Primo Piano

Migrantes: il lavorare insieme e la cittadinanza al corso di pastorale migratoria

4 Luglio 2023 - Roma - Il tema della cittadinanza e il costruire il lavoro insieme sono stati al centro della seconda parte della prima giornata del Corso di pastorale migratoria promosso a Roma dalla Fondazione Migrantes. Sul tema della cittadinanza Sonny Olumati, vice presidente di “Italiani senza cittadinanza” ha parlato della richiesta che avanzano ragazzi, figli di migranti che, pur nati e cresciuti in Italia non hanno diritto alla cittadinanza. Olumati racconta del suo impegno di attivista e “creativo” per costruire una società più inclusiva, per superare il controsenso di essere italiani ma non essere riconosciuti tali dalla legge. In Italia i minori di seconda generazione sono 1 milione e 300 mila, il 13% di tutta la popolazione dagli 0 ai 17 anni. Un intervento, quello di Olumati, che riflette su come ci si concentri ancora sul colore della pelle quando l'appartenenza passa da altri elementi quali il linguaggio, la cultura e l’educazione. Il costruire il lavoro insieme è stato al centro dell’intervento di Marco Ruopoli e Dullal Ghosh della cooperativa Sophia. Ruopoli ha raccontato come la sua esperienza, partita  da un percorso spirituale guidato in una parrocchia di Roma da don Alessandro di Medio, abbia fatto nascere in lui il desiderio di scoprire la sua vocazione a partire dalla realizzazione di una impresa. Nel discernimento, scopre che “la voce di Dio è la gioia” e realizzando piccoli passi nel mondo del lavoro si rende conto che “lavorare insieme ai migranti gli dà gioia”. In quell’anno, 2013, incontra Dullal Ghosh, che racconta ai corsisti la sua storia: vende fazzoletti e accendini ad un semaforo di via Cristoforo Colombo a Roma. Lì incontra Marco. Comincia così la loro avventura fatta di dialogo, creatività e fiducia che ha portato Dullal a diventare socio della Cooperativa Sophia e protagonista del progetto Educare Senza Confini che ha formato sul tema della migrazione nelle scuole circa 12.000 studenti.

Migrantes: aperto a Roma il Corso di formazione di pastorale migratoria

3 Luglio 2023 -

Roma –  Un corso che mette al centro la formazione per un servizio concreto al mondo della mobilità. Così, questo pomeriggio, mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes aprendo il corso di formazione di pastorale migratoria promosso dall’organismo pastorale della CEI. Al corso, riservato soprattutto ai nuovi direttori e operatori pastorali Migrantes e agli operatori impegnati nei vari campi della mobilità umana, partecipano circa 50 persone provenienti da oltre 30 diocesi italiane e da alcune Missioni Cattoliche Italiane in Europa.

La prima giornata si è aperta con una presentazione dell’associazione Api-Colf sull’importanza della collaborazione domestica nelle case degli italiani. Un ruolo significativo quello del collaboratore domestico esercitato nel nostro Paese soprattutto da cittadini stranieri. Antonia Paoluzi, dell’associazione, ha sottolineato l’importanza del riconoscimento del profilo professionale nella collaborazione domestica e che deve essere sostenuto anche con l’apertura di modelli che possono permettere l’arrivo di cittadini stranieri attraverso percorsi legali. In questo campo – ha detto Paoluzi - gli immigrati sono una grande risorsa soprattutto per il loro impegno nei lavori di cura alle persone. Noi siamo chiamati a creare nuove progettualità nei vari territori per accogliere i migranti, ha detto la direttrice della Migrantes della Toscana Sara Vatteroni portando l’esperienza di Casa Betania a Massa Carrara impegnata nell’accoglienza, in attività di cooperazione e solidarietà internazionale, nell’ascolto, nell’assistenza legale ai cittadini stranieri e informazioni in merito alla normativa sull’immigrazione e poi in attività di inserimento scolastico dei bambini dello spettacolo Viaggiante e  Richiedenti Asilo. Occorre - ha detto Vatteroni - rispondere alle necessità di chi arriva da noi.  Una pastorale di prossimità dando una prospettiva concreta di incontro. E gli attori di questo “dobbiamo essere noi della Migrantes”. Un altro settore della mobilità è quello degli studenti internazionali presenti in Italia. Maurizio Certini del Centro Studenti Internazionali “Giorgio La Pira” ha ripercorso la storia degli studenti internazionali in Italia, una parte importante, anche se piccola, della pastorale migratoria. Il Centro “La Pira”, che ha sede a Firenze, rappresenta oggi anche un luogo di dialogo tra giovani provenienti da diversi Paesi del Mondo e di diverse confessioni religiose. Il dialogo - ha detto Certini – è il principio fondamentale per stare insieme e vivere insieme la stessa città. Occorre – ha concluso - “recuperare il senso pastorale delle nostre azioni e mettere al centro delle nostre attenzioni la persona” (Raffaele Iaria)

Migrantes Bologna: domenica Divina Liturgia in rito siro-malabarese

3 Luglio 2023 - Bologna - Una Divina Liturgia in rito siro-malabarese sarà celebrata per la prima volta a Bologna domenica 9 luglio alle 15.30, nella Cripta della Cattedrale di San Pietro. L'iniziativa è promossa in collaborazione con la Migrantes diocesana da alcuni nuclei di fedeli cattolici di questo rito, in particolare da gruppi di religiose provenienti dall'India e operanti a Bologna, di diverse congregazioni. Secondo una antica tradizione l'apostolo Tommaso evangelizzò prima la Siria e la Persia e poi si spinse fino all'India occidentale, da dove raggiunse l'India meridionale. La Chiesa prende il nome dalla regione costiera del Malabar, nello Stato indiano del Kerala. I Cristiani di san Tommaso condividono con altre Chiese la tradizione liturgica siro-orientale e vissero tempi difficili per la loro identità culturale e spirituale nel contatto con i colonizzatori portoghesi, con fasi alterne anche nei rapporti con la Sede Apostolica di Roma: solo nei secoli XIX e XX ebbero stabilmente una propria gerarchia, in comunione con il Papa, che diede un forte impulso alla evangelizzazione. La liturgia siro-malabarese chiamata «Qurbana», che significa «sacrificio», utilizza l'antichissima anafora di Addai e Mari in lingua siriaca e viene oggi celebrata oggi anche il lingua Malayalam.

