Primo Piano

Vigevano: domani una tavola rotonda su “Migrazioni e Lavoro”

Vigevano - “Migrazioni e Lavoro”: questo il tema di una tavola rotonda che si svolgerò domani, sabato 19 gennaio, a Vigevano, presso l'Istituto Negrone.
L’incontro sarà introdotto dal direttore dell'Ufficio di Pastorale sociale ella diocesi, don Claudio Ghidoni, con l'ausilio, come moderatore, di Emanuel Di Marco, giornalista del “L'Informatore Vigevanese”. Tra i relatori Alberto Guariso del direttivo ASGI (Associazione Studi Giuridici Immigrazione), Massimo Negri in rappresentanza del Comitato Intercategoriale di Vigevano e Lomellina, Elena Maga, segretaria generale UST CISL Pavia-Lodi e alcuni migranti italiani e stranieri che porteranno le loro testimonianze.
Al termine, in collaborazione con il Tavolo Migranti di Vigevano, sarà offerto ai partecipanti un piccolo buffet etnico e nel pomeriggio, si terrà una festa per famiglie denominata “I colori del Mondo” nella quale saranno proposti giochi, letture, trucca bimbi, musiche e balli folcloristici.    
“Il rapporto tra occupazione e migrazione – spiega don Ghidoni – caratterizza da sempre l’uomo, che si muove alla ricerca del lavoro, quando non è il lavoro stesso a richiedere uno spostamento. Sono temi strettamente connessi e noi vogliamo riflettere sullo stereotipo secondo cui la manodopera straniera rappresenterebbe un problema per quella autoctona”. (R.I.)

Enc: al Circo Americano la festa dell’arte circense italiana

Roma – Sarà il Circo Americano ad ospitare, il 30 gennaio prossimo, la festa del Circo italiano. L’iniziativa, promossa dall’Ente Nazionale Circhi, si svolgerà il 30 gennaio prossimo. Sarà una serata dedicata ai protagonisti del Circo e all’arte circense, premiando le eccellenze del settore con l’istituzione del Premio “Pista tricolore”: “Viva il Circo, la festa dell’arte circense italiana”, questo il titolo dell’evento, sarà l’occasione per “assistere ad uno spettacolo di alto livello intorno alla classica e affascinante pista di segatura, e insieme per consegnare il meritato riconoscimento ad alcuni dei migliori artisti nelle diverse discipline e a personalità che hanno dimostrato il loro affetto e sostegno verso il Circo”.
Il Circo italiano ha una storia antica e prestigiosa, molti dei pionieri sette e ottocenteschi di questa forma d’arte sono nostri connazionali, che hanno contribuito in maniera determinante alla diffusione e allo sviluppo del Circo nelle varie nazioni di tutto il mondo, ricorda l’Ente Nazionale Circhi. E, ancora oggi, sono italiani molti dei più apprezzati artisti circensi. Nella classifica del Festival di Monte Carlo, la più importante manifestazione di Circo classico, l’Italia è al terzo posto per numero di premi vinti. (R.I.)

