Primo Piano

Gmm: gli appuntamenti nella diocesi di Padova

Padova - Domenica prossima, 14 gennaio, la Chiesa celebra la 104a giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Il tema del messaggio di papa Francesco per la giornata è “Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati”.
«La Giornata mondiale del migrante e del rifugiato – spiega don Elia Ferro, delegato diocesano Migrantes in una riflessione pubblicata sul settimanale diocesano La Difesa del popolo di domenica scorsa – dovrebbe aiutare tutte le comunità ad acquistare una sensibilità particolare sull’argomento, ad avere informazioni, suggerimenti e idee per la riflessione, a documentari sulle comunità presenti sul territorio diocesano».
Anche in questa ottica si collocano a Padova le celebrazioni che le comunità cattoliche di altra madrelingua vivranno insieme alle comunità parrocchiali, in occasione della Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato: la comunità africana anglofona, alle ore 12, nella chiesa di San Pio X a Padova; la comunità africana francofona, alle ore 10, nella chiesa di Vigonovo (Ve); la comunità ucraina, alle ore 10.30, nella chiesa di Sant’Agostino di Albignasego (Pd); la comunità filippina, alle ore 16, nella chiesa della Natività a Padova; la comunità rumena di rito latino, alle ore 10.30, al Tempio della Pace a Padova, mentre la comunità indiana anticipa la celebrazione a sabato 13 gennaio alle ore 19 nella chiesa di San Giacomo di Albignasego (Pd).
 

Italiani all’estero: convegno in Germania

Singen – Nei giorni scorsi, nella sede de “La IV Sibari” di Singen-Germania (Associazione di calabresi emigrati in Germania) si è tenuto un incontro dal titolo “Emigrazione ieri, oggi e domani”. L’evento è stato organizzato da “La IV Sibari” in collaborazione con l’Associazione “AsSud” di Paludi (Cosenza). Dopo i saluti di benvenuto del presidente de “La IV Sibari”, Umberto Campana, il presidente di “AsSud”, Onofrio Sommario, ha presentato le attività dell’Associazione, indugiando in particolare sul successo delle prime due edizioni del “Piccolo Festival delle Spartenze. Migrazioni e Cultura”, evento organizzato da “AsSud” a Paludi nel 2016 (28 e 29 dicembre) e nel 2017 (6-9 agosto). Infine, il presidente ha chiesto la collaborazione della comunità estera, in modo da poter organizzare nella primavera del 2018 (probabilmente il 1 maggio) una tappa del Festival in terra di Germania.
Momento centrale del pomeriggio è stato l’intervento di Giuseppe Sommario, assegnista calabrese dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, redattore del Rapporto Italiani nel mondo 2017 della Fondazione Migrantes e direttore del “Piccolo Festival delle Spartenze”. In un primo momento, Sommario ha presentato il suo lavoro di ricerca incentrato sul contatto culturale e linguistico fra Calabria, Argentina e Canada. E, parlando del suo lavoro, il ricercatore ha fatto vedere alcuni estratti delle tante videointerviste condotte nel suo lungo ed intenso lavoro presso le comunità di italiani (in particolare calabresi) che vivono fuori regione.
In un secondo momento, il ricercatore della Cattolica ha presentato il Rapporto Italiani nel Mondo (RIM) 2017. Curato come ogni anno dalla Fondazione Migrantes il Rapporto rappresenta tanto un riferimento ineludibile per chi si occupa di mobilità italiana, quanto un utilissimo strumento anche per gli stessi emigranti. Quest’anno il volume ha dedicato uno Speciale alle regioni, alle provincie, ai borghi dai quali sono partiti gli emigranti: territori segnati dalle partenze che gli emigranti portano sempre nel cuore, riproducendo così altrove “doppi” dei luoghi d’origine. E, visto che in platea era presente quasi esclusivamente gente calabra, Sommario si è soffermato in modo particolare sulla situazione della Calabria e sul rapporto fra chi è rimasto in regione e chi è partito.
Infine, dopo aver rilanciato con forza la proposta di una tappa “estera” delle Spartenze, lo studioso calabrese ha chiesto alla comunità calabrese presente in sala la disponibilità a voler collaborare nei prossimi mesi alla sua attività di ricerca, raccontando la propria storia, condividendo lettere, foto, diari. Gli emigrati presenti hanno partecipato in modo vibrante all’incontro, dando la propria disponibilità alle iniziative future e apprezzando molto il lavoro di “AsSud, quello della Fondazione Migrantes e quello del dott. Sommario. La parte finale è stata dedicata a una sorta di cahiers de doleance: in particolare la platea si è soffermata sulla legge che considera le case che gli emigranti hanno in Italia come seconde case; la legge che introduce il pagamento del canone Rai nelle bollette e le iniziative di quei Comuni che fanno pagare per intero agli emigranti tasse come quella dei rifiuti. L’incontro è stato decisamente interessante e proficuo, tanto che si sta lavorando ad un’iniziativa simile da tenersi nelle prossime settimane. (G.S.)
 
 

MCI di Colonia: chiude l’edizione cartacea del periodico “Insieme”

Colonia - Con il numero del Natale 2017, dopo 27 anni di vita, ha chiuso l’edizione cartacea di “Insieme, Gemeinsam”, il trimestrale della Missione Cattolica Italiana di Colonia, al cui titolo il nuovo team salesiano aveva aggiunto “con Don Bosco”. La notizia viene data in apertura del redazionale da Don Adam Nyk, direttore della pubblicazione e parroco della Missione. Chiude l’edizione cartacea, ma non la rivista, che sceglie altre strade per raggiungere i parrocchiani. “D’ora in poi il nostro periodico vi raggiunge via Internet come una newsletter” spiegando che la rivista  sarà sempre accessibile sul sito della Missione, all’indirizzo www.mci-colonia.de.
 