Rossano: giovedì preghiera per i morti in mare

3 Luglio 2023 - Rossano - Domenica 9 luglio si celebra la Giornata del Mare. Abitualmente l’appuntamento ricade proprio nella seconda domenica di luglio, e viene riconosciuto l’importante contributo lavorativo dei marittimi all’economia di tutti i Paesi del mondo. Questa ricorrenza, come ricorda la Cei, ha anche un’importanza ecumenica perché in molti porti le celebrazioni e le diverse attività di sensibilizzazione riguardo la situazione umana lavorativa dei marittimi vengono fatte congiuntamente con altre denominazioni cristiane. Il tema scelto per quest’anno è “Chi non ha pianto? – Il Mare come luogo di Vita”. L’Ufficio per l’Apostolato del Mare della diocesi di Rossano-Cariati, diretto da don Giuseppe Ruffo, ha organizzato in preparazione all’appuntamento, due momenti di preghiera. Giovedì 6 luglio alle 19, ai piedi della statua della “Madonnina” sul lungomare di Schiavonea, si terrà un incontro di preghiera, presieduto dall’arcivescovo mons. Maurizio Aloise, a conclusione del quale ci sarà un omaggio floreale alla Madonna e il lancio in mare di una corona di fiori a ricordo delle vittime del mare (marittimi, pescatori, migranti). Venerdì 7 luglio, alle 21, nell’area antistante il lido del Minigolf sul lungomare di Mirto Crosia, altro momento di riflessione “Con Maria in attesa della domenica del mare”, presieduto dal cappellano diocesano dell’apostolato del mare don Giuseppe Ruffo. Domenica 9 luglio, invece, a Cariati si celebrerà la Domenica del Mare nella parrocchia di Cristo Re con la Santa Messa alle 19 presieduta da don Giuseppe Ruffo e, a seguire, benedizione del mare e lancio di una corona di fiori in ricordo delle vittime del mare.

Giornata del mare: “la Chiesa è vicina agli oltre un milione di lavoratori del mare”

3 Luglio 2023 -
Città del Vaticano - “La Chiesa vi è vicina”. Ad assicurarlo a tutti i lavoratori del mare è il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale, in un messaggio inviato in occasione della Giornata del mare, che si celebra domenica prossima, 9 luglio. “Ciò che vi rallegra e ciò che vi opprime ci sta a cuore”, si legge nel testo: “Non abbiamo solo da darvi qualcosa, ma anche da ricevere il vostro racconto, le vostre testimonianze: il punto di vista sul lavoro, sull’economia, sui rapporti fra religioni e culture diverse, sulle condizioni del mare e della terra, sulla fede, che soltanto dalla vostra esperienza può raggiungere e interrogare tutti i membri della Chiesa e, per loro tramite, le nostre società”. “Siamo una Chiesa sinodale, in cui cioè si cammina insieme”, si ricorda nel messaggio: “Dobbiamo andare avanti insieme, navigare insieme, senza lasciare nessuno indietro, e arricchirci l’un l’altro. Nessuno pensi di non avere nulla da offrire”. “La Domenica del mare offre ogni anno alle comunità cattoliche di tutto il mondo la possibilità di non dimenticare le proprie origini e di pregare per coloro che lavorano oggi sulle navi che trasportano merci nel mondo intero”, si sottolinea nel testo: “Si tratta di oltre un milione di esseri umani grazie ai quali la nostra quotidianità diviene possibile e l’economia si sostiene. Di loro, della loro fede, di come possano amare e sperare, quasi nulla sappiamo. La domenica è il giorno dell’Eucaristia, la Pasqua settimanale: sono molti a non avervi accesso perché forzatamente lontani dai loro cari e dalla propria comunità”. “Gli apostoli raccontavano Gesù sulle navi, radunavano comunità in ogni città di porto: erano dunque presenti a un mondo che oggi è sempre meno conosciuto”, ricorda il Dicastero: “La complessa organizzazione delle nostre società e una certa propensione a nascondere le diseguaglianze lasciano spesso in una zona d’ombra i tesori spirituali e i bisogni materiali delle persone umili. La Domenica del mare non è dunque riservata agli addetti ai lavori, ma accende l’attenzione di ogni comunità cristiana su coloro grazie ai quali ci raggiungono gran parte dei beni di cui ci nutriamo o facciamo uso ogni giorno”.

