Primo Piano

Coldiretti/FOCSIV: un sms contro gli scafisti

Roma - Promuovere l'agricoltura familiare come risposta alle migrazioni in un mondo in cui oltre il 70% di quanti sono vittime della fame sono agricoltori, soprattutto piccoli produttori nel Sud del mondo, minacciati dalla distorsione nei sistemi di produzione e distribuzione degli alimenti che favorisce l’accaparramento delle terre e provoca la fuga dalle campagne verso i Paesi più ricchi dove spesso li attendono la sofferenza, l’emarginazione e il rischio dello sfruttamento. E’ quanto afferma la Coldiretti che insieme alla FOCSIV - Volontari nel mondo offre la possibilità di intervenire attivamente per garantire il diritto al cibo e la dignità di chi lavora la terra con un SMS solidale da cellulare con una telefonata da rete fissa di casa al 45529 fino all’ 8 maggio. Contadini italiani e del resto del mondo insieme ai consumatori consapevoli uniti per difendere chi lavora la terra, contro il suo abbandono, per sostenere le piccole comunità rurali, richiedere politiche adeguate, promuovere il valore dell'agricoltura familiare come risposta alla crisi globale, ai cambiamenti climatici, alle migrazioni. Fino all’ 8 maggio con un SMS da cellulare personale o con una telefonata da rete fissa al 45529 (*), si potrà sostenere un unico grande progetto in Italia e nel mondo. I 41 interventi dei Soci FOCSIV di agricoltura familiare nel mondo favoriranno 119.543 famiglie di contadini. Il Villaggio solidale nell'area di Rosarno in Calabria, realizzato insieme a Coldiretti, darà ospitalità agli immigrati sottraendoli allo sfruttamento del caporalato, garantendo loro un regolare contratto di lavoro per la raccolta stagionale. La Campagna "Abbiamo riso per una cosa seria" vede il 6 e 7 maggio in 1000 piazze, parrocchie e mercati di Campagna Amica oltre 4000 volontari offrire pacchi di riso 100% italiano della FdAI - Filiera degli Agricoltori Italiani, per una donazione minima di 5,00 Euro, a sostegno degli obiettivi.
 

Migrantes: le scelte politiche europee non possono essere pagate solo da chi è costretto a fuggire dal proprio Paese

Roma - La situazione drammatica e instabile della Libia l'ha creata l'Europa e le incaute scelte europee  non possono  essere pagate solo da coloro che oggi  sono costretti a mettersi in mare e arrivano da noi, cioè i migranti. A dirlo è il Direttore generale della Fondazione Migrantes, Mons. Gian Carlo Perego, che questa mattina ha partecipato alla trasmissione “CoffeeBreak” su La 7. “Sempre e in ogni occasione è giusto che la Procura e la Magistratura sia vigile e assuma conoscenze sulla situazione  attuale nel Mediterraneo, perché i migranti non siano doppiamente vittime”, ha detto Mons. Perego: però, il fuoco politico “indistintamente sulle nove ONG che operano nel Mediterraneo per salvare le vite umane – difronte alle morti che sono passate a oltre 5 mila  nel 2016 rispetto alle 3 mila del 2015 – con risorse  di fondazioni bancarie e di privati, della società civile è stato un atto, lo ripeto, ipocrita e vergognoso. Sono troppi coloro che  stiamo accogliendo? 175.000 persone  se accolte in maniera diffusa negli ottomila comuni italiani, valorizzando percorsi personali di accompagnamento e di integrazione, utilizzando le risorse disponibili per un servizio nuovo e per figure – educatori, mediatori etc. – che possono  essere utili per creare  e favorire dialogo e inserimento sociale sul territorio credo sia un atto intelligente e di responsabilità. Tanto più in un Paese che sta morendo,- nel 2016 150.000 morti in più rispetto alle nascite – e che può trovare un suo futuro in percorsi di ‘meticciato’ – come più volte ha detto il card. Scola – come è sempre avvenuto nella storia italiana, questa volta in maniera pacifica. E’ chiaro – conclude -  che anche nell’accoglienza  diffusa dei migranti l’Europa deve  finalmente svegliarsi dal sonno e  promuoverla in tutti i e 27 paesi europei”.
 

“Ero straniero: l’ umanità che fa bene”. Da ieri la raccolta firma

Roma – Ha preso avvio ieri, lunedì 1 maggio, la raccolta firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare della campagna "Ero straniero: l' umanità che fa bene", per cambiare le politiche sull' immigrazione superando la legge Bossi-Fini. Una data, quella della Festa del Lavoro, dal significato fortemente simbolico per l' iniziativa "che punta a un nuovo modello di integrazione e inclusione dei migranti, come attori importanti nel tessuto sociale ed economico del nostro Paese". La campagna è promossa da Fondazione Casa della carità "Angelo Abriani", Acli, Arci, Asgi, Centro Astalli, Cnca, A Buon Diritto, Radicali italiani, Cild, con il sostegno di numerose organizzazioni impegnate sul fronte dell' immigrazione, tra cui Caritas Italiana, Fondazione Migrantes e Sant' Egidio, e il supporto di un' ampia rete che conta già 100 sindaci. La raccolta firme si è aperta a Roma, dove i promotori hanno allestito i banchetti nei pressi del concerto di piazza San Giovanni. La proposta prevede, in sintesi, l' introduzione di canali diversificati di ingresso per lavoro, forme di regolarizzazione su base individuale degli stranieri già radicati nel territorio, misure per l' inclusione sociale e lavorativa di richiedenti asilo e rifugiati, l' effettiva partecipazione alla vita democratica col voto amministrativo e l' abolizione del reato di clandestinità. Sono 50mila le firme di cittadini italiani da raccogliere in sei mesi per sottoporre la legge all' attenzione del Parlamento.
 
