Primo Piano

Messico: la migrazione è solo la punta dell’iceberg della sofferenza di milioni di persone

Città del Messico – “La migrazione, sia in America centrale che in Messico, è solo la punta dell'iceberg della sofferenza di milioni di persone per la povertà, l'ingiustizia, la violenza e la corruzione”. E’ quanto si legge nell'editoriale del Servizio di informazione della diocesi di Messico (Siame) e ripreso dall’agenzia Fides.
Sotto il titolo “Il nostro dovere verso i migranti”, l'editoriale invita a una seria riflessione di quanto accade in Messico in questi giorni. “Migliaia di fratelli dell'America Centrale - principalmente dell'Honduras - oggi attraversano il nostro territorio, in un esodo storico che insegue il ‘sogno americano’. La carovana di migranti è una sfida per il Messico” si legge nel testo: per la Chiesa cattolica, “nessun essere umano è illegale, e questa legittima manifestazione di migliaia di persone che cercano la loro sopravvivenza o un minimo di decoro nel loro stile di vita, deve andare oltre i sospetti, le indicazioni e le implicazioni politiche o legali, perché costituisce un grido di denuncia dello ‘sfollamento silenzioso e disumano’, come hanno affermato i Vescovi messicani, che non hanno esitato a mobilitarsi per fornire assistenza ai migranti”.
Il testo dell’editoriale si conclude chiedendo ai messicani di non vedere nella carovana una “minaccia” ma un'opportunità di servizio cristiano, ricordando che si tratta di vite umane. Il fenomeno ha provocato molte reazioni internazionali: i Vescovi degli Stati Uniti, per esempio, hanno pubblicato una lettera firmata dalla Commissione delle Migrazioni e degli Istituti di carità in cui si legge: “Come agenzie cattoliche che assistono i migranti poveri e vulnerabili negli Stati Uniti e in tutto il mondo, siamo profondamente rattristati dalla violenza, dall'ingiustizia e dal deterioramento delle condizioni economiche che costringono molte persone a fuggire dalle loro case in Centro America. Le nazioni hanno il diritto di proteggere i loro confini, questo diritto deriva dalle loro responsabilità: ma i governi devono applicare le leggi in modo adeguato, trattare tutte le persone con umanità e assicurare il giusto processo. Ribadiamo che cercare asilo non è un crimine. Esortiamo tutti i governi a rispettare il diritto internazionale e le leggi nazionali esistenti, che proteggono quanti cercano un rifugio sicuro e assicurano che tutti coloro che vengono rimandati al loro paese d'origine siano protetti e rimpatriati in modo sicuro”.
 

Il soffio dello Spirito, la Chiesa, nel mondo di oggi

Roma - Hanno scelto la Svezia per il suo profondo significato nel cammino ecumenico, i 40 vescovi di diverse Chiese cristiane, amici del Movimento dei Focolari che si riuniranno dal 6 al 9 novembre prossimo.
L’incontro si svolgerà a due anni dall’evento di Lund che ha dato nuovo impulso al dialogo ecumenico: nella dichiarazione comune firmata da Papa Francesco e dal vescovo Munib Younan, allora Presidente della Federazione Luterana Mondiale, si legge tra l’altro: “Ci impegniamo a testimoniare insieme la grazia misericordiosa di Dio, reso visibile in Cristo crocifisso e risorto. (...) ci impegniamo a un’ulteriore crescita nella comunione radicata nel battesimo, mentre cerchiamo di rimuovere i rimanenti ostacoli che ci impediscono di raggiungere la piena unità conforme al volere di Cristo che desidera che siamo una cosa sola, perché il mondo creda (cfr. Gv 17,22)”.
Intessere una comunione che diventi testimonianza è il significato di questi periodici convegni dei vescovi amici dei Focolari che desiderano anche approfondire la spiritualità dell’unità nata dal carisma di Chiara Lubich.
Dopo le tappe di Gerusalemme, Costantinopoli (Istanbul), Londra, Augsburg, Katowice e altre città significative per il cammino ecumenico, i partecipanti di 12 Chiese cristiane e provenienti da 18 Paesi si riuniranno per riflettere sul tema: “Il soffio dello Spirito, la Chiesa e il mondo di oggi”. Sarà presente Maria Voce, Presidente dei Focolari che svolgerà il tema: “Lo Spirito Santo anima della Chiesa, nell’esperienza e nel pensiero di Chiara Lubich”.
Diverse le tematiche in campo: dalla sfida ecumenica oggi in diverse regioni geografiche, al senso della riconciliazione nella cultura contemporanea, al rinnovamento della Chiesa, alla sinodalità. Uno spazio sarà anche dedicato alla commemorazione congiunta della Riforma (2017) e al suo significato per le Chiese oggi.
 
