Milano. Mons. Franco Agnesi, membro della Commissione Episcopale per le Migrazioni e delegato Migrantes della Conferenza Episcopale della Lombardia, è il nuovo vicario generale della diocesi di Milano...
Primo Piano
Papa Francesco: oggi al carcere di Rebibia per la Lavanda dei piedi
Città del Vaticano - Oggi pomeriggio, Giovedì Santo, Papa Francesco si recherà nella Casa Circondariale Regina Coeli di Roma. Al suo arrivo, intorno alle ore 16, incontrerà...
Mons. Delpini: celebrazioni accoglienti verso gli stranieri
Milano - Curare la celebrazione domenicale e la partecipazione dei fedeli, prestando attenzione "affinché tutti i cattolici si sentano sempre di più a proprio agio nella celebrazione eucaristica della loro comunità, anche se provengono da altri Paesi e parlano abitualmente un’altra lingua”...
Oim: calano gli sbarchi ma aumentano i morti
Roma - Nonostante il calo degli arrivi registrato al 24 marzo di quest’anno (21.928 arrivi nel 2017, 6161 nello stesso periodo del 2018: - 70%), il numero di morti, anche se diminuito in numeri assoluti (727 nel 2017, 358 nel 2018), è “in realtà proporzionalmente aumentato del 75%...
Mons. Belotti: il cordoglio dei nostri emigrati in Svizzera
Bergamo - Anche dalla Svizzera, dove mons. Lino Belotti era stato missionario, sono arrivati per rendergli omaggio dopo la sua morte. In particolare da La Chaux-deFonds...
Filippine: il card. Tagle lava i piedi a migranti e rifugiati con un pensiero ai filippini nel mondo
Manila - Il card. Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila, laverà i piedi a 12 migranti, rifugiati o sfollati nella Messa in Coena domini di domani 29 marzo, Giovedì Santo, nella Cattedrale di Manila. L’attenzione della chiesa filippina va alla “difficile condizione dei filippini che lavorano all'estero che, nonostante i pericoli, rischiano la loro sicurezza per dare alle loro famiglie nelle Filippine una vita dignitosa”, si legge in una nota diffusa dalla diocesi di Manila.
Consiglio d’Europa: passaporto professionale rifugiati per certificare qualifiche ed esperienze di lavoro
Strasburgo - Il “passaporto europeo di qualificazione per i rifugiati” è il nuovo strumento che oggi il Consiglio d’Europa lancia, dopo la fase pilota condotta nel 2017. Sarà un documento – spiega oggi l’agenzia Sir - a disposizione dei rifugiati per certificare le loro qualifiche accademiche e le esperienze professionali sulla base degli attestati disponibili o, in mancanza di essi, di un colloquio. L’obiettivo è facilitare l’integrazione dei rifugiati nel mercato del lavoro o il proseguimento di studi superiori. Dopo la fase sperimentale, oggi comincia la fase di “capacity building” di coloro che attraverso una ben precisa metodologia dovranno valutare il livello d’istruzione dei rifugiati, esperienze lavorative e competenze linguistiche in assenza di documentazione completa. Il formato è pensato per essere usato anche al di fuori del Paese ospitante: se i rifugiati si trasferiscono in un altro Paese in Europa, le loro qualifiche non dovranno essere nuovamente certificate. Coinvolte in quest’iniziativa sono l’UNHCR, Grecia, Italia, Norvegia e Regno Unito, attive nella prima fase, a cui si aggiungono ora altri Paesi (Armenia, Canada, Francia, Germania e Paesi Bassi).
Buona Pasqua
Roma - “Ti vedo, Gesù, nudo, come non ti ho mai visto. Ti hanno privato delle vesti, Gesù, e se le stanno giocando a dadi. Agli occhi di questi uomini hai perso l’unico brandello di dignità che ti era rimasto, l’unico oggetto che possedevi in questo tuo cammino di sofferenza. All’inizio dei tempi, tuo Padre aveva cucito degli abiti per gli uomini, per rivestirli di dignità; ora, degli uomini te li strappano di dosso. Ti vedo, Gesù, e vedo un giovane migrante, corpo distrutto che arriva in una terra troppo spesso crudele, pronta a togliergli la veste, unico suo bene, e a venderla; a lasciarlo così con la sua sola croce, come la tua, con la sua sola pelle martoriata, come la tua, con i suoi soli occhi grandi di dolore, come i tuoi. Ma c’è qualcosa che gli uomini spesso dimenticano riguardo alla dignità: essa si trova sotto la tua pelle, è parte di te e sarà sempre con te, e ancor di più in questo momento, in questa nudità. La stessa nudità con cui veniamo alla luce è quella con cui la terra ci accoglie alla sera della vita. Da una madre all’altra. E ora qui, su questa collina, c’è anche tua madre, che ti vede di nuovo nudo. Ti vedo e comprendo la grandezza e lo splendore della tua dignità, della dignità di ogni uomo, che nessuno potrà mai cancellare”.
Queste parole, tratte dalle meditazioni per la Via Crucis di Papa Francesco al Colosseo di venerdì sera, li facciamo nostre per augurare a tutti una Santa Pasqua.
La Domenica della Risurrezione – ha detto oggi Papa Francesco al termine dell’Udienza Generale - “vi riempia della gioiosa vittoria riportata da Cristo su tutto quanto è contro la vita e il bene nel mondo”.
Queste parole, tratte dalle meditazioni per la Via Crucis di Papa Francesco al Colosseo di venerdì sera, li facciamo nostre per augurare a tutti una Santa Pasqua.
La Domenica della Risurrezione – ha detto oggi Papa Francesco al termine dell’Udienza Generale - “vi riempia della gioiosa vittoria riportata da Cristo su tutto quanto è contro la vita e il bene nel mondo”.
Migrantes Reggio Emilia Emilia-Guastalla: il 29 aprile pellegrinaggio dei Popoli alla Ghiara
Reggio Emilia – Si svolgerà il prossimo 29 aprile il pellegrinaggio dei Popoli alla Basilica della Madonna della Ghiara a Reggio Emilia con la celebrazione eucaristica animata nelle diverse lingue e tradizioni delle comunità cattoliche immigrate nella diocesi. La celebrazione sarà presieduta dal delegato del vescovo don Daniele Simonazzi.
