Primo Piano

Svezia: Consiglio delle Chiese, campagna di Natale per “una politica d’immigrazione umana”

Roma - Il Consiglio delle Chiese lancia oggi in Svezia la Juluppropet, la “campagna di Natale” per “una politica d’immigrazione umana”. È una petizione con tre richieste al governo: “che tutti coloro che hanno ricevuto asilo in Svezia abbiano diritto alla vita familiare; che siano eliminati tutti gli ostacoli pratici alla riunificazione familiare e che tutti i bambini e i giovani possano vivere il loro diritto alla sicurezza e al futuro”, spiega il manifesto, come riferisce il Sir. “Nel 2016 vi è stato un drastico cambiamento nella politica svedese e a giugno il parlamento ha votato ulteriori leggi restrittive in materia di asilo. Non solo le leggi sono state irrigidite, ma anche la loro applicazione da parte delle autorità”, spiegano i promotori. Sul sito della petizione (www.juluppropet.se) le richieste sono spiegate con alcuni video: “Vogliamo dare speranza a tutti quei bambini e ragazzi che ora hanno paura di essere espulsi perchéé non c’è posto per loro qui”, spiega ad esempio il vescovo cattolico Anders Arborelius. “Nelle nostre chiese, sentiamo molte storie e ascoltiamo le domande di persone ansiose e disperate. C’è molta incertezza e attesa. Le situazioni familiari si complicano per motivi inutili”, dice l’arcivescovo luterano Antje Jackelen. A poche ore dal lancio della campagna sul sito ci sono oltre 5600 firme che aumentano di minuto in minuto. La raccolta firme durerà fino al 31 gennaio 2017.
 

Acli Bologna e l’UsAcli Emilia Romagna premiate per il progetto “BolognAccoglie”

Bologna - Le Acli di Bologna e l'UsAcli Emilia Romagna sono state premiate al Foro Italico per il progetto della squadra di calcio a cinque "UsAcli BolognAccoglie". Il Presidente Diaco ha ricevuto la menzione speciale "Sport e Integrazione" dalle mani del Presidente del CONI Gianni Malagò. "Ci onora essere stati selezionati fra le 239 proposte pervenute" ha commentato Diaco. La squadra di calcio a cinque "UsAcli BolognAccoglie", composta di giovani richiedenti protezione internazionale, nasce dalla collaborazione delle Acli al progetto "BolognAccoglie", coordinato dal Comune di Bologna - Istituzione per l'Inclusione Sociale don Paolo Serra Zanetti. "Fa effetto pensare che nel CONI convivono le realtà di atleti e società sportive che fatturano milioni di euro e associazioni con scopi sociali, che creano inclusione grazie a contributi di poche centinaia di euro: proprio per questo siamo particolarmente orgogliosi di avere regalato visibilità, oggi, ad esperienze come la nostra", commenta Diaco. "Siamo fieri, inoltre" conclude il Presidente delle Acli "che ancora una volta sia emerso come la nostra Città si distingua per essere particolarmente accogliente, aperta e solidale".
 

Papa: nomine al neo Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale

Città del Vaticano – Papa Francesco “nel suo esercizio di guida della Sezione del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale che si occupa specificamente di quanto concerne i profughi e migranti”, ha nominato suoi diretti collaboratori, con decorrenza 1° gennaio 2017, padre Michael Czerny, consulente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, e padre Fabio Baggio, preside dello “Scalabrini International Migration Institute” incorporato alla Facoltà di  Teologia della Pontificia Università Urbaniana.
A padre Czerny e a padre Baggio gli auguri pe un proficuo lavoro dalla Fondazione Migrantes. (Raffaele Iaria)
 

Foligno: oggi la presentazione del Rapporto Immigrazione

Foligno -  Oggi pomeriggio, dalle ore 16 alle 19 presso l'aula magna dell'Istituto Tecnico Economico “F. Scarpellini” (via C. Menotti n° 11 - Foligno) si svolgerà la quarta ed ultima conferenza di formazione nell'ambito del Progetto Cittadini del Mondo promosso dalla Diocesi di Foligno con al centro la presentazione del XXV Rapporto Immigrazione redatto da Caritas Italiana e Fondazione  Migrantes. Relazionerà Sara Vatteroni, collaboratrice della Migrantes.
Questa mattina, intanto, è stato inaugurata, sempre a Foligno, una nuova area di circolazione nella zona del polo scolastico tra via Giorgio Guarrella e Passaggio Europa, in memoria delle vittime di tutte le migrazioni "Piazzetta tre ottobre: giornata delle vittime di tutte le migrazioni" e messi a messi a dimora tre piccoli ulivi in segno di pace e solidarietà.
 

