Roma - Sarà presentato martedì 17 ottobre, alle ore 10.00, a Roma, presso l’Auditorium “V. Bachelet” nel The Church Palace (Via Aurelia, 481), la XII edizione del “Rapporto Italiani nel mondo”, della Fondazione Migrantes. L’incontro sarà aperto dal saluto di Don Giovanni De Robertis, Direttore generale della Fondazione Migrantes e dall’introduzione di Mons. Guerino Di Tora, Presidente dello stesso organismo pastorale della CEI. Seguirà la presentazione del video del “Rapporto Italiani nel Mondo 2017” da parte del Direttore di Tv2000 Paolo Ruffini e la proiezione dello stesso. A presentare nel dettaglio il Rapporto, la curatrice Delfina Licata che si soffermerà sul tema “La mobilità italiana tra ‘doppi altrove’, periodici spaesamenti e identità arricchite”. Seguiranno gli interventi su “Pensionati italiani nel mondo: approccio concreto a un fenomeno” di Salvatore Ponticelli, della Direzione Centrale Pensioni dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale (Inps); su “Cultura e lingua: lo stile italiano nel mondo”, di Andrea Riccardi, Presidente della Società Dante Alighieri. La “voce delle istituzioni” è affidata a Vincenzo Amendola, Sottosegretario al Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale con delega agli italiani nel mondo. Le conclusioni saranno affidate a Mons. Nunzio Galantino, Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana. A moderare i lavori il giornalista Franz Coriasco.
Primo Piano
Alla scoperta del viaggio che ha cambiato la Storia del Mondo.
Roma - In occasione del Columbus Day 2017, l’associazione MamApulia lancia un gioco multimediale che vede come protagonista Cristoforo Colombo, il più famoso navigatore della storia.
Columbus Game, rivolto ai bambini della scuola primaria, è in italiano e in inglese e propone un percorso esplorativo fatto di video, animazioni e quiz.
Alla fine del viaggio, al di là che si siano commessi o meno degli errori, ogni piccolo navigatore riceverà un simpatico diploma. Mirko Notarangelo, curatore del progetto e presidente di MamApulia sottolinea che “Columbus Game continua il progetto educativo Italia in gioco – Il Bel
Paese spiegato ai bambini. Attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie possiamo trasmettere conoscenze e competenze in modo accattivante per le giovanissime generazioni”
La risorsa è gratuita e utilizzarla è facile e divertente. Per le scuole e gli insegnanti o per chiunque fosse interessato l’indirizzo a cui scrivere per fare richiesta del gioco è info@mamapulia.org.
Columbus Game, rivolto ai bambini della scuola primaria, è in italiano e in inglese e propone un percorso esplorativo fatto di video, animazioni e quiz.
Alla fine del viaggio, al di là che si siano commessi o meno degli errori, ogni piccolo navigatore riceverà un simpatico diploma. Mirko Notarangelo, curatore del progetto e presidente di MamApulia sottolinea che “Columbus Game continua il progetto educativo Italia in gioco – Il Bel
Paese spiegato ai bambini. Attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie possiamo trasmettere conoscenze e competenze in modo accattivante per le giovanissime generazioni”
La risorsa è gratuita e utilizzarla è facile e divertente. Per le scuole e gli insegnanti o per chiunque fosse interessato l’indirizzo a cui scrivere per fare richiesta del gioco è info@mamapulia.org.
#ItalianiSenzaCittadinanza: insegnanti, alunni e genitori in piazza il 13 ottobre
Roma - Venerdì 13 ottobre la società civile, insegnanti, genitori e alunni, torneranno a manifestare insieme al movimento #Italianisenzacittadinanza e a L’Italia sono anch’io per trasformare Piazza Montecitorio nella Piazza della Cittadinanza, con laboratori creativi, flash mob, cori e palloncini tricolore per ribadire la necessità del voto immediato della Riforma che introduce lo Ius soli temperato e lo Ius culturae.
I rappresentanti di Senato e Governo devono dimostrare” senso di responsabilità verso i bambini e le bambine che in Italia crescono, votando immediatamente la Riforma. Lo stesso premier Paolo Gentiloni ha recentemente definito quella sulla cittadinanza una Riforma di civiltà, impegnandosi ad approvarla entro l'autunno”, si legge in una nota. Secondo i promotori del Cittadinanza day, il movimento #ItalianiSenzacittadinanza e l’Italia sono anch’io, è questo il momento per votare una legge che sancisce il principio che "chi cresce in Italia è italiano", riconoscendo così “la ricchezza interculturale dell'Italia di oggi, miglior antidoto alle preoccupanti derive razziste e ai discorsi d'odio. Basta giocare, per motivi elettorali, con le vite di quasi un milione di Italiani non riconosciuti tali (815mila alunni e alunne al 31 dicembre 2016, fonte Miur).
I rappresentanti di Senato e Governo devono dimostrare” senso di responsabilità verso i bambini e le bambine che in Italia crescono, votando immediatamente la Riforma. Lo stesso premier Paolo Gentiloni ha recentemente definito quella sulla cittadinanza una Riforma di civiltà, impegnandosi ad approvarla entro l'autunno”, si legge in una nota. Secondo i promotori del Cittadinanza day, il movimento #ItalianiSenzacittadinanza e l’Italia sono anch’io, è questo il momento per votare una legge che sancisce il principio che "chi cresce in Italia è italiano", riconoscendo così “la ricchezza interculturale dell'Italia di oggi, miglior antidoto alle preoccupanti derive razziste e ai discorsi d'odio. Basta giocare, per motivi elettorali, con le vite di quasi un milione di Italiani non riconosciuti tali (815mila alunni e alunne al 31 dicembre 2016, fonte Miur).