Migrantes Carpi: un convegno su l’impatto degli immigrati sull’economia italiana
Carpi - Quanto contribuiscono gli stranieri al PIL italiano? Quante risorse sono loro destinate? Quanti sono gli occupati di origine straniera? E gli imprenditori? Sono queste le domande alle quali, insieme ad altre a esse collegate, si tenterà di fornire la risposta più esauriente possibile a partire dai dati delle indagini demografiche, sociologiche ed economiche sabato 7 aprile a Carpi alle ore 9:45, nel corso del convegno “Insieme per crescere? L’impatto degli immigrati sull’economia italiana”, promosso dal Comune di Carpi, dalla Consulta per l’Integrazione dei cittadini stranieri dell’Unione delle Terre d’Argine e dalla Migrantes Diocesana, in collaborazione con l’Associazione I giovani per Carpi. Il dibattito sarà ospitato dalla Fondazione CR Carpi, presso l’Auditorium San Rocco. L’iniziativa, inserita all’interno del Festival della Migrazione, sarà scandita dall’intervento di Alessandro Rosina, Docente di Demografia presso la Facoltà di Economia dell’Università Cattolica di Milano e Direttore del Laboratorio di statistica applicata alle decisioni economico aziendali, Massimo Baldini, Docente di Economia Pubblica presso la Facoltà di Economia “Marco Biagi”, Università di Modena e Reggio Emilia e Gian Carlo Cerchiari, vice Presidente della Camera di Commercio Modena, Secondo i dati dell’ente camerale, al 31 dicembre 2017 a Modena e provincia sono 7.500 le imprese gestite da stranieri attive, pari all'11,5% delle imprese totali modenesi, 33 in più rispetto a settembre 2017 e con un incremento congiunturale pari a +0,4%, incremento che risulta ancor più consistente, con un +3,2%, su base annuale.
La distribuzione per settori di attività è piuttosto differente da quella del totale delle imprese modenesi, infatti quelle a conduzione straniera sono concentrate soprattutto nelle costruzioni con un 30,9% a fronte del 16,1% del totale provinciale. Per il commercio (22,4%) invece, la proporzione risulta molto simile al totale imprese (22,3%). Anche l'industria manifatturiera è ben rappresentata (17,7%).
La distribuzione per settori all'interno del manifatturiero – spiega una nota - mostra poi come quelle straniere siano ancora più concentrate delle imprese giovanili e femminili: ben il 55,2% di esse opera infatti nell'industria del tessile-abbigliamento, mentre altri settori favoriti sono la “produzione di prodotti in metallo” (20,6%) e la “manutenzione e riparazione” (5,5%).
Durante il 2017 tutti i settori delle imprese capitanate da stranieri mostrano andamenti positivi, ma l'aumento più sensibile è dato dai servizi alle persone che salgono dell'11,6%, seguito dai servizi alle imprese (+7,7%) e dall'agricoltura (+5,8%).
Infine, dal punto di vista della natura giuridica, pare “che gli imprenditori stranieri preferiscano operare da soli, infatti le imprese straniere mostrano la maggior concentrazione di tutti verso quelle individuali: più di due terzi di esse prediligono questa forma giuridica, arrivando al 78,8% del totale. Molte meno sono le società di capitali (11,5%) e le società di persone raggiungono solamente il 6,7% del totale”.
“Riteniamo questa iniziativa davvero molto importante – spiega il Presidente della Consulta per l’integrazione Ousmane Cisse – perché è tempo di interrogarsi seriamente e approfonditamente, dati alla mano, su cosa significhi, dal punto di vista economico, la presenza degli stranieri in Italia. Non è possibile affidarsi a sensazioni e stati d’animo, ma occorre esaminare lucidamente la realtà che abbiamo di fronte, perché conoscere quel che sta avvenendo è l’unico modo, oltre che il presupposto necessario, per articolare delle politiche che possano sia favorire l’integrazione che stimolare la crescita economica del nostro paese. Per fare questo, per aiutarci a mettere a fuoco la situazione in cui ci troviamo. non potevamo avere ospiti migliori”.
Significative anche le parole di Stefano Croci, Direttore di Migrantes a Carpi: “La Migrantes Diocesana Carpi, articolazione a livello locale della Fondazione Migrantes, organismo della CEI competente per la pastorale relativa alle migrazioni, ha tra i suoi fini anche la cura di una adeguata informazione su questi temi, al fine di una convivenza più giusta e pacifica. L’obiettivo che ci siamo dati con questo Convegno è quello di comunicare dati e concetti oggettivi in merito all’argomento trattato, suscitando un dibattito non confinato solo agli addetti ai lavori e confrontandosi con il sentire concreto di un territorio, coinvolgendo anche i giovani. Un convegno per quanto possibile non tradizionale. Infatti, durante il convegno intendiamo mostrare anche videointerviste sul tema, realizzate in precedenza, a membri delle istituzioni e a comuni cittadini, in un confronto aperto e reale con le domande, i dubbi, le incertezze e magari le paure dei cittadini del nostro territorio. Nella preparazione di questo Convegno – aggiunge Croci - ci hanno colpito in particolare alcuni punti, tra cui: i dati relativi al saldo positivo (per gli italiani) di finanza pubblica derivante dalla presenza in Italia dei migranti; l’impatto positivo sulle sfasature presenti nel mercato del lavoro italiano, che sono state colmate o almeno attenuate dall’arrivo di lavoratori stranieri, il che smentisce, a nostro parere, la tesi secondo cui i migranti ci sottrarrebbero lavoro; gli impatti della presenza dei migranti su salari, partecipazione delle donne italiane al mondo del lavoro, opportunità economiche degli italiani e su altri aspetti del mondo dell’economia e del lavoro, impatti che da diversi studi risultano essere contro intuitivamente positivi. Tutti temi che saranno oggetto del Convegno.”