 

187 migranti salvati in mare

Milano - Mentre si consuma la polemica politica, non si fermano gli arrivi. E, ancora una volta, a trarre in salvo migranti disperati dalle onde del mare, sono proprio le Ong su cui sono puntati i fari delle 'ipotesi' d’accusa. Altri 187 migranti sono sbarcati ieri  mattina a Pozzallo, in Sicilia, dalla nave di Sos Mediterranee e Medici senza frontiere. Sono tutti stati soccorsi venerdì 28 aprile nel Mediterraneo centrale, nel corso di 3 operazioni - due salvataggi e un trasbordo in seguito a un salvataggio operato dalla nave Iuventa della Ong Jugend Rettet - tutte coordinate dal Mrcc (Maritime Rescue Coordination Centre - Centro di coordinamento del soccorso marittimo) di Roma. E proprio in riferimento alle indagini in corso presso la Procura di Catania, due Ong tedesche (Sea Watch e Jugend Rettet) hanno scritto una lettera al direttore generale di Frontex, Fabrice Leggeri, chiedendo un incontro a Berlino il 12 maggio per chiarire le accuse e identificare modalità per 'migliorare le operazioni di salvataggio'. «Muovere pubbliche accuse contro le organizzazioni u- manitarie senza neppure averle contattate è uno scandalo per un rappresentante della magistratura » commenta Axel Grafmanns, direttore di Sea-Watch, una delle quattro Ong tedesche impegnate in operazioni di salvataggio nel Mediterraneo. Ma non è solo la Procura di Catania ad indagare. Anche la Commissione Difesa del Senato, che ha aperto una commissione d’inchiesta, concluderà in settimana, le audizioni. Martedì toccherà alla Ong Medici senza frontiere, mentre giovedì a Moas. Andranno in commissione anche il rappresentante di Mare Sicuro, il capo della Guardia Costiera, il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro e quello di Siracusa Francesco Paolo Giordano. Intanto, i dati relativi agli sbarchi sulle coste italiane registrati dal ministero dell’Interno confermano che l’Italia è la principale meta dei flussi migratori verso l’Europa. Ma la rotta del Mediterraneo centrale (quella utilizzata per raggiungere l’Europa dalla Libia all’Italia) è anche la più pericolosa: sono già 1.089 i migranti morti in questi primi quattro mesi del 2017. Nello stesso perido (1 gennaio-23 aprile 2017), un totale di 43.204 migranti e rifugiati sono entrati via mare in Europa, l’80% dei quali in Italia (36.851) ed il resto in Spagna e in Grecia. A preoccupare è soprattutto il numero dei minori stranieri non accompagnati. Molto facilmente si perdono le loro tracce: vengono risucchiati dalle città, avvicinati da mafie o dispersi nelle campagne. Negli ultimi anni il loro numero è raddoppiato: nel 2015 sono stai 12.360, nel 2016 25.846. Molto facilmente si perdono le loro tracce: vengono risucchiati dalle città, avvicinati da mafie o dispersi nelle campagne. Negli ultimi anni il loro numero è raddoppiato: nel 2015 sono stati 12.360, nel 2016 25.846. (D.Fas.)
 

150° Azione Cattolica. CEI: “Rinnovare il vostro essenziale impegno laicale”

Roma -  La celebrazione del 150° anniversario dell'Azione Cattolica sia "occasione preziosa per rinnovare il vostro essenziale impegno laicale al servizio della Chiesa e del mondo". Lo scrive la presidenza della CEI in un messaggio all'associazione, diffuso oggi dal Sir a poche ore dall'apertura della 16ª Assemblea nazionale dell'associazione, nel corso della quale domenica 30 maggio l'AC festeggerà la ricorrenza in piazza San Pietro, con Papa Francesco. Un traguardo , scrive la presidenza CEI, che costituisce "l'occasione perché la Chiesa italiana possa dirvi il suo grazie per la vostra presenza". "Grazie - prosegue il testo - per la vostra fedeltà alla Chiesa anche quando vi ha chiesto la fatica di ripensare lo stile di tale presenza, la vostra struttura organizzativa, i vostri linguaggi"; "grazie per il vostro impegno a tradurre a livello popolare le scelte maturate dall’episcopato per l’attuazione delle indicazioni conciliari nella catechesi, nella liturgia e nella testimonianza della carità, come anche nella proposta di un modello di Chiesa caratterizzato dalla comunione e dallo slancio missionario"; "grazie per aver concretizzato tutto questo nella 'scelta religiosa', intesa come formazione di laici capaci di esporsi sulle frontiere più avanzate del sociale e del politico per testimoniare i valori cristiani"; "grazie per l’impegno a essere 'scuola di santità'” con "tante figure di santità laicale" – alcune "riconosciute dalla Chiesa", tantissime altre "sconosciute ai più, ma conosciute da Dio" - che "sono da un lato la 'traccia' della vostra presenza e dall’altro il 'tesoro' a cui far continuamente riferimento per un rinnovato impegno".
 
