Primo Piano

Immigrazione: riprende l’iter parlamentare sulla riforma d’acquisto della cittadinanza

Roma - Dopo l’approvazione del 29 marzo del provvedimento relativo alle misure di protezione dei minori stranieri che introduce il divieto assoluto di respingimento del minore non accompagnato, è ritornato all’ordine del giorno della I Commissione del Senato il disegno di legge sulla riforma del diritto di cittadinanza degli stranieri nati e cresciuti in Italia. Il progetto (n. 2092), già approvata alla Camera nell'ottobre del 2015, è infatti fermo a Palazzo Madama da oltre un anno.
Il principio caratterizzante che dovrebbe costituire la nuova disciplina di acquisizione della cittadinanza degli stranieri in Italia è chiamato Ius Soli temperato.
Normalmente gli ordinamenti giuridici di matrice europeistica fanno leva su due distinti criteri con cui attribuire e riconoscere la cittadinanza e i diritti ad essa ricollegati ad un individuo: lo ius sanguinis e lo ius soli. Il primo significa letteralmente “diritto di sangue”, e fa sì che la cittadinanza sia ereditata automaticamente da chi nasca da genitori già provvisti di cittadinanza italiana, essendo sufficiente anche quella di uno solo dei due. Il secondo, invece, significa “diritto di terra”, e attribuisce la cittadinanza a tutti i soggetti nati sul territorio italiano indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori.
La proposta di legge ha ad oggetto un criterio originale, in quanto vorrebbe conferire il diritto di cittadinanza a tutti gli individui nati sul territorio dello Sato italiano, indipendentemente dalla nazionalità dei genitori. Tuttavia, si vorrebbe corredare suddetto metodo di acquisizione di altri requisiti. In particolare, viene preso in considerazione anche il luogo di crescita, e uno dei due genitori dovrà avere un permesso di soggiorno permanente, testimoniato da un inserimento lavorativo, e deve sussistere la volontà dello stesso a che il figlio acquisisca cittadinanza italiana.
Alcune disposizioni, poi, riguardano i minori nati fuori dall’Italia, ma arrivati entro il dodicesimo anno d’età:  per loro, la cittadinanza può essere chiesta anche dopo la frequenza con successo di almeno cinque anni di scuola. Grossa novità invece, per lo straniero entrato in Italia prima del diciottesimo anno di età: se residente legalmente per almeno sei anni in Italia, può ottenere la cittadinanza anche dopo aver conseguito un titolo di studio, avvalendosi in questo caso del c.d.“Ius culturae”, nell’intento di valorizzazione l’integrazione culturale tra i popoli.
Ad oggi, in Italia, la cittadinanza è acquisibile generalmente mediante lo ius sanguinis, dunque per discendenza. Tuttavia, sono previste altre modalità con cui viene stemperato il rigore del principio cardine, acquisendola automaticamente secondo lo ius soli per i nati in Italia da genitori apolidi ovvero da genitori noti il cui ordinamento giuridico di origine non contempla lo ius sanguinis; per aver prestato servizio militare di leva o servizio civile; su domanda, per essere residenti ininterrottamente in Italia per 10 anni (4 anni per cittadini dell'UE); per elezione se si nasce in Italia da genitori stranieri e ci si risiede legalmente ed ininterrottamente fino ai 18 anni; la dichiarazione deve essere fatta entro un anno dal raggiungimento della maggiore età; per naturalizzazione, dopo dieci anni di residenza legale in Italia, in assenza di precedenti penali e in presenza di adeguate risorse economiche; il termine è più breve per ex cittadini italiani e loro immediati discendenti (ius sanguinis), stranieri nati in Italia (ius soli), cittadini di altri paesi dell'Unione europea, rifugiati e apolidi; per matrimonio con un cittadino italiano, dopo due anni di residenza legale in Italia o dopo tre anni di matrimonio se residenti all'estero (termini ridotti della metà in presenza di figli nati o adottati dai coniugi), a condizione di assenza di precedenti penali ; su domanda, per essere nati in territori già italiani; su domanda, per essere nati in territori già appartenenti al disciolto Impero austro-ungarico. (A.P.)
 
 

I nuovi italiani: “Così cambiamo il Paese”

