Primo Piano

Migrantes: invito alla Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato con Papa Francesco

5 Settembre 2019 - Roma – Si fa sempre più vicina la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà il 29 settembre. Ieri sera nella sede della Fondazione Migrantes un incontro preparatorio alla presenza di Mons. Gianpiero Palmieri, Vescovo Ausiliare di Roma e neo delegato Migrantes della Conferenza Episcopale del Lazio; padre Fabio Baggio, sottosegretario della Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale  della Santa Sede, don Gianni De Robertis, direttore della Fondazione Migrantes e del direttore Migrantes di Roma e Lazio, Mons. Pierpaolo Felicolo. A celebrare la liturgia eucaristica sarà papa Francesco in piazza San Pietro alla presenza di migliaia di fedeli provenienti da diverse diocesi italiane. In una lettera ai vescovi italiani il card. Gualtiero Bassetti, presidente della CEI sottolinea che la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato “riveste una valenza importante per tutti” invitando i vescovi a partecipare alla messa che Papa Francesco celebrerà in piazza San Pietro: “un’occasione per stringerci a lui ed esprimergli la nostra gratitudine per il suo coraggioso magistero. Concretamente, se ognuna delle nostre Chiese inviasse a Roma un gruppo, contribuiremmo a offrire un segno di comunione attorno al successore di Pietro”. Dall’incontro di ieri è arrivato l’invito a tutti gli uffici Migrantes, agli operatori pastorali e ai volontari di farsi promotori di iniziative di sensibilizzazione per essere “insieme con” Papa Francesco.  (R. Iaria)

Vescovi Perù, Cile e Bolivia: “rinnoviamo e incoraggiamo impegno della Chiesa nell’accoglienza dei venezuelani”

5 Settembre 2019 -   Lima - “In questi giorni, abbiamo potuto riflettere e toccare con mano la grave situazione migratoria, di così grandi proporzioni, che si vive nei nostri Paesi, specialmente per i nostri fratelli che provengono dal Venezuela. Esprimiamo la nostra vicinanza e solidarietà al popolo venezuelano, che negli ultimi tempi sta soffrendo per le difficili condizioni economiche, sociali e politiche del suo Paese. Rinnoviamo e incoraggiamo l’impegno delle istituzioni della Chiesa cattolica per accogliere e servire i nostri fratelli, che cercano migliori prospettive di lavoro e sicurezza per loro e le proprie famiglie”. Lo scrivono i vescovi dei Consigli permanenti della Conferenze Episcopali di Perù (Cep), Cile (Cech) e Bolivia (Ceb), che si sono riuniti martedì e ieri a Lima. Il documento finale, firmato dai tre presidenti delle Conferenze episcopali, Mons. Miguel Cabrejos (Cep), Mons. Ricardo Centellas (Ceb) e Mons. Santiago Silva (Cech), dedicato appunto in buona parte alla situazione dei migranti venezuelani. I vescovi scrivono di apprezzare particolarmente lo sforzo dei tanti volontari che stanno facendo fronte alla situazione e chiedono ai Governi di “rafforzare in modo coordinato le politiche pubbliche” riguardo a tale fenomeno. Il documento tocca anche altri temi, come la conferma dell’impegno a “combattere il grave flagello degli abusi sessuali contro i minori e della violenza contro le donne nei nostri Paesi”, mettendo in atto “provvedimenti effettivi di prevenzione”. Spazio anche all’imminente Sinodo per l’Amazzonia, definito “incontro vitale”, rispetto al quale i vescovi confermano “l’interesse e la disposizione a collaborare nei processi di discernimento”.

Mons. Lorefice: “vivere la fede nel quotidiano con carità operosa, accogliendo i profughi”