 

Tra gli scaffali

a cura di Raffaele Iaria Le istituzioni pubbliche e gli italiani nel mondo

Nel mondo esiste una comunità di connazionali più vasta di quella residente nella Penisola, formatasi grazie ai grandi flussi migratori dell'Otto e Novecento, che conta circa ottanta milioni di persone e s'ingrossa ogni anno per il gran numero di giovani che si recano all'estero. Pur parlando molti solo lingue straniere e benché in essa si coltivi in genere un'identità italiana differente da quella della Penisola, se ne condividono comunque i valori fondanti e peculiari.
Questo volume di Aldo Aledda, dopo una ricostruzione storica della politica italiana e delle vicende che l'hanno accompagnata fin dall'Unità, cerca di dimostrare che le istituzioni pubbliche e la classe di governo si sono rapportate a questo mondo prevalentemente in termini di minimalismo politico e di massimalismo burocratico. Limitando la loro gestione alla mera quotidianità, non sono riuscite ad allungare lo sguardo alle potenzialità, soprattutto economiche e culturali, offerte da una comunità che, nel frattempo, è riuscita a organizzare in modo massiccio e capillare la propria presenza nel pianeta. Infine si domanda se un approccio politico che vada oltre l'armamentario del tradizionale stato-nazione e superi reciproche diffidenze e antichi risentimenti non possa essere capace di riavvicinare queste due sponde a tutto vantaggio di un sistema-Italia caratterizzato da una maggiore rilevanza politica e culturale sul piano internazionale.
Aldo Aledda, Gli italiani nel mondo e le istituzioni pubbliche. La politica italiana nei confronti dell’emigrazione e delle sue forme di  volontariato all’estero, Franco Angeli
 
Il cacciatore di meduse
 
“Il cacciatore di meduse”, il commovente romanzo di Ruggero Pegna edito dalla casa editrice Falco, che racconta la storia attualissima di un piccolo migrante somalo sbarcato a Lampedusa e della sua compagnia di amici, miseri e immigrati di tutto il mondo, prosegue a commuovere lettori di ogni età e, in particolare, a essere introdotto in molte scuole italiane.
Dopo presentazioni e incontri in numerosi istituti scolastici per scelta di docenti e dirigenti scolastici, ora a inserirlo tra i tredici libri consigliati nel 2017, con particolare indicazione per il “Triennio della Scuola secondaria di secondo grado”, è la World Social Agenda della Fondazione Fontana di Padova che, per l’anno in corso, ha scelto come tema “Migrazioni e diritto al futuro”.
La Fondazione Fontana onlus opera dal 1998 per realizzare progetti di pace, cooperazione e solidarietà internazionale, ed educazione alla mondialità, sostenendo e partecipando a reti e forme di coordinamento tra diversi soggetti che lavorano nel campo della promozione umana. Per quanto riguarda l'ambito educativo, realizza percorsi nell’area dell’educazione allo sviluppo e della didattica applicata all’intercultura. La sua World Social Agenda è un percorso culturale di educazione, sensibilizzazione e informazione, che si svolge con cadenza annuale, su temi di carattere sociale e internazionale, coinvolgendo gruppi giovanili, educatori e il mondo istituzionale.
 
Ruggero Pegna, Il cacciatore di meduse, Falco editore
 

Rom e sinti: a Lanciano il ventennale della beatificazione di Zeffirino Jiménez Malla

Lanciano - Papa Giovanni Paolo II il 4 maggio del 1997 proclamava beato Zeffirino Jimenez Malla, primo beato di origine rom della storia della Chiesa. Molte in tutto il mondo le celebrazioni. A Lanciano (Ch) una celebrazione nella parrocchia di  San Antonio e alcuni momenti commemorativi. All’iniziativa parteciperanno, tra gli altri, esponenti del mondo rom e del mondo religioso e don Mario Riboldi, da anni  impegnato nella pastorale con i rom e sinti.
La vita di Zeffirino – ha detto Giovanni Paolo II durante la celebrazione della beatificazione -”dimostra che Cristo è presente nei diversi popoli e razze e che tutti sono chiamati alla santità, che si raggiunge osservando i suoi comandamenti e rimanendo nel suo amore El Pelé fu generoso e accogliente con i poveri, pur essendo lui stesso povero, onesto nella sua attività, fedele al suo popolo e alla sua razza ‘gitana’, dotato di un'intelligenza naturale straordinaria e del dono del consiglio. Fu soprattutto un uomo di profonde credenze religiose”. Zeffirino – ha poi aggiunto il Papa, oggi Santo, “seppe seminare concordia e solidarietà fra i suoi, mediando anche nei conflitti che a volte nascono fra ‘payos’ e zingari, dimostrando che la carità di Cristo non conosce limiti di razza e di cultura”.
Nato a Benavent de Lurida, in Spagna, morì ucciso durante la Guerra civile degli anni 1936-1939 che stravolse il paese e portò con sé una forte persecuzione religiosa. Egli  osò difendere un sacerdote e manifestare pubblicamente la propria fede. La sua morte venne considerata un atto eroico e subito si diffuse la fama della sua santità. (R.I.)
 