La pagella cucita nell’abito

Milano - Non poteva avere più di 14 anni, a giudicare dalle ossa del polso, esili. È morto insieme ad altri settecento, o forse novecento, nel grande naufragio del 18 aprile 2015 nel Mediterraneo. Cucita nella giacca, gli è stata trovata una pagella. “Bulletin scolaire”, dice la scritta sbiadita, e poi: “mathematique”, “francais”..., e i voti, accanto. Veniva dal Mali il ragazzino che si portava addosso, come un tesoro, la sua pagella. Forse pensava che, in Europa, mostrandola avrebbe provato che aveva voglia di studiare, e che sarebbe stato ammesso in una scuola? Lo sconosciuto adolescente l’Europa non l’ha mai raggiunta. Il barcone su cui viaggiava si ribaltò, e ancora chiusi nella stiva i migranti furono trovati stipati come topi, tanto accalcati da potere a stento respirare. Morte terribile, quella dello studente del Mali e dei suoi compagni. Per lo più giovani sui vent’anni, e anche giovanissimi, tredici, quattordici anni.
Un libro della anatomopatologa Cristina Cattaneo, “Naufraghi senza volto”, Cortina editore, racconta la dolorosa operazione della ricognizione dei corpi di quel disastroso naufragio, tesa a identificare le vittime, a dare almeno una certezza ai familiari. Ci sono particolari struggenti, che è giusto fare sapere. I portafogli colmi di foto dei genitori o dei figli, incollati dall’acqua di mare. I taccuini con scritti, fitti fitti, gli indirizzi di lontani parenti, e ignote strade di Amsterdam, Oslo, Berlino, in cui i migranti credevano di trovare un tetto. E numeri, numeri di telefono, per ricongiungersi ai fratelli già arrivati al di là del Mediterraneo. Ma anche, e in tante tasche, sacchetti colmi di terra. Terra d’Africa, terra di casa. Da palpare e accarezzare con le dita, nello straniamento del viaggio verso un altro mondo.
Sappiamo che sono decine di migliaia i morti in questi anni nel Mediterraneo, e che continuano a morire ancora, anche in silenzio, senza che se ne parli, se nessun soccorso arriva. Ma è importante recuperare la pagella di un ragazzino, e scriverne. Perché è un fatto, apparentemente piccolo, capace però di suscitare immedesimazione, da parte nostra, nella tragedia di questi uomini. Una pagella cucita addosso per non rischiare di perderla, una pagella con dei sei, e magari qualche sette. Da mostrare, sognava quel ragazzo, a un insegnante che la leggesse e poi lo accogliesse con uno sguardo buono.
È difficile immaginare che anche i più arrabbiati avversari dell’immigrazione, quelli che si ripetono soddisfatti che “la pacchia è finita”, restino indifferenti alla pagella che un coetaneo dei loro figli si teneva stretta, spaventato eppure audace, in una stiva gremita. Bisognerebbe proprio non avere alcuna umanità, per non sentire, nel leggere, un’incrinatura di pena. Almeno un germe di commozione, quel ragazzino ignoto lo deve suscitare. A che serve la commozione?, dirà qualcuno. Concretamente a poco, forse. Ma almeno servirebbe a svelenire l’aria che respiriamo, l’avversione e il razzismo che germinano fra noi. È importante, l’adolescente orgoglioso del suo “bulletin scolaire”, perché lacera la corazza d’indifferenza e ostilità, e ricorda inesorabilmente che 'quei là' sono figli, fratelli – uomini come noi. (Marina Corradi – Avvenire)
 

Migranti: p. Baggio: “salvare vite umane in pericolo” e “solidarietà tra Paesi”

Città del Vaticano - “Non sempre possiamo parlare di politiche quando ci sono di mezzo le persone. Sono persone, non numeri. La priorità è sempre quella di salvare le vite, in un modo o nell’altro, trovando la via migliore, nel rispetto delle regole comuni”. Lo ribadisce padre Fabio Baggio, sotto-segretario della Sezione Migranti & Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, rispondendo al Sir a proposito dell’atteggiamento dell’Europa nei confronti della vicenda che ha coinvolto le navi Sea Watch e Sea Eye, con i porti chiusi allo sbarco di 49 persone per 19 giorni. L’occasione è stata la presentazione del volume “Luci sulle strade della speranza” con tutti gli insegnamenti di Papa Francesco su migranti, rifugiati e tratta. “Le Chiese locali dei vari Paesi coinvolti sono state abbastanza chiare - ricorda -. L’appello di Papa Francesco, dal 2013 a Lampedusa fino ad oggi è stato sempre unico: salvare la vita”. Anche nel messaggio per la Giornata mondiale per la pace e parlando al corpo diplomatico, il Papa “ha insistito sulla buona politica”, prosegue padre Baggio: “Sono stati messaggi molto chiari che richiamano alla responsabilità di ciascuno. Importante è che il principio di non discriminazione sia utilizzato in tutti i casi. La discriminazione può essere buona e positiva quando le vulnerabilità vengono trattate in modo particolare ma a livello generale è fondamentale pensare che siamo tutte persone. Poi le responsabilità politiche dipenderanno dal tipo di governo che c’è in ogni Paese”. Padre Baggio invita ogni governo a “rispondere ai propri costituenti e dare risposta alle vite umane in pericolo”. È inoltre necessario “non lasciare mai i Paesi da soli ma sentire sempre di più questa solidarietà. Mai come oggi dobbiamo insistere sulla ‘globalizzazione della solidarietà’”. Per questo insiste sull’importanza del Global compact Onu, non firmato da alcuni Paesi tra cui l’Italia. “Ogni Paese ha il diritto di fare le scelte opportune rispetto ad un accordo multilaterale - precisa -. Abbiamo visto l’interesse di moltissimi Paesi nel mantenere questo dialogo. Siamo profondamente convinti che la risposta globale è la più opportuna al fenomeno delle migrazioni”. “Ci auguriamo che chi ha fatto un passo indietro possa ripensarci - auspica  -, trovando i chiarimenti necessari. Ad esempio sulla sovranità nazionale, che non viene intaccata. È un accordo, non una convenzione vincolante. Si tratta di un impegno di riflessione, di dialogo continuo, senza nessun pregiudizio rispetto all’indipendenza, l’autonomia e la sovranità nazionale”.
 

