Primo Piano

Ritrovare il senso

23 Novembre 2023 - Roma - È molto difficile in questi giorni trovare la giusta prospettiva da cui guardare l’orizzonte. Le notizie di cronaca sembrano sopraffare qualsiasi spiraglio. Ed è proprio questa complessità a dare senso a quanti sono impegnati nel mondo della comunicazione e dell’informazione. C’è un messaggio da cogliere e trasmettere: ogni forma di violenza è negazione dell’umanità. Senza appello! Soprattutto quando questa viene esercitata su chi trasmette la vita. Ed ecco la forza del silenzio, spezzato anche dal rumore, che ha unito le diverse manifestazioni. Silenzio e rumore non sono in contraddizione, ma si intersecano quasi a tracciare un percorso che conduce all’intimità del cuore. È quella la sede da curare e custodire per poter tornare a guardare l’orizzonte. (Vincenzo Corrado)

Papa Francesco ai settimanali cattolici: promuovere strumenti che proteggono tutti

23 Novembre 2023 -
Città del Vaticano - Papa Francesco questa mattina ha ricevuto in udienza i partecipanti all’Assemblea elettiva delle Federazione Italiana Settimanali Cattolici (Fisc) alla quale aderiscono diversi periodici cattolici di lingua italiana in Europa e il mensile della Fondazione Migrantes. Per il Papa oggi è fondamentale , nella comunicazione, promuovere “strumenti che proteggano tutti, soprattutto le fasce più deboli, i minori, gli anziani e le persone con disabilità, e li proteggano dall’invadenza del digitale e dalle seduzioni di una comunicazione provocatoria e polemica”. Soffermandosi sulla comunicazione digitale papa Francesco ha evidenziato come si  cerchi di “mostrare tutto ed ogni individuo diventa oggetto di sguardi che frugano, denudano e divulgano, spesso in maniera anonima”. Per il Papa il “rispetto verso l’altro si sgretola e in tal modo, nello stesso tempo in cui lo sposto, lo ignoro e lo tengo a distanza, senza alcun pudore posso invadere la sua vita fino all’estremo”. “Le vostre realtà, impegnate in questo settore, possono far crescere una cittadinanza mediale tutelata, possono sostenere presidi di libertà informativa e promuovere la coscienza civica, perché siano riconosciuti diritti e doveri anche in questo campo”, ha detto il Pontefice secondo il quale si tratta di “una questione di democrazia comunicativa”. Da qui la richiesta “per favore” di farlo “senza paura, come Davide contro Golia: con una piccola fionda fece cadere il gigante”. E l’invito a non giocare solo in difesa ma, rimanendo piccoli dentro, pensate in grande, perché a un compito grande siete chiamati: tutelare, attraverso le parole e le immagini, la dignità delle persone, specialmente la dignità dei piccoli e dei poveri, i preferiti di Dio”. “La fedeltà al Vangelo postula la capacità di rischiare nel bene. E di andare controcorrente: di parlare di fraternità in un mondo individualista; di pace in un mondo in guerra; di attenzione ai poveri in un mondo insofferente e indifferente”, ha sottolineato nel suo intervento prima di incontrare singolarmente ognuno dei partecipanti all’udienza che lo hanno accolto con un grande applauso.  Papa Francesco ha poi indicato la testimonianza del beato Carlo Acutis, che “sapeva molto bene che questi meccanismi della comunicazione, della pubblicità e delle reti sociali possono essere utilizzati per farci diventare soggetti addormentati, dipendenti dal consumo e dalle novità che possiamo comprare, ossessionati dal tempo libero, chiusi nella negatività. Lui però ha saputo usare le nuove tecniche di comunicazione per trasmettere il Vangelo, per comunicare valori e bellezza”. (Raffaele Iaria)

Liberi di scegliere se migrare o restare: a Szombathely l’incontro dei vescovi e delegati nazionali per le migrazioni