Papa Francesco: da oggi il viaggio in Egitto

Città del Vaticano - “Pellegrino in un Egitto di pace”. Così Papa Francesco parla del suo viaggio in terra egiziana che inizierà questa mattina. Ieri sera si è recato nella Basilica di Santa Maria Maggiore per pregare davanti alla Salus Populi Romani prima del viaggio, il 18mo del suo pontificato. Il pontefice, nella breve visita che si concluderà domani, sarà accompagnato anche dal Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I.
Un viaggio “pastorale, interreligioso ed ecumenico”, come ha spiegato, presentando l’evento, il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke. L’Egitto conta 90milioni di persone con una forte maggioranza musulmana sunnita e una Chiesa cattolica con diversi riti: dal copto al latino, dall’armeno al rito maronita. E prima del viaggio, in un video, Papa Francesco ha parlato dell’Egitto come del “Paese che diede, più di duemila anni fa, rifugio e ospitalità alla Sacra Famiglia”. Un viaggio – ha detto – che vuole essere “un abbraccio di consolazione e di incoraggiamento a tutti i cristiani del Medio Oriente; un messaggio di amicizia e di stima a tutti gli abitanti dell’Egitto e della Regione; un messaggio di fraternità e di riconciliazione a tutti i figli di Abramo, particolarmente al mondo islamico, in cui l’Egitto occupa un posto di primo piano”.
La partenza questa mattina alle 10.45 da Roma-Fiumicino per atterrare al Cairo alle 14.00. Dopo l'accoglienza ufficiale all'aeroporto internazionale della capitale egiziana, la cerimonia di benvenuto nel Palazzo presidenziale a Heliopolis. Qui il Papa renderà la sua visita di cortesia al presidente della Repubblica, Abdal Fattah Al-Sisi. Successivamente visita ad Al-Azhar, la maggiore università dell'Islam sunnita, e al grande imam Ahmad Al-Tayyeb, partecipando anche alla Conferenza internazionale sulla Pace organizzata dal grande ateneo islamico: il discorso del Papa, che seguirà quello del grande imam, è previsto intorno alle 16.00. Alle 16.40 l'incontro con le autorità egiziane e l’incontro con il presidente Al-Sisi. Seguirà la visita al Patriarcato copto-ortodosso e l'incontro con il patriarca Tawadros II, insieme al quale il Papa si recherà nella vicina chiesa di San Pietro bersaglio, qualche mese fa, di un attentato rivendicato dall'Isis.
Domani mattina la Messa seguita dal pranzo con i Vescovi egiziani. Nel pomeriggio l’incontro di preghiera il clero, i religiosi e i seminaristi. Alle 17,00 la partenza per Roma. (Raffaele Iaria)
 

Movimento dei Focolari: “cambiare il cuore per cambiare il mondo”

Roma - «Il tema di fondo della Settimana Mondo Unito 2017 è la pace. Parliamo della pace interiore, della pace globale, della pace locale. Vogliamo mostrare che la pace genera cambiamento personale e sociale; produce un’economia che pone al centro la persona e una politica che è servizio ai singoli e alle comunità; è motore di processi di integrazione e rinnovamento».
Sono parole raccolte tra i giovani organizzatori del Meeting internazionale che tradizionalmente apre la Settimana Mondo Unito a livello mondiale, quest’anno a Loppiano, Firenze, il 29 e 30 aprile, con oltre 500 partecipanti provenienti da 30 paesi. Parole che poggiano sulle azioni di fraternità e di pace in atto quotidianamente in molti luoghi nel mondo.
Nata in seguito al Genfest 1995, la Settimana Mondo Unito ha contribuito negli anni a dare visibilità ad azioni che nascono da singoli e da gruppi. Una di queste è The Besom (La Ramazza), iniziata nel Regno Unito nel 1987 dal desiderio del giovane James Odgers di «contribuire a spazzare via il dolore e la sofferenza». Si legge nel suo sito: «Povertà, isolamento, abusi, malattia, ingiustizia, persone senza fissa dimora. Tutti vediamo l’acuirsi dell’iniquità intorno a noi e l’impatto devastante che questa ha nella vita delle persone. Molti di noi vorrebbero fare qualcosa, ma spesso non sanno “cosa”. The Besom esiste per aiutarti a fare la differenza nella vita degli altri». Oggi sono attive 30 Besoms in tutto il paese, grazie all’impegno e alla collaborazione di molti volontari (www.besom.com).
Dal 30 aprile al 7 maggio 2017, in collaborazione con gruppi, movimenti, associazioni e istituzioni, spesso con una partecipazione di carattere ecumenico e interreligioso, coinvolgendo anche autorità civili e religiose, i giovani dei Focolari animeranno iniziative ovunque sono presenti le comunità del Movimento. Tra queste il tradizionale appuntamento del 1º maggio a Loppiano, previsti oltre 3.000 giovani, che con l’evento “Pulse” (battito) sarà sinonimo di dialogo interreligioso e costruzione sociale attraverso l’impegno e la presenza di diversi imam e dei giovani delle Comunità islamiche d’Italia, come pure teatro di un segno visibile di accoglienza e integrazione attraverso un flash mob simbolo del viaggio di tutti i popoli migranti. Paradigmatica anche la giornata in programma a Santa Lucía Utatlán, città nel sudovest del Guatemala con una popolazione maggioritaria di ascendenza indigena, che radunerà un migliaio di partecipanti.
Il 7 maggio si svolgerà la staffetta mondiale Run4unity (www.run4unity.net), animata soprattutto dai ragazzi, che dalle ore 11 alle 12 in ogni fuso orario vedrà migliaia di partecipanti manifestare l’impegno a costruire la pace e a realizzare insieme azioni di solidarietà. Principale norma di ogni attività è la cosiddetta “Regola d’oro”, che invita a “fare agli altri ciò che vorreste fosse fatto a te”. I primi della staffetta a partire saranno i ragazzi dell’Oceania che a Perth correranno insieme alle famiglie di rifugiati di Siria e Iraq con le quali fanno già molte attività. A Mexicali, Messico, e a Calexico, USA, città divise dal muro che nella zona delimita il confine tra i due paesi, «i giovani stanchi di sentire parole di razzismo e disunione tra due paesi molto diversi ma dove al confine viviamo bene gli uni con gli altri, correremo insieme in due gruppi per circa due chilometri lungo il muro che divide questi due paesi, per dire che pur divisi da un muro siamo insieme per un mondo unito».
La presente edizione della Settimana Mondo Unito sarà anche occasione per il lancio del logo del prossimo Genfest, l’incontro mondiale dei giovani promosso dai Focolari questa volta a Manila, nelle Filippine, nel luglio 2018. Esso vedrà in primo piano i giovani del continente asiatico ad appena tre mesi dal Sinodo dei vescovi al quale papa Francesco chiama i giovani, tutti i giovani, a prendere la parola, perché «ogni giovane ha qualcosa da dire agli altri… Tutti abbiamo bisogno di sentire voi!». Un invito che interpella anche i giovani dei Focolari che lo considerano «occasione di speranza e fiducia per costruire una relazione nuova e trasparente tra la chiesa e i giovani, allo stesso tempo che ci incoraggia a dare il nostro contributo».
 