Scalabriniani: p. Lazzarato nuovo superiore regionale

Roma  - Padre Leonir Chiarello, superiore generale della congregazione scalabriniana, ha affidato a padre Mauro Lazzarato l’incarico di superiore della regione scalabrinana Beato Giovanni Battista Scalabrini (Europa e Africa). Padre Lazzarato sarà superiore regionale per tre anni. Il mandato, della durata di tre anni, avrà decorrenza dal 1 marzo 2019, quando saranno nominati anche i consiglieri della nuova Direzione regionale. Nel 2008 è stato nominato direttore dell’Ufficio Migrantes per la pastorale dei migranti della Diocesi di Vicenza. 
P. Lazzarato assume l’incarico dopo padre Gianni Borin, eletto vicario generale e tesoriere della congregazione durante il XV Capitolo generale, svoltosi a Rocca di Papa dal 9 ottobre al 4 novembre 2018.
A padre Lazzarato  gli auguri di un proficuo lavoro da parte della Fondazione Migrantes e della nostra testata. (R.I.)

 

P. Baggio e p. Czerny: “Migranti, rifugiati, richiedenti asilo, sfollati e vittime della tratta costituiscono segmenti sovrapposti di minoranze in pericolo”

Città del Vaticano – “Migranti, rifugiati, richiedenti asilo, sfollati e vittime della tratta costituiscono segmenti sovrapposti di minoranze in pericolo. Papa Francesco ha dedicato un’attenzione speciale ai loro bisogni e per questo motivo ha visitato i luoghi simbolo di coloro che si spostano, sperimentando grandi sofferenze, come ha fatto a Lampedusa e a Lesbo”. E’ quanto scrivono p. Fabio Baggio e p. Michael Czerny, sottosegretari della sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per lo Sviluppo Umano ed Integrale della Santa Sede, introducendo il volume “Luci sulle strade della speranza” che raccoglie testi di Papa Francesco dall’inizio del suo pontificato al 2017.  Il pontefice – sottolineano i due religiosi nel volume del Dicastero Vaticano - ha “spronato le comunità cristiane, le parrocchie e i conventi a offrire ospitalità ai rifugiati e ha accolto lui stesso alcune famiglie in Vaticano”. Egli ha anche istituito e “guida personalmente” la Sezione Migranti e Rifugiati, la quale “si prodiga a sostenere l’impegno della Chiesa in ogni parte del mondo a favore dei migranti più vulnerabili. Infine, Papa Francesco ha offerto a tutti la sua in- stancabile guida, la sua predicazione, i suoi insegnamenti e i suoi gesti di speranza”. Il volume raccoglie gli insegnamenti magisteriali di Papa Francesco su migranti e rifugiati e sulla tratta. Lo scopo – spiegano al Dicastero vaticano - è simile a quello del Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa (2005, §10): essa vuole offrirsi “come uno strumento per il discernimento morale e pastorale dei complessi eventi che [nel caso della mobilità umana] caratterizzano i nostri tempi; come una guida per ispirare, a livello individuale e collettivo, comportamenti e scelte tali da permettere di guardare al futuro con fiducia e speranza”.
 

Papa Francesco: “Il viaggio dei migranti non è sempre un’esperienza felice”

Città del Vaticano - “Il viaggio dei migranti non è sempre un’esperienza felice. Basti pensare ai terribili viaggi delle vittime della tratta. Anche in questo caso, però, non mancano le possibilità di riscatto, come accadde per il piccolo Giuseppe, figlio di Giacobbe, venduto come schiavo dai fratelli gelosi, il quale in Egitto divenne un fiduciario del faraone (Gn 37). Ci sono poi gli esodi drammatici dei rifugiati, un’esperienza che Gesù Cristo stesso provò, assieme a i suoi genitori, all’inizio della propria vita terrena, quando dovettero fuggire in Egitto per salvarsi dalla furia omicida di Erode (Mt 2)”. E’ quanto scrive Papa Francesco nella prefazione al volume “Luci sulle Strade della Speranza” - Insegnamenti di Papa Francesco su migranti, rifugiati e tratta”, una raccolta degli insegnamenti magisteriali  di Papa Francesco su migranti, rifugiati e tratta dall'inizio del suo Pontificato alla fine del 2017 e presentato questa mattina nella Sala Stampa della Santa Sede.  Ad esso è abbinata una versione elettronica con programma di ricerca, disponibile sul sito della Sezione, che viene aggiornata regolarmente a cadenza semestrale incorporando i nuovi insegnamenti pontifici. “Abramo e Sara in tarda età lasciarono la loro patria in risposta alle promesse di Dio (Gn 12,1-3). Spostarsi e stabilirsi altrove con la speranza di trovare una vita migliore per se stessi e le loro famiglie: è questo il desiderio profondo che ha mosso milioni di migranti nel corso dei secoli”, scrive ancora il papa. “Come la storia umana, la storia della salvezza – si legge ancora nell’introduzione - è stata segnata da itineranze di diverso genere - migrazioni, esili, fughe, esodi -, tutte comunque motivate dalla speranza di un futuro migliore altrove. E anche quando l’itineranza è stata indotta con intenzioni criminali, come nel caso della tratta, non bisogna lasciarsi rubare la speranza di liberazione e di riscatto”.
“Nella Sua infinita misericordia – prosegue il Papa - Dio elargisce liberamente la Sua grazia in ogni circostanza. Ce lo confermano gli esempi ispiratori dei nostri antenati nella fede i quali hanno dovuto fuggire dalle persecuzioni o, seguendo la voce del Signore, hanno viaggiato in terre lontane come missionari. Anche oggi i movimenti umani, pur generando sfide e sofferenze, stanno arricchendo le nostre comunità, le Chiese locali e le società di ogni continente”.
Il pontefice si augura che questa raccolta di insegnamenti e riflessioni “possa illuminare i nostri passi sulle strade della speranza, fornendo spunti d’ispirazione per la preghiera, la predicazione e l’azione pastorale”.
 