 

Mattarella: i nostri connazionali all’estero “moltiplicatori della nostra civiltà”

Roma – Questa mattina Sergio Mattarella  ha ricevuto al Quirinale una delegazione di partecipanti alla Conferenza dei Consoli italiani nel mondo, in programma alla Farnesina fino d domani  31 ottobre. Dopo l'intervento del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi, il Presidente della Repubblica italiana ha evidenziato come il nostro paese  ha “sperimentato nei secoli, in tante parti del suo territorio, la necessità dell’emigrazione, un fenomeno sovente doloroso, che ne ha marcato la storia e il percorso di sviluppo, talvolta contribuendo ad arricchire l’apertura della nostra società e la nostra stessa identità nazionale. I moltiplicatori della nostra civiltà sono state, anzitutto, le collettività all’estero, estendendo, ben oltre i confini nazionali, e radicando, in numerosissimi Paesi del mondo, la nostra cultura”. Un “eccezionale capitale umano – costituito da comunità italiane antiche e recenti, da presenze numericamente rilevanti o esigue – che rappresenta una realtà unica di promozione del nostro sistema Paese, nelle sue più diverse articolazioni”, ha detto Mattarella spiegano che a queste si è aggiunto oggi “il contributo delle numerose comunità estere presenti in Italia, divenute elementi significativi della rete di proiezione verso le loro nazioni di origine delle capacità della nostra comunità. Il vostro quotidiano impegno vi consente di apprezzare il valore di queste esperienze, che potete assecondare: possono soccorrere anche gli sviluppi delle nuove tecnologie, che si aggiungono alle tradizionali pratiche di connessione sociale”. Oggi occorre fare i conti con il presente e con le domande “emergenti dai richiamati nuovi fenomeni di emigrazione dall’Italia”, che alcuni preferiscono definire con l’espressione “nuova mobilità”. A “differenza del passato, un numero crescente di nostri connazionali decide di espatriare per periodi definiti e con obiettivi precisi, spostandosi in più Paesi – soprattutto in Europa, ove la libertà di movimento e impresa è una realtà consolidata e feconda – e cercando i contesti lavorativi più adatti per mettere a frutto i propri talenti, inclinazioni, professionalità”. Anche queste nuove realtà, per Mattarella, danno impulso alla forte “domanda di Italia”, incrementata “dall’attenzione crescente a livello globale nei confronti del nostro Paese, e di cui vi è stata traccia evidente la scorsa settimana, alla terza edizione degli Stati Generali della Lingua italiana all’estero”. (R. Iaria)
 

Torino: domani la presentazione del Rapporto Immigrazione di Caritas e Migrantes

Torino – Sarà presentato domani a Torino, presso l’ufficio Migrantes della diocesi, il Rapporto Immigrazione redatto da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes e che quest’anno ha come tema “Un nuovo linguaggio per le migrazioni”. L’incontro sarà introdotto dall’arcivescovo di Torino, Mons. Cesare Nosiglia e dal Direttore Migrantes Sergio Durando.
La presentazione è affidata a Simone M. Varisco della  Fondazione Migrantes, Seguiranno gli interventi di Tecla Riverso, Dirigente presso l’Ufficio Scolastico Regionale; Alberto Riccadonna, Direttore de “La Voce e il Tempo”; Maria Teresa Martinengo, giornalista de La Stampa e Matteo Spicuglia, giornalista RAI.Concluderà Wally Falchi, Responsabile del Centro di Ascolto della Caritas diocesana “Le Due Tuniche”.
 