Card. Zuppi: trovare risposte adeguate al fenomeno migratorio

  3 Luglio 2023 - Bologna - Colori e canti africani ieri a Bologna per ricordare il viaggio – il primo del suo pontificato – di papa Francesco a Lampedusa. Condivisione e memoria dei tanti migranti morti durante i lori viaggi di speranza verso l’Europa.  Una iniziativa promossa dalla diocesi di Bologna, guidata dal card. Matteo Zuppi, presidente della Cei, da Fondazione Migrantes, dal Simposio delle Conferenze episcopali d’Africa e Madagascar (Secam) e dal coordinamento Migrantes per la pastorale degli africani di lingua francese in Italia. Hanno partecipato anche molti ambasciatori di Paesi africani presso la Santa Sede. “Papa Francesco a Lampedusa per ricordare le tante Lampeduse note e meno note nel mondo” ha detto il card. Zuppi nel suo intervento. Un viaggio, quello nell’isola siciliana, che il papa decise dopo il naufragio costato la vita a centinaia di migranti. “Quello che è avvenuto e avviene anche oggi non si ripeta più”, ha detto il porporato: “quel monito lanciato dal papa a Lampedusa è rimasto inascoltato. E tante sono state le stragi in mare negli ultimi anni. Per il card. Zuppi i migranti non “rappresentano un problema, ma una ricchezza”. Occorre oggi trovare “risposte adeguate” e “vie legali per combattere l’illegalità”.  Lampedusa ancora oggi è simbolo di tante stragi ma anche di speranza “per chi cerca una vita migliore”, ha detto don Luis Gabriel Tsamba, coordinatore Migrantes per la pastorale dei cattolici francofoni in Italia . Occorre aumentare i Paesi che “accettano i corridoi umanitari ad aumentare il numero delle persone che possono venire legalmente e nei Paesi dove possono essere accolti”, ha sottolineato il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pier Paolo Felicolo. (Raffaele Iaria)

Migrantes: da oggi il corso di formazione “linee di pastorale migratoria”

3 Luglio 2023 - Roma - Provengono da 30 diocesi italiane e da alcune Missioni Cattoliche Italiane in Europa i circa 50 sacerdoti e laici che parteciperanno, da oggi pomeriggio al 7 luglio, al corso di formazione “Linee di pastorale migratoria” promosso dalla Fondazione Migrantes a Roma presso Villa Aurelia. Il Corso è rivolto ai direttori diocesani Migrantes di nuova nomina, ai missionari italiani all’estero, ai nuovi coordinatori nazionali e cappellani etnici e agli operatori pastorali dello Spettacolo viaggiante e dei Rom, Sinti e caminanti. Una settimana intensa che vedrà anche la presenza, domani, martedì 4 luglio, del segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, l’arcivescovo di Cagliari, mons. Giuseppe Baturi, che presiederà una liturgia eucaristica animata da un gruppo cattolico filippino. Al corso, che sarà introdotto dal direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo, sono previsti molti interventi sulla pastorale migratoria in Italia e molte testimonianze dai diversi territori. A concludere il presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes, l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, Gian Carlo Perego. (Raffaele Iaria)

Ascoltare gli altri per evitare i conflitti

3 Luglio 2023 -
Città del Vaticano - Mai stancarsi di pregare per la pace, anche in questo tempo che ha il sapore delle vacanze. “La preghiera è la forza mite che protegge e sostiene il mondo” dice papa Francesco all’Angelus, rinnovando il suo appello per la pace, “in modo speciale per il popolo ucraino tanto provato”. Pace in Ucraina, certo, ma ci sono tante altre guerre “dimenticate, numerosi conflitti e scontri che insanguinano molti luoghi della terra; tante guerre ci sono oggi… Interessiamoci di quello che accade, aiutiamo chi soffre e preghiamo”. In questa domenica il Vangelo di Matteo ci propone parole forti, esigenti, contenute nell’ultima parte del discorso missionario di Gesù. Parla ai discepoli, ma parla a tutti noi, per indicare la strada di quell’andare nel mondo, per essere testimoni della novità cristiana. Certo ci sono fatiche e sofferenze, dice sempre Matteo, ma chi compie questa scelta “non perderà la sua ricompensa”. La nostra vita è fatta di tanti fili sottili che ci legano, come il voler bene a una persona, l’affetto e la stima degli altri, il timore di non essere “qualcuno”, paure e insicurezze che ci impediscono di essere accoglienti, di guardare l’altro come un fratello e non un nemico, e di chiuderci nelle nostre pseudo sicurezze. Di qui l’invito fatto da Giovanni Paolo II, all’inizio del suo Pontificato, a non aver paura, a “aprire, anzi spalancare le porte a Cristo”. Le parole che leggiamo in Matteo sono sì parole esigenti: “chi ama padre o madre più di me, non è degno di me”; così chi ama di più il proprio figlio o non prende con se la propria croce. Ma non leggiamole come un assoluto, pretesa davvero inaudita – tutto l’insegnamento di Gesù è un invito ad amare l’altro, anche il nemico – ma cerchiamo di comprenderne la verità profonda. Non si tratta, cioè, di non amare padre, madre – come la mettiamo con il quarto comandamento? – o di non amare i figli. Gesù non esige un amore totalitario, ma chiede quel “morso del più”, direbbe don Ciotti, richiama l’amore che deve essere dato al Signore, e chiede che i cristiani siano testimoni di Gesù capaci di fare scelte serie, altrimenti, diceva Francesco, si è cristiani “da pasticceria”, oppure “cristiani da salotto”, più attenti alla forma che alla sostanza. Nella sua riflessione il Papa si sofferma sul termine profeta che in Matteo è ripetuto tre volte: “c’è chi lo immagina come una sorta di mago che predice il futuro; questa è un’idea superstiziosa e il cristiano non crede alle superstizioni, come la magia, le carte, gli oroscopi o cose simili”, ha commentato. Altri “dipingono il profeta come un personaggio del passato, esistito prima di Cristo per preannunciare la sua venuta”. Ma Francesco ci dice che profeti siamo tutti noi quando, in forza del battesimo, aiutiamo gli altri “a leggere il presente sotto l’azione dello Spirito Santo, a comprendere i progetti di Dio e corrispondervi. In altre parole, è colui che indica agli altri Gesù, che lo testimonia, che aiuta a vivere l’oggi e a costruire il domani secondo i suoi disegni”. Il profeta “è un segno vivo che indica Dio agli altri”, per il vescovo di Roma, “è un riflesso della luce di Cristo sulla strada dei fratelli”. Di qui l’invito a un esame di coscienza: “sono stato eletto profeta nel Battesimo, parlo e, soprattutto, vivo come testimone di Gesù? Porto un po’ della sua luce nella vita di qualcuno?”. La pagina dell’evangelista contiene anche un invito a accogliere i profeti. Per Francesco è importante “accoglierci a vicenda come tali, come portatori di un messaggio di Dio, ciascuno secondo il suo stato e la sua vocazione, e farlo lì dove viviamo: in famiglia, in parrocchia, nelle comunità religiose, negli altri ambiti della Chiesa e della società”. Assieme all’accoglienza c’è anche l’ascolto perché “lo Spirito ha distribuito doni di profezia nel santo Popolo di Dio”. È bene, dunque, ascoltare tutti, dice il Papa, “quando c’è da prendere una decisione importante”: pregare, ascoltare e dialogare, perché “anche il più piccolo, ha qualcosa di importante da dire, un dono profetico da condividere”. Così si ricerca la verità: “pensiamo – dice il Papa – a quanti conflitti si potrebbero evitare e risolvere così, mettendosi in ascolto degli altri con il sincero desiderio di comprendersi”. (Fabio Zavattaro)