La distribuzione per settori di attività è piuttosto differente da quella del totale delle imprese modenesi, infatti quelle a conduzione straniera sono concentrate soprattutto nelle costruzioni con un 30,9% a fronte del 16,1% del totale provinciale. Per il commercio (22,4%) invece, la proporzione risulta molto simile al totale imprese (22,3%). Anche l'industria manifatturiera è ben rappresentata (17,7%).
La distribuzione per settori all'interno del manifatturiero – spiega una nota - mostra poi come quelle straniere siano ancora più concentrate delle imprese giovanili e femminili: ben il 55,2% di esse opera infatti nell'industria del tessile-abbigliamento, mentre altri settori favoriti sono la “produzione di prodotti in metallo” (20,6%) e la “manutenzione e riparazione” (5,5%).
Durante il 2017 tutti i settori delle imprese capitanate da stranieri mostrano andamenti positivi, ma l'aumento più sensibile è dato dai servizi alle persone che salgono dell'11,6%, seguito dai servizi alle imprese (+7,7%) e dall'agricoltura (+5,8%).
Infine, dal punto di vista della natura giuridica, pare “che gli imprenditori stranieri preferiscano operare da soli, infatti le imprese straniere mostrano la maggior concentrazione di tutti verso quelle individuali: più di due terzi di esse prediligono questa forma giuridica, arrivando al 78,8% del totale. Molte meno sono le società di capitali (11,5%) e le società di persone raggiungono solamente il 6,7% del totale”.
“Riteniamo questa iniziativa davvero molto importante – spiega il Presidente della Consulta per l’integrazione Ousmane Cisse – perché è tempo di interrogarsi seriamente e approfonditamente, dati alla mano, su cosa significhi, dal punto di vista economico, la presenza degli stranieri in Italia. Non è possibile affidarsi a sensazioni e stati d’animo, ma occorre esaminare lucidamente la realtà che abbiamo di fronte, perché conoscere quel che sta avvenendo è l’unico modo, oltre che il presupposto necessario, per articolare delle politiche che possano sia favorire l’integrazione che stimolare la crescita economica del nostro paese. Per fare questo, per aiutarci a mettere a fuoco la situazione in cui ci troviamo. non potevamo avere ospiti migliori”.
Significative anche le parole di Stefano Croci, Direttore di Migrantes a Carpi: “La Migrantes Diocesana Carpi, articolazione a livello locale della Fondazione Migrantes, organismo della CEI competente per la pastorale relativa alle migrazioni, ha tra i suoi fini anche la cura di una adeguata informazione su questi temi, al fine di una convivenza più giusta e pacifica. L’obiettivo che ci siamo dati con questo Convegno è quello di comunicare dati e concetti oggettivi in merito all’argomento trattato, suscitando un dibattito non confinato solo agli addetti ai lavori e confrontandosi con il sentire concreto di un territorio, coinvolgendo anche i giovani. Un convegno per quanto possibile non tradizionale. Infatti, durante il convegno intendiamo mostrare anche videointerviste sul tema, realizzate in precedenza, a membri delle istituzioni e a comuni cittadini, in un confronto aperto e reale con le domande, i dubbi, le incertezze e magari le paure dei cittadini del nostro territorio. Nella preparazione di questo Convegno – aggiunge Croci - ci hanno colpito in particolare alcuni punti, tra cui: i dati relativi al saldo positivo (per gli italiani) di finanza pubblica derivante dalla presenza in Italia dei migranti; l’impatto positivo sulle sfasature presenti nel mercato del lavoro italiano, che sono state colmate o almeno attenuate dall’arrivo di lavoratori stranieri, il che smentisce, a nostro parere, la tesi secondo cui i migranti ci sottrarrebbero lavoro; gli impatti della presenza dei migranti su salari, partecipazione delle donne italiane al mondo del lavoro, opportunità economiche degli italiani e su altri aspetti del mondo dell’economia e del lavoro, impatti che da diversi studi risultano essere contro intuitivamente positivi. Tutti temi che saranno oggetto del Convegno.”
Lucani nel mondo: presentato il Rapporto Migrantes
Potenza – Durante i lavori dell’Assemblea dei Lucani nel mondo, che si è conclusa ieri, la presentazione del Rapporto Migrantes “Italiani nel Mondo” con la partecipazione di Giuseppe Sommario, ricercatore dell’Università Cattolica di Milano e uno degli autori del “Rapporto Migrantes Italiani nel Mondo 2017” che ha fornito una fotografia sulla mobilità italiana.
“L’Italia – ha esordito Sommario - è un paese in recessione demografica, per cui è vitale il ruolo svolto dagli emigrati. Sono quasi 5 milioni gli italiani iscritti all’Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero), l’8,2 % della popolazione italiana, a cui corrisponde un numero altrettanto cospicuo di stranieri che hanno la residenza in Italia. Negli ultimi anni il fenomeno dell’emigrazione è cresciuto tantissimo, oltre il 60% dal 2006 in poi. Per quanto riguarda la mobilità interna, sono oltre 60 mila gli italiani che si muovono nel Paese in una direzione invariata, Sud-Nord, mentre le regioni coinvolte sono sempre le stesse: Calabria, Basilicata e Campania che si muovono verso la Lombardia e l’Emilia Romagna. Se un tempo a partire erano i maschi, scarsamente scolarizzati – ha spiegato il ricercatore - oggi sono soprattutto i giovani con un elevato grado di istruzione e con una prevalenza femminile. Ma partono un po’ tutte le categorie: i giovani per andare a studiare all’università; chi ha già una laurea per concludere e perfezionare il proprio percorso di studio; i giovani adulti che hanno perso il lavoro. Ma partono anche gli anziani, i pensionati over 65, sia perché con la pensione non riescono ad arrivare a fine mese e sia per ricongiungersi ai propri figli”.