“L’arcangelo”, preghiera laica di Fossati per i migranti

Roma - Aquarius, Diciotti, Sea Watch 3. Nomi di navi che evocano odissee di migranti in rotta verso la speranza, imbarcazioni cariche di una umanità tradita, di storie fatte di disperazione e di ferite laceranti. La Aquarius, con 629 migranti, nel giugno scorso, che vaga per il Mediterraneo con i porti italiani e maltesi chiusi per approdare finalmente in Spagna. Il pattugliatore italiano Diciotti, ad agosto, con i 190 migranti salvati in acque maltesi: per 11 giorni sulla nave, prima davanti a Lampedusa e poi nel porto di Catania, prima dello sbarco il 25 agosto. Poi la Sea Watch 3 e la Sea Eye, cronaca di questi giorni, in acque maltesi, tra la linea dura del Viminale, l’appello del Papa, la risposta di alcuni leader europei, finalmente la conclusione della vicenda il 9 gennaio con lo sbarco a Malta dei migranti.
Dell’attenzione a queste rotte verso la speranza si è fatta carico anche la musica, e quando partecipa a questi eventi e se ne fa carico, li assume dentro di sé, proprio allora si può anche riscoprirne la valenza di passione per l’uomo e per le sue ferite. Come in “L’arcangelo” di Ivano Fossati, il brano del 2006 che il cantautore ligure spiegava così: “Gabriele, quest’immigrato da qualsiasi parte del mondo, lo chiamo ‘Arcangelo’ perché lui è la notizia di se stesso, è come se dicesse: guardate, i tempi sono cambiati. Mi sembra importante capire il fenomeno, non associarlo al bene o al male”.
Un album politico, cui la canzone dà il titolo, perché – era sempre Fossati a chiarirlo – “parla di quello che credo sia l’avvenimento più grande al quale ci si dato di assistere, le migrazioni di interi popoli, il fulcro attorno al quale girano e gireranno ancora le economie e le politiche delle nazioni”.
“L’arcangelo” è quasi una “preghiera laica” accompagnata da ritmi dai sapori sudamericani, ben inseriti in una canzone dedicata ai cittadini del mondo che bussano alle nostre porte. “Viene di Latinamerica / Viene d’Africa / Con il passo lungo / Stancato dalla sete / Gabriele l’arcangelo / Vuole scappare nuotando / Per la porta del mondo / Dal mondo accanto”. Quel “mondo accanto” davanti al quale si erigono sempre più spesso muri di governi (soprattutto) e di popoli. (Angelo Zema)
 
 

