Primo Piano

GMM: una nota di MCL

Roma - Domenica 15 gennaio 2017 si celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato e martedì è stato presentato  il Messaggio di Papa Francesco (dal titolo "Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce") e le iniziative della Chiesa italiana in occasione della giornata mondiale. Una giornata questa, segnata dalle immagini che tutti in questo anno appena concluso abbiamo visto nelle rotte via mare, via terra, dal Mediterraneo ai Balcani. Nel 2015 sono stati 65,3 milioni i migranti forzati nel mondo, di cui 21,3 milioni di rifugiati, 40,8 milioni di sfollati interni e 3,2 milioni di richiedenti asilo. In Italia, secondo i dati del Rapporto sulla protezione internazionale aggiornati a ottobre 2016, sono presenti circa 171mila persone nelle diverse strutture attive sul territorio. Un anno il 2016 caratterizzato da una forte mobilità di migranti. Si muove sempre di più un numero maggiore di persone, più che in qualsiasi altro momento della storia. Un numero crescente di esseri umani si sposta dalle campagne verso le città, dal Sud verso il Nord del mondo, dalla guerra verso la pace e un dato da segnalare sono i minori non accompagnati. Un anno di straordinaria emergenza: l’eccezionale numero di morti in mare; il traffico di persone e l’indisturbato business degli scafisti; i  fiumi di persone lungo le nuove rotte terrestri e l’incapacità dell’Unione Europea di prendere delle decisioni; le costruzioni dei muri per un totale di 8.000 km di barriere. Per tutti questi motivi il MCL nell’accogliere l’invito di Papa Francesco, sostiene che la celebrazione della giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2017, assume un significato ancora più importante. Un invito quello di Papa Francesco ad impegnarci tutti e di più, singoli, associazioni e istituzioni. Un impegno volto ad accogliere concretamente lo straniero; a combattere il pensiero unico sui migranti dei media;  a pretendere attenzione politica per la dignità degli immigrati, non solo di quelli che arrivano come profughi e rifugiati, ma anche di quelli che vivono nel nostro paese da molti anni, arricchendolo da tutti i punti di vista, ma senza alcun diritto di cittadinanza. E proprio per questa giornata, il MCL ricorda e testimonia l’accoglienza e la tolleranza in una delle terre che nel nostro paese vive quotidianamente l’arrivo dei migranti: la Sicilia. Domenica 15 difatti, a Trapani il MCL assieme alla Diocesi e a tutto il mondo associativo cattolico celebra questa giornata. Tantissime sono le nostre azioni a favorire l’inclusione sociale dei migranti e Trapani è una delle realtà dove movimento siamo impegnati con percorsi di accoglienza sia per adulti che per minori non accompagnati. Un percorso quello dell’accoglienza da realizzare attraverso un dialogo interculturale che rifiuta nuove forme di esclusione o provvisorietà sociale. Questo è per noi del MCL un punto di partenza per un cammino di responsabilità e partecipazione, che riconosca e valorizzi un nuovo capitale umano giunto in Italia da circa 200 Paesi del mondo. (Maria Pangaro - Segretario Nazionale Associazione Lavoratori Stranieri MCL)
 
 
 

GMM: le iniziative a Cosenza

Cosenza - Domenica 15 Gennaio la Chiesa celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Tema di questa 103esima edizione è “Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce”. Nell’occasione l’Ufficio Migrantes dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano ha organizzato, con l’obiettivo  di sensibilizzare la comunità all'accoglienza ed all'avvio di processi di integrazione  con e per migranti e rifugiati, una serie di iniziative.
Le celebrazioni per la giornata cominceranno Domenica 15 Gennaio con l’animazione e la partecipazione alle liturgie e ad momenti di fraternità con la presenza di comunità di migranti e rifugiati, nelle circa 25 parrocchie che hanno aderito all'iniziativa.
Lunedì 16 si svolgerà il convegno “Allarga lo spazio della tua tenda”, alle ore 17.30, al Salone degli Stemmi del Palazzo Arcivescovile di Cosenza. Ad introdurre e moderare i lavori sarà Pino Fabiano, direttore dell’Ufficio Migrantes. È prevista la riflessione biblica di padre Pino Stancari, mentre Cristina Molfetta della Fondazione Migrantes presenterà il Rapporto sulla protezione internazionale in Italia 2016. Seguiranno le testimonianze di Rita Carravetta di Medici senza Frontiere e di migranti e rifugiati. Saranno, inoltre, presentati il progetto di animazione territoriale per l’ospitalità diffusa “Allarga lo spazio della tua tenda” a cura dell’Ufficio Migrantes diocesano e la mostra “pARTEnze” di padre Anselmo Perri a cura di don Salvatore Fuscaldo, direttore del Museo diocesano. Concluderà i lavori don Giacomo Tuoto, vicario episcopale.
Con il tema “Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce”, Papa Francesco – si legge in una nota della Migrantes diocesana a firma di Pino Fabiano -  vuole focalizzare l’attenzione soprattutto sui bambini che arrivano da soli nei paesi europei, ma non sono in grado di far sentire la propria voce e diventano facilmente vittime di gravi violazioni dei diritti umani. Ciò che preoccupa – scrive - è la condizione dei minori nel contesto della migrazione internazionale. Infatti, i bambini e le donne, rappresentano le categorie più vulnerabili all’interno di questo grande fenomeno e proprio i minorenni sono i più fragili, spesso invisibili, perché privi di documenti e accompagnatori.
 