Sommario si è poi soffermato sul concetto di spaesamento, la condizione psicologica emotiva di chi non si sente più a casa. “A soffrire dello spaesamento – ha precisato - sono anche i ‘rimasti’ e i luoghi abbandonati. Tanti sono i borghi italiani in via d’abbandono con le diverse case degli emigranti vuote”. Ma come si può guarire da questa malattia? Il rimedio per il ricercatore della Cattolica potrebbe essere quello di “restituire una storia reale di quella che è stata la nostra emigrazione. In 150 anni sono oltre 30 milioni gli italiani partiti verso altri lidi ma lo spazio dedicato dai libri di storia a questo fenomeno è minimo. Per sanare questa discrepanza - ha precisato - è opportuno abbinare al metodo quantitativo quello qualitativo, dando un volto e un nome a chi è partito”. Sommario ha poi concluso il suo intervento riportando un brano della lettera di Papa Francesco in occasione della giornata della gioventù: “Saper fare memoria del passato non significa essere nostalgici o rimanere attaccati a un determinato periodo della storia, ma saper riconoscere le proprie origini e lanciarsi verso i tempi nuovi”.
“L’Italia – ha esordito Sommario - è un paese in recessione demografica, per cui è vitale il ruolo svolto dagli emigrati. Sono quasi 5 milioni gli italiani iscritti all’Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero), l’8,2 % della popolazione italiana, a cui corrisponde un numero altrettanto cospicuo di stranieri che hanno la residenza in Italia. Negli ultimi anni il fenomeno dell’emigrazione è cresciuto tantissimo, oltre il 60% dal 2006 in poi. Per quanto riguarda la mobilità interna, sono oltre 60 mila gli italiani che si muovono nel Paese in una direzione invariata, Sud-Nord, mentre le regioni coinvolte sono sempre le stesse: Calabria, Basilicata e Campania che si muovono verso la Lombardia e l’Emilia Romagna. Se un tempo a partire erano i maschi, scarsamente scolarizzati – ha spiegato il ricercatore - oggi sono soprattutto i giovani con un elevato grado di istruzione e con una prevalenza femminile. Ma partono un po’ tutte le categorie: i giovani per andare a studiare all’università; chi ha già una laurea per concludere e perfezionare il proprio percorso di studio; i giovani adulti che hanno perso il lavoro. Ma partono anche gli anziani, i pensionati over 65, sia perché con la pensione non riescono ad arrivare a fine mese e sia per ricongiungersi ai propri figli”.
Sommario si è poi soffermato sul concetto di spaesamento, la condizione psicologica emotiva di chi non si sente più a casa. “A soffrire dello spaesamento – ha precisato - sono anche i ‘rimasti’ e i luoghi abbandonati. Tanti sono i borghi italiani in via d’abbandono con le diverse case degli emigranti vuote”. Ma come si può guarire da questa malattia? Il rimedio per il ricercatore della Cattolica potrebbe essere quello di “restituire una storia reale di quella che è stata la nostra emigrazione. In 150 anni sono oltre 30 milioni gli italiani partiti verso altri lidi ma lo spazio dedicato dai libri di storia a questo fenomeno è minimo. Per sanare questa discrepanza - ha precisato - è opportuno abbinare al metodo quantitativo quello qualitativo, dando un volto e un nome a chi è partito”. Sommario ha poi concluso il suo intervento riportando un brano della lettera di Papa Francesco in occasione della giornata della gioventù: “Saper fare memoria del passato non significa essere nostalgici o rimanere attaccati a un determinato periodo della storia, ma saper riconoscere le proprie origini e lanciarsi verso i tempi nuovi”.
Migrantes Cosenza-Bisignano: concluso il Corso per Tutori Volontari
Cosenza- Si è concluso, questo fine settimana, il Corso di Formazione per Tutori Volontari per Minori Stranieri non Accompagnati promosso dall’Ufficio del Garante dell’Infanzia e Adolescenza della Regione Calabria ed organizzato dall’Ufficio Migrantes della diocesi di Cosenza-Bisignano ed il Centro Mediterraneo Giorgio La Pira di Pozzallo con la collaborazione della Fondazione Migrantes e l’ASGI, con il sostegno del Tavolo Immigrazione della CEI, nell’ambito della campagna “Liberi di partire, liberi di restare”. Il corso ha avuto avvio con il 1° Modulo - Fenomenologico sui “Processi migratori e l’accoglienza dei MSNA” con gli interventi di Cristina Molfetta della Fondazione Migrantes e la presenza dei referenti istituzionali del territorio (Prefettura, Questura, Diocesi, Tribunale dei Minorenni e SPRAR).
Nel mese di febbraio la visita alla comunità “Luna Rossa” di Lamezia Terme ha dato la possibilità di incontrare storie, vissuti ed esperienze di minori che hanno lasciato il proprio paese.
Il 2/3 marzo l’avvio del 2° Modulo – Giuridico sulla “Tutela dei MSNA” in cui gli avv. Flavia Cerino (centro mediterraneo La Pira) e Filippo Finocchiaro (ASGI) hanno accompagnato i corsisti nelle questioni relative alla tutela dei MSNA con particolare attenzione al ruolo del tutore volontario. Il 9 ed il 23/24 Marzo si sono svolti gli incontri conclusivi inerenti il 3°Modulo - psico-socio-sanitario su “Il percorso di integrazione sociale dei MSNA anche in situazioni di particolare vulnerabilità”. La dott.ssa Bonadies (Save The Children) ha relazionato sulla questione culturale nella relazione d’aiuto e sugli effetti della migrazione da una prospettiva psicologica, la dott.ssa Godino (comunità Luna Rossa) è intervenuta, anche con il supporto di un tutore volontario e di 3 minori stranieri, sulle dinamiche dell’ascolto dei MSNA, ed infine la dott.ssa Cento ha concluso il modulo ponendo l’accento sul tema della costruzione di una relazione d’aiuto con minori con particolari vulnerabilità. Alla fine del Corso, dopo il test previsto dalle linee guida, 33 partecipanti hanno dichiarato la loro disponibilità, per l’iscrizione negli elenchi dei tutori volontari che ora sarà trasmessa per l’idoneità all’Ufficio del Garante ed al Tribunale dei Minorenni.
Il progetto “Tutori volontari per i minori stranieri non accompagnati: percorsi di sensibilizzazione, formazione e costituzione di una rete di tutori volontari” continua attraverso il gruppo di supporto composto dai referenti dell’Ufficio Migrantes diocesano e dagli esperti del Centro Mediterraneo La Pira che accompagneranno i tutori volontari attraverso attività di formazione e di consulenza.