Milano -  Cresce l’Italia multietnica. Per qualcuno una sciagura, per altri una risorsa. Comunque una realtà di cui prendere atto e su cui interrogarsi. È il futuro del nostro Paese, da costruire con lungimiranza. Insieme alle seconde, o meglio le "nuove generazioni", i figli di coloro che in questi anni sono arrivati in Italia con la speranza di una vita migliore. Nelle scuole gli studenti stranieri sono arrivati a quota 815mila, il 60 per cento non è immigrato ma è nato qui. Una percentuale in aumento, che fa parte di quel mondo che qualcuno ha chiamato "italiani in attesa di cittadinanza".
“È una grande realtà umana che vuole dare un contributo originale alla pluralità delle nostre società, e in molti casi già lo sta dando. Vogliamo illuminare questa realtà, farla conoscere, questo è il migliore antidoto al razzismo e la garanzia più efficace da proporre a chi continua a guardare con sospetto la presenza degli stranieri. Questi giovani sono ormai parte integrante della società italiana,
stranieri solo sulla carta d’identità”. Marwa Mahmoud, italiana di origini egiziane e dall’inconfondibile accento emiliano, è membro del direttivo del Coordinamento nazionale delle nuove generazioni e fa parte dell’Associazione Mondoinsieme che, insieme all’Istituto Cervi, al ministero dell’Istruzione, a quello del Lavoro e a una costellazione di realtà associative, ha promosso un seminario nazionale con 60 relatori a Reggio Emilia, che s’è aperto ieri e si concluderà oggi. Il nome dice già tutto: "Costruttori di ponti 3. Protagonisti! Le nuove generazioni italiane si raccontano".
Due giorni durante i quali questi giovani hanno portato alla ribalta il contributo che offrono su temi come scuola, lavoro, cultura, comunicazione, arte, sport, cittadinanza. L’iniziativa, giunta alla terza edizione, mette a confronto, in sessioni tematiche parallele, persone di diverse provenienze culturali, con o senza background migratorio, con le istituzioni nazionali e locali. “È venuto il tempo di cambiare lo sguardo e la narrazione su questa realtà, di considerarla come una risorsa decisiva per il futuro del nostro Paese. Bisogna invertire le preposizioni: non si tratta di fare qualcosa ‘per’, ma di lavorare ‘con’ questi giovani, di considerarli soggetti attivi di un mutamento che interessa tutti noi, anziché destinatari passivi di azioni che li riguardano. Siamo convinti che molti luoghi comuni e pregiudizi cadrebbero se la gente potesse conoscere i tesori di umanità, di creatività, di ingegno, il desiderio di costruzione che anima queste persone”. Vinicio Ongini da molti anni segue l’evoluzione di questa umanità da un osservatorio privilegiato, la Direzione generale per l’integrazione del Ministero dell’Istruzione: a fine mese uscirà un bando con fondi europei del valore di 50 milioni di euro per incentivare progetti delle scuole su integrazione e intercultura. “La vera integrazione e una nuova cittadinanza non si realizzano con progetti elaborati a tavolino, ma valorizzando i talenti di chi sta già costruendo pezzi di società nuova”.
(G.Paolucci – Avvenire)
 

CeIS: messa di Pasqua del card. Bagnasco con i rifugiati del Centro

Roma - Martedì 4 aprile 2017 alle 18 il Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana e del Consiglio delle Conferenze dei Vescovi d’Europa, presiederà la messa di Pasqua nel Centro Italiano di Solidarietà don Mario Picchi di Roma. Alla celebrazione, che si svolgerà nella sede centrale del CeIS, in via Attilio Ambrosini, 129, parteciperanno i ragazzi delle comunità terapeutiche, le donne con bambini in difficoltà, i rifugiati politici ospiti del Centro insieme con i loro familiari e gli operatori delle diverse strutture.  “Siamo onorati e felici per i nostri ragazzi - sottolinea il Presidente del CeIS, Roberto Mineo - che il Cardinale Bagnasco voglia celebrare la Pasqua insieme con tante persone che lottano ogni giorno per uscire da numerose forme di dipendenza, in primis quella della droga, ma anche il gioco d’azzardo patologico. Due vere e proprie metastasi contro le quali da sempre il presidente della CEI si è battuto con forza e con grande coerenza denunciando ad alta voce le cause e i colpevoli di questi mali. La sua visita al CeIS - prosegue Mineo - vuole essere un segno concreto che la Chiesa è contraria a ogni forma di liberalizzazione della cannabis”. In quasi cinquant’anni di attività il CeIS ha accolto diverse volte il beato Paolo VI, San Giovanni Paolo II e Papa Francesco. Così come ormai è di casa il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano. Fondato da don Mario Picchi alla fine degli anni Sessanta, il Centro si è sviluppato notevolmente nel corso del tempo con numerose strutture sia a Roma che nella sua provincia: dalla comunità terapeutica per i tossicodipendenti alla cura dei giovani in doppia diagnosi (tossicodipendenza e problemi psichiatrici); dall'assistenza domiciliare ai malati di Aids e agli anziani, alle iniziative in favore di senza fissa dimora, immigrati, rifugiati, richiedenti asilo politico e donne vittime di violenza.


 

MSNA: soddisfazione dell’UNHCR per la nuova legge

Ginevra - L’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprime soddisfazione per l’approvazione definitiva della legge contenente disposizioni in materia di protezione dei minori stranieri non accompagnati.  La nuova legge “segna un passo in avanti importante nella protezione dei minori in Italia, contribuendo ad armonizzare la normativa e consolidando principi e procedure essenziali”, si legge oggi in una nota: “questo dispositivo normativo sancisce, in particolare, il divieto di respingimento e regolamenta il rilascio del permesso di soggiorno per minore età, istituisce il sistema informatico nazionale per tutti i minori non accompagnati, dispone l’uso della cartella sociale, disciplina importanti aspetti relativi all’istituto della tutela valorizzando buone prassi e favorendone l’efficacia, interviene sul sistema di accoglienza nonché sulla delicata fase della transizione alla maggiore età”. L’UNHCR auspica che questa legge, attraverso una sua pronta e attenta applicazione, “contribuisca a rafforzare il sistema di protezione dei minori separati e non accompagnati in Italia, accrescendo l’effettivo rispetto dei loro diritti a partire dal principio del superiore interesse del minore, nonché ad assicurare l’effettiva capacità del sistema d’accoglienza dedicato ai minori di rispondere in maniera appropriata alle esigenze, superando la logica dell’emergenza”.
 