5 Settembre 2019 - Palermo - Un ragazzo guarito inspiegabilmente da un tumore e un suicidio evitato, testimoniato da un cappio lasciato al santuario dedicato a Santa Rosalia, sul Montepellegrino. Sono gli ultimi due miracoli che sarebbero stati compiuti per intercessione della patrona di Palermo, secondo il reggente del santuario diocesano, don Gaetano Ceravolo. Ne ha dato notizia al termine della solenne concelebrazione presieduta dall’arcivescovo, Mons. Corrado Lorefice, in occasione della festa liturgica di santa Rosalia. Nella sua omelia il presule ha richiamato i cristiani a vivere una vita coerente con il Vangelo sull’esempio della patrona diventata eremita per seguire Cristo. “Nella vita di ogni giorno – ha detto Lorefice – l’attesa definitiva della fine dei tempi si vive in una carità operosa, anche se per noi c’è il rischio che la fede si affievolisca o rimanga conformata alle logiche del mondo. La fede si vive nel quotidiano e tutte le volte che abbiamo accolto un profugo, un ammalato, un affamato o un assetato l’abbiamo fatto a Cristo”. All’offertorio le suore del Bell’Amore nel 25° anniversario dell’arrivo a Palermo della fondatrice, suor Nunziella Scopelliti, hanno portato il libro delle loro Costituzioni e i “Parrucchieri solidali” gli strumenti del loro lavoro che utilizzano presso la Caritas parrocchiale di don Orione. Al termine delle celebrazione, una processione con la reliquia di Santa Rosalia si è snodata fino alla grotta dallo spiazzo in cui è stata celebrata la messa. (Sir)

MCI Genk: conclusa la vista dell’arcivescovo Bertolone

5 Settembre 2019 - Genk – Si è conclusa la visita dell’arcivescovo di Catanzaro-Squillace e Presidente della Conferenza Episcopale Calabra, Mons. Vincenzo Bertolone, alla Missione Cattolica Italiana di Genk, in Belgio, guidata da don Gregorio Aiello, originario della diocesi calabrese e missionario in Belgio da 12 anni. Ad accompagnare il presule il vicario generale Mons. Gregorio Montillo e il direttore Migrantes della diocesi, p. Piero Puglisi. Molto sono stati i momenti di incontro dell’arcivescovo con i nostri connazionali ma anche con la chiesa locale. “’ la prima volta che l’arcivescovo visita la Missione Cattolica di Genk – ci dice il vicario Mons. Montillo – per visitare un nostro missionario che qui è pastoralmente impegnato a  nome della Chiesa italiana per la cura dei nostri emigrati”. “Abbiamo incontrato una comunità viva,  cresciuta, testimone di una fede radicata”, aggiunge Mons. Montillo: una comunità che “che si è creato uno spazio ed è molto accettata nella chiesa locale. Una Missione cattolica italiana parrocchia tra le parrocchie belghe. Una Missione integrata nella Chiesa locale con una cultura e una lingua diversa, quella italiana”. Mons. Bertolone – che domenica ha presieduto una celebrazione eucaristica nella Chiesa Sacra Famiglia di Genk – ha invitato tutti a conservare i propri valori ed esserne testimoni nella realtà in cui vivono. A Genk è presente una comunità italiana con circa 10mila presenze. La loro realtà è raccontata, da oltre 30 anni, da Radio Internazionale, la radio che trasmette dalla Missione Cattolica Italiana e che ha a cuore, come dice don Aiello, la valorizzazione della lingua e della cultura delle varie comunità di immigrati presenti nel territorio. (R. Iaria)

Papa Francesco in Africa: ieri l’arrivo in Mozambico

5 Settembre 2019 - Roma - Alle 18.10 di ieri sera Papa Francesco è atterrato a Maputo, capitale del Mozambico, prima tappa di un viaggio - il 31.mo del Pontificato - che in 6 giorni lo porterà anche in Madagascar e Isole Mauritius. Molto festosa l'accoglienza, con danze e canti tipici, ma senza discorsi ufficiali. Ai piedi dell'airbus Alitalia, il Pontefice ha trovato ad attenderlo il capo dello Stato, Felipe Nyusi, e i vescovi locali, con i quali si è intrattenuto per diversi minuti in una atmosfera cordiale e gioiosa, prima di prendere l'auto con cui raggiungerà la nunziatura di Maputo, sua residenza in questi giorni. In particolare il Pontefice si è fermato quasi un quarto d'ora a osservare con molto interesse le danze tribali eseguite in suo onore da un gruppo locale in vesti tradizionali.