Regno Unito: campagna delle Chiese cristiane di Londra per l’accoglienza dei richiedenti asilo

Londra - #LondonUnited è l’hashtag con il quale le varie chiese cristiane londinesi vengono incoraggiate a condividere il loro lavoro compiuto al servizio della comunità per l’accoglienza degli stranieri. Al lancio dell’iniziativa, avvenuta nei giorni scorsi – riferisce l’agenzia SIR - i diversi leader hanno espresso la loro preoccupazione per l’intensificarsi degli episodi di intolleranza e xenofobia dopo il voto del referendum del 23 giugno nel quale il 52% dei cittadini britannici hanno scelto di lasciare l’Unione europea. Oltre al cardinale Vincent Nichols, primate cattolico di Inghilterra e Galles, hanno partecipato all’incontro Sarah Teather, direttrice del “Jesuit Refugee Service”, l’organizzazione internazionale che aiuta rifugiati politici e migranti in difficoltà, John Perumbalath, arcidiacono anglicano di Barking e presidente del network per i richiedenti asilo delle chiese londinesi, e Angela Afzal, coordinatrice dell’organizzazione Capital Mass che aiuta le parrocchie più povere oltre a Matthew Ryder, il primo vicesindaco di colore della capitale scelto dal sindaco Sadiq Khan per seguire il settore integrazione. “La ricca diversità delle nostre parrocchie e delle nostre scuole testimonia la lunga tradizione di accoglienza che Londra ha sempre onorato”, ha detto il cardinale Vincent Nichols. “Come cristiani siamo chiamati ad offrire la nostra amicizia e il nostro sostegno a coloro che ne hanno più bisogno”.
 

Incontro tra Vescovo e Imam di Nabeul: “necessario dialogo e ragione per superare i conflitti”

Mazara del Vallo - «Il dialogo e la ragione per superare i conflitti. E poi: in nome di nessun Dio si può uccidere l'altro». Lo ha detto pomeriggio l'Imam di Nabeul (Tunisia), Mohamed Aboudi in visita a Mazara del Vallo, terza tappa siciliana – dopo Catania e Palermo – del suo tour tra i musulmani di Sicilia. Nella città del Satiro, l'Imam ha abbracciato il Vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Domenico Mogavero nella sede della Fondazione San Vito Onlus, all'indomani della festa di Mouled, il giorno della nascita di Maometto, il Natale per i cristiani. «Non devono esserci barriere ma confronto – ha detto il Vescovo Mogavero, che per la Conferenza Episcopale Siciliana è delegato alle migrazioni – perché la Chiesa cattolica non deve essere competitiva nei confronti dell'Islam ma deve evangelizzare attraverso le testimonianze ed esempi di vita». Ad accompagnare l'Imam è stato il console tunisino a Palermo, Farhat Ben Souissi, che ha definito il Vescovo «un caro amico, simbolo di convivenza tra le religioni». La scelta di Mazara del Vallo per l'Imam di Nabeul non è stata causale e, come ha detto il console, averlo fatto nella Fondazione San Vito Onlus acquista un valore in più: «La Fondazione è stata sempre al nostro fianco - ha detto il console - anche nella risoluzione di alcune problematiche di nostri connazionali, con tutti gli operatori ci legano rapporti fraterni e di collaborazione». «Noi non dobbiamo convertire nessuno – ha detto ancora il Vescovo - il nostro volto di Chiesa deve tradursi nelle testimonianze che rappresentano il volto di un Dio unico, per camminare tutti insieme per la verità e la pace». «Tutti gli essere umani sono uguali – ha spiegato l'Imam - dobbiamo andare oltre gli aspetti che ci separano e così trasmettere i valori ai nostri figli. È la libertà uno dei valori essenziali, perché non è giusto obbligare qualcuno a fare ciò che non vuole». In platea c'erano anche le donne musulmane che hanno partecipato al progetto "Nuovi Italiani" ma anche i giovani del centro "Voci dal Mediterraneo", i volti di una seconda generazione di musulmani che a Mazara del Vallo convivono pacificamente con i cristiani. «I nostri progetti sono le testimonianze vive di uno stare assieme senza barriere di religione» ha detto la presidente della Fondazione, Vilma Angileri.
 