Card. Turkson: “l’immigrazione è come acqua che scorre dal rubinetto: non bisogna solo asciugarla, ma anche chiudere il rubinetto”

 Città del Vaticano - “L’immigrazione è come acqua che scorre dal rubinetto: non bisogna solo asciugarla, ma chiudere il rubinetto”. Lo ha detto il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, presentando ai giornalisti il Convegno organizzato dal citato dicastero il 3 e 4 aprile, sul tema: “Prospettive per il servizio dello sviluppo umano integrale a 50 anni dalla Populorum progressio”. L’immigrazione, ha spiegato il cardinale, è un fenomeno di lungo periodo: per questo “bisogna programmare in maniera più sistematica e chiudere il rubinetto”, promuovendo progetti nei Paesi di provenienza dei migranti “per prevenire la necessità delle persone di emigrare”. Altra priorità, per Turkson, è “permettere l’accesso ai mercati da parte dei Paesi in via di sviluppo”. Il cardinale ha messo, inoltre, l’accento sulla “preoccupazione che l’arrivo di tante popolazioni suscita in Paesi dove c’è un calo demografico: dove ci sono più ospiti che figli, c’è sempre tensione. Dare asilo è realizzabile quando c’è sicurezza nella demografia locale, ma quando siamo in presenza di un calo delle nascite l’arrivo di queste persone preoccupa le popolazioni locali. La nascita dei nazionalismi deriva proprio da qui, dalla preoccupazione, da parte di un Paese, di essere inghiottiti dall’arrivo in massa di nuove popolazioni”.
 

L’Obolo di San Pietro diventa social e apre i profili Twitter e Instagram

Città del Vaticano - Dopo aver lanciato, lo scorso novembre, il nuovo sito internet www.obolodisanpietro.va, il secolare Ufficio di solidarietà arriva anche sui social.
Dal 1° marzo, sono infatti attivi i profili Twitter e Instagram dell’Obolo, nati con l’obiettivo di creare con i cattolici di tutto il mondo una comunicazione diretta, autentica, trasparente e partecipata con chi vuole aiutare i più bisognosi.
Su Twitter, l'Obolo di San Pietro è presente con tre distinti profili in lingua italiana, inglese e spagnola, mentre su Instagram il profilo è unico.
Sulle due piattaforme vengono quotidianamente condivisi i messaggi del Pontefice pubblicati sul sito ufficiale dell’Obolo, insieme a immagini, pensieri e approfondimenti sulle opere di carità avviate dalla Santa Sede attraverso questa storica iniziativa di Carità cristiana.
Come si legge in uno dei tweet pubblicati per inaugurare l’apertura del profilo “La misericordia è muoversi assieme, è andare incontro ai bisogni e alle necessità dei bisognosi”. È con questo spirito che l'Obolo di San Pietro è impegnato a sostenere piccoli e grandi progetti in tutto il mondo, come la creazione di un ospedale pediatrico a Bangui in Centrafrica, la colletta voluta dal Papa per alleviare il dolore del popolo ucraino e il supporto in favore della prima università cattolica in terra giordana.
Nati per volontà della Santa Sede e come frutto di una stretta collaborazione fra la Segreteria di Stato, la Segreteria per la Comunicazione e il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, i tre profili Twitter “Obolo di San Pietro: @obolus_it”; “Obolo de San Pedro: @obolus_es”; “Peter's Pence: @obolus_en” e di Instagram “Obolus: obolus_va” sono pronti a ricevere come follower i cattolici di tutto il mondo ispirati da un comune cammino di misericordia: #movingMercy.
 

Sul campo l’integrazione fa goal

Roma - Circa l’80% dei ragazzi pratica sport fuori dell’orario scolastico ma il gap nell’accesso a questa attività è particolarmente ampio fra i ragazzi italiani e quelli con background migratorio. L’86% dei primi fa sport, percentuale che scende di sette punti tra i figli di coppie miste e, ancor più, fra i giovani nati all’estero (63%). Sono alcuni dati dell’indagine su ‘Sport e integrazione’ svolta dall’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irpps), nell’ambito dell’Accordo di programma tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Coni per la promozione delle politiche di integrazione attraverso lo sport. I risultati dell’indagine sono stati presentati di recente durante un workshop tenutosi presso la sede centrale del Cnr.
“Lo studio si è avvalso di interviste realizzate all’inizio dell’anno scolastico 2016-2017 a oltre 1.200 studenti delle scuole secondarie di primo grado e ad alcuni dei loro docenti”, spiega Adele Menniti del Cnr-Irpps, coordinatrice della ricerca. “Lo sport riscuote grande consenso ed entusiasmo: il 95% dei ragazzi ha attribuito un punteggio superiore a 8 su 10. Le motivazioni sono diverse: piacere e divertimento, oltre che l’opportunità di socializzare e stare bene in salute. La metà dei ragazzi  predilige sport di squadra e calcio e la pallacanestro raggiungono la stessa preferenza del 21%”.
I bambini e gli adolescenti nel nostro Paese sono oltre 10 milioni e di questi circa il 10% sono nati da genitori non italiani. Nella scuola, la presenza di studenti con cittadinanza non italiana è in crescita: dai 196 mila nel 2001-2002 si è passati agli attuali 814 mila. Qual è il ruolo dello sport per favorire l’inclusione sociale? “Il numero di amici su cui si può contare è uno degli indicatori di integrazione e, tra gli stranieri, ne ha più di cinque il 29% di chi non pratica sport mentre la percentuale arriva al 51% tra quelli che svolgono attività sportiva. Un evidente quanto utile fattore di integrazione, quindi gli studenti con genitori italiani si dividono quasi a metà fra chi indica nella propria cerchia solo amici italiani e chi sia italiani sia stranieri, mentre appena l’8% dei ragazzi con background migratorio dichiara di avere esclusivamente amici di origine straniera”.
La pluralità conseguente all’immigrazione sembra insomma metabolizzata e accettata dalla maggioranza degli studenti, a livello sia di esperienze relazionali sia di risposte, da cui emerge un atteggiamento abbastanza positivo: “Il 70% degli intervistati con genitori italiani è contrario a squadre composte da soli italiani, un’opinione condivisa dal 90% degli stranieri. Ma l’idea che ‘Quando si fa il tifo per la propria squadra può capitare un gesto violento’, pur rigettata dalla maggioranza, registra un dissenso di misura se confrontato con quello sugli altri temi proposti: l’11% dei giovani si dichiara addirittura ‘molto d’accordo’ che l’aggressività possa essere una componente delle manifestazioni di sostegno alla squadra del cuore”, conclude la ricercatrice. “I principi fondanti dello sport appaiono ben radicati nella strutturazione pur incompleta del sistema di valori dei giovani. Tuttavia le esperienze, gli atteggiamenti e i comportamenti risentono di altre importanti dimensioni come il genere, il background migratorio e lo status economico”. 
 

