5 Marzo 2026 - In Italia, i migranti contribuiscono in maniera significativa alla forza lavoro. I nuovi arrivati sono sempre più istruiti e i figli degli immigrati mostrano risultati incoraggianti nel campo dell’istruzione. Anche i migranti umanitari mostrano un forte legame con il mercato del lavoro nel tempo.
L'altro lato della medaglia è rappresentato dalla concentrazione in lavori a bassa qualifica e da livelli di educazione e formazione degli adulti limitati, con ritorni all’istruzione bassi. Elevati livelli di povertà e sovraffollamento abitativo tra i nati all’estero sottolineano la necessità di politiche sociali più inclusive.
Sono queste in estrema sintesi alcune delle conclusioni a cui giunge l’Ocse nel rapporto Stato dell’integrazione dei migranti - Italia realizzato con il supporto del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, presentato recentemente a Roma nel corso dell’evento “Migrazioni, lavoro e integrazione in Italia”.
L’Italia, evidenzia tra l'altro il rapporto, ospita una delle più numerose popolazioni immigrate dell’UE in termini assoluti, sebbene la crescita recente sia stata contenuta. Pur contando 6,4 milioni di immigrati, pari al 10% della popolazione, tale quota è aumentata solo del 13% nell’ultimo decennio, molto meno che in Germania, Spagna o Francia.