Nel mese di febbraio la visita alla comunità “Luna Rossa” di Lamezia Terme ha dato la possibilità di incontrare storie, vissuti ed esperienze di minori che hanno lasciato il proprio paese.
Il 2/3 marzo l’avvio del 2° Modulo – Giuridico sulla “Tutela dei MSNA” in cui gli avv. Flavia Cerino (centro mediterraneo La Pira) e Filippo Finocchiaro (ASGI) hanno accompagnato i corsisti nelle questioni relative alla tutela dei MSNA con particolare attenzione al ruolo del tutore volontario. Il 9 ed il 23/24 Marzo si sono svolti gli incontri conclusivi inerenti il 3°Modulo - psico-socio-sanitario su “Il percorso di integrazione sociale dei MSNA anche in situazioni di particolare vulnerabilità”. La dott.ssa Bonadies (Save The Children) ha relazionato sulla questione culturale nella relazione d’aiuto e sugli effetti della migrazione da una prospettiva psicologica, la dott.ssa Godino (comunità Luna Rossa) è intervenuta, anche con il supporto di un tutore volontario e di 3 minori stranieri, sulle dinamiche dell’ascolto dei MSNA, ed infine la dott.ssa Cento ha concluso il modulo ponendo l’accento sul tema della costruzione di una relazione d’aiuto con minori con particolari vulnerabilità. Alla fine del Corso, dopo il test previsto dalle linee guida, 33 partecipanti hanno dichiarato la loro disponibilità, per l’iscrizione negli elenchi dei tutori volontari che ora sarà trasmessa per l’idoneità all’Ufficio del Garante ed al Tribunale dei Minorenni.
Il progetto “Tutori volontari per i minori stranieri non accompagnati: percorsi di sensibilizzazione, formazione e costituzione di una rete di tutori volontari” continua attraverso il gruppo di supporto composto dai referenti dell’Ufficio Migrantes diocesano e dagli esperti del Centro Mediterraneo La Pira che accompagneranno i tutori volontari attraverso attività di formazione e di consulenza.
“Studiare Migrando”: la prima piattaforma e-learning per giovani migranti e rifugiati che unisce innovazione didattica e inclusione sociale
Roma – Questa mattina a Palermo il Fondo delle Nazioni unite per l'infanzia (Unicef), la Scuola di lingua italiana per stranieri (ItaStra) dell'Ateneo di Palermo e l'Istituto per le tecnologie didattiche del Consiglio nazionale delle ricerche (Itd-Cnr), hanno presentato alla stampa “Studiare Migrando”, il progetto, realizzato con il patrocinio dell’Ufficio scolastico regionale (Urs) per la Sicilia, che prevede la realizzazione di una piattaforma e-learning rivolta a giovani migranti e rifugiati con l'obiettivo di accompagnarli nell’apprendimento della lingua italiana per la comunicazione e per la preparazione agli esami conclusivi del primo ciclo di istruzione.
Gli utenti saranno principalmente ospiti di comunità di prima e seconda accoglienza in cui è presente Intersos, partner di progetto di Unicef, che frequentano i Centri provinciali di istruzione per adulti (Cpia). Alla presentazione anche alcuni dei giovani migranti e rifugiati che usufruiranno dello strumento digitale.
Gli utenti saranno principalmente ospiti di comunità di prima e seconda accoglienza in cui è presente Intersos, partner di progetto di Unicef, che frequentano i Centri provinciali di istruzione per adulti (Cpia). Alla presentazione anche alcuni dei giovani migranti e rifugiati che usufruiranno dello strumento digitale.
Peruviani in Italia ringraziano Papa Francesco
Roma - Erano circa 800 i peruviani residenti in Italia e presenti domenica mattina in Piazza San Pietro per la celebrazione della Messa della Domenica delle Palme e per l’Angelus accompagnati da diversi cappellani e dal coordinatore nazionale Migrantes per la pastorale con i peruviani, don Emerson Campos Anguilar. Una occasione per “rinnovare la nostra fede in Dio insieme al nostro Padre e Papa Francesco” e “ringraziarlo per la recente visita in Perù” dello scorso mese di gennaio, dice p. Emerson: la comunità peruviana ha “voluto con questo pellegrinaggio affidare la terra del Perù alle preghiere del Papa in questi giorni di crisi politica. Il Papa ci ha incoraggiato con la sua benedizione”. In Italia sono oltre 100mila i peruviani residenti. (R.Iaria)
ISMU: tra gli stranieri gli ortodossi superano i musulmani
Milano - Secondo le più recenti stime della Fondazione Ismu, gli stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2017 che professano la religione cristiana ortodossa si confermano come l’anno precedente i più numerosi (oltre 1,6 milioni, +0,7%), seguiti dai musulmani (poco più di 1,4 milioni, -0,2%) e dai cattolici (poco più di un milione, -0,1%). Passando alle religioni di minor importanza quantitativa, i buddisti stranieri sono stimati in 188mila (+3,5% rispetto al 1° gennaio 2016), i cristiani evangelisti in 124mila (+2,3%), gli induisti in 73mila (+0,8%), i sikh in 72mila (+0,9%), i cristiani copti in 19mila (+2,1%). Il dato in una nota diffusa oggi da Ismu.
Considerando anche cristiani di altre confessioni non comprese tra le principali (111mila in totale al 1°gennaio 2017, +3,8% rispetto ad inizio 2016), i cristiani (compresi i cattolici) stranieri residenti in
Italia risultano in tutto 2,9 milioni, in aumento dello 0,6% nell’ultimo anno. Anche se non includono gli stranieri non iscritti in anagrafe le elaborazioni di ISMU mettono in mostra che il panorama delle religioni professate dagli stranieri è variegato e “sfata in particolare il pregiudizio secondo cui la maggior parte degli immigrati professa l’Islam”. Per quanto riguarda le provenienze si stima che la maggior parte dei musulmani stranieri residenti in Italia provenga dal Marocco (408mila), seguito dall’Albania (206mila), dal Bangladesh (103mila), dal Pakistan (100mila), dall’Egitto (96mila), dalla Tunisia (93mila) e dal Senegal (87mila).