 
 

GMM: le iniziative ad Alba

Alba – Per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che si celebra domenica 15 gennaio, nella diocesi di Alba sono previsti due appuntamenti. Oggi, venerdì 13 gennaio – informa il direttore Migrantes don Paolo Rocca – in un articolo per la “Gazzetta d’Alba” - nel salone di via Mandelli, alle ore 21, ci sarà una tavola rotonda sul tema dell’accoglienza dei minori con la partecipazione del vescovo di Alba, monsignor Marco Brunetti, suor Teresinha Santin del servizio migranti della diocesi di Caserta, di Roger Davico dell’Anolf Cisl di Alba e di Rosy Pekalori mediatrice di Cuneo. Sono invitati tutti coloro che sentono “l’urgenza di confrontarsi su questo delicato e attuale nodo sociale che interpella tutte le nostre coscienze e le nostre realtà ecclesiali”.
Domenica 15 gennaio alle 9.30, raduno dei migranti, provenienti dai paesi della diocesi, in piazza Duomo. Alle 10, saluto del vicesindaco Elena Di Liddo. Alle 10.30, accoglienza da parte del vescovo di Alba e deposizione all’altare da parte delle suore Scalabriniane di Siracusa, del crocifisso, fatto con il legno dei barconi dei migranti. Segue la Messa presieduta da monsignor Brunetti. La partecipazione alla “Festa dei popoli”, scrive don Rocca,  in cattedrale è l’occasione per “sviluppare un senso di fraternità più evangelico”.
In un messaggio il presule di Alba, Mons. Brunetti evidenzia che “l’accoglienza dei minori stranieri non può essere superficialmente delegata; essa è una realtà cruciale, drammaticamente seria che chiede un raccordo fortemente responsabile tra tutti coloro che a diversi livelli sentono di poter utilizzare sussidi adeguati alla complessità del problema”.
 

GMM: le iniziative a Trento

Trento - Domenica 15 gennaio si celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Il tema di quest’anno è “Migranti minorenni vulnerabili e senza voce”. Promossa dall’Arcidiocesi di Trento - Opera diocesana per la Pastorale Missionaria e la Pastorale Migrantes con i Decanati di Trento, Cembra e Lavis e Mezzolombardo e la partecipazione dell’Associazione “Trentini nel Mondo” e della Circoscrizione di Gardolo, a Trento la Giornata si aprirà alle 14 di domenica con il ritrovo al piazzale Neufahrn a Gardolo; seguirà alle 14.30 la sfilata verso la chiesa parrocchiale di Gardolo di
Mezzo per la santa Messa. Al termine della celebrazione, intorno alle 16 la festa nelle sale dell’oratorio.
 

GMM: le iniziative a Cesena

Cesena - La Caritas diocesana e gli Uffici pastorali Migrantes, Ecumenico e Missionario della diocesi di Cesena invitano a celebrare la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. In diocesi la celebrazione si terrà a Cesena domenica 15 gennaio nella chiesa della parrocchia di Santo Stefano, via Friuli in zona Stadio. Alle 15 verrà celebrata una Messa presieduta dal vescovo Mons. Douglas Regattieri. “Dobbiamo ringraziare il santo padre Francesco – scrive il presule - che, nel messaggio per la Giornata Mondiale del rifugiato e del migrante di quest’anno, ha concentrato l’attenzione di tutti noi sui migranti minorenni, sui bambini che, proprio perché più deboli, soffrono più di tutti”.
 

Papa Francesco ai giovani: un pensiero ai migranti costretti a lasciare la propria terra

Città del Vaticano - Oggi tanti ragazzi sono costretti a lasciare la propria terra a causa della "prevaricazione, dell'ingiustizia e della guerra". A scriverlo è oggi papa Francesco in una lettera ai giovani in occasione della presentazione del Documento Preparatorio della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovo che si svolgerà nell’ottobre del 2018 sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Per il papa molti sono oggi i giovani “sottoposti al ricatto della violenza e costretti a fuggire dal loro paese natale. Il loro grido sale a Dio". Nella lettera il pontefice sottolinea che “un mondo migliore si costruisce anche grazie a voi, alla vostra voglia di cambiamento e alla vostra generosità". "Non abbiate paura" di fare "scelte audaci", "non indugiate quando la coscienza vi chiede di rischiare". Pure la Chiesa “desidera mettersi in ascolto della vostra voce, della vostra sensibilità, della vostra fede; perfino dei vostri dubbi e delle vostre critiche. Fate sentire il vostro grido, lasciatelo risuonare nelle comunità e fatelo giungere ai pastori".
Il documento che prepara il Sinodo sarà inviato ai consigli dei gerarchi delle Chiese orientali cattoliche, alle conferenze episcopali, ai dicasteri della Curia Romana e all'Unione dei Superiori Generali per raccogliere informazioni sulla condizione dei giovani nei diversi contesti in cui vivono, in vista dell'elaborazione dell'Instrumentum Laboris. (Raffaele Iaria)
 