Foligno: da domani una delegazione di studenti rumeni

Foligno – Domani, 17 gennaio, a ridosso della Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, una delegazione di studenti del Collegio Traian Lalescu di Resita accompagnati da p. Nicolae Chiosa e da Madalina Chiosa consigliera del Comune di Resita saranno ospiti degli studenti dell’Istituto Tecnico Economico F. Scarpellini di Foligno. Uno scambio tra scuole nell'ambito del progetto didattico “Cittadini del Mondo” promosso dalla diocesi di Foligno, giunto alla sua tredicesima edizione, sul tema “Abbattere muri per costruire ponti” che nell'anno scolastico 2018 - 2019 vede coinvolti circa 1200 studenti delle scuole di ogni ordine e grado della città.
Alle ore 21.00 la delegazione rumena parteciperà alla preghiera ecumenica diocesana presieduta da Mons. Gualtiero Sigismondi, vescovo di Foligno, che si svolgerà presso la Chiesa ortodossa rumena di Foligno in via San Giovanni dell'acqua. Mentre venerdì 18 gennaio alle ore 11.00 la delegazione rumena insieme a quella delle scuole di Foligno saranno accolte dal Vicesindaco Rita Barbetti nella sala consiliare del comune. Questa visita istituzionale nell'ambito del dialogo ecumenico vuole dare concretezza al patto d’amicizia siglato tra le scuole di Foligno (Istituto tecnico economico F. scarpellini e Istituto tecnico tecnologico L. Da Vinci) e il Collegio di Resita, siglato il 22 gennaio 2016 proprio nella stessa sala consiliare, per realizzare insieme, Scuola, Istituzioni e Chiesa, un progetto chiamato “Da EurHope a EurHome”, cioè da un’Europa come speranza a un’Europa come casa. “Da EurHope a EurHome” è un progetto che nasce con l’ambizione di coinvolgere i giovani dei paesi partner ma anche i giovani provenienti da un contesto svantaggiato, con difficoltà sociali, economiche e geografiche, per abbattere i muri dell’egoismo, dell’odio, dell’indifferenza affinché questi giovani attraverso l’incontro,  il dialogo, l’accoglienza,  possono costruire insieme veri ponti relazionali diventando così ambasciatori dell’Europa dei popoli e delle culture.
 
 

Mons. Russo: “sbagliato ricondurre il problema della non sicurezza ai migranti”

Roma -  “Dispiace che il tema della sicurezza venga accostato al tema dei migranti, quasi che la colpa della mancanza  di sicurezza sia la loro”. Con queste parole il Segretario generale della CEI, Mons. Stefano Russo, ha risposto alle domande dei giornalisti, nel corso della conferenza stampa a chiusura del Consiglio Episcopale Permanente.
“Mi sembra un pò eccessivo, un’esagerazione”, ha commentato Russo: “Come se la questione della sicurezza dipendesse dal modo in cui si gestisce la questione dei migranti”.
“Non si può ricondurre il problema della non sicurezza ai migranti: è proprio sbagliato”, ha sintetizzato:  “è importante il superamento dei luoghi comuni, delle risposte frettolose e dei richiami gridati”, ha sottolineato inoltre il Segretario Generale della CEI riferendosi al dibattito tra i vescovi e agli echi della prolusione del card. Bassetti: “La Chiesa italiana ascolta il grido dei migranti, è impegnata da sempre a farsi prossima in queste situazioni”. Interpellato sugli appelli di alcuni vescovi all'”obiezione di coscienza” sul ddl Salvini, Russo ha commentato: “Non mi sembra si possa parlare di obiezione di coscienza da parte della Chiesa. I vescovi sono molto attenti al discorso sulla sicurezza”. (Sir)
 
 

MCI Parigi: morto padre Taravelli

Parigi – E’ morto  questa mattina padre Luigi Taravelli. Ne da notizia la newsletter della Missione Cattolica Italiana di Parigi.
Nato nella capitale francese e responsabile per tanti anni della Missione Cattolica Italiana al 46 Rue de Montreuil, il missionario è morto a bassano del Grappa dove saranno celebrati i funerali. Per tanti anni p. Taravelli aveva guidato la Missione cattolica Italiana di Parigi.
La Fondazione Migrantes esprime alla famiglia e agli scalabriniani la sua vicinanza e ringrazia Dio per l’opera prestata da p. Taravelli.
 

