Primo Piano

Piazza San Pietro: Polonia e Montevergine donano albero e presepe

Città del Vaticano - L’appuntamento è per il prossimo 7 dicembre quando alle 16.30 ci sarà l’inaugurazione del presepe e l’illuminazione dell’albero che da diversi anni caratterizzano la scenografia di piazza San Pietro per le festività natalizie. Con un proprio comunicato il Governatorato della Città del Vaticano ha svelato i nomi di chi si prenderà cura dei due allestimenti. Sarà l’Abbazia territoriale di Montevergine a offrire il presepe per il Natale 2017.
L’opera, realizzata in stile settecentesco secondo la più antica tradizione napoletana, vedrà impegnato un laboratorio artigianale partenopeo e sarà costruita su un’ampia superficie di circa 80 metri quadri, con un’altezza massima di circa sette metri, ispirata alle opere della Misericordia e rappresentata da ben 20 figure, con un’altezza variabile attorno ai due metri, composte, per le teste e gli arti, in terracotta policroma, occhi in cristallo ed abiti in tessuto. Accanto al presepe, posto solitamente nella parte centrale della piazza nelle vicinanza dell’obelisco, ci sarà anche l’albero di Natale donato quest’anno dall’arcidiocesi polacca di Elk. Sarà un imponente abete rosso alto 28 metri, con una circonferenza massima di circa 10 metri alla base. L’addobbo, poi, sarà curato dagli artisti, rappresentati dai bambini in cura presso i reparti oncologici di alcuni ospedali italiani. Questi bambini, insieme ai loro genitori, hanno partecipato ad un programma di ceramico-terapia ricreativa presso i laboratori ospedalieri permanenti, ideati, coordinati e gestiti dalla Fondazione Contessa Lene Thun Onlus, realizzando delle sfere e stelle di argilla, successivamente riprodotte in materiale sintetico per l’allestimento.
 
 

