Primo Piano
Migrantes: le scelte politiche europee non possono essere pagate solo da chi è costretto a fuggire dal proprio Paese
“Ero straniero: l’ umanità che fa bene”. Da ieri la raccolta firma
187 migranti salvati in mare
150° Azione Cattolica. CEI: “Rinnovare il vostro essenziale impegno laicale”
Tra gli scaffali
Nel mondo esiste una comunità di connazionali più vasta di quella residente nella Penisola, formatasi grazie ai grandi flussi migratori dell'Otto e Novecento, che conta circa ottanta milioni di persone e s'ingrossa ogni anno per il gran numero di giovani che si recano all'estero. Pur parlando molti solo lingue straniere e benché in essa si coltivi in genere un'identità italiana differente da quella della Penisola, se ne condividono comunque i valori fondanti e peculiari.
Questo volume di Aldo Aledda, dopo una ricostruzione storica della politica italiana e delle vicende che l'hanno accompagnata fin dall'Unità, cerca di dimostrare che le istituzioni pubbliche e la classe di governo si sono rapportate a questo mondo prevalentemente in termini di minimalismo politico e di massimalismo burocratico. Limitando la loro gestione alla mera quotidianità, non sono riuscite ad allungare lo sguardo alle potenzialità, soprattutto economiche e culturali, offerte da una comunità che, nel frattempo, è riuscita a organizzare in modo massiccio e capillare la propria presenza nel pianeta. Infine si domanda se un approccio politico che vada oltre l'armamentario del tradizionale stato-nazione e superi reciproche diffidenze e antichi risentimenti non possa essere capace di riavvicinare queste due sponde a tutto vantaggio di un sistema-Italia caratterizzato da una maggiore rilevanza politica e culturale sul piano internazionale.
Aldo Aledda, Gli italiani nel mondo e le istituzioni pubbliche. La politica italiana nei confronti dell’emigrazione e delle sue forme di volontariato all’estero, Franco Angeli
Il cacciatore di meduse
“Il cacciatore di meduse”, il commovente romanzo di Ruggero Pegna edito dalla casa editrice Falco, che racconta la storia attualissima di un piccolo migrante somalo sbarcato a Lampedusa e della sua compagnia di amici, miseri e immigrati di tutto il mondo, prosegue a commuovere lettori di ogni età e, in particolare, a essere introdotto in molte scuole italiane.
Dopo presentazioni e incontri in numerosi istituti scolastici per scelta di docenti e dirigenti scolastici, ora a inserirlo tra i tredici libri consigliati nel 2017, con particolare indicazione per il “Triennio della Scuola secondaria di secondo grado”, è la World Social Agenda della Fondazione Fontana di Padova che, per l’anno in corso, ha scelto come tema “Migrazioni e diritto al futuro”.
La Fondazione Fontana onlus opera dal 1998 per realizzare progetti di pace, cooperazione e solidarietà internazionale, ed educazione alla mondialità, sostenendo e partecipando a reti e forme di coordinamento tra diversi soggetti che lavorano nel campo della promozione umana. Per quanto riguarda l'ambito educativo, realizza percorsi nell’area dell’educazione allo sviluppo e della didattica applicata all’intercultura. La sua World Social Agenda è un percorso culturale di educazione, sensibilizzazione e informazione, che si svolge con cadenza annuale, su temi di carattere sociale e internazionale, coinvolgendo gruppi giovanili, educatori e il mondo istituzionale.
Ruggero Pegna, Il cacciatore di meduse, Falco editore
Rom e sinti: a Lanciano il ventennale della beatificazione di Zeffirino Jiménez Malla
La vita di Zeffirino – ha detto Giovanni Paolo II durante la celebrazione della beatificazione -”dimostra che Cristo è presente nei diversi popoli e razze e che tutti sono chiamati alla santità, che si raggiunge osservando i suoi comandamenti e rimanendo nel suo amore El Pelé fu generoso e accogliente con i poveri, pur essendo lui stesso povero, onesto nella sua attività, fedele al suo popolo e alla sua razza ‘gitana’, dotato di un'intelligenza naturale straordinaria e del dono del consiglio. Fu soprattutto un uomo di profonde credenze religiose”. Zeffirino – ha poi aggiunto il Papa, oggi Santo, “seppe seminare concordia e solidarietà fra i suoi, mediando anche nei conflitti che a volte nascono fra ‘payos’ e zingari, dimostrando che la carità di Cristo non conosce limiti di razza e di cultura”.