Scalabriniane: guardare ai minori migranti per capire il fenomeno migratorio oggi

Roma - “Il Papa ha fornito per questa Giornata Mondiale dei Migranti e dei Rifugiati una chiave di riflessione importante che passa attraverso i minori migranti. E' a loro che dobbiamo guardare per capire veramente il fenomeno della migrazione oggi. Oggi quei bimbi vengono sradicati dalle loro case. All'età in cui tutto è sogno sono costretti a fuggire, a lasciare le loro famiglie (sempre che le abbiano ancora). Tutto ci fa capire davvero quale sia la misura di una tragedia sconfinata”. Lo dichiara in una nota suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Scalabriniane in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebra domenica prossima 15 gennaio.  “Ogni anno, in tutti i continenti, sono migliaia i volti dei minori che ci troviamo a incontrare – ha aggiunto – Loro sono la faccia della migrazione: hanno gli occhi di chi ha visto tante, troppe tragedie e il sorriso di chi nonostante tutto continua a sperare. Non hanno voce e in silenzio continuano la loro fuga verso un mondo che non è il loro. Ed è a chi in Occidente continua a seminare odio nei loro riguardi che va la mia domanda: quei bimbi, anche loro figli di altri genitori proprio come voi, come è possibile non accoglierli a braccia aperte? La società di oggi - conclude sr. Mariano - è figlia di un sistema sociale che è inumano. Sta a tutti noi, a piccoli passi, invertire la rotta. Ne guadagneremo in solidarietà, benessere, pace”.(R. Iaria)
 

GMM: le iniziative a Lamezia Terme

Lamezia Terme - I migranti minorenni, soli e senza voce, indifesi e vittime dello sfruttamento collegato ai processi migratori, al centro del pensiero di Papa Francesco per 103esima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che sarà celebrata  anche nella Diocesi di Lamezia Terme domenica prossima 15 gennaio. Alle 18.30, i migranti cristiani delle diverse comunità presenti nella diocesi lametina  si ritroveranno in Cattedrale per partecipare  alla Santa Messa presieduta dal Vescovo Mons. Luigi Cantafora. Oltre alle letture in lingua, per richiamare il tema della giornata, i bambini di varie etnie e Paesi animeranno con i canti la celebrazione. Durante la Messa, anche un momento di preghiera per chiedere perdono per tutti i bambini morti nel Mar Mediterraneo, vittime della crudeltà di chi sfrutta la disperazione delle persone costrette ad emigrare e vittime anche della nostra indifferenza.
“Il messaggio di Papa Francesco per questa giornata – spiega Suor Manuela Simoes direttrice dell’ Ufficio Diocesano Migrantes – pone l’accento sui migranti minorenni, specialmente quelli soli, sollecitando tutti a prendersi cura dei fanciulli che sono tre volte indifesi: perché minori, perché stranieri e perché inermi, forzati a vivere lontani dalla loro terra d’origine e separati dagli affetti familiari. Insieme agli immigrati cristiani presenti a Lamezia, ci ritroveremo domenica prossima per pregare per tutti i bambini vittime di gente senza scrupoli che sfruttano il dramma di milioni di persone costrette ad emigrare: minori sfruttati, minori oggetto di violenza fisica e morale, minori assoldati dalla criminalità organizzata.. Il Papa ci sollecita alla protezione, all’integrazione e a trovare soluzioni durature. E’ sempre più drammatica, specie qui in Calabria, la realtà dei migranti  minorenni che sbarcano sulle nostre coste e dopo la permanenza nei centri di accoglienza se ne perdono le tracce: diventano invisibili”. Come Ufficio Diocesano Migrantes, anche “qui – aggiunge la direttrice di Migrantes - a Lamezia, cerchiamo di fare il possibile per essere vicini ai più piccoli che giungono nella nostra città da altri Paesi, contrastando l’esclusione e l’emarginazione innanzitutto spingendoli ad andare a scuola e interloquendo con le famiglie. Come Chiesa di Lamezia vogliamo continuare a rispondere all’appello del Papa facendoci prossimi con gesti concreti di fraternità ai minori che giungono nel nostro territorio, alle loro famiglie e alle loro comunità per una piena inclusione e per costruire una città che sia famiglia per tutti”.
 