 

Bitonto: nasce un’Oasi di accoglienza

Bitonto - Quando l’immigrazione diventa una risorsa sociale e culturale. In Puglia c’è chi i migranti li accoglie con senso umanitario. Da una decina di giorni ha aperto i battenti a pochi chilometri da Bitonto, in provincia di Bari, il centro polifunzionale di eccellenza 'Oasi Misericordia' che di fatto è una vera e propria casa dell’integrazione. La struttura, realizzata su un’antica residenza agricola, si compone di più edifici con una estensione di circa diecimila metri quadri dotata di alloggi, sala mensa, ambulatorio e servizi. L’iniziativa è stata fortemente voluta dalla Confraternita Misericordia di Bitonto attiva da tempo sul territorio per l’assistenza domiciliare e il trasporto dei disabili, che ha realizzato la costruzione grazie anche all’impegno del Consorzio Opere della Misericordia. Nel centro hanno già trovato ospitalità 45 migranti per lo più giovani, tra cui 4 donne e 4 bambini, provenienti dal Cas di Gravina in Puglia che era stato chiuso in precedenza. È un luogo di accoglienza, d’incontro e di socializzazione in cui è possibile costruire percorsi di accompagnamento tali da favorire i processi di sviluppo delle potenzialità e l’autodeterminazione dei singoli individui. I migranti stanno seguendo i corsi per imparare la lingua italiana e le diverse attività artigianali. C’è chi ha già trovato un lavoro nelle campagne e chi cerca di rendersi comunque utile. Si è creato uno spirito solidale di condivisione che ridà fiducia e speranza a quanti sono stati costretti a lasciare la loro terra di origine che qui hanno trovato aiuto e calore umano. (Nicola Lavacca)
 
 

Centro Astalli: mille studenti per “La scrittura non va in esilio”

Roma - Saranno oltre mille gli studenti che oggi parteciperanno all’iniziativa, promossa dal Centro Astalli, "La scrittura non va in esilio". Artisti, giornalisti e scrittori premieranno i vincitori dei concorsi letterari del Centro Astalli e lanceranno un appello contro il razzismo. Dopo ii saluti di Romano Montroni, Presidente Centro per il Libro e la Lettura - MiBAC; P. Giovanni La Manna, Rettore Istituto Massimo; P. Camillo Ripamonti, Presidente Centro Astalli interverranno Dacia Maraini, scrittrice; Fabio Troiano, attore; Valerio Cataldi, presidente dell'Associazione Carta di Roma.  
Durante l’evento verrà presentata in anteprima la graphic novel "Lo stuntman", con disegni di Mauro Biani, tratta dal racconto primo classificato del concorso letterario "La scrittura non va in esilio".
 

Firenze: una preghiera contro i razzismi

Firenze - Ieri sera, Firenze si è stretta intorno alla Comunità ebraica di Firenze, per una comune preghiera in ricordo delle persone uccise dal folle gesto a Pittsburgh (USA).   La presidente della Comunità ebraica Daniela Misul ha ribadito la necessità di unirsi sempre di più con pensieri di pace, di fronte al montare dei razzismi, frutto di una cultura disumana e anti umana. Il Rabbino capo, Amedeo Spagnoletto, ha presieduto la preghiera, dando lettura dei nomi delle 11 persone uccise, un crimine che ha preso di mira degli ebrei, e che tocca il cuore di ogni uomo è di ogni donna. Presenti, fera gli altri, il presidente di Amicizia Ebraico/cristiana, i rappresentanti della Istituzioni, il sindaco Dario Nardella il Console degli USA a Firenze, rappresentanti di realtà della società civile, impegnate nel dialogo interreligioso: Maurizio Certini (Centro Internazionale Studenti G. La Pira), Michele Brancale (Comunità di Sant'Egidio), Anna Bevilacqua (Movimento dei Focolari) - (MC)

Stati Uniti: 5mila soldati per fermare i migranti centro americani. Trump: “è un’invasione”

