Tag: Sfollati interni

Rapporto Idmc: nel 2025 sono stati più di 82 milioni gli sfollati interni nel mondo, in prevalenza dovuti a guerra e violenza

13 Maggio 2026 - Secondo la nuova edizione del "Rapporto globale sugli sfollati interni" dell'Idmc di Ginevra, dopo un decennio di crescita continua, il numero di persone che vivono tale condizione è leggermente diminuito nel 2025, ma è rimasto vicino ai livelli record, attestandosi a 82,2 milioni in 104 paesi e territori. Di questi, 68,6 milioni sono stati costretti ad abbandonare le proprie case a causa di conflitti e violenze, mentre 13,6 milioni a causa di catastrofi naturali. Si tenga conto che il numero di rifugiati complessivo nel mondo, inclusi gli sfollati interni, attualmente si attesta tra i 125 e i 130 milioni di persone. Vengono definiti "sfollati interni" coloro che sono stati costretti ad abbandonare le proprie case a causa di conflitti, violenze o catastrofi e che non hanno attraversato un confine di Stato riconosciuto a livello internazionale. Molti vivono in condizioni di sfollamento da anni o decenni, senza riuscire a trovare una soluzione duratura. Sfollati interni 2026 Rapporto Idmc Secondo l'Idmc, la leggera diminuzione del numero di sfollati interni non riflette però un miglioramento strutturale. Il calo è stato in parte legato a rientri programmati, molti dei quali sono avvenuti in condizioni precarie, con persone che sono tornate in situazioni di insicurezza, in abitazioni danneggiate e con servizi limitati. Allo stesso tempo, i conflitti emergenti, in escalation e già radicati, insieme alle catastrofi naturali, hanno continuato a costringere le persone ad abbandonare le proprie case, spesso più volte. Molti di coloro che sono stati sfollati nel 2025 vivevano già in condizioni di sfollamento interno, il che ha acuito i loro bisogni e la loro vulnerabilità, rendendo ancora più irraggiungibili soluzioni durature. Queste dinamiche evidenziano come lo sfollamento interno rifletta un'instabilità più profonda e crisi irrisolte. "Man mano che i conflitti si intensificano - puntualizza la direttrice dell'Idmc, Tracy Lucas -, sono spesso le stesse persone a essere costrette a lasciare le proprie case più e più volte. Eppure, i sistemi pensati per proteggerle vengono smantellati". Il Rapporto fa emergere, inoltre, che circa un terzo degli sfollamenti causati da conflitti a livello mondiale è stato registrato in Iran, tutti legati a evacuazioni temporanee da Teheran. Un altro terzo, sempre a causa di conflitti, si è verificato nella Repubblica Democratica del Congo, il dato più alto mai registrato nel Paese. Infine, gli sfollamenti causati da conflitti e violenze sono cresciuti dell'8% in più rispetto a quelli causati da catastrofi naturali: è la prima volta che si registra un dato del genere.

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Sfollati interni 2026 Rapporto Idmc

Caritas italiana sull’escalation militare in Siria: almeno 140mila sfollati. La presenza della Chiesa accanto alla gente

9 Gennaio 2026 - Nel "quadro drammatico" delle crisi internazionali, esposto anche da Leone XIV nell'Udienza concessa al Corpo diplomatico presso la Santa Sede, la situazione in Siria torna ad aggravarsi. A un mese dall’anniversario della Liberazione, quando in molte città e piazze si è celebrato il primo anno dalla caduta del regime del clan Assad, si è riaccesa la tensione ad Aleppo tra le SDF (forze armate a maggioranza curda) e l’esercito siriano. Lo denuncia un comunicato pubblicato l'8 gennaio 2026 dalla Caritas Italiana, che ricostruisce il contesto della nuova recrudescenza del conflitto che nasce nelle pieghe delle questioni aperte sui territori controllati dai curdi. Secondo le stime diffuse dall’Ufficio del Governatore di Aleppo, almeno 140.000 persone hanno abbandonato i quartieri teatro degli scontri. Alcuni sfollati hanno trovato rifugio presso parenti o conoscenti in altre zone della città, altri si sono diretti verso Afrin, mentre una parte è ospitata in centri predisposti dalla Protezione Civile Siriana. Anche alcune Chiese cristiane di Aleppo hanno aperto le porte agli sfollati, mettendo a disposizione gli spazi disponibili. Nel corso dell’offensiva vengono segnalati attacchi anche a ospedali, al dormitorio universitario e a circa 30 strutture governative. Secondo il vice ministro dell’Informazione Obada Kojan, il bilancio provvisorio è di 10 morti e 88 feriti, ma si teme che il numero possa aumentare. Da alcuni giorni sono sospese le lezioni nelle scuole e nelle università e risultano chiusi tutti gli uffici pubblici. Al momento non si registrano interruzioni significative dei servizi essenziali come acqua, elettricità e connessione internet. «In una situazione già estremamente fragile per il Paese - racconta da Aleppo Davide Chiarot, operatore di Caritas Italiana - questa nuova escalation pesa come un macigno sui sogni di pace e di ricostruzione della popolazione. Come Caritas Italiana ci stiamo attivando, in coordinamento con le realtà della Chiesa locale, per rispondere alle prime necessità più urgenti: coperte, materassi, pannolini e latte in polvere per i bambini, prodotti per l’igiene e cibo. È già stato acquistato un primo stock di pannolini per bambini e la distribuzione è attualmente in corso. La speranza è che si giunga quanto prima a un accordo per evitare che il conflitto si estenda ad altre zone del Paese e che gli sfollati possano rientrare nelle proprie case. Nei prossimi giorni valuteremo come rafforzare ulteriormente l’assistenza, in base all’evoluzione del conflitto».

GMMR: nuovi video e materiali della Sezione Migranti e rifugiati della Santa Sede

21 Luglio 2020 - Città del Vaticano - Continua la pubblicazione, da parte della Sezione Migranti e rifugiati del Dicastero per lo Sviluppo Umano ed Integrale della Santa Sede di video e materiali in preparazione alla Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, dedicata agli sfollati interni, che si celebrerà il prossimo 27 settembre. Ogni mese i sotto temi proposti da papa Francesco nel suo messaggio, vengono approfonditi attraverso video inediti e altro materiale multimediale. Il primo sotto-tema è stato “Conoscere per comprendere” e il secondo “Farsi prossimo per servire”. Adesso il terzo video, appena pubblicato, in cui Papa Francesco esplora il sotto-tema “Ascoltare per riconciliarsi”. Il video offre la testimonianza di vita di una sfollata interna che spiega come il lavoro di squadra e l’accettazione reciproca possono creare un futuro più luminoso e una coesistenza pacifica tra persone di diverse religioni. Nel video, il Papa invita a un ascolto attento e umile, mediante il quale possiamo veramente riconciliarsi.