Bellunesi nel Mondo: un viaggio nel Vallese nel 2020 per il 55° anniversario della tragedia di Mattmark

4 Settembre 2019 - Belluno - 30 agosto 1965 Vallese, Mattmark (Svizzera). Una data e un luogo che non devono essere dimenticati, perché persero la vita, a 2000 metri di altitudine, 88 operai intenti a costruire una diga in terra battuta. Milioni di metri cubi di ghiaccio e roccia si staccarono dal ghiacciaio dell’Allalin abbattendosi sulle baracche dei lavoratori. 88 le vittime, di cui 56 italiane e di queste 17 bellunesi. A loro è andato il ricordo in occasione della commemorazione del 54.mo anniversario della tragedia di Mattmark organizzata dalla Famiglia Ex emigranti “Monte Pizzocco”, con il supporto dell’Associazione Bellunesi nel Mondo. Domenica 1 settembre erano presenti i parenti delle vittime, i superstiti, le Famiglie ex emigranti con le Famiglie Bellunesi del Trentino, di Roma e del Nord Reno Westfalia, gli alpini le Amministrazioni comunali di Sedico, Belluno, Santa Giustina, San Gregorio nelle Alpi, Cesiomaggiore, Sospirolo, Quero-Vas, Pieve di Cadore, Alpago e Domegge di Cadore e tutti si sono stretti nel deporre una corona d’alloro al monumento dell’emigrante presente a Mas di Sedico (Belluno), nel parco dedicato proprio alle vittime di Mattmark. “Siamo qui per non dimenticare - ha sottolineato il vicesindaco di Sedico, Gioia Sacchet - ma anche perché queste tragedie siano un monito per la sicurezza sul lavoro. Ancora oggi, purtroppo, si muore compiendo il proprio lavoro e questo non dovrebbe succedere. È nostro dovere ricordare il sacrificio dei nostri emigranti e ringraziarli per quanto fatto per lo sviluppo del nostro Paese”. “Preservare la memoria della nostra emigrazione è la missione della Famiglia Ex emigranti ‘Monte Pizzocco’”, ha etto il presidente Marco Perot: “non ci stancheremo di commemorare queste tragedie, che hanno tanto colpito i nostri emigranti. Questi ragazzi emigravano per vivere e dare un futuro migliore alle loro famiglie. Non dovevano morire. Il loro ricordo deve vivere in tutti noi”. Un fenomeno, quello dell’emigrazione bellunese, poco conosciuto ai giovani e che l’Associazione Bellunesi nel Mondo vuole invece portare nelle scuole. “Ringrazio Marco Perot per organizzare ogni anno questa importante commemorazione”, ha aggiunto il presidente Abm Oscar De Bona: “la nostra Associazione, grazie al contributo della Regione Veneto, sta per realizzare un libro didattico che verrà distribuito, nei prossimi mesi, a 1800 studenti e riguarderà la storia dell’emigrazione bellunese e veneta dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri”. La cerimonia si è conclusa con la benedizione della corona d’alloro da parte di don Davide Fiocco e con l’annuncio che l’Associazione Bellunesi nel Mondo, per il 55° anniversario della tragedia di Mattmark, organizzerà un viaggio nel Vallese il 30 agosto 2020.  

Armenia: Italia in campo con calcio, cultura e arte

4 Settembre 2019 - Roma - Arte, musica, enogastronomia, senza trascurare il calcio. Questi gli appuntamenti proposti a Jerevan dall'Ambasciata d'Italia il cui clou sarà il 5 settembre l'attesissimo match Armenia-Italia. Due mostre d'arte contemporanea, invece, vogliono farsi ponte interculturale tra i due Paesi. Entrambe curate da Isabella Indolfi le iniziative, 'Ogni dove' di Bianco-Valente e 'Lighting flowers/ Remix Portrait'  di Franz Cerami, si prefiggono di esplorare la città di Jerevan, facendo leva su storie individuali. A partire da oggi, 4 settembre, la scritta 'Ogni dove' in lettere armene apparirà a Jerevan attraverso un’importante installazione sulla facciata dell’Ambasciata d’Italia, stendardi sugli edifici delle istituzioni che hanno aderito, teli scritti a mano dai cittadini e appesi ai balconi. Si tratta dunque di un’opera collettiva e diffusa, che coinvolge la popolazione residente e gli armeni della diaspora. Piccole e semplici azioni, come scrivere la parola sul palmo della propria mano e condividerne la foto sui social consentiranno la partecipazione più larga. “Lihhting Flowers e Remix Portraits” vuole invece illuminare le notti armene. Una serie di incursioni di video-mapping partendo da luoghi periferici di Jerevan illumineranno la splendida cornice del Teatro dell’Opera e l’Ambasciata d’Italia. La performance partita da Napoli, ha toccato Roma e entro la fine del 2019 sarà a San Pietroburgo, Madrid e Berlino. Come fiori luminosi e resilienti, si accenderanno le periferie, i luoghi abbandonati, le zone di passaggio. La pittura digitale di Franz Cerami si espanderà in maniera virale sulle superfici della città  e il 7 settembre accompagnerà il concerto della National Chamber Orchestra of Armenia.