Roma - Il dipartimento della difesa ha annunciato che invierà 5200 soldati alla frontiera con il Messico in vista dell’arrivo della carovana di migranti centro americani, confermando così le anticipazioni del Wall Street Journal. Il gen. Terrence O’Shaughnessy ha riferito ai reporter che 800 militari sono già in viaggio e che il resto delle truppe sarà alla frontiera entro la fine della settimana. “Questa è una invasione del nostro Paese e il nostro esercito vi sta aspettando”: ha twittato Donald Trump rivolgendosi alla carovana di migranti in marcia dal Messico verso i confini Usa. Trump – riferisce Ansa – insiste che “molti membri di gang e molte persone assai cattive sono mescolate alla carovana”. “Per favore, tornate indietro, non sarete ammessi negli Stati Uniti senza un processo legale”.
 

MCI Francia: i primi sessant’anni della MCI di Valenciennes

Valenciennes - La Missione Cattolica Italiana di Valenciennes, diocesi di Cambrai in Francia celebra, domenica 4 novembre, 60 anni di presenza a servizio delle numerose comunità italiane della zona mineraria del carbone vicina al Belgio e siderurgica della Sambre. La struttura inizialmente situata in una officina dismessa si è ingrandita grazie al lavoro degli italiani ricavandone una cappella, una sala e locali per i missionari e le missionarie laiche della diocesi di Fossano  presenti per lunghi anni, racconta il delegato delle MCI in Francia, don Sant.
Da alcuni anni non c’è più la presenza di personale religioso, ma le attività pastorali continuano grazie a un consiglio pastorale accompagnato  da sacerdoti locali.
La celebrazione dei 60 anni di presenza arriva in un momento particolare. Il fabbricato a causa della mancanza di sicurezza è in vendita e la missione si trasferirà nella chiesa e nei locali della parrocchia di Saint Michel in centro città. Domenica 4 novembre la S. Messa sarà concelebrata dal decano di Valenciennes Mons Jean Marie Launay, dal coordinatore delle Missioni Cattoliche di Francia don Ferruccio Sant e da don Bruno Bortoletto per lunghi anni presente nella missione.
 
 

Papa Francesco: oggi ondata di chiusura verso lo straniero

Città del Vaticano - “È più facile ricevere uno straniero che essere ricevuto: e voi dovete fare ambedue le cose”. Lo ha detto il Papa, che ricevendo oggi in udienza i partecipanti al XV Capitolo generale della Congregazione dei Missionari di San Carlo (Scalabriniani) ha consegnato il testo scritto ed ha parlato a braccio. “È vero che oggi c’è un’ondata di chiusura verso lo straniero, e anche che ci sono tante situazioni di tratta di persone straniere, si sfrutta lo straniero”, ha proseguito Francesco. “Io sono figlio di migranti e ho un ricordo nel dopoguerra”, ha raccontato: “Ero ragazzino, 10-12 anni, quando dove lavorava papà sono arrivati i polacchi a lavorare, tutti migranti, e come erano accolti bene! L’Argentina ha questa esperienza di accogliere, perché c’era lavoro e anche c’era bisogno. L’Argentina è un cocktail di ondate migratorie, perché i migranti costruiscono un Paese, come hanno costruito l’Europa”.
“L’Europa è stata fatta da tante ondate migratorie durante i secoli”, ha affermato il Papa. “Il benessere è suicida”, ha proseguito, “perché ti porta a due cose: a chiudere le porte, perché non ti disturbino – soltanto quelle persone che servono per il mio benessere possono entrare – e dall’altra parte a non essere fecondi, per mantenere il benessere”. “Il dramma dell’inverno demografico e la chiusura delle porte: questo deve aiutarci a capire come è ricevere lo straniero”, l’analisi di Francesco.
 