GMM: a Catanzaro celebrazione con l’arcivescovo e la “Marcia dell’Integrazione”

Catanzaro - Una celebrazione nella Chiesa Santa Maria delle Nevi di Girifalco (Cz), presieduta dall’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, mons. Vincenzo Bertolone, domenica 14 gennaio, concluderà le iniziative promosse dall’Ufficio Migrantes diocesano per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Dopo la celebrazione la  “Marcia per l' Integrazione” che partirà dalla Chiesa per giungere allo SPRAR "L' Approdo", dove verrà offerto un aperitivo multiculturale. Alla celebrazione e alla marcia saranno presenti anche il Prefetto di Catanzaro, i sindaci dei Comuni vicini e gli immigrati accolti al momento negli Sprar della Provincia. Intanto ieri bella mattinata di sport nel Campo B dello Stadio Nicola Ceravolo del capoluogo calabrese promossa dalla Migrantes diocesana e dalla Fondazione Città Solidale Onlus, in collaborazione con il Comune di Catanzaro e che ha visto come protagonisti i beneficiari degli SPRAR di Catanzaro, Girifalco e Gasperina giocare insieme ai giovanissimi della Catanzaro Berretti. Un trait d’union all’insegna del gioco del calcio, che ha reso possibile la realizzazione di un momento di forte integrazione e sensibilizzazione, dando così la possibilità ai giovani rifugiati e richiedenti asilo di vivere momenti di gioia insieme ai coetanei italiani. Elementi messi in luce anche dall’intervento di Padre Piero Puglisi, presidente di Fondazione Città Solidale Onlus e direttore Migrantes: “oggi – ha spiegato - abbiamo costruito insieme a questi giovani non solo un momento di sano sport ma abbiamo dato anche la possibilità a tutti i presenti di vivere una giornata di fraternità e di gioia insieme e senza distinzioni. Questo è stato possibile grazie al buon lavoro dei miei collaboratori ma anche alla giusta sinergia che si è creata con la società Catanzaro Calcio e con l’Ente Comunale che con la presenza dei suoi rappresentanti dimostra sensibilità verso i temi dell’accoglienza e dell’integrazione”.
 

GMM: il messaggio dell’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova

Reggio Calabria – “Anche noi a Reggio Calabria abbiamo assistito al triste spettacolo dei barconi straripanti di gente disperata, che è approdata al nostro porto col progetto di proseguire oltralpe il viaggio della speranza, che troppo spesso viene frustrata”. Lo scrive mons. Giuseppe Fiorini Morosini, arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, in un messaggio alla diocesi in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebra domenica prossima, 14 gennaio. Una Giornata che – scrive mons. Morosini – “vuole esprimere a questi fratelli la nostra preghiera, la nostra solidarietà e, nei limiti del possibile, anche il nostro aiuto. Le celebrazioni natalizie ci hanno ricordato che anche Gesù e tutta la Sacra Famiglia hanno sperimentato l'emigrazione nella sua forma più drammatica, cioè la fuga in Egitto, terra per loro straniera”. Ricordando il tema della giornata “Accogliere, proteggere, promuovere, integrare i Migranti e Rifugiati” il presule evidenzia  che tra i migranti nel mondo ci sono cinque milioni di “nostri concittadini, che si trovano tuttora all'estero. Ma sappiamo che l’emigrazione ha ripreso a ritmo accelerato sia dalla nostra Calabria che da tutta l'Italia. Altrettanti sono i cittadini stranieri che in questi ultimi decenni hanno raggiunto il nostro Paese, spesso per vie avventurose e rischiose, per fuggire a guerre, disordini, violenze, fame, insomma per istinto di sopravvivenza. Sappiamo purtroppo – scrive ancora l’arcivescovo reggino -  che oltre cinquemila di questi fratelli non ce l'hanno fatta e si sono inabissati nelle acque di quel mare, che continuiamo a chiamare ‘mare nostrum’. Mons. Morosini si augura che questa Giornata “ci ricordi che anche noi siamo tutti ospiti e pellegrini in questo mondo, come afferma San Pietro, e ci orienti sempre più verso quella futura”.
 

Circo Medrano: domani l’invito alle persone più bisognose

Città del Vaticano - Nel pomeriggio di giovedì 11 Gennaio 20l8, Papa Francesco – attraverso l'Elemosineria Apostolica – “invita i poveri, i senzatetto, i profughi, un gruppo di carcerati, le persone e famiglie più bisognose, insieme ai loro volontari, a partecipare ad uno spettacolo circense”. Infatti – riferisce oggi mons. Konrad Krajewski, il Circo Medrano (Viale Gigli - Saxa Rubra) ha messo a disposizione tutti i 2.100 posti del grande tendone per questo “evento di carità” che la famiglia Casartelli e l’imprenditore Fabrizio Grandi hanno voluto chiamare "Circo Solidarietà" per i “poveri del Santo Padre”.
Proprio durante un'Udienza Generale – ricorda mons. Krajewski - Papa Francesco così si era rivolto alle persone del circo: "la gente che fa spettacolo nel circo crea bellezza, sono creatori di bellezza. E questo fa bene all'anima. Quanto bisogno abbiamo di bellezza!". Ecco allora che “questo dono offerto dagli artisti del Circo, che con costanza, impegno e tanti sacrifici riescono a creare e a donare bellezza a se stessi e agli altri, potrà diventare anche per i nostri fratelli più poveri un incoraggiamento a superare le asprezze e le difficoltà della vita che tante volte sembrano troppo grandi ed insuperabili”.
Nei pressi del Circo sarà disponibile anche un servizio medico-sanitario assicurato da medici e infermieri volontari con un'autoambulanza e “un'ambulatorio mobile” della Città del Vaticano. Al termine dello spettacolo, le persone più bisognose riceveranno anche un sacchetto per una "cena al sacco". (R.I.)
 

