Primo Piano

Papa: il 9 marzo celebrazione della Penitenza

Città del Vaticano - Venerdì 9 marzo 2018, alle ore 17, nella Basilica Vaticana, Papa Francesco presiederà il Rito per la Riconciliazione di più penitenti con la confessione e l’assoluzione individuale.
Ne da notizia oggi il Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede
 

Migranti: crollo sbarchi, -61% i primi due mesi 2018

Roma - Crollo degli sbarchi nei primi due mesi dell’anno: sono arrivati 5.247 migranti contro i 13.439 dello stesso periodo del 2017 (-61%). Ancora più netta la flessione registrata a febbraio: 1.065 arrivi contro gli 8.971 del febbraio 2017 (-88%). Numeri - come ha sottolineato il ministro dell’Interno, Marco Minniti, parlando di "fenomeno sotto controllo" – che confermano il segno meno per l’ottavo mese consecutivo. Gli eritrei sono i più numerosi tra i nuovi arrivati (1.312), seguiti da tunisini (1.060), nigeriani (326), pakistani (286) e libici (234).
 

“Fratelli IN Italia”: uno spettacolo a Padova

Padova - Otto attori sul palco, quattro giovani italiani e quattro stranieri, per raccontare non solo storie di viaggi, migrazioni, accoglienze, pregiudizi che riguardano l’immigrazione oggi ma anche per avviare prove di integrazione, a partire dalla realizzazione stessa dello spettacolo. I giovani attori, infatti, sono stati protagonisti di un cammino di fraternità cresciuto prova dopo prova.
È questo il progetto che sta alla base di “Fratelli IN Italia”, lo spettacolo teatrale su testo di Loredana D’Alesio per la regia di Alberto Riello, che sarà circuitato nel tempo di Quaresima nelle principali sale di comunità del territorio diocesano. Lo spettacolo racconta, attraverso oggetti e scenografia volutamente essenziali, sia l’aspetto ordinario delle migrazioni che il dramma del viaggio che molti affrontano. Il tutto condito da riferimenti biblici e appelli alla coscienza individuale e comunitaria.
 Il progetto nasce dalla collaborazione tra Ufficio diocesano di Pastorale della Missione, Ufficio Migrantes, ufficio per le Comunicazioni sociali e Servizio diocesano Assistenza Sale. Verrà presentato nella genesi e negli obiettivi durante una conferenza stampa che si terrà domani, 1 marzo a Padova.
 

Migrantes Reggio Emilia-Guastalla

Reggio Emilia - “Cina, così viCina. Sfide per un cammino comune”: questo il tema di un convegno che si è svolto a Reggio Emilia su iniziativa del Centro Missionario e dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, con la collaborazione della Cooperativa Sociale l'Ovile. Il convegno ha cercato di approfondire la cultura e la fede del popolo cinese, per capire quale approccio con la comunità residente nella diocesi (circa 6.000 cinesi) e per un cammino comune.
Relatore principale è stato p. Gianni Criveller, missionario del PIME, autore di diversi libri e collaboratore dell’Holy Spirit Centre. Con lui don Pietro Sun, cappellano della comunità cinese a Reggio Emilia, Maria Chiara Sagario, della Piccola Famiglia dell’Assunta, che segue le attività di Casa Italia-Cina, una mediatrice culturale che opera a Reggio, Leo Zhang insegnante di Cinese in città. La giovane Giovanna Jiang ha proposto un momento artistico con canti Cinesi.
 

Dalla Torre: conoscere meglio lo spettacolo viaggiante per una pastorale accanto a loro

Roma - “Per la maggior parte di noi stanziali la conoscenza dell’affascinante mondo dello spettacolo viaggiante si limita solamente al puro e breve divertimento. Poco o nulla conosciamo invece della vita reale della gente del Viaggio, vista spesso con sospetto e diffidenza magari perché la loro abitazione è diversa dalla nostra e il loro modo di vivere richiama atavici pregiudizi”. A dirlo questa mattina don Mirko Dalla Torre, della Consulta Migrantes per la pastorale con lo spettacolo viaggiante intervenendo ad una tavola rotonda della Consulta per le Migrazioni in corso a Roma.  La Chiesa “in forza dell’essere portatrice della salvezza di Cristo Signore ad ogni uomo, guarda alla gente del Viaggio con stima e fiducia, annunciando il Vangelo perché anch’essa possa fare esperienza dell’amore di Dio, che è Padre di tutti, e sentirsi così amata”, ha sottolineato il sacerdote che si occupa di questa pastorale nella regione ecclesiale del Triveneto: i fieranti e i circensi sono “itineranti per vocazione; viaggiano, percorrono cammini più o meno lunghi, richiamando alla nostra memoria il nomadismo dei grandi patriarchi dell’Antico Testamento. La loro breve sosta in mezzo a noi sembra quasi voglia ricordarci che anche noi non possediamo una dimora certa in questo mondo, ma che siamo gente in cammino verso la Patria eterna”.  Per don Dalla Torre “qualsiasi lavoro pastorale non può mai essere improvvisato, nasce e si sviluppa partendo dal vissuto della comunità cristiana: l’accogliere, il conoscere e il condividere costituiscono la base solida in ogni progetto pastorale. Anche nella pastorale dei fieranti e dei circensi questi tre punti sono basilari per organizzare e programmare un’evangelizzazione, che diventa innanzitutto condivisione del Vangelo attraverso una catechesi attenta alle loro varie esigenze”. (R.I.)
 