 

Papa Francesco al Sir: puntare su informazione di qualità

Città del Vaticano - “Vi accompagno nel vostro lavoro, vi auguro di essere sempre pronti all’ascolto e al dialogo sincero per lasciar emergere la verità. Vi incoraggio a puntare sempre di più sulla pienezza di un’informazione di qualità che sa costruire ponti di comprensione e dialogo”. È l’augurio rivolto al Sir da Papa Francesco, che per i trent’anni dell’agenzia invita a camminare “come fatto finora, sui sentieri belli e faticosi del pensare, non scendendo a compromessi con nessuno. Siate liberi e lontani da modelli riduttivi. Aiutate a comprendere i fatti nella loro complessità e nel loro significato profondo”.
 
 

Giovani e migranti: le risposte della Chiesa di Belem nel cammino verso il Sinodo 2019

Belem – Un grande centro di Pastorale giovanile, dove promuovere la formazione umana e integrale dei giovani, è la risposta della diocesi di Belen, una delle grandi metropoli dell’Amazzonia, alle grandi sfide che oggi il mondo giovanile pone alla pastorale della Chiesa. Ieri si è concluso in Vaticano il Sinodo dei Vescovi dedicato ai giovani, fornendo prospettive nuove per il futuro lavoro di evangelizzazione, la cui prima tappa significativa sarà il Sinodo dei Vescovi per l’Amazzonia, che si terrà nell’ottobre dell’anno prossimo. 
Commentando uno dei temi del documento preparatorio di quel Sinodo, che rimanda alle risposte della Chiesa alle sfide della pastorale urbana in territorio amazzonico, il Vescovo ausiliare di Belem, Mons. Antonio de Assis Ribeiro, in un colloquio con l’Agenzia Fides sottolinea che “nelle grandi metropoli dell'Amazzonia convergono molti problemi, le grandi sfide della campagna, dall'interno vanno nelle grandi metropoli”. A livello locale emergono “la sfida della criminalità infantile e giovanile, il problema della prostituzione, il traffico di droga”. In questa prospettiva, il Vescovo sottolinea che “in relazione a questo blocco di sfide, l'arcidiocesi di Belem ha un piano pastorale per la gioventù, articolato in sette aree principali, con diverse linee di azione e strategie, per una risposta efficace a questi problemi". Mons. Assis, che è un salesiano, quindi abituato al contatto con i giovani, sottolinea che questo lavoro viene portato avanti “attraverso la promozione di processi di evangelizzazione in grado di integrare sport, svago, cultura, divertimento, formazione morale e accompagnamento spirituale”. Questo si concretizza in “un grande centro di Pastorale giovanile, un ambiente in cui vogliamo promuovere la formazione umana e integrale dei giovani, attraverso la convivenza, la formazione morale, la formazione professionale e l'approfondimento del senso della vita”.
Insieme alle sfide del mondo giovanile, il Vescovo ausiliare di Belem evidenzia all’agenzia missionaria “il problema della migrazione, in quanto ci troviamo con un numero significativo di indigeni venezuelani e anche di altri paesi”. Per questo assume particolare importanza il lavoro della Pastorale del Migrante e una Commissione speciale per il confronto sulla questione migratoria.
 

Sinodo: i migranti come paradigma del nostro tempo

Città del Vaticano - I migranti come paradigma del nostro tempo: è questo uno dei paragrafi del documento finale del Sinodo dei Vescovi che si è concluso ieri a Roma e che ha avuto al centro il tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”...

I volti della povertà

Roma - Gli ultimi che chiedono l’elemosina ai bordi della strada, i clochard che hanno fatto di cartoni e coperte un rifugio; le ragazze costrette a prostituirsi; i giovani disorientati, fragili e soli; i migranti che fuggono da miseria e violenza rischiando la morte. Sono i tanti volti della povertà che si declina in storie di solitudine e di disperazione, accomunando latitudini e lingue. I poveri sono una presenza fissa nelle nostre città e in ogni angolo del mondo che si cerca di non vedere o di trasformare nel capro espiatorio del disagio e dell’insicurezza.
Nel mese di novembre, durante il quale per volere di Papa Francesco si celebrerà la Giornata Mondiale dei Poveri (18 novembre), abbiamo scelto di riflettere sulla povertà, un tema trasversale e dalle varie implicazioni, che ci chiama in causa come cittadini e come cristiani. (don Leonardo Di Mauro, don Francesco Soddu, don Michele Autuoro,  don Gianni de Robertis e don Bruno Bignami)
 