 

Nuova proposta all’Eurovertice: favorire i rimpatri volontari dalla Libia

Bruxelles - Favorire iniziative per i rimpatri volontari di migranti irregolari bloccati in Libia, per distruggere il traffico degli scafisti e salvare vite umane. A rilanciare questa idea (non nuovissima) dovrebbero essere adesso i capi di Stato e di governo dei Ventotto stati membri, che si riuniscono domani a Bruxelles per il Consiglio Europeo. Almeno, stando all’ultima bozza di conclusioni. «È necessario si legge nel testo, nella parte relativa alla migrazione - prendere iniziative per offrire opportunità di ritorno assistito a migranti bloccati in Libia e ridurre viaggi pericolosi». Un paragrafo che non compariva nelle precedenti versioni delle bozze di conclusioni e che è stato inserito, riferiscono fonti diplomatiche, su richiesta del Servizio europeo di azione esterne (Seae), il 'Ministero degli Esteri' Ue guidato dall’Alto rappresentante Federica Mogherini. Il Seae, in effetti, da tempo osserva con particolare preoccupazione i giganteschi campi di migranti irregolari in Libia, in condizioni spaventose e violazioni quotidiane dei diritti umani, oltretutto «serbatoio» di migliaia di «clienti» per i trafficanti di uomini in Libia. Il Paese è da tempo al centro dell’attenzione europea e italiana, la missione navale Ue Eunavfor Med 'Sofia' oltre a pattugliare il Mediterraneo, ha ora anche il compito di formare la guardia costiera libica. In realtà, l’Ue ha già da tempo stanziato 30 milioni di euro per la situazione dei migranti irregolari in Libia. Fondi destinati anche al sostegno all’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) sul fronte dell’aiuto ai migranti che accettino di ritornare dalla Libia al Paese di origine: dal reperimento dei documenti (non facile, visto che molti Stati non hanno più ambasciate a Tripoli), all’organizzazione e al finanziamento del viaggio. Un programma finora passato quasi sotto silenzio. Il sostegno dei leader europei, dicevano ieri fonti Ue, è importante non solo per sostenere e proseguire queste attività - che possono salvare molte vite - ma anche intensificarle. Anche, forse, incrementando i fondi. (Giovanni Maria Del Re)
 
 

Migrantes Triveneto: oggi l’incontro regionale

Zelarino – E’ in corso questa mattina a Zelarino l’incontro regionale dei direttori Migrantes della Regione Ecclesiastica del Triveneto. Tra i temi all’Ordine del giorno la prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, il tema dei profughi e rifugiati sul territorio del Triveneto, il tema della pastorale dei migranti in una realtà̀ plurireligiosa.
 