La regione in cui la presenza di stranieri di fede cristiana ortodossa è maggiore è la Lombardia, con 268mila presenze, seguita dal Lazio con 263mila e poi più a distanza da Veneto (174mila), Piemonte (161mila), Emilia Romagna (158mila) e Toscana (117mila).
La regione in cui vivono più stranieri residenti di fede musulmana, minorenni inclusi, è la Lombardia: sono 360mila, pari ad oltre un quarto del totale degli islamici presenti in Italia. Al secondo posto troviamo l’Emilia Romagna con 178mila musulmani, al terzo il Veneto dove i musulmani sono 134mila, al quarto il Lazio con 120mila presenze appena davanti al Piemonte (117mila).
La regione italiana in cui vivono più immigrati cattolici è la Lombardia, con 273mila presenze, seguita dal Lazio (153mila), dall’Emilia Romagna (94mila), dalla Toscana (84mila), dal Veneto e dal Piemonte (76mila in entrambe le regioni).
La provincia di Milano è capolista per numero di stranieri residenti sia musulmani (115mila pari all’8,1% del totale nazionale) sia cattolici (143mila pari al 13,8% del totale nazionale), in entrambi i casi leggermente davanti a quella di Roma (che conta 98mila stranieri musulmani e 134mila stranieri cattolici). La provincia di Roma invece primeggia per numero di cristiani ortodossi (211mila, pari al 13,0% del totale nazionale), seguono le provincie di Torino (99mila) e Milano (88mila). Dopo le province di Milano e di Roma, i musulmani si concentrano soprattutto in quelle di Brescia (61mila) e Bergamo (50mila).
Considerando anche cristiani di altre confessioni non comprese tra le principali (111mila in totale al 1°gennaio 2017, +3,8% rispetto ad inizio 2016), i cristiani (compresi i cattolici) stranieri residenti in
Italia risultano in tutto 2,9 milioni, in aumento dello 0,6% nell’ultimo anno. Anche se non includono gli stranieri non iscritti in anagrafe le elaborazioni di ISMU mettono in mostra che il panorama delle religioni professate dagli stranieri è variegato e “sfata in particolare il pregiudizio secondo cui la maggior parte degli immigrati professa l’Islam”. Per quanto riguarda le provenienze si stima che la maggior parte dei musulmani stranieri residenti in Italia provenga dal Marocco (408mila), seguito dall’Albania (206mila), dal Bangladesh (103mila), dal Pakistan (100mila), dall’Egitto (96mila), dalla Tunisia (93mila) e dal Senegal (87mila).
La regione in cui la presenza di stranieri di fede cristiana ortodossa è maggiore è la Lombardia, con 268mila presenze, seguita dal Lazio con 263mila e poi più a distanza da Veneto (174mila), Piemonte (161mila), Emilia Romagna (158mila) e Toscana (117mila).
La regione in cui vivono più stranieri residenti di fede musulmana, minorenni inclusi, è la Lombardia: sono 360mila, pari ad oltre un quarto del totale degli islamici presenti in Italia. Al secondo posto troviamo l’Emilia Romagna con 178mila musulmani, al terzo il Veneto dove i musulmani sono 134mila, al quarto il Lazio con 120mila presenze appena davanti al Piemonte (117mila).
La regione italiana in cui vivono più immigrati cattolici è la Lombardia, con 273mila presenze, seguita dal Lazio (153mila), dall’Emilia Romagna (94mila), dalla Toscana (84mila), dal Veneto e dal Piemonte (76mila in entrambe le regioni).
La provincia di Milano è capolista per numero di stranieri residenti sia musulmani (115mila pari all’8,1% del totale nazionale) sia cattolici (143mila pari al 13,8% del totale nazionale), in entrambi i casi leggermente davanti a quella di Roma (che conta 98mila stranieri musulmani e 134mila stranieri cattolici). La provincia di Roma invece primeggia per numero di cristiani ortodossi (211mila, pari al 13,0% del totale nazionale), seguono le provincie di Torino (99mila) e Milano (88mila). Dopo le province di Milano e di Roma, i musulmani si concentrano soprattutto in quelle di Brescia (61mila) e Bergamo (50mila).
Lucani nel Mondo: da ieri l’incontro annuale
Melfi – Si concluderà oggi a Melfi l’annuale assemblea dei lucani nel mondo. Tema dell’incontro “IdentItalia - lucani per scelta. Un centinaio i delegati presenti. L’incontro si è aperto con il saluto istituzionale del sindaco di Filiano, che ieri ha ospitato l’incontro, Francesco Santoro, che nel ringraziare la commissione regionale per aver voluto far svolgere l’assemblea annuale a Filiano, ha sottolineato “l’importanza di rendere omaggio ai nostri avi che, oggi rappresentati dalle associazioni presenti, con grande spirito di sacrificio hanno abbandonato la loro terra d’origine per cercare fortuna altrove”. “Vogliamo difendere – ha detto il presidente del Consiglio regionale, Francesco Mollica – questa assemblea con tutte le nostre forze, contro chi vorrebbe oggi fare annullare quello che la legge 16 della Regione Basilicata ha istituito, perché il legame con i nostri lucani lontani non si può staccare così semplicemente. C’è chi dice che l’assemblea è inutile ed è uno spreco di fondi. Abbiamo messo in piedi una rete importante e lo abbiamo fatto non senza difficoltà e non intendiamo abbandonare quanti, pur lontano, continuano a sentirsi fortemente lucani”. “Abbiamo stretto un patto di fiducia – ha detto il presidente della Commissione regionale lucani nel mondo, Aurelio Pace – tra la Basilicata ed il resto del mondo. Questa assemblea rappresenta i lucani nel mondo che sono per noi integrazione e conoscenza e partiamo da ciò che siamo stati per arrivare a ciò che ci caratterizzerà. L’azione dei lucani emigrati, moltissimi dei quali ci hanno reso orgogliosi per le loro attività, sarà indelebile per questa generazione e per quella che verrà. I lucani nel mondo sono pronti a riconsegnarci la storia di chi ce l’ha fatta e la riconsegnano ad un Paese intero, l’Italia, che rappresenta un altro tipo di civiltà e non certamente quella che fa morire una donna in procinto di partorire al confine solo perché bisogna far rispettare le leggi”. Il presidente Pace ha, quindi, letto una nota fatta pervenire dal ministro degli esteri Alfano di buon lavoro alla commissione e di benvenuto ai lucani giunti da tutti il mondo.