 
 
 
 

Foligno: dal 18 al 22 gennaio una delegazione di studenti rumeni in città

Foligno - Dal 18 al 22 gennaio una delegazione di studenti rumeni del Collegio Traian Lalescu di Resita (Romania) sarà in visita a Foligno accolti dai loro giovani colleghi dell’Istituto Tecnico Tecnologico Leonardo Da Vinci di Foligno e dell’Istituto Tecnico Economico Feliciano Scarpellini.
Questo scambio nasce – spiega don Luigi Filippucci, direttore Migrantes della diocesi di Foligno e responsabile del Progetto “Cittadini del Mondo” da un progetto multilaterale chiamato “Da EurHope a EurHome”, cioè da un’Europa come speranza a un’Europa come casa, nato dall’incontro a Loreto nel 2009, presso il Centro Giovanni Paolo II, di giovani di diverse confessioni cristiane (protestanti, cattolici, ortodossi, anglicani) provenienti dalla Romania, Italia, Inghilterra, Svezia, Danimarca, Croazia e che da alcuni anni ha incrociato il percorso del Progetto Cittadini del Mondo promosso dalla Diocesi di Foligno per condividere insieme le tematiche dell’accoglienza, dell’integrazione, del dialogo ecumenico ed interreligioso, della giustizia sociale, della cittadinanza europea, della pace.
Un progetto “Da EurHope a EurHome” che nasce con l’ambizione di coinvolgere giovani dei paesi partner ma anche i giovani provenienti da un contesto svantaggiato, con difficoltà sociali, economiche e geografiche, per abbattere i muri dell’egoismo, dell’odio, dell’indifferenza e promuovere il dialogo come architrave principale per costruire ponti relazionali diventando così ambasciatori dell’Europa dei popoli e delle culture.
Momento centrale ed istituzionale di questa visita sarà sabato 21 gennaio 2017 alle ore 10.30 presso la Sala consiliare del Comune di Foligno dove verrà siglato il patto d’amicizia tra la Città di Foligno rappresentata dal Sindaco Nando Mismetti e la Città di Resita (Romania) rappresentata dal Sindaco Ioan Poan. Saranno gli studenti stessi a chiedere ai primi cittadini delle due città di Resita e di Foligno di riconoscere il percorso di amicizia già in atto tra le scuole e di promuovere gesti concreti d’incontro e di conoscenza anche tra le due città di provenienza, estendendo a tutti i cittadini e le cittadine il beneficio di queste relazioni favorendo scambi culturali, educativi, sociali e di cooperazione.
Alla cerimonia saranno presenti Donatella Porzi Presidente dell’Assemblea Legislativa della Regione Umbria, Rita Barbetti Vicesindaco e Maura Franquillo, Assessore del Comune di Foligno, Don Luigi Filippucci. Responsabile del Progetto Cittadini del Mondo, Padre Nicolae Chiosa, Ispettore regionale per la religione (Romania), le dirigenti scolastiche Giovanna Carnevali e Rosa Smacchi.
 
 
 

GMM: le iniziative a Belluno

Belluno – “Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce”. Questo il tema dato dal Papa alla 103esima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato del prossimo 15 gennaio. La celebrazione diocesana sarà a Belluno, nella chiesa di santa Maria di Loreto, alle ore 11, con la Santa Messa presieduta dal Vescovo Mons. Renato Marangoni. I canti, la processione offertoriale, le preghiere dei fedeli saranno a cura delle comunità di immigrati che da qualche anno sono i nuovi Bellunesi. “Il fenomeno migratorio è innegabilmente una realtà complessa, difficile da gestire, ma noi avremmo torto a dimenticare che questo esodo, grazie a Dio, segna l’arrivo di una società nuova, in cui riconoscerci fratelli e sorelle, figli di uno stesso Padre. Non dobbiamo mai dimenticare che anche la provincia di Belluno è debitrice nei confronti delle migliaia di emigranti, che sono partiti all’estero da oltre un secolo e mezzo” ha scritto monsignor Umberto Antoniol, direttore dell'Ufficio diocesano Migrantes, nell'invito a partecipare alla celebrazione.
 