MCI Francia: a Lione il convegno nazionale

Lione - Dal 13 al 15 ottobre si è svolto a Lione-Valpré il convegno delle Missioni Cattoliche Italiane di Francia. Tema del convegno: "Accompagnamento pastorale oggi delle comunità italiane di Francia". Hanno partecipato oltre 30 persone: tra queste il vescovo emerito di Trento, Mons. Luigi Bressan, delegato della Migrantes del Triveneto, sacerdoti a servizio delle comunità italiane e diversi laici referenti e impegnati nella pastorale delle missioni cattoliche italiane.
L'incontro é iniziato con una celebrazione eucaristica nel santuario Notre Dame de Fourvière, che sovrasta Lione, con la partecipazione di rappresentanti delle comunità italiane presenti nei diversi dipartimenti della regione che ogni anno compiono questo pellegrinaggio al santuario dove é anche venerata la Madonna di Loreto.
L'incontro tenutosi dopo parecchi anni dal precedente, aveva lo scopo di approfondire quale accompagnamento é più aderente alla realtà sociale e ecclesiale delle comunità italiane stabilite in Francia da lungo tempo, (la missione italiana di Hayange é stata aperta nel 1898), e dei nuovi arrivati: nel 2016 sono stati 10.728 e nel 2017 sono 11.108.
Al convegno è stato sottolineato  che una apertura a un modello di pastorale diversa, a un confronto é un arricchimento personale per il sacerdote e per la diocesi di provenienza. Dice papa Francesco "Uscire da se stessi per unirsi agli altri fa bene. Chiudersi in se stessi significa assaggiare l'amaro veleno dell'immanenza" (Esortazione apostolica sull'annuncio del Vangelo nel mondo attuale, di Papa Francesco; EG,87). Da molti anni non ci sono arrivi di sacerdoti e molte missioni sono state chiuse; attualmente alcune diocesi francesi sono aperte all'accoglienza di sacerdoti per uno scambio che arricchisce reciprocamente e diventa segno di comunione tra chiese.
Si constata che molti giovani studenti si spostano in diversi paesi per studi con il progetto Erasmus, perché non si potrebbe dar vita anche a un Erasmus ecclesiale?
Il progetto pastorale delle missioni italiane di Francia considera essenziale che il sacerdote italiano che arriva sia inserito in un settore pastorale della chiesa locale, partecipi con gli altri sacerdoti alle attività pur avendo anche una attenzione alle comunità italiane.
L'Istruzione Erga Migrantes Caritas Christi del Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti ed Itineranti (2004) vede il cappellano/missionario di emigrazione come cooperatore e accentua l'integrazione nella Chiesa locale, sottolineando la diocesanità del sacerdote durante il suo servizio pastorale; questo evita il rischio di un parallelismo e invita a praticare una convivialità delle differenze.
Diventa allora importante per i sacerdoti e i laici una presenza e un cammino con il Service Diocesaine de la Pastorale des Migrants per allargare l'orizzonte ad altre realtà migratorie, ai nuovi arrivati e assieme programmare attività, prese di posizione e giornate di sensibilizzazione come la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, la Fête des Peuples ..."La Chiesa  "in uscita" é una Chiesa con le porte aperte" (EG, 46).
La nutrita presenza dei laici al convegno é un segno forte del loro ruolo nelle comunità italiane particolarmente dove non c'é più il sacerdote italiano oppure esiste un accompagnamento fatto da un sacerdote diocesano. In queste realtà diventa essenziale la costituzione di un Consiglio di Missione, di gruppi di riflessione che si lasciano guidare prima di tutto dalla Parola di Dio; "Tutta l'evangelizzazione é fondata sulla Parola ascoltata, meditata, vissuta, celebrata e testimoniata ...Pertanto bisogna formarsi continuamente all'ascolto della Parola" (EG,174). La presenza e la continuità di questi consigli richiede un accompagnamento e una formazione che puo' essere promossa dalla diocesi o da servizi predisposti a questo compito. "La formazione dei laici rappresenta un'importante sfida pastorale" (EG, 102).
Si é notato che molti laici sono anche presenti nelle realtà parrocchiali di residenza, la catechesi, la corale, i gruppi di preghiera, i servizi manuali, i movimenti, negli orari di accoglienza, nel segretariato ...
Presenza attiva anche nelle forme di religiosità popolare: pellegrinaggi, festa del patrono, tavola di san Giuseppe, nella "ferialità": matrimoni, funerali, anniversari .... e nella variegata presenza di associazioni italiane, nei gemellaggi con paesi e città italiane.
Ci si é chiesti quale specificità come italiani possiamo apportare oggi alla società e alla chiesa costruendo su quello che già é stato scritto e conciliando i giovani con la storia migratoria
Al convegno nei tempi di condivisione e di discussione sono emerse alcune parole che focalizzano la realtà delle missioni italiane di Francia: sguardo, oggi, apertura, ponti, specificità, qualità di presenza, stile pastorale, compito di tutti, formazione, Chiesa che cammina, realtà migratorie, paternalismo, amarcord, secolarizzazione, parrocchia ....
Termino con una prospettiva che ci provoca presa da un articolo di Paolo Bustaffa, Rapporto Italiani nel Mondo 2016, pg.186: "C'è un realismo ecclesiale che oggi porta ad affermare che le Missioni Cattoliche Italiane tra pochi anni verranno meno.  A dire il vero questo sta già accadendo nella consapevolezza che la questione centrale per le Missioni Cattoliche Italiane  non é la difesa della propria autonomia che può condurre alla sepoltura, ma la promozione di una specificità in grado di condurre alla corresponsabilità e all'impegno condiviso per il bene comune.
La domanda di fondo non é più oramai relativa a quale pastorale e quale Missione, ma verso quale Chiesa ci si sta incamminando in Europa". (don Ferruccio Sant, delegato MCI di Francia)
 
 