CEI: la Chiesa si sente interpellata dal tema migranti

Roma – L’analisi dei Vescovi italiani durante il Consiglio permanente che si è concluso oggi a Roma, ha “dato voce alla domanda di vita che sale dalla gente: è domanda di opportunità per i giovani, di lavoro, di accesso ai servizi e alle cure sanitarie, di qualità ambientale. Ancora, è domanda di superamento delle condizioni di sofferenza, legate all’usura, alla sopraffazione mafiosa, alla dipendenza dal gioco e da Internet. Infine, è domanda di accoglienza, incarnata soprattutto dai migranti: oggi rappresentano un dramma umanitario, dal quale la Chiesa si sente interpellata in modo inderogabile nella sua coscienza  e nella sua missione”, si legge nel comunicato finale illustrato ai giornalisti dal Segretario Generale Mons. Stefano Russo.
Tra i temi del Consiglio il metodo di lavoro, il protagonismo delle Conferenze Episcopali Regionali, lo stile sinodale, i contenuti significativi, la fiducia nella possibilità di riuscire insieme ad affrontare e superare le sfide del tempo presente. I Vescovi hanno avviato un lavoro di ascolto, verifica e confronto, volto ad accompagnare la conclusione della parabola decennale degli Orientamenti pastorali dedicati alla domanda educativa. Tra le proposte, è stato condiviso un percorso di preparazione ed approfondimento in vista di un evento, in programma nel marzo 2020, dal titolo: Educare ancora. La riflessione del Consiglio ha iniziato anche a raccogliere indicazioni ed elaborare proposte strutturali e contenutistiche per nuovi Orientamenti pastorali.
Ampio spazio è stato dedicato al confronto sulle Linee guida per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili nella Chiesa, con l’approvazione del Regolamento, che istituisce il Servizio nazionale, e la nomina del suo Presidente.
I membri del Consiglio Permanente hanno rilanciato la raccomandazione del Papa per la promozione di un’iniziativa che aiuti a celebrare, conoscere e diffondere la Bibbia; hanno individuato il tema principale della prossima Assemblea Generale della CEI (Roma, 20-23 maggio 2019); hanno approvato, a livello di proposta, tre temi concernenti l’argomento su cui impostare la prossima Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi del 2021. (R.I.)
 

Card. Koch: “Dio non è soltanto il Dio dei cristiani ma è Dio per tutti gli uomini”

Roma -  “I cristiani lo fanno perché credono in Dio e Dio non è soltanto il Dio dei cristiani ma è Dio per tutti gli uomini”. Risponde così, in un’intervista al Sir, il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani, sul perché sono spesso le Chiese ad essere in prima linea in Europa in progetti di accoglienza per migranti e integrazione. Dai corridoi umanitari ai soccorsi in mare. “Come ha detto Gesù nel Vangelo di Matteo al capitolo 25”, spiega Koch, “in tutti coloro che sono malati, che soffrono, che sono bisognosi, Cristo è presente. Aiutare chi è fuggito da Paesi lontani, è per noi cristiani andare incontro a Cristo. C’è una presenza reale di Gesù Cristo nei poveri, nei bisognosi. Se crediamo che Cristo è presente in questo mondo, dobbiamo vedere la sua presenza in questi uomini”. Il cardinale interviene sul tema della migrazione perché il tema della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che si celebra dal 18 al 25 gennaio, è quest’anno: “Cercate di essere veramente giusti” (Deuteronomio 16, 18-20). “La grande sfida dell’immigrazione – aggiunge il porporato – è una grande crisi dell’Europa: possiamo risolvere questo problema soltanto con una più grande solidarietà tra i differenti Paesi. E questo manca. In questo senso la crisi della migrazione è crisi dell’Europa”.
 

“Raccontare i migranti”: un convegno a Bologna

Bologna – “Raccontare i migranti: deontologia, diritti e minori” è il tema di un convegno che si svolgerà a Bologna venerdì 18 gennaio su iniziativa dell’Ordine dei Giornalisti e dalla Fondazione Giornalisti dell’Emilia-Romagna in collaborazione con la Facoltà teologica dell’Emilia Romagna, la Fondazione Migrantes e l’Ufficio Migrantes dell’Emilia-Romagna.
Ad aprire i lavori i saluti e una introduzione dell’arcivescovo di Bologna Mons. Matteo Zuppi. Seguiranno relazioni sul tema “Le indicazioni della carta di Roma” a cura di Giovanni Rossi, presidente dell’Ordine giornalisti dell’Emilia Romagna”; su “Un nuovo linguaggio per le migrazioni” a cura di Simone Varisco della Fondazione Migrantes; “I migranti e i diritti (cronaca, privacy, minori, affidamento, processi) a cura dell’avvocato Maria Grazia Tufariello; “Le comunità cristiane. Dai giornali missionari ai migranti nella cronaca di casa” a cura dell’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, Mons. Giancarlo Perego; “La fede dei migranti. Il racconto dei giornalisti tra deontologia e conoscenza” a cura di Luca Tentori e “- L’accoglienza declinata dalle amministrazioni locali. Il progetto Welcome del Comune di Modena” a cura di Rita Bondioli del Settore Politiche sociali, sanitarie e per l’integrazione del Comune di Modena e responsabile del progetto Welcome.
 