22 Novembre 2023 -
Roma - Dal 12 al 14 novembre si è tenuto l’incontro della Sezione Migrazioni e Rifugiati della Commissione per la Pastorale Sociale del CCEE, a Szombathely (Ungheria) al quale ha partecipato, per l'Italia, il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo. Il tema dell’incontro è stato “Liberi di scegliere se migrare o restare”, proponendo una riflessione approfondita sul significato e le possibilità della libertà al momento di decidere se iniziare un percorso migratorio oppure se restare nella propria terra, come prospettato da Papa Francesco nel suo Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato di quest’anno. I lavori sono stati aperti dai membri della Commissione per la Pastorale Sociale: l’arcivescovo Bohdan Dzyurakh, Esarca per i fedeli greco-cattolici ucraini in Germania e Presidente della Commissione; il card. Anders Arborelius, Vescovo di Stoccolma e Responsabile della Sezione Migranti e Rifugiati; il vescovo della diocesi di Szombathely e Responsabile della Sezione Pastorale Sociale della Commissione, mons. János Székely. Ai loro interventi sono seguite le parole di saluto del Nunzio Apostolico in Ungheria, Mons. Michael Wallace Banach, e le parole di benvenuto del sindaco della città di Szombathely, Nemény András.  Nella sua relazionep. Aldo Skoda, docente di teologia presso la Pontificia Università Urbaniana a Roma, ha presentato le linee principali della riflessione sul tema. Partendo da una considerazione sull’aspetto demografico delle migrazioni, che secondo dati recenti coinvolge prevalentemente i giovani, il prof. Skoda ha ribadito gli elementi essenziali e necessari per un corretto approccio pastorale. Ha poi fatto il punto sulle conseguenze della disinformazione e del rischio che rappresenta l’uso politico e ideologico delle migrazioni. In seguito, ha elencato alcune delle devastanti conseguenze dei canali illegali di migrazione e il ruolo della criminalità organizzata. Una ferita del nostro tempo è lo stigma sociale e antropologico delle migrazioni, che portano a dimenticare che ogni persona che migra ha una storia, una originalità, una personalità propria. All’invito a passare dall’ideologia alla teologia nell’affrontare le sfide delle migrazioni, il prof, Skoda ha aggiunto la necessità di un maggiore impegno per riscoprire la natura relazionale e qualitativa dell’incontro con le persone, siano migranti o rifugiati, per vincere le paure e far prevalere la fraternità, che costruisce comunità forti e accoglienti. In seguito, p. Fabio Baggio, Sottosegretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale (Vaticano), ha presentato le molteplici iniziative di studio e di intervento concreto promosse dalla Sede Apostolica, molte delle quali con il diretto interessamento di Papa Francesco, che invita a costruire il futuro con i migranti e con i rifugiati. Il P. Baggio ha insistito sulla necessità di promuovere un atteggiamento più umano e costruttivo in riferimento ai migranti e ai rifugiati, riscoprendo il nesso che esiste tra migrazioni e sviluppo. Infine, ha segnalato diversi aspetti della pastorale dei migranti che sono stati approfonditi nel percorso di sinodalità che vive la Chiesa cattolica. La panoramica internazionale per quanto riguarda le migrazioni è stata affidata a Mons. Robert Vitillo, Segretario Generale dell’ICMC (Ginevra). Nella sua presentazione, mons. Vitillo ha segnalato alcune delle sfide che si affrontano a livello internazionale a causa di un aumento del secolarismo e, quindi, di un crescente rifiuto o diffidenza nei confronti dell’operato degli organismi d’ispirazione cattolica. Perciò, ha elogiato la disponibilità e la generosità di tante persone altamente qualificate che continuano a prodigarsi in favore dei migranti e dei rifugiati a livello internazionale, portando con il loro lavoro un messaggio di speranza e fiducia. I direttori nazionali delle migrazioni presso le diverse conferenze episcopali d’Europa hanno presentato i loro rapporti, illustrando i molteplici impegni assunti a livello locale e ribadendo la ferma volontà di affrontare le sfide odierne con rinnovato impegno. Per l'Italia l'intervento di mons. Felicolo. L’incontro si è concluso con una visita di tutti i partecipanti a una casa per rifugiati gestita dalla diocesi di Szombathely, oltre che ad alcune case di persone appartenenti all’etnia rom, per poi fare una sosta di preghiera nel luogo della nascita di San Martino.

Il Tavolo Asilo: accordo Italia-Libia illegittimo e va revocato

22 Novembre 2023 -

Roma - Una bocciatura senza appello. Il protocollo sui migranti tra Italia e Albania va revocato dal governo. Se proseguirà l’iter, è l’appello del tavolo Asilo e Immigrazione, non deve essere approvato. Perché «si pone in contrasto con la normativa nazionale, internazionale ed europea, e comporta il rischio di gravi violazioni dei diritti umani». Il cartello di associazioni laiche e cattoliche ha presentato in una conferenza stampa un documento sulle gravi criticità del testo. «Le persone soccorse dalle autorità italiane - ricordano le associazioni - sono sotto la giurisdizione italiana già quando sono fatte salire sulla nave italiana e non possono essere trasferite in un altro Stato prima che la loro richiesta d'asilo e le situazioni individuali siano esaminate». L'accordo, invece, «getta le basi per la violazione del principio di non respingimento e per l'attuazione di pratiche di detenzione illegittima». Tra i punti più critici c'è «l’applicazione extraterritoriale di norme Ue, non consentita dal diritto europeo. In Albania, non facente parte dell'Unione, non può trovare applicazione il diritto dell’Ue». Inoltre, nonostante le assicurazioni verbali di Tajani, «nel protocollo non c’è menzione né dell'esclusione delle persone minori e vulnerabili dal trasferimento in Albania, né delle procedure per il corretto accertamento dell'età e la tempestiva individuazione e presa in carico delle vulnerabilità prima dell’arrivo o all’interno dei centri, fatto che si porrebbe in aperta violazione della direttiva 2013/32/Ue». Non è poi chiaro «se i centri da realizzarsi in Albania saranno destinati alle procedure di esame delle domande di protezione internazionale e in particolare alle procedure di frontiera o al rimpatrio, ma alle persone condotte nei centri sarebbe impedito intanto di uscire, subendo di fatto un regime di detenzione automatica e prolungata, senza una chiara base legale». E la possibilità di controllo giurisdizionale «è compromessa», così come «non è garantito il diritto di difesa per l'impossibilità di beneficiare di un legale». Opacità anche sull'impegno di spesa: si parla solo di 16,5 milioni di euro dati a Tirana «a titolo di anticipo», ma «la messa in opera di un centro interamente realizzato in Albania avrà costi molto superiori a quelli che servirebbero per sostenere uno stesso ampliamento del sistema di accoglienza in Italia».