Papa Francesco: “riconciliazione fraterna, unica speranza per una pace solida e duratura”

4 Settembre 2019 -   Città del Vaticano - Mentre è in volo per il Mozambico, prima destinazione del suo 31° viaggio apostolico che fino al 10 settembre si articolerà in tre tappe – Mozambico, Madagascar, Maurizio – Papa Francesco questa mattina con un tweet ha invitato ad unirsi alla sua preghiera “perché Dio, Padre di tutti, consolidi in tutta l’Africa, la riconciliazione fraterna, unica speranza per una pace solida e duratura”.

Papa in Africa: la gioia dei malgasci in Italia

4 Settembre 2019 - Roma - La visita del Papa Francesco in Madagascar ricorda l'ultima visita di un Pontefice esattamente 30 anni fa, nel 1989. La differenza è che Papa Giovanni Paolo II visitò il  Madagascar per beatificare Victoire Rasoamanarivo (1848-1894) considerata Santa dai malgasci durante la sua vita terrena. Dopo 30 anni la Comunità cattolica malgascia a Roma, avente questa beata come protettrice e che porta il suo nome (Ankohonana Rasoamanarivo=Famiglia Rasoamanarivo) ha un ardente desiderio di vederla Santa, indicata quindi come modello di vita sull'altare e modello di vita anche per tutti i cristiani nel mondo. Naturalmente tutti i malgasci cattolici sul posto sono assai entusiasti per questa visita di Papa Francesco ed aspirano profondamente alla canonizzazione di Victoire. Questa visita stimola anche tanta voglia di unità tra le popolazioni ed etnie. Ad esempio ogni quartiere che si trova sul passaggio del Papa si sta impegnando straordinariamente a pulire, a dare un aspetto particolare all'ambiente per mostrare al Papa che lui è il benvenuto e costituisce un ospite speciale differente dagli altri anche se altri abitanti appartengono ad altra fede. La venuta del Papa in Madagascar provocherà un segno di solidarietà tra le popolazioni malgasce e il Papa stesso ribadisce durante i suoi discorsi che i Malgasci sono accoglienti, amano pregare e cercano sempre di vivere nel Fihavanana (Fratellanza) nonostante le diverse vicissitudini politiche e sociali subite negli ultimi anni. Il Madagascar è un paese povero e di conseguenza ha abitanti cristiani poveri in povere chiese. (Jean Rick Ravelomanantsoa - Presidentee Laico della Comunità Cattolica del Madagascar a Roma Italia)  

Papa Francesco: incontro con migranti prima del viaggio in Africa

4 Settembre 2019 - Città del Vaticano - Ha avuto inizio questa mattina il 31° Viaggio Apostolico Internazionale di Papa Francesco che visiterà tre paesi dell’Africa Occidentale: Mozambico, Madagascar e Maurizio. Alle ore 7.00, prima di lasciare Casa Santa Marta per recarsi all’aeroporto, il Santo Padre ha incontrato circa 12 persone accolte dal Centro Astalli e dalla Comunità di Sant’Egidio e provenienti da Mozambico, Madagascar e Maurizio. Il gruppo era accompagnato dall’Elemosiniere Apostolico, Card. Konrad Krajewski. Alle ore 7.20, lasciato il Vaticano, il Papa si è trasferito in auto all’Aeroporto Internazionale di Roma-Fiumicino da dove, dopo poco le ore 8.00, a bordo di un A330 dell’Alitalia, è partito alla volta del Mozambico. L’arrivo all’Aeroporto di Maputo è previsto per le ore 18.30. (R.I.)