Il freddo non ferma i gommoni: 800 salvati

Milano - Anche in pieno inverno e col freddo non si ferma il flusso dei migranti. Sono circa 800 le persone salvate ieri, nel Mediterraneo, nel corso di sei diverse operazioni coordinate dalla Guardia costiera. I migranti si trovavano a bordo di sei gommoni, al largo della Libia. E proprio da questo Paese, lacerato dai conflitti e da una situazione economica deteriorata, arriva l’allarme.
Lo sforzo dell’Europa per fermare i continui arrivi, ma soprattutto gli scafisti e i morti in mare con l’addestramento della guardia costiera libica deve fare i conti con ciò che avviene lungo le coste del Paese. Sono oltre 180mila gli arrivi registrati nell’ultimo anno. E, con la chiusura della cosiddetta "rotta balcanica", il flusso dei migranti si è spostato lungo la rotta centrale del Mediterraneo, dalla Libia verso l’Italia. Calcolatrice alla mano, significa più o meno 500 partenze ogni giorno. «Con questi numeri faccio fatica a immaginare che nessuno se ne accorga, anche perché il luogo di partenza è sempre lo stesso» commenta Claudia Gazzini, analista esperta di Libia della ong International Crisis Group, confermando anche i retroscena e il ruolo della guardia costiera libica
raccontati nel recente reportage di Nancy Porsia pubblicato su Post Internazionale. «Che ci possano essere alcune unità di sicurezza coinvolte nel traffico di migranti si sapeva ed è cosa risaputa – prosegue Gazzini – anche se in realtà abbiamo sempre pensato a una loro complicità sulla terra ferma». La Libia è diventata terra di transito per migliaia di migranti, provenienti soprattutto dalle regioni subasahariane, che ogni giorno fuggono da guerre, fame e discriminazioni. Attraversano il Paese per raggiungere la costa e da lì imbarcarsi per l’Europa. Ma, secondo l’analista della ong che monitora i Paesi in conflitto, non sono pochi i miliziani libici addetti alla pubblica sicurezza che riescono a speculare sulla tratta dei migranti con il controllo, in particolare, dei centri di detenzione. Qui migliaia di persone vengono detenute in attesa di essere espulse. Ma spesso e volentieri la detenzione termina quando il migrante è riuscito a pagare il riscatto al proprio secondino che lo vende per pochi dinari a datori di lavoro- schiavisti. Storie che raccontano anche i migranti che sbarcano sulle nostre coste. «Questo si sa, – prosegue Gazzini – avviene lungo la costa nei dintorni di Tripoli e più a sud vicino al confine con il Niger, nella città di Sebha. Alcuni miliziani ci guadagnano con il cosiddetto catering, l’approvvigionamento cioè dei migranti. Ma è la prima volta che sento menzionare un capo della guardia costiera complice degli scafisti» ammette la ricercatrice. Nell’articolo si cita infatti Al-Bija - il capo della guardia costiera di Zawija - come "capo indiscusso del traffico dei migranti". «Naturalmente non stiamo parlando dei vertici della guardia costiera – prosegue Gazzini – ma solo di alcuni funzionari o capi di alcune zone. È però plausibile che questi accettino le mazzette per chiudere gli occhi sulle partenze dei gommoni e dei pescherecci stracarichi di migranti che prendono il largo alla volta dell’ Europa». Dall’inizio del conflitto e con l’instabilità politica, la situazione economica in Libia è degenerata. Intere famiglie che prima potevano permettersi l’agiatezza della classe media sono scivolate nella miseria. Manca il lavoro, e per recuperare quel poco risparmiato un’intera vita, si è costretti a fare code lunghe ore fuori dalle banche. E il business del traffico dei migranti può far comodo. Si sa, inoltre, che i trafficanti partono sempre dallo stesso punto e non si imbarcano da luoghi nascosti. «Sappiamo con certezza, ad esempio, che nell’ultimo anno Sabrata è diventato il centro di raccolta e smistamento delle partenze dei migranti. È naturale che alcuni funzionari siano "comprati" dai trafficanti – prosegue – perché la situazione economica in Libia continua a deteriorarsi». Non basta quindi "addestrare" gli uomini giusti - «quelli che vogliono veramente contrastare il traffico e non trarne profitto» - conclude l’analista della Ong, ma, per un vero cambiamento, suggerisce, «c’è bisogno di un miglioramento dell’insieme del quadro economico della Libia”. (Daniela Fassini – Avvenire)
 

Mons. Galantino: corridoi umanitari possibili grazie all’otto per mille della Chiesa Cattolica

Roma -  “Da quando c’è l’otto per mille, la Chiesa italiana, euro più euro meno, destina almeno tra gli 80 e i 155 milioni di euro all’anno per progetti in aiuto di quelle terre da dove provengono i nostri immigrati”. Con queste parole monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della CEI, ha commentato la firma del protocollo d’intesa siglato oggi al Viminale per l’apertura di un corridoio umanitario con l’Etiopia per i profughi provenienti da Eritrea e Somalia.
“La Chiesa italiana alle parole fa precedere e fa seguire i fatti”, ha spiegato il vescovo, esprimendo “gratitudine” nei confronti del governo e della Comunità di Sant’Egidio “perché insieme non dico che scriviamo una pagina nuova – si tratta di un’esperienza che è stata già fatta – ma di sicuro, con questa firma, diamo un impulso molto più ampio in tutti i sensi e a tutti i livelli perché si capisca che un fenomeno complesso come l’immigrazione non può essere lasciato in mano a coloro che semplificano”.
“Dove ci sono volti, problemi, ma anche attese e speranze – ha ammonito Galantino – non si può lasciare il tema dell’immigrazione in mano soltanto ad alcuni che tendono a sottolineare il drammatico che esiste”. “Dall’immigrazione vengono problemi, ma anche stimoli positivi”, ha sottolineato infatti il segretario generale della CEI, secondo il quale i corridoi umanitari “sono una risposta non diretta, ma direttissima, a coloro i quali dicono: ‘aiutiamoli dove stanno'”. L’impegno della Chiesa italiana sul versante dell’immigrazione, ha ricordato Galantino, “non è una novità di oggi: già prima dell’otto per mille c’erano i nostri missionari, e prima che si aprissero i corridoi umanitari già arrivavano gli immigrati, ad esempio negli ospedali, e venivano già aiutati”. Iniziative come quella di oggi, ha sottolineato Galantino, “sono rese possibili grazie all’otto per mille che la gente, grazie a Dio, continua a dare alla Chiesa italiana”.
In materia di immigrazione – ha poi aggiunto il Segretario generale della CEI -  “lavoriamo insieme con il governo e a fianco delle istituzioni”: “non vogliamo essere un’altra cosa rispetto alle istituzioni  ma metterci a fianco di esse e guardare nella stessa direzione: guardare le storie dei migranti e ipotizzare risposte concrete”.
“Far seguire i fatti alle parole”, per la Chiesa italiana, ha ribadito il segretario generale, significa “dire sì in maniera chiara ai corridoi umanitari, che permettono di strappare alla morte tantissime persone e di farle arrivare legalmente a destinazione”
 