Papa Francesco: Dio piange per noi se ci allontaniamo dal suo amore

Città del Vaticano - Guardiamoci dall’inseguire fantasie e falsi idoli, solo Dio ci ama come un padre e ci attende sempre. E’ quanto sottolineato da Papa Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta. Il Pontefice, commentando la Prima Lettura tratta dal Libro dell’Esodo, ha messo l’accento sull’amore di Dio per il suo popolo, nonostante l’infedeltà di quest’ultimo. Anche oggi, ha detto il Papa, ci farà bene chiederci se ci allontaniamo dal Signore per rincorrere gli idoli e la mondanità. Dio ha sognato il suo popolo, ma questo lo ha deluso. Papa Francesco ha preso spunto dal Libro dell’Esodo per soffermarsi sul “sogno e le delusioni di Dio”. Il popolo, ha detto, è “il sogno di Dio. Sognava perché amava”. Quel popolo però tradisce i sogni del Padre e così Dio “incomincia a sentire la delusione” e chiede a Mosé di scendere dal monte dove era salito per ricevere la Legge. Il popolo “non ha avuto la pazienza di aspettare Dio” per 40 giorni soltanto. Si sono fatti un vitello d’oro. Un dio “per divertirsi” e si sono “dimenticati di Dio che li ha salvati”.
Il profeta Baruc, ha rammentato Francesco, “ha una frase che dipinge bene questo popolo: ‘Vi siete dimenticati di chi vi ha allevato’”: “Dimenticare Dio che ci ha creato, che ci ha fatto crescere, che ci ha accompagnato nella vita: questa è la delusione di Dio. E tante volte nel Vangelo, Gesù nelle Parabole, parla di quell’uomo che fa una vigna e poi fallisce, perché gli operai vogliono prenderla per loro. Nel cuore dell’uomo, sempre c’è questa inquietudine! Non è soddisfatto di Dio, dell’amore fedele. Il cuore dell’uomo è sempre verso l’infedeltà. E questa è la tentazione”.
Dio, dunque, “per mezzo di un profeta, rimprovera questo popolo” che “non ha costanza, non sa aspettare, si è pervertito”, si allontana dal vero Dio e cerca un altro dio: “E c’è la delusione di Dio: l’infedeltà del popolo … E anche noi siamo popolo di Dio e conosciamo bene come è il nostro cuore e ogni giorno dobbiamo riprendere il cammino per non scivolare lentamente verso gli idoli, verso le fantasie, verso la mondanità, verso l’infedeltà. Credo che oggi ci farà bene pensare al Signore deluso: ‘Dimmi Signore, tu sei deluso di me?’. In qualcosa sì, sicuro. Ma pensare e fare questa domanda”.
Dio, ha affermato il Papa, “ha un cuore tenero, un cuore di padre”. E ricorda anche quando Gesù pianse “su Gerusalemme”. Chiediamoci, ha detto ancora, se “Dio piange per me”, se “è deluso di me” e se io "mi sono allontanato dal Signore”. “Quanti idoli ho che non sono capace di togliermi da dosso – ha ammonito – che mi schiavizzano? Quell’idolatria che abbiamo dentro … E Dio piange per me”:
“Pensiamo oggi a questa delusione di Dio che ci ha fatto per l’amore e noi andiamo a cercare amore, benessere, passarla bene in altre parti e non l’amore di Lui. Ci allontaniamo da questo Dio che ci ha allevati. E questo è un pensiero di Quaresima. Ci farà bene. E questo, farlo tutti i giorni; un piccolo esame di coscienza: ‘Signore, tu che hai avuto tanti sogni su di me, io so che mi sono allontanato, ma dimmi dove, come, per tornare …’. E la sorpresa sarà che Lui sempre ci aspetta, come il padre del figliol prodigo, che lo vide venire da lontano, perché lo aspettava”. (Alessandro Gisotti – Radio vaticana)
 

