Tag: Dati e rapporti

Stato dell’integrazione dei migranti in Italia: il rapporto Ocse e ministero del Lavoro

5 Marzo 2026 - In Italia, i migranti contribuiscono in maniera significativa alla forza lavoro. I nuovi arrivati sono sempre più istruiti e i figli degli immigrati mostrano risultati incoraggianti nel campo dell’istruzione. Anche i migranti umanitari mostrano un forte legame con il mercato del lavoro nel tempo. L'altro lato della medaglia è rappresentato dalla concentrazione in lavori a bassa qualifica e da livelli di educazione e formazione degli adulti limitati, con ritorni all’istruzione bassi. Elevati livelli di povertà e sovraffollamento abitativo tra i nati all’estero sottolineano la necessità di politiche sociali più inclusive. Sono queste in estrema sintesi alcune delle conclusioni a cui giunge l’Ocse nel rapporto Stato dell’integrazione dei migranti - Italia realizzato con il supporto del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, presentato recentemente a Roma nel corso dell’evento “Migrazioni, lavoro e integrazione in Italia”. L’Italia, evidenzia tra l'altro il rapporto, ospita una delle più numerose popolazioni immigrate dell’UE in termini assoluti, sebbene la crescita recente sia stata contenuta. Pur contando 6,4 milioni di immigrati, pari al 10% della popolazione, tale quota è aumentata solo del 13% nell’ultimo decennio, molto meno che in Germania, Spagna o Francia.   Rapporto Ocse 2026 Integrazione

Libia: un nuovo Rapporto Onu smaschera un modello di sistematica violazione dei diritti umani e di abusi nei confronti dei migranti

19 Febbraio 2026 - “Venivamo picchiati ogni giorno”, ha raccontato George, un cittadino keniota trattenuto contro la sua volontà ad al-Kufra, in Libia e ripetutamente malmenato: la sua famiglia è stata costretta a pagare 10.000 dollari per il suo rilascio. "Chiamavano le nostre famiglie da numeri di telefono diversi, chiedendo loro dei soldi. C'era un ragazzo che si è ribellato: è stato picchiato e ucciso. Ci dicevano che saremmo stati picchiati fino a quando i nostri familiari non avessero pagato il riscatto. Se non lo avessero fatto, ci avrebbero uccisi, abbandonato o gettati nel deserto". La violenza contro i migranti, i richiedenti asilo e i rifugiati in Libia non è un elemento accessorio: si tratta di un modello di business sistematico e basato sullo sfruttamento, come riporta un  rapporto congiunto della Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) e dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani. Il rapporto evidenzia i modelli di violazioni dei diritti umani e abusi perpetrati impunemente contro migranti, richiedenti asilo e rifugiati in Libia, tra il 2024 e il 2025. George è uno dei tanti che sono stati ingannati dalla promessa di una vita migliore in Libia. Viveva nel Sud Sudan, lavorava come cuoco e gli era stato promesso un lavoro migliore. Ha attraversato il Sudan devastato dalla guerra prima di raggiungere la Libia. Secondo George, alcuni migranti sono entrati in Libia volontariamente, sperando di poter attraversare l'Europa. Il rapporto documenta anche diversi incidenti in cui alcune persone sono cadute in mare o si sono gettate in mare durante pericolosi interventi di intercettazione effettuati dalle autorità libiche. L'UNSMIL e l'OHCHR hanno registrato casi in cui diversi attori marittimi avrebbero sparato colpi di arma da fuoco vicino o contro imbarcazioni in difficoltà. Questi interventi di intercettazione sono attribuiti alla cosiddetta Guardia Costiera libica, all'Amministrazione Generale della Sicurezza Costiera, nonché ad altre forze di sicurezza e gruppi armati che operano in mare. I risultati mostrano gravi violazioni dei diritti umani. L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani chiede che venga fatta giustizia e che si ponga fine a una radicata cultura dell'impunità. (fonte: Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani. Nostra traduzione)

Campagna “Ero straniero”: su 181.450 quote da decreto flussi, solo 14.349 permessi di soggiorno richiesti (7,9%)