Migrantes Palermo per la Giornata del Migrante e del rifugiato

3 Settembre 2019 - Palermo - Nel messaggio per la 105 Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2019, che si celebrerà il prossimo 29 settembre, Papa Francesco fa una foto realistica delle situazioni di ingiustizie e discriminazioni a livello globale che ricadono sempre sui più poveri. A livello planetario si verifica una crescita dell’individualismo e dell’indifferenza sempre più globalizzata. “La presenza dei migranti e dei rifugiati – come, in generale, delle persone vulnerabili – rappresenta oggi un invito a recuperare alcune dimensioni essenziali della nostra esistenza cristiana e della nostra umanità, che rischiano di assopirsi in un tenore di vita ricco di comodità. Ecco perché “non si tratta solo di migranti”, vale a dire: interessandoci di loro ci interessiamo anche di noi, di tutti; prendendoci cura di loro, cresciamo tutti; ascoltando loro, diamo voce anche a quella parte di noi che forse teniamo nascosta perché oggi non è ben vista”. Il richiamo alla presenza del Signore risorto, scaccia ogni timore. Non avere paura di fronte al migrante, al diverso per cultura, lingua, appartenenza etnica o religione è un richiamo concreto.  Anche la compassione da tirar fuori dinanzi ai tanti che sono nel bisogno. L’audacia di chi sa prendere l’iniziativa senza paura, andare incontro, cercare i lontani e arrivare agli incroci delle strade per invitare gli esclusi. Non si tratta di pensare ai migranti, contrapponendoli agli italiani. Si tratta di tutta la persona, di tutte le persone ed in particolare di più poveri, dei disagiati.  La missione della Chiesa verso tutti gli abitanti delle periferie esistenziali, che devono essere accolti, protetti, promossi e integrati. “Non è in gioco solo la causa dei migranti, non è solo di loro che si tratta, ma di tutti noi, del presente e del futuro della famiglia umana. I migranti, e specialmente quelli più vulnerabili, ci aiutano a leggere i “segni dei tempi”. Attraverso di loro il Signore ci chiama a una conversione, a liberarci dagli esclusivismi, dall’indifferenza e dalla cultura dello scarto. Attraverso di loro il Signore ci invita a riappropriarci della nostra vita cristiana nella sua interezza e a contribuire, ciascuno secondo la propria vocazione, alla costruzione di un mondo sempre più rispondente al progetto di Dio”. “Per sostenere le iniziative della C.E.I. - diacono Mario Affronti e p. Sergio Natoli della Migrantes di Palermo - domenica 29 settembre la raccolta imperata delle offerte dei fedeli vanno trasmesse alla Fondazione Migrantes tramite la cassa della Diocesi. Ci auguriamo che il numero della Parrocchie che esprimeranno solidarietà, oltre che con la preghiera anche con la carità, passi dalle unità alle decine: “il Signore premia la generosità dei suoi fedeli”.  

Mons. Nosiglia su migrante senza famiglia sepolto nel cimitero monumentale

3 Settembre 2019 - Torino – “Alla dignità di ogni persona appartiene anche la disponibilità di una sepoltura decorosa: nella morte siamo ugualmente chiamati a riconoscere e rispettare il dono e la memoria della vita! È un ‘diritto’ di ogni uomo o donna, al di là della sua nazionalità, religione e censo, che va dunque salvaguardato e promosso anche in questa circostanza. E vale  soprattutto per quelli che vivono per strada, senza famiglia  e amici, scartati dalla società: non ci si preoccupa di loro da vivi, e tanto meno quando muoiono”. E’ quanto ha detto l’arcivescovo di Torino, Mons. Cesare Nosiglia, in merito alla scelta del Comune di Torino di dare sepoltura al nigeriano Lawrence Irimoren, morto in città senza famiglia, nella tomba dei marchesi di Barolo nel cimitero monumentale del capoluogo piemontese e  come  disposto per Beauty, la giovane mamma nigeriana morta di parto il 15 marzo 2018 al Sant’Anna di Torino dopo essere stata fermata alla frontiera di Bardonecchia. La scelta è frutto di un accordo fra l’amministrazione comunale torinese e l’Opera Barolo.  Era stato proprio l’arcivescovo, all’indomani della morte di Beauty, a proporre che la donna nigeriana fosse sepolta nella tomba vuota dei marchesi, che non ebbero figli.   Per Mons. Nosiglia la “scelta di rendere disponibile uno spazio nel terreno sepolcrale dei marchesi di Barolo come è avvenuto a Torino, per il nigeriano Lawrence, rientra dunque pienamente in quel dovere di accoglienza di cui ha tanto bisogno oggi la nostra società, e che rappresenta un obbligo morale per ogni cristiano, e civile per ogni cittadino”.