Ac: l’esperienza di Lampedusa al Papa

Città del Vaticano - Contemporaneamente ai lavori dell’Assemblea Nazionale dell’Azione Cattolica, si sta tenendo il secondo Congresso Internazionale del FIAC (Forum Internazionale di Azione Cattolica): una piattaforma che, su scala globale permette l’incontro e la condivisione tra esperienze di vita associativa di tutto il mondo. Oggi, 27 aprile, nell’Aula del Sinodo, nel corso del Forum Internazionale di Azione Cattolica sono state presentate al Papa alcune esperienza di AC e di Chiesa in uscita missionaria, comunità dove la cura e la custodia secondo il Vangelo assume volti e storie concrete: Malta, la Palestina, la Repubblica del Centrafrica e Lampedusa. A ciascuna delle realtà associative è stato chiesto di portare a papa Francesco un dono simbolico. Il parroco di Lampedusa don Carmelo La Magra, accompagnato da Salvatore Scibetta presidente Diocesano di AC,  ha consegnato il Nuovo Testamento e i Salmi in lingua inglese. Il prezioso testo era stato ritrovato su uno dei barconi degli anni scorsi ed era stato sinora conservato dal Collettivo Askavusa di Lampedusa che cura la memoria dei migranti e dei morti in mare con particolare laica venerazione e impegno di azione sociale alternativa. Il papa nell’accogliere il dono lo ha accostato alla bocca, trattenendosi per più di qualche istante in questo atteggiamento. Alle immagini televisive è sembrato una comunicazione e assimilazione profonda e vicendevole fra il testo del vangelo, carico della vita e delle morte dei migranti, e il papa. Don Carmelo attesta che il papa ha nuovamente pianto. Anche Don Carmelo ha pianto e non ha osato interrompere. “Una sola delle pagine del Nuovo Testamento e dei Salmi donato al papa portava un segno”, prosegue don Carmelo. “Era quella del salmo 55 che riporta la preghiera del Giusto perseguitato e oppresso”.  Con il testo biblico è stato consegnato al papa un appello del Forum Lampedusa Solidale, dove si chiede l’istituzione di un visto umanitario globale per  chi si trova oggi in Libia. (Mimmo Zambito – L’Amico del Popolo)

Cesena: conclusa la mostra “Migranti, la sfida dell’incontro”

Cesena – “Quello che conta è se dopo il viaggio c’è un incontro. Se quando arrivi trovi qualcuno che ha uno sguardo d’amore su di te, tutto cambia” (Mahmoud, profugo eritreo). Questa frase estrapolata da uno dei pannelli della mostra “Migranti, la sfida dell’incontro”, conclusasi giovedì 13 aprile, riassume bene il senso dell’iniziativa che diversi Uffici Diocesani (tra i quali l’ufficio Migrantes, ndr) in collaborazione con il Centro culturale “Campo della Stella” hanno organizzato a Cesena. Prima di cercare soluzioni politiche ad una questione complessa si è cercato di immedesimarsi nella condizione umana di chi lascia la propria terra in cerca di un futuro migliore. “L’incontro è la dimensione fondamentale dell’esistenza umana” è stato il messaggio che le guide hanno cercato di trasmettere ai presenti, soprattutto agli studenti delle quaranta classi delle scuole cesenati di secondo e primo grado, e anche primarie che hanno visitato l’esposizione. La presenza attenta di questi giovani e i riscontri positivi da loro arrivati rappresentano un segnale importante perché l’ambiente scolastico è uno dei principali luoghi in cui educarci al grande cambiamento in atto, all’accoglienza e all’integrazione. E scoprire così che i primi ad essere stati accolti e amati da Gesù siamo noi. (Marco Castagnoli)
 