Papa a Santa Marta: il buon pastore tocca la carne ferita

Città del Vaticano - Un buon pastore si avvicina agli scartati, è capace di commuoversi e non si vergogna di toccare la carne ferita. Chi segue la strada del clericalismo, invece, si avvicina sempre o al potere di turno o ai soldi. Papa Francesco lo ribadisce con forza nell’omelia della Messa del mattino celebrata a Casa Santa Marta, commentando l’episodio evangelico della guarigione della donna curva narrato da Luca e inserito nella Liturgia di oggi.
In sinagoga, di sabato, Gesù incontra una donna che non riusciva ad esser dritta, racconta il Papa, “una malattia della colonna che da anni la tratteneva così”. E l’evangelista usa cinque verbi per descrivere cosa fa Gesù: la vide, la chiamò, le disse, “impose le mani su di lei e la guarì”.
Cinque verbi di vicinanza, sottolinea Francesco perché  “un buon pastore è vicino, sempre”. Nella parabola del buon pastore è vicino alla pecora smarrita, lascia le altre e va a cercarla. Non può essere lontano dal suo popolo.
Invece i chierici, dottori della Legge, i farisei, i sadducei, vivevano separati dal popolo, rimproverandolo continuamente. Questi non erano buoni pastori, chiarisce il Pontefice, erano chiusi nel proprio gruppo e non si interessavano al popolo. “Forse importava loro, quando finiva il servizio religioso, andare a vedere quanti soldi c’era nelle offerte”. Ma non erano vicini alla gente. Invece Gesù è vicino e la sua vicinanza viene da quello che Gesù sente nel cuore: “Gesù si commosse”, dice un altro passo del Vangelo: “Per questo Gesù sempre era lì con la gente scartata da quel gruppetto clericale: c’erano lì i poveri, gli ammalati, i peccatori, i lebbrosi, ma erano tutti lì, perché Gesù aveva questa capacità di commuoversi davanti alla malattia, era un buon pastore. Un buon pastore si avvicina e ha capacità di commuoversi. E io dirò, il terzo tratto di un buon pastore è non vergognarsi della carne, toccare la carne ferita, come ha fatto Gesù con questa donna: ‘toccò’, ‘impose le mani’, toccò i lebbrosi, toccò i peccatori”.
Un buon pastore, prosegue il Papa, non dice: “Ma sì, sta bene… Sì, sì, io sono vicino a te nello Spirito”, questa è distanza. Ma fa “quello che ha fatto Dio Padre, avvicinarsi, per compassione, per misericordia, nella carne del suo Figlio”. Il grande pastore, il Padre, ci ha insegnato come si fa il buon pastore: si abbassò, si svuotò, svuotò se stesso, si annientò, prese condizione di servo: “‘Ma, e questi altri, quelli che seguono la strada del clericalismo, a chi si avvicinano?’. Si avvicinano sempre o al potere di turno o ai soldi. E sono i cattivi pastori. Loro soltanto pensano come arrampicarsi nel potere, essere amici del potere e negoziano tutto o pensano alle tasche. Questi sono gli ipocriti, capaci di tutto. Non importa del popolo a questa gente. E quando Gesù dice loro quel bell’aggettivo che utilizza tante volte con questi, ‘ipocriti’, loro si sono offesi: ‘Ma noi no, noi seguiamo la legge’”.
Quando il popolo di Dio vede che i cattivi pastori sono bastonati è contento, ricorda Francesco, e questo è un peccato, sì, ma hanno sofferto tanto che un poco “godono” di questo. Ma il buon pastore, sottolinea il Pontefice è Gesù che vede, chiama, parla, tocca e guarisce. E’ il Padre che si fa nel suo Figlio carne, per compassione: “E’ una grazia per il popolo di Dio avere dei buoni pastori, pastori come Gesù, che non si vergognano di toccare la carne ferita, che sanno che su questo - non solo loro, anche tutti noi - saremmo giudicati: ero affamato, ero in carcere, ero ammalato… I criteri del protocollo finale sono i criteri della vicinanza, i criteri di questa vicinanza totale, a toccare, a condividere la situazione del popolo di Dio. Non dimentichiamo questo: il buon pastore si fa vicino sempre alla gente, sempre, come Dio nostro Padre si è fatto vicino a noi, in Gesù Cristo fatto carne”. (Alessandro Di Bussolo- Radio vaticana)
 
 

Tajani (Parlamento Ue): “per i migranti economici serve strategia su flussi regolari di persone formate”

Cagliari – “Per quanto riguarda gli immigrati economici serve una strategia complessiva che riguarda l’Africa e i flussi regolari di persone il più possibilmente formate che non finiscano nelle fauci della malavita, del racket della prostituzione o che vadano a fare i trafficanti di droga o gli spacciatori per strada o i semi-schiavi vittime del caporalato in qualche sperduta campagna. Questo è inaccettabile”. Lo ha affermato il presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine della 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani a cui è intervenuto. “Abbiamo bisogno di persone che vengano a lavorare in Europa. Però bisogna fare in modo che – come prevede il piano Marshall – attraverso la formazione arrivino e possano essere integrati”. “L’integrazione richiede due cose: che noi sappiamo chi siamo e rinforziamo la nostra identità; chi viene dev’essere rispettato e rispettare i nostri valori”. Tajani ha ribadito che, “per i rifugiati c’è già una strategia. Stiamo rivedendo gli accordi di Dublino con un impegno da parte di tutti, cioè maggior solidarietà. Non possono essere soltanto i Paesi del Mediterraneo a farsi carico del problema dei rifugiati”.
 

MCI Svizzera: domenica il 50mo della Missione Cattolica Italiana di Horgen

Horgen – Ieri, domenica 29 ottobre, la Missione Cattolica Italiana di Horgen, in Svizzera, ha festeggiato i suoi primi 50 anni di vita. La giornata è iniziata con la celebrazione della Santa Messa nella chiesa di Horgen con la partecipazione di diversi sacerdoti e missionari italiani che in questi anni hanno contribuito alla nascita e sviluppo dell'unità della MCLI Zimmerberg.
La giornata di ieri è stata solo l'inizio dei festeggiamenti. Il giubileo, infatti, verrà ricordato per tutto l'anno attraverso specifiche attività mensili e si concluderà con una messa solenne che si terrà ad Adliswil il 23 giugno 2018. Per questo anniversario è in corso la pubblicazione di un volume sulla storia della Missione che conterrà anche un DVD con una serie di foto.
 