Migrantes: materiali e invito per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

3 Settembre 2019 -

Roma – Si fa sempre più vicina la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà il prossimo 29 settembre. Per l’occasione Papa Francesco presederà in piazza San Pietro una celebrazione eucaristica alla quale parteciperanno migliaia di fedeli provenienti da diverse diocesi italiane. In una lettera ai vescovi italiani il card. Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI sottolinea che la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato “riveste una valenza importante per tutti” invitando i vescovi a partecipare alla messa che papa Francesco celebrerà in piazza San Pietro: “un’occasione per stringerci a lui ed esprimergli la nostra gratitudine per il suo coraggioso magistero. Concretamente, se ognuna delle nostre Chiese inviasse a Roma un gruppo, contribuiremmo a offrire un segno di comunione attorno al successore di Pietro”.

In vista della Giornata la Fondazione Migrantes ha predisposto diversi materiali utili per la celebrazione sul tema scelto da Papa Francesco: “Non si tratta solo di migranti”. Nel materiale, reperibile sul sito della Fondazione (www.migrantes.it) riflessioni, preghiere, spunti per omelie e incontri. Ogni file può essere scaricato, usato, stampato e condiviso liberamente insieme anche ad alcuni numeri della rivista mensile della Fondazione “Migranti-press”. In un numero il messaggio del Papa per questa Giornata, un commento del Presidente della Commissione CEI per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes Mons. Guerino Di Tora, che porta il titolo “L’attenzione verso gli ultimi diventa crescita globale”. Una riflessione di p. Camillo Ripamonti e diversi sussidi (una preghiera per la Giornata, spunti per l’omelia e la preghiera dei fedeli, una veglia di preghiera, un sussidio catechetico) per aiutare a rendere la Giornata un momento significativo nelle comunità parrocchiali. In fondo alla pubblicazione il resoconto delle offerte raccolte nelle Giornate del Migrante e del Rifugiato degli anni precedenti, il manifesto della Giornata, un volantino che presenta la Fondazione Migrantes, con allegato vaglia per sostenerla, ed un fascicolo con una favola di Silvia Rizzato dedicata alle “finestre dei vicini”. In un altro numero una serie di contributi dedicati alla Giornata che possono essere di aiuto per chi intende promuovere momenti di confronto e riflessioni nelle proprie realtà parrocchiali e diocesane. (R. Iaria)

Papa in Africa: la gioia della comunità mauriziana in Italia

3 Settembre 2019 - Roma - La comunità mauriziana che vive in Italia è in festa per l’arrivo di Papa Francesco nel loro Paese di origine. Il trentunesimo viaggio del Pontefice, dal 4 al 9 settembre prossimo, toccherà non solo il Madagascar e il Mozambico ma anche Port Louis, la capitale della Repubblica di Mauritius che comprende quel gruppo di isole che si trovano ad est del Madagascar. Grande è l’aspettativa, “siamo tutti con il batticuore” dice Yvonnette César che vive da 45 anni  in Italia: è stata la presidente dell’associazione Mauriziana Onlus di Roma. Associazione nata sia come punto di riferimento per mantenere insieme i cittadini mauriziani in Italia e sia per salvaguardare l'identità culturale e le origini al fine di una loro migliore integrazione nel paese ospitante. “Per noi è un grande evento – continua Yvonnette - e la comunità si sta preparando benissimo, anche perché cade dopo trent’anni esatti dal viaggio di Giovanni Paolo II, il quale rimase colpito da una nazione con una pacifica convivenza interreligiosa”. Gli abitanti in maggioranza sono induisti, di origine indiana più del 70%, arrivarono sull’isola in regime di servitù sotto la dominazione britannica che terminò con l’indipendenza nel 1968. Tra le minoranze religiose oltre ai cristiani ci sono i buddisti e gli islamici. Dalla voce al telefono di Yvonnette trapela la gioia immensa con la quale stanno vivendo questo appuntamento: “la nostra grande speranza – dice - è quella che presto arriverà la canonizzazione del nostro beato, Jacques-Désiré Laval, beatificato proprio da papa Wojtyla nel 1979”. Il beato Laval era nato in Francia nel 1803, era un medico e arrivò come missionario nelle isole Mauritius. Presbitero della Congregazione dello Spirito Santo si adoperò molto per gli schiavi, ne battezzò circa 63mila. Morì a Port Louis il 9 settembre 1864. La visita di Papa Francesco cade proprio nel giorno della festa del beato Jacques-Desiré Laval. Alla domanda di come si sta preparando il popolo mauriziano che vive in Italia, Yvonnette risponde: “Siamo contenti, siamo gioiosi, e proprio quel giorno faremo una messa qui a Roma nella chiesa di San Marcellino e Pietro, alle 19, dove si trova un busto del beato Laval. Ma la mattina del 9 settembre saremo tutti davanti al televisore per assistere, anche se da lontano, alla messa del Pontefice”. I mauriziani che si trovano in Italia non costituiscono una comunità grandissima, sono sparsi un po’ su tutta la Penisola: quelli che vivono a Roma, circa 70 famiglie, sono in prevalenza cattolici, ma la maggioranza si trova in Sicilia e a Bari.  Poi ci sono città come Milano con alcune presenze. I campi di impiego vanno dai collaboratori familiari, ai portierati, ma specialmente in Sicilia sono impegnati anche nel commercio. (Nicoletta Di Benedetto)  