È nato Michael, bambino di Ferrara

Ferrara - «Quest’anno il Natale lo avremo in casa! Ritorni il 16 dicembre e faremo festa insieme». Ferrara, fine novembre: così ci avevano salutato le dieci ragazze africane, quattro di loro – le più impaurite – da poco in Italia, serene le altre sei, integrate da un anno. «Michael nascerà il 16», sorridevano attorno a Joy che, carezzandosi il ventre rigonfio di vita, annuiva con fierezza africana. Invece Michael ha bruciato le tappe, è venuto alla luce all’alba di lunedì con quattro giorni di anticipo. Il suo viaggio nel mondo era iniziato in Nigeria a primavera, concepito da sua madre Joy, 20 anni, e suo padre Lamid. Ma il suo lungo cammino verso l’Italia era partito in estate, quando, lasciate alle spalle violenza e povertà, i suoi genitori si erano avviati verso il sogno di un futuro possibile. Un sogno che per mesi aveva superato confini e deserti, aveva resistito a ricatti e rapine, aveva infine affrontato anche il mare di notte, tra la Libia e l’Italia, ma si era infranto proprio all’ultimo, alla periferia di Gorino, che non è nella perigliosa Africa ma in provincia di Ferrara. Era il 24 ottobre e le barricate erette da duecento abitanti del paesino senza stranieri si opponevano a dodici ragazze sfinite, costringendo il pullman a portarsele via: niente cena, niente letto, niente rifugio, non passa lo straniero... Sembravano dodici, in realtà erano tredici, con il piccolo Michael ignaro e rannicchiato nel tepore di sua madre. Del padre si erano perse le tracce proprio al momento dell’imbarco: «L’ultimo istante che l’ho visto stava supplicando un arabo perché ci lasciasse salire sulla barca, dopo l’ho perso di vista nella calca e mi sono trovata a bordo senza di lui – ci raccontava Joy a novembre, ormai al sicuro a Ferrara grazie all’associazione Viale K della parrocchia di Sant’Agostino –. Eravamo scappati dalla Nigeria per difendere la nostra fede cristiana e per offrire un mondo migliore al bambino. Abbiamo scelto l’Italia perché si sa che siete un Paese buono con noi. Siamo salpati in duecento, ma Lamid non c’era, lo sto cercando con Facebook, forse ha preso un’altra barca ed è approdato lontano, forse è ancora in Libia...». Il barcone che trasportava Joy e il suo bambino era approdato in Calabria dopo tre giorni e tre notti di mare, poi il viaggio della salvezza, fino alle barricate di Gorino e all’accoglienza di Ferrara. Qui oltre a Joy abbiamo incontrato altre tre ragazze respinte, stupite di quanto era successo: «Perché hanno paura di noi? Che male possiamo fare, noi che dal male siamo scappate?». Ancora convinte che «gli italiani non sono razzisti, sicuramente a Gorino non c’è gente cattiva, solo non conoscevano le nostre storie». Storie che Abidemi quel giorno ha voluto raccontarci senza parole, abbassando la dolcevita e mostrando la carne macellata: «Mi gettavano addosso l’acqua bollente e sulle piaghe aperte il sale. Ho pregato Dio di salvarmi e quando ormai stavo morendo due buone donne mi hanno aiutata a fuggire...». Occhi tristi e racconti stanchi, strette tra loro sul divano. Solo Joy sorrideva, col sorriso ragazzino di chi porta in sé un segreto più grande di ogni dolore. Apriva il golf rosso fuoco ed esibiva la pancia come si fa di un capolavoro. «Lo vede? Ha otto mesi, i medici dicono che nascerà il 16 dicembre e lo chiamerò Michael. Ha viaggiato tutto questo tempo con me, ha attraversato il deserto e il mare, ora lavorerò per lui, farò la parrucchiera, lui merita il meglio». Come ogni uomo che viene al mondo, del resto, anche se il 90 per cento di questo 'meglio' in realtà tocca in sorte al 10 per cento dell’umanità, senza nemmeno bisogno di meritarselo. Nel presepe vivente di Viale K quest’anno ci sarà dunque un bambinello di tre chili, sano e «sempre affamato di latte», e sotto l’albero troverà il regalo più bello, perché finalmente le ricerche di Joy hanno avuto successo e dopo tante lacrime due giorni prima che nascesse il bambino il suo cellulare ha squillato: «Ho trovato Lamid, presto saremo di nuovo tutti e tre insieme», mormora nel suo letto d’ospedale. Stremata dal parto, in suo figlio trova però la determinazione per guardare avanti, proprio come durante il suo lungo viaggio, sempre avanti, sui mari e nei deserti della vita (solo Dio sa quanti ancora ne dovrà incontrare), senza arrendersi mai. A Viale K le amiche la attendono e con loro Destiny, la mascotte della casa. La sua mamma lo ha partorito due anni fa in Libia prima ancora dell’imbarco, e a Ferrara lo ha battezzato Destino. È stata lei a dircelo: «Michael benedirà il nostro Natale, torni che facciamo festa»...(Lucia Bellaspiga – Avvenire)
 
 
 

Roma Tre e la Società D. Alighieri insieme per la lingua e la cultura italiana nel mondo