Praga: presentazione di un libro su “Le arie italiane interpretate dai cantanti praghesi”

Praga - L’Istituto Italiano di Cultura di Praga promuove la presentazione del libro di Marie Kronbergerova “Don Giovanni al Mercato della Frutta ossia Le arie italiane interpretate dai cantanti praghesi”, in programma lunedì 6 novembre 2017, alle ore 17.00, nella Cappella barocca. Il libro, che sarà tenuto a battesimo dal regista operistico e teatrale David Radok, raccoglie più di 150 tra arie e foto di scene celebri tratte da opere su libretto in italiano, accompagnate dalla traduzione in ceco e dai commenti di decine di cantanti lirici accomunati dalla loro attività in una delle tre storiche case operistiche praghesi: il Teatro degli Stati, il Teatro Nazionale e l’Opera di Stato. L’editore del libro (in vendita al prezzo di 599 CZK) nonché autore delle fotografie, di cui una scelta antologica sarà esposta in sala, e Miroslav Sanytrak, della casa editrice Via Stile. Apriranno l’evento alcune arie eseguite da Hana Blažikova, Kateřina Kněžikova, Jana Šrejma Kačirkova e da altri cantanti. La manifestazione è patrocinata dall’Ambasciata d’Italia a Praga.
 

Migrantes Roma : vicinanza e solidarietà ai due cittadini stranieri aggrediti a Roma

Roma - “Esprimiamo vicinanza e solidarietà ai due cittadini stranieri che in questi giorni hanno subito una aggressione nel centro di Roma”. Così Mons. Pierpaolo Felicolo, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma, dopo l’aggressione a due cittadini stranieri. E’ “inconcepibile - aggiunge - assistere ancora oggi a gesti di violenza di ogni genere a danno di chi è consideriamo diverso. Una violenza spesso dettata da pregiudizi e da un linguaggio aggressivo. Da qui la necessità di politiche di integrazione nel rispetto dell’identità di chi si incontra”. Per Mons. Felicolo “non è certamente facile ma si tratta di un cammino che chiede non solo il superamento delle paure, ma anche una pedagogia che insista specialmente sui bambini e sui ragazzi, figli degli immigrati. Una integrazione dal ‘basso’ che deve coinvolgere le famiglie ma anche la scuola e le parrocchie ed associazioni e movimenti che ruotano  attorno ad esse e che devono essere capaci di offrire risposte puntuali al nuovo scenario che si presenta ai nostri occhi”.
 
 

S. Egidio: condanna del grave agguato contro due lavoratori stranieri a Roma

Roma - La Comunità di Sant’Egidio esprime “vicinanza” e solidarietà ai due cittadini stranieri, bengalese ed egiziano, vittime di un “terribile” agguato la notte scorsa nel cuore di Roma mentre tornavano dal lavoro che svolgono in un ristorante del centro storico. “La violenza, accompagnata da un linguaggio di disprezzo, è – si legge in una nota -  spesso il frutto di una ‘predicazione dell’odio’ nei confronti di chi si ritiene diverso, alimentata da pregiudizi e ignoranza o da colpevoli strumentalizzazioni. A farne le spese sono, troppo spesso, persone innocenti, in questo caso lavoratori già inseriti nel tessuto produttivo della città”. Roma “non può accettare che prevalga questo clima: c’è bisogno di costruire una rete che favorisca l’incontro fra realtà diverse, la conoscenza e l’integrazione tra i suoi abitanti, soprattutto nelle periferie. Il fatto che gli autori dell’agguato siano tutti giovanissimi – conclude la Comunità di Sant’Egidio -  richiede inoltre un impegno importante di educazione al rispetto e alla non violenza che deve coinvolgere tutti, a partire dalle scuole e dalle famiglie”.
 