Messico-Texas: incontro dei vescovi frontalieri a Matamoros

3 Settembre 2019 - Roma - “Noi vescovi della frontiera tra Texas e Messico, riuniti a Matamoros (Tamaulipas, Messico), dal 30 agosto al 1° settembre, ribadiamo di essere a favore della vita, della dignità e dei diritti di tutte le persone. Per questo non possiamo fare a meno di manifestare la nostra preoccupazione per la situazione di diseguaglianza, violenza e povertà che spinge molti a lasciare la propria terra, mentre nel loro cammino affrontano qualsiasi tipo di pericolo, in mezzo a un grande abbandono”. Inizia così la dichiarazione comune diffusa dai vescovi texani e messicani al termine del loro periodico incontro. La nota, riferisce il Sir,  è firmata dai vescovi delle diocesi di Matamoros, Nuevo Laredo, Ciudad Juarez, Saltillo, Piedras Negras, Nuevo Casas Grandes, Linares (Messico) e Brownsville, San Antonio San Angelo, El Paso, Laredo (Texas, Usa). “Ci rattrista che molti trovino rifiuto quando chiedono asilo o patiscono l’incertezza di un processo eccessivamente lungo e in condizioni di insicurezza, senza garanzie di protezione. Ci addolora il dramma delle famiglie che vengono separate e dell’inumana reclusione che molti patiscono nei centri di detenzione. Ci rattrista la crescita del razzismo, dell’odio e della discriminazione e che i migranti siano considerati indistintamente come invasori e criminali. Ci ferisce il dramma che patiscono i deportati che vedono troncarsi i loro sogni, sforzi e sacrifici e che tornano senza soldi e con debiti contratti in condizioni pericolose. Ci riempie di lutto che molti, in cerca di un futuro migliore, abbiano perso la vita”. I vescovi frontalieri manifestano l’intenzione di continuare a difendere “i diritti umani dei poveri e dei migranti, in particolare di bambini e adolescenti”, insistendo con i Governi di Usa, Messico, Canada, America Centrale e Caribe sull’urgente necessità di “creare un’area geografica che abbia le condizioni per offrire a tutti la possibilità di uno sviluppo integrale e di una vita degna e in pace”. La nota si conclude con la promessa di proseguire a unire gli sforzi e a prestare soccorso ai migranti.

Migrantes Carrara: gli abiti di Bakary alla sfilata “Oularè Fashion Africa”