Circo: manifestazione il 2 maggio a Roma

Roma - “Pienamente convinti che non si possa scrivere il futuro del circo italiano, ovvero normare un settore che esprime una storia artistica e imprenditoriale plurisecolari (tanto da costituire un faro nel mondo), contro una intera categoria e pretendendo di cancellare con un colpo di spugna la sua identità, storia, tradizione e cultura, il 2 maggio organizzeremo a Roma un doppio evento per richiamare l'attenzione sulle disastrose previsioni che il Ddl 2287-bis riserva al circo”. Così il presidente dell'Ente Nazionale Circhi, Antonio Buccioni, annunciando la mobilitazione nazionale. “Il divieto agli animali nei circhi, che tale disegno di legge si prefigge sposando i desideri animalisti, sarebbe un colpo mortale inflitto prima di tutto agli animali. Quelli presenti nei circhi sono specie nate in cattività, cresciute e vissute a contatto con l'uomo e – come ha ben spiegato anche l'etologo Danilo Mainardi - “da un punto di vista esperienziale l'animale nato in cattività tende a includere l'uomo nell'ambito della sua socialità”. In occasione del convegno (ospitato dalle ore 11.30 nella Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro, Piazza Capranica 72), che vedrà anche gli interventi di parlamentari, di esponenti del mondo della cultura, dell'arte e dello spettacolo, sarà presentato un documento che, smentendo le ricostruzioni fantasiose sulla crisi del circo e le tante bugie allarmistiche sugli animali, esporrà la vera realtà del settore, le problematiche che da anni, nel disinteresse delle istituzioni pubbliche, i circhi stanno fronteggiando, e fornirà informazioni sullo scenario internazionale, che vede largamente prevalere le regolamentazioni all'impiego degli animali ma non i divieti, quindi l'esatto contrario di quello che chiede l'animalismo di casa nostra. “Concordiamo pienamente sulla recente dichiarazione del Presidente del Senato Pietro Grasso, il quale ha definito la tutela degli animali “questione di rilevanza nazionale che richiede assunzione di responsabilità da parte di tutta la società”. Ma tale questione va affrontata con rigore e rispetto, non con un preteso “golpe” basato su argomentazioni ideologiche”, conclude Buccioni. La manifestazione in Piazza della Rotonda (Pantheon) si terrà dalle ore 11 alle ore 14 e vedrà numerosi artisti, in costume di scena, rivendicare con la propria presenza che “il circo è festa, divertimento, arte, condivisione, pacifica coesistenza di uomini e donne portatori di religioni, culture ed etnie diverse. Una ricchezza per la società, non un popolo da sterminare”.
 

Papa Francesco bacia Vangelo trovato su un barcone a Lampedusa

Città del vaticano - Papa Francesco oggi, prima di incontrare i partecipanti al Forum Internazionale dell’Azione Cattolica  ha baciato un Vangelo lasciato su un barcone da un migrante affogato nel viaggio verso  Lampedusa. Il coordinatore del Forum, Emilio Inzaurraga, prima dell’inconntro ha presentato al Pontefice alcune persone: tra queste alcuni rappresentanti dell’Azione cattolica di Lampedusa, Salvatore  Scibetta e l’assistente don Carmelo La Magra, in prima linea  nell’accoglienza dei migranti.

"I migranti che, su gommoni o barconi, raggiungevano le coste lampedusane negli anni scorsi, o quelli che, attualmente, vengono salvati in mare dalle organizzazioni umanitarie e dalla marina italiana riescono a portare con sé pochissimi effetti personali e per questo motivo sono obbligati a scegliere tra i più preziosi: foto  di persone care, oggetti o testi sacri”, ha detto Inzaurraga: “ciò che da Lampedusa viene donato al Santo Padre è una copia del ’Nuovo Testamento e Salmi’ in inglese, trovata sul fondo di un barcone. Non siamo a conoscenza della sorte della persona che custodiva questo testo,  sappiamo soltanto che una delle pagine, maltrattate dal viaggio, è piegata con molta cura sul Salmo 55 che così comincia: Porgi l’orecchio, Dio, alla mia preghiera,  non nasconderti di fronte alla mia supplica. Dammi ascolto e rispondimi; mi agito ansioso e sono sconvolto dalle grida del nemico, dall’oppressione del malvagio. Mi rovesciano addosso cattiveria e con ira mi aggrediscono. Queste parole descrivono perfettamente i sentimenti e le preghiere dei migranti che da noi arrivano e che quotidianamente incontriamo".

