Città del Vaticano - “Essere giornalista è una vocazione, un po’ come quella del medico, che sceglie di amare l’umanità curandone le malattie”. Lo ha detto questa mattina papa Francesco ricevendo in udienza i membri dell’Associazione internazionale dei giornalisti accreditati presso il Vaticano (Aigav). “Così, in un certo senso, fa il giornalista, che sceglie di toccare con mano le ferite della società e del mondo”, ha proseguito Francesco: “È una chiamata che nasce da giovani e che porta a capire, a mettere in luce, a raccontare”. “Vi auguro di tornare alle radici di questa vocazione, di farne memoria, di ricordare la chiamata che vi unisce in un compito così importante”. “Quanto bisogno - ha qundi aggiunto - di conoscere e di raccontare da una parte, e quanta necessità di coltivare un amore incondizionato alla verità dall’altra!”. “Vorrei esprimervi gratitudine non solo per ciò che scrivete e trasmettete, ma anche per la costanza e la pazienza di seguire giorno dopo giorno le notizie che arrivano dalla Santa Sede e dalla Chiesa, raccontando una istituzione che trascende il ‘qui e ora’, e le nostre stesse vite”.
Primo Piano
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Migrantes Messina: sabato il terzo incontro su diaconia e mobilità
Messina - Un pomeriggio ricco di spunti di riflessione per comprendere il fenomeno della mobilità umana nella vita della Chiesa. Si è svolto sabato 13 gennaio 2024, presso l’Istituto “Cristo Re” dei Padri Rogazionisti, la terza tappa del percorso formativo per i diaconi permanenti sulla pastorale della mobilità umana. Un percorso preparato dall’équipe dell’Ufficio diocesano Migrantes di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela e dalla Commissione della comunità diaconale presieduta da mons. Tindaro Cocivera, delegato vescovile per la cura pastorale dei diaconi permanenti.
L’incontro si è aperto con il momento di preghiera preparato dal diacono Salvatore Bellinghiere: l’intronizzazione e l’ascolto della Parola, la lettura di un brano ripreso dal Messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato del 2018, dove il Papa indicava i quattro verbi-azione a favore della pastorale delle migrazioni. Accogliere, proteggere, promuovere e integrare, i verbi che si devono tradurre in azioni concrete a favore dei migranti, nei Paesi di partenza, di transito e di destinazione.Subito dopo il diacono Santino Tornesi, direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes, ha fatto una breve presentazione dei relatori, passando poi la parola al diacono Giovanni Maimone per un saluto a nome del delegato vescovile, assente per motivi di salute, e di tutta la Comunità diaconale.
A seguire, i saluti di Domenico Pellegrino, volontario Migrantes, che ha presentato l’Ufficio diocesano rivolgendo ai due relatori un sentito ringraziamento: a mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, per la competenza, l’impegno pastorale e il desiderio di incontrare quanti nelle Chiese locali sono impegnati a favore dei migranti; a p. Gabriele Bentoglio, missionario scalabriniano e direttore Migrantes per l’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, che più volte ha messo a disposizione la sua competenza umana e pastorale, il suo alto profilo di studioso del fenomeno migratorio.
Prima di iniziare i lavori il diacono Carmelo Brigandì, ha tracciato, la storia della Comunità diaconale che oggi conta 82 confratelli. Uniti, nella grazia dell’Ordine sacro, da un legame fraterno di collaborazione e condivisione.
Sono poi iniziati i lavori con la relazione di p. Gabriele Bentoglio,“Le migrazioni e la Chiesa: percorso storico e magisteriale”. P. Bentoglio ha tracciato le tappe più significative di un percorso lungo che, in genere, viene affrontato nell’arco di un semestre accademico.
A seguire l’intervento di mons. Felicolo, “La Chiesa italiana e le migrazioni: la Fondazione Migrantes”. Ha evidenziato l’attenzione della Chiesa verso la mobilità umana e gli organismi che si occupano di questo fenomeno e della pastorale che ne consegue. Ha parlato della Fondazione Migrantes, organismo pastorale della CEI, di cui è attualmente direttore generale. Ai diaconi ha espresso tutta la sua gratitudine per l’invito spiegando quanto sia importante il loro ministero nel servizio alla pastorale delle migrazioni.
Dopo le relazioni, in rappresentanza di tutto l’Ufficio diocesano Migrantes, Tania Galletta ha consegnato un “dolce pensiero” ai relatori. La foto di rito e la benedizione hanno concluso l’incontro.