ACLI Roma: da oggi studenti del “Gioberti” cuochi-insegnanti per gli immigrati

Roma – Oggi, giovedì 30 marzo 2017, alle ore 15, presso l’IPSEOA Vincenzo Gioberti, in via dei Genovesi, 30, prenderà il via il progetto "Cibo, Integrazione e Solidarietà", realizzato dalle Acli di Roma e provincia, in collaborazione con l’IPSEOA Vincenzo Gioberti e il Municipio Roma I Centro e con il contributo della Fondazione Cattolica Assicurazioni.
Il progetto prevede la realizzazione di un corso di cucina mediterranea e home care al quale prenderanno parte 15 immigrati che intendono professionalizzarsi nel lavoro di cura. Insegnanti speciali saranno gli studenti dell'Istituto Gioberti, che verranno così sensibilizzati sul tema del volontariato, dell'integrazione multiculturale e della solidarietà. La partecipazione al corso è gratuita e a tutti verrà garantita la certificazione HACCP.
"L'idea di questo progetto – dichiara Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma e provincia – nasce con un triplice obiettivo: sensibilizzare i giovani al volontariato e all’integrazione multiculturale, sviluppare un percorso di empowerment per un gruppo di studenti che, adeguatamente formati e assistiti dai docenti, terranno le lezioni di cucina, e proporre per alcuni immigrati un percorso professionalizzante sul lavoro di cura con un approfondimento sulla cucina mediterranea. Inoltre il progetto permetterà di valorizzare la cultura dello spreco zero, cioè l’attenzione a recuperare il cibo combattendo le eccedenze alimentari".
"Sosteniamo e promuoviamo questo progetto – commenta Sabrina Alfonsi, Presidente Municipio Roma I Centro – per l'alto valore educativo, sociale e di inclusione che rappresenta. Come municipio auspichiamo di poter ampliare e replicare tali iniziative anche in altri plessi scolastici”.
“Esprimo grande soddisfazione – dichiara la prof.ssa Carla Parolari, Dirigente Scolastico dell’IPSEOA Vincenzo Gioberti – per la partecipazione costruttiva ed entusiasta degli studenti ad un progetto dal grande valore etico e sociale che ha unito sapientemente la pratica laboratoriale, la solidarietà, il lavoro di gruppo, l'intercultura e l'attenzione alla tradizione culinaria. Aprire la scuola al territorio ed a nuove esperienze è fondamentale”.
 
 

Dolore e speranza incisi nei legni dei naufragi

Forlì - Per gli sbarchi e le tragedie degli immigrati e per la generosità della popolazione, la piccola isola di Lampedusa è diventata il simbolo dell’accoglienza d’intere popolazioni che fuggono da fame e guerre. “Diario di Vite dal Mare di Sicilia” è il titolo di una mostra dell’artista di Forlì Massimo Sansavini sugli immigrati che approdano a Lampedusa al termine dei viaggi della speranza. Si trova a Bologna, nella sede della Regione fino al 18 Aprile (9-17 da lunedì a giovedì e 9-14 venerdì), e a Forlì fino al 2 maggio (9-13 da martedì a giovedì e 9-13 e 15-19 nei weekend). Entrambe le esposizioni, a ingresso libero, sono accompagnate da foto, video e pannelli “per aiutare il visitatore a comprendere meglio il complesso mondo delle migrazioni”.
Sono opere realizzate con il legno degli scafi delle barche dei migranti. Sansavini è l’unico artista ad aver ottenuto l’autorizzazione dal Tribunale di Agrigento per entrare nel girone del cimitero delle barche di Lampedusa, nell’ex-base americana Lorian: qui accanto a scafi abbandonati sono rimasti molti oggetti personali che hanno accompagnato i viaggi della speranza. Il legno prelevato dalle imbarcazioni abbandonate è stato trasformato dall’artista in sculture che raccontano i singoli naufragi. A ricordarceli il titolo dell’opera e la data in cui è avvenuto il naufragio. “Il progetto – spiega l’autore - nasce per raccontare le migrazioni, per far riflettere le scuole sul tema, per tessere relazioni con i migranti di seconda generazione e per essere un progetto espositivo itinerante”. Fino ad arrivare a Bruxelles.
(Q. Cappelli – Avvenire)
 

Centro Astalli: “finalmente una legge che tutela i più vulnerabili”

Roma - “Finalmente uno strumento a tutela dei più vulnerabili tra i migranti: i bambini che viaggiano da soli, senza adulti di riferimento”. Così il gesuita padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, esprime soddisfazione per la legge sui minori stranieri non accompagnati approvata oggi in via definitiva dalla Camera dei deputati. “La legge – commenta Ripamonti – è frutto di una sinergia proficua tra rappresentanti istituzionali ed enti di tutela. In un momento in cui si registra un significativo aumento di minori stranieri non accompagnati in Italia, dotarsi di norme organiche che hanno come priorità il maggior interesse del minore ci fornisce un quadro di riferimento essenziale per accogliere e proteggere bambini e ragazzi stranieri fino alla loro completa inclusione nel tessuto sociale e alla fondamentale riappropriazione della loro infanzia”.

MSNA: al via la nuova legge

 
 
 
 
