Primo Piano

Commissione UE: bilancio in materia di migrazione

Bruxelles -  “In materia di migrazione è indispensabile un approccio globale che comprenda azioni con partner al di fuori dell’Ue, alle frontiere esterne, e all’interno dell’Unione. Concentrarsi sulle questioni più urgenti non è sufficiente. La situazione richiede un’azione continua e determinata, che coinvolga tutti gli aspetti dell’approccio globale”. È un passaggio del documento steso dalla Commissione europea in vista del Consiglio europeo del 21-22 marzo, con il “bilancio sui progressi compiuti negli ultimi 4 anni”, comprendente i provvedimenti “ancora necessari per affrontare le sfide, immediate e future, che si pongono in materia di migrazione”. “Di fronte alla più grave crisi dei rifugiati che ha colpito il mondo dopo la Seconda guerra mondiale, l’Ue è riuscita a realizzare un cambiamento radicale nella gestione della migrazione e nella protezione delle frontiere”, vi si legge. L’Unione europea “ha offerto protezione e sostegno a milioni di persone, ha salvato vite umane, ha smantellato reti di trafficanti e ha fatto scendere gli arrivi irregolari in Europa al livello più basso registrato in 5 anni. Occorre tuttavia fare di più per rendere la politica comune in materia di migrazione realmente adeguata alle esigenze future”.
 
 

Mediare per integrare: un progetto 8xmille in carcere a Paola

Paola - “Mediare per integrare”. È il titolo del progetto portato avanti nella Casa circondariale di Paola grazie ai fondi dell’8xMille della Chiesa Cattolica. Il progetto, conclusosi lo scorso 4 febbraio, rappresenta, spiega il settimanale della diocesi di Cosenza-Bisignano “Parola di Vita” - uno strumento di formazione per gli stessi detenuti del carcere paolano. “Mediare per integrare” è rivolto a detenuti stranieri, ha formato 22 mediatori culturali per facilitare e favorire l’integrazione e la convivenza negli ambienti multiculturali, dando ai detenuti un titolo di studio utile all’inserimento lavorativo, sia tra i cittadini di origini e culture diverse, che con le istituzioni pubbliche.
 

Coldiretti: raccolta a rischio senza stagionali

Roma - Il caldo ha anticipato la maturazione dei raccolti che rischiano di rimanere nei campi senza il via libera all’ingresso in Italia dei lavoratori migranti stagionali. E’ quanto afferma la Coldiretti che chiede l’immediata approvazione del Decreto Flussi 2019 che regola l’arrivo di manodopera dall’estero. Si tratta – sottolinea la Coldiretti - di una esigenza per l’agricoltura italiana dove i dipendenti stranieri offrono oltre ¼ della forza lavoro necessaria al settore. Sono molti i “distretti agricoli” dove i lavoratori immigrati sono una componente bene integrata nel tessuto economico e sociale come nel caso – aggiunge la Coldiretti – della raccolta delle fragole nel Veronese, della preparazione delle barbatelle in Friuli, delle mele in Trentino, della frutta in Emilia Romagna, dell’uva in Piemonte fino agli allevamenti da latte in Lombardia dove a svolgere l’attività di bergamini sono soprattutto gli indiani. L’andamento climatico – prosegue la Coldiretti - aggrava il preoccupante ritardo che si registra rispetto allo scorso anno quando il via alla presentazione delle domande di ingresso on line, con il cosiddetto click day, scattarono il 31 gennaio. Nel 2018 – continua la Coldiretti - era stato autorizzato l’ingresso di 18 mila lavoratori stagionali provenienti da Albania, Algeria, Bosnia-Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d’Avorio, Egitto, El Salvador, Etiopia, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, India, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Tunisia, Ucraina. La maggioranza – conclude la Coldiretti - ha trovato lavoro in agricoltura che, insieme al turismo, è il settore che ha offerto maggiori opportunità occupazionali.
 

“Giovani della pace”: a Bergamo il sesto evento internazionale

Bergamo - Si terrà a Bergamo l’11 maggio a Bergamo il VI appuntamento “Giovani della pace” promosso dal Sermig. L’iniziativa, che nelle precedenti edizioni ha radunato decine di migliaia di giovani da tutta Europa, intende dare voce alle nuove generazioni, perché possano far giungere il loro contributo ai grandi della Terra sui temi legati alla politica, alla cultura, all’economia e alla spiritualità.
La giornata sarà arricchita, durante la mattina, da alcuni incontri faccia a faccia con “maestri e testimoni del nostro tempo” in diversi luoghi della città.
 

Firenze: il 12 marzo incontro a Firenze degli enti ecclesiali

Firenze - Si svolgerà il 12 marzo prossimo a Firenze (Area Sportiva Mandela Forum), nella data che ricorda san Massimiliano di Tebessa patrono del servizio civile,  l'annuale incontro dei giovani in servizio civile degli enti aderenti al TESC (Tavolo Ecclesiale Servizio Civile).
Il tema dell'incontro, giunto alla sua XIV edizione, si ricollega, come ogni anno, a quello scelto da Papa Francesco per la Giornata mondiale della Pace 2019: "La buona politica è al servizio della pace".
Il TESC riunisce 18 organismi, organizzazioni ed associazioni cattoliche impegnate nel servizio civile e dal 2003 organizza l'incontro di san Massimiliano per promuovere questa esperienza di pace, nonviolenza e cittadinanza tra i giovani.
 