Stasolla: superare la diversità e costruire una Chiesa delle genti anche con i rom e sinti

Roma - Nell’immaginario collettivo quando “tutti noi ci approcciamo all’universo rom e sinto ci poniamo davanti alla punta dell’iceberg di ciò che nel nostro Paese incarna la diversità assoluta, irriducibile e totalizzante. I rom e sinti sono da secoli percepiti come ciò che di più lontano può esistere per la nostra lingua, la nostra cultura, le nostre tradizioni”. A dirlo questa mattina il presidente dell’associazione “21 luglio”, Carlo Stasolla, intervenuto alla Consulta Nazionale delle Migrazioni della Fondazione Migrantes, in corso a Roma.  Alcuni studi accademici – ha detto Stasolla -  hanno dimostrato come “l’avversione verso rom e sinti, in Italia, raggiunga i picchi più alti e come ataviche paure, frutto di pregiudizi e stereotipi, siano radicate nella nostra memoria collettiva”. Senza “scendere” nell’approfondimento di realtà individuali – varie le etnie rom, sint e caminanti -  “si preferisce classificare tutti, indistintamente come ‘rom’ o ‘sinti’, intesi come parti di un indissolubile corpus culturale più o meno omogeneo di persone che incarna pienamente e totalmente la diversità. Tocchiamo con mano quello che chiamo il peccato originale dell’antigitanismo. Esso attecchisce nel momento in cui, enfatizzando l’alterità etnica - consideriamo il rom o il sinto irriducibilmente diverso da noi. E’ un veleno questo che, quando scorre nelle nostre menti, intossica i nostri pensieri e condiziona pesantemente, al di là dei buoni propositi, il nostro operato pastorale”.  Per Stasolla per “superare la diversità e costruire una Chiesa delle genti fondata sull’unità dovremmo esattamente smettere di leggere la realtà dei rom dei sinti con la lente culturalista. Si tratta di una lettura errata, che crea distanze”.
 

Mons. Felicolo: le comunità straniere in Italia molto preziose

Roma - Le comunità cattoliche straniere in Italia sono “comunità preziose” per le Chiese in Italia.  A dirlo questa mattina il direttore Migrantes di Roma e del Lazio, mons. Pierpaolo Felicolo, intervenendo alla Consulta Nazionale per le Migrazioni in corso a Roma.
Per il sacerdote occorre “sensibilizzare i parroci sul ruolo della Migrantes nelle varie diocesi italiane”. Oggi è necessario che nel Consiglio Presbiterale diocesano sia presente un cappellano etnico, che i vescovi “visitino le comunità etniche regolarmente” e che i cappellani facciano riferimento alle strutture diocesane per  la formazione dei catechisti, dei ministri straordinari della Comunione, del  Catecumenato. Inoltre occorre far riferimento ai vescovi diocesani e al direttore Migrantes.
Davanti al fenomeno migratorio mons. Pierpaolo Felicolo evidenzia il bisogno di  “costruire ponti, non muri” per una maggiore integrazione nelle comunità cristiane e nella nostra società.
 

P. Caetano: accompagnamento e sensibilizzazione alla cattolicità della Chiesa

Roma - In Francia sono 21 le cappellanie nazionali erette a volte secondo la lingua, altre volte in base al Paese di provenienza e altre ancora a livello continentale.
Lo ha detto questa mattina p. Carlos Caetano, direttore del Servizio di pastorale per i Migranti della Conferenza Episcopale Francese intervenuto alla Consulta Nazionale delle Migrazioni in corso a Roma. Per il religioso scalabriniano anche in Francia oggi è “difficile” parlare di accoglienza nel mondo Migratorio a causa di un “clima di chiusura e pregiudizi che generano paure”. Per una pastorale migratoria occorrono strumenti pastorali adatti, una formazione specifica che aiuta le comunità migranti e non e deve “sensibilizzare verso l’accoglienza dei fratelli migranti”. Per p. Caetano “uno stile pastorale e traversale deve essere il pilastro della pastorale dei migranti”. Non bisogna, secondo il direttore Migrantes di Francia, oggi “trasformare le cappellanie e le Missioni Cattoliche in chiese parallele a quelle locali” ma queste devono essere promotrici di comunità integrate:“ogni entità culturale “dovrà rinunciare a qualcosa e imparare a valorizzare gli aspetti positivi di ognuna”. In questo lavoro il coinvolgimento dei laici è fondamentale in una pastorale d’insieme con gli altri uffici a livello diocesano e a livello di Conferenza Episcopale nazionale e ad un “accompagnamento e sensibilizzazione alla cattolicità della Chiesa”.
 