 

GMM: le iniziative nella diocesi di Cremona

Cremona - A Cremona la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato viene celebrata domenica 15 gennaio alle ore 15 presso la chiesa dei Santi Nazaro e Celso in San Giuseppe al Cambonino, in piazza Aldo Moro 10. Dopo il saluto iniziale di don Anton Jicmon (responsabile dell’Ufficio
per la pastorale dei migranti (Migrantes) della Diocesi), la celebrazione sarà presieduta dal vescovo Mons. Antonio Napolioni e sarà animata dalla Corale San Michele con la partecipazione ai vari momenti liturgici delle comunità ghanese, francese, romena, inglese, ivoriana, nigeriana e ucraina. Dopo la messa è previsto un rinfresco allestito da tutte le comunità partecipanti. Oltre alla Messa presieduta dal vescovo l’Ufficio per la pastorale dei migranti organizza un’altra iniziativa legata alla ricorrenza: la conferenza – aperta a tutta la cittadinanza – in programma venerdì 20 gennaio alle ore 21 al Centro Pastorale diocesano (via S. Antonio del Fuoco 9/a) dove sarà affrontato il tema proposto dal Papa: interverranno Mons. Gian Carlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes e alcuni responsabili delle strutture che gestiscono i minori migranti a Cremona.
Secondo i dati pubblicati dall’Istat, al 1 gennaio 2015, nella provincia di Cremona erano 361.610 abitanti, di cui 41.166 cittadini stranieri di varie etnie. Nella diocesi di Cremona sono presenti tre gruppi di migranti cattolici: romeni, africani e ucraini. Il gruppo più numeroso è la comunità dei romeni romano-cattolici, circa 300 dispersi in tutta la diocesi, ma con un gruppo significativo a Cremona città (un centinaio di persone) che si ritrova tutte le domeniche per la celebrazione della Santa Messa nella chiesa di San Bassano. L’assistente spirituale è don Anton Jicmon.
Il secondo gruppo più numeroso di cattolici stranieri in diocesi è quello degli africani, diviso per paese d’origine e per lingua parlata. Gli africani francofoni, circa 150 persone tra città e dintorni, hanno un proprio coro e un gruppo di matrice carismatica che si raduna nella parrocchia del Cambonino. Per tutti, santa messa una volta al mese nella Parrocchia di San Marino, seguiti da don Alois Ntedika. Il gruppo di africani anglofoni si ritrova invece a Casalmaggiore ed è seguito da un sacerdote proveniente da Parma.
Infine, il gruppo degli ucraini di rito greco cattolico (una cinquantina di persone), costituito in gran parte da donne che lavorano come badanti. Questa comunità – che nella liturgia segue il rito orientale e che si ritrova nella cappella della Caritas due volte al mese – è assistita da un sacerdote della diocesi di Brescia. Ogni domenica il gruppo ha un momento di convivialità.
 

GMM: le iniziative nella diocesi di Messina

Messina - Domenica 15 gennaio, alle ore 18.00, nella parrocchia di “S. Nicolò all’Arcivescovado” (viale S. Martino, 89 - Messina), l’Arcivescovo di Messina-Lipari – Santa Lucia del Mela, Mons. Giovanni Accolla, presiederà la Celebrazione Eucaristica in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, coordinata dall’Ufficio diocesano Migrantes.
La Giornata ha come tema: “Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce”. Papa Francesco, nel suo Messaggio, parte da un’analisi del fenomeno migratorio in cui evidenzia che «non si tratta solo di persone in cerca di un lavoro dignitoso o di migliori condizioni di vita, ma anche di uomini e donne, anziani e bambini che sono costretti ad abbandonare le loro case con la speranza di salvarsi e di trovare altrove pace e sicurezza». A pagare i costi gravosi dell’emigrazione, «provocata quasi sempre dalla violenza, dalla miseria e dalle condizioni ambientali», a cui si associa «la globalizzazione nei suoi aspetti negativi», sono proprio i minori. È su di loro, in particolare quelli soli, che il Santo Padre vuole richiamare l’attenzione perché «tre volte indifesi»: in quanto minori, stranieri, inermi, quando «sono forzati a vivere lontani dalla loro terra d’origine e separati dagli affetti familiari». Da qui la sollecitazione a prendersi cura di loro.
Il nostro Paese – si legge in una nota della Migrantes diocesana a firma del direttore Santino Tornesi - approdo per tanti migranti forzati, ha visto nel 2016 raddoppiare il numero di arrivi di “minori stranieri non accompagnati” rispetto all’anno precedente: i dati ministeriali ne censiscono 25.772. “Purtroppo, quello che dobbiamo registrare è un sistema di accoglienza ancora inadeguato e che non tutela la vulnerabilità di questi ragazzi e, come evidenzia Papa Francesco, c’è il rischio che molti di loro finiscano «facilmente nei livelli più bassi del degrado umano, dove illegalità e violenza bruciano in una fiammata il futuro di troppi innocenti, mentre la rete dell’abuso dei minori è dura da spezzare».
La celebrazione diocesana della Giornata vorrà essere un momento di preghiera, riflessione e sensibilizzazione sul fenomeno delle migrazioni, per un rinnovato impegno sul versante dell’accoglienza e dell’integrazione.
 