Viminale: da inizio anno sbarcate 150.777 persone sulle nostre coste

21 Novembre 2023 -
Roma - Sono finora 150.777 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno.  Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Di questi 17.908 sono di nazionalità guineana (12%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Tunisia (16.906, 11%), Costa d’Avorio (15.858, 11%), Bangladesh (11.247, 7%), Egitto (10.681, 7%), Siria (8.683, 6%), Burkina Faso (8.270, 5%), Pakistan (7.180, 5%), Mali (5.644, 4%), Sudan (5.593, 4%) a cui si aggiungono 42.807 persone (28%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.

Migrantes Brescia: il 23 novembre la presentazione del Rapporto Immigrazione

21 Novembre 2023 - Brescia - L’Ufficio Migrantes di Brescia, le Cappellanie Etniche con Centro Migranti ETS e Caritas diocesana di Brescia promuovono la serata di presentazione del XXXII Rapporto Immigrazione - Nessuno è estraneo alla cultura che si terrà Giovedì 23 novembre alle ore 18.00 presso il complesso di S. Cristo a Brescia. Quest’anno la presentazione avrà un focus particolare sul tema della cultura, essendo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023 insieme a Bergamo. Nel contesto della serata interverrà Simone Varisco della Fondazione Migrantes  sul rapporto tra il dato statistico e la cultura. L’attenzione sarà focalizzata proprio sul territorio lombardo e bresciano. Seguirà l’intervento di Cheikh Tidiane Gaye, romanziere, saggista, poeta e docente liceale di scienze umane e filosofia a Milano, sul tema “Superare le barriere culturali per favorire una sana interazione”. La presentazione del Rapporto sarà arricchita dalla lettura a più voci della poesia scritta dallo stesso Cheikh Tidiane Gaye e da alcune suggestioni musicali del gruppo Daddy’s Gotta Go. La proposta dell’illustrazione del Rapporto immigrazione vedrà una tappa significativa anche a Bergamo il giorno successivo.

Immigrazione: domani il X anniversario della “Carta di Siena”

20 Novembre 2023 - Siena - Domani ricorre il decimo anniversario della presentazione della Carta di Siena, che allora (era il 21 novembre 2013) fu  pensata e realizzata dalla Commissione Migrantes Toscana con l’Università per Stranieri di Siena e il Centro "G. La Pira". "Chiesa e istituzioni per una città dell’integrazione" è il titolo che fu scelto per provare a capire i cambiamenti culturali legati alle migrazioni. Il convegno fu il frutto della riflessione condivisa tra istituzioni politiche, accademiche e religiose sulle tematiche dell’immigrazione. La Carta fu articolata in otto punti tematici, complementari, condivisi e frutto di una costante sintesi tra le commissioni laiche ed ecclesiali coinvolte. A distanza di un decennio, la diocesi di Siena-Colle di Val D'Elsa-Montalcino, la diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza, la Fondazione Migrantes della CEI e la Commissione Migrantes Toscana, prendendo spunto da questo lavoro, promuovono a Siena per il 6 febbraio 2024 una giornata di confronto, studio e approfondimento per avviare il lavoro di revisione e attualizzazione della Carta.  Un convegno che coinvolgerà esperti nazionali, ma anche le istituzioni e le realtà toscane e senesi che avrà come titolo "La Carta di Siena, 10 anni dopo. Rigenerare la città". L'obiettivo  è anche quello di fornire un quadro che orienti istituzioni civili ed ecclesiali ad agire, sulla base rispettivamente del magistero della Chiesa e della Costituzione italiana, ritenendo fondanti la centralità della persona umana, dei diritti alla vita, alla libertà, alla giustizia, al lavoro, allo studio, alla partecipazione responsabile, alla pace, insieme alle responsabilità individuali e collettive che sono richieste.  

Viminale: da inizio anno sbarcate 149.751 migranti sulle coste italiane

20 Novembre 2023 -
Roma - Sono 149.751 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno secondo i dati forniti oggi dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Di questi 17.908 sono di nazionalità guineana (12%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Tunisia (16.871, 11%), Costa d’Avorio (15.858, 11%), Bangladesh (11.247, 7%), Egitto (10.681, 7%), Siria (8.683, 6%), Burkina Faso (8.270, 5%), Pakistan (7.180, 5%), Mali (5.644, 4%), Sudan (5.593, 4%) a cui si aggiungono 41.816 persone (28%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.