Nelle Filippine la Giornata nazionale dei migranti

Manila -  Aiutare gli apolidi, vittime di un “fenomeno globale inquietante” che colpisce migliaia di bambini filippini: è l'appello diffuso dalla Commissione episcopale cattolica per la Pastorale dei migranti, riferisce l’agenzia Fides. P. Restituto Ogsimer, Segretario esecutivo della Commissione episcopale per i migranti e gli itineranti, afferma che “i fedeli devono difendere i diritti degli apolidi” mentre nel mondo si cercano risposte e soluzioni per il fenomeno dei richiedenti asilo e dei rifugiati “la Chiesa guarda e deve continuare a trovare modalità e strade per assistere i bambini apolidi”.  “Come membri della Chiesa di Cristo, siamo chiamati ad agire ora, a cercarli e stendere le nostre mani per prenderci cura di loro, per abbracciarli e farli sentire amati, riconoscendo la loro esistenza in mezzo a noi", afferma Ogsimer nel messaggio diffuso in occasione della Giornata nazionale dei Migranti, che nelle Filippine la Chiesa celebra il 10 marzo.
Secondo Ogsimer, il fenomeno della apolidia costituisce una seria sfida per la Chiesa oggi, mentre urge una vigorosa campagna per tenere alta l'attenzione sulla questione. “Sono necessarie politiche e le leggi riconoscano e promuovano il giusto trattamento e rispondano ai bisogni materiali di base delle persone apolidi, specialmente per i bambini e i giovani”, afferma.
Secondo le statistiche internazionali, vi sono 3,7 milioni di apolidi in 78 paesi, mentre l'ufficio dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati stima che almeno 10 milioni di persone a livello globale potrebbero essere apolidi.
Nello stato di Sabah, in Malaysia, si ritiene che oltre 10.000 bambini siano nati da genitori migranti filippini che sono entrati e hanno lavorato nel paese senza documenti adeguati. La legge sull'immigrazione malaysiana non garantisce lo status legale ai figli di immigrati. “In effetti, questi bambini non sono registrati e sono oggi in stato di apolidia, il che li mette in una situazione molto vulnerabili", nota Ogsimer a Fides. “Ad esempio, non possono nemmeno essere iscritti a una scuola pubblica per ricevere un'educazione adeguata; e non hanno accesso all'assistenza sanitaria di base”, aggiunge. A partire dal 2015, circa il 40% degli apolidi del mondo - oltre 1,4 milioni - vive nel Sudest asiatico. A partire dal 1987 i Vescovi filippini hanno iniziato a celebrare la Giornata nazionale dei migranti per promuovere la consapevolezza nella Chiesa e nella società sulle questioni legate alla migrazione dei filippini all'estero, che sono oltre 10 milioni (il 10% dell'intera popolazione che conta 100 milioni di abitanti).
L'evento sottolinea lo sforzo della Chiesa per aiutarli a far fronte agli effetti delle migrazioni, a causa del lavoro, sulle loro vite e sulle loro famiglie.
 

Annuario Statistico e Annuario Pontificio: quasi un miliardo e mezzo i cattolici nel mondo

Roma - Su una popolazione mondiale di 7.408 milioni, i cattolici battezzati sono 1.313 milioni pari al 17,7%, così distribuiti per continente: 48,5% in America, 21,8% in Europa, 17,8% in Africa, 11,1% in Asia e 0,8% in Oceania. È quanto risulta dall’Annuarium Statisticum Ecclesiae 2017, la cui redazione – insieme a quella dell’Annuario Pontificio 2019 – è stata curata dall’Ufficio Centrale di Statistica della Chiesa. Entrambi gli annuari – si legge in un comunicato diffuso oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede – sono in questi giorni in distribuzione nelle librerie, editi dalla Tipografia Vaticana. Nel rapporto tra il 2017 e il 2016, indici positivi del tasso di crescita dei cattolici caratterizzano tutte le ripartizioni territoriali: rispetto al dato mondiale dell’1,1%, i tassi di variazione di Africa e di Asia raggiungono rispettivamente il +2,5% e il +1,5%; l’Europa è il solo continente ad avere un trend quasi nullo (+0,1%) mentre per l’America il tasso di crescita (+0,96%) si attesta al di sotto di quello mondiale. La lettura dei dati per continente del numero relativo dei cattolici rispetto alla popolazione evidenzia al 2017, ma quelli dell’anno precedente risultano sostanzialmente simili, come la presenza dei cattolici sia differenziata nelle varie aree geografiche: si va da un 63,8% di cattolici presenti nella popolazione americana al 39,7% in quella europea, al 19,2% in quella africana fino al 3,3% in quella asiatica. Risulta di qualche rilievo sottolineare come l’area americana sia in sé molto differenziata: se nel Nord America la percentuale di cattolici è solo del 24,7%, in quella Centro Continentale e Antille (84,6%) ed in quella del Sud (86,6%) la presenza di cattolici appare ben più cospicua. Il complesso delle forze di apostolato ammonta a fine 2017 a 4.666.073 unità, con un aumento di 0,5% rispetto al 2016. La ripartizione tra le diverse componenti è abbastanza difforme da continente a continente. Nella media mondiale, il rapporto percentuale tra l’insieme dei chierici e il totale degli operatori pastorali risulta alla fine del 2017 del 10,4%, con i valori inferiori in Africa (6,4%) e in America (8,4%) mentre con i valori superiori in Europa (19,3%) e in Oceania (18,2%). In Asia la percentuale è prossima a quella mondiale. Dal confronto con la situazione numerica del 2016 risalta – perché è la prima volta che si verifica dal 2010 – la diminuzione dei sacerdoti, passati da 414.969 nel 2016 a 414.582 nel 2017. Risultano, invece, in crescita i vescovi, i diaconi permanenti, i missionari laici e i catechisti.
I candidati al sacerdozio nel pianeta passano da 116.160 nel 2016 a 115.328 nel 2017, con un calo di 0,7 per cento. Il quadro dei flussi continentali appare soddisfacente nella Chiesa africana e asiatica, mentre in Europa e in America la diminuzione appare molto evidente. La distribuzione dei seminaristi maggiori per continente rimane sostanzialmente stabile negli ultimi due anni. Con riferimento all’anno 2017 si osserva che l’Europa contribuisce per il 14,9% al totale mondiale, l’America per il 27,3%, l’Asia per il 29,8% e l’Africa per il 27,1%.
 