Nato a Benavent de Lurida, in Spagna, morì ucciso durante la Guerra civile degli anni 1936-1939 che stravolse il paese e portò con sé una forte persecuzione religiosa. Egli osò difendere un sacerdote e manifestare pubblicamente la propria fede. La sua morte venne considerata un atto eroico e subito si diffuse la fama della sua santità. (R.I.)
Papa Francesco: da oggi il viaggio in Egitto
Un viaggio “pastorale, interreligioso ed ecumenico”, come ha spiegato, presentando l’evento, il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke. L’Egitto conta 90milioni di persone con una forte maggioranza musulmana sunnita e una Chiesa cattolica con diversi riti: dal copto al latino, dall’armeno al rito maronita. E prima del viaggio, in un video, Papa Francesco ha parlato dell’Egitto come del “Paese che diede, più di duemila anni fa, rifugio e ospitalità alla Sacra Famiglia”. Un viaggio – ha detto – che vuole essere “un abbraccio di consolazione e di incoraggiamento a tutti i cristiani del Medio Oriente; un messaggio di amicizia e di stima a tutti gli abitanti dell’Egitto e della Regione; un messaggio di fraternità e di riconciliazione a tutti i figli di Abramo, particolarmente al mondo islamico, in cui l’Egitto occupa un posto di primo piano”.
La partenza questa mattina alle 10.45 da Roma-Fiumicino per atterrare al Cairo alle 14.00. Dopo l'accoglienza ufficiale all'aeroporto internazionale della capitale egiziana, la cerimonia di benvenuto nel Palazzo presidenziale a Heliopolis. Qui il Papa renderà la sua visita di cortesia al presidente della Repubblica, Abdal Fattah Al-Sisi. Successivamente visita ad Al-Azhar, la maggiore università dell'Islam sunnita, e al grande imam Ahmad Al-Tayyeb, partecipando anche alla Conferenza internazionale sulla Pace organizzata dal grande ateneo islamico: il discorso del Papa, che seguirà quello del grande imam, è previsto intorno alle 16.00. Alle 16.40 l'incontro con le autorità egiziane e l’incontro con il presidente Al-Sisi. Seguirà la visita al Patriarcato copto-ortodosso e l'incontro con il patriarca Tawadros II, insieme al quale il Papa si recherà nella vicina chiesa di San Pietro bersaglio, qualche mese fa, di un attentato rivendicato dall'Isis.
Domani mattina la Messa seguita dal pranzo con i Vescovi egiziani. Nel pomeriggio l’incontro di preghiera il clero, i religiosi e i seminaristi. Alle 17,00 la partenza per Roma. (Raffaele Iaria)
Movimento dei Focolari: “cambiare il cuore per cambiare il mondo”
Sono parole raccolte tra i giovani organizzatori del Meeting internazionale che tradizionalmente apre la Settimana Mondo Unito a livello mondiale, quest’anno a Loppiano, Firenze, il 29 e 30 aprile, con oltre 500 partecipanti provenienti da 30 paesi. Parole che poggiano sulle azioni di fraternità e di pace in atto quotidianamente in molti luoghi nel mondo.