Fisc: da giovedì l’assemblea nazionale

20 Novembre 2023 - Roma - “La Fisc: una voce al servizio del Paese. Informazione, cultura e sinodalità”. È questo il tema scelto per la XX Assemblea ordinaria elettiva nazionale dei soci della Federazione Italiana Settimanali Cattolici che si terrà a Roma, da giovedì 23 a sabato 25 novembre in collaborazione con Ufficio nazionale Comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale Italiana, il Servizio per il sostegno economico della Chiesa Cattolica e l'Agenzia Sir. L’appuntamento, a cui parteciperanno i direttori e i rappresentanti in FISC delle circa 200 testate associate (tra queste 6 testate in lingia italiana diffuse all'estero), sarà un momento di confronto, dialogo e progettazione in cui si getteranno le basi per la nuova consiliatura e per il nuovo esecutivo che guideranno la Federazione nel quadriennio 2024 - 2027. «L’assemblea quadriennale - spiega il presidente della FISC, Mauro Ungaro - è sempre un momento fondamentale nella vita associativa. Quest’anno assume un valore ulteriore perché si tratta di riannodare il filo rosso di un’esperienza lunga quasi 60 anni e segnata in questo quadriennio anche dal Covid prima e dalle guerre in Ucraina e Terra Santa oggi. Sarà per le nostre testate l’occasione di riflettere insieme sulle sfide che il tempo sinodale pone a loro e alle Chiese locali, ma anche sulla trasformazione digitale che, nell’immutata fedeltà alla carta, interpella anche il mondo dell’editoria cattolica». Ad aprire la prima giornata di assemblea, giovedì 23 novembre, l’incontro straordinario con Papa Francesco che i direttori FISC vivranno presso la Sala Clementina in Vaticano. Nel pomeriggio il primo intervento affidato a mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana. A seguire la relazione del presidente Mauro Ungaro e il resoconto del tesoriere, Simone Incicco. La seconda giornata, venerdì 24 novembre, sarà caratterizzata dall’intervento di Padre Ibrahim Faltas, vicario della Custodia di Terra Santa e dalla conversazione con l’on. Alfredo Mantovano sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Nel pomeriggio cominceranno le operazioni di voto che si concluderanno in serata con la proclamazione degli eletti al Consiglio nazionale della FISC. «Abbiamo fortemente voluto un momento di confronto, non solo per i soci FISC ma aperto a tutti i giornalisti, con un rappresentante del Governo - spiega la coordinatrice della Commissione cultura ed eventi Marilisa Della Monica - e siamo onorati che l’onorevole Mantovano abbia accolto il nostro invito a conversare con noi su temi di attualità che ci interessano e interpellano come giornalisti, come cittadini e come cristiani. La FISC, accogliendo l’invito rivoltoci da Papa Francesco, cerca di raccontare ai propri lettori anche il buono ed il bello dei nostri territori in cui siamo fortemente radicati». «Un grazie in particolare all’Ufficio FISC e a CSQ - Centro Stampa Quotidiani, Editrice Shalom, Tecnavia Apps e Generali Italia - afferma il tesoriere Simone Incicco - per il loro prezioso contributo per la realizzazione di questa XX Assemblea ordinaria elettiva».  

Tavolo Asilo: domani conferenza stampa sull’accordo Italia-Albania

20 Novembre 2023 - Roma - Il Tavolo Asilo e Immigrazione chiede che il Protocollo Italia-Albania venga revocato e presenterà, insieme ad altre reti e organizzazioni, nella conferenza stampa convocata per domani, un documento di analisi critica nel quale si spiegano i diversi profili di illegittimità. L’accordo firmato con il governo albanese, "violando gli obblighi costituzionali e internazionali del nostro Paese, si pone, come quello con la Tunisia, l’obiettivo di esternalizzare le frontiere e il diritto d’asilo. Mentre il sistema italiano è nel caos, con continue violazioni di legge sul diritto all’accoglienza e sul diritto d’asilo, determinate da scelte che continuano a negare la realtà, il governo - si legge in una nota - si impegna a mettere in campo interventi che nei fatti producono emergenze e disagio". L’accordo Italia-Albania, così come delineato, "comporta il rischio di gravi violazioni dei diritti umani. Le persone soccorse dalle nostre autorità sono sotto la giurisdizione italiana già quando salgono sulla navi italiane e non possono essere trasferite in un altro Stato prima che la loro richiesta d’asilo e le situazioni individuali siano esaminate". L’accordo - prosergua la nota - "getta le basi per la violazione del principio di non respingimento e per l’attuazione di pratiche di detenzione illegittima. Per questo ne chiediamo l’immediata revoca sollecitando il governo italiano a rispettare i propri obblighi di diritto internazionale in materia di non respingimento e di garanzia del diritto d’asilo". Nella conferenza stampa convocata per domani, martedì 21 novembre, alle 14.30 presso l’Hotel delle Nazioni, Via Poli 6, Roma, il TAI replicherà alle comunicazioni alla Camera sul Protocollo Italia-Albania, in programma domani mattina, da parte del ministro degli Esteri Tajani (comunicazioni che non possono sostituire la ratifica da parte del Parlamento).    