Mons. Di Tora: essere apolidi è contro il diritto internazionale

Roma - “Essere apolidi è contro il diritto internazionale”. Lo ha detto questa mattina mons. Guerino Di Tora, Presidente della Commissione Episcopale per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes intervenuto alla conferenza stampa di presentazione del messaggio del Papa e delle iniziative della Chiesa italiana per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, in programma domenica prossima. Mons. Di Tira, parlando di “ius soli” ha sottolineato: “Quante polemiche, ma non siamo arrivati in porto”, eppure per il diritto internazionale nessuno può essere apolide”. “Il mondo si sta chiudendo”, la denuncia del presule a proposito del moltiplicarsi dei nazionalismi. Per Di Tora, invece, “dobbiamo entrare nella mentalità per cui le migrazioni non sono la fine del mondo, ma l’inizio di un mondo nuovo”. Le migrazioni sono un fenomeno mondiale “che porterà a un cambiamento geopolitico mondiale”, ha fatto notare Di Tora commentando i verbi-chiave del messaggio del Papa: “accogliere, proteggere, promuovere e integrare”. “Ci vuole una cultura della mondialità, per creare una globalità umanizzata e umanizzante”, la tesi di fondo. Accogliere, ha spiegato il vescovo, significa “offrire possibilità più ampie di un ingresso sicuro e legale” e di “ricongiungimenti familiari senza espulsioni arbitrarie o collettive”. Proteggere vuol dire “difendere i diritti e la dignità dei migranti e dei rifugiati” e garantire loro “l’accesso alla giustizia indipendentemente allo status, un salario minimo garantito e più occupazione per chi decide di rientrare in patria”, come cerca di fare la campagna CEI “Liberi di partire, liberi di restare”, che intende garantire soprattutto ai giovani l’accesso alle scuole primarie e alla sanità. Promuovere significa “sviluppare le competenze” degli immigrati, ed integrare, “pur con tutte le difficoltà che può comportare, è un’opportunità da sviluppare, un alimento di arricchimento delle diverse culture”.
 

Don De Robertis: alcuni dati sull’immigrazioni in Italia e l’emigrazione degli italiani all’estero

Roma - Nel mondo sono circa un miliardo le persone in movimento – quasi un essere umano su sette – se contiamo anche i 700 milioni di migranti interni, oltre i 250 milioni di migranti esteri e gli oltre 68 milioni di migranti forzati a causa di guerre, persecuzioni, disastri ambientali. Soprattutto quest’ultimo numero – ha detto questa mattina il Direttore Generale della Fondazione Migrantes, don Gianni De Robertis intervenendo alla conferenza stampa di presentazione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato - ci dice “il dramma che l’umanità sta vivendo, ‘una terza guerra mondiale a pezzi’, e il perché Papa Francesco, come lui stesso ricorda all’inizio del suo messaggio, torni così frequentemente sul tema dei migranti”. Il sacerdote ha sottolineato che “quando si parla di migranti in Italia il pensiero va subito a quanti sbarcano sulle nostre coste, ai tanti immigrati presenti nelle nostre città, ecc.”.  Don De Robertis si è soffermato  sui nostri connazionali all’estero evidenziando che dal 2006 al 2017 la mobilità italiana è aumentata del 60,1% passando da poco più di 3 milioni a quasi 5 milioni di iscritti all’AIRE. Al 1 gennaio 2017, infatti, gli italiani residenti fuori dei confini nazionali e iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) erano 4.973.942, l’8,2% degli oltre 60,5 milioni di residenti in Italia alla stessa data. “Chi parte oggi  si trova spesso ad affrontare le stesse difficoltà (lavoro nero, sfruttamento …) e le stesse accuse (tolgono il lavoro ai residenti, mettono in pericolo i diritti acquisiti accettando paghe più basse, sono pericolosi e inclini alla delinquenza) che gli immigrati devono affrontare nel nostro Paese, ha detto il direttore Migrantes che parlando della presenza degli stranieri in Italia ha evidenziato che “contrariamente al luogo comune che vede l’Italia soggetta ad una invasione, da qualche anno il numero degli immigrati è sostanzialmente stabile e si aggira attorno ai 5 milioni, all’incirca lo stesso numero degli italiani all’estero. Tuttavia questo numero apparentemente stabile nasconde significativi flussi di ingresso e di uscita”.
 

Mons. Galantino: non costringere i contenuti del Messaggio di Papa Francesco per la GMM negli angusti confini del dibattito nostrano

Roma - “L’immigrazione rischia di essere ridotta, al massimo, a merce elettorale”. Questa mattina mons. Nunzio Galantino, nel corso della conferenza stampa di presentazione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2018, che si celebrerà domenica 14 gennaio ha voluto sottolineare come il clima “non è dei migliori: manca la possibilità di un confronto sereno, di un dialogo sulle ragioni di chi vuole o non vuole fare qualcosa”.
Il Segretario Generale della CEI ha voluto ricordare che domenica si celebra la 104a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Questo “aiuta a non costringere i contenuti del Messaggio del Papa negli angusti confini del dibattito nostrano. Dove, nella migliore delle ipotesi, il tema della mobilità umana, oltre ad essere ridotta per alcuni a mera merce elettorale, è affrontato in un clima di tifo da stadio. È diventato difficile, se non impossibile – ha spiegato - perfino capire e far capire le ragioni che fanno da sfondo a quello che dice il Papa o alle iniziative messe in atto, da sempre, da parte della Chiesa”. La Chiesa – ha spiegato mons. Galantino - e le sue realtà “non intendono sostituirsi alla politica e alla responsabilità di chi governa. Sono livelli di intervento diversi ma, si auspica, convergenti verso il Bene comune. Il rispetto per l’autonomia della politica non può impedire alla Chiesa di annunziare il vangelo, anche nella parte che riguarda l’attenzione nei confronti di chi è nel bisogno. E non si fa fatica a capire che immigrati e rifugiati sono persone singole e famiglie che sono nel bisogno. Certo, sta a chi governa decidere strategie, livelli di interventi, modalità e politiche di accoglienza attraverso opportune disposizioni legislative. In casi come la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato o in altre circostanze, il Papa offre il suo contributo a partire dal Vangelo e, in genere, dalla Sacra Scrittura”. Per il presule il “rispetto dell’autonomia della politica non può impedire alla Chiesa di annunciare il Vangelo, tutto il Vangelo, anche quello dove c’è scritto: ‘Ero forestiero e mi avete ospitato’. O stiamo su questa linea, o stiamo fuori”.
 