Garante infanzia: con minori stranieri l’Italia deve fare di più
Milano - L’Italia deve identificare i minori stranieri non accompagnati e assicurare loro protezione. Per farlo serve un supplemento di informazione a chi affronta viaggi terribili dall’Africa e, in misura molto minore da Pakistan e dai Balcani per raggiungere l’eldorado Europa. Lo chiede Filomena Albano, il Garante dei Diritti per l’infanzia e l’adolescenza, che ieri a Milano alla Cattolica ha partecipato al convegno 'La protezione del minore attraverso le frontiere' organizzato dall’Autorità da lei guidata. Nell’occasione è stato presentato un prontuario per l’operatore giuridico (scaricabile dalla sezione Pubblicazioni del sito www.garanteinfanzia.org) sulla Convenzione dell’Aia del 1996, che protegge le persone di minore età in Italia e altri 43 Stati, tra i quali tutti i membri Ue. Hanno firmato, ma non ancora ratificato Argentina, Canada e Stati Uniti. Del resto anche per i più piccoli il mondo si è rimpicciolito. I confini tra i Paesi sono stati erosi dalla crescente mobilità, i rapporti personali e familiari sempre più spesso sono caratterizzati da elementi di internazionalità. Il documento supporta l’attuazione di molte disposizioni contenute nella Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Si va dai diritti in materia di ambiente familiare alle disposizioni sui contatti e rapporti tra genitori e figli, a quelle sulle opinioni delle persone di minore età, sulla responsabilità genitoriale, sul contrasto alla violenza e all’abuso, sui sistemi alternativi di cura per l’infanzia, sui bambini rifugiati e sul traffico di minori soprattutto quelli stranieri e non accompagnati, tema sempre di attualità. Nonostante il calo degli arrivi, a fine gennaio erano infatti presenti sul territorio nazionale 15mila minori non accompagnati e 4.332 si sono resi irreperibili. Possono essere passati in Nord Europa o essere finiti sulla strada a mendicare o nelle mani della criminalità organizzata. «Hanno progetti migratori complessi, vogliono proseguire verso il nord Europa dove ad attenderli ci sono parenti o un genitore – aggiunge Albano –, ma spesso non sanno che farsi identificare in Italia non comporta la loro permanenza definitiva nel nostro Paese. È possibile un ricongiungimento con i parenti in altri Stati europei, certo con tempi più lunghi. Ma legalmente e in sicurezza, evitando percorsi rischiosi». Sui respingimenti verso l’Italia di minori stranieri soli effettuati da Francia, Svizzera e Austria Albano non si pronuncia. Ma chi può informarli delle alternative?
«Può essere uno dei nostri compiti come possono farsene carico le organizzazioni che li accolgono. E poi penso ai tutori volontari, figura prevista dalla nuova legge sui minori stranieri non accompagnati, che assomigliano a dei 'micro-garanti'. Abbiamo ricevuto 4mila domande di partecipazione ai corsi di formazione di questi volontari. In regioni quali Toscana, Abruzzo, Molise e Sardegna è l’ufficio nazionale a organizzare i corsi, altrove ci pensano gli uffici regionali». Ma occorre uno scatto per aumentare il numero di tutori: una norma governativa che autorizzi i volontari a prendere congedi dal lavoro e ad avere rimborsi spese sempre nella gratuità dell’azione. Sarà compito del nuovo esecutivo rispondere alla specifica richiesta della Garante presentata lo scorso novembre. E aldilà e aldiqua del confine occorrerà una sensibilizzazione sulla Convenzione dell’Aja. «È stata resa esecutiva in Italia nel 2015, a oltre dieci anni dalla firma – ricorda la Albano –. Rappresenta il segno della fiducia nella possibilità di assicurare continuità nella protezione del minorenne attraverso la cooperazione tra Stati». Suona attuale e controcorrente. (Paolo Lambruschi)
«Può essere uno dei nostri compiti come possono farsene carico le organizzazioni che li accolgono. E poi penso ai tutori volontari, figura prevista dalla nuova legge sui minori stranieri non accompagnati, che assomigliano a dei 'micro-garanti'. Abbiamo ricevuto 4mila domande di partecipazione ai corsi di formazione di questi volontari. In regioni quali Toscana, Abruzzo, Molise e Sardegna è l’ufficio nazionale a organizzare i corsi, altrove ci pensano gli uffici regionali». Ma occorre uno scatto per aumentare il numero di tutori: una norma governativa che autorizzi i volontari a prendere congedi dal lavoro e ad avere rimborsi spese sempre nella gratuità dell’azione. Sarà compito del nuovo esecutivo rispondere alla specifica richiesta della Garante presentata lo scorso novembre. E aldilà e aldiqua del confine occorrerà una sensibilizzazione sulla Convenzione dell’Aja. «È stata resa esecutiva in Italia nel 2015, a oltre dieci anni dalla firma – ricorda la Albano –. Rappresenta il segno della fiducia nella possibilità di assicurare continuità nella protezione del minorenne attraverso la cooperazione tra Stati». Suona attuale e controcorrente. (Paolo Lambruschi)
Antonio Albanese: “sui migranti la penso come Papa Francesco”
Roma - Presentando “Contromano” il film che racconta la storia di una donna milanese che riportando un immigrato in Africa cambia idea e converte il suo cuore, l’attore Antonio Albanese racconta a “Effetto Notte” la trasmissione dedicata al Cinema di Tv2000: “Di alcuni passi del Papa condivido non ‘quasi tutto’, ma tutto. Addirittura in alcuni dei suoi discorsi sembra di sentire il soggetto di questo film, soprattutto quando parla di accoglienza e di abbandonare la diffidenza. Noi italiani dobbiamo essere orgogliosi di avere accolto un grande numero di immigrati. Certo, prevale la paura. Succede come quando una mamma dice al proprio bambino di stare attento perché arriva il lupo: è sbagliatissimo, ma è un meccanismo che purtroppo funziona sempre. Inoltre, il 2016 è stato l’anno col più basso numero di crimini nella storia di questo paese, ma la percezione è che avvenga esattamente il contrario”.