Bologna: domani l’incontro sulle migrazioni nel 10° anniversario del viaggio del Papa a Lampedusa con il card. Zuppi

1 Luglio 2023 - Bologna - Domenica 2 luglio alle ore 9.30 a Villa Pallavicini a Bologna  l’incontro internazionale “Per la sensibilizzazione sulla questione migratoria” organizzato da Fondazione Migrantes e Coordinazione nazionale per la Pastorale dei cristiani di lingua francese in Italia con il patrocinio della Conferenza Episcopale Italiana, del Simposio delle Conferenze Episcopali d’Africa e Madagascar e della diocesi di Bologna. L’evento è promosso  nella commemorazione del 10° anniversario del viaggio di papa Francesco a Lampedusa. Oltre a testimonianze e alla presenza di Ambasciatori dei Paesi africani presso la Santa Sede, del direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo e di personalità politiche, civili e militari, vi saranno anche gli interventi di responsabili di Uffici Migrantes  e Cooperazione missionaria, del card. Fridolin Ambongo, Presidente del Secam, e del card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e Presidente Cei, che concluderà l’incontro. Seguirà la concelebrazione eucaristica presieduta dal card. Zuppi che sarà animata dal Coro delle Comunità cattoliche africane di lingua francese e inglese in Italia. "Dieci anni fa Papa Francesco, a quattro mesi dalla sua elezione, si recò a Lampedusa – spiega don Luis Gabriel Tsamba, Coordinatore nazionale Migrantes per la Pastorale dei cristiani di lingua francese in Italia – a seguito di un naufragio che aveva “seppellito” in mare centinaia di immigrati africani, finiti in fondo al Mediterraneo. Quella piccola isola, segno del mondo sofferente, è anche un faro, simbolo di speranza e coraggio di un’accoglienza fraterna per chi cerca una vita migliore". Il Programma. Il programma prevede alla preghiera e il saluto di don Gabriel Tsamba, coordinatore nazionale per la pastorale dei cattolici africani francofoni e gli interventi su "Migrazioni: contesto geopolitico e fenomeno strutturale" affidato a p. Giulio Albanese, direttore Ufficio Comunicazioni sociali e Cooperazione missionaria tra le Chiese della diocesi di Roma; "Magistero di Papa Francesco sulla pastorale dei migranti" affidata a don Denis Kibangu Malonda, direttore Ufficio pastorale Migrantes di Tivoli e Palestrina; "Linee di Pastorale dei migranti" affidata a mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes. Seguiranno la testimonianza di un sopravvissuti messaggio di saluto di uno degli ambasciatori presenti, l'intervento del card. Ambongo. A concludere il card.  Zuppi, che poi presiederà la Messa, animata dal Coro comunità cattoliche africane di lingua francese e inglese in Italia. (Raffaele Iaria)

Mons. Perego: solidarietà europea “ancora lontana dall’essere costruita”

1 Luglio 2023 - Roma -  Il tema della solidarietà europea è "ancora lontano dall'essere costruito”. Lo dice il presidente della Fondazione Migrantes, mons. Giancarlo Perego in una intervista a AdnKronos esprimen delusione per il nuovo nulla di fatto in sede europea sui migranti. “La solidarietà - ha spiegato - era uno dei principi cardine dell'Europa ma senza una solidarietà europea nei confronti dei rifugiati, anche il diritto di asilo in Europa rischia di non essere tutelato". Mons. Perego non ci vede chiaro sulla proposta della Commissione di stanziare 12 miliardi di euro per la protezione dei confini: “Vorremmo capire - dice  - a che cosa sono destinati . Perché non è chiaro se siano destinati ad un nuovo accordo come quello della Libia e della Turchia con la Tunisia o siano destinati a sostenere economicamente la Tunisia perché possano non partire da lì i migranti e sbarcare sulle nostre e altre coste. L'unica cosa certa è che manca la solidarietà e l'accoglienza di questi due Paesi”. “Ci saremmo aspettati almeno una presa di considerazione di un progetto europeo di presidio del Mediterraneo per il soccorso" sottolinea ancora il presidente di Migrantes: "con il fatto che si sono triplicati gli sbarchi, raddoppiati i morti in mare come pure i respingimenti, di fronte a tutto questo è deludente che - come da più parti richiesto e anche lo stesso commissario dei diritti umani europeo lo aveva segnalato - non ci sia stata attenzione da questo punto di vista. Sembra che l'Africa interessi solo per respingere e non interessi per accompagnare con una strada sicura chi è alla ricerca di migliori condizioni di vita”.