Belgio: il perdono dei vescovi belgi per i figli “meticci” strappati alle madri durante la colonizzazione in Africa

Bruxelles - Il perdono oggi della Chiesa cattolica belga per una delle più dolorose e oscure pagine della storia del Belgio, quella dei figli meticci, frutto di relazioni spesso clandestine tra i colonialisti belgi in Africa e donne del posto. Con una Dichiarazione, i vescovi riconoscono la sofferenza vissuta da queste persone che sono state strappate ancora bambine dalle loro madri e chiedono perdono per la parte di responsabilità avuta dalla Chiesa.
La storia – si legge nella Dichiarazione – riguarda molti bambini meticci nati da madre congolese, ruandese e del Burundi e da un padre bianco allora presente in uno di questi Paesi. È una storia che “fa parte delle pagine più oscure della colonizzazione belga in Africa”: denominati in senso peggiorativo “mulatti”, questi bambini furono considerati dalle autorità coloniali, civili e purtroppo anche ecclesiastiche, come “un vero problema”, frutto cioè di relazioni che “non avrebbero dovuto aver luogo”. “Molti furono pertanto strappati alle loro madri e messi in orfanotrofi o in collegi, spesso gestiti da suore o da religiosi belgi, lontani dalla famiglia, dai loro fratelli e dalle loro radici africane”. “Fu per molti – scrivono oggi i vescovi – l’inizio di una rottura dolorosa e di una lunga ricerca. Molti non hanno mai conosciuto il padre e/o la madre; molte di queste madri non hanno mai visto il loro bambino. Dal 1959, alcuni sono stati inviati in Belgio e presi in carico da case o famiglie adottive. Per molto tempo non hanno potuto godere pienamente dei loro diritti civili e molti si sono ritrovati ai margini della società belga”. Questo allontanamento forzato dalle proprie radici ha provocato in molti di loro un senso di alienazione non potendo conoscere la loro origine e la loro vera identità.
La Chiesa chiede, dunque, perdono e assicura tutta la sua piena disponibilità ad aprire i suoi archivi dove possono essere contenuti informazioni e documenti personali, contribuendo così per quanto possibile alla ricerca di questi figli meticci (e dei loro discendenti) della loro origine. I vescovi chiedono anche a tutti coloro che possono disporre di documenti storici d’archivio di mettere a disposizione tutte le informazioni così da facilitare la ricerca. L’appello si rivolge in particolare all’Œuvre nationale de l’Enfance, direction de l’Adoption – Autorité centrale Communautaire (ACC) (per i francofoni) e a Kind en Gezin (per i fiammighi).
La Dichiarazione si conclude con un appello al governo federale per una soluzione al problema dei meticci e dei loro discendenti in Belgio: “Tutti i cittadini, a prescindere dalla loro origine e cultura sono uguali per dignità e hanno gli stessi diritti e obblighi. La Chiesa cattolica sostiene la richiesta legittima dei meticci e dei loro discendenti di vedere questo principio fondamentale pienamente applicato”. (Sir)
 
 

Card. Montenegro: salvare vite umane è un dovere di tutti

Agrigento - “Salvare le vite umane credo sia un dovere di tutti. Tante Ong, generosamente e anche rischiando, vanno incontro a chi sta perdendo la vita o è in prossimità di farlo: credo sia un atto di grande rispetto e che vada sopportato anche da chi sta in terra ferma e decide le sorti di tutti”. Così il cardinale Francesco Montenegro, presidente di Caritas italiana e arcivescovo di Agrigento, commenta le accuse nei confronti delle Ong umanitarie che soccorrono in mare i migranti. In una videointervista al settimanale diocesano “La Voce del Popolo”, il porporato Montenegro afferma che “circa le polemiche, se ne spegne una e se ne accende un’altra”.
Questo “perché l’immigrazione è fastidiosa soprattutto per chi regge la sua vita sul numero degli elettori, per cui bisogna tentare il più possibile da parte di chi si trova in certi posti di acquistare più simpatia e avere più voti”. Riguardo alle accuse alle Ong “non si può sparare nel mucchio e dir tutto”, accusa il cardinale, osservando che “se io dovessi dire che ‘tutti i politici sono disonesti’ qualcuno alzerebbe il dito per dire ‘come fai a dire che anch’io lo sono’”. “Non bisogna dire che tutte le Ong approfittano della situazione per arricchirsi. Se ce n’è qualcuna – conclude – si fanno le debite indagine e ricerche, e chi sfrutta questa situazione sarà penalizzato”.
 
 

UE: nel 2016 oltre 700mila permessi di protezione internazionale

Bruxelles - I 28 Paesi UE hanno concesso protezione internazionale a 710.400 richiedenti asilo nel 2016, più del doppio del 2015. In aggiunta sono stati reinsediati oltre 14mila profughi. Lo comunica l'Eurostat. Oltre il 60% delle decisioni positive si registrano in Germania, (445.210, tre volte il numero del 2015). Seguono la Svezia, (69.350, il doppio rispetto all'anno precedente); l'Italia, (35.450, +20%); la Francia (35.170, +35%); Austria, (31.750, +79%) e Olanda, (21.825, +28%).
 

Migrantes: domani la presentazione a Bari del Rapporto “Italiani nel Mondo”

Bari – Domani, giovedì 27 aprile, alle ore 10, a Bari, presso l'Aula Magna dell'Università degli Studi “Aldo Moro”, la Fondazione Migrantes presenterà il “Rapporto Italiani nel Mondo” che fotografa la migrazione italiana nei diversi Paesi del mondo, e il contributo degli emigranti italiani alla trasformazione di grandi Città e Paesi. L'incontro avrà come tema principale “Gli italiani all'estero: scelte obbligate o progetti di vita”.
I lavori, introdotti e moderati da Annamaria Ferretti, Giornalista e Direttore di “ILikePuglia”, daranno aperti da don Gianni De Robertis, Direttore dell'Ufficio Migrantes Puglia. Interverranno Delfina Licata, curatrice del Rapporto; Giovanna Genchi, Dirigente della Sezione Internazionalizzazione-Pugliesi nel Mondo della Regione Puglia; Roberta Pace, Professore associato di Demografia presso l'Università di Bari; Nadia Mignolli, Primo ricercatore Istat, Silvia Bruzzone, Primo ricercatore Istat.
Al termine degli interventi sono previste tre testimonianze di altrettanti studenti dell'ateneo barese che hanno intrapreso percorsi di studio all'estero.
 