Nata in seguito al Genfest 1995, la Settimana Mondo Unito ha contribuito negli anni a dare visibilità ad azioni che nascono da singoli e da gruppi. Una di queste è The Besom (La Ramazza), iniziata nel Regno Unito nel 1987 dal desiderio del giovane James Odgers di «contribuire a spazzare via il dolore e la sofferenza». Si legge nel suo sito: «Povertà, isolamento, abusi, malattia, ingiustizia, persone senza fissa dimora. Tutti vediamo l’acuirsi dell’iniquità intorno a noi e l’impatto devastante che questa ha nella vita delle persone. Molti di noi vorrebbero fare qualcosa, ma spesso non sanno “cosa”. The Besom esiste per aiutarti a fare la differenza nella vita degli altri». Oggi sono attive 30 Besoms in tutto il paese, grazie all’impegno e alla collaborazione di molti volontari (www.besom.com).
Dal 30 aprile al 7 maggio 2017, in collaborazione con gruppi, movimenti, associazioni e istituzioni, spesso con una partecipazione di carattere ecumenico e interreligioso, coinvolgendo anche autorità civili e religiose, i giovani dei Focolari animeranno iniziative ovunque sono presenti le comunità del Movimento. Tra queste il tradizionale appuntamento del 1º maggio a Loppiano, previsti oltre 3.000 giovani, che con l’evento “Pulse” (battito) sarà sinonimo di dialogo interreligioso e costruzione sociale attraverso l’impegno e la presenza di diversi imam e dei giovani delle Comunità islamiche d’Italia, come pure teatro di un segno visibile di accoglienza e integrazione attraverso un flash mob simbolo del viaggio di tutti i popoli migranti. Paradigmatica anche la giornata in programma a Santa Lucía Utatlán, città nel sudovest del Guatemala con una popolazione maggioritaria di ascendenza indigena, che radunerà un migliaio di partecipanti.
Il 7 maggio si svolgerà la staffetta mondiale Run4unity (www.run4unity.net), animata soprattutto dai ragazzi, che dalle ore 11 alle 12 in ogni fuso orario vedrà migliaia di partecipanti manifestare l’impegno a costruire la pace e a realizzare insieme azioni di solidarietà. Principale norma di ogni attività è la cosiddetta “Regola d’oro”, che invita a “fare agli altri ciò che vorreste fosse fatto a te”. I primi della staffetta a partire saranno i ragazzi dell’Oceania che a Perth correranno insieme alle famiglie di rifugiati di Siria e Iraq con le quali fanno già molte attività. A Mexicali, Messico, e a Calexico, USA, città divise dal muro che nella zona delimita il confine tra i due paesi, «i giovani stanchi di sentire parole di razzismo e disunione tra due paesi molto diversi ma dove al confine viviamo bene gli uni con gli altri, correremo insieme in due gruppi per circa due chilometri lungo il muro che divide questi due paesi, per dire che pur divisi da un muro siamo insieme per un mondo unito».
La presente edizione della Settimana Mondo Unito sarà anche occasione per il lancio del logo del prossimo Genfest, l’incontro mondiale dei giovani promosso dai Focolari questa volta a Manila, nelle Filippine, nel luglio 2018. Esso vedrà in primo piano i giovani del continente asiatico ad appena tre mesi dal Sinodo dei vescovi al quale papa Francesco chiama i giovani, tutti i giovani, a prendere la parola, perché «ogni giovane ha qualcosa da dire agli altri… Tutti abbiamo bisogno di sentire voi!». Un invito che interpella anche i giovani dei Focolari che lo considerano «occasione di speranza e fiducia per costruire una relazione nuova e trasparente tra la chiesa e i giovani, allo stesso tempo che ci incoraggia a dare il nostro contributo».