Roma - La Camera dei Deputati ha dato il via libera definitivo alle norme per proteggere i minori stranieri non accompagnati. Il testo, in base al quale i bambini e i ragazzi non ancora maggiorenni che arrivano in Italia senza una famiglia non potranno essere respinti ma avranno gli stessi diritti dei loro coetanei dell'Unione Europea, è stato approvato a Montecitorio con 375 voti a favore, 13 contrari (la Lega) e 41 astenuti (Fi, Cor e Fd9).
Nel 2016 sono stati 25.846 i minori stranieri non accompagnati arrivati sul territorio italiano. Uno su quattro alla fine dell'anno è diventato irreperibile.
Ecco che cosa prevede il provvedimento.
Identificazione e accertamento dell'età
Per la prima volta vengono disciplinate per legge le modalità e le procedure di accertamento dell'età e di identificazione, garantendone l'uniformità a livello nazionale. Prima dell'approvazione del ddl non esisteva infatti un provvedimento di attribuzione dell'età, che d'ora in poi sarà invece notificato sia al minore che al tutore provvisorio, assicurando così anche la possibilità di ricorso. Viene garantita inoltre maggiore assistenza, prevedendo presenza di mediatori culturali durante tutta la procedura.
Una banca dati nazionale
Viene regolato il sistema di accoglienza integrato tra strutture di prima accoglienza dedicate esclusivamente ai minori, all'interno delle quali i minori possono risiedere non più di 30 giorni, e sistema di protezione per richiedenti asilo e minori non accompagnati (Sprar), con strutture diffuse su tutto il territorio nazionale, che la legge estende ai minori stranieri non accompagnati. Viene poi attivata una banca dati nazionale dove confluisce la 'cartella sociale' del minore, che lo accompagnerà durante il suo percorso. Viene prevista per tutti la necessità di svolgere indagini familiari da parte delle autorità competenti nel superiore interesse del minore e vengono disciplinate le modalità di comunicazione degli esiti delle indagini sia al minore che al tutore.
Sul rimpatrio decide il Tribunale dei minorenni
La competenza sul rimpatrio assistito passa inoltre da un organo amministrativo, la Direzione Generale dell'immigrazione e delle Politiche di Integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, al Tribunale per i minorenni, organo costituzionalmente dedicato alla determinazione dell'interesse del minore. Spariscono i permessi di soggiorno utilizzati per consuetudine o mai utilizzati, come ad esempio il permesso di soggiorno per affidamento, attesa affidamento, integrazione del minore, e si fa invece più semplicemente riferimento ai soli permessi di soggiorno per minore età e per motivi familiari, qualora il minore non accompagnato sia sottoposto a tutela o sia in affidamento. Il minore potrà richiedere direttamente il permesso di soggiorno alla questura competente, anche in assenza della nomina del tutore. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge, ogni Tribunale per i minorenni dovrà istituire un elenco di 'tutori volontari' disponibili ad assumere la tutela anche dei minori stranieri non accompagnati per assicurare a ogni minore una figura adulta di riferimento adeguatamente formata.
Da privilegiare l'affido familiare
La legge promuove poi lo sviluppo dell'affido familiare come strada prioritaria di accoglienza rispetto alle strutture. Sono previste maggiori tutele per il diritto all'istruzione e alla salute, con misure che superano gli impedimenti burocratici che negli anni non hanno consentito ai minori non accompagnati di esercitare in pieno questi diritti, come ad esempio la possibilità di procedere all'iscrizione al servizio sanitario nazionale, anche prima della nomina del tutore e l'attivazione di specifiche convenzioni per l'apprendistato, nonché la possibilità di acquisire i titoli conclusivi dei corsi di studio, anche quando, al compimento della maggiore età, non si possieda un permesso di soggiorno. Viene prevista infine la possibilità, esercitata ad oggi sulla base di un vecchio Regio Decreto, di supportare il neomaggiorenne fino ai 21 anni di età qualora necessiti di un percorso più lungo di integrazione in Italia.
Diritto all'ascolto e all'assistenza legale
Per la prima volta sono sanciti anche per i minori stranieri non accompagnati il 'diritto all'ascolto' nei procedimenti amministrativi e giudiziari che li riguardano, e il diritto all'assistenza legale, avvalendosi, in base alla normativa vigente, del gratuito patrocinio a spese dello Stato. È prevista inoltre la possibilità per le associazioni di tutela di ricorrere in sede di giurisdizione amministrativa per annullare atti della Pubblica Amministrazione che si ritengano lesivi dei diritti dei minori non accompagnati e di intervenire nei giudizi che li riguardano.
Una particolare attenzione viene infine dedicata dalla legge ai minori vittime di tratta, mentre sul fronte della cooperazione internazionale l'Italia si impegna a favorire tra i Paesi un approccio integrato per la tutela e la protezione dei minori, nel loro superiore interesse.
 

Migrantes su nuova legge MSNA: un segnale importante per la sicurezza dei minori non accompagnati sul piano della politica italiana ed europea

 
Roma - “L’approvazione  della nuova legge sui minori non accompagnati è un importante passo avanti nella tutela di uno dei tasselli più fragili di un mondo in fuga, come sottolineato da Papa Francesco nel messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2017”. Con queste parole Mons. Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, commenta al Sir e a Migrantesonline.it la nuova legge approvata, in via definitiva, questa  mattina dalla Camera dei deputati. Tra il 2014 e oggi sono stati oltre 50.000 i minori non accompagnati sbarcati sulle nostre coste e che, “troppe volte, non hanno ottenuto una  immediata tutela e protezione  in un contesto familiare”, come ricorda il Report sull’asilo 2017 pubblicato dalla Fondazione Migrantes e dedicato in particolare ai minori non accompagnati. “La legge – continua mons. Perego -  aiuta a superare, anzitutto, la precarietà e la straordinarietà, spesso in grandi centri più simili a orfanatrofi che a luoghi familiari, dell’accoglienza di minori non accompagnati, prevedendo una immediata tutela e una serie di azioni che salvaguardino ‘il superiore interesse del minore’”. Sarà “importante” anche, visto che il 90 % dei minori non accompagnati sbarcati ha un’età compresa tra i 15 e i 17 anni, “attivare da subito, oltre che la formazione di tutori adulti, anche di famiglie affidatarie disposte ad accogliere adolescenti, con un impegno preciso dei servizi territoriali. Non si potrà, infine, non attivare percorsi per un ulteriore accompagnamento a coloro che arrivano alla maggior età, fino a favorire un’autonomia. La sicurezza dei minori senza famiglia, in questo modo, sarà più garantita: un segnale importante sul piano della politica italiana ed europea”. (Raffaele Iaria)
 