Tv 2000: domenica parte “Italiani anche noi”

Roma - Parte il 14 gennaio su Tv2000 “Italiani anche noi”, il programma condotto dallo scrittore e insegnante Eraldo Affinati che racconta l’Italia dell’accoglienza. L’iniziativa è stata presentata questa mattina in occasione della conferenza in vista della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato.
Un viaggio in dieci tappe alla scoperta delle Penny Wirton, le scuole di italiano per stranieri, gratuite, fondate da Affinati e dalla moglie Luce Lenzi. Il programma va in onda la domenica alle 19.30 (canale 28). L’idea nasce dall’esperienza dello scrittore: si impara a parlare la lingua per integrarsi, per conoscere la realtà e i propri diritti, ma soprattutto per sentirsi italiani. «Come se – è il pensiero di Affinati – parlare, leggere e scrivere fossero acqua, pane e vino». Un programma scritto da Eraldo Affinati e Monica Mondo.
 

Papa Francesco: doppia vita per i pastori è ferita nella Chiesa

Città del Vaticano - Commozione, vicinanza, coerenza. Questi i caratteri del pastore e della sua “autorità”, nelle parole del Papa alla Messa mattutina a Casa Santa Marta. Commentando l’odierno Vangelo di Marco – riferisce la Radio Vaticana -  dedicato a Gesù che insegnava “come uno che ha autorità”, Francesco spiega che si tratta di un “insegnamento nuovo”: la “novità” di Cristo è proprio il “dono dell’autorità” ricevuto dal Padre. Di fronte agli insegnamenti degli scribi, dei dottori della legge, che pure “dicevano la verità”, evidenzia il Pontefice, la gente “pensava a un’altra cosa”, perché quello che dicevano “non arrivava al cuore”: insegnavano “dalla cattedra e non si interessavano alla gente”. Invece, aggiunge Francesco, “l’insegnamento di Gesù provoca lo stupore, movimento al cuore”, perché ciò che “dà autorità” è proprio la vicinanza e Gesù “aveva autorità perché si avvicinava alla gente”, capendo problemi, dolori e peccati.
Perché era vicino, capiva; ma accoglieva, guariva e insegnava con vicinanza. Quello che a un pastore dà autorità o risveglia l’autorità che è data dal Padre, è la vicinanza: vicinanza a Dio nella preghiera - un pastore che non prega, un pastore che non cerca Dio ha perso parte - e la vicinanza alla gente. Il pastore staccato dalla gente non arriva alla gente con il messaggio. Vicinanza, questa doppia vicinanza. Questa è l’unzione del pastore che si commuove davanti al dono di Dio nella preghiera, e si può commuovere davanti ai peccati, al problema, alle malattie della gente: lascia commuovere il pastore.
Gli scribi, prosegue il Pontefice, avevano perso la “capacità” di commuoversi proprio perché “non erano vicini né alla gente né a Dio”.
E quando si perde tale vicinanza, evidenzia il Papa, il pastore finisce “nell’incoerenza di vita”.
Gesù è chiaro in questo: “Fate quello che dicono” – dicono la verità – “ma non quello che fanno”. È brutto vedere pastori di doppia vita: è una ferita nella Chiesa. I pastori ammalati, che hanno perso l’autorità e vanno avanti in questa doppia vita. Ci sono tanti modi di portare avanti la doppia vita: ma è doppia … E Gesù è molto forte con loro. Non solo dice alla gente di ascoltarli ma non fare quello che fanno, ma a loro cosa dice? “Ma voi siete sepolcri imbiancati”:
bellissimi nella dottrina, da fuori. Ma dentro, putredine. Questa è la fine del pastore che non ha vicinanza con Dio nella preghiera e con la gente nella compassione.
Francesco cita la Prima Lettura e ripropone le figure di Anna, che prega il Signore di avere un figlio maschio, e del sacerdote, il “vecchio Eli”, che “era un debole, aveva perso la vicinanza, a Dio e alla gente”: aveva ritenuto Anna un’ubriaca. Ella invece stava pregando nel suo cuore, muovendo soltanto le labbra. Fu lei a spiegare ad Eli di essere “amareggiata” e che a parlare era stato “l’eccesso” del proprio “dolore” e della propria “angoscia”. E mentre lei parlava, Eli fu “capace di avvicinarsi a quel cuore”, fino a dirle di andare in pace: “il Dio di Israele ti conceda quello che gli hai chiesto”. Si rese conto, osserva il Papa, “di avere sbagliato” facendo uscire dal suo cuore “la benedizione e la profezia”, perché poi Anna partorì Samuele. Io dirò ai pastori che hanno vissuto la vita staccati da Dio e dal popolo, dalla gente: “Ma, non perdere la speranza. Sempre c’è la possibilità. A questo è stato sufficiente guardare, avvicinarsi a una donna, ascoltarla e risvegliare l’autorità per benedire e profetizzare; quella profezia è stata fatta e il figlio alla donna è venuto”. L’autorità: l’autorità, dono di Dio. Solo viene da Lui. E Gesù la dà ai suoi. Autorità nel parlare, che viene dalla vicinanza con Dio e con la gente, sempre tutti e due insieme. Autorità che è coerenza, non doppia vita. È autorità, e se un pastore la perde almeno non perda la speranza, come Eli: sempre c’è tempo di avvicinarsi e risvegliare l’autorità e la profezia.
 