Corridoi umanitari: dai campi profughi del Libano a Comiso

20 Novembre 2023 -

Comiso - Giunta attraverso i corridoi umanitari, una famiglia di rifugiati siriani – una coppia con i loro figli di 10 anni e quattro mesi –, è stata “adottata” dalla città di Comiso. Alcune famiglie e associazioni della parrocchia Santa Maria delle Stelle hanno aderito al progetto “Operazione Colomba”, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, con vari partner come la Chiesa Valdese e la Papa Giovanni XXIII. Tante le sigle associative che sostengono l’iniziativa: l'Ufficio Migrantes, il gruppo Agesci Comiso 1, la Società San Vincenzo de’ Paoli, l’Azione Cattolica, l’associazione Yhomisus, la Fondazione San Giovanni Battista, il Centro missionario diocesano. Collaborano anche l’associazione islamica “Al – Zaytouna” e il comune di Comiso. Una società sportiva, l’Ardens ha messo a disposizione il pulmino che è partito per Roma per condurre a Comiso la famiglia siriana. Venerdì scorso, nel salone della chiesa di Sant’Antonio, la famiglia Tamer è stata presentata alla città. L’iniziativa è stata denominata “Un soffio di pace … tra venti di guerra”. A presentare il progetto sono stati don Innocenzo Mascali, parroco di Santa Maria delle Stelle, don Fabio Stracquadaini, parroco della chiesa Madonna delle Grazie, Abdelhamid Jebari, presidente dell’associazione islamica “Al – Zaytouna” di Comiso/Vittoria. Di rilievo, la collaborazione della comunità islamica di Comiso. La famiglia Tamer è musulmana. Il presidente della comunità Al Zaytouna, Abdelhamid Jebari lavora fianco a fianco con la parrocchia. “Tutti invochiamo la pace, ma bisogna fare gesti concreti di pace”, afferma Jebari. “L’accoglienza della famiglia Tamer è un gesto concreto di bene vissuto nella città di Comiso, un’esperienza bellissima. Ci siamo trovati nella loro casa per condividere il pasto pregando insieme. Per loro la parrocchia cristiana e la comunità islamica sono un punto di riferimento”.

Parma: si è spento p. Raimondo Sommacal

20 Novembre 2023 - Parma - E' morto sabato scorso  padre Raimondo Sommacal, per anni impehgnato nella pastorale dei Migranti della diocesi di Parma. Ne da notizia la diocesi di Parma che insieme al vescovo mons. Enrico Solmi si stringe ai suoi familiari ed alla Congregazione Saveriana, «riconoscente per i suoi tanti anni di servizio sempre generoso ed appassionato alle Comunità etniche della nostra diocesi, di cui è stato instancabile animatore». Da poco compiuti 80 anni p. Raimondo era missionario saveriano. Ordinato sacerdote il 26 settembre 1971 dopo un prodo come vicario cooperatore alla parrocchia del Tempio S. Cuore di Parma viene inviato in Congo. Rie ntrato in Italia dal 2015 coordinava la Pastorale tra i Migranti in collaborazione con la Commissione diocesana Migrantes a Parma, continuando ad assicurare il suo impegno nel ministero e nella Direzione Spirituale. La Migrantes è vicina alla diocesi di Parma, al suo vescovo, alla Congregazione dei padri Saveriani e ai familiari di p. Sommacal.    

La fiducia libera, la paura paralizza

20 Novembre 2023 - Città del Vaticano - “La povertà è uno scandalo”; tante sono le povertà nel mondo, materiali, culturali, spirituali. Celebra messa in San Pietro, Papa Francesco, Giornata mondiale dei poveri, e nell’omelia il pensiero va alle “esistenze ferite che abitano le nostre città, ai poveri diventati invisibili, il cui grido di dolore viene soffocato dall’indifferenza generale di una società indaffarata e distratta”. Già Paolo VI nel marzo del 1967 evidenziava il grande squilibrio nel mondo tra il nord ricco e il sud povero, e scriveva, nella sua Populorum progressio: “i popoli della fame interpellano oggi in maniera drammatica i popoli dell’opulenza. La chiesa trasale davanti a questo grido d’angoscia e chiama ognuno a rispondere con amore al proprio fratello”. L’aspirazione degli uomini, scriveva nell’enciclica, è “essere affrancati dalla miseria, garantire in maniera più sicura la propria sussistenza … mentre un gran numero d’essi è condannato a vivere in condizioni che rendono illusorio tale legittimo desiderio”. I poveri sono una moltitudine afferma Francesco nell’omelia che pronuncia nella basilica vaticana, sottolineando le tante povertà quotidiane: “pensiamo a quanti sono oppressi, affaticati, emarginati, alle vittime delle guerre e a coloro che lasciano la loro terra rischiando la vita; a coloro che sono senza pane, senza lavoro e senza speranza”. La povertà è uno scandalo per il vescovo di Roma, e noi “dobbiamo andare a cercarla, con coraggio”. È l’invito, anzi l’impegno che viene dalla parabola dei talenti, “un monito per verificare con quale spirito stiamo affrontando il viaggio della vita”. Il messaggio che viene dal Vangelo di domenica è chiaro, afferma ancora: “non sotterriamo i beni del Signore! Mettiamo in circolo la carità, condividiamo il nostro pane, moltiplichiamo l’amore”. La strada che percorriamo è quella del dono o dell’egoismo, e “quella delle mani aperte verso gli altri, per donare e per donarci, o quella delle mani chiuse per avere di più e custodire soltanto noi stessi?”. La parabola dei talenti ci porta a riflettere sulla provvisorietà della vita terrena, invito a viverla come un pellegrinaggio, perché, scrive san Paolo nella lettera ai Tessalonicesi, gli abitanti di Salonicco, “il giorno del Signore verrà come un ladro di notte”. E chiederà conto dei talenti che ha affidato a ognuno di noi. Accoglierli significa non avere paura, come diceva Giovanni Paolo II. La parabola evidenzia due modi per accogliere i doni che riceviamo dal Signore, “talenti ben più preziosi del denaro” dice Francesco: il primo modo “è quello di colui che seppellisce il talento ricevuto, che non sa vedere le ricchezze che Dio gli ha dato: non si fida né del padrone né di sé stesso”. È il servo che seppellisce l’unico talento avuto, una cifra enorme per l’epoca, e viene ripreso e cacciato dal padrone. Questo accade, diceva Benedetto XVI, a chi “avendo ricevuto il Battesimo, la Comunione, la Cresima seppellisce poi tali doni sotto una coltre di pregiudizi, sotto una falsa immagine di Dio che paralizza la fede e le opere, così da tradire le attese del Signore”. L’altro modo è quello dei primi due servi che avendo ricevuto rispettivamente cinque e due talenti li hanno investiti consegnando il doppio al padrone: non hanno paura e “si fidano, studiano e rischiano. Così hanno il coraggio di agire con libertà, in modo creativo, generando nuova ricchezza”. È il “bivio che abbiamo davanti a Dio: paura o fiducia” afferma Francesco all’Angelus, prima di fermarsi a pranzo con i poveri, nell’atrio dell’Aula delle udienze. Tutti abbiamo ricevuto dei talenti “ben più preziosi del denaro. Ma molto di come li investiamo dipende dalla fiducia nei confronti del Signore, che ci libera il cuore, ci fa essere attivi e creativi nel bene. Non dimenticare questo: la fiducia libera, sempre, la paura paralizza”. Angelus nel quale, dopo la recita della preghiera mariana, il Papa ha parole per la situazione della popolazione del Myanmar che “continua a soffrire a causa di violenze e soprusi”; prega per l’Ucraina e per le popolazioni di Palestina e Israele: “la pace è possibile”, dice, “non rassegniamoci alla guerra. E non dimentichiamo che la guerra sempre è una sconfitta. Soltanto guadagnano i fabbricanti di armi”. (Fabio Zavattaro - Sir)