Migrantes Bergamo: la comunità peruviana celebra il Senor de los Milagros
Bergamo - La comunità cattolica peruviana celebra il suo santo patrono, il Senor de los Milagros. Forte è la tradizione tra i peruviani emigrati a Bergamo e nota ormai è la processione per le vie del centro cittadino in occasione della solennità che quest’anno verrà celebrata domenica 15 ottobre. La Missione “Santa Rosa da Lima” per tutti i migranti cattolici promuove tutte le sere alle 20, fino a sabato 14 ottobre, la novena per il Senor de los Milagros presso la chiesa di San Lazzaro, in via San Lazzaro 18. L’immagine del Senor de los Milagros sarà portata poi presso la chiesa di Sant’Alessandro in Colonna oggi, venerdì 13 ottobre. Domenica 15 la Santa Messa solenne in Sant’Alessandro in colonna celebrata dal parroco e dai sacerdoti che seguono le diverse comunità di altra madrelingua presenti in diocesi. Seguirà la processione, secondo i canoni della tradizione peruviana, per le vie Sant’Alessandro, piazza Pontida, via San Lazzaro e ritorno verso la chiesa parrocchiale. Lungo il tragitto ci saranno momenti di sosta e preghiera a cura delle altre comunità cattoliche latinoamericane (boliviani, ecuadoriani, brasiliani, dominicani). La comunità latinoamericana di lingua spagnola è la più numerosa e da più tempo presente sul territorio. In particolare a Bergamo è folta la presenza di boliviani. Tuttavia, fanno riferimento alla pastorale per i latinoamericani anche i peruviani, ecuadoriani, cubani e i brasiliani. Per questo motivo, l’unica cappellania presente al momento in diocesi – spiega il sito diocesano www.santalessandro.org è la Missione con cura d’anime “Santa Rosa da Lima”, che ha sede in via san Lazzaro, 16 a Bergamo. Essa ha lo scopo di favorire l’accoglienza in diocesi, la graduale integrazione e l’inserimento nelle varie comunità parrocchiali, dei fedeli immigrati. Ogni domenica viene celebrata la Messa in spagnolo alle 12. Per informazioni www.migrantibergamo.org
Italiani in Francia: un progetto di formazione per gli alunni dei Licei italofoni
Parigi - Ieri, presso la sede del Consolato Generale di Parigi, si è tenuto un incontro dedicato al progetto di formazione destinato agli alunni dei licei italofoni di Parigi, quali l’Istituto Comprensivo Leonardo da Vinci, le sezioni italiane OIB (Option International Baccalauréat) dei licei francesi nostri partners. Grande partecipazione di numerose imprese disposte a partecipare a questa iniziativa di gemellaggio con i licei indicati, al fine di fornire un’opportunità di orientamento agli alunni degli ultimi tre anni del liceo tramite una breve esperienza formativa nel mondo lavorativo. Il fine è quello di promuovere – spiega una nota - una nuova sinergia tra due realtà molto importanti ma distaccate e costituire un volano di networking per futuri ulteriori progetti a beneficio della collettività italiana e degli amici dell’Italia.
MCI Germania: nuovo missionario a Pforzheim
Francoforte – da alcune settimane p. Arcangelo Biondo è il nuovo parroco della Missione Cattolica Italiana Pforzheim. Sostituisce p. Wieslaw Baniak, che è rientrato in Polonia dopo aver retto per 4 anni la MCI. Impossibilitata a partecipare il delegato nazionale delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia, p. Tobia Bassanelli ha inviato un messaggio di gratitudine a p. Baniak, “per tutto il lavoro pastorale svolto”, e di benvenuto a p. Biondo, augurando un buon inserimento in Germania e nella Comunità di Pforzheim, “in modo che possa trovarsi pienamente a suo agio e possa dare il meglio di sé. E che resti a lungo”.
“Mission is possibile”: nasce il Festival della missione
Brescia - Sarà il card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, a presiedere, domani, 13 ottobre, la solenne Messa di apertura del “Festival della Missione”, che si terrà a Brescia, fino al 15 ottobre. La manifestazione sul tema “Mission is possible”, è promossa dalla Conferenza degli Istituti Missionari Italiani (CIMI); Fondazione "Missio" della CEI e dalla diocesi di Brescia, in particolare attraverso il Centro missionario diocesano. La kermesse vedrà la partecipazione di oltre 80 ospiti, italiani e internazionali, più di 30 eventi, dozzina di tavole rotonde, spettacoli, veglie di preghiera in 20 diversi luoghi di Brescia e provincia, 23 mostre diffuse sul territorio. "Quello missionario – spiegano i promotori - è un mondo che spesso fatica a fare sinergia al proprio interno e a raccontarsi efficacemente all'esterno. Da qui l'idea di un Festival, un evento poliedrico ma unitario, capace di comunicare valori senza tempo con linguaggi e format nuovi". Accanto alle tavole rotonde tradizionali troveranno spazio format meno tradizionali, come un evento serale che unirà riflessione e spettacolo, preghiera e arte. Tra le voci presenti, il ccardinale filippino Luis Antonio Tagle, Arcivescovo di Manila, la suora ugandese Rosemary Nyirumbe (eroe dell'anno per la CNN), il messicano Alejandro Solalinde, candidato al Nobel per la Pace. Previsto tra i vari eventi, il concerto dei The Sun, una delle christian rock band più amate dai giovani e la “Notte bianca della missione”. Per l'intera durata del Festival, sarà attivo lo "Youth Village", con proposte ad hoc per i giovani, mentre in una chiesa del centro di Brescia si terrà l’adorazione eucaristica permanente, a indicare il primato di Dio che rende possibile la missione contro tutte le difficoltà. Il Festival coinvolgerà anche le “periferie”: il carcere, l’ospedale, il mondo dei migranti.
Cile: giunti a Santiago 66 rifugiati siriani che saranno accolti dall’arcidiocesi
Santiago del Cile - È giunto ieri a Santiago del Cile dal Libano un gruppo di 14 famiglie siriane che vengono accolte nel Paese sudamericano grazie ad un progetto che coinvolge il Governo cileno e l’arcidiocesi di Santiago, che cura direttamente l’accoglienza. Si tratta in tutto di 66 rifugiati, che hanno sostenuto un viaggio lungo quasi 24 ore. Alfredo del Río, coordinatore del Programma di inserimento, spiega in un comunicato inviato dall’arcidiocesi al Sir, che “è necessario comprendere che per nessuno è bello prendere la decisione di cominciare una vita nuova in un Paese così lontano dal proprio Paese d’origine e di separarsi dalla propria famiglia allargata e dagli amici. Nonostante questo, in aeroporto, le famiglie rifugiate hanno vissuto un istante pieno di gioia e speranza verso i nuovi progetti di vita. Si è generato un clima molto positivo”. Le famiglie siriane saranno ricevute nei prossimi giorni da autorità di Governo, così come dall’arcivescovo di Santiago del Cile, il cardinale Ricardo Ezzati, e da Michele Manca di Nissa, rappresentante in America Latina dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR). L’accoglienza sarà gestita nei comuni di Macul e Villa Alemana. “Per queste famiglie – spiega Delfina Lawson, responsabile cilena dell’ACNUR - questa è l’unica possibilità di ricostruire le proprie vite. Sappiamo che sono resilienti e che potranno realizzare i propri sogni qui in Cile. Tutti possiamo contribuire affinché questo sogno diventi realtà: un gesto di solidarietà, un sorriso o una parola di incoraggiamento possono fare la differenza”.
Spettacolo viaggiante: ieri in piazza San Pietro una delegazione della Migrantes
Città del Vaticano - Ieri mattina, in Piazza san Pietro, all’Udienza generale con Papa Francesco, erano presenti anche alcuni rappresentanti della pastorale dello Spettacolo Viaggiante della Fondazione Migrantes che il giorno precedente avevano promosso, alla Camera dei Deputati, un convegno sui bisogni educativi degli alunni itineranti e cioè i figli degli artisti che lavorano nei luna park e nei circhi. Tra questi Flaviano e Monica Ravelli che da vent’anni si occupano della pastorale con le famiglie dello spettacolo viaggiante. “Ci sono difficolta nei percorsi di iniziazione cristiana dovuti proprio ai continui spostamenti delle famiglie circensi”, spiegano all’Osservatore Romano: “e questo vale ovviamente anche per il percorso scolastico che non può essere regolare e continuativo”. Però la Fondazione Migrantes propone “un progetto pratico per accompagnare lo studio in maniera positiva, ponendo degli obiettivi chiari, semplici e raggiungibili”.