Torino: a settembre il Festival delle Migrazioni

29 Giugno 2023 - Torino - Torna a Torino il Festival delle Migrazioni, quest’anno alla quinta edizione, dal 20 al 24 settembre 2023 in più sedi della città, tutti luoghi simbolo della convivenza multietnica, tra Porta Palazzo e Borgo Dora, negli spazi di San Pietro in Vincoli - Zona Teatro, Scuola Holden, Valdocco, Ufficio Migrantes, Polo del '900, oltre a Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Giardino Pellegrino, soggetti culturali e sociali di rilievo nel tessuto cittadino. In programma sei giorni di spettacoli teatrali, concerti, proiezioni, incontri interattivi, laboratori, mostre e momenti conviviali. Il Festival delle Migrazioni, ideato e organizzato dalle compagnie teatrali AlmaTeatro, A.M.A. Factory e Tedacà, è sostenuto da Fondazione Compagnia di San Paolo e patrocinato da Città di Torino e Circoscrizione 7. Si tratta del primo festival in Italia a parlare di migrazione attraverso teatro, arte e letteratura come strumenti privilegiati di coinvolgimento, approfondimento e riflessione, un punto di riferimento nazionale che dà voce a nuovi sguardi e narrazioni sul fenomeno migratorio.

Vangelo Migrante: XIII Domenica del Tempo Ordinario (Mt 10, 37-42)

29 Giugno 2023 -
In questa domenica ascoltiamo un brano del Vangelo con una prima parte molto radicale. Gesù, infatti, inizia dicendo: “chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me”. La parola “degno” è una parola molto importante. Non tanto nel senso etico di moralmente adatto; “adatto” sì, ma nello stesso modo in cui una spina si infila nella presa. “Adatto” vuol dire che chi rimane nella vita che prende dalla propria carne, dalla propria storia, dalla propria natura, dai propri genitori ha un tipo di vita che “non si adatta”, ovvero non basterà per seguire Gesù. Ci sono due vite: una si prende dai propri genitori, la vita biologica, e una che si prende, come dice Gesù a Nicodemo nel Vangelo di Giovanni, rinascendo dall’Alto. Senza questa vita la croce di ogni giorno, cioè la vita di tutti i giorni, i fatti di ogni giorno, non si riescono a vivere: la vita che si riceve dalla carne non è una vita eterna, è una vita limitata. Gesù, poi, aggiunge: “chi avrà salvato la propria vita la perderà e chi avrà perduto la propria vita la troverà”, questo per dire che c’è una vita da perdere e una vita da trovare e se non si lascia l’una non si può entrare nell’altra. La vita che viene dalla propria storia è un adattatore che non va bene per entrare nella presa della vita nuova: o si vive secondo una vita da figli della propria storia o si vive secondo la vita dei figli di Dio; c’è una forma carnale e una forma spirituale d’essere figli, d’essere sposi, d’essere genitori. Tutti ci rendiamo conto che prima o poi arriva un momento in cui è necessario passare dalla vita infantile alla vita adulta. È quello il momento in cui non si può più prendere la vita dagli altri, perché chiamati a donarla: o si sceglie di essere prensili e di attaccare il proprio respiratore esistenziale a tutto e a tutti o si sceglie di essere generosi, cioè di donarla la vita. Questo è l’amore vero, l’amore Pasquale che passa per la croce. Sono tanti i momenti in cui la nostra vita o passa per le mani di Dio o rimane nelle nostre e dobbiamo continuamente trattenerla e per difenderla, quello è proprio il momento in cui la perdiamo. Invece, come ci annuncia la seconda parte del Vangelo, la nostra stessa vita può diventare un’accoglienza feconda in nome di Dio. Tutto questo viene richiamato anche nella Prima Lettura. Il profeta Eliseo viene accolto da una donna che gli prepara una stanza al piano superiore – un’espressione che ci ricorderà sicuramente l’Ultima Cena – che è l’immagine della profezia, il luogo più alto da cui guardare la Storia. Accogliendo il profeta questa donna accoglie la fecondità e la benedizione, perché quando accogliamo la profezia vediamo che Dio è generoso e l’accoglienza cura la sterilità e la rende feconda. Anche da un bicchiere d’acqua fresca, si conclude così il Vangelo, arriva la ricompensa del profeta. Nel Discorso della Montagna, quando Gesù parla del digiuno, della preghiera e dell’elemosina, l’evangelista Matteo parla proprio della ricompensa che il Padre, che vede nel segreto, sa dare. C’è una ricompensa di chi vive per farsi vedere dagli uomini ed è una ricompensa che non dura, c’è una ricompensa di chi vive per fede, di chi si lascia, come si dice nella Seconda Lettura:” seppellire nella morte di Cristo per risorgere con Lui a vita nuova” Don Oreste Benzi ad una famiglia che lo chiamò per dirgli: “Don, forse abbiamo fatto il passo più lungo della gamba” lui chiese, perché:” abbiamo accolto una bambina sordomuta e cieca” Don Oreste rispose: “avete fatto bene, perché questa bambina vi insegnerà a sentire come sente un sordo, a parlare come parla un muto e a vedere come vede un cieco. Porterà a voi la benedizione di Dio”. Ecco, quando accogliamo radicalmente il progetto di Dio su di noi e la profezia che ci manda il Signore tutto questo lo ritroveremo anche nella croce che ci chiama a trascenderci e a fidarci. La croce non ci piace e non ci compiace, ma ci fa diventare adulti, di una maturità che solo Dio ci sa regalare ed è nascosta in ogni atto di fede e di accoglienza che ci rende veramente fecondi. (Francesco Buono)