MCI: è morto don Giuseppe Carosso

29 Marzo 2017 - Roma  - “Prendi, Signore, il poco che offro, il nulla che sono, donami il tutto che spero”. Questa invocazione testamentaria di don Giuseppe Carosso,89 anni, nativo di Castagnole  di Lanze (AT) ed ivi  deceduto  il giorno di San Giuseppe di quest’anno, manifesta la fede e la fiducia del tenace e combattivo sacerdote che ha speso la sua vita nell’apostolato come cappellano e parroco in patria  e missionario di emigrazione, prima nel Limburgo Belga, a Genk, e poi  nell’Alta Savoia, ad Annecy, in Francia dal 1958 al 1993. Sacerdote dal 1952 come Oblato di San Giuseppe fino al  1976  quando si incardina nella Diocesi di Albano ( Roma) per chiudere  la sua  lunga  e vivace vita sacerdotale nella Diocesi di Alba. Il cui Vescovo Mons. Marco Brunetti ha presenziato la liturgia funebre il 22 marzo nella chiesa di san Bartolomeo della  sua città natale. Alla liturgia ha partecipato anche l’attuale missionario italiano di Annecy, don Pasquale Avena, che  ha ricordato l’instancabile  attività di don Giuseppe. Dottore in teologia morale, è stato anche professore nello  Scolasticato  degli Oblati di San Giuseppe per circa 7 anni. Ha scritto diversi opuscoli in difesa della fede cristiana. Ad Albano ha diretto la rivista diocesana “Vita diocesana” e ad Annecy il periodico della locale Missione Cattolica Italiana, “Campana nostra”. E’ stato anche professore di religione nel Liceo Classico di Albano. Ultraottantenne non ha diminuito il fervoroso ritmo del suo servizio pastorale con l’entusiasmo positivo che gli era spontaneo. La Migrantes  gli è riconoscente per il generoso   fedele apostolato, esprime vicinanza  ai parenti e lo raccomanda a Cristo  Sommo ed Eterno Sacerdote. (sr)

“L’Italia nel mondo. L’Italia vista dal mondo”: un convegno a Roma

Roma - “L’Italia nel mondo. L’Italia vista dal mondo”: questo il tema di un convegno  che si svolgerà domani pomeriggio a Roma su iniziativa della Società “Dante Alighieri”. Il convegno vuole riflettere sulla nostra italianità, tra eccellenze e circolazione di talenti, made in Italy e contraffazioni. Quanto conta oggi l’Italia nel mondo? Chi sono i nostri connazionali all’estero? Come tutelare e valorizzare la nostra identità? Quali prospettive future si delineano per la diffusione della nostra lingua, cultura e creatività?
Interverranno Alessandro Masi della Società Dante Alighieri, l’Ambasciatore Cristina Ravaglia, Piero Corsini di rai Italia e Franz Coriasco autore del volume “Mille Italie. Storie e sorprese del Belpaese nel mondo” edito da Città Nuova.
 
 

“Vivi il Circo”: un bel format per la Giornata mondiale

Roma - Il Circo di Praga, per iniziativa di Tara Cristiani, ha ideato un evento dal titolo “Vivi il Circo”. E’ in programma nella mattinata dell’8 aprile nella località in cui si trova il complesso (Acquaviva, Castelfidardo) e l’invito recita: “Vieni a conoscere i nostri animali, potrai visitare lo zoo, assistere alle prove e interagire con loro scoprendo come vivono davvero gli animali del circo”. E’ un bel format, al quale ispirarsi in occasione della Giornata mondiale del Circo in programma il 15 aprile e che va nella direzione del messaggio lanciato dal presidente dell’Ente Nazionale Circhi, Antonio Buccioni, alla recente Assemblea dell’Associazione di categoria: ovvero porte aperte ai circhi, interazione con gli animali, incontro con gli artisti, “assaggi” di ammaestramento in dolcezza e tutto quanto la creatività e l’accoglienza dei circhi vorranno sviluppare. “Apprezzamento e plauso” all’iniziativa del Circo di Praga vengono dal presidente Buccioni, “in particolare a Tara Cristiani, non da oggi in prima linea nella battaglia per la difesa del circo classico con animali. Vivi il Circo va nella direzione giusta e può rappresentare un modello per il World Circus Day dei complessi italiani”.
 

New York New York Arte italiana: la riscoperta dell’America

Milano - Mercoledì 12 aprile 2017 alle ore 12.00 si terrà a Palazzo Marino, nella Sala dell’Orologio, la conferenza stampa di presentazione della mostra “NEW YORK NEW YORK. Arte Italiana - La riscoperta dell’America”, promossa dal Comune di Milano – Cultura, Museo del Novecento e Intesa Sanpaolo – Gallerie d’Italia, in collaborazione con la casa editrice Electa e curata da Francesco Tedeschi.
La mostra, aperta al pubblico dal 13 aprile al 17 settembre, ripercorre il viaggio degli artisti italiani verso gli Stati Uniti e soprattutto New York dai primi decenni del Novecento sino alla fine degli anni Sessanta, alla ricerca di quello spirito libero, di quei modelli innovativi che si distanziavano dai retaggi della vecchia Europa, favorendo l’opportunità di conseguire un’attenzione e una presenza internazionali.
 