Mazara del Vallo: cattolici, musulmani e ortodossi pregano assieme per la pace
Mazara – Moschea e chiesa quella di San Francesco adiacenti l’una all’altra, sono situate nel cuore dell’antico quartiere arabo, la casbah in cui si insediarono i primi tunisini e dove continuano a vivere. È una particolarità di Mazara. È l’unico luogo in cui c’è il richiamo alla preghiera. E con una preghiera per la pace dei popoli nel cuore della casbah, si è levato un messaggio di fratellanza unità, pace, dialogo e cooperazione, in occasione della tre giorni di Blue Sera Land. A recitare l’invocazione rotariana sono stati i rappresentanti delle grandi religioni monoteiste nella spianata compresa tra la Chiesa S. Francesco e la Moschea Ettakwa di Mazara, quella che è divenuta la “piazza blu”, la piazza del dialogo interreligioso e interculturale. Hanno partecipato alla manifestazione anche il presidente della regione Rosario Crocetta e l’onorevole Simone Bardello, vice presidente della Camera dei deputati, oltre alle autorità locali. Il Vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo, Monsignor Domenico Mogavero ha salutato i rappresentanti delle religioni presenti: “Il fatto che una manifestazione laica promuova il dialogo interreligioso – ha sottolineato il Vescovo – è un segnale profetico. La vita della pace è l’uomo. Ringrazio il Rotary e ringrazio in particolar modo Giovanni Tumbiolo che è l’anima del Blue Sea Land. L’iman della moschea di Catania, Abdelhafid Kheit: “voglio ringraziare gli organizzatori per questo momento significativo. Dobbiamo ricercare la pace nella quotidianità, il Signore da luce e pace a tutto”. L’imam della Grande Moschea di Roma, Salah Ramadan, ha voluto ribadire: “l’Islam è religione di pace e misericordia come le altre religioni. Nel Sacro Corano vi è scritto “che chi ammazza senza diritto è come se uccidesse l’intera umanità”. Presenti anche il Presidente della Comunità Islamica di Sicilia Abdelhafid Kheit che ha detto: “la Sicilia sta lanciando messaggi importanti all’Europa. Questa terra è sempre un punto di incontro. È terra di ospitalità per tutti i popoli”. L’iman della moschea di Mazara, Torwar Mohamed Abbes ha apprezzato molto la presenza di tanti rappresentati delle diverse religioni. Paolo Patricola del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, parroco a Caltanissetta, ha detto: “Rappresentiamo fedi diverse ma tutti preghiamo lo stesso Dio. Non esiste la guerra di religione”. Ha parlato anche un reverendo del Ghana della Chiesa Pentecostale, invocando la pace dei popoli. (SG)
Sprar, ecco l’Italia che accoglie
Vicenza - Fino al 31 dicembre del 2012 la gestione dei migranti rientrava spesso tra le competenze della Protezione civile, come le alluvioni e i terremoti. «Oggi la affrontiamo come un problema ordinario, ma non sono trascorsi neanche cinque anni e tutta la struttura dello Stato ha dovuto compiere un percorso molto faticoso»: il prefetto Rosetta Scotto Lavina, direttore centrale per le Politiche dell’Immigrazione e dell’Asilo, definisce la rete Sprar un successo. I numeri - più di 1.100 Comuni coinvolti, 768 progetti finanziati e oltre 31.300 posti finanziati - sono di tutto rispetto, ma dicono anche che interessa solo un Comune su sette (tra cui, però, tutti i grandi Comuni); tuttavia, la dirigente del Viminale, che ieri è intervenuta all’inaugurazione della XXXIV Assemblea Anci di Vicenza, osserva che «il risultato è addirittura eclatante se si considera che per trasformare l’emergenza in ordinaria amministrazione abbiamo dovuto cambiare mentalità e modus operandi a tutti i livelli». Mentre cala il numero degli arrivi (di oltre il 30%) il Servizio centrale del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati - gestito da Anci con il Ministero dell’Interno - continua quindi a crescere, assicurando un’assistenza e attività educative e di integrazione a decine di migliaia di richiedenti asilo (su ogni "posto" ruotano più rifugiati). Ma - e questo è forse il problema maggiore - con un certo squilibrio territoriale. La maggioranza dei progetti finanziati si concentra nel Mezzogiorno e nel Centro Italia e non solo perché molti sindaci del Nord - come ci raccontano all’assise vicentina - preferiscono "subire" un Centro di Accoglienza Straordinaria piuttosto che promuovere un progetto Sprar: esiste una predisposizione di alcuni territori alla collaborazione, e i progetti Sprar hanno spesso una dimensione intercomunale; inoltre, il Mezzogiorno è in prima linea sul fronte dell’immigrazione e aderire allo Sprar consente una risposta strutturata. Chi sceglie questa strada non intraprende comunque un percorso semplice; non a caso, Cittalia, la fondazione che gestisce la rete Sprar per l’Anci, lavora molto sulla formazione e "Coalizione" è l’ultimo programma messo in campo per il rafforzamento delle competenze di sindaci e funzionari impegnati nelle reti territoriali per l’integrazione. Diffondere la rete su tutto il territorio nazionale è, come abbiamo visto, la vera priorità del governo: «Il Piano Nazionale di integrazione dei titolari di protezione internazionale, varato il 26 settembre, ribadisce che l’integrazione poggia su una distribuzione territoriale equilibrata – conferma il prefetto Scotto Lavina - e sul bilanciamento di diritti e doveri da parte di chi accoglie e di chi viene accolto, oltre che sul rispetto dei valori inviolabili della nostra Costituzione. In questi anni, abbiamo fatto molta strada: nel 2012 la rete Sprar disponeva di 3.000 posti, oggi sono dieci volte tanto. In questo periodo, si è creata una rete multilivello che coinvolge diversi Ministeri e i Comuni ma anche migliaia di soggetti del terzo settore e del volontariato, la cui opera è preziosissima. Nei prossimi anni dovremo rendere i Comuni ancor più protagonisti di questo servizio, che, oltre tutto, ci garantisce il controllo delle risorse pubbliche». Una prospettiva di lavoro che ieri il presi- dente dell’Anci Antonio Decaro, ha fatto propria. Prima, polemizzando con chi in Europa i rifugiati non li vuole: «Dobbiamo far giungere con forza la nostra voce fino a Bruxelles, per dire all’Europa: Ora basta» ha detto, invocato la relocation in tempi rapidi. Quindi, prendendosela con certi suoi colleghi ritrosi: «È impensabile che, all’interno del nostro Paese, la gestione dell’accoglienza sia lasciata sulle spalle di alcuni sindaci di frontiera. È impensabile, ma soprattutto profondamente ingiusto». Al termine, però, Decaro ha esplicitato la richiesta di un bonus di comunità, «un investimento a favore dei cittadini residenti del territorio che accoglie, un ulteriore stimolo per far crescere il numero di Comuni che partecipano al sistema Sprar». (P.Viana – Avvenire)
Festival della Migrazione: dal 20 al 22 ottobre a Roma
Roma - Conferenze, esperienze, presentazioni, spettacoli. Questo è il Festival della Migrazione, giunto alla seconda edizione e che dal 20 al 22 ottobre propone un programma molto ricco di iniziative.