Don Ciotti: “siamo chiamati a lottare per la vita, la dignità e la speranza di tutti”

Roma - “Non ci sono parole. Le parole sono stanche; le abbiamo ripetute, abbiamo alzato la voce e dobbiamo continuare a farlo, ad essere lottatori di vita e di speranza. Dobbiamo continuare a chiedere ciò che è giusto, non dimenticare che i confini in natura non esistono. Sono solo convenzioni. Non si possono chiudere i porti perché le coste del pianeta sono di tutti e devono continuare ad essere di tutti”. È un fiume in piena don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e dell’Associazione Libera, mentre commenta all’agenzia Sir la vicenda delle navi Sea Watch e Sea Eye bloccate nel Mediterraneo per 19 giorni. A margine dell’incontro, ieri sera presso la Pontificia Università Gregoriana, su “La santità quotidiana” secondo l’esortazione apostolica “Gaudete et Exsultate” di Papa Francesco, don Ciotti, interpellato sull’appoggio di diversi cattolici al decreto sicurezza, afferma: “Non voglio giudicare gli altri, ma credo che il Vangelo ci inviti ad essere coerenti. Noi cristiani chiediamo a Dio di essere misericordioso, di perdonare i nostri limiti e le nostre fragilità, ma anche Dio chiede a noi di essere misericordiosi, di soccorrere, aiutare, accogliere. Come noi chiediamo misericordia, così Lui ci chiede di impegnarci per ungere di dignità, come dice Papa Francesco, la vita di tutte le persone”. Per il sacerdote, “non si ama Dio se non si ama il prossimo. I comandamenti diventano un invito a essere veri, coerenti, credibili. Non si può respingere la vita delle persone; non si può restare indifferenti di fronte a tutto quello che sta avvenendo sulla faccia della terra”. Di qui un monito: “Siamo chiamati a lottare per la vita che vuol dire lottare per la speranza di tutti. E la speranza non è un reato, l’immigrazione non è un reato”.
 
 

Media, arti e cultura nelle politiche di inclusione: un convegno a Milano

Milano - Il 17 e il 18 gennaio 2019 si terrà presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano il convegno Migrations Mediations. Media e arti performative nelle politiche di inclusione https://www.migrations-mediations.com/. Il convegno fa parte dell’iniziativa Migrazioni/Mediazioni, interamente finanziata dall’Università Cattolica e realizzata dal Dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo, in collaborazione con la Fondazione ISMU, volta a comprendere, sostenere e ottimizzare il lavoro degli operatori e degli artisti di cinema, televisione, teatro, arte impegnati sul fronte del dialogo interculturale.
In particolare domani, 17 gennaio, alle ore 12, verrà presentato il volume Migrazioni e comunicazione politica. Le elezioni Regionali del 2018 tra vecchi e nuovi media (a cura di Marina Villa, Milano, FrancoAngeli, 2019, nelle librerie dal prossimo 23 febbraio). Il volume è il risultato di una ricerca svolta dall'Università Cattolica in collaborazione con la Fondazione ISMU. La ricerca ha analizzato in particolare le campagne elettorali del 2018 per il rinnovo della Presidenza delle Regioni Lazio e Lombardia, indagando il modo in cui i media tradizionali, come la televisione e la stampa, hanno interagito con le piattaforme social, quali Facebook e Twitter e quanto abbia influito sulle votazioni l’opinione degli elettori sui migranti.
Dall’indagine risulta che nel mese di campagna elettorale che ha preceduto l’election day del 4 marzo 2018, nella fascia di primetime dei telegiornali delle sette reti nazionali è stato trasmesso un totale di 4.050 notizie, di cui 405 dedicate al tema “immigrazione” (pari al 10%). Passando invece all'analisi della carta stampata locale, in Lombardia la provincia di Brescia risulta essere, con 56 articoli, la più sensibile al tema dell’immigrazione e l’area metropolitana di Milano è in fondo alla classifica con 5 articoli, mentre in Lazio l'argomento appare meno rilevante. Per quanto riguarda i social, e in particolare Facebook – si legge in una nota - risulta che su un totale di 5.254 post dedicati dai candidati presidenti e dai loro partiti alla campagna elettorale (3.444 per la Lombardia e 1.810 per il Lazio), solamente 534 (pari al 10,2%) fanno riferimento alla questione migratoria. Dai 25 account Twitter degli aspiranti governatori e dei partiti in Lombardia e Lazio sono stati prodotti 3.830 tweet, di cui l’8,8% (339) hanno riguardato i migranti.
Durante la seconda giornata di Migrations Mediations, il 18 gennaio, si segnala l’incontro La città multietnica: il caso Milano, in cui si parlerà di immigrazione e processi di inclusione nel capoluogo lombardo. L’iniziativa Migrations Mediations presenterà in questa occasione un database di tutte le realtà (associazioni, organizzazioni, fondazioni, compagnie teatrali, case di produzione, eccetera) attive sul territorio milanese che si sono impegnate, nell'arco degli ultimi tre anni, in progetti di dialogo interculturale mediante strumenti mediali, artistici, teatrali, culturali.
Dall’analisi di un primo campione di 138 realtà, risulta che i soggetti che più sostengono gli interessi istituzionali verso l’inclusione sociale delle comunità straniere sono associazioni culturali (61%), fondazioni (11%), enti pubblici o privati (10%) e cooperative sociali (7%). In secondo luogo, la distribuzione delle iniziative sul territorio mostra un’interessante concentrazione nel centro storico, affiancata però da una intensa presenza di esperienze innovative nelle zone a più alta densità di comunità straniere (San Siro, Loreto-Via Padova, Calvairate, Dergano). Ancora: i settori mediali di maggior investimento sono rappresentati in prima battuta dal teatro tradizionale o di animazione (22%), seguito dai media audiovisivi (19%), l’arte (14%), la musica e la fotografia (entrambe al 12%), sullo sfondo di un diffuso impiego dei canali social e digital come strumenti di comunicazione imprescindibili per la visibilità e la diffusione delle iniziative, anche di livello locale.
 