Mons. Galantino: Rapporto Immigrazione Caritas e Migrantes da leggere e diffondere

Roma - “Non bisogna confondere chi aiuta con chi sfrutta. Se si hanno i nomi bisogna, in un clima come quello italiano, farli subito, altrimenti si fa confusione e chi vuole pescare nel torbido trova l’occasione giusta”. È il richiamo del Segretario Generale della CEI, Mons. Nunzio Galantino, a proposito delle accuse lanciate in questi giorni sulle Ong impegnate a fianco dei migranti. “Le denunce generiche non servono”, ha rimarcato Mons. Galantino parlando a margine di una conferenza stampa sul tema del lavoro. E l’affermazione secondo cui “gli immigrati tolgono lavoro agli italiani” colpisce ma “non è vera”, come dimostrato da “tutte le indagini che sono state fatte sul piano economico”. Perciò “il problema è anche d’informazione”, ha rilevato il Segretario Generale della CEI, osservando che “specula sulle migrazioni non solo chi disonestamente fa soldi sugli immigrati, e qui non dimentichiamo il caporalato”, ma si specula “anche attraverso frasi come queste”. “Si tratta di passare dalla percezione alla realtà – ha concluso – e la realtà è fatta di numeri, d’indagini”. Indagini come lo “splendido Rapporto” di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes: “Andiamole a leggere e diffondiamole – l’invito finale – non perché sono cose di Chiesa, ma di umanità, di cultura”.
 

Papa Francesco: avrei potuto essere anche io un migrante

Città del Vaticano - Incontrando i migrati che “affrontano tremende difficoltà in cerca di un futuro migliore” la domanda che “accompagna” Papa Francesco è “perché loro e  non io”.  Papa Francesco questa notte ha inviato un video messaggio ai partecipanti all’incontro  internazionale “Ted 2017 - The future you”,  (“Il futuro sei tu”) in corso a Vancouver in Canada. Il Papa ricorda che anche lui è nato in una famiglia di migranti: “mio papà, i miei nonni, come tanti altri italiani, sono partiti per l’Argentina e hanno conosciuto la sorte di chi resta senza nulla. Anch’io avrei potuto essere tra gli ‘scartati’  di oggi. Perciò nel mio cuore rimane sempre quella domanda: perché loro e non io?”. Nel suo intervento  il pontefice ha invitato ha invitato tutti a “ricordare che tutti abbiamo bisogno gli uni degli altri, che nessuno di noi è un’isola, un io autonomo e indipendente dagli altri, che possiamo costruire il futuro solo insieme, senza escludere nessuno”. Spesso, spiega il Pontefice, “non ci pensiamo, ma in realtà tutto è collegato e abbiamo bisogno di risanare i nostri collegamenti: anche quel giudizio duro che porto nel cuore contro mio fratello o mia sorella, quella ferita non curata, quel male non perdonato, quel rancore che mi farà solo male, è un pezzetto di guerra che porto dentro, è un focolaio nel cuore, da spegnere perché non divampi in un incendio e non lasci cenere”. Oggi, ha detto ancora papa Francesco, “molti, per diversi motivi, sembrano non credere che sia possibile un futuro felice. Questi timori vanno presi sul serio, ma non sono invincibili. Si possono superare – assicura se non ci chiudiamo in noi stessi”. (R. Iaria)
 

Migrantes Genova: all’ex ospedale San Raffaele un centro di aggregazione sociale

Genova - Fronteggiare le emergenze territoriali non soltanto in materia di migrazione, ma anche sul fronte del welfare e della vivibilità. E’ l’obiettivo della Migrantes di Genova che gestirà l’edificio che ospitava l’ospedale san Raffaele a Genova Coronata. Neo giorni scorsi è stata, infatti, firmata, dal Card. Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente della CEI e del CCEE, e dal sindaco di Genova, Marco Doria, un accordo tra comune e Curia arcivescovile che sancisce il passaggio in comodato d’uso per venti anni dell’edificio. La firma è avvenuta presso Palazzo Tursi, sede del comune, alla presenza dell’assessore allo sviluppo economico, Emanuele Piazza, e del direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes, Mons. Giacomo Martino. Presso la struttura saranno realizzate attività e progetti sociali destinati a tutto il quartiere. Infatti, oltre ad un sistema di accoglienza per i richiedenti protezione internazionale, verranno creati spazi di aggregazione per i giovani, corsi di lingue e professionali, utilizzo degli spazi verdi del complesso per attività didattiche e la realizzazione di un auditorium da utilizzare per attività culturali, teatrali e musicali aperte a tutta la cittadinanza. In particolare, verranno realizzati un centro diurno che accoglierà anziani e persone diversamente abili e un ambulatorio medico con servizi gratuiti a disposizione della cittadinanza.