Si comincia venerdì 13 con una giornata promossa dai sindacati Cgil, Cisl e Uil a Modena, mentre alle 18.30 a Formigine Leonardo Becchetti e Jacopo Storni parlano di migranti ed economia. Sabato 14, sempre a Formigine, spettacolo di teatro e musica ‘Frontiere di terra e di mare’ alle ore 21.
Nella settimana del Festival saranno presentati tre libri a Modena: lunedì 16 alle ore 18.30 al Centro Famiglia di Nazareth ‘La riva invisibile del mare’ di Salvatore Dimaggio con la presenza di don Antonio Sciortino; martedì 17 sempre alle 18.30 alla libreria Ubik Simone Ramilli presenta ‘Appello agli abitanti della Terra contro il cancro della paura’; giovedì 19, infine, al palazzo Europa alle 18.30 ‘Non siamo in vendita’ di Irene Ciambezi, con la presenza del vescovo di Modena-Nonantola, don Erio Castellucci.
Il Festival vero e proprio si apre con la sessione di venerdì 20 ottobre mattina al Centro Famiglia di Nazareth dedicata al mondo dei media. Saranno presenti il vescovo di Modena-Nonantola, don Giovanni de Robertis, direttore Fondazione Migrantes, Giovanni Rossi dell’associazione Carta di Roma, Mario Morcellini commissario Agcom, Rosy Russo di Parole O-Stili e Paula Baudet Vivanco dell’associazione stampa interculturale. Modera Paolo Labruschi di Avvenire.
Nel pomeriggio, a Giurisprudenza, ‘Muri innalzati e braccia tese’ con Andrea De Bonis di Unhcr, Thomas Casadei di Unimore e mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, coordina il parlamentare Edoardo Patriarca.
La sera, alla Tenda, la proiezione del film Influx con il regista Luca Vullo e la presentazione del Rapporto Italiani del Mondo di Migrantes, con Maria Chiara Prodi, Cristina Pasqualini, Loredana Cornero e Delfina Licata.
Sabato 21 a Giurisprudenza ‘Oltre il mare, riflessione sulle due sponde’ con Regina Catrambone direttrice Moas, Marco Bertotto di Medici senza frontiere e Gianfranco Schiavone di Asgi. Inoltre intervengono l’europarlamentare Elly Schlein e Giampaolo Musumeci, giornalista di Radio 24. Nel pomeriggio, sempre a Giurisprudenza, ‘Disuguaglianze, povertà e migrazione’. Ospite d’onore il Segretario Generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, interverranno anche Linda Laura Sabbadini, Alessandra Smerilli e padre Camillo Ripamonti. Alle 18.30 la presentazione del libro ‘I girovaghi’ con il fumettista Massimo Bonfatti alla libreria Ubik. In serata, al teatro Tempio, lo spettacolo ‘Leila della tempesta’ di Ignazio De Francesco.
Domenica, infine, alle 9 al Centro Famiglia di Nazareth ‘Il diritto al viaggio’ con Cecile Kyenge, europarlamentare, il sottosegretario al Ministero dell’Interno Domenico Manzione, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini e il sindaco di Prato Matteo Biffoni. Interviene anche l’assessora al Comune di Modena, Giuliana Urbelli e il presidente di Porta Aperta Luca Barbari.
Nel pomeriggio, al teatro Tempio, ‘Ti racconto una storia’ con Davide Demichelis di Radici (Rai 3), Laura Silvia Battaglia e Daniela Maniscalco. In serata chiusura a Porta Aperta con il ‘cerchio’ di Artemigrante. Il Festival della migrazione è promosso da Fondazione Migrantes, Porta Aperta, Dipartimento di Giurisprudenza di Unimore e IntegriaMo, con il patrocinio di Regione Emilia-Romagna e Comune di Modena e il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Bper, Menù e Conad. Sono ben 34 gli enti aderenti a questa iniziativa, tra enti locali, mondo accademico e sindacale, realtà ecclesiali e religiose, associazioni.
Si comincia venerdì 13 con una giornata promossa dai sindacati Cgil, Cisl e Uil a Modena, mentre alle 18.30 a Formigine Leonardo Becchetti e Jacopo Storni parlano di migranti ed economia. Sabato 14, sempre a Formigine, spettacolo di teatro e musica ‘Frontiere di terra e di mare’ alle ore 21.
Nella settimana del Festival saranno presentati tre libri a Modena: lunedì 16 alle ore 18.30 al Centro Famiglia di Nazareth ‘La riva invisibile del mare’ di Salvatore Dimaggio con la presenza di don Antonio Sciortino; martedì 17 sempre alle 18.30 alla libreria Ubik Simone Ramilli presenta ‘Appello agli abitanti della Terra contro il cancro della paura’; giovedì 19, infine, al palazzo Europa alle 18.30 ‘Non siamo in vendita’ di Irene Ciambezi, con la presenza del vescovo di Modena-Nonantola, don Erio Castellucci.
Il Festival vero e proprio si apre con la sessione di venerdì 20 ottobre mattina al Centro Famiglia di Nazareth dedicata al mondo dei media. Saranno presenti il vescovo di Modena-Nonantola, don Giovanni de Robertis, direttore Fondazione Migrantes, Giovanni Rossi dell’associazione Carta di Roma, Mario Morcellini commissario Agcom, Rosy Russo di Parole O-Stili e Paula Baudet Vivanco dell’associazione stampa interculturale. Modera Paolo Labruschi di Avvenire.
Nel pomeriggio, a Giurisprudenza, ‘Muri innalzati e braccia tese’ con Andrea De Bonis di Unhcr, Thomas Casadei di Unimore e mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, coordina il parlamentare Edoardo Patriarca.
La sera, alla Tenda, la proiezione del film Influx con il regista Luca Vullo e la presentazione del Rapporto Italiani del Mondo di Migrantes, con Maria Chiara Prodi, Cristina Pasqualini, Loredana Cornero e Delfina Licata.