 

Mattarella: “pluralismo e libertà delle opinioni sono condizioni imprescindibili per un Paese civile”

Roma - “L’irrobustimento delle voci espressive di identità e realtà rappresenta un servizio reso alla intera comunità della Repubblica: il pluralismo e la libertà delle opinioni sono condizioni imprescindibili per un Paese civile, come afferma la nostra Costituzione. In questo spirito desidero esprimere l’augurio che il vostro lavoro continui ad essere un contributo importante a una corretta informazione basata sul rispetto reciproco e sulla affermazione dei diritti della persona e delle comunità, valori su cui si fonda la nostra convivenza”. Lo scrive il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, in un messaggio al Sir in occasione dei trent’anni dalla Fondazione. In tre decenni di vita, prosegue il Capo dello Stato, “l’agenzia di stampa Servizio informazione religiosa si è conquistata, da parte degli operatori dell’informazione e dell’intera società italiana, rispetto e credibilità nell’esercizio della sua missione di veicolare nel vasto mondo dei media, vecchi e nuovi, l’informazione relativa alla Chiesa cattolica italiana e la osservazione delle vicende del Paese nel solco del giornalismo di ispirazione cristiana”.​
“Voce autorevole della Conferenza Episcopale, il Sir, con la sua attività, svolge – scrive il Capo dello Stato - una attenta e puntuale opera di raccordo con le diocesi italiane e, tramite la rete dei settimanali locali, interpreta il territorio nazionale in un’ottica peculiare”: “Un’opera che si allarga anche al resto dell’Europa e alle zone del mondo più remote ed escluse, favorendo il diritto all’espressione e alla conoscenza. Uno sforzo quotidiano che merita apprezzamento”, aggiunge il Presidente.
 
 

Papa Francesco saluta la comunità peruviana e venezuelana in Italia

Città del Vaticano – “Oggi si celebra la festa del Señor de los Milagros, molto sentita a Lima e in tutto il Perù; rivolgo un grato pensiero al popolo peruviano e alla comunità peruviana di Roma. Domenica scorsa eravate qui con l’icona del Señor de los Milagros, e io non mi sono accorto. Tanti auguri nel giorno della festa!”.
Lo ha detto ieri mattina  Papa Francesco al termine della preghiera dell’Angelus dopo aver celebrato la Messa conclusiva della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi
Il pontefice ha salutato anche la comunità venezuelana in Italia “qui radunata con l’immagine di Nostra Signora di Chiquinquirá, la Chinita”.
Prima dell’Angelus, commentando le letture del giorno ha ribadito che “la speranza di Dio non è un miraggio, come certe pubblicità dove tutti sono sani e belli, ma è una promessa per la gente reale, con pregi e difetti, potenzialità e fragilità come tutti noi, la speranza di Dio è una promessa per la gente come noi”. E parlando dei Sinodo sui giovani appena concluso ha sottolineato che è stato “un tempo di consolazione e di speranza. Lo è stato anzitutto come momento di ascolto: ascoltare infatti richiede tempo, attenzione, apertura della mente e del cuore. Ma questo impegno si trasformava ogni giorno in consolazione, soprattutto perché avevamo in mezzo a noi la presenza vivace e stimolante dei giovani, con le loro storie e i loro contributi”. Il Sinodo dei giovani è stato “una buona vendemmia, e promette del buon vino”, ha concluso. (Raffaele Iaria)
 
 

Don Zago: siamo davanti al segno si una diocesi sempre più “Chiesa dalle genti”