Gentiloni: iniziative come quelle della Migrantes promuovono azione straordinaria di sostegno e di solidarietà

Roma – "La crisi migratoria rappresenta un fenomeno epocale che l’Italia sta affrontando con coraggio e determinazione. Il nostro Paese sta dimostrando che i fenomeni migratori possono essere governati con responsabilità: tenendo insieme lo spirito umanitario con la capacità di lottare contro i trafficanti di esseri umani; e dando vita ad un modello di integrazione in grado di coniugare i diritti di chi è accolto con quelli di chi accoglie”.  Lo scrive il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in un messaggio inviato alla Fondazione Migrantes in occasione della presentazione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà domenica prossima 14 gennaio.
Per Gentiloni “ è un impegno che coinvolge le nostre istituzioni assieme a tante realtà dei nostri territori; come la Fondazione Migrantes, che ogni giorno promuove un’azione straordinaria di sostegno e di solidarietà”.
Queste iniziative conclude Gentiloni “costituiscono un impulso importante per la comunità internazionale contribuendo a rafforzare la cultura dell’accoglienza e dell’integrazione”.
 

Migrantes Mantova : “negli stranieri l’incontro con Gesù”

Mantova - Il mese di gennaio è caratterizzato da due ricorrenze particolarmente significative: la Giornata della pace (lunedì 1) e la Giornata Mondiale del Migrante (sabato 14). Papa Francesco ha intitolato il messaggio della Giornata della pace Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace, sottolineando quale deve essere lo spirito del cristiano di fronte a questo tema così attuale e
significativo: «Con spirito di misericordia – scrive Bergoglio – abbracciamo tutti coloro che fuggono dalla guerra e dalla fame o che sono costretti a lasciare le loro terre a causa di discriminazioni, persecuzioni, povertà e degrado ambientale». Senza pace, senza superamento degli
squilibri economici e culturali, senza interventi significativi per ridare slancio alle economie e all’agricoltura non ci sarà mai serenità e le persone cercheranno nuovi luoghi dove trovare risposte alle loro aspettative. Il titolo della lettera con la quale il Papa ha voluto caratterizzare la Giornata mondiale del migrante è, invece, Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati. Un invito che presenta aspetti significativi e particolarmente complessi da vivere nella nostra quotidianità. «Ogni forestiero che bussa alla nostra porta – si legge nel testo – è un’occasione di incontro con Gesù Cristo. Tale sollecitudine deve esprimersi concretamente in ogni tappa dell’esperienza migratoria. È una grande responsabilità che la Chiesa intende condividere con tutti gli uomini e le donne di buona volontà, chiamati a rispondere alle numerose sfide poste dalle migrazioni contemporanee con generosità, saggezza e lungimiranza». Oggi sono più di sessanta milioni le persone che, a vario titolo, si stanno spostando da un Paese all’altro, da un continente all’altro. C’è una migrazione in atto da Nord a Nord che coinvolge giovani con titolo di studio che sono alla ricerca di una migliore condizione sociale rispetto al Paese di appartenenza. Anche Mantova sta conoscendo questo fenomeno. Ma la stragrande maggioranza dei sessanta milioni è costituita da uomini e donne che si spostano da Sud a Nord nella speranza di trovare condizioni di vita più umane per sé e per i propri figli. Queste persone oggi rappresentano veramente gli ultimi, ai quali bisogna aprire le braccia della fraternità e della solidarietà. Come Chiesa mantovana vogliamo accompagnare la Giornata di preghiera e di riflessione dedicata al migrante con due appuntamenti. Il primo sarà venerdì 19 gennaio alle 20.45, presso la sala delle Capriate in piazza Leon Battista Alberti a Mantova: Laura Zanfrini, docente della Facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica di Milano accompagnerà in una riflessione dal titolo: “Giovani figli di immigrati: una posta in gioco decisiva!”. Abbiamo individuato questo tema partendo dalla considerazione che lo sviluppo di una società è fortemente legato alla sua capacità di innovare, di mettersi in gioco, di scommettere sui processi innovativi e tutto questo ha bisogno di giovani che sappiano coniugare conoscenza e volontà lavorativa. L’età media dei mantovani nel 2016 era di 45 anni, mentre l’età media delle popolazioni attualmente in movimento migratorio è al di sotto dei 20 anni. Pertanto l’idea è quella di capire se i cosiddetti “italiani di seconda generazione” possono essere una risorsa per il nostro territorio. Il secondo appuntamento sarà domenica 21 gennaio alle 11, in duomo, con il vescovo mons. Marco Busca, per riunire attorno alla Parola di Dio e all’Eucaristia tutte le comunità cristiane provenienti dai vari continenti e che da anni vivono, lavorano e risiedono con le loro famiglie nel Mantovano. La proclamazione in più lingue, i canti delle varie comunità etniche che animeranno i diversi momenti della Messa daranno il segno dell’universalità della Parola di Dio e del fatto che nella preghiera non c’è differenza di lingua, di
provenienza, di colore della pelle, di passaporto, di stato sociale. Sarà una grande festa di fraternità e di accoglienza della nostra Chiesa, che si concluderà con il successivo pranzo in Seminario, previsto per le 13. Con questi eventi si vuole dare un piccolo segno di apertura alla fraternità universale, premessa della pace e dello sviluppo dei popoli. (Aristide Pelagatti - direttore Ufficio Migrantes della diocesi di Mantova)
 
 
 