Sabato 21 a Giurisprudenza ‘Oltre il mare, riflessione sulle due sponde’ con Regina Catrambone direttrice Moas, Marco Bertotto di Medici senza frontiere e Gianfranco Schiavone di Asgi. Inoltre intervengono l’europarlamentare Elly Schlein e Giampaolo Musumeci, giornalista di Radio 24. Nel pomeriggio, sempre a Giurisprudenza, ‘Disuguaglianze, povertà e migrazione’. Ospite d’onore il Segretario Generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, interverranno anche Linda Laura Sabbadini, Alessandra Smerilli e padre Camillo Ripamonti. Alle 18.30 la presentazione del libro ‘I girovaghi’ con il fumettista Massimo Bonfatti alla libreria Ubik. In serata, al teatro Tempio, lo spettacolo ‘Leila della tempesta’ di Ignazio De Francesco.
Domenica, infine, alle 9 al Centro Famiglia di Nazareth ‘Il diritto al viaggio’ con Cecile Kyenge, europarlamentare, il sottosegretario al Ministero dell’Interno Domenico Manzione, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini e il sindaco di Prato Matteo Biffoni. Interviene anche l’assessora al Comune di Modena, Giuliana Urbelli e il presidente di Porta Aperta Luca Barbari.
Nel pomeriggio, al teatro Tempio, ‘Ti racconto una storia’ con Davide Demichelis di Radici (Rai 3), Laura Silvia Battaglia e Daniela Maniscalco. In serata chiusura a Porta Aperta con il ‘cerchio’ di Artemigrante. Il Festival della migrazione è promosso da Fondazione Migrantes, Porta Aperta, Dipartimento di Giurisprudenza di Unimore e IntegriaMo, con il patrocinio di Regione Emilia-Romagna e Comune di Modena e il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Bper, Menù e Conad. Sono ben 34 gli enti aderenti a questa iniziativa, tra enti locali, mondo accademico e sindacale, realtà ecclesiali e religiose, associazioni.
Festival della Migrazione: le anteprime a Formigine
Modena - Si tiene a Formigine la due giorni di anteprima del secondo Festival della Migrazione, promosso, fra gli altri, dalla Fondazione Migrantes ed altri enti. Due gli eventi previsti tra venerdì 13 e sabato 14 ottobre, una conferenza e uno spettacolo di teatro e musica.
Venerdì 13 alle ore 18.30, in sala della Loggia (piazza della Repubblica) si tiene l'incontro “Immigrazione: costo o risorsa?”. Intervengono Leonardo Becchetti, professore ordinario di Economia politica presso l’Università di Roma Tor Vergata e Jacopo Storni, giornalista Corriere.it e del Redattore sociale, impegnato nella campagna 'Ero straniero'. Coordina il giornalista Paolo Seghedoni. L'iniziativa, che è promossa dal Comune di Formigine, intende andare oltre i luoghi comuni e investigare il fenomeno migratorio a partire dai dati economici oggettivi e dalle storie di chi, da straniero, è riuscito a diventare imprenditore di successo.
Sabato 14, alle ore 21 presso l'auditorium Spira Mirabilis, via Pagani 25 sempre a Formigine, andrà in scena lo spettacolo “Frontiere di terra e di mare”, pensieri, approdi e fughe, musiche euro - mediterranee. Si tratta di uno spettacolo in forma di concerto a cura di Babelia & C.- progetti culturali con Roberta Biagiarelli e con Gianluca Magnani, Mario Sehtl e Alessandro Pivetti. Anche questa iniziativa è promossa dal Comune di Formigine.
Venerdì 13 alle ore 18.30, in sala della Loggia (piazza della Repubblica) si tiene l'incontro “Immigrazione: costo o risorsa?”. Intervengono Leonardo Becchetti, professore ordinario di Economia politica presso l’Università di Roma Tor Vergata e Jacopo Storni, giornalista Corriere.it e del Redattore sociale, impegnato nella campagna 'Ero straniero'. Coordina il giornalista Paolo Seghedoni. L'iniziativa, che è promossa dal Comune di Formigine, intende andare oltre i luoghi comuni e investigare il fenomeno migratorio a partire dai dati economici oggettivi e dalle storie di chi, da straniero, è riuscito a diventare imprenditore di successo.
Sabato 14, alle ore 21 presso l'auditorium Spira Mirabilis, via Pagani 25 sempre a Formigine, andrà in scena lo spettacolo “Frontiere di terra e di mare”, pensieri, approdi e fughe, musiche euro - mediterranee. Si tratta di uno spettacolo in forma di concerto a cura di Babelia & C.- progetti culturali con Roberta Biagiarelli e con Gianluca Magnani, Mario Sehtl e Alessandro Pivetti. Anche questa iniziativa è promossa dal Comune di Formigine.
Papa Francesco: il mondo esige la responsabilità dei cristiani
Città del Vaticano - L'attesa vigilante prima dell'incontro con Gesù. Su questo si è concentrato papa Francesco nell'odierna catechesi in piazza San Pietro proseguendo nel ciclo dedicato alla speranza.
"Questo mondo esige la nostra responsabilità, e noi ce la assumiamo tutta e con amore. Gesù vuole che la nostra esistenza sia laboriosa, che non abbassiamo mai la guardia, per accogliere con gratitudine e stupore ogni nuovo giorno donatoci da Dio. Ogni mattina è una pagina bianca che il cristiano incomincia a scrivere con le opere di bene", ha spiegato il Papa, durante l’udienza, in cui ha ricordato che “noi siamo già stati salvati dalla redenzione di Gesù, però ora attendiamo la piena manifestazione della sua signoria: quando finalmente Dio sarà tutto in tutti”. “Nulla è più certo, nella fede dei cristiani, di questo appuntamento, di questo appuntamento col Signore, quando lui venga”, ha aggiunto papa Francesco: “E quando questo giorno arriverà, noi cristiani vogliamo essere come quei servi che hanno passato la notte con i fianchi cinti e le lampade accese: bisogna essere pronti per la salvezza che arriva, pronti all’incontro”. “Avete pensato voi come sarà quell’incontro con Gesù?”, la domanda di Francesco a braccio: “Sarà un abbraccio, una grande gioia, questo incontro. Noi dobbiamo vivere in attesa di questo incontro”.
"La rassegnazione non è una virtù cristiana. Come non è da cristiani alzare le spalle o piegare la testa davanti a un destino che ci sembra ineluttabile". Lo ha sottolineato papa Francesco all'udienza generale. "Chi reca speranza al mondo - ha spiegato - non è mai una persona remissiva. Gesù ci raccomanda di attenderlo senza stare con le mani in mano: 'Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli'".
Secondo papa Francesco, dunque, "non c'è costruttore di pace che alla fine dei conti non abbia compromesso la sua pace personale, assumendo i problemi degli altri". "Questo - ha scandito il Pontefice - non è un costruttore di pace, questo è un pigro".
