la rivista “MigrantiPress” della Fondazione Migrantes e dedicata alla Giornata. Nel numero – distribuito in tutte le parrocchie italiane - molti articoli sul tema scelto da papa Francesco affidati a diversi direttori degli Uffici della Conferenza Episcopale Italiana, un sussidio liturgico ed altri articoli sui vari settori della mobilità umana oltre ad alcune pagine sulle principali novità legislative sul tema delle migrazioni in Italia e Europa. Il cammino intrapreso dalla Chiesa italiana sul tema delle migrazioni nel nostro Paese – sottolinea ancora mons. Felicolo – “ci impegna a sviluppare, come Fondazione Migrantes, una cultura dell’incontro, della tutela e della promozione del mondo dei migranti, liberi di partire e liberi di vivere nella propria terra. Una libertà che dobbiamo accompagnare”.  

Vescovi Calabria: il tema delle migrazioni all’assemblea autunnale

20 Settembre 2023 -

Locri - I vescovi calabrei hanno "preso in considerazione il doloroso tema delle migrazioni" che interessa le diocesi della regione, ribadendo "l’urgenza di rispondere evangelicamente e adeguatamente alle persone fragili e ferite che si presentano alle nostre porte, soprattutto se si tratta di minori non accompagnati. Esse hanno diritto ad essere accolte anche mediante gli aiuti europei e la cura della collettività e della comunità cristiana". E' quanto si legge nel comunicato finale dei lavori dell'assemblea autunnale dei vescovi della Calabria che si è svolta a Gerace nel salone dell’arazzo del Museo diocesano.

Migrantes: ieri audizione in Senato sui Compiti del Ministero del lavoro e delle politiche sociali in materia di minori stranieri non accompagnati

20 Settembre 2023 - Roma - Da anni in Italia ci si confronta con i numeri dell’accoglienza di minori stranieri non accompagnati (MSNA), con cifre che si attestano intorno alle 20.000 presenze (al momento poco più di 21.000), e, da anni, si ribadisce che l’accoglienza che dovrebbe essere riservata loro è quella all’interno del Sistema Accoglienza Integrazioni (SAI). Nonostante questa insistenza, andando a verificare i dati, è facile constatare che per i minori soli non accompagnati i posti a disposizione nel SAI sono solo 6.300 e quelli nei Centri di accoglienza straordinaria (CAS) soltanto 1.700. Lo ja detto ieri in Senato, nel corso di una audizione sui Compiti del Ministero del lavoro e delle politiche sociali in materia di minori stranieri non accompagnati, mons. Pierpaolo Felicolo Direttore generale della Fondazione Migrantes. Parlando anche a nome di mons. Gian Carlo Perego,  presidente dell’organismo pastorale della cei, mons. Felicolo ha evidenziato  “la prima accoglienza rimane troppo spesso concentrata nelle regioni del Sud Italia (Sicilia, Calabria e Puglia). Territori generosi, ma che non possono offrire, né per qualità né per quantità, percorsi di possibile formazione e inserimento lavorativo. Rispetto a questo quadro, già di per sé estremamente preoccupante”, la Fondazione Migrantes ha individuato una serie di azioni: “iniziare una seria programmazione che coinvolga il Governo ma anche le Regioni, gli enti locali e le organizzazioni di tutela specifiche sui minori; aumentare i posti del Sistema Accoglienza Integrazioni per i minori soli non accompagnati; creare in ogni Regione un luogo di prima accoglienza per MSNA, che però sia autenticamente e soltanto di prima accoglienza ed esclusivamente dedicato ai minori, propedeutico ad un successivo e rapido inserimento nei SAI, nelle comunità per minori o in forme di affido familiare; promuovere, in diversi ospedali in ogni Regione, la nascita di un’équipe multidisciplinare (medici, psicologi, etc.) per la definizione dei casi dubbi relativi all’età dei minori soli non accompagnati, che tenga però sempre presente il principio imprescindibile della presunta minore età come principio a base della stessa convenzione del fanciullo…; favorire sempre di più la possibilità che i minori stranieri non accompagnati possano accedere anche ai percorsi di affido e realizzare una vera accoglienza decentrata, tale per cui ogni Comune in Italia deve arrivare ad avere dei posti destinati ai minori soli non accompagnati in base alla popolazione, al territorio, al PIL, alla presenza di altre persone migranti etc”.  

Mons. Felicolo: rom e sinti “vanno riconosciuti in dignità e umanità”

20 Settembre 2023 - Roma - Rom e sinti “non devono essere salvati da nulla o civilizzati, ma riconosciuti in dignità e umanità”. Lo ha detto mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes intervenendo al convegno “Integrazione, sorveglianza sanitaria e comunicazione con la minoranza Rom e Sinti in Italia” promosso dal Centro di ricerca di Salute globale della Facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università Cattolica, dall’Università Gemelli e dall'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Unar). Mons. Felicolo ha citato le parole di papa Paolo VI pronunciate nel 1965 a Pomezia incontrando i Rom: “voi oggi nella Chiesa non siete ai margini, ma sotto certi aspetti, voi siete al centro, voi siete nel cuore” . Questo – ha detto mons. Felicolo - vuol dire che i rom e i sinti per la Chiesa non solo soli ma nel “cuore”, al “centro e ci insegnano a non avere l’atteggiamento di salvatori ma di salvati che giustifica la nostra speranza”. Durante il convegno è stato presentato il primo studio organico su queste comunità dal quale è emerso che i due terzi di loro non fa screening e analisi di routine. La diffidenza ne limita fortemente l'accesso ai servizi sanitari. Stando allo studio di salute su queste comunità all'interno del progetto, le cause di malattia e morte tra le popolazioni rom e sinti sostanzialmente ricalcano per percentuali quelle della popolazione generale, con al primo posto le malattie cardiologiche e ischemiche, seguite da quelle tumorali principalmente del colon tra gli uomini e dell'utero tra le donne. A loro è dedicato il sito web infosaluteromesinti.it, con un linguaggio semplice e tutte le informazioni utili per le comunità, ma anche per i cittadini e gli operatori sanitari.

Migrantes La Spezia: al santuario di Gaggiola la Gmmr

20 Settembre 2023 - La Spezia - La diocesi della Spezia celebra domenica prossima la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato al santuario francescano di Sant'Antonio a Gaggiola. Il tema di quest'anno è: "Liberi di scegliere se migrare o restare". Il responsabile diocesano dell'ufficio Migrantes, padre Gianluigi Ameglio dei frati minori francescani, sottolinea: «Nel corso di questi ultimi mesi siamo tornati spesso sia sul diritto di vivere nella propria terra che su quello di migrare liberamente. E li abbiamo vissuti con immagini e con tragedie che addolorano e che impongono scelte lungimiranti». La celebrazione vedrà la presenza, alle 11, del vescovo mons. Luigi Ernesto Palletti che presiederà la celebrazione eucaristica.