Migrantes Ravenna-Cervia: il 9 luglio la Domenica del Mare

29 Giugno 2023 - Ravenna - La seconda domenica di luglio la Chiesa intera celebra la Domenica del mare. «In questo giorno preghiamo e ricordiamo i pescatori - spiega il direttore della Stella Maris e dell'Ufficio per la Pastorale Migrantes della diocesi di Ravenna-Cervia, padre Vincenzo Tomaiuoli - ed oltre un milione di marittimi che lavorano instancabilmente sulle enormi imbarcazioni che trasportano ogni giorno merci nel mondo». In diocesi questa Giornata verrà celebrata in modo particolare nella parrocchia del Sacro Cuore a Porto Corsini e nella Chiesa dell'Assunzione a Marina Romea. Le Messe di sabato 8 (alle 18 a Porto Corsini) e di domenica 9 luglio (alle 9,30 a Marina Romea) saranno presiedute da don Luca Centurioni, già cappellano di bordo per gli equipaggi delle navi. Nelle altre parrocchie, invece, i fedeli potranno unirsi nella preghiera con un'intenzione di preghiera particolare.  La Domenica del mare, il 9 luglio, sarà anche l'occasione di ricordare l'85esimo anniversario dell'associazione Stella Maris di Ravenna, fondata il 29 giugno 1938. Un luogo di accoglienza e aiuto per i marittimi, ancora oggi. (fonte Il Risveglio)

Unione Superiore generali lancia un dialogo sul tema dei migranti e rifugiati

28 Giugno 2023 - Roma - Analizzare i motivi più profondi dei fenomeni migratori così da comprendere dove e come allocare le risorse per favorire soluzioni inclusive e sostenibili: è questo l'obiettivo del Sister-led dialogue on migration, l'incontro promosso dall'Unione Internazionale delle Superiore Generali (UISG), l'organizzazione che riunisce più di 1.900 Superiore Generali in 97 Paesi, in rappresentanza di oltre 600.000 suore nel mondo. L'incontro si terrà il 3 luglio a Roma nella sede della UISG ed è il secondo di un ciclo di appuntamenti su temi chiave dello sviluppo internazionale organizzati all'interno dell'iniziativa UISG Sisters Advocating Globally, realizzata in partnership con il Global Solidarity Fund, che culminerà nel primo Forum di advocacy della UISG, in programma ad ottobre 2023 a Roma. I dialoghi hanno preso il via ad aprile 2023 con il primo incontro sulle tematiche ambientali, fra cui il cambiamento climatico, la biodiversità e lo sviluppo sostenibile. I dialoghi si articolano in confronti tra rappresentanti governativi, organizzazioni internazionali, istituzioni vaticane, società civile, esperti del mondo accademico e della stampa su alcuni temi chiave per il futuro delle nostre società e la tutela delle comunità più vulnerabili. Il secondo dialogo guidato dalle suore della UISG verterà sul tema dei migranti e dei rifugiati, analizzandone esigenze e nuove sfide. La discussione prenderà le mosse da tre tematiche chiave: l'analisi delle cause profonde della migrazione in un'economia globale, il ruolo dell'assistenza umanitaria e dei diritti umani e, infine, quello dello sviluppo umano integrale e della coesione sociale nei Paesi di arrivo. "Il fenomeno migratorio è certamente uno dei più grandi temi del nostro tempo: migranti e rifugiati sono, spesso per tragiche situazioni di attualità, al centro dell'attenzione mondiale e delle discussioni politiche. – dichiara suor Carmen Elisa Bandeo, coordinatrice della Rete Internazionale Migranti e Rifugiati della UISG – Come UISG, crediamo che la comunità internazionale abbia la responsabilità di fornire assistenza a tutti i migranti e rifugiati, garantire il pieno rispetto dei loro diritti e facilitarne l'integrazione nei Paesi ospitanti. Attraverso il Sister-led dialogue vogliamo mettere a sistema le esperienze e le competenze di partner provenienti da una varietà di contesti differenti, per capire dove e in che maniera investire le risorse per promuovere soluzioni inclusive a una delle questioni più urgenti del nostro tempo”.

Milano: un convegno sul protagonismo dei giovani

28 Giugno 2023 - Milano - “Best Stage 2023: Voce ai giovani”. Questo il tema di iun convegno promosso dalla testata Repubblica degli Stagisti e dedicato quest'anno al protagonismo giovanile. Durante il convegno la presentazione, in anteprima, dei risultato di una ricerca sugli stage realizzato dagli studenti del Laboratorio di ricerca sociale qualitativa dell'università Cattolica di Milano su oltre cento persone tra i 21 e i 28 anni che hanno recentemente svolto uno stage, con l’obiettivo di capire l'esperienza del tirocinio attraverso i loro occhi. Gli studenti si sono trasformati in ricercatori e, sotto la guida della professoressa Cristina Pasqualini – e con il supporto della Repubblica degli Stagisti – hanno approntato la traccia di domande per l'indagine e svolto interviste in profondità su vari aspetti dell'esperienza di stage. Degli intervistati circa l'80% aveva tra i 22 e i 25 anni e provenienti, in maggioranza, dalle regioni del Nord Italia. “L'obiettivo della ricerca era analizzare il significato che l’esperienza dello stage assume nella traiettoria formativa e lavorativa dei giovani adulti”, ha detto Pasqualini. Oggi è importante “andare a raccogliere la voce diretta delle persone che fanno stage, per capire dal loro punto di vista quali sono gli aspetti più rilevanti, e poter costruire policy e proposte in linea con i bisogni reali» ha aggiunto la giornalista Eleonora Voltolina, fondatrice della Repubblica degli Stagisti. Dai risultati della ricerca emerge che lo stage è vissuto nel complesso positivamente dai giovani. Il voto medio che viene dato a questo tipo di esperienze, dal punto di vista della sensazione di essere stati valorizzati come persone durante lo stage, è un 7,5 su 10. La sensazione di essere sfruttati durante lo stage è invece molto più rara (si attesta su un voto in media di poco superiore a 3 su 10). Una volta svolto lo stage, i principali aspetti positivi evidenziati sono aver avuto la possibilità di acquisire nuove competenze, di crescere a livello personale e ampliare il proprio network di contatti; di aver potuto utilizzare le lingue straniere e di essersi approcciati al mondo del lavoro. La principale criticità che è emersa è quella relativa alla scarsissima consapevolezza di ciò che si andrà a fare durante lo stage, e del quadro normativo di riferimento. Solo la metà dei giovani intervistati conosceva, prima di iniziare il percorso, i contenuti del progetto formativo individuale.  Tra gli interventi della giornata quello della sociologa delle migrazioni, Delfina Licata della Fondazione Migrantes  che ha sottolineato come mai come oggi c'è “l'urgenza di capire nel nostro Paese - altre nazioni lo hanno fatto da decenni ormai - quanto la ricerca sociale sia al servizio del Paese e della comunità, globale e locale, per capire i fenomeni e indirizzare i decisori”.  L’impegno culturale della Migrantes, attraverso le sue analisi e i suoi studi, specificatamente dedicati al mondo della mobilità umana, ha ben presente da anni l’importanza di questo servizio. “Questo pomeriggio – ha detto Licata - noi parliamo di giovani generazioni rendendoli protagonisti. Si tratta di quegli stessi giovani che in questi ultimi anni a centinaia lasciano i nostri territori, ma vi sono esperienze attraverso le aziende qui rappresentante di impegno per la valorizzazione delle competenze dei giovani formati o in formazione. La valorizzazione è sicuramente una delle principali leve perché i territori di origine mantengano i giovani a sé. L’esperienza migratoria deve essere una opportunità di crescita, non una esperienza di depauperamento, un andare verso non un fuggire da”.    