 

Ismu: crescono le acquisizioni di cittadinanza italiana

Milano - Le acquisizioni di cittadinanza in Italia sono aumentate velocemente nell’arco degli ultimi dieci anni: da 35mila nel 2006 si è passati a 101mila nel 2013, 130mila nel 2014, 178mila nel 2015, per raggiungere il numero di 202mila nel 2016. I dati emergono da uno studio realizzato dalla fondazione Ismu, Indagini e Studi sulla Multietnicità. Secondo la ricerca, dal 2007 al 2016 le acquisizioni di cittadinanza in Italia sono state complessivamente 956mila. Ad acquisire la cittadinanza italiana nel corso del 2016 sono state soprattutto persone provenienti da Albania e Marocco, rispettivamente con 37mila e 35mila neo-italiani. A presentare invece il più alto tasso di acquisizione della cittadinanza italiana è la comunità brasiliana con quasi 6mila acquisizioni, per un tasso del 130 per mille rispetto al numero di residenti. Lo studio della Fondazione Ismu evidenzia, fra l’altro, che l’Italia è al primo posto per numero di cittadinanze concesse durante il 2015. Seguono Regno Unito con 118mila cittadinanze concesse, Spagna e Francia con 114mila, Germania con 110mila, Svezia con 49mila, Belgio e Paesi Bassi con 27mila e 28mila. Nel 2016, il maggior numero di acquisizioni è in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. I tassi di acquisizione maggiori si rilevano nel Centro-Nord Italia: al primo posto si trovano la Valle d’Aosta (76 acquisizioni ogni mille residenti), seguita dal Trentino-Alto Adige (71 ogni mille), dalle Marche (61 ogni mille) e dal Veneto (60 ogni mille). Agli ultimi posti troviamo la Campania (12 ogni mille) e la Basilicata (14 ogni mille). In Trentino nel 2016 le acquisizioni di cittadinanza italiana sono state 3.461, in aumento rispetto al 2015 (+169).
 

Campagna “Ero straniero”: raccolte 70.000 firme per la legge di iniziativa popolare

Roma - Al termine dei sei mesi a disposizione si chiude con un bilancio più che positivo la campagna “Ero straniero. L’umanità che fa bene“: sono oltre 70mila le firme raccolte a sostegno della legge di iniziativa popolare che propone di cambiare politiche sull’immigrazione e superare la Bossi-Fini, promossa da Radicali Italiani ed Emma Bonino, Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”, Acli, Arci, Asgi, Centro Astalli, Cnca, A Buon Diritto, Cild, con il sostegno di centinaia di sindaci e di associazioni. Un traguardo che supera abbondantemente l’obiettivo delle 50mila sottoscrizioni necessarie, in base alla Costituzione italiana, per portare la legge all’attenzione del Parlamento. Oggi, venerdì 27 ottobre, le firme raccolte e certificate saranno depositate presso la Camera dei deputati. I promotori parlano di “un risultato straordinario che si deve soprattutto alle centinaia di militanti, attivisti e volontari che hanno trascorso gli ultimi sei mesi a raccogliere le firme nelle strade e nelle piazze d’Italia, spiegando ai cittadini le nostre proposte per cambiare le politiche sull’immigrazione attraverso l’accoglienza, il lavoro e l’inclusione. In un dibattito pubblico dominato dalla paura e dalla demagogia, il successo della campagna non era affatto scontato”. Tra le proposte della legge di iniziativa popolare, l’apertura di canali legali e sicuri di ingresso per lavoro nel nostro Paese, la regolarizzazione su base individuale degli stranieri già radicati nel territorio, misure per l’inclusione sociale e lavorativa di richiedenti asilo e rifugiati, l’effettiva partecipazione alla vita democratica col voto amministrativo e l’abolizione del reato di clandestinità.
 

Polonia e Montevergine donano albero e presepe

Città del Vaticano - L’appuntamento è per il prossimo 7 dicembre quando alle 16.30 ci sarà l’inaugurazione del presepe e l’illuminazione dell’albero che da diversi anni caratterizzano la scenografia di piazza San Pietro per le festività natalizie. Con un proprio comunicato il Governatorato della Città del Vaticano ha svelato i nomi di chi si prenderà cura dei due allestimenti. Sarà l’Abbazia territoriale di Montevergine a offrire il presepe per il Natale 2017.
L’opera, realizzata in stile settecentesco secondo la più antica tradizione napoletana, vedrà impegnato un laboratorio artigianale partenopeo e sarà costruita su un’ampia superficie di circa 80 metri quadri, con un’altezza massima di circa sette metri, ispirata alle opere della Misericordia e rappresentata da ben 20 figure, con un’altezza variabile attorno ai due metri, composte, per le teste e gli arti, in terracotta policroma, occhi in cristallo ed abiti in tessuto. Accanto al presepe, posto solitamente nella parte centrale della piazza nelle vicinanza dell’obelisco, ci sarà anche l’albero di Natale donato quest’anno dall’arcidiocesi polacca di Elk. Sarà un imponente abete rosso alto 28 metri, con una circonferenza massima di circa 10 metri alla base. L’addobbo, poi, sarà curato dagli artisti, rappresentati dai bambini in cura presso i reparti oncologici di alcuni ospedali italiani. Questi bambini, insieme ai loro genitori, hanno partecipato ad un programma di ceramico-terapia ricreativa presso i laboratori ospedalieri permanenti, ideati, coordinati e gestiti dalla Fondazione Contessa Lene Thun Onlus, realizzando delle sfere e stelle di argilla, successivamente riprodotte in materiale sintetico per l’allestimento.
 