20 Febbraio 2026 - Il sistema degli ingressi per lavoro continua a produrre risultati preoccupanti: a quasi due anni dai click day del 2024 , a fronte di 146.850 persone programmate per gli ingressi, risultano 24.858 permessi di soggiorno richiesti, pari a un tasso di successo del 16,9%. Solo 17 persone circa su 100 riescono a entrare in Italia e risultano avere un lavoro e un regolare titolo di soggiorno. Per il 2025 il quadro non pare migliorare: su 181.450 quote da decreto sono 14.349 i permessi di soggiorno richiesti, il 7,9%, e cioè circa 8 persone su 100 hanno finalizzato la procedura a dicembre 2025. Sono i dati inediti che la campagna "Ero straniero" presenta nel IV rapporto annuale sugli esiti della procedura d’ingresso per lavoro della programmazione flussi triennale 2023-25, aggiornati a dicembre 2025.  (fonte: erostraniero.it)

Sono poco più di 17 mila i minori non accompagnati in Italia. Il nuovo Rapporto semestrale

17 Febbraio 2026 - I minori stranieri non accompagnati (MSNA) censiti in Italia al 31 dicembre 2025 sono 17.011, sono in maggioranza maschi (88,6%) e hanno per la maggior parte 17 (58,5%) e 16 (20,3%) anni; arrivano soprattutto da Egitto (30,3%), Ucraina (17,4%), Bangladesh (10%) e Gambia (6,6%), mentre le Regioni che ne accolgono di più sono la Sicilia (22%), la Lombardia (13,5%), la Campania (11,5%) e l'Emilia-Romagna (7,5%). Sono alcuni dei dati raccolti nel nuovo Rapporto di approfondimento semestrale sulla presenza dei minori stranieri non accompagnati (MSNA) in Italia, pubblicato dalla Direzione Generale per le politiche migratorie e per l'inserimento sociale e lavorativo dei migranti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il Rapporto monitora le presenze, le caratteristiche e l'accoglienza dei minori soli, dando conto anche di nuovi arrivi e allontanamenti, richieste di protezione internazionale, indagini familiari nei Paesi di origine e pareri sulla conversione dei permessi di soggiorno alla maggiore età. Illustra, inoltre, le novità procedurali e normative italiane e internazionali e misure per l'inserimento socio-lavorativo come i progetti "Percorsi" e "PUOI PLUS". I contributi di Unhcr, Unicef, Oim, Rete Sai e Tavolo Minori Migranti approfondiscono particolari aspetti del fenomeno dei MSNA. Ad aprire il Rapporto sono alcune testimonianze di ex minori soli, accolti in Italia e accompagnati verso l'autonomia: un modo per dare voce ai tanti altri giovani "in viaggio" che si celano dietro dati, analisi e norme. (fonte: integrazionemigranti.gov.it)   Rapporto Msna 2025

“Come funziona davvero il traffico di migranti”. Un Rapporto del Mixed Migration Centre

12 Gennaio 2026 - Il Mixed Migration Centre (Mmc) di Ginevra ha presentato nel mese di dicembre 2025 il Rapporto “How smuggling really works: drivers, operations and impacts”, che mette in luce il ruolo dei trafficanti nelle rotte migratorie e la percezione che ne hanno i migranti. Il documento raccoglie le testimonianze di oltre 80.000 interviste con persone in movimento lungo le principali rotte migratorie in tutto il mondo e più di 450 interviste con trafficanti in Africa. Il limitato accesso a vie di migrazione regolari continua ad alimentare la domanda di movimenti irregolari, consentendo al traffico di migranti di prosperare. In assenza di alternative sicure e legali, i trafficanti intervengono per soddisfare il persistente bisogno di mobilità (e informazioni) determinato da conflitti, persecuzioni, instabilità economica, domanda di manodopera e legami familiari. I governi cercano di interrompere "il modello di business” dei trafficanti con l'applicazione di norme specifiche e con il controllo sempre più stretto delle frontiere, ma misure hanno in gran parte spinto le persone verso rotte più pericolose e rafforzato le reti di traffico. Le principali evidenze che emergono dal Rapporto:
  • La mancanza di percorsi migratori legali, come già anticipato, e le sollecitazioni che arrivano dalle reti personali sono fattori determinanti nella decisione di ricorrere ai trafficanti.
  • Risultano rari i casi di coercizione da parte dei trafficanti e comunque raramente essi influenzano la decisione di migrare; anche se, una volta presa la decisione, hanno un ruolo determinante nella scelta dei percorsi e forniscono informazioni sul viaggio.
  • I trafficanti sono motivati principalmente dal guadagno economico, anche se alcuni segnalano il desiderio di aiutare le persone in movimento; la maggior parte di loro entra in questo business tramite la rete di relazioni sociali.
  • Il traffico di migranti è una fonte di reddito importante o principale per molti, spesso superiore ad altre opportunità di guadagno locali.

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  Rapporto MMC 2025