Migranti: giovedì la presentazione di due documenti della Santa Sede

Città del Vaticano – Saranno presentati, giovedì prossimo, nella Sala Stampa della Santa Sede, due documenti della sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano ed Integrale.
Il primo documento “Orientamenti pastorali sulla Tratta di persone” (Pastoral Orientations on Human Trafficking) è il frutto di un processo di consultazione con le Conferenze Episcopali, le organizzazioni cattoliche e le congregazioni religiose e presenta una serie di orientamenti pastorali allo scopo di comprendere, riconoscere, prevenire e debellare la piaga della tratta di persone, proteggere le vittime e promuovere la riabilitazione dei sopravvissuti.
L’altro documenti “Luci sulle Strade della Speranza” - Insegnamenti di Papa Francesco su migranti, rifugiati e tratta è una raccolta degli insegnamenti magisteriali  di Papa Francesco su migranti, rifugiati e tratta dall'inizio del suo Pontificato alla fine del 2017. Ad esso è abbinata una versione elettronica con programma di ricerca, disponibile sul sito della Sezione, che viene aggiornata regolarmente a cadenza semestrale incorporando i nuovi insegnamenti pontifici.
A presentare i due documenti Paolo Ruffini, Prefetto del Dicastero per la Comunicazione; p. Fabio Baggio e p. Michael Czerny, sotto segretari della Sezione migranti e rifugiati del Dicastero vaticano. (R.Iaria)

Naufragio nel mar Egeo: morta bimba di 4 anni

 Roma - Il corpo di una bimba di 4 anni è stato recuperato dalla guardia costiera turca nel corso di un'operazione di salvataggio compiuta all'alba nel mar Egeo nei confronti di un gommone in difficoltà carico di migranti.
Altre 40 persone a bordo del mezzo, diretto alle isole greche e intercettato 5 miglia al largo della località costiera di Kusadasi, nel sud-ovest turco, sono state soccorse.
Le operazioni proseguono alla ricerca di eventuali altri dispersi.

Mazara del Vallo: aperto il corso “Conoscere l’Islam difronte e attraverso”

Mazara del Vallo - Si è aperto nei giorni scorsi, con duecento partecipanti tra liberi professionisti, docenti e dipendenti pubblici, il corso “Conoscere l’Islam di fronte e attraverso” che sino a maggio si terrà presso il Seminario vescovile di Mazara del Vallo. Dopo l’esperienza fruttuosa del corso “L’Islam. For­me di organizzazione, profili problematici, rapporti con le istituzioni”, la diocesi siciliana – nell’in­tento di favorire la comprensione di un universo culturale che significativamente ha influito sul patrimonio identitario occidentale – ha proposto per l’anno pastorale 2019 questo corso organizzato in collaborazione con l’Officina di studi medievali di Palermo e l’Università di Palermo (Polo di Trapani). “Le lezioni presteranno particolare attenzione al lascito straordinario che la cultura araba ha offerto alla Sicilia e, in modo particolare, alla città di Mazara del Vallo, dove da molti anni cristiani e musulmani convivono, non sempre rico­noscendo la ricchezza di cui è portatore l’altro”, ha spiegato Erina Ferlito, direttrice dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso.
Il percorso di tutte le lezioni durerà 25 ore. Ad aprire il corso è stato il vescovo, mons. Domenico Mogavero: “Vogliamo aprirci al mondo islamico al di fuori di certi clichè di carattere politico o strettamente legati all’attualità, per avere un’idea almeno di base di un mondo che è molto ricco, portatore di tanti valori soprattutto nel campo culturale, che da parte nostra esige un’attenzione meno superficiale e più vista dal di dentro”.