"Questo mondo esige la nostra responsabilità, e noi ce la assumiamo tutta e con amore. Gesù vuole che la nostra esistenza sia laboriosa, che non abbassiamo mai la guardia, per accogliere con gratitudine e stupore ogni nuovo giorno donatoci da Dio. Ogni mattina è una pagina bianca che il cristiano incomincia a scrivere con le opere di bene", ha spiegato il Papa, durante l’udienza, in cui ha ricordato che “noi siamo già stati salvati dalla redenzione di Gesù, però ora attendiamo la piena manifestazione della sua signoria: quando finalmente Dio sarà tutto in tutti”. “Nulla è più certo, nella fede dei cristiani, di questo appuntamento, di questo appuntamento col Signore, quando lui venga”, ha aggiunto papa Francesco: “E quando questo giorno arriverà, noi cristiani vogliamo essere come quei servi che hanno passato la notte con i fianchi cinti e le lampade accese: bisogna essere pronti per la salvezza che arriva, pronti all’incontro”. “Avete pensato voi come sarà quell’incontro con Gesù?”, la domanda di Francesco a braccio: “Sarà un abbraccio, una grande gioia, questo incontro. Noi dobbiamo vivere in attesa di questo incontro”.
"La rassegnazione non è una virtù cristiana. Come non è da cristiani alzare le spalle o piegare la testa davanti a un destino che ci sembra ineluttabile". Lo ha sottolineato papa Francesco all'udienza generale. "Chi reca speranza al mondo - ha spiegato - non è mai una persona remissiva. Gesù ci raccomanda di attenderlo senza stare con le mani in mano: 'Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli'".
Secondo papa Francesco, dunque, "non c'è costruttore di pace che alla fine dei conti non abbia compromesso la sua pace personale, assumendo i problemi degli altri". "Questo - ha scandito il Pontefice - non è un costruttore di pace, questo è un pigro".
Don De Robertis: “Restituire al migrante l’onore di essere umano”
Roma - “Restituire al migrante il suo onore di essere umano, senza il quale nessuna delle sfide che ci attendono potrà trovare una giusta soluzione”. Questo lo scopo del Festival della Migrazione che si svolgerà a Modena dal 20 al 22 ottobre prossimo su iniziativa della Fondazione Migrantes, Associazione Porta Aperta e IntegriaMo, con il patrocinio di Regione Emilia-Romagna e Comune di Modena, con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e di aziende del territorio e presentato questa mattina alla camera dei Deputati nel corso di una conferenza stampa. 34 i soggetti aderenti, tra enti locali, mondo accademico, realtà ecclesiali e religiose, associazioni. Don De Robertis sottolinea che venga restituito ai migranti “il suo volto umano: sono fratelli e sorelle nostre, come tanto spesso ci ricorda papa Francesco, anzi, la carne di Cristo! Ricordo - ha concluso - le parole di un professore di Dakar a un congresso della FUCI che ci diceva con forza: "Dovete smetterla di considerarci dei tubi digerenti! Noi abbiamo una nostra cultura, una nostra storia, una nostra spiritualità’”. Il festival, alla seconda edizione ha come tema “Partire, arrivare, restare”. E torna in un periodo in cui parlare di migrazione in modo sereno e senza pregiudizi è tanto difficile quanto determinante. In tre giorni di convegni, dibattiti, laboratori, spettacoli e mostre, l’obiettivo è conoscere, riflettere, ascoltare, discutere, dare voce a chi non ne ha. Grazie a relatori di grande spessore, a dibattiti e a riflessioni che intendono accompagnare in un cammino che percorre le vie tortuose dell’umano. Aspetti spirituali e sociali, culturali e politici, giuridici e informativi, con in primo piano le storie di chi parte per arrivare e restare. Tra i relatori il Segretario Generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, il rappresentante di Unhcr Andrea De Bonis, il commissario Agcom Mario Morcellini, Maria Chiara Prodi del Consiglio generale italiani all’estero, il sottosegretario del Ministero dell’Interno Domenico Manzione, gli arcivescovi di Modena-Nonantola, mons. Erio Castellucci, e di Ferrara-Comacchio, mons. Gian Carlo Perego e molti altri.
Firenze: popoli “fratelli” nel segno di La Pira
Firenze - Un mondo in miniatura, una vera «casa dei popoli ». È il Centro internazionale studenti Giorgio La Pira, a Firenze, dove ragazzi di ogni Paese e continente trovano un luogo per conoscersi, studiare insieme, condividere esperienze culturali. Nato nel 1978 per iniziativa della diocesi, il centro fu dedicato alla figura di La Pira, nel segno di quella «unità della famiglia umana» che stava tanto a cuore al «sindaco santo» di Firenze. Per gestirlo fu chiesto aiuto a Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari.
«L’obiettivo del Centro – spiega il direttore, Maurizio Certini – è quello di dare ai giovani che arrivano a Firenze per frequentare l’università un luogo di fraternità in cui si sentano accolti». Corsi di italiano, ma anche mostre, conferenze e altre attività. Negli anni il Centro La Pira è diventato anche laboratorio di educazione alla pace: qui studiano insieme giovani israeliani e giovani palestinesi. All’epoca della guerra nella ex Jugoslavia, si ritrovavano fianco a fianco ragazzi serbi, croati, bosniaci. Ed è frequente vedere giovani musulmani condividere con ragazzi cristiani la condanna al terrorismo.
Al Centro La Pira nascono anche storie come quella di Joseph, che dopo una laurea in legge è tornato in Congo dove lavora per la difesa dei diritti umani: «Frequentando il Centro – dice – insieme all’italiano ho imparato il mondo, al quale serve un’umanità fraterna per tutti e responsabile». Sandra, brasiliana, è invece ospite di una delle residenze che il Centro ha aperto a Firenze, insieme alla Fondazione Migrantes. «Ognuna delle ragazze che vive con me – spiega – porta la sua cultura e la sua fede. Insieme impariamo ad ascoltarci». (Riccardo Bigi - Avvenire)
«L’obiettivo del Centro – spiega il direttore, Maurizio Certini – è quello di dare ai giovani che arrivano a Firenze per frequentare l’università un luogo di fraternità in cui si sentano accolti». Corsi di italiano, ma anche mostre, conferenze e altre attività. Negli anni il Centro La Pira è diventato anche laboratorio di educazione alla pace: qui studiano insieme giovani israeliani e giovani palestinesi. All’epoca della guerra nella ex Jugoslavia, si ritrovavano fianco a fianco ragazzi serbi, croati, bosniaci. Ed è frequente vedere giovani musulmani condividere con ragazzi cristiani la condanna al terrorismo.