Milano - Domani, sabato 27 ottobre, l’arcivescovo di Milano, Mons. Mario Delpini, durante la Veglia missionaria che si terrà in Duomo a partire della 20.45 invierà alle Diocesi sorelle, presenti nei paesi del Sud del Mondo, tre sacerdoti fidei donum e ne riceverà otto.
I tre presbiteri diocesani - Stefano Conti, Carlo Doneda ed Hervè Simeoni - , partiranno come missionari rispettivamente per Zambia Cuba e Haiti, mettendosi al servizio della comunità locali. Invece gli 8 preti, inviati alla chiesa di Milano, si dedicheranno agli studi o al servizio pastorale diocesano, arricchendo la diocesi milanese del patrimonio culturale e spirituale dei loro Paesi di origine: Samson  Babalola Bayonle e Jerome Okoh Ikechukwu dalla Nigeria, Dany Arthur Bandoba Grembet dalla Repubblica Centroafricana, Joseph Hili da Malta, Jean Faoulan Kamano dalla Guinea Konakry, Maximilian Lucaci dalla Romania, Andre' Mukinayi Muamba dalla Repubblica Democratica del Congo, Luciano Zilli dal Brasile.
 Inoltre, sempre durante la celebrazione in Duomo, l’arcivescovo consegnerà il Crocifisso anche a due religiosi - il salesiano don Felice Morandi che presterà servizio in Terra Santa e padre Claudio Cortidel P.I.M.E. destinato alla Tailandia -; a tre consacrate - Anna Maria Terenghi, appartenente alle Serve di Gesù Cristo di Agrate Brianza, che raggiungerà il Perù; Marika Santi e Elena Roncoroni, piccole apostole della Carità appartenenti di O.V.C.I., che andranno in Sud Sudan- , e a 3 laici: la famiglia Guerra-Falco (Andrea, Chiara e la piccola Matilde) di A.L.P in partenza per il Brasile; Mario Piccinini del C.O.E che si recherà nella Repubblica Democratica del Congo.
 Saranno inoltre accolte altre consacrate provenienti da altri Paesi.
 «Questo scambio dei “doni della fede” tra Chiese sorelle frutto della natura missionaria della Chiesa ci aiuta a riscoprire il valore universale di essere cattolici e farci, al di là di ogni differenza di origine e cultura, sempre di più Chiesa dalle genti, come dice il Sinodo che si sta per concludere», evidenzia il nuovo responsabile della Pastorale missionaria, don Maurizio Zago.
 L’incontro di preghiera in Duomo sarà preceduto nel pomeriggio dal workshop a cura dei diversi gruppi missionari presenti in Diocesi. Protagonisti saranno i giovani. I ragazzi di «Giovani e missione» del Pime e di «Missio giovani» della Diocesi di Milano, tutti reduci da importanti esperienze missionarie estive, appenderanno su una grande rete biglietti a forma di pesce su cui saranno scritti dei messaggi. La stessa rete, esposta durante la Veglia in Duomo, sarà deposta ai piedi della Croce del Sinodo Chiesa dalle genti.
 Attualmente i preti ambrosiani fidei domun sono 31, sparsi in 14 diversi Paesi (Albania, Argentina, Brasile, Burundi, Camerun, Colombia, Cuba, Haiti, Messico, Niger, Perù, Repubblica Democratica del Congo, Turchia, Zambia); i sacerdoti fidei donum in servizio nella diocesi di Milano sono 75.  Attualmente - comprendendo preti, consacrate, religiosi e laici - i missionari ambrosiani in servizio nel mondo sono più di 800. 
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Bologna e i migranti: incontro domenica

Bologna - “Città di Bologna e migranti”. Questo il tema dell’incontro che si svolgerà domenica pomeriggio a Bologna all’interno delle iniziative “Bologna di popoli” All’incontro interverrà l’arcivescovo di Bologna, Mons. Matteo Zuppi, Brunetto Salvarani, teologo; Alessandro Bergonzoni, comico, scrittore, autore e attore di teatro e Rassmea Salah, comunità islamica di Bologna.  A seguire il concerto dell’Orchestra «Spartiti per Scutari»
«Bologna di popoli» vuole essere un’occasione per cercare di andare al di là della miopia che ci impedisce di vedere nell’altro un’opportunità e non un ostacolo, vuole essere un momento di incontro e di scambio nella condivisione di spazi e di tempi, per ascoltarci l’un l’altro, per fare festa insieme, per riconoscerci cittadini della stessa città, spiega una nota della diocesi.
“Bologna di popoli” è promossa da: Centro missionario diocesano, Ufficio Migrantes, Centro missionario francescano,  Servi di Maria,  Amici Dei Popoli O.N.G.,  Laici comboniani e Comunità Papa Giovanni XXIII
 