 

Exodus: oggi “Leila della tempesta” al Caravita di Roma

Roma - “Leila della tempesta”. E’ questo il titolo dello spettacolo che si terrà presso la Chiesa di San Francesco Saverio del Caravita a Roma questa sera,  mercoledì 6 marzo alle ore 20. Si tratta di uno spettacolo di Alessandro Berti (tratto dal libro omonimo di Ugnazio De Francesco) inserito negli appuntamenti dei "Mercoledì di Exodus", un ciclo di opere pittoriche di Safet Zec ispirate al tema delle migrazioni promosso e sostenuto dalla Fondazione Migrantes, dalla Caritas Italiana, dalla Caritas di Roma, con il patrocinio del Centro Astalli e realizzato dall’Associazione A.M.I.C.I. con la collaborazione di Agite – Agenzia per la Globalizzazione delle Imprese dei Territori.
Dentro il carcere di Bologna, da anni, ha luogo un progetto prezioso di dialogo coi detenuti stranieri a partire dalle loro radici culturali e religiose. Cominciato da Pier Cesare Bori e portato avanti da Ignazio De Francesco, questo dialogo scommette sull’importanza, per il detenuto, di una presa di coscienza della propria cultura di provenienza, come chiave per un recupero della persona attraverso la pena.
I fatti degli ultimi anni, con le carceri come luoghi di veloci radicalizzazioni, di vocazioni artefatte, segrete e orchestrate da reclutatori senza scrupoli, danno ragione a quest’opera profetica di Bori, spiega Alessandro Berti evidenziando come nel libro di De Francesco, vengono raccontati  quattro anni di incontri coi detenuti e le detenute di lingua araba ed  emerge proprio il rapporto con una di loro, Leila, una ragazza tunisina. In questa relazione tra il volontario (monaco cristiano e islamologo) e la detenuta (musulmana e di una religiosità popolare) “vengono a galla alcuni temi forti, che appassionano entrambi: la fede religiosa, il rapporto tra legge sacra (sharìa) e costituzione italiana (ma anche la nuova costituzione tunisina, l’unica che la Primavera Araba ha partorito), il senso della detenzione come momento fondamentale per cercarsi e ritrovarsi invece che come intermezzo di noia sedata”.
 

Papa Francesco: digiuno, preghiera, elemosina per la Quaresima 2019

Città del Vaticano - Vivere da figli da Dio, da persone redente, per fare del bene anche al creato. No alla logica del tutto subito, dell’avere sempre di più, che abbandonando la legge di Dio, porta ad avidità, brama per uno smodato benessere, disinteresse per il bene degli altri e spesso anche per il proprio. Tanto da tradursi in sfruttamento del creato, persone e ambiente, secondo quella «cupidigia insaziabile che ritiene ogni desiderio un diritto e che prima o poi finirà per distruggere anche chi ne è dominato». È un invito a diventare persone nuove, sentendoci pienamente parte della creazione, il filo rosso del Messaggio del Papa per la Quaresima 2019 che inizia oggi con il Mercoledì delle Ceneri. Va in questo senso il titolo stesso della riflessione, tratto dalla Lettera ai Romani: “L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio”. Vanno vissuti in questo senso anche i richiami ai comportamenti tipici del tempo che prepara la Pasqua. «Digiunare, cioè imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature: dalla tentazione di “divorare” tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore. Pregare per saper rinunciare all’idolatria e all’autosufficienza del nostro io, e dichiararci bisognosi del Signore e della sua misericordia. Fare elemosina per uscire dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nell’illusione di assicurarci un futuro che non ci appartiene. E così ritrovare la gioia del progetto che Dio ha messo nella creazione e nel nostro cuore, quello di amare Lui, i nostri fratelli e il mondo intero, e trovare in questo amore la vera felicità».
 
 

Sgombero tendopoli San Ferdinando: 12 pullman per il trasferimento dei migranti

Reggio Calabria - Sono già pieni 2 dei 12 pullman collocati all’esterno della tendopoli di San Ferdinando in attesa che i primi migranti lascino la baraccopoli. Sono i migranti che hanno titolo, secondo la normativa attuale, ad essere trasferiti nei Centri di accoglienza della Regione e delle Regioni limitrofe. Le operazioni di identificazione dei migranti e di verifica della documentazione in loro possesso sono coordinate dalla Prefettura di Reggio Calabria ed effettuate dalla Polizia Scientifica.
 

Mattarella premia gli “eroi quotidiani”