Rimini: conclusa la Mostra dei Presepi dal Mondo

Rimini – Sabato scorso, 6 Gennaio, festa dell’Epifania, con la Messa in Cattedrale presieduta dal Vescovo di Rimini, Mons. Lambiasi, si è conclusa la 15° Mostra dei Presepi dal Mondo. La Mostra ha avuto un grande successo di pubblico –oltre ventimila i visitatori e una cinquantina i gruppi che hanno usufruito della visita guidata- ed è stata molto apprezzata per l’aspetto artistico e per  il messaggio trasmesso, si legge in una nota della Caritas e dell’Ufficio Migrantes della diocesi che hanno promosso l’iniziativa.
Tanto da guadagnare un servizio televisivo trasmesso da RAI 1 all’interno della puntata di “A sua immagine” di sabato. Nel servizio , la conduttrice Lorena Bianchetti, ha intervistato don Renzo Gradara ideatore della Mostra che ne ha spiegato il senso e il valore educativo; Cesare Giorgetti coordinatore della Mostra; i rappresentanti della comunità filippina e argentina e due ragazzi richiedenti asilo. “Una Mostra che dice condivisione di popoli, solidarietà e integrazione. Un modo per dire che la diversità è una ricchezza e una risorsa. Una Mostra che dice Speranza perché non c’è nessun paese così povero che non sia abitato da Gesù, non  c’è nessun popolo, per quanto emarginato, che non sia amato da Gesù”, si legge nella nota.
La mostra dei Presepi dal Mondo è un evento che presenta alla città e ai moltissimi turisti presenti in occasione delle feste natalizie, il volto di una Rimini “solidale, inclusiva, capace di costruire ponti e non muri, accogliente e ricca di una presenza multiculturale e multietnica. E anche il volto di tantissime famiglie e persone immigrate che pur mantenendo vivo il valore della propria terra, della propria tradizione e della propria cultura, sente di appartenere a questa città e a questa chiesa”.
 

Grasso: questione migratoria “priorità della nostra società”

Roma - “La questione migratoria è la  priorità della nostra società, sempre più globalizzata ed interdipendente. Su di essa si misura la sincerità della nostra dedizione a quei valori di umanità e spettanze primarie che abbiamo posto a fondamento della casa comune europea”.
A scriverlo è oggi il Presidente del Senato Piero Grasso in un messaggio al Direttore generale della Fondazione Migrantes in occasione della presentazione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebra domenica prossima.  Un tema, quella dei migranti che “chiama tutta la Comunità internazionale ad una assunzione di  responsabilità incentrata  sui valori inderogabili di solidarietà, accoglienza e dignità di ciascun essere umano”.
“A fronte di questo esodo umanitario – aggiunge Grasso - non possiamo fermarci al turbamento delle coscienze ed ai sentimenti  di umana pietà, ma dobbiamo recuperare i l senso delle priorità secondo una prospettiva geopolitica condivisa che governi il fenomeno  migratorio con strategie efficaci improntate a politiche di cooperazione, integrazione dignitosa e penalizzazione per coloro che traggono profitto dalle immigrazioni clandestine”. Per il Presidente del Senato “dobbiamo scegliere se la vita sia ancora e sempre un bene non negoziabile e la sua difesa un valore morale assoluto oltre che giuridico, oppure sacrificarlo in nome della paura, della indifferenza e della 'cultura dello scarto’”. Sul  piano etico e politico Grasso è convinto che “le possibili risposte a questa drammatica e globale sfida siano racchiuse in due parole chiave: solidarietà e responsabilità. La solidarietà impone di guardare al migrante come persona umana che, in quanto tale e indipendentemente dal suo status giuridico, è portatore di diritti ‘inviolabili’, perché la loro tutela supera le stesse esigenze di sicurezza  e protezione dci confini. La responsabilità impone di considerare i flussi migratori come una risorsa ideale prima ancora che economica e demografica: un'occasione preziosa per edificare comunità più coese, più plurali e inclusive che facciano riscoprire le ragion  che uniscono piuttosto che quelle che dividono.
 

Mons. Di Tora: mettere al primo posto la dignità di ogni persona

Roma - “Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati”. Questo il tema della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebra domenica prossima. Per il Presidente della Fondazione Migrantes, il vescovo mons. Guerino Di Tora, in questi verbi “c’è la piena intenzione di mettere al primo posto la dignità della persona”. La mobilità di chi cerca sopravvivenza lontano da casa è diventata, spiga al settimanale “RomaSette” un “fenomeno mondiale ed epocale che cambierà la geopolitica internazionale” e si è passati da una fase “emergenziale del problema migratorio” ad una realtà “strutturale”. “Accogliere” per mons. Di Tora non è solo un verbo ma significa tentare di “creare una cultura dell’accoglienza” per realizzare una globalità umana e questo richiede grande «sollecitudine». Solo se si parte dall’accoglienza sarà possibile proteggere il prossimo, difendere i diritti e la dignità di migranti e rifugiati. Una protezione che per il Presidente della Fondazione Migrantes deve necessariamente «partire dalle autorità del Paese di provenienza e poi da quelle dei Paesi accoglienti per prevenire lo sfruttamento, le tratte, lo schiavismo e quanto offende la dignità umana». Per far questo è «fondamentale l’accesso alla giustizia» e il presule ricorda la campagna lanciata dalla CEI “Liberi di partire, liberi di restare” per il sostegno ai migranti nei Paesi di partenza, di transito e di accoglienza «per dare ad ognuno il senso di questa dignità, protezione che riguarda in particolare i minori ai quali bisogna garantire scuola e vaccinazioni». Strettamente legati tra loro anche gli ultimi due verbi contenuti nel messaggio del Papa: “promuovere”, cioè «favorire lo sviluppo umano di migranti e rifugiati, l’integralità della famiglia, lo sviluppo delle competenze, l’inclusione dei minori non accompagnati in programmi previsti per situazioni particolari», e “integrare”, un processo non semplice ma «un’opportunità di crescita per tutti, soprattutto per l’arricchimento delle diverse culture». In questo contesto per mons. Di Tora rientra «il riconoscimento dello “ius soli”, è inimmaginabile avere tra noi persone apolidi. Bisogna dare questo diritto a chi parla la nostra lingua, assume la nostra memoria storica e i nostri valori».
 