 

“Cantare” la migrazione: coro rifugiati iracheni partecipa a iniziative a Piacenza

Piacenza - Costruire ponti di dialogo attraverso il canto. E' questo l'obiettivo che ha portato le suore missionarie scalabriniane a organizzare a Piacenza un concerto con due ospiti di eccezione: il coro tedesco Lady of Peace, formato da cristiani iracheni perseguitati nel loro Paese e il coro di migranti italiani in Germania  Maria Knotenloeserin. Ad aprire loro le porte – musicalmente parlando – ci saranno i cori di Piacenza La Vigna di Engaddi, Corale della Misericordia, Coro di San Francesco, e la Schola Cantorum di San Giorgio Piacentino. L'appuntamento è per il prossimo 28 ottobre, alle ore 21, nella Basilica di Sant'Antonino, che ha collaborato all'organizzazione dell'iniziativa. “Nel pomeriggio i cori parteciperanno a un momento tutto particolare, con il pellegrinaggio alla tomba di Giovanni Battista Scalabrini.” Renderemo così omaggio  al padre dei migranti e pregheremo per lui – ha spiegato suor Milva Caro, superiora della Provincia San Giuseppe, che sovraintende sull'Italia e l'area europea – Il nostro vuole essere un incontro che usa un linguaggio universale, quello della musica, per dimostrare che le frontiere umane possono essere facilmente abbattute”.
 

#Withrefugees: riparte il tour di Sandro Joyeux dedicato ai rifugiati

Roma - Restituire la musica delle proprie origini a chi è stato costretto a fuggire dal proprio paese a causa di guerre, violenze e persecuzioni. E’ questo l’intento del #WithRefugees tour del cantautore italo-francese Sandro Joyeux, con il supporto dell’Agenzia ONU per i Rifugiati (UNHCR). Il tour è partito da Lampedusa il 1 ottobre, nell’ambito delle celebrazioni in programma per la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, e riprenderà il 27 Ottobre ai Magazzini Fermi (Aversa) per proseguire fino a dicembre toccando le principali città italiane, tra cui Roma, Napoli, Palermo, Firenze, Bologna e Milano.
L’UNHCR ha voluto sostenere il tour attraverso #WithRefugees, la campagna globale lanciata nel 2016 con l’obiettivo di rendere visibile la solidarietà e l’empatia verso i rifugiati a livello globale. Nel 2017 la campagna vuole promuovere tolleranza e non discriminazione a livello nazionale ed internazionale, rafforzando il contratto sociale tra le comunità di accoglienza e le comunità di rifugiati. In quest’ottica, il tour di Joyeux, grazie alla collaborazione anche dello SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), mira a coinvolgere attivamente nei concerti le comunità di rifugiati ospitate nei centri di accoglienza dei vari territori, fornendo e restituendo accesso alla musica ai beneficiari di protezione internazionale.
 

Brescia: domani incontro con la Comunità Sikh

Brescia - L’Ufficio Nazionale per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della CEI e il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, in collaborazione con l’Ufficio per il Dialogo Interreligioso della Diocesi di Brescia, promuovono un primo incontro ufficiale di presentazione reciproca tra Chiesa Cattolica Italiana e Comunità Sikh domani alle 18 presso l’oratorio “Beato Paolo VI” di Flero. L’incontro vedrà la partecipazione del direttore dell’Ufficio CEI, don Cristiano Bettega e del sacerdote indiano p. Santiago Michael, incaricato per il dialogo con i sikh da parte del Pontificio Consiglio.  Sono invitati all’incontro i rappresentanti di alcune delle diocesi del Nord Italia nelle quali sono maggiormente presenti comunità sikh: Brescia, Bergamo, Modena, Cremona, Trento.
 