Roma - Cittadini distintisi per atti di eroismo, per l'impegno nella solidarietà, nel soccorso, per l'attività in favore dell'inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella tutela dei minori, nella promozione della cultura e della legalità. Sono coloro che ieri hanno ricevuto, dal presidente della Repubblica Italiana, le onorificenze dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Mattarella ha individuato, tra i tanti esempi presenti nella società civile e nelle istituzioni, alcuni casi significativi di impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei valori repubblicani. Tra questi Mustapha El Aoudi, 40 anni (Crotone) insignito dell’onorificienza “Per il coraggio e l’altruismo con cui, a proprio rischio, è intervenuto in difesa di una donna violentemente aggredita”. Mustapha El Aoudi è un venditore ambulante di cittadinanza marocchina in Italia dal 1990. Il 4 dicembre scorso è intervenuto in difesa di Nuccia Calindro, una dottoressa dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone, aggredita violentemente (e gravemente ferita) da un uomo che l’accusava della morte della madre. Grazie all’intervento di Mustapha l’aggressore è stato fermato dalla Polizia e portato in Questura. A ricevere una onorificenza anche Marco Omizzolo, 43 anni di Sabaudia “Per la sua coraggiosa opera in difesa della legalità attraverso il contrasto al fenomeno del caporalato”. Omizzolo, Sociologo, è legale rappresentante dell’associazione di promozione sociale Tempi moderni e consigliere della cooperativa sociale In Migrazione che svolge servizi di mediazione culturale e assistenza ai migranti. Ha più volte denunciato – si legge sul sito della Presidenza della repubblica -  anche con dettagliati dossier, il fenomeno del caporalato e dello sfruttamento degli stranieri nei campi. Onorificenza anche a Roxana Roman, 34 anni di cittadinanza “Per il suo contributo nell’affermazione del valore della legalità”. Roxana, proprietaria del bar “Roman Roxana”, nel quartiere Romanina il giorno di Pasqua 2018, ha denunciato coloro che gli hanno quasi distrutto il bar. E poi Igor Trocchia, 46 anni, di Bergamo “Per il suo esempio e la sua determinazione nel rifiuto e contrasto a manifestazioni di carattere razzista”. Ex calciatore, Trocchia è venditore di generi alimentari e allenatore del Pontisola, squadra di calcio giovanile della provincia di Bergamo. Il 1° maggio 2018, a Ponte San Pietro (BG) in occasione di un torneo della categoria esordienti, durante la partita Rozzano-Pontisola, un calciatore del Rozzano offende, con insulti razzisti, il centravanti del Pontisola, mediano tredicenne, di cittadinanza italiana, figlio di genitori del Burkina Faso. A fine partita Trocchia si accorge che il suo giocatore rifiuta di dare la mano all’avversario e chiede spiegazioni. Quando i calciatori del Pontisola raccontano al mister l’episodio, Trocchia decide di dare subito un segnale forte: «Giochino gli altri, noi ce ne andiamo». Ha commentato Trocchia: “nessuna coppa e nessun torneo valgono la dignità di un ragazzino”. La squadra viene ritirata nonostante stesse vincendo il torneo, la scelta è condivisa da tutti: dai calciatori alla dirigenza. E poi ancora Annalisa Ubertoni, 56 anni di Treia (MC) “Per l’esemplare contributo a favore di una politica di pacifica convivenza e piena integrazione”. Coordinatrice del Centro di studi e servizi per la famiglia dell’associazione La Goccia onlus. Responsabile del gruppo marchigiano di Refugees Welcome Italia, organizzazione impegnata nella promozione di una politica dell’inclusione sociale che passa attraverso una accoglienza domestica dei migranti Annalisa, assieme alla sua famiglia, ha accolto in casa Mohammad Toure, di 32 anni, rifugiato dalla Costa d’Avorio. “L’ospitalità domestica, la convivenza – dice - permettono un accompagnamento e una crescita reciproca, aiutano ad essere partecipi di una comunità attiva, costruiscono nuove relazioni umane, sociali e lavorative. Siamo famiglie consapevoli che chi si prende cura dell’altro si prende cura di sé. Sta a noi realizzare la capacità di condividere le diversità nella eguaglianza creando una sinergia sociale rigeneratrice per una Italia migliore e possibile”. Premiata anche Maria Rosaria Coppola, 62 anni,  di Napoli, “Per il coraggio e lo spirito di iniziativa con cui ha pubblicamente difeso un giovane straniero vittima di una aggressione razzista”. Dipendente del centro di produzione Rai di Napoli Maria Rosaria  nel novembre 2018 mentre viaggiava su un treno della rete circumvesuviana ha difeso un ragazzo proveniente dallo Sri Lanka, vittima di una aggressione (verbale) razzista da parte di un giovane passeggero. Davanti al silenzio e all’indifferenza degli altri viaggiatori, è stata l’unica ad intervenire. L’accaduto è stato filmato con lo smartphone da un altro viaggiatore e poi postato su Facebook. È diventato virale in pochissimo tempo. Nel video si vede il giovane che inveisce contro gli immigrati, lanciando accuse. E poi ancora Roberto Luigi Giuseppe Crippa, 51 anni e Luisa Fricchione, 57 anni di Tione (TN) “Per lo straordinario esempio di generosità e solidarietà che li ha visti adottare otto giovani etiopi rimasti orfani in seguito alla guerra civile. Genitori adottivi dell’atleta (nazionale italiana) Yemen Crippa, medaglia di bronzo nei 10mila agli Europei di atletica a Berlino (agosto 2018) la coppia tra il 2003 e il 2008 ha adottato, a più riprese, un gruppo di giovani etiopi (8 tra fratelli e cugini) rimasti orfani. Hanno cresciuto ed educato questi ragazzi permettendo loro di costruirsi una vita indipendente. Oltre a Yemen, 22 anni, poliziotto nelle Fiamme Oro, Mekdes ha 19 anni, fa la commessa e abita a Trento; Mulu e Gabissa, 20 e 21 anni, lavorano come camerieri in provincia di Trento; Asna, 23 anni, è parrucchiera a Milano; Neka, 24 anni, fa il cameriere a Trieste ed è l’altro atleta di casa: nel 2013 ha vinto il Mondiale juniores di corsa in montagna; Elisabet, 27 anni, è rientrata in Etiopia e lavora nella cooperazione; Kelemu, 28 anni, fa l’operaio a Tione (TN).
Insieme a loro tanti uomini e donne che con la loro testimonianza hanno dato esempi di altruismo e solidarietà.
 

Cassano allo Ionio: domani la presentazione del “Rapporto Immigrazione”

Cassano allo Ionio - Si terrà domani, giovedì 7 marzo, alle ore 18,15, nell’auditorium della parrocchia Sacri Cuori di Gesù e Maria di Lauropoli, la presentazione del XXVII “Rapporto Immigrazione” di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes.
All’incontro, “Un nuovo linguaggio per le migrazioni”, organizzato dalla Caritas diocesana e dall’Ufficio Migrantes della diocesi di Cassano all’Jonio - che sarà moderato dal suo direttore, Leonardo Cirigliano -, dopo i saluti del Vicario per la Carità della diocesi, don Gianni Di Luca, interverrà Pino Fabiano, direttore Migrantes Calabria, che presenterà i principali dati contenuti nel Rapporto Immigrazione. Quindi, Rita Donadio, referente del progetto Cidis Onlsu di Cassano allo Ionio, presenterà il progetto “Mai più soli”, pratiche di accoglienza a misura di ragazzi.
Le conclusioni saranno tratte dal Vescovo di Cassano, Mons. Francesco Savino.
 