3 Settembre 2019 - Carrara – E’ arrivato a Carrara dopo un lungo vagare dalla Costa d’Avorio. Si tratta di Bakary Oularè, classe 1983, sarto di professione. L’8 settembre  vedrà sfilare i suoi abiti in piazza delle Erbe a Carrara nell’ambito del festival “Convivere”. La sfilata si chiamerà "Oularè Fashion Africa". Le stoffe per la realizzazione degli abiti sono stati forniti da Casa Betania e dall’Ufficio Migrantes diocesano. Bakary, ospite dell’hotel Doria gestito da Casa Betania,  è arrivato in Italia nel 2016. Appena arrivato si è dato subito da fare partendo da ciò che conosceva meglio: il lavoro di sartoria che aveva appreso da giovane nel suo paese: “mi sono affermato, ho lavorato con numerosi stilisti ivoriani che si occupavano di vestire le protagoniste dei concorsi di bellezza”, dice oggi convinto che un bravo sarto debba saper fare nel suo campo: “ecco perché anche oggi continuo a studiare e a perfezionarmi.  Lo dicevano anche i miei maestri. Anche qui in Italia frequento un corso di sartoria che si concluderà l’anno prossimo”.  La serata dell’8 settembre vedrà protagonisti diversi ospiti dell’Hotel Doria, provenienti da diversi paesi del mondo mentre il venerdì precedente, 6 settembre, Casa Betania sarà protagonista allo spazio San Giacomo, sempre a Carrara, con lo spettacolo “Luogo Comune”, nato grazie al progetto “Tracce” della Regione Toscana  che ha finanziato un laboratorio con partecipanti, residenti a Carrara, ma provenienti da molti Paesi del mondo. (R.I.)

Università di Camerino: un corso di laurea in gestione flussi migratori

3 Settembre 2019 - Camerino - L’Università degli Studi di Camerino ha attivato un nuovo corso di laurea magistrale, di durata biennale, presso la Scuola di Giurisprudenza, in “Gestione dei fenomeni migratori e politiche di integrazione nell’Unione Europea”. Il Corso presuppone un approccio globale e multiculturale al fenomeno migratorio, riservando una particolare attenzione ai profili storico, giuridico, economico e socio-politico connessi al fenomeno migratorio, oltre ad offrire uno specifico approfondimento in tema di politiche di integrazione nell’Unione Europea. L’Ateneo, fra l’offerta formativa attivata presso la Scuola di Giurisprudenza, vanta anche un Corso di laurea triennale in “Scienze sociali per gli enti non profit e la cooperazione internazionale”. Per maggiori informazioni http://www.unicam.it/guide/guidecds/Guida_LM-GFM_ita.pdf

“Ospitalità e fratellanza. educare alla diversità religiosa”: un master a Venezia

2 Settembre 2019 - Venezia - Offrire una preparazione di base nel campo del dialogo interreligioso, a partire dall’acquisizione di una conoscenza specifica degli strumenti, delle fonti e degli studi sulle religioni nel loro sviluppo storico, nella riflessione teologica e nelle dina-miche del dialogo interreligioso e interculturale.  E’ quanto si propone l’Istituto di Studi Ecumenici San Bernardino di Venezia con la IX edizione del corso di Master universitario di primo livello in dialogo interreligioso avente come tema “Ospitalità e fratellanza. Educare alla diversità religiosa”. Il master prevede l’attivazione di laboratori specifici per la didattica delle religioni volendo favorire la prospettiva di una società sempre più interreligiosa, capace di ospitalità e fraternità. Per info  www.isevenezia.it  

Viminale: da inizio anno oltre 5.200 persone sbarcate sulle coste italiane

2 Settembre 2019 -   Roma - Sono finora 5.253 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno, di cui 118 nella sola giornata di ieri. Rispetto agli anni scorsi, si è registrata una diminuzione delle persone arrivate in Italia via mare del 73,95% sul 2018 (furono 20.168) e del 94,74% sul 2017 (99.810). Il dato è stato diffuso oggi dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Degli oltre 5.200 migranti sbarcati in Italia nel 2019, 1.370 sono di nazionalità tunisina (26%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Pakistan (805, 15%), Algeria (567, 11%), Costa d’Avorio (519, 10%), Iraq (399, 8%), Sudan (205, 4%), Bangladesh (231, 4%), Marocco (114, 2%), Iran (108, 2%) e Guinea (104, 2%) a cui si aggiungono 831 persone (16%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Nel corso di quest’anno è stato agosto il mese in cui si sono registrati più sbarchi: con 1.268 persone arrivate sulle coste italiane, il mese che si è appena concluso ha sorpassato quello di giugno (1.218) mentre a luglio sono state 1.088 e 782 a maggio. Nel 2018, le persone registrate sbarcate in Italia furono 3.963 a maggio, 3.147 a giugno, 1.969 a luglio e 1.531 ad agosto.