Migrantes Messina: domani il secondo incontro di formazione per i diaconi

17 Novembre 2023 - Messina - "Lo straniero nella Sacra Scrittura". Questo il tema dell'incontro, che si terrà domani, sabato 18 novembre, presso l’Istituto “Cristo Re” dei Padri Rogazionisti a Messina. Si tratta del  secondo incontro del percorso formativo per i diaconi permanenti della diocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela. Quest’anno la formazione per i diaconi è stata affidata all’Ufficio diocesano Migrantes. Un percorso strutturato su sei appuntamenti per comprendere la mobilità umana e l’attenzione pastorale che ne deriva. L’incontro di domani sarà dedicato al fondamento biblico dell’accoglienza allo straniero: relazionerà il prof. mons. Giuseppe Costa, biblista e docente presso l’Istituto Teologico “S. Tommaso d’Aquino” di Messina. La Scrittura ci dice: “Amate dunque lo straniero, perché anche voi foste stranieri nel paese d’Egitto” (Dt 10,19). La parola “straniero” è variamente tradotta come “immigrato”, “ospite”, “forestiero” o “soggiornante”. Il messaggio però - spiega il direttore Migrantes Santino Tornesi -  resta coerente: quelli che arrivano da altre parti del mondo sono "le nostre sorelle e i nostri fratelli. Siamo chiamati a vedere Cristo in loro, perché tutte le persone sono create a Sua immagine. E siamo chiamati a riconoscerci in essi, poiché tutti condividiamo la comune umanità".

L’immigrazione straniera in Italia: integrazione o invasione?: un convegno a Perugia

17 Novembre 2023 - Perugia - Il 20 novembre 2023, nell’Aula 1 di Scienze politiche dell'Università di Perugia, il convegno  "L’immigrazione straniera in Italia: integrazione o invasione?". L’incontro è organizzato nell’ambito de I dialoghi di Scienze politiche che si propongono di essere un’occasione di confronto, fra il mondo universitario e la cittadinanza, sui temi dell’attualità politica. In quest’occasione sarà presentato il XXXII Rapporto Immigrazione 2023 a cura di Caritas italiana e Fondazione Migrantes. L’edizione 2023 si concentra sulla libertà di scegliere: anzitutto, se migrare o restare. La discussione si concentrerà anche sul tema della percezione dell’immigrazione nell’opinione pubblica, spesso polarizzata tra i richiami all’integrazione e la minaccia di una invasione dei migranti. Saranno presenti Andrea Possieri, organizzatore dell’incontro, docente di “Storia contemporanea” e “Politiche migratorie nel mondo contemporaneo”, Simone Varisco della Fondazione Migrantes e il giornalista  Nello Scavo.  