Ismu: 350 mila persone hanno trasferito la residenza in Italia nel 2018

Milano - In base agli ultimi dati Istat, nel 2018 sono 349mila le persone che hanno trasferito la residenza in Italia da un Paese estero (di cui 302mila stranieri), mentre sono 160mila quelle che, al contrario, l’hanno spostata dall’Italia ad un Paese estero (di cui 40mila stranieri). Calcolando la differenza tra quanti hanno spostato la propria residenza sul territorio nazionale e quanti l’hanno cancellata, durante il 2018 l’Italia ha guadagnato complessivamente 190mila residenti: 38,7mila in Lombardia, 19,7mila nel Lazio, 19,5mila in Emilia Romagna, 17,8mila nel Veneto, 15,5mila in Toscana, 13,0 mila in Campania e 12,2 mila in Piemonte per limitarci alle crescite maggiori in valore assoluto. L’analisi è stata fornita oggi dall’Ismu. Nel 2018 – si legge nel report - le emigrazioni sono aumentate del 3,1% rispetto al 2017, mentre le immigrazioni – in crescita per il quinto anno consecutivo – sono aumentate dell’1,7%. Per ogni due stranieri che hanno lasciato l’Italia durante il 2018, inoltre, quindici l’hanno invece raggiunta (40mila contro 302mila, appunto); al contrario per ogni due italiani che hanno lasciato il territorio nazionale non si arriva a contarne neppure uno che è rimpatriato (120mila contro 47mila).
Per quanto riguarda le nazionalità arrivate nel 2017 (ultimi dati disponibili): l’11,8% ha riguardato i rumeni, il 6,9% i nigeriani e il 5,9% i brasiliani che, inaspettatamente, si posizionano al terzo posto davanti ai marocchini (4,6%) e agli albanesi (4,5%). Tra il 2016 e il 2017 i paesi che hanno registrato un maggior incremento del flusso migratorio annuale in Italia sono stati Nigeria (+57,0%), Ghana (+48,5%) e Venezuela (+46,6%). Mettendo a confronto il dato del 2007 con quello del 2017 le nazionalità che hanno visto maggiormente aumentare i neoiscritti sono: Nigeria (+831,9%), Pakistan (+395,9%), Senegal (+393,4%), Bangladesh (+219,2%), Ghana (+205,8%), Egitto (+129,9%) e Venezuela (+112,4%).
Passando alle mete preferite, nel 2017 (ultimi dati disponibili), dei 155mila (italiani e non) trasferimenti di residenza dall’Italia verso l’estero, il 14,5% ha riguardato il Regno Unito che si conferma primo Paese d’approdo, davanti a Germania (13,8%), Francia (9,2%), Svizzera (7,2%) e Romania (7,2%). Le mete che tra il 2016 e il 2017 hanno registrato una maggior crescita relativa di flussi in emigrazione sono: Brasile (+41,2%), Canada (+22,2%) e Ghana (+15,4%). Mettendo a confronto l’anno 2007 con il 2017 l’aumento maggiore di flussi in emigrazione si è registrato invece verso la Moldova (+572,9%), il Senegal (+408,3%) e il Brasile (+342,8%). Sempre rispetto a dieci anni prima, nel 2017 si è emigrato molto meno soprattutto verso il Venezuela (-53,8%) e l’Argentina (-21,3%).
 
 
 