CEI: al via i corridoi umanitari per 500 profughi

Roma - È stato firmato oggi al Viminale il Protocollo di intesa per l’apertura di nuovi corridori umanitari che permetteranno l’arrivo in Italia, nei prossimi mesi, di 500 profughi eritrei, somali e sud-sudanesi, fuggiti dai loro Paesi per i conflitti in corso.
A siglare il “protocollo tecnico” quattro soggetti: la Conferenza Episcopale Italiana (che agirà attraverso la Caritas Italiana e la Fondazione Migrantes) con il Segretario Generale, Mons. Nunzio Galantino, e la Comunità di Sant’Egidio con il suo Presidente, Marco Impagliazzo, come promotori; il Sottosegretario all’Interno Domenico Manzione e il Direttore delle politiche migratorie della Farnesina, Cristina Ravaglia, per lo Stato italiano. “Troppo spesso ci troviamo a piangere le vittime dei naufragi in mare, senza avere il coraggio poi di provare a cambiare le cose: questo Protocollo consentirà un ingresso legale e sicuro a donne, uomini e bambini che vivono da anni nei campi profughi etiopi  in condizioni di grande precarietà materiale ed esistenziale”, dichiara Mons. Galantino, che aggiunge: “La Chiesa Italiana si impegna nella realizzazione del progetto facendosene interamente carico – grazie ai fondi 8 per mille – senza quindi alcun onere per lo Stato italiano;  attraverso le diocesi accompagnerà un adeguato processo di integrazione ed inclusione nella società italiana”. Il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, commenta: “Questo accordo per nuovi corridoi umanitari, che siamo felici di realizzare con la CEI, risponde al desiderio di molti italiani di salvare vite umane dai viaggi della disperazione. Si tratta di un progetto che offre a chi fugge dalle guerre non solo la dovuta accoglienza ma anche un programma di integrazione. L’Europa, tentata dai muri come scorciatoia per risolvere i suoi problemi e troppe volte assente, guardi a questo modello di sinergia tra Stato e società civile replicabile anche in altri Paesi”. Secondo l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (UNHCR), l’Etiopia oggi è il Paese che accoglie il maggior numero di rifugiati in Africa, più di 670.000 persone: un afflusso di dimensioni tanto ampie è stato determinato da una pluralità di motivi, da ultimo la guerra civile in Sud Sudan scoppiata nel dicembre 2013.
 
 

GMM: comunicato congiunto dei vescovi tedeschi e francesi

Roma - “Papa Francesco attira la nostra attenzione sul destino dei bambini e degli adolescenti ‘che sono tre volte vulnerabili’, perché minorenni, perché stranieri e perché indifesi”. A scriverlo, in un messaggio congiunto i vescovi tedeschi e francesi in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato e firmato dall’arcivescovo Stefan Hesse di Amburgo, Presidente della commissione migrazione della Conferenza Episcopale Tedesca e Mons. Georges Colomb, vescovo di La Rochelle, responsabile per la pastorale dei migranti della Conferenza Episcopale Francese. Il Papa – ricordano – pone l’attenzione sui minori sfruttati sessualmente, come schiavi nel lavoro, per i traffici di droga e nella criminalità e in fuga dalle persecuzioni: davanti a questa continua violazione dei bambini e dei diritti umani, “il Santo Padre – si legge nel testo -  oppone un punto di vista etico chiaro poiché noi ‘Gesù Cristo – scrive il Papa – lo incontriamo nei più piccoli e vulnerabili’ e dobbiamo fare tutto quanto è in nostro potere per proteggere la loro dignità in modo speciale”. Scrivono i vescovi, riferisce l’agenzia Sir,  che “il numero particolarmente elevato in Europa di minori rifugiati non accompagnati ci presenta sfide immense, specialmente perché molti bambini e giovani non fanno una domanda di asilo, e il numero reale è quindi molto più alto rispetto a quanto indicato dai dati ufficiali”. Ricordando il lavoro delle Chiese nell’opera di accoglienza, Mons. Hesse e Mons. Colomb apprezzano “la buona collaborazione che si è sviluppata in molti settori tra Chiesa, società civile e ambiti statali”.
 