Migrantes aderisce alla Campagna 070

17 Novembre 2023 - Roma - La Fondazione Migrantes aderisce alla Campagna070 promossa dalle reti delle organizzazioni della società civile (AOI con Focsiv, CINI e Link2007), insieme al “Progetto generazione cooperazione”. Dal 3 al 5 dicembre 2023 sono previsti tre giorni di mobilitazione per la cooperazione allo sviluppo. L'obiettivo è quello di chiedere al Parlamento e al Governo di riconoscere concretamente il ruolo essenziale della cooperazione allo sviluppo, approvando la proposta di emendamento alla legge per arrivare allo 0,7% del reddito nazionale lordo per l'aiuto pubblico allo sviluppo entro il 2030, grazie alla mobilitazione dei media, dei giovani e delle associazioni. Caritas Italiana e Fondazione Missio sono partner ufficiali della campagna 070, sostenuta dal Presidente della Conferenza Episcopale Italiana Card. Zuppi. Tre gli appuntamenti a sostegnoi della campagna: Domenica 3 dicembre dalle ore 14.30 flash mob in Piazza Santi Apostoli in Roma; Lunedì 4 dicembre incontri di una delegazione presso le sedi della Presidenza del Consiglio, del Ministero dell'economia e delle finanze, Ministero dell'interno, Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, Ministero affari esteri e per la cooperazione internazionale, chiedendo di essere ricevuti dai rispetti Ministri e dalla Presidente del Consiglio. Martedì 5 dicembre incontro alle ore 10.00 con i parlamentari presso l'Hotel Nazionale in Piazza Monte Citorio, presentando le proposte e l'annuario CeSPI sulla cooperazione italiana.  

Mci Francia: pellegrinaggio a Notre Dame de Fourvière a Lione

16 Novembre 2023 - Parigi - Si è rinnovato anche quest’anno domenica scorsa il tradizionale pellegrinaggio delle Missioni Cattoliche Italiane della regione Rhône-Alpes a Notre Dame de Fourvière a Lione. E' statoil primo appuntamento dopo il periodo del Covid. I pellegrini si sono ritrovati per la recita del Rosario seguito dalla  celebrazione  Eucarestica presieduta dal nuovo coordinatore nazionale delle Missioni cattoliche Italiane in Francia, Don Pasquale Avena: è stata l’occasione  per iniziare questo cammino con Maria, ha spiegato. Era presente anche Don Ferruccio Sant, che per anni ha guidato le Mci in Francia,  che ha terminato il suo mandato.  All’inizio della celebrazione Don Pasquale ha ringraziato Don Ferruccio per quanto svolto in questi anni ed egli ha rivolto parole di stima e affetto per tutti gli incontri che ha avuto in questi anni, portando con sé ricordi, incontri, e celebrazioni ricche di fede e di gioia nell'incontro. Il pellegrinaggio si è concluso con la processione con nostri canti tradizionali alla Cappella degli Italiani nella cripta del Santuario che ricorda la Madonna di Loreto. “La Vergine Maria ha detto don Avena -  è la carezza di Dio per ciascuno di noi! E che questa carezza del Padre porti a tutti ogni bene e ogni benedizione”.

Italiani in Francia: presentato a Parigi “Les Italiens”

16 Novembre 2023 - Roma - E' stato presentato all’Ambasciata d’Italia a Parigi “Les Italiens”, un libro edito da Rizzoli con interviste a talenti italiani che hanno conquistato la Francia firmato dal conduttore del Tg5 Dario Maltese. Nell’occasione, riferisce Repubblica, l’ambasciatrice Emanuela D’Alessandro ha menzionato al contempo il ruolo dei tanti francesi che “riconoscono il valore e credono in modo convinto nelle capacità e nelle professionalità creative, intellettuali e industriali di noi italiani. È un libro che sfata tanti facili luoghi comuni”.