Capire la Quaresima: segni e parole di un tempo di conversione

Roma - Col Mercoledì delle Ceneri, inizia la Quaresima. È il «tempo forte» che prepara alla Pasqua, culmine dell’Anno liturgico e della vita di ogni cristiano. Come dice san Paolo, è «il momento favorevole» per compiere «un cammino di vera conversione» così da «affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male», si legge nell’orazione colletta all’inizio della Messa del Mercoledì delle Ceneri. Questo itinerario di quaranta giorni che conduce al Triduo pasquale, memoria della passione, morte e risurrezione del Signore, cuore del mistero di Salvezza, è un tempo di cambiamento interiore e di pentimento che «annuncia e realizza la possibilità di tornare al Signore con tutto il cuore e con tutta la vita», ricorda papa Francesco.
Nella liturgia si parla di “Quadragesima”, cioè di un tempo di quaranta giorni. La Quaresima richiama alla mente i quaranta giorni di digiuno vissuti dal Signore nel deserto prima di intraprendere la sua missione pubblica. Si legge nel Vangelo di Matteo: «Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame».
Quaranta è il numero simbolico con cui l’Antico e il Nuovo testamento rappresentano i momenti salienti dell’esperienza della fede del popolo di Dio. È una cifra che esprime il tempo dell’attesa, della purificazione, del ritorno al Signore, della consapevolezza che Dio è fedele alle sue promesse. Nell’Antico Testamento sono quaranta i giorni del diluvio universale, quaranta i giorni passati da Mosè sul monte Sinai, quaranta gli anni in cui il popolo di Israele peregrina nel deserto prima di giungere alla Terra Promessa, quaranta i giorni di cammino del profeta Elia per giungere al monte Oreb, quaranta i giorni che Dio concede a Ninive per convertirsi dopo la predicazione di Giona.
Nei Vangeli sono anche quaranta i giorni durante i quali Gesù risorto istruisce i suoi, prima di ascendere al cielo e inviare lo Spirito Santo. Tornando alla Quaresima, essa è un «accompagnare Gesù che sale a Gerusalemme, luogo del compimento del suo mistero di passione, morte e risurrezione e ricorda che la vita cristiana è una “via” da percorrere, consistente non tanto in una legge da osservare, ma nella persona stessa di Cristo, da incontrare, da accogliere, da seguire», ha spiegato Benedetto XVI nel 2011.
Il Mercoledì delle Ceneri è giorno di digiuno e astinenza dalle carni (così come lo è il Venerdì Santo, mentre nei Venerdì di Quaresima si è invitati all’astensione dalle carni). Come ricorda uno dei prefazi di Quaresima, «con il digiuno quaresimale» è possibile vincere «le nostre passioni» ed elevare «lo spirito». Durante la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri il sacerdote sparge un pizzico di cenere benedetta sul capo o sulla fronte. Secondo la consuetudine, la cenere viene ricavata bruciando i rami d’ulivo benedetti nella Domenica delle Palme dell’anno precedente. La cenere imposta sul capo è un segno che ricorda la nostra condizione di creature ed esorta alla penitenza.
Nel ricevere le ceneri l’invito alla conversione è espresso con una duplice formula: «Convertitevi e credete al Vangelo» oppure «Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai». Il primo richiamo è alla conversione che significa cambiare direzione nel cammino della vita e andare controcorrente (dove la “corrente” è lo stile di vita superficiale, incoerente ed illusorio). La seconda formula rimanda agli inizi della storia umana, quando il Signore disse ad Adamo dopo la colpa delle origini: «Con il sudore del tuo volto mangerai il pane, finché non ritornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere ritornerai!» (Gen 3,19). La Parola di Dio evoca la fragilità, anzi la morte, che ne è la forma estrema. Ma se l’uomo è polvere, è una polvere preziosa agli occhi del Signore perché Dio ha creato l’uomo destinandolo all’immortalità.
A differenza del rito romano, in quello ambrosiano non c’è il rito del Mercoledì delle Ceneri dal momento che la Quaresima inizia domenica 18 febbraio quando vengono imposte le ceneri durante le Messe festive della giornata. Una delle particolarità del rito ambrosiano, durante la Quaresima, è quella dei cosiddetti venerdì ‘aliturgici’, parola tecnica che significa “senza liturgia eucaristica”. Chi entra, in un venerdì di Quaresima, in una chiesa di rito ambrosiano trova sull’altare maggiore una grande croce di legno, con il sudano bianco: simbolo suggestivo del Calvario e segno di abbandono. Si crea così un vero e proprio senso di vuoto, acuito dal fatto che per tutto il giorno non si celebra la Messa e non si distribuisce ai fedeli la comunione eucaristica.
Il digiuno, l’elemosina e la preghiera sono i segni, o meglio le pratiche, della Quaresima. Il digiuno significa l’astinenza dal cibo, ma comprende altre forme di privazione per una vita più sobria. Esso «costituisce un’importante occasione di crescita», scrive papa Francesco nel Messaggio per la Quaresima di quest’anno, perché «ci permette di sperimentare ciò che provano quanti mancano anche dello stretto necessario» e «ci fa più attenti a Dio e al prossimo» ridestando «la volontà di obbedire a Dio che, solo, sazia la nostra fame».
Il digiuno è legato poi all’elemosina. San Leone Magno insegnava in uno dei suoi discorsi sulla Quaresima: «Quanto ciascun cristiano è tenuto a fare in ogni tempo, deve ora praticarlo con maggiore sollecitudine e devozione, perché si adempia la norma apostolica del digiuno quaresimale consistente nell’astinenza non solo dai cibi, ma anche e soprattutto dai peccati. A questi doverosi e santi digiuni, poi, nessuna opera si può associare più utilmente dell’elemosina, la quale sotto il nome unico di “misericordia” abbraccia molte opere buone». Così il digiuno è reso santo dalle virtù che l’accompagnano, soprattutto dalla carità, da ogni gesto di generosità che dona ai poveri e ai bisognosi il frutto di una privazione. Non è un caso che nelle diocesi e nelle parrocchie vengano promosse le Quaresime di fraternità e carità per essere accanto agli ultimi. Secondo papa Francesco, «l’esercizio dell’elemosina ci libera dall’avidità e ci aiuta a scoprire che l’altro è mio fratello».
La Quaresima, inoltre, è un tempo privilegiato per la preghiera. Sant’Agostino dice che il digiuno e l’elemosina sono «le due ali della preghiera» che le permettono di prendere più facilmente il suo slancio e di giungere sino a Dio. E san Giovanni Crisostomo esorta: «Abbellisci la tua casa di modestia e umiltà con la pratica della preghiera. Così prepari per il Signore una degna dimora, così lo accogli in splendida reggia». Per papa Francesco, «dedicando più tempo alla preghiera, permettiamo al nostro cuore di scoprire le menzogne segrete con le quali inganniamo noi stessi».
Già nel IV secolo vi è una Quaresima di 40 giorni computati a ritroso a partire dal Venerdì Santo fino alla prima domenica di Quaresima. Persa l’unità dell’originario triduo pasquale (nel VI secolo), la Quaresima risultò di 42 giorni, comprendendo il Venerdì e il Sabato Santo. Gregorio Magno trovò scorretto considerare come penitenziali anche le sei domeniche (compresa quella delle Palme). Pertanto per ottenere i 40 giorni (che senza le domeniche sarebbero diventati 36) anticipò, per il rito romano, l’inizio della Quaresima al mercoledì (che diventerà “delle Ceneri”). Attualmente la Quaresima termina con la Messa nella Cena del Signore del Giovedì Santo. Ma per ottenere il numero 40, escludendo le domeniche, bisogna, come al tempo di Gregorio Magno, conteggiare anche il Triduo pasquale.
Come nell’Avvento, anche in Quaresima la liturgia propone alcuni segni che nella loro semplicità aiutano a comprendere meglio il significato di questo tempo. Come già accaduto nelle settimane che precedono il Natale, in Quaresima i paramenti liturgici del sacerdote mutano e diventano viola, colore che sollecita a un sincero cammino di conversione. Durante le celebrazioni, inoltre, non troviamo più i fiori ad ornare l’altare, non recitiamo il “Gloria” e non cantiamo l’“Alleluia”. Tuttavia la quarta domenica di Quaresima, quella chiamata del “Laetare”, vuole esprimere la gioia per la vicinanza della Pasqua: perciò nelle celebrazioni è permesso di utilizzare gli strumenti musicali, ornare l’altare con i fiori, le vesti liturgiche sono di colore rosa.
In questo Anno liturgico (ciclo B) la prima domenica di Quaresima rimanda ai quaranta giorni di Cristo nel deserto durante i quali il Signore viene tentato da Satana (Marco 1,12-15) e contiene il monito: «Convertitevi e credete nel Vangelo». In questa Domenica la Chiesa celebra l’elezione di coloro che sono ammessi ai Sacramenti pasquali. La seconda domenica di Quaresima è detta di Abramo e della Trasfigurazione perché come Abramo, padre dei credenti, siamo invitati a partire e il Vangelo narra la trasfigurazione di Cristo, il Figlio amato (Marco 9,2-10). La terza domenica di Quaresima riporta la cacciata dei mercanti dal tempio con la frase di Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere» (Giovanni 2,13-25). La Chiesa in questa domenica celebra il primo scrutinio dei catecumeni e durante la settimana consegna loro il Simbolo: la Professione della fede, il Credo. La quarta domenica di Quaresima presenta le parole di Cristo a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna» (Giovanni 3,14-21). Nella quinta domenica di Quaresima il Signore annuncia la sua morte e risurrezione con questa similitudine: «Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto» (Giovanni 12,20-33). Infine c’è la Domenica delle Palme in cui si fa memoria dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme e durante la quale viene letta la Passione di Cristo.
Da sempre la Chiesa associa la Veglia pasquale alla celebrazione del Battesimo: in esso si realizza quel grande mistero per cui l’uomo, morto al peccato, è reso partecipe della vita nuova in Cristo Risorto e riceve lo Spirito di Dio che ha risuscitato Gesù dai morti. Fin dai primi secoli di vita della Chiesa la Quaresima era il tempo in cui coloro che avevano udito e accolto l’annuncio di Cristo iniziavano, passo dopo passo, il loro cammino di fede per giungere a ricevere il Battesimo a Pasqua. Successivamente anche i penitenti e poi tutti i fedeli furono invitati a vivere questo itinerario di rinnovamento spirituale, per conformare sempre più la propria esistenza a Cristo. Nelle domeniche di Quaresima si è invitati a vivere un itinerario battesimale, quasi a ripercorrere il cammino dei catecumeni, di coloro che si preparano a ricevere il Battesimo, in modo che l’esistenza di ciascuno recuperi gli impegni di questo Sacramento che è alla base della vita cristiana.
Ha per tema un versetto tratto dal Vangelo di Matteo “Per il dilagare dell’iniquità, si raffredderà l’amore di molti” il Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima 2018. Bergoglio mette in guardia da «alcuni falsi profeti» che «inganneranno molti, tanto da minacciare di spegnere nei cuori la carità che è il centro di tutto il Vangelo». Essi possono essere «incantatori di serpenti» che «approfittano delle emozioni umane per rendere schiave le persone e portarle dove vogliono loro», afferma il Papa. Oppure possono essere «ciarlatani» che offrono «soluzioni semplici e immediate alle sofferenze, rimedi che si rivelano però completamente inefficaci: a quanti giovani è offerto il falso rimedio della droga, di relazioni “usa e getta”, di guadagni facili ma disonesti!». Francesco indica anche ciò che può contribuire a spegnere la carità, il che si traduce in «mancanza di amore». Innanzitutto c’è «l’avidità per il denaro»; poi la «violenza» contro quanto è ritenuto «una minaccia alle nostre “certezze”: il bambino non ancora nato, l’anziano malato, l’ospite di passaggio, lo straniero, ma anche il prossimo che non corrisponde alle nostre attese»; l’incuria del Creato; e nelle comunità ecclesiali i segni di mancanza di carità sono «l’accidia egoista, il pessimismo sterile, la tentazione di isolarsi e di impegnarsi in continue guerre fratricide, la mentalità mondana che induce ad occuparsi solo di ciò che è apparente, riducendo in tal modo l’ardore missionario». Come «dolce rimendio» il Papa propone la preghiera, l’elemosina e il digiuno. (Giacomo Gambassi)
 