Roma - L’Università degli Studi Roma Tre e la Società Dante Alighieri hanno firmato un protocollo d'intesa per lo svolgimento congiunto di attività di ricerca tecnico-scientifiche e iniziative di carattere formativo per la diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo.
Con la firma dell’accordo, il rettore di Roma Tre, Mario Panizza, e il presidente della Società Dante Alighieri, Andrea Riccardi, hanno stabilito gli ambiti di azione primari che prevedono una collaborazione finalizzata alla promozione e diffusione della conoscenza della lingua italiana nel mondo, la realizzazione di programmi per l’apprendimento a distanza della lingua italiana, la formulazione di materiali didattici e di supporti all’insegnamento dell'italiano e la realizzazione di attività scientifiche e culturali.
Grazie a un progetto di cooperazione promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale con l’Istituto Italo-Latino Americano, l’Università Roma Tre sta già lavorando alla creazione una Cattedra telematica di lingua e cultura Italiana presso la Facultad de Lenguas Extranjeras della Universidad de La Habana, progetto che, grazie alla convenzione, potrà avvalersi della sede cubana della Dante Alighieri.
 

Terni: oggi la presentazione di un volume sul “volto” multiculturale dell’Italia

Terni - Oggi alle 17,00, presso il caffè letterario della biblioteca comunale di Terni, Damiano Meo presenterà il pamphlet "Storie di semola e semplicità", realizzato in collaborazione con la Fondazione Migrantes e l’editrice Tau.
Il volumetto di 80 pagine si articola in tre capitoli e affronta il fenomeno migratorio mediterraneo attraverso prospettive multiple: la cucina, le tradizioni socio-culturali e le ibridazioni. Tali argomenti vengono affrontati con un linguaggio adatto a tutti, al fine di creare ponti in maniera trasversale e transgenerazionale. Il testo descrive la quotidianità dell'incontro tra uomini e donne di culture differenti in cui parole storpiate, spezie e modi di fare tratteggiano uno scenario fatto di scoperta e non di paura.
Il libricino è arricchito da una postfazione di natura saggistica scritta dal direttore generale della Migrantes, Mons. Gian Carlo Perego, che pone l'accento sulla natura "plurima e plurale" dell'Europa. "Bisogna creare le occasioni per condividere riflessioni sul volto multiculturale della Penisola", afferma Damiano Meo, insegnante e giornalista. Lo stesso aggiunge che "la multiculturalità diventa interculturalità quando si creano punti di contatto, momenti di incontro, opportunità di crescita reciproca. La pluralità raggiunge il culmine della propria ricchezza, infatti, quando si pone alla base dell'interazione la valorizzazione reciproca".
 

Papa Francesco: appello per i diritti umani

Città del Vaticano - Nei prossimi giorni ricorrono due importanti Giornate promosse dalle Nazioni Unite: quella contro la corruzione – il 9 dicembre – e quella per i diritti umani – il 10 dicembre. Lo ha ricordato questa mattina Papa Francesco al termine dell’Udienza Generale del mercoledì nell’Aula Paolo VI in Vaticano. “Sono due realtà – ha detto - strettamente collegate: la corruzione è l’aspetto negativo da combattere, incominciando dalla coscienza personale e vigilando sugli ambiti della vita civile, specialmente su quelli più a rischio; i diritti umani sono l’aspetto positivo, da promuovere con decisione sempre rinnovata, perché nessuno sia escluso dall’effettivo riconoscimento dei diritti fondamentali della persona umana. Il Signore – ha concluso -  ci sostenga in questo duplice impegno”. (R.I.)
 

Mons. Perego: attenzione al rischio di “innescare una guerra tra poveri”

Roma – Attenzione al rischio di innescare una “guerra tra poveri”. A dirlo oggi è Mons. Gian Carlo Perego, direttore generale della fondazione Migrantes commentando la protesta nel quartiere di San Basilio dove un intero palazzo, nella periferia della capitale, si è schierato con gli occupanti contro una coppia di immigrati con figli alla quale era sta assegnata dal Comune la casa popolare. “Siamo davanti ad un fatto grave – afferma Mons. Perego all’Adnkronos – e non è la prima volta che succede”.
 