Al Centro La Pira nascono anche storie come quella di Joseph, che dopo una laurea in legge è tornato in Congo dove lavora per la difesa dei diritti umani: «Frequentando il Centro – dice – insieme all’italiano ho imparato il mondo, al quale serve un’umanità fraterna per tutti e responsabile». Sandra, brasiliana, è invece ospite di una delle residenze che il Centro ha aperto a Firenze, insieme alla Fondazione Migrantes. «Ognuna delle ragazze che vive con me – spiega – porta la sua cultura e la sua fede. Insieme impariamo ad ascoltarci». (Riccardo Bigi - Avvenire)
Istat: permessi di soggiorno in calo
Roma - In passato era principalmente il lavoro a trainare la permanenza degli stranieri nel nostro Paese (3,7 milioni quelli con il permesso di soggiorno a gennaio 2017). Oggi invece è soprattutto la protezione internazionale alla base delle richieste di nuovi ingressi in Italia. In mezzo a questi due estremi invece i nuovi italiani – più di 184mila nel 2016 contro i quasi 50mila del 2011 – che acquistano la cittadinanza per lo più da giovanissimi, perché nati e cresciuti qui. La fotografia che emerge dai dati Istat contenuti nel rapporto Cittadini non comunitari: presenza, nuovi ingressi e acquisizioni di cittadinanza se da un lato mostra i cambiamenti avvenuti nella popolazione straniera in Italia, dall’altro conferma come sia ormai urgente una nuova legge sulla cittadinanza per coloro che da anni hanno fatto del nostro Paese la loro casa. A guardare infatti le cifre sulle acquisizioni di cittadinanza relative allo scorso anno, si nota che dei 184.638 nuovi italiani (+16% rispetto al 2015), il 41% è composto da cittadini entro i 19 anni che alla maggiore età hanno raggiunto i requisiti richiesti dalla legge 91/1992 sulla cittadinanza per lungo-residenza e il 47% sono donne. Ma è la prima percentuale a dimostrare la necessità in Italia di una norma più adatta alla società in mutamento. Chi sceglie di avere un passaporto italiano lo fa perché, figlio di migrante nato qui, vuole sentirsi parte della nostra nazione: 76mila nel 2016 rispetto ai 10mila di quattro anni fa. «Si tratta – scrive l’Istat – di un numero sempre più rilevante di giovani» che diventano italiani. E nell’ultimo anno, «nel 67% dei casi il passaggio è avvenuto senza che gli interessati abbiano mai vissuto l’esperienza migratoria». In netto calo invece – 9% rispetto al 30% del 2012 – le acquisizioni per matrimonio. Tra le nazionalità d’origine dei nuovi italiani spiccano albanesi e marocchini (rispettivamente 37mila e 35mila). Seguono, ma a distanza, indiani, bengalesi, pachistani e macedoni mentre tra i primi dieci Paesi di provenienza manca la Cina che pure conta su 300mila soggiornanti. Ma non sempre l’acquisizione del passaporto tricolore implica l’intenzione di restare: su 541mila extracomunitari divenuti italiani dal 2012, 24mila hanno preso poi la residenza all’estero.
Stesso discorso, ma più marcato nei numeri, vale per quanti ottengono il permesso di soggiorno per asilo politico e protezione internazionale. Gli ingressi di questo genere, infatti, nel 2016 hanno raggiunto il record storico di 78mila sui quasi 227mila totali (questi ultimi in diminuzione del 5% rispetto all’anno precedente), toccando la quota di un terzo dei nuovi titoli di soggiorno. Un dato che, per la metà dei casi, riguarda persone provenienti da tre soli Paesi: Nigeria, Pakistan e Gambia. Ma appena la metà di chi ha ottenuto questo status nel 2012, a gennaio era ancora in Italia. Quanto alla loro distribuzione sul territorio nazionale, il Nord-Ovest ne accoglie il 24,4%, il Nord-Est il 23,6%, il Centro il 16,6%, mentre il Sud, che è la porta d’ingresso principale, segna il 35,5% dei permessi. In calo invece i nuovi arrivi per lavoro (poco più di 12mila, il 41% in meno rispetto a due anni fa), per effetto della mancata emanazione dei decreti sui flussi per i lavoratori provenienti dall’estero. Così, come già accade da anni, i cittadini extra-Ue cercano altre strade per arrivare in Italia, come il ricongiungimento familiare che continua a essere il motivo d’ingresso principale (45%).
Da sempre, il mosaico delle nazionalità è molto variegato: le prime dieci coprono il 61% di presenze: sul podio Marocco, Albania, Cina, seguite da Ucraina e Filippine. Ma proprio le comunità straniere più numerose fanno registrare un costante calo dovuto alle acquisizioni di cittadinanza; «un segnale – per i ricercatori dell’Istat – di crescente stabilità». In totale, comunque, nel 2017 è scesa del 5,5% la presenza di stranieri con permesso di soggiorno in Italia. Ad avere il segno meno soprattutto la componente femminile (il 48%) e i minori (21%), come pure le provenienze da Europa (-75mila) e Africa settentrionale (-72mila). In controtendenza, la richiesta di permessi per chi arriva dall’Africa occidentale: +3.400. (Alessia Guerrieri)
Stesso discorso, ma più marcato nei numeri, vale per quanti ottengono il permesso di soggiorno per asilo politico e protezione internazionale. Gli ingressi di questo genere, infatti, nel 2016 hanno raggiunto il record storico di 78mila sui quasi 227mila totali (questi ultimi in diminuzione del 5% rispetto all’anno precedente), toccando la quota di un terzo dei nuovi titoli di soggiorno. Un dato che, per la metà dei casi, riguarda persone provenienti da tre soli Paesi: Nigeria, Pakistan e Gambia. Ma appena la metà di chi ha ottenuto questo status nel 2012, a gennaio era ancora in Italia. Quanto alla loro distribuzione sul territorio nazionale, il Nord-Ovest ne accoglie il 24,4%, il Nord-Est il 23,6%, il Centro il 16,6%, mentre il Sud, che è la porta d’ingresso principale, segna il 35,5% dei permessi. In calo invece i nuovi arrivi per lavoro (poco più di 12mila, il 41% in meno rispetto a due anni fa), per effetto della mancata emanazione dei decreti sui flussi per i lavoratori provenienti dall’estero. Così, come già accade da anni, i cittadini extra-Ue cercano altre strade per arrivare in Italia, come il ricongiungimento familiare che continua a essere il motivo d’ingresso principale (45%).
Da sempre, il mosaico delle nazionalità è molto variegato: le prime dieci coprono il 61% di presenze: sul podio Marocco, Albania, Cina, seguite da Ucraina e Filippine. Ma proprio le comunità straniere più numerose fanno registrare un costante calo dovuto alle acquisizioni di cittadinanza; «un segnale – per i ricercatori dell’Istat – di crescente stabilità». In totale, comunque, nel 2017 è scesa del 5,5% la presenza di stranieri con permesso di soggiorno in Italia. Ad avere il segno meno soprattutto la componente femminile (il 48%) e i minori (21%), come pure le provenienze da Europa (-75mila) e Africa settentrionale (-72mila). In controtendenza, la richiesta di permessi per chi arriva dall’Africa occidentale: +3.400. (Alessia Guerrieri)
“Io voglio integrarmi”: Un convegno Migrantes ad Aprilia
Aprilia - Un centinaio gli immigrati, provenienti dall’Asia, dall’Africa, dall’Europa orientale e dall’America Latina, che hanno partecipato alla conferenza organizzata da Don Fernando Lopez, parroco della Chiesa della Resurrezione al quartiere Montarelli di Aprilia e responsabile diocesano Migrantes, insieme all’Anaspol-Polizie Locali.