Giordania: ad Amman la prima pizzeria italiana a taglio

Amman - Anche ad Amman la vera pizza italiana a taglio. Domenica 22 ottobre, presso la parrocchia di san Giuseppe a Jabal Amman, con la benedizione di mons. Mauro Lalli, incaricato d’Affari della Nunziatura Apostolica in Giordania, è stata inaugurata la nuova pizzeria solidale “Mar Yousef’s pizza”. Il progetto di pizzeria “solidale”, avviata con lo scopo di dare una risposta lavorativa ai profughi iracheni in attesa di essere “riposizionati” in paesi come il Canada, l’Australia o gli Stati Uniti partire “verso nuove destinazioni”. Sono trascorsi circa 3 anni, infatti, da quando, informa l’agenzia Sir,  intere famiglie, cacciate dallo Stato islamico dai loro villaggi della piana di Ninive, si sono rifugiate ad Amman. E la loro permanenza in Giordania si prolunga giorno dopo giorno. Per far fronte a questo bisogno, la parrocchia di Jabal Amman ha aperto le porte alla pizzeria sociale. Con il contributo del Sacro Convento di Assisi e della Nunziatura di Amman, i vecchi locali della parrocchia sono stati ristrutturati ed adibiti a cucina e pizzeria. Grazie, inoltre, al sostegno finanziario dall’Aics (Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo) e al coordinamento operativo della Ong italiana “Un ponte per”, negli stessi giorni si è svolto il primo corso di formazione per pizzaioli, tenuto dal maestro Tony Biasi proveniente da San Polo di Piave che ha insegnato a 7 rifugiati iracheni l’arte della pizza a taglio italiana. I beneficiari del corso erano giovani padri di famiglia, ai quali il progetto ha dato la possibilità di imparare un mestiere e di guadagnare un piccolo stipendio che permetterà loro di affrontare con maggior serenità l’incerto futuro che ancora li attende.
 

Papa Francesco: “non esistono cristiani tranquilli, che non lottano”

Città del Vaticano - “Gesù ci chiama a cambiare vita, a cambiare strada, ci chiama alla conversione”.  E questo comporta lottare contro il male, anche nel nostro cuore, “una lotta che non ti dà tranquillità ma ti da pace”. Così Papa Francesco nell’omelia della Messa mattutina a Santa Marta, spiegando - ispirato dal Vangelo odierno - che questo è il “fuoco”, che Gesù getta sulla terra. Un fuoco che ti chiede cambiamento: “Cambiare il modo di pensare, cambiare il modo di sentire. Il tuo cuore che era mondano, pagano, diventa adesso cristiano con la forza di Cristo: cambiare, questa è la conversione. E cambiare nel modo di agire: le tue opere devono cambiare”. Una “conversione che coinvolge tutto, corpo e anima, tutto”, ha sottolineato Francesco. “E’ un cambiamento, ma non è un cambiamento che si fa col trucco: è un cambiamento che fa lo Spirito Santo, dentro. E io devo fare del mio perché lo Spirito Santo possa agire e questo significa lotta, lottare!”. “Non esistono cristiani tranquilli, che non lottano”, ha aggiunto il Papa, “quelli non sono cristiani, sono dei ‘tiepidi’”. La tranquillità per dormire “puoi trovarla anche con una pastiglia”, ha detto, ma “non ci sono pastiglie per la pace” interiore. “Soltanto lo Spirito Santo” può dare “quella pace dell’anima che dà la fortezza ai cristiani”. “E noi dobbiamo aiutare lo Spirito Santo” - ha esortato il Papa – “facendo spazio nel nostro cuore”: “E ci aiuta tanto in questo l’esame di coscienza, di tutti i giorni”, per “lottare contro le malattie dello Spirito, quelle che semina il nemico e che sono malattie di mondanità”. “La lotta, che ha portato Gesù contro il diavolo, contro il male – ha ricordato il Papa -  non è cosa antica, è cosa molto moderna, è cosa di oggi, di tutti i giorni”, perché “quel fuoco che Gesù è venuto a portarci è nel cuore nostro”. Per questo dobbiamo lasciarlo entrare,  e “domandarsi ogni giorno: come sono passato dalla mondanità, dal peccato, alla grazia, ho fatto spazio allo Spirito Santo perché Lui potesse agire?” “Le difficoltà nella nostra vita non si risolvono annacquando la verità. La verità è questa, Gesù ha portato fuoco e lotta, cosa faccio io?” Per la conversione - ha concluso Francesco - occorre “un cuore generoso e fedele”: “generosità, che viene sempre dall’amore, e fedeltà, fedeltà alla Parola di Dio”.
 