Ac: l’esperienza di Lampedusa al Papa
Città del Vaticano - Contemporaneamente ai lavori dell’Assemblea Nazionale dell’Azione Cattolica, si sta tenendo il secondo Congresso Internazionale del FIAC (Forum Internazionale di Azione Cattolica): una piattaforma che, su scala globale permette l’incontro e la condivisione tra esperienze di vita associativa di tutto il mondo. Oggi, 27 aprile, nell’Aula del Sinodo, nel corso del Forum Internazionale di Azione Cattolica sono state presentate al Papa alcune esperienza di AC e di Chiesa in uscita missionaria, comunità dove la cura e la custodia secondo il Vangelo assume volti e storie concrete: Malta, la Palestina, la Repubblica del Centrafrica e Lampedusa. A ciascuna delle realtà associative è stato chiesto di portare a papa Francesco un dono simbolico. Il parroco di Lampedusa don Carmelo La Magra, accompagnato da Salvatore Scibetta presidente Diocesano di AC, ha consegnato il Nuovo Testamento e i Salmi in lingua inglese. Il prezioso testo era stato ritrovato su uno dei barconi degli anni scorsi ed era stato sinora conservato dal Collettivo Askavusa di Lampedusa che cura la memoria dei migranti e dei morti in mare con particolare laica venerazione e impegno di azione sociale alternativa. Il papa nell’accogliere il dono lo ha accostato alla bocca, trattenendosi per più di qualche istante in questo atteggiamento. Alle immagini televisive è sembrato una comunicazione e assimilazione profonda e vicendevole fra il testo del vangelo, carico della vita e delle morte dei migranti, e il papa. Don Carmelo attesta che il papa ha nuovamente pianto. Anche Don Carmelo ha pianto e non ha osato interrompere. “Una sola delle pagine del Nuovo Testamento e dei Salmi donato al papa portava un segno”, prosegue don Carmelo. “Era quella del salmo 55 che riporta la preghiera del Giusto perseguitato e oppresso”. Con il testo biblico è stato consegnato al papa un appello del Forum Lampedusa Solidale, dove si chiede l’istituzione di un visto umanitario globale per chi si trova oggi in Libia. (Mimmo Zambito – L’Amico del Popolo)
Cesena: conclusa la mostra “Migranti, la sfida dell’incontro”
Circo: manifestazione il 2 maggio a Roma
Papa Francesco bacia Vangelo trovato su un barcone a Lampedusa
Città del vaticano - Papa Francesco oggi, prima di incontrare i partecipanti al Forum Internazionale dell’Azione Cattolica ha baciato un Vangelo lasciato su un barcone da un migrante affogato nel viaggio verso Lampedusa. Il coordinatore del Forum, Emilio Inzaurraga, prima dell’inconntro ha presentato al Pontefice alcune persone: tra queste alcuni rappresentanti dell’Azione cattolica di Lampedusa, Salvatore Scibetta e l’assistente don Carmelo La Magra, in prima linea nell’accoglienza dei migranti.
"I migranti che, su gommoni o barconi, raggiungevano le coste lampedusane negli anni scorsi, o quelli che, attualmente, vengono salvati in mare dalle organizzazioni umanitarie e dalla marina italiana riescono a portare con sé pochissimi effetti personali e per questo motivo sono obbligati a scegliere tra i più preziosi: foto di persone care, oggetti o testi sacri”, ha detto Inzaurraga: “ciò che da Lampedusa viene donato al Santo Padre è una copia del ’Nuovo Testamento e Salmi’ in inglese, trovata sul fondo di un barcone. Non siamo a conoscenza della sorte della persona che custodiva questo testo, sappiamo soltanto che una delle pagine, maltrattate dal viaggio, è piegata con molta cura sul Salmo 55 che così comincia: Porgi l’orecchio, Dio, alla mia preghiera, non nasconderti di fronte alla mia supplica. Dammi ascolto e rispondimi; mi agito ansioso e sono sconvolto dalle grida del nemico, dall’oppressione del malvagio. Mi rovesciano addosso cattiveria e con ira mi aggrediscono. Queste parole descrivono perfettamente i sentimenti e le preghiere dei migranti che da noi arrivano e che quotidianamente incontriamo".