Mons. Perego: l’emigrazione di tante famiglie è il “segno di una crisi grave”

Roma - “Non c’è solo la solita fuga di cervelli: nell’ultimo anno abbiamo visto che tra i nuovi emigrati ci sono anche tante famiglie”. A dirlo è il Direttore generale della Fondazione Migrantes, Mons. Gian Carlo Perego commentando i dati del Report “Migrazioni internazionali ed interne della popolazione residente” pubblicato dall’Istat. Per Perego tra quelli che partono, infatti, il 20% è rappresentato da minori. “E i bambini viaggiano sempre con la propria famiglia”. Si tratta di persone adulte, non necessariamente laureate, quindi, anche con titolo di studio medio-basso che in Italia hanno perso il lavoro e cercano di rifarsi una vita a Londra o in Germania, dove le politiche di welfare sono molto forti e anche gli stranieri che non hanno lavoro ricevono un sussidio dallo Stato con il quale si può sempre sbarcare il lunario.
“Ora però bisogna vedere l’effetto che farà la Brexit e le politiche di welfare cambiate in Germania” aggiunge il direttore Migrantes  evidenziando che con l’emigrazione delle famiglie si presenta anche il problema della continuità scolastica dei figli, che spesso sono così costretti ad abbandonare gli studi.
“In Italia l’indice di abbandono scolastico è il doppio rispetto ad altri paesi europei e rappresenta un problema che la politica dovrebbe seriamente affrontare”, conclude Mons. Perego.
 

Card. Scola: “migrazioni banco di prova più importante per l’Europa”

Milano -  “L’azione della Chiesa nel capoluogo e nell’hinterland continua a cementare, come già negli anni Cinquanta e Sessanta – penso soprattutto alle periferie – uomini e donne delle diverse fase di immigrazione. Costruisce amicizia civica e non cessa di contribuire a delineare il volto del nuovo cittadino ad un tempo ambrosiano ed europeo. In questo contesto si situa la vocazione e missione europea di Milano città metropolitana”. Nel “Discorso alla città” per la vigilia della festa patronale di sant’Ambrogio, l’arcivescovo di Milano, card. Angelo Scola, ha svolto, ieri sera, un’analisi della posizione del capoluogo lombardo entro il contesto continentale, anche in relazione alla storia dell’integrazione comunitaria. Qui Scola ha delineato taluni “fattori del declino” dell’Europa di oggi. “La perdita della raison d’être dell’Europa, fenomeno a cui Milano non sfugge, conduce molti analisti contemporanei ad affermare che il Vecchio continente sembra avviato inesorabilmente alla sua fine. Secondo questi analisti si può parlare di declino dell’Europa a partire da quattro ‘emergenze’ sotto gli occhi di tutti: il terrorismo, l’ondata migratoria, la crisi finanziaria e la crisi politica”. Tali emergenze, ha sottolineato il porporato, “sono la punta di un iceberg ben più imponente e, in questo senso, debbono essere considerate come indicatori sintomatici e interconnessi di una degenerazione progressiva e come segnali di allarme per innescare un pensiero e un’azione comuni e lungimiranti”.
“Uno degli effetti più drammatici della progressiva destabilizzazione dell’area mediorientale e di una politica internazionale europea largamente miope e deficitaria, che vede l’Italia altamente penalizzata, è, senz’altro, l’ondata migratoria cui si sta rispondendo con un approccio reattivo e in ordine sparso. L’incapacità di pensare anzitutto in termini di accoglienza – Papa Francesco docet – insieme alla spinta nella direzione di una Realpolitik che vorrebbe legittimare il diritto di escludere, sono”, per il card. Scola, “sintomi di un fallimento e di un declino complessivo dell’Europa come protagonista di fronte a questa marea umana di sofferenza. L’attuale fenomeno migratorio si presenta così, secondo non pochi analisti, come il banco di prova più importante del futuro dell’Europa”.
 
 

Bartolomeo I: “non possiamo rimanere indifferenti al grido di dolore di profughi e migranti”