Settimana Santa: ecco il calendario delle celebrazioni presiedute dal Papa

Città del Vaticano – La Sala Stampa della Santa Sede ha diffuso il calendario delle celebrazioni della Settimana Santa presiedute da Papa Francesco. Eccole in dettaglio:
9 aprile, Domenica delle Palme Cappella Papale, Piazza San Pietro: ore 10. Papa Francesco benedirà le palme e gli ulivi e, al termine della processione, celebrerà la Santa Messa della Passione del Signore.
13 aprile 2017, Giovedì Santo Santa messa del Crisma Basilica Vaticana: ore 9.30 Il papa presiederà la concelebrazione della Santa Messa Crismale con i Cardinali, i Patriarchi, gli Arcivescovi, i Vescovi e i Presbiteri (diocesani e religiosi) presenti a Roma.
14 marzo 2017, Venerdì Santo Celebrazione della passione del Signore Cappella Papale Basilica Vaticana: ore 17. Il Pontefice presiederà la Liturgia della Parola, l’Adorazione della Croce e il Rito della Comunione.
Via Crucis, Colosseo ore 21.15 Il Santo Padre presiederà il pio esercizio della «Via Crucis», al termine del quale rivolgerà la sua parola ai fedeli e impartirà la Benedizione Apostolica.
15-16 aprile 2017, domenica di Pasqua Veglia pasquale, Cappella Papale Basilica Vaticana: ore 20.30. Il Santo Padre benedirà il fuoco nuovo nell’atrio della Basilica di San Pietro; dopo l’ingresso processionale in Basilica con il cero pasquale e il canto dell’Exsultet, presiederà la Liturgia della Parola, la Liturgia Battesimale e la Liturgia Eucaristica, che sarà concelebrata con i Cardinali, i Vescovi che lo desiderano e alcuni Presbiteri
Santa Messa del giorno Cappella Papale Piazza San Pietro: ore 10. Il Santo Padre celebrerà la Santa Messa. Al termine della celebrazione, dalla loggia centrale della Basilica, impartirà la Benedizione «Urbi et Orbi».
 

 
 

ENC: riconfermato presidente Buccioni

Roma – Nei giorni scorsi si è svolta l’Assemblea generale dell’Ente Nazionale Circhi, che ha anche provveduto al rinnovo delle cariche sociali. Riconfermato all’unanimità per i prossimi due anni, il presidente Antonio Buccioni, che nella sua relazione ha passato in rassegna le sfide e l’azione dell’ENC e che toccano da vicino il presente e il futuro del settore. Una Associazione di categoria, quella delineata dal presidente Buccioni, compatta e impegnata sulla scena pubblica, ma allo stesso tempo in grado di offrire servizi sempre più mirati e diretti ai circhi associati, presente con forza nella società italiana per valorizzare e far crescere l’appeal del circo sia nei confronti del pubblico che delle istituzioni centrali e periferiche. Nel corso dell’Assemblea è stato annunciato un convegno, che si terrà al Senato, insieme ad una iniziativa pubblica che mobiliterà l’intera categoria, allo scopo di illustrare le iniziative del Circo italiano in merito al Ddl 2287-bis ed entrare nel merito di una riforma organica del settore. “La nuova legge – ha detto il presidente Buccioni – è chiamata a riconoscere i valori espressi dalla tradizione e dalla cultura del Circo nel nostro Paese – un patrimonio imprenditoriale e artistico di primaria importanza – sia per quanto riguarda il Circo di tradizione e sia per le nuove espressioni artistiche di Circo contemporaneo”. L’ENC ha annunciato che, in occasione della prossima Giornata Mondiale del Circo, in programma il 15 aprile, i complessi italiani apriranno a 360 gradi le loro strutture, coinvolgendo grandi e piccini nella visita dei circhi, nella illustrazione delle attività svolte, e mostrando le modalità di ammaestramento in dolcezza delle specie animali. Porte aperte, ancora una volta, all’insegna della massima trasparenza e di una accoglienza popolare che rappresenta la vera natura del Circo e il segreto del suo lungo successo. Insieme al presidente Buccioni, il consiglio direttivo eletto oggi è così composto: Flavio Togni (vice presidente), Elio Casartelli, Vinicio Canestrelli, Derek Coda Prin, Loris dell’Acqua, Paride Orfei, Stefano Orfei Nones, Vanes Rossante, Livio Togni, Alberto Vassallo, Eusanio Martino e Armando Canestrelli. Una nuova figura assume l’importante ruolo di rappresentanza e coordinamento delle donne del Circo: si tratta di Desirée Rossi. Infine, riconfermati i revisori dei conti: Gianni Mennuni (presidente), Francesco Cavallo e Angelo Novellino.
 

Fotografando al CeIS: una mostra con gli scatti di fotografi professionisti e ragazzi del Centro

Roma - Sarà inaugurata il 31 marzo prossimo, alle 15, nella sede principale del Centro Italiano di Solidarietà don Mario Picchi, a Roma, in via Attilio Ambrosini, 129, la mostra "Fotografando". Oltre cento scatti su tema libero realizzati dai ragazzi ospiti del Centro e da fotografi professionisti in un incontro tra mondi, culture ed esperienze diverse per mostrare la bellezza della vita. "Un'iniziativa - spiega il presidente del CeIS, Roberto Mineo - nata in collaborazione con l'Associazione Delfino Arte per promuovere uno scambio culturale tra fotografi professionisti, amatoriali e i nostri ragazzi della Comunità. Un modo per raccontare la vita in uno scatto ma soprattutto per porci dalla parte di coloro che stanno seguendo un percorso, certamente non facile, per vincere le dipendenze. Per vedere con i loro occhi e comprendere così il loro mondo che merita rispetto, quel rispetto che purtroppo a volte manca. Credo - sottolinea Mineo - che un elemento molto importante sia proprio questa osmosi tra i nostri ragazzi e i fotografi professionisti, molti dei quali insigniti di premi prestigiosi, che hanno accettato il nostro invito e si sono messi in gioco condividendo con noi la loro arte". La mostra rimarrà aperta fino al 9 aprile prossimo e sarà visitabile dalle 10 alle 12,30 e dalle 16,30 alle 19. Durante la settimana espositiva ci saranno anche degli incontri d'arte curati da Tonino Colloca e dei workshop di fotografia con Roberto De Angelis.