“Io sono un sacerdote e vengo dalla Colombia, quando sono con i miei confratelli sud-americani, dico loro ‘parliamo italiano’, perché è importantissimo che la prima barriera da superare sia quella di capirsi, la parola è il mezzo che Dio ci ha dato per comunicare, ma se noi immigrati continuiamo a parlare solo la nostra lingua, a frequentare solo quelli che parlano come noi, l’integrazione rischia di diventare un utopia. Se vogliamo vivere in Italia abbiamo il dovere di integrarci, rispettando le leggi e i valori di questo Paese e questo non significa assolutamente che dobbiamo perdere la nostra identità” ha dichiarato Don Fernando Lopez.
“Dopo aver fatto conoscere la nostra straordinaria Carta Costituzionale, grazie alla proiezioni di slides dedicate, abbiamo mostrato come gli italiani guardano gli immigrati: attraverso i mass-media e i loro comportamenti su strada e se vedono bivacchi, sporcizia, risse, prostituzione e leggono sui giornali furti, rapine e sfruttamento, si fanno un’idea dello straniero poco rassicurante, considerandoli un pericolo per la loro sicurezza. Se ci aggiungiamo poi la quasi completa mancanza di comunicazione e conoscenza reciproca, ci rendiamo conto che si è già alzato uno steccato e che tutto è diventato più complicato. Sta ora agli immigrati dimostrare che vogliono vivere in Italia rispettando le nostre leggi e i nostri valori” ha aggiunto, quale relatore della conferenza, Alessandro Marchetti, presidente nazionale dell’Anaspol-Polizie Locali e funzionario di Polizia Locale a Roma presso la Sezione di P.G. della Procura della Repubblica.
“Abbiamo terminato la Conferenza con una domanda rivolta agli immigrati, per stimolarne la riflessione - hanno concluso Don Fernando Lopez e Alessandro Marchetti -: ma io voglio davvero integrarmi?”
“Io sono un sacerdote e vengo dalla Colombia, quando sono con i miei confratelli sud-americani, dico loro ‘parliamo italiano’, perché è importantissimo che la prima barriera da superare sia quella di capirsi, la parola è il mezzo che Dio ci ha dato per comunicare, ma se noi immigrati continuiamo a parlare solo la nostra lingua, a frequentare solo quelli che parlano come noi, l’integrazione rischia di diventare un utopia. Se vogliamo vivere in Italia abbiamo il dovere di integrarci, rispettando le leggi e i valori di questo Paese e questo non significa assolutamente che dobbiamo perdere la nostra identità” ha dichiarato Don Fernando Lopez.
“Dopo aver fatto conoscere la nostra straordinaria Carta Costituzionale, grazie alla proiezioni di slides dedicate, abbiamo mostrato come gli italiani guardano gli immigrati: attraverso i mass-media e i loro comportamenti su strada e se vedono bivacchi, sporcizia, risse, prostituzione e leggono sui giornali furti, rapine e sfruttamento, si fanno un’idea dello straniero poco rassicurante, considerandoli un pericolo per la loro sicurezza. Se ci aggiungiamo poi la quasi completa mancanza di comunicazione e conoscenza reciproca, ci rendiamo conto che si è già alzato uno steccato e che tutto è diventato più complicato. Sta ora agli immigrati dimostrare che vogliono vivere in Italia rispettando le nostre leggi e i nostri valori” ha aggiunto, quale relatore della conferenza, Alessandro Marchetti, presidente nazionale dell’Anaspol-Polizie Locali e funzionario di Polizia Locale a Roma presso la Sezione di P.G. della Procura della Repubblica.
“Abbiamo terminato la Conferenza con una domanda rivolta agli immigrati, per stimolarne la riflessione - hanno concluso Don Fernando Lopez e Alessandro Marchetti -: ma io voglio davvero integrarmi?”
Centro Astalli: il nostro cordoglio per la morte di Adan
Roma - Il Centro Astalli, esprime “profondo cordoglio e vicinanza” alla famiglia per la morte di Adan, bambino di 13 anni, avvenuta ieri a Bolzano. Adan, minore con una disabilità fisica che lo costringeva alla sedia a rotelle, era arrivato in Italia insieme ai suoi genitori e a tre fratelli più piccoli i primi di ottobre, dopo un espulsione avvenuta in Svezia. La famiglia che ha fatto domanda di protezione internazionale appena arrivata ha passato alcune notti all’addiaccio e non ha potuto usufruire di una presa in carico immediata da parte dei servizi sociali. “La tragedia di questa famiglia deve interpellare tutta la società, dalle istituzioni ai singoli cittadini. Una comunità in cui non si fa spazio ai più vulnerabili, ai più indifesi, vive il serio pericolo di perdere il senso profondo della sua stessa natura. Esclusione e marginalità di chi ha più bisogno rappresentano oggi una seria minaccia alla coesione pacifica e democratica di ogni società”, dice p. Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli.
Alunni itineranti: l’aspetto formativo si inserisce in quello generale degli italiani
Roma - “Analizzare l’aspetto del problema formativo dei ragazzi del circo e dello spettacolo viaggiante in generale è un discorso che si iscrive in quello più ampio della formazione degli italiani. Non a caso il problema comincia a configurarsi come tale negli anni ’60, con il boom economico, dopo il secondo conflitto mondiale. A dirlo, questa mattina alla Camera dei Deputati, Alessandro Serena, Direttore Scientifico Open Circus e storico, intervenendo al II Convegno sul tema “Bisogni educativi degli alunni Itineranti”, promosso fra gli altri dalla Fondazione Migrantes. Per Serena in questo contesto di slancio progressivo e di solidità economica appare questa “anomalia”, quella dei ragazzi del circo che devono “trovare il mondo per non perdere terreno con i propri coetanei italiani. Oggi qui raccontiamo – ha aggiunto - come è avvenuto questo rapporto, con step significativi differenti. Io credo che si possa dire senza temere smentite che i due principali attori sono stati l’Ente Nazionale Circo e la Fondazione Migrantes. Ovvero sono state le due istituzioni che hanno messo al primo posto nel loro cammino sempre la formazione dei giovani. In un recente incontro Papa Francesco ha detto ai membri dello spettacolo viaggiante di ricordare che “i vostri bambini hanno diritto di andare a scuola, hanno diritto di formarsi, devono affrontare le sfide che il Terzio Millennio ci riserva. Quindi dobbiamo seguire le parole che ha detto qualcuno che è molto più grande e saggio di noi. E siamo qui – ha concluso Serena - per capire come andare avanti in questa direzione”.