 
Bari -  “Oggi purtroppo, ancora una volta il Mare Mediterraneo, mare di cultura, mare di solidarietà, mare di collaborazione, è divenuto mare di ondate di profughi e migranti da ogni dove. Come cristiani non restiamo indifferenti a questo grido di dolore”. Con un invito a continuare a essere terra di accoglienza, il  Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I ha salutato la Puglia, intervenendo ieri sera al termine della celebrazione eucaristica per la solennità del Santo Patrono che si è svolta nella basilica di San Nicola presieduta dall’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Francesco Cacucci.
“Anche in un passato molto recente – ha detto il Patriarca – questa terra ha saputo essere terra di accoglienza per quelle genti che fuggivano da paesi totalitari, in cui non era possibile essere discepoli di Cristo. Nonostante le difficolta che tutto questo comporta, agli inevitabili problemi che possono sorgere, questa terra non ha mai chiuso le sue porte, non è mai rimasta indifferente al grido di aiuto di tanti fratelli e sorelle nel bisogno”. “Ma allo stesso tempo – ha aggiunto Bartolomeo – non possiamo tacere davanti allo scandalo delle mercificazione dell’essere umano, del fondamentalismo religioso che pretende di agire nel nome di Dio, dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo e del depauperamento delle risorse naturali a vantaggio di pochi e a svantaggio di molti, soprattutto dei più poveri. La casa comune, l’ambiente naturale appartiene a Dio e noi siamo solo i suoi economi, non siamo nuovi dei senza Dio. Per questo abbiamo alzato il grido assieme al nostro amato fratello a Roma, Papa Francesco dall’Isola di Lesbo verso tutti i potenti della terra, verso coloro che hanno in mano le sorti dell’umanità, e continuiamo a farlo nel nome di Dio, Padre Onnipotente e Padre Misericordioso”. (Sir)
 
 

Migrantes Noto: a Pozzallo a Natale verranno avviate delle attività volte all’integrazione

Roma - La situazione dei migranti a Pozzallo, uno dei luoghi di maggiore sbarco, è estremamente difficile, è da lì che arrivano i racconti della paura e delle violenze a cui sono sottoposti. Per donPaolo Catinello, direttore dell’Ufficio Migrantes di Noto, cui appartiene Pozzallo, “si vive una situazione di emergenza. In questo momento – dice il sacerdote in una intervista a Francesca Sabatinelli di Radio vaticana - stanno nascendo delle case di accoglienza, soprattutto per minori, perché l’emergenza riguarda soprattutto i giovani e i giovanissimi che stanno arrivando negli ultimi giorni. Ecco il perché dell’importanza di un’accoglienza che sia competente e professionale. Ma ci accorgiamo anche di come si faccia una grande fatica. Pozzallo è una piccola cittadina, i servizi, gli strumenti che possiamo avere a disposizione, purtroppo, non riescono a colmare le esigenze delle tante persone che arrivano. Ormai siamo arrivati a numeri molto importanti”. Per don Catinello sta nascendo una bella ‘disponibilità” a collaborare con le case di accoglienza per minori, soprattutto “con le nostre parrocchie, dove già in questo Natale verranno avviate delle attività volte all’integrazione”. Il direttore Migrantes sottolinea che a Pozzallo si “comincia ad assaporare un po’ di sfiducia tra le persone perché, da questo punto di vista, si sentono quasi sole ed abbandonate laddove non c’è un venirci incontro rispetto alle situazioni. Quindi non dipende da una questione di pregiudizio verso i ragazzi che, in questo momento, accogliamo qui a Pozzallo, quanto dal fatto che anche le istituzioni spesso si sentono impotenti dinanzi un fenomeno così grande. Noi stiamo cercando di avviare relazioni per integrare queste persone attraverso iniziative laddove già vengono accolte, perché Pozzallo è un hotspot e quindi molti arrivano per ripartire immediatamente, o dopo pochi giorni. Quindi il fenomeno – ripeto – ha dei numeri sicuramente importanti, ma al momento non riesco neppure a decifrarli. E le situazioni non sono delle migliori. Vorrei semplicemente aggiungere questo:  che tutte le persone di buona volontà che abbiamo anche qui a Pozzallo – ha detto ancora il sacerdote impegnato in prima fila -  oltre alle nostre comunità parrocchiali, si sensibilizzino verso questo fenomeno. Parliamo veramente di fratelli, di persone che hanno tanto bisogno, prima di un tetto e poi di trovare calore umano. Questa è la cosa più importante”. 
 