Eurostat: in aumento le domande di asilo nell’Ue

28 Giugno 2023 - Roma - A marzo 2023, 85.975 richiedenti asilo, principalmente siriani e afghani, hanno fatto domanda – per la prima volta – di protezione internazionale nei Paesi Ue. Lo comunica Eurostat in una pubblicazione sui dati mensili sull’asilo. Rispetto al marzo 2022 (74.310), si tratta di un aumento del 16%. Ci sono stati anche 6.945 richiedenti che hanno presentato nuovamente domanda, con un aumento del 4% rispetto a marzo 2022 (6.690). In linea con i mesi precedenti, lo scorso marzo i siriani hanno presentato il maggior numero di domande di asilo (9.660 per la prima volta). Seguono gli afghani (9.155), poi i venezuelani (6.415), i colombiani (5.980) e i turchi (5.615). Dopo la guerra della Russia contro l’Ucraina, si è registrato un “aumento significativo” dei richiedenti asilo per la prima volta ucraini (da 2.105 nel febbraio 2022 a 12.190 nel marzo 2022), ma il numero è diminuito mensilmente fino a 1.160 a marzo 2023. Questo anche perché “le persone in fuga dall’Ucraina beneficiano di una protezione temporanea”. Nell’Ue, lo scorso marzo vi erano 192 richiedenti asilo per la prima volta per milione di persone. A marzo 2023, i richiedenti asilo con cittadinanza russa erano all’ottavo posto tra tutte le cittadinanze, con 2.480 domande. Mentre Germania (25.170), Spagna (15.570), Francia (11.870) e Italia (11.335) rappresentano il 74% dei richiedenti asilo per la prima volta nell’Ue. I tassi più elevati di richiedenti registrati per la prima volta a marzo 2023 si sono verificati a Cipro (1.859 richiedenti per milione di persone) e in Croazia (965). La percentuale più bassa è stata in Ungheria (0). Sempre lo scorso marzo, 2.620 minori non accompagnati, soprattutto afghani (860) e siriani (565), hanno presentato domanda di asilo per la prima volta nell’Ue. A ricevere il maggior numero di richieste d’asilo di minori non accompagnati sono stati Germania (990), Paesi Bassi (260), Italia (230), Spagna (225), Bulgaria (215), Austria (210) e Grecia (200).  

Dialogo interreligioso: in CEI l’incontro delle religioni diffuse in Italia

28 Giugno 2023 - Roma - Nell’ambito del Cammino sinodale, si sono riuniti a Roma, nella sede della Conferenza Episcopale Italiana, i responsabili di 11 religioni presenti in Italia. “È stato un incontro molto significativo. Mi ha decisamente emozionato vedere i rappresentanti delle religioni diffuse nel Paese, nelle loro diverse espressioni, seduti allo stesso tavolo a dialogare sul rapporto tra religione e spiritualità”, commenta mons. Derio Olivero, vescovo di Pinerolo e Presidente della Commissione Episcopale per l’ecumenismo e il dialogo. La giornata si è sviluppata secondo il metodo della “conversazione spirituale”, a partire da alcune domande: “Religioni e spiritualità nel contesto della vita italiana di oggi. Quali sfide e quali opportunità?”; “Religioni e spiritualità al servizio della società italiana. Quali prassi generative?”; “Come possiamo metterci al servizio delle persone del nostro tempo, in Italia?”. “Abbiamo focalizzato la nostra attenzione – spiega Mons. Olivero - sull’umano, cercando di comprendere quale sia la ricerca spirituale degli uomini e delle donne di oggi e in che modo le religioni si lascino interpellare da questo fenomeno. Di fronte ad una differenza tra numero di credenti e numero di praticanti, ad un calo dell’appartenenza e, nello stesso tempo, ad un’adesione a varie ricerche spirituali, siamo chiamati ad una nuova autocomprensione. La sfida è quella di capire in che modo i nostri riti, le nostre catechesi, la nostra iniziazione siano in grado di incrociare la ricerca spirituale di questo tempo”. L’appuntamento odierno, conclude il presidente della Commissione Episcopale, è stato anche occasione per “capire come essere a servizio della società italiana, come interagire con essa e come entrare nello spazio pubblico, senza interferire ma offrendo stimoli e sostegno; come aiutarci a diventare comunità generative e come aiutarci a creare coesione e fraternità; come riuscire a mantenere viva l’apertura alla trascendenza”.  