Don De Robertis “comunità cristiane facciano sentire accolti i migranti”

Roma - Domenica 14 gennaio ricorre la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2018. Papa Francesco celebrerà a San Pietro la Messa, in diretta su Rai Uno, insieme alle comunità etniche. Al centro del Messaggio del Papa quest’anno sono i quattro verbi “Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati”. In Italia le celebrazioni ufficiali si svolgeranno a Chieti, in Abruzzo, con una messa presieduta dal vescovo mons. Bruno Forte. Le varie iniziative della Chiesa italiana saranno presentate in conferenza stampa a questa mattina alle ore 12.00, Tra le tante, il programma ‘Italiani anche noi’, dello scrittore e insegnante Eraldo Affinati, che racconta l’Italia dell’accoglienza: un viaggio in dieci tappe alla scoperta delle Penny Wirton, le scuole di italiano per stranieri, gratuite, fondate da Affinati e dalla moglie Luce Lenzi. Il programma andrà in onda su Tv2000, a partire dal 14 gennaio, la domenica alle 19.30. Alla conferenza stampa interverranno mons. Nunzio Galantino, Segretario Generale della CEI, mons. Guerino Di Tora, vescovo Ausiliare di Roma e Presidente della Commissione Episcopale per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes, e don Gianni De Robertis, Direttore generale della Fondazione Migrantes, al quale abbiamo rivolto alcune domande.
Papa Francesco celebrerà la messa in Piazza San Pietro con le comunità etniche alla vigilia del suo viaggio in Cile e Perù (15-21 gennaio). Quali aspettative dalla Giornata di quest’anno?
E’ un evento un po’ fuori dall’ordinario ed è una bella coincidenza. Ci aspettiamo una crescita di tutte le comunità cristiane, nella consapevolezza che tutti i popoli sono chiamati alla salvezza. Le nostre comunità sono chiamate ad essere cattoliche di nome e di fatto. In Italia abbiamo 5 milioni di immigrati, di cui 1 milione di cattolici che devono sentirsi accolti, specie in un momento della vita del Paese in cui si fanno sentire voci discordi.
La legge sulla cittadinanza secondo lo ius soli non è stata approvata entro la fine della legislatura, come si sperava. Cosa auspicare?
Purtroppo è come se impallidissero  i volti e le persone concrete, che dovrebbero essere invece il fine di ogni legge. Invece prevalgono altre logiche, nonostante sia evidente a tutti che stiamo parlando di 800.000 bambini e ragazzi che sono nati e vivono in Italia.
Anche se in questa legislatura non si è riusciti ad approvare la legge, questo cammino non può che continuare: perché le differenze arricchiscono e contribuiscono alla crescita del Paese.
Il 2018 è iniziato da poco è già è arrivata la prima notizia del naufragio di un barcone: 86 migranti salvati, 8 cadaveri recuperati ma si temono molte più vittime. Gli arrivi non si fermano, nonostante gli accordi Italia-Libia…
Gli arrivi sono il sintomo del grande dramma delle disuguaglianze che si acuiscono sempre di più tra Nord e Sud del mondo e all’interno di ogni Paese. Poi c’è il dramma dei conflitti, che invece di diminuire si sono moltiplicati. Purtroppo l’industria che sta andando meglio è quella del commercio di armi. Finché non metteremo mano a queste grandi ferite non possiamo aspettarci che le migrazioni tornino a numeri più contenuti. Bisogna che l’Italia, l’Europa e Onu abbiano un ruolo effettivo, reale, nel governare questi processi, un compito della politica in senso alto.
Nel frattempo l’Italia ha deciso di inviare una missione militare in Niger con lo scopo di combattere il traffico di migranti diretto in Libia e di addestrare l’esercito nigerino. Che ne pensa?
Quando è arrivata la notizia ero vicino ad un giovane del Niger accolto da una nostra comunità a Bari, a cui hanno ucciso entrambi i genitori nella zona di Boko haram, al confine con la Nigeria. Non era scolarizzato ma è molto intelligente, ora sta facendo l’istituto alberghiero e il suo sogno è diventare medico. Mi ha suggerito una risposta incredibile: “In Niger non abbiamo bisogno di 500 soldati ma di 500 insegnanti”. Anche perché di militari – americani, tedeschi, francesi – ce ne sono già molti. E si sa che dove manca l’istruzione i movimenti terroristi proliferano. Inoltre non dovremmo appoggiare figure corrotte che dominano molti Paesi africani.
Il Messaggio del Papa di quest’anno ruota intorno a quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere ed integrare i migranti e i rifugiati. Quali di questi è prioritario in Italia?
Non bisogna fermarsi al primo gradino, perché i quattro suggerimenti del Papa sono collegati. E’ necessario metterli in campo tutti. Si sa che la cattiva accoglienza alimenta il rifiuto nei confronti degli stranieri: spesso sono parcheggiati nei centri di accoglienza, non sanno l’italiano e non sono aiutati a coltivare risorse e doni. Invece bisogna portare avanti questi quattro passi insieme, attraverso un’accoglienza diffusa, per fare in modo che gli arrivi non siano un problema ma una grande opportunità di crescita e scoperta di altri valori. (P. Caiffa – Sir)
 
 
 