Belgio: il perdono dei vescovi belgi per i figli “meticci” strappati alle madri durante la colonizzazione in Africa
La storia – si legge nella Dichiarazione – riguarda molti bambini meticci nati da madre congolese, ruandese e del Burundi e da un padre bianco allora presente in uno di questi Paesi. È una storia che “fa parte delle pagine più oscure della colonizzazione belga in Africa”: denominati in senso peggiorativo “mulatti”, questi bambini furono considerati dalle autorità coloniali, civili e purtroppo anche ecclesiastiche, come “un vero problema”, frutto cioè di relazioni che “non avrebbero dovuto aver luogo”. “Molti furono pertanto strappati alle loro madri e messi in orfanotrofi o in collegi, spesso gestiti da suore o da religiosi belgi, lontani dalla famiglia, dai loro fratelli e dalle loro radici africane”. “Fu per molti – scrivono oggi i vescovi – l’inizio di una rottura dolorosa e di una lunga ricerca. Molti non hanno mai conosciuto il padre e/o la madre; molte di queste madri non hanno mai visto il loro bambino. Dal 1959, alcuni sono stati inviati in Belgio e presi in carico da case o famiglie adottive. Per molto tempo non hanno potuto godere pienamente dei loro diritti civili e molti si sono ritrovati ai margini della società belga”. Questo allontanamento forzato dalle proprie radici ha provocato in molti di loro un senso di alienazione non potendo conoscere la loro origine e la loro vera identità.
La Chiesa chiede, dunque, perdono e assicura tutta la sua piena disponibilità ad aprire i suoi archivi dove possono essere contenuti informazioni e documenti personali, contribuendo così per quanto possibile alla ricerca di questi figli meticci (e dei loro discendenti) della loro origine. I vescovi chiedono anche a tutti coloro che possono disporre di documenti storici d’archivio di mettere a disposizione tutte le informazioni così da facilitare la ricerca. L’appello si rivolge in particolare all’Œuvre nationale de l’Enfance, direction de l’Adoption – Autorité centrale Communautaire (ACC) (per i francofoni) e a Kind en Gezin (per i fiammighi).
La Dichiarazione si conclude con un appello al governo federale per una soluzione al problema dei meticci e dei loro discendenti in Belgio: “Tutti i cittadini, a prescindere dalla loro origine e cultura sono uguali per dignità e hanno gli stessi diritti e obblighi. La Chiesa cattolica sostiene la richiesta legittima dei meticci e dei loro discendenti di vedere questo principio fondamentale pienamente applicato”. (Sir)
Card. Montenegro: salvare vite umane è un dovere di tutti
Questo “perché l’immigrazione è fastidiosa soprattutto per chi regge la sua vita sul numero degli elettori, per cui bisogna tentare il più possibile da parte di chi si trova in certi posti di acquistare più simpatia e avere più voti”. Riguardo alle accuse alle Ong “non si può sparare nel mucchio e dir tutto”, accusa il cardinale, osservando che “se io dovessi dire che ‘tutti i politici sono disonesti’ qualcuno alzerebbe il dito per dire ‘come fai a dire che anch’io lo sono’”. “Non bisogna dire che tutte le Ong approfittano della situazione per arricchirsi. Se ce n’è qualcuna – conclude – si fanno le debite indagine e ricerche, e chi sfrutta questa situazione sarà penalizzato”.
UE: nel 2016 oltre 700mila permessi di protezione internazionale
Migrantes: domani la presentazione a Bari del Rapporto “Italiani nel Mondo”
I lavori, introdotti e moderati da Annamaria Ferretti, Giornalista e Direttore di “ILikePuglia”, daranno aperti da don Gianni De Robertis, Direttore dell'Ufficio Migrantes Puglia. Interverranno Delfina Licata, curatrice del Rapporto; Giovanna Genchi, Dirigente della Sezione Internazionalizzazione-Pugliesi nel Mondo della Regione Puglia; Roberta Pace, Professore associato di Demografia presso l'Università di Bari; Nadia Mignolli, Primo ricercatore Istat, Silvia Bruzzone, Primo ricercatore Istat.
Al termine degli interventi sono previste tre testimonianze di altrettanti studenti dell'ateneo barese che hanno intrapreso percorsi di studio all'estero.