 

Minori non accompagnati e regolamento Dublino: pubblicate le proposte delle associazioni


Torino - Ha raccolto numerose e importanti adesioni in Italia e all’estero, in pochi giorni, il documento di analisi e proposta messo a punto dall’ASGI (Associazione Studi Giuridici Italiani), ad agosto, per migliorare il regolamento Dublino III dal punto di vista della tutela dei minori stranieri non accompagnati (MSNA).
Il documento, dal significativo titolo Proposals for a recast Dublin Regulation: promoting the legal transfers of unaccompanied minors or increasing the number of missing children?, ha tre obiettivi principali: il rispetto del superiore interesse del minore prescritto dalla Carta dei diritti fondamentali dell’UE e dalla Convenzione ONU sui diritti dei minori; la diminuzione dei MSNA persi di vista dai servizi nei “movimenti secondari” (i “missing children“); e una più equa suddivisione delle responsabilità nella gestione delle richieste d’asilo dei MSNA fra gli Stati membri dell’Unione.
Il documento è stato inviato alla relatrice della “proposta di relazione” per la riforma del Dublino III in cantiere nella Commissione Libertà civili del Parlamento europeo (la LIBE), ai “relatori ombra” e a tutti i membri della stessa Commissione ma anche ad alcuni funzionari della Commissione che si occupano della riforma del regolamento o di minori.
Hanno aderito alla “piattaforma” Proposals for a recast Dublin Regulation: ASGI, ARCI, ACLI, Fondazione Migrantes, CNCA, Centro Astalli, Comunità di Sant’Egidio, FCEI, Focus Casa Diritti Sociali, Intersos Italia, MEDU, CIR, Caritas diocesana Ventimiglia-Sanremo, Senza Confine, Emergency, Separated Children in Europe Programme (SCEP), Austrian Women’s Shelter Network, ECPAT Belgium, ECPAT Luxembourg, Kopin (Koperazzjoni Internazzjonali – Malta), Red Acoge, Refugees Welcome Denmark, Safe Passage, Slovene Philanthropy e WeWorld ONLUS. (www.viedifuga.org)
 

La scrittura non va in esilio: la grande festa per la scuole del Centro Astalli

Roma - Più di 900 ragazzi, provenienti da tutta Italia, hanno partecipato all’evento “La scrittura non va in esilio” organizzato dal Centro Astalli, premiazione dei concorsi letterari ”La scrittura non va in esilio” per le scuole medie superiori e “Scriviamo a colori” per le scuole medie inferiori che vedono ogni anno cimentarsi nella scrittura migliaia di studenti coinvolti nei progetti per le scuole “Finestre – Storie di rifugiati” e “Incontri – Percorsi di dialogo interreligioso“. Una grande festa per le scuole e un’occasione per lanciare un appello in favore dell’approvazione della legge sulla cittadinanza per i bambini nati e cresciuti in Italia. Si sono alternati sul palco dell’Auditorium del Massimo di Roma, per premiare i giovani autori dei racconti vincitori, P. Camillo Ripamonti (Presidente Centro Astalli), Romano Montroni (Presidente del Centro per il libro e la lettura – MiBACT), Nicola Zingaretti (Presidente della Regione Lazio), Simonetta Agnello Hornby (scrittrice), Andrea Segre (regista) e P. Giovanni La Manna (Rettore dell’Istituto Massimo) introdotti da Giovanni Anversa, giornalista Rai.
 
 

Papa Francesco ai giovani: recitate il Rosario

Città del Vaticano - “Alla fine del mese di ottobre desidero raccomandare la preghiera del Santo Rosario”. Salutando, al termine dell’udienza di oggi, i fedeli di lingua italiana, il Papa si è rivolto ai giovani: “Questa preghiera mariana sia per voi, cari giovani, occasione per penetrare più a fondo il mistero di Cristo operante nella vostra vita”. “Amate il Rosario”, l’invito agli ammalati, “perché dia consolazione e senso alle vostre sofferenze”. Agli sposi  novelli, Francesco ha augurato che il Rosario “diventi occasione privilegiata per sperimentare quella intimità spirituale con Dio che fonda una nuova famiglia”.
 

Genova: domani la premiazione del concorso “Le Americhe: tra sogno e realtà”

Genova - Sarà inaugurata domani a Genova la III edizione del concorso di pittura, fotografia e musica Premio Fondazione Casa America intitolato nel 2017 “Le Americhe: tra sogno e realtà”, che ha visto la partecipazione di 75 artisti.
La manifestazione  - che si svolgerà presso la Sala delle Compere di Palazzo San Giorgio, sede della Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure occidentale – prevede la premiazione degli artisti vincitori e alla vincitrice della sezione pittura verrà assegnato il Premio Raimondo Sirotti Città di Bogliasco, per ricordare il celebre pittore scomparso alcuni mesi fa.
All'incontro interverranno Paolo Emilio Signorini e Marco Sanguineri, rispettivamente presidente e segretario generale dell'Autorità di Sistema Portuale, Roberto Speciale, presidente di Fondazione Casa America, il sindaco di Bogliasco Gianluigi Brisca, il professor Giuseppe Pericu, il critico d'arte Luciano Caprile e il professor Giancarlo Pinto.