Sconosciuti puri in cerca di dignità

16 Novembre 2023 - Milano - Ogni notte nella sala autopsie della dottoressa Cristina Cattaneo arrivano corpi senza nome. Lei li chiama gli "sconosciuti puri" e appartengono spesso ai margini della società. Sono senzatetto, prostitute, adolescenti in fuga. Ultimamente sono soprattutto migranti, respinti dal Mar Mediterraneo sulle coste italiane. Gli occhi della dottoressa indagano con attenzione tutti i giorni quei poveri resti, con lo sguardo professionale e disincantato del detective, ma con l'umana e ferma determinazione di ridare una identità ai morti. Segue passo passo il suo lavoro e la sua battaglia etica l'intenso documentario "Sconosciuti puri", di Mattia Colombo e Valentina Cicogna, presentato ieri ala 29ma edizione del MedFilm festival di Roma. Un documentario che ci fa vivere fianco a fianco le giornate di lavoro della professoressa Cristina Cattaneo, medico legale e direttrice del Labanof, primo laboratorio di anatomia e odontologia forense in Italia con sede a Milano, da lei fondato a Milano assieme al suo mentore Marco Grandi nel 1995. Ne esce un ritratto di donna forte e decisa che possiede, al contempo, una grande umanità e che non esita a interpellare chiunque possa darle un aiuto a raggiungere il suo scopo. La svolta avviene quando la dottoressa Cattaneo viene chiamata ad identificare i resti di centinaia di migranti morti ritrovati nel relitto della cosiddetta tragedia nel Canale di Sicilia, uno dei più gravi naufragi della storia del Mediterraneo avvenuto il 18 aprile 2015 al largo delle coste della Libia. Il naufragio dell'imbarcazione ha provocato oltre 1000 vittime, mentre solo 28 sono stati i superstiti salvati. Dal settembre del 2016, dopo il ripescaggio del relitto per volere del governo Renzi, la dottoressa Cattaneo è impegnata nell'arduo compito di ridare un'identità, e quindi una dignità, a queste persone e ai tanti migranti senza nome che continuano a morire. Per sette anni i registi Colombo e Cicogna hanno seguito quotidianamente il lavoro della professoressa Cattaneo e del suo staff. «Valentina Cicogna tanti anni fa aveva incontrato Cristina mentre stava preparando un altro film - spiega ad Avvenire il regista Colombo -. Lei ci ha spiegato il dramma dei morti senza nome e dei parenti che vivono sospesi senza riuscire a elaborare il lutto poiché non hanno certezza della morte. Così è nato 'Sconosciuti puri', un documentario d'osservazione, quindi girato senza interviste, e che cerca di affrontare il tema dell'identità legato a temi quotidiani come le stragi nel Mar Mediterraneo e le piccole grandi storie di invisibili che leggiamo sui giornali». La storia è costruita attraverso l'osservazione diretta di ciò che accade negli uffici, nei corridoi del Labanof, nelle aule dell'Università e nella vita privata di Cristina. Si riprendono le autopsie effettuate dalla dottoressa sfumando molto e senza indugiare in particolari macabri, mentre da una attaccatura dei capelli o da un osso pian piano si cerca di dare un volto a tanti ragazzi, nelle cui tasche vengono trovate pagelle cucite o brioche. Nel film viene mostrato anche la ricognizione effettuata dalla dottoressa Cattaneo sul corpo di Sant'Ambrogio, per ricostruirne il volto. «Cristina tratta tutti nello stesso modo, verso il corpo di un santo e di uno sconosciuto ha lo stesso atteggiamento di attenzione caritatevole - aggiunge il regista -. Noi inquadriamo una mano, una foto, pochi elementi per permettere allo spettatore di sviluppare una sua idea dello sconosciuto. Quella mano potrebbe essere anche quella di una persona a noi vicina, potremmo anche essere noi». Le domande che emergono sono tante. Cosa succede se nessuno ha presentato una denuncia di scomparsa? O se la denuncia è stata fatta in un Paese straniero e lontano? Oppure se il corpo è irriconoscibile e l'unica conferma dell'identità potrebbe venire da un test del Dna, ma gli unici parenti in vita non possono raggiungere il luogo del ritrovamento? Questi sono i tipi di ostacoli che Cristina e il suo team cercano di superare ogni giorno. Particolarmente toccante, nella pellicola, l'incontro con la sorella di una ragazza albanese scomparsa 25 anni fa, che la Cattaneo è riuscita a far riesumare e identificare. Secondo Cristina, il nome è un diritto che non deve essere negato a nessuno e vuole che l'Europa riconosca ufficialmente questo diritto e metta in atto gli strumenti necessari come una banca dati europea in cui i dati degli "sconosciuti puri" possano essere incrociati con quelli degli scomparsi raccolti in qualsiasi Paese venga presentata una denuncia di scomparsa. Nel film, compare anche l'eurodeputato Pierfrancesco Majorino, al quale Cristina si è rivolta per ottenere un aiuto a livello istituzionale europeo. E Majorino riesce a organizzarle un'audizione in Commissione europea per esporre la sua attività e le sue richieste e in cui la professoressa perora la causa del diritto all'identità delle numerose vittime sconosciute. Purtroppo, come rivela una didascalia posta sull'ultima scena, dopo l'audizione in Commissione europea avvenuta nel marzo del 2022, nulla è stato fatto. Ma Cristina non si stanca di ripetere, a chi l'ascolta, che, se solo i Paesi europei lavorassero insieme, identificare gli "sconosciuti puri" sarebbe possibile, perché è solo «una questione di volontà». «Identificare ha un costo, e Labanof è un laboratorio accademico universitario con risorse pari a zero - spiega il regista -. La società fa fatica a capirlo, ma prendersi cura dei morti vuol dire prendersi cura dei vivi. Identificare è importantissimo per la dignità del morto e per la salute di chi resta». Sconosciuti puri quindi diventerà uno strumento a favore della lotta di Cristina Cattaneo, aggiunge il regista: «Il film verrà distribuito a marzo e stiamo costruendo una campagna di impatto intorno al film per raccogliere firme affinché venga fatta questa legge europea che obblighi gli stati europei a coordinarsi». (Angela Calvini)

Cei: oggi celebrazione per la pace oggi nella basilica di san Francesco

15 Novembre 2023 - Assisi - L’invocazione per la pace sarà il filo conduttore del pomeriggio di oggi: alle ore 17.45, i Vescovi italiani, riuniti per la loro Assemblea Generale Straordinaria, si ritroveranno nella Basilica di Santa Chiara per recitare il Vespro. Al termine, in processione, si recheranno nella Chiesa Inferiore della Basilica di San Francesco per la Celebrazione della Santa Messa e la preghiera sulla tomba del Santo. Sarà mons. Domenico Sorrentino, arcivescovo-vescovo di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino e arcivescovo-vescovo di Foligno, a presiedere il Vespro e la processione, mentre il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, presiederà la Celebrazione Eucaristica. “Il cuore di tutti noi – pregheranno i Vescovi - è colmo di dolore per le guerre che lacerano il nostro tempo. Questa sera, unendoci all’anelito di pace che si innalza da tutti gli angoli della terra, ci mettiamo in cammino per sostare in preghiera presso la tomba di san Francesco, uomo di riconciliazione e fraternità. Affidandoci alla sua intercessione, supplichiamo Dio Padre, che in Cristo Gesù ha pacificato il cielo e la terra, di allontanare gli orrori della violenza e di donarci giorni di pace”.