Migranti: già sei morti e dispersi

Milano - Sono già sei i migranti che hanno perso la vita nel 2017. Il macabro conteggio che riparte col nuovo anno (dopo quello orribile con oltre 5mila morti nel 2016) viene registrato da don Mosè Zerai, meglio conosciuto come l’Angelo dei migranti, fondatore e presidente dell’ong Habeshia per l’integrazione degli immigrati provenienti dal Corno d’Africa.
Oltre ai 5 annegati nel naufragio di un gommone a poche miglia al largo di Tripoli, lo scorso 4 gennaio, c’è anche un bimbo siriano di 7 anni, fra i primi morti dell’anno. «Il bambino malato – spiega il cappellano degli eritrei in Svizzera – è stato respinto da ben quattro ospedali ad Antalya, nel sud-est della Turchia». Ma le vittime in mare potrebbero essere molte di più. «La Guardia Costiera libica, oltre alle cinque salme, ha recuperato 65 naufraghi – aggiunge don Zerai – ma, tenendo conto che su ciascun battello vengono in genere costretti a salire dai trafficanti non meno di 100-110 migranti, c’è da temere che ci siano dai 30 ai 40 dispersi».
Sempre quel giorno, un’altra tragedia è stata scongiurata in tempo grazie al tempestivo intervento della nave Aquarius di Sos Mediterranee e Msf che è riuscita a salvare 145 donne e uomini su un altro gommone ormai semi-affondato. «Inclusi questi 145 naufraghi, nei primi sette giorni del 2017 sono arrivati in Italia quasi 600 profughi » prosegue il conteggio. I flussi dall’Africa verso l’Italia non si sono interrotti neanche con il sopraggiungere del maltempo. «Tutti contavano che l’inverno avrebbe fatto diminuire le partenze, ma non è stato così – conferma Yohan Mucherie, il coordinatore dell’equipe di ricerca di Sos Mediterranee:– L’anno è appena iniziato, siamo nel pieno dell’inverno e noi di Sos Mediterranee come altre Ong stiamo soccorrendo centinaia di persone lasciate alla deriva in mare, su battelli di fortuna, dopo essere fuggite da condizioni di vita inumane ». Nel Mediterraneo, anche col nuovo anno, continua la grave situazione d’emergenza. «È l’ennesimo grido d’allarme – conclude don Zerai – ma la risposta europea resta quella di chiudere gli occhi e alzare barriere». (D.Fas. - Avvenire)
 
 

GMM: domani incontro a Cerignola

Cerignola - La Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, giunta oramai alla 103a edizione, vivrà un momento di riflessione anche a Cerignola, giovedì 12 gennaio 2017, dalle ore 18 alle ore 20, nella Sala “Giovanni Paolo II” dell’Episcopio. La tavola è il risultato della collaborazione tra la Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano, l’Ufficio Diocesano per la Pastorale dei Migranti- Migrantes e la Camera Minorile di Capitanata. Sul tema “Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce” interverranno don Claudio Barboni (Migrantes), Vito Colangione (Direttore Associazione “San Giuseppe” Onlus), M. Emilia De Martiniis (Presidente Camera Minorile di Capitanata), Damato (Servizi Sociali di Foggia), Gerarda Carbone e alcuni educatori della Comunità di Accoglienza per minori stranieri “San Giuseppe” di Borgo Tressanti. L’incontro sarà moderato da Angela Loporchio dell’ufficio diocesano Migrantes. Le conclusioni saranno affidate a Mons. Luigi Renna, Vescovo di Cerignola-Ascoli.
 

GMM: incontro del centro Astalli con p. Sosa

Roma - Padre Arturo Sosa, superiore generale della Compagnia di Gesù, incontrerà rifugiati, volontari e amici del Centro Astalli in un evento pubblico da titolo “Giovani rifugiati: speranza per un futuro di pace”. Sarà l’occasione per il Centro Astalli, sede italiana del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati,  di celebrare la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato promossa dalla Chiesa Cattolica (15 gennaio).
L’incontro introdotto dai saluti di P. Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli, prevede un colloquio tra giovani rifugiati di diverse nazionalità arrivati in Italia minorenni solo o con le loro famiglie e il Padre Generale. Giovani rifugiati di diverse nazionalità formuleranno un messaggio di pace nella loro lingua di origine. P. Sosa reciterà la preghiera per i rifugiati, scritta per questa occasione.
“In un momento in cui i rifugiati nel mondo aumentano e con loro cresce il numero dei bambini che sono costretti a mettersi in viaggio da soli o con i loro genitori, l’Europa risponde con paure e incertezze che mettono a repentaglio il futuro delle nostre democrazie oltre che le vite di migliaia di migranti.  Mai come ora – dice p. Ripamonti  - ci pare urgente ribadire le nostre priorità: la tutela dei più vulnerabili, la difesa della dignità umana in qualunque circostanza, il rispetto del diritto d’asilo e all’accoglienza. Ci pare significativo che in questa occasione a farlo con il Centro Astalli vi sia il Superiore Generale dei gesuiti P. Arturo Sosa, una presenza che testimonia l’attenzione della Compagnia sul tema delle migrazioni. I minori rifugiati sono una sfida che ci interpella, che ci sprona a trovare nuovi modelli di inclusione e integrazione. I giovani rifugiati, se accolti e protetti - conclude - possono rappresentare un’occasione per ripensare le nostre società stanche e sempre più ripiegate su se stesse”.