Belluno: il delegato Migrantes incontra il direttivo dell’Abm

Belluno - In occasione della riunione del Direttivo dell’Associazione Bellunesi nel Mondo i Consiglieri hanno avuto modo di incontrare ufficialmente il diacono Francesco D’Alfonso, nuovo delegato diocesano dell’Ufficio Migrantes designato dal vescovo mons. Renato Marangoni.
“Siete i testimoni di una memoria virtuosa, che fa tesoro del passato per illuminare meglio il tempo presente”, ha detto D’Alfonso ai rappresentanti dell’Associazione: “avete l’impegno di ricordare ciò che siamo stati, pur sapendo che oggi importa soprattutto guardare al futuro, già presente in mezzo a noi”.
Il presidente dei Bellunesi nel Mondo Oscar De Bona ha dato la disponibilità per progetti comuni al neo delegato sottolineando che emigrazione e immigrazione sono temi di particolare attualità in questi tempi e, quindi, è molto la collaborazione tra enti e associazioni che seguono gli stessi percorsi.
 

Don Semehen: maggiore attenzione alle esigenze dei cappellani etnici in Italia

Roma - “Bisogna avere maggiore attenzione alle esigenze dei cappellani etnici in Italia”. E’ la richiesta di don  Marco Jaroslav Semehen, Rettore della Basilica di Santa Sofia a Roma e per anni coordinatore per la pastorale  degli ucraini in Italia, durante la Consulta delle Migrazioni della Fondazione Migrantes in corso a Roma.
Oggi, per il sacerdote,  occorre una “maggiore valorizzazione dei cappellani etnici nella loro presenza nelle varie diocesi del nostro Paese”. Una presenza “utile” e che può dare un grande contributo.Da qui la richiesta di aiutare ed accompagnare i cappellani nel loro cammino. E parlando dei diversi riti occorre, per don Semehen, promuovere nelle diocesi italiani momento di scambi e di conoscenza delle varie tradizioni.
 

Don De Stasio: il bisogno di sacerdoti italiani nelle Missioni Cattoliche di Lingua italiana all’estero

Roma - Le Chiese in Europa hanno “maturato la consapevolezza che le migrazioni e la mobilità umana sono fenomeni strutturali, non transitori e tutt’altro che marginali, non solo dal punto di vista numerico ma anche da quello pastorale ed ecclesiologico inerente l’identità stessa della Chiesa”. A dirlo questa mattina il coordinatore nazionale delle Missioni Cattoliche Italiane in Svizzera nel corso della Consulta Nazionale delle Migrazioni della Fondazione Migrantes in corso a Roma. “Il profilo dei fedeli si fa sempre più plurietnico ma le strutture e le modalità pastorali -  ha  detto il sacerdote – nella maggioranza dei casi, rimangono ancorate a modelli  passati e ad un concetto mutuato dalla politica che risulta superato a livello sociologico ed estraneo alla natura stessa della Chiesa: l’integrazione”. Due i pericoli evidenziati da don De Stasio, “l’uno speculare all’altro: da un lato, che i cristiani migranti,  debbano pregare, celebrare e vivere la fede solo tra di loro, per gruppi etnici o linguistici; dall’altro, che siano i cristiani ‘stranieri’ a doversi adeguare al modo di essere chiesa preesistente”. Secondo don De Stasio nei prossimi anni, in Europa, la percentuale dei fedeli cattolici migranti aumenterà significativamente al punto da raggiungere in alcune nazioni oltre il 50 %. La pastorale con i migranti, quindi,  “non è una pastorale straordinaria, speciale e provvisoria. È una pastorale ordinaria e specifica attuata dalla Chiesa locale. La presenza di nuove generazioni di italiani in Europa, i frequenti contatti con la madrepatria, le vacanze nei paesi di origine, la permanenza dei pensionati per diversi mesi in Italia, la facilità degli spostamenti, il numero considerevole di nostri connazionali all’estero, “anima di italianità l’Europa e contribuisce a creare un’