Mosca: la comunità italiana prega per la missione di pace del card. Zuppi

28 Giugno 2023 - Mosca – Anche la comunità italiana che vive a Mosca prega per missione di pace che papa Francesco ha affidatoal card. Matteo Zuppo, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Il porporatro è a Mosca da ieri con lo scopo di “incoraggiare gesti di umanità che possano contribuire a favorire una soluzione alla tragica situazione attuale e trovare vie per raggiungere una giusta pace”. Domani il card. Zuppi, nella solennità dei Santi Pietro e Paolo, celebrerà una solenne liturgia eucaristica nella cattedrale dell’Immacolata Concezione a Mosca alle ore 19:00 assieme ai Vescovi della Conferenza Episcopale Russa.L’arcivescovo di Mosca, mons. Paolo Pezzi invita tutti i fedeli a partecipare alla santa messa solenne in cattedrale. “La partecipazione della comunità italiana – spiegano alla Missione Cattolica Italiana di Mosca - a questa celebrazione eucaristica è quanto mai importante per poter sostenere, con la nostra presenza e le preghiere, la delicata missione del Cardinale Zuppi”. (R.Iaria)

Migrantes: questa mattina i coordinatori ragionali hanno visitato un centro di accoglienza nel salernitano

27 Giugno 2023 - Roma – E’ in corso a Salerno l’incontro dei coordinatori etnici nazionali Migrantes guidato dal direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo. Questa mattina un importante appuntamento ha visto i sacerdoti, insieme al direttore regionale Migrantes della Campania, Antonio Bonifacio, visitare un centro di Accoglienza per migranti a Battipaglia per conoscere la realtà delle strutture di accoglienza, degli aspetti gestionali, dei percorsi di inserimento e degli aspetti procedurali e di accompagnamento all’ottenimento del permesso di soggiorno. Durante l’incontro alcune testimonianze come quelle di giovani della Costa d’Avorio e del Camerun. In particolare un ragazzo camerunense, arrivato da due mesi in Italia al centro di Accoglienza di Battipaglia ha raccontato della difficoltà del viaggio dal Camerun. Un viaggio difficile e sofferto viaggiando molto spesso a piedi e più volte arrestato in Niger, Algeria e Tunisia. “Ho visto molti  morire durante la tappa nel deserto del Sahara”, ha detto E poi le donne abusate durante tutto il viaggio. “Sono – ha aggiunto - molto grato al centro di accoglienza dove ho trovato tanta umanità” e ha espresso fiducia e speranza cantando e ringraziando il Signore nella sua lingua d’origine. I coordinatori, passando attraverso la zona litoranea della Piana del Sele, hanno poi potuto osservare le campagne e gli aggregati abitativi che vedono una forte presenza di migranti di diverse generazioni, nazionalità, fedi e stato sociale di inserimento. Nel pomeriggio di oggi  celebrazione eucaristica nella cripta del Duomo di Salerno e l’incontro con l’arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, mons. Andrea Bellandi seguito dall’incontro con le comunità etniche presenti in diocesi e con l’equipe Migrantes, guidata dal direttore regionale Antonio Bonifacio ed alcuni rappresentanti della Consulta dei Popoli. (R.Iaria)

Mons. Felicolo: fermare l’orrore della tortura

27 Giugno 2023 - Roma - Incrementare la capacità di agire nelle realtà di arrivo dei migranti con esperienze di tortura è l’obiettivo del progetto “Ho perso la bussola! Orientamento socio-sanitario nel post-covid” dell’Associazione Medici Contro la Tortura. Di questo approccio che restituisce centralità e protagonismo alle persone che affrontano un percorso per superare i traumi della tortura si è parlato ieri con mons. Pierpaolo Felicolo, Direttore generale della Fondazione Migrantes, in occasione della Giornata Internazionale a sostegno di tutte le vittime di tortura. Gli obiettivi dei progetti sono importanti, ha sostenuto monsi. Felicolo, ma quello che fa la differenza è lo “sguardo” con il quale si viene accolti. Ognuno di noi ha bisogno di essere accolto e ognuno ha bisogno di sentire la benevolenza di uno sguardo d’amore su di sé proprio mentre comincia a muovere i propri passi in autonomia. Cominciare a camminare in una nuova realtà sociale della quale non si conoscono le regole implicite, quelle che maggiormente guidano il comportamento umano, è un compito arduo, ma quando a caratterizzare l’esperienza del viaggio sono i trattamenti crudeli, inumani e degradanti subiti, il compito può divenire davvero insuperabile. La tortura lascia segni sul corpo, ma distrugge lo spirito, la dignità e i sogni delle persone che la subiscono, e un percorso riabilitativo è necessario per riacquisire fiducia nelle proprie capacità e per riconquistare la fiducia negli altri. Per questo lo sguardo, che è la prima cosa che si incontra, è così importante e uno sguardo d’amore è sempre uno sguardo che offre aiuto e sostegno e che accetta il confronto riconoscendo le persone come soggetti capaci di agire. Ali e Yusuf e altri, presenti all’incontro, hanno rilanciato, testimoniando della volontà di dare un contributo con la loro memoria e con le capacità acquisite di lasciare testimonianza del cammino fatto. Grati si, davvero, ma soprattutto persone che sanno, finalmente, di poter tenere la vita nelle proprie mani! La presenza di moms. Felicolo ieri, nei locali dell’associazione Medici contro la Tortura ha portato con sé lo sguardo dell’intera Chiesa Cattolica, presente e attiva nel voler fermare l’orrore della tortura, mettere la dignità della persona al di sopra di tutto e nell’impegno nella tutela delle vittime.