Naufragio dell’Epifania: salgono a 64 le vittime

Milano - «Abbiamo aspettato almeno due ore l’arrivo dei soccorsi, aggrappati al gommone, cercando di aiutare chi non riusciva a rimanere a galla». Sono schioccati. Fanno fatica a raccontare quei morti. In tutto 64, tra cui molti bambini. L’hanno già ribattezzato il naufragio della Befana. Certo è che, a soli pochi giorni dal suo avvio, il nuovo anno ha già visto la sua prima grande tragedia del mare. Sono i morti del gommone affondato sabato scorso al largo delle coste libiche. La nave Diciotti della Guardia Costiera italiana ha recuperato otto salme e messo in salvo 86 persone, giunte nel porto di Catania. «Tra i sopravvissuti ci sono anche un bambino di tre anni che ha perso la madre e una famiglia di undici persone in cui si sono salvati solamente in tre» racconta il coordinatore dell’attività di supporto psicologico in Sicilia di Medici senza frontiere, Teo Di Piazza. Nel Mediterraneo si muore ancora. Malgrado i muri e gli accordi per fermare i flussi migratori.
«La situazione nel Mediterraneo e in Libia continua ad essere particolarmente grave – sottolinea il Centro Astalli, commentando il primo naufragio del 2018 – Non si può ravvisare certamente un miglioramento nel calo degli arrivi in Italia rispetto al 2016 o nella diminuzione dei decessi in mare, che comunque superano le 3000 vittime». Dal primo gennaio sono stati recuperati in mare e accompagnati in Italia 417 migranti, nel 2017 almeno 3.116 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo. Il servizio dei Gesuiti per i rifugiati in Italia torna a chiedere a istituzioni nazionali e sovranazionali l’attivazione immediata di vie legali che consentano a chi scappa da guerre e persecuzioni di giungere in Europa per chiedere protezione; di non far accordi con paesi terzi in cui non vengono rispettati i diritti umani e in cui non sia pienamente assicurato il rispetto del diritto d’asilo e di potenziare lo sforzo di ricerca e soccorso delle imbarcazioni in difficoltà nel Mediterraneo.
Su Twitter Carlotta Sami, portavoce dell’ACNUR, scrive da Catania: «Accogliamo i sopravvissuti sotto choc del primo naufragio del 2018. I corpi recuperati sono 8, tutte donne. Fra loro la mamma di un bimbo di 2 anni, ora orfano. Queste vite vanno salvate a terra e in mare, senza esitazioni: ogni giorno la loro vita è a rischio». Per ACNUR Italia «le attività di salvataggio in mare sono e rimarranno essenziali anche nel 2018». Intanto non si fermano le partenze. Dall’altre parte del Mediterraneo, la Guardia costiera libica informa di aver tratto in salvo almeno 272 persone che si trovavano a bordo di due gommoni in navigazione verso l’Europa e in difficoltà. Fra loro 53 donne e 56 bambini. E ci sarebbero anche due vittime: due donne, di cui una incinta. I gommoni si trovavano al largo di Gasr Garabulli, a est di Tripoli. Nella stessa zona in cui è avvenuto il naufragio tre giorni fa. Secondo il portavoce della Marina libica, Ayyoub Qasem, il salvataggio si è svolto in due fasi diverse. Il primo gommone, il cui motore si era staccato e finito in mare, è stato soccorso a 30 miglia a nord di Gasr Garabulli. È su questa imbarcazione che si trovavano le due vittime, uccise dalla calca. Quanto al secondo gommone, il cui motore era andato in panne, è stato soccorso a circa 12 miglia a nord di Gasr Garabulli. Tutti i migranti sono di varie nazionalità africane e sono stati trasportati domenica sera alla base marittima di Tripoli, dove è stata prestata loro assistenza medica, per poi essere consegnati al centro di accoglienza dell’apparato per la lotta alla migrazione clandestina. Presenti sul posto anche diverse organizzazioni internazionali, una presenza che però Ayyoub definisce «per lo più formale e mediatica». Secondo il portavoce, l’aiuto offerto da queste organizzazioni ai migranti «non è al livello dei finanziamenti che ricevono e della pubblicità che diffondono sui media e sui social network». «Ci auguriamo che la Mezzaluna libica sia l’alternativa a queste organizzazioni e che sia l’unica a poter lavorare in queste situazioni, affinché nessuno ci sfrutti e porti a casa il frutto del nostro lavoro», conclude Ayyoub. È da un po’che il governo di Tripoli ha alzato la posta, minacciando fra l’altro di non effettuare soccorsi in mare. L’azione di supporto e assistenza in Libia da parte dell’Italia nel 2018 sarà rafforzata, si legge nella delibera che contiene gli impegni internazionali trasmessa dal Governo al Parlamento lo scorso 28 dicembre. Il costo del 2018 è programmato in poco meno di 35 milioni di euro. (D. Fassini – Avvenire)
 
 

Brescia: domani incontro del vescovo con la delegazione dei responsabili delle comunità islamiche

Brescia - Il vescovo di Brescia mons. Pierantonio Tremolada  incontrerà una delegazione dei rappresentanti di alcuni centri islamici e associazioni islamiche di Brescia e provincia domani, martedì 9 gennaio alle ore 18.00 nel Salone dei Vescovi (Curia diocesana, via Trieste 13 - Brescia).
Questo incontro sarà occasione – spiega la diocesi  di porgere al vescovo gli auguri per il nuovo anno al termine di questo tempo natalizio. Il Vescovo consegnerà in dono il messaggio del Papa per la Giornata Mondiale per la Pace.
 

GMM: a Lodi un incontro per riflettere sul tema dell’accoglienza

Lodi - Domenica 14 gennaio si celebrerà la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. L’Ufficio diocesano Migrantes di Lodi ha proposto che, da quest’anno, l’evento si svolga a turno nei vari vicariati della diocesi: si partirà con Lodi e con la parrocchia di San Fereolo. Il programma prevede, alle 10.30 alla chiesa del Sacro Cuore, la Messa celebrata da don Antonello Martinenghi, direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes e animata dalla corale degli africani francofoni, con qualche canto dei latino-americani e con la presenza delle ospiti della Casa di accoglienza femminile San Giacomo. Seguirà un piccolo momento conviviale e, nel pomeriggio, durante la catechesi dei ragazzi, sarà presentata la figura di Santa Francesca Cabrini, patrona dei migranti.
La Messa sarà anche l’occasione per riflettere sul messaggio di Papa Francesco Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati nel quale il Santo Padre auspica possibilità più ampie di ingresso sicuro nei paesi di destinazione, l’incremento della concessione di visti umanitari e per il ricongiungimento familiare e chiede che migranti e rifugiati siano messi in condizione di realizzarsi come persone a cui vengano garantite la libertà di professione e di pratica religiosa: l’integrazione, ha precisato, non porta a dimenticare la propria identità culturale ma a una maggiore conoscenza reciproca.
Nella nostra diocesi sono circa una cinquantina i migranti accolti grazie all’ospitalità offerta dalle Casa di accoglienza “San Giacomo”, “Don Luigi Savarè” e “Rosa Gattorno”.
Ai centri di accoglienza straordinaria per chi arriva dal mare, si sono aggiunte, secondo la logica dell’accoglienza diffusa, una decina di parrocchie che hanno messo a disposizione alcuni ambienti ospitando una sessantina di persone.