Migranti: dalla guerra ad un palcoscenico teatrale

Roma - Dalla guerra al palcoscenico, per  riscattarsi dalla vita e per ricominciarne una nuova. I migranti  ospiti del centro di accoglienza di Polcanto in Mugello, gestito dalla cooperativa Il Cenacolo, hanno partecipato ad un progetto teatrale che è diventato molto più di uno spettacolo. Si chiama Parembolè, nato un anno fa da un’idea della regista Ilaria Cristini, e che ora prosegue con il Laboratorio Nove House. Parembolè in greco antico significa accampamento. Nei momenti di interruzione di una battaglia i soldati si accampavano, in attesa di riprendere i loro scontri. Si tratta quindi di un termine che si riferisce anche a un momento di pausa, di tregua, di sospensione. Un titolo, Parembolè,  che racconta come l’accampamento è oggi simbolo del problema dei rifugiati, di fronte al quale il mondo occidentale sembra aver sospeso il proprio giudizio, interrompendo l’applicazione dei fondamentali diritti umani. “Anche noi costruiremo un accampamento, ma per una battaglia culturale anziché di guerra, per sconfiggere la paura della diversità ed accettarla invece come una risorsa e un’integrazione alla propria dimensione sociale”, dicono i promotori sulla loro pagina Facebook. Dei dieci ragazzi che hanno partecipato al progetto, due profughi scappati dalla dittatura del Gambia si sono distinti per il loro talento e oggi, grazie ad una borsa di studio possono partecipare a un corso di teatro e a giugno saranno in scena con gli altri attori per il saggio finale al Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino.
 

Cile: “le porte della Chiesa sono aperte per accogliere e condividere la ricchezza delle culture diverse”

Santiago – Domenica scorsa, 4 dicembre, un gruppo di cittadini haitiani ha ricevuto il sacramento della Cresima nella parrocchia di San Saturnino a Santiago del Cile, e in questa circostanza l'Arcivescovo di Santiago, il Card. Ricardo Ezzati, che ha presieduto il rito, ha preso le difese degli immigrati. Secondo l’agenzia Fides proprio la settimana scorsa si è accesa una discussione sulla politica delle immigrazioni in Cile. A questo riguardo il Cardinale ha detto che "la Chiesa di Santiago, attraverso l'Istituto Cattolico Cileno di Migrazione e molti sacerdoti che accompagnano i tanti fratelli stranieri, vive una particolare esperienza, perché le porte sono aperte per accogliere, integrare e condividere la ricchezza che hanno queste culture diverse".
Durante il rito, presieduto dal porporato e dal parroco di San Saturnino, padre Juan Carlos Cortez, hanno ricevuto la Cresima 15 haitiani, otto dei quali hanno ricevuto anche il Battesimo. "Il Signore viene nella nostra vita in ogni momento della nostra esistenza, in un modo molto particolare per questi fratelli che sono qui a ricevere il sacramento della Cresima. Il Signore entra nella loro storia perché sono uomini e donne di fede, quando aprono le porte a Dio" ha detto il Card. Ezzati. Secondo la parrocchia di San Saturnino, negli ultimi due anni sono arrivati in Cile più di 45 mila cittadini haitiani. Di questi 450 sono stati accolti nella comunità e partecipano alle attività di formazione (corsi di lingua spagnola), catechesi, aiuto sociale, solidarietà e laboratori per apprendere un mestiere.
Una inchiesta pubblicata da un giornale nazionale ha riportato che l’85% dei cileni vuole l'espulsione degli immigrati con problemi legali e il 75% considera necessario imporre restrizioni all’immigrazione. Il governo ha avviato il dibattito politico sul tema negli ultimi giorni, in vista di una revisione della legge sull’immigrazione.
 
 

Istat: il Regno Unito il Paese scelto dagli italiani che emigrano

Roma - Gli italiani che emigrano continuano a scegliere il Regno Unito (17,1%), Seguono, tra i Paesi europei, Germania (16,9%), Svizzera (11,2%) e Francia (10,6%). Lo rileva oggi il report sulle migrazioni internazionali e interne diffuso dall’Istati, l’Istituto nazionale di Statistica. Secondo il report sulle complessive 147mila emigrazioni per l’estero registrate nel 2015, soltanto 45 mila riguardano cittadini stranieri, contro 102 mila di cittadini italiani (70%), un numero in crescita del 15% rispetto al 2014 e più che raddoppiato in cinque anni. Gli italiani rientrati nello stesso anno ammontano invece a 30 mila. I due flussi – spiega l’Istat - danno origine così a un saldo migratorio negativo dei soli cittadini italiani di 72 mila unità. Secondo l’Istituto di Statistica sono sempre di più i laureati italiani con più di 25 anni di età che lasciano il Paese (quasi 23 mila nel 2015, +13% sul 2014) ma l’emigrazione aumenta anche fra chi ha un titolo di studio medio-basso (52 mila, +9%). (R.I.)