Migrantes: a Bruxelles la presentazione del Rapporto “Italiani nel Mondo”

Bruxelles - Sarà presentato il 7 marzo, presso l'Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles il “Rapporto Italiani nel mondo” della Fondazione Migrantes. Il Rapporto è  l'unica pubblicazione, edita in Italia, che studia la mobilità degli italiani.
Alla presentazione interverranno Delfina Licata della Fondazione Migrantes e curatrice del Rapporto Italiani nel Mondo; don Claudio Visconti, missionario con gli italiani a Bruxelles;  Matteo Lazzarini della Camera di Commercio Belgo-Italiana; Filippo Giuffrida di Itaca  e Eleonora Medda del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero, moderati da  Benedetta Dentamaro, Segretario Generale ComitesBruxelles, Brabante e Fiandre.
Durante l'evento verrà inoltre presentato il Progetto “Antenor”, un progetto di cooperazione transnazionale promosso dal COMITES Belgio e da ITACA che mira a seguire, studiare ed analizzare la Nuova Emigrazione italiana in Europa, al fine di individuarne i bisogni, facilitare l'integrazione socio-economica dei cittadini in mobilità nei Paesi di accoglienza e creare nuovi strumenti adeguati a rispondere ai nuovi bisogni.
 

San Ferdinando: domani lo sgombero della baraccopoli

San Ferdinando - Sarà sgombrata domani la baraccopoli di San Ferdinando, in Calabria.  Le operazioni inizieranno intorno alle 8. Dall'ultimo censimento effettuato dalla Questura di Reggio Calabria, sono circa 1.100 i migranti coinvolti nell'operazione coordinata dalla prefettura coadiuvata da personale della protezione civile, da sanitari e da un nucleo interforze di Pubblica sicurezza. Lo smantellamento fa seguito a quanto già deliberato dal Comune di San Ferdinando che, con un ulteriore delibera, aveva posto l'attenzione sulla necessità di rendere più sicura l'area, dopo gli ultimi tre incendi che hanno provocato la morte di tre cittadini stranieri.
I migranti saranno trasferiti in altre strutture messe a disposizione: nuova tendopoli, Sprar e Cas.
 

Servizio Civile: il 12 marzo incontro a Firenze degli enti ecclesiali

Firenze - Si svolgerà il 12 marzo prossimo a Firenze (Area Sportiva Mandela Forum), nella data che ricorda san Massimiliano di Tebessa patrono del servizio civile, l'annuale incontro dei giovani in servizio civile degli enti aderenti al TESC (Tavolo Ecclesiale Servizio Civile).
Il tema dell'incontro, giunto alla sua XIV edizione, si ricollega, come ogni anno, a quello scelto da Papa Francesco per la Giornata mondiale della Pace 2019:  "La buona politica è al servizio della pace". Il TESC riunisce 18 organismi, organizzazioni ed associazioni cattoliche impegnate nel servizio civile e dal 2003 organizza l'incontro di san Massimiliano per promuovere questa esperienza di pace, nonviolenza e cittadinanza tra i giovani.
 