Migranti: crescono i morti in mare

Palermo – “Il nostro governo si oppone a qualsiasi piano per l’istituzione di centri per la valutazione delle richieste d’asilo dei migranti fuori dall’Unione Europea”. La dichiarazione del ministro degli Esteri di Tripoli rischia d’essere una pietra tombale sulle velleità di Italia e Ue, che da tempo pressavano sulle capitali del Maghreb affinché accettassero la realizzazione di campi di raccolta dei migranti nei quali esaminare le domande d’asilo. Un rifiuto che arriva a poche ore dall’incontro di oggi a Roma tra il presidente al-Serraj e il premier Conte, mentre a Palermo le autorità stanno ultimando i preparativi per la conferenza sulla Libia di metà novembre.
Nel porto del capoluogo isolano, intanto, decine di volontari si apprestano a far salpare nuovamente Mediterranea, l’operazione umanitaria di osservazione e testimonianza nel Canale di Sicilia, che con le iniziative di terra in tutta Italia ha già raccolto oltre 220mila euro da 2mila donatori. Il rimorchiatore Mare Jonio è diventato meta di incontri e visite con le scuole della città. A decine anche ieri mattina hanno raggiunto il 'Molo Trapezoidale' per salire a bordo e ascoltare dalla voce dell’equipaggio e dai volontari in che modo si è svolta la prima operazione e come è stata attrezzata la nave. L’unica, nelle ultime settimane, a “fotografare” quello che veramente succede in mare. La radicale riduzione degli arrivi è stata ottenuta a prezzo di un vertiginoso aumento dei naufragi. Molti dei quali rimasti per lo più sconosciuti. Secondo l’Oim, tra gennaio e settembre 2018 ben 1.728 in tutto il Mediterraneo, di cui 3 su 4 (1.260) nella sola rotta tra Libia e Italia, anche a causa della diminuita capacità di ricerca e soccorso in mare provocata dalla delegittimazione ed esclusione delle navi di Ong impegnate in tali operazioni (ad esse era dovuto circa il 35% dei salvataggi).
Dalla Libia, però, non arrivano le notizie che l’Ue e l’Italia si aspettavano. Per quanto fragile, il governo riconosciuto dalla comunità internazionale si è fatto portavoce di un fronte che al momento appare compatto. «Tutti i Paesi del Nord Africa – inclusa Tunisia, Algeria, Marocco e Libia – respingono la proposta di costituzione di campi per migranti», ha ribadito nelle scorse ore il ministro Mohamed Taha Siala, già funzionario statale all’epoca di Gheddafi e ripescato da al-Serraj per guidare la diplomazia tripolina. «La Libia sta lavorando per facilitare i rimpatri nei Paesi d’origine, ma sfortunatamente, alcuni di questi si rifiutano di riprenderli», ha insistito Siala. I migranti, in realtà, non sono il primo pensiero di governanti e milizie. Negli ultimi giorni le faide interne hanno fatto registrare una raffica di omicidi eccellenti, in concomitanza con l’approvazione del nuovo piano per la sicurezza varato dal governo di al-Serraj che ha proceduto a un rimpasto tra i ministri e ad alcuni avvicendamenti nelle forze armate. Il clima è dei peggiori. E peserà sulla conferenza di Palermo, dove le parti cercheranno di sedere ciascuna da una posizione di forza. “La Libia sta cercando di migliorare la sicurezza lungo il suo confine meridionale – ha aggiunto il ministro degli esteri, secondo quanto riportato dalla stampa locale –, stringendo accordi con il Ciad, il Niger e il Sudan”. Poi una richiesta sibillina: “L’Ue potrebbe aiutare a proteggere i confini meridionali libici fornendo supporto tecnico come veicoli, droni, elicotteri e anche armi leggere”. (Nello Scavo – Avvenire)