Bonus bebè a tutte le mamme straniere
Roma - Il bonus bebè va riconosciuto a tutte le mamme straniere regolarmente soggiornanti e non solo alle lungo soggiornanti o ai titolari di protezione internazionale. Lo dice la Corte d'appello di Milano in un'ordinanza in cui respinge l'appello dell'Inps contro il tribunale di Milano e accoglie un ricorso di Asgi, Apn e Fondazione Piccini. Una battaglia che va avanti da tempo: dopo la decisione di primo grado - che aveva ritenuto discriminatoria la restrizione operata dall'Istituto rispetto alla previsione di legge - l'Inps ha, infatti, emanato il messaggio n. 661 del 13 febbraio 2018 con il quale ha dato esecuzione all'ordinanza, consentendo quindi a tutte le mamme straniere la presentazione delle domande, ma precisando che l'assegno viene pagato con riserva in relazione agli sviluppi futuri del giudizio. A questo punto, visto l'esito del giudizio di appello, il messaggio dell'Inps resta ulteriormente confermato. Tuttavia, se l'Istituto mantenesse la "riserva" sui pagamenti e decidesse di proseguire nel giudizio, i beneficiari che hanno nel frattempo ottenuto il titolo resterebbero in una situazione di incertezza per altri anni, fino alla decisione della Cassazione. Secondo l'Associazione studi giuridici sull'immigrazione (Asgi) "la situazione sarebbe paradossale non solo perché trattasi di prestazione che ha esattamente lo scopo di creare condizioni di maggiore serenità e sicurezza nel momento della nascita, ma anche perché, in questo contesto, la singola mamma avrebbe interesse a garantirsi un titolo di credito proprio (cioè una decisione del giudice che riguardi espressamente il suo caso) distinto da quello che deriva dalla decisione sulla causa collettiva; in tal modo si perderebbe l'effetto "deflattivo" che le stesse associazioni perseguivano, con il rischio di una moltiplicazione di giudizi individuali, a spese della collettività". Le Associazioni che hanno promosso il giudizio confidano quindi che l'Inps - anche a tutela di principi fondamentali quali la certezza del diritto e l'imparzialità dell'azione amministrativa - assuma una decisione definitiva sul punto, chiudendo il contenzioso e garantendo il rispetto pieno e senza riserve della decisione milanese. Le associazioni ricordano anche che "il diritto riguarda tutte le mamme che sono entrate nel settimo mese di gravidanza dal 1 gennaio 2017 al 31 dicembre 2017 e che la domanda deve essere presentata – secondo l'Inps - entro un anno dal 1 maggio 2017 oppure entro un anno dal compimento del settimo mese di gravidanza se iniziato successivamente al 1 maggio 2017. (Avvenire.it)
Mons. Beschi: nella vita di mons. Belotti “riconoscenza e speranza”
Bergamo - È iniziata con l’aspersione della salma nella Aula Picta della Curia la celebrazione eucaristica per le esequie di mons. Lino Belotti, vescovo ausiliare emerito di Bergamo e per anni Presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione CEI per le Migrazioni.
La celebrazione è stata presieduta dal vescovo di Bergamo, mons. Francesco Beschi. Con lui diversi sacerdoti e dieci vescovi concelebranti.
L’omelia di mons. Beschi, informa il quotidiano “L’Eco di Bergamo” è iniziata ringraziando il Signore per la coincidenza con questi giorni, connotati dalla Pasqua ormai imminente. Una coincidenza che sembra rappresentare il sigillo di tutta la vita di mons. Lino Belotti. Il suo motto episcopale era “In Te Domini speravi”. “Riconoscenza e speranza sono i due criteri per leggere la sua vita e la sua missione” ha detto mons. Beschi.
Non sono mancati i saluti del vescovo vicario generale mons. Davide Pelucchi che ha ricordato la presenza “sempre costante di monsignor Belotti per la Diocesi di Bergamo, il suo sostegno e vicinanza ai sacerdoti” e del Superiore della Comunità missionaria del Paradiso mons. Gino Rossoni: “Prudente ma deciso, e instancabile, con una personalità semplice e attenta al prossimo” si può riassumere così il suo messaggio, mentre al termine delle esequie è stata letta anche la lettera di cordoglio alla diocesi di Bergamo di Papa Francesco. Dopo la celebrazione il feretro è stato portato nella chiesa parrocchiale di Comenduno, suo paese natale, dove domani alle 15 sarà celebrata la liturgia funebre prima della sepoltura.
La celebrazione è stata presieduta dal vescovo di Bergamo, mons. Francesco Beschi. Con lui diversi sacerdoti e dieci vescovi concelebranti.
L’omelia di mons. Beschi, informa il quotidiano “L’Eco di Bergamo” è iniziata ringraziando il Signore per la coincidenza con questi giorni, connotati dalla Pasqua ormai imminente. Una coincidenza che sembra rappresentare il sigillo di tutta la vita di mons. Lino Belotti. Il suo motto episcopale era “In Te Domini speravi”. “Riconoscenza e speranza sono i due criteri per leggere la sua vita e la sua missione” ha detto mons. Beschi.
Non sono mancati i saluti del vescovo vicario generale mons. Davide Pelucchi che ha ricordato la presenza “sempre costante di monsignor Belotti per la Diocesi di Bergamo, il suo sostegno e vicinanza ai sacerdoti” e del Superiore della Comunità missionaria del Paradiso mons. Gino Rossoni: “Prudente ma deciso, e instancabile, con una personalità semplice e attenta al prossimo” si può riassumere così il suo messaggio, mentre al termine delle esequie è stata letta anche la lettera di cordoglio alla diocesi di Bergamo di Papa Francesco. Dopo la celebrazione il feretro è stato portato nella chiesa parrocchiale di Comenduno, suo paese natale, dove domani alle 15 sarà celebrata la liturgia funebre prima della sepoltura.