P. Czerny: migranti e rifugiati sono tra noi e hanno bisogno della nostra risposta

Città del Vaticano - “Non si tratta solo di migranti” è il tema scelto da Papa Francesco per la prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà il 29 settembre. Un tema di “grande attualità, ma c’è il pericolo di pensare che si riferisca soltanto a chi cerca rifugio. Invece, il punto è che i migranti e i rifugiati sono fra noi come tutte le persone, italiani o di altri Paesi, che hanno bisogno della risposta dei cristiani. Sono quindi inclusi: non è una categoria a parte”, dice p. Michael Czerny, sotto segretario della Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per lo Sviluppo Umano ed Integrale in uno intervista a Vatican News.
Per il religioso “lo spirito della Giornata non si limita ai migranti e rifugiati, ma include tutti noi perché tutti siamo chiamati a rispondere”. Per p. Czerny il pontefice ha scelto il tema e “adesso la nostra sezione, accompagnando i vescovi e la Chiesa in tutto il mondo, inizia a riflettere e a preparare la celebrazione del 29 settembre. Con incontri, riflessioni, testi biblici, citazioni dal Magistero, post sui social, video. Tutti i mezzi per esplorare le dimensioni di questo tema importante: Francesco invita al Chiesa a meditare e a lavorare per la prossima Giornata”. (R.Iaria)
 

Ceis: un corso sulla Costituzione per Msna

Modena - Sono sedici i minori stranieri non accompagnati e i giovani richiedenti asilo, ospiti delle comunità di accoglienza del gruppo CEIS e provenienti da dieci Paesi (Albania, Costa d’Avorio, Gambia, Marocco, Mali, Nigeria, Pakistan, Romania, Senegal, Somalia), che hanno partecipato a un corso di formazione sui diritti e i doveri dei cittadini con riferimento alla Costituzione italiana. La significativa esperienza di integrazione è stata raccontata martedì scorso presso la sede della cooperativa CEIS Formazione (aderente a Confcooperative Modena) nel seminario di presentazione delle attività formative realizzate all’interno del progetto europeo Erasmus+ Rem (Rights, duties, solidarity), introdotto dagli interventi del prefetto Maria Patrizia Paba, del direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia–Romagna Stefano Versari e da Giuliana Urbelli, assessore alla Coesione sociale, sanità, welfare, integrazione e cittadinanza del Comune di Modena.
Il progetto, di cui CEIS Formazione è capofila e che coinvolge sette organizzazioni partner di Germania, Italia, Romania e Spagna, si ispira a un’esperienza di volontariato realizzata nel carcere della Dozza a Bologna.
Nella casa circondariale bolognese, frate Ignazio De Francesco, monaco della Piccola Famiglia dell’Annunziata ed esperto di Islam, ha coinvolto detenuti, originari soprattutto del Maghreb, in lezioni sui diritti e doveri, confronto tra Costituzioni, norme civili e religiose. Durante il seminario ogni partner ha presentato il proprio percorso formativo rivolto a migranti e non, studenti di corsi di lingua e di percorsi volti all’acquisizione della cittadinanza, alunni delle scuole superiori, minori stranieri non accompagnati e richiedenti asilo, detenuti ed ex detenuti. L’obiettivo condiviso all’interno della formazione è stato promuovere la conoscenza e consapevolezza sui diritti e doveri nei Paesi europei e in quelli di provenienza dei migranti.
«È fondamentale offrire ai migranti i concetti base della nostra convivenza civile ispirati ai principi della Costituzione – ha dichiarato padre Giuliano Stenico, presidente della Fondazione CEIS – per favorire un’effettiva integrazione ed evitare marginalizzazione o addirittura il rischio di radicalizzazione».
Durante il seminario, oltre alle esperienze e risultati già conseguiti nei vari Paesi, è stata presentata anche la prossima attività, prevista in marzo a Modena, finalizzata alla formazione di insegnanti ed educatori.
L’obiettivo è che essi diventino soggetti attivi nella prevenzione della radicalizzazione riproponendo e adattando i percorsi formativi nei contesti educativi in cui operano. (F.M.)
 

Reggio Calabria: i novant’anni di padre Mioli

Reggio Calabria - Sono state serate di preghiera, di musica, di ricordi e, soprattutto, di festa quelle di giovedì 21, sabato 23, domenica 24 e lunedì 25 febbraio, nella parrocchia dei Santi Filippo e Giacomo in Sant’Agostino, a Reggio Calabria.
Gli eventi sono stati realizzati dagli amici di padre Bruno Mioli, che il 25 febbraio ha tagliato il traguardo dei 90 anni. Il compleanno ha preceduto di poco il 65esimo anniversario dell’ordinazione sacerdotale di padre Bruno, avvenuta il 19 marzo 1954. Per queste felici ricorrenze è stata pensata anzitutto un’ora di preghiera, giovedì 21 febbraio, alle 18, animata dal canto e dall’adorazione silenziosa del Santissimo Sacramento, intervallati dalla lettura di brani presi dagli scritti del Beato Giovanni Battista Scalabrini, fondatore dei Missionari di San Carlo, congregazione religiosa a cui appartiene anche padre Bruno. Poi, sabato 23 febbraio, alle 18.30, con l’intervento dei più piccoli della parrocchia, sono stati messi in scena i ricordi di vita di Padre Bruno, con fotografie e rappresentazioni mimate. Domenica 24 febbraio, alle 18.30, la chiesa di Sant’Agostino ha ospitato il coro San Paolo, che ha presentato una selezione polifonica con brani di meditazione. Lunedì 25 febbraio è arrivato il giorno del novantesimo genetliaco: Padre Bruno ha presieduto la concelebrazione eucaristica, alle 17.30, nella chiesa di Sant’Agostino. A seguire, nella sala parrocchiale, un momento di festa.
Padre Bruno è missionario secondo il carisma del beato Giovanni Battista Scalabrini, con particolare attenzione ai migranti, ai profughi e ai rifugiati. È stato educatore nei seminari del suo Istituto e, per molti anni, ha prestato servizio nella Fondazione Migrantes come direttore dell’Ufficio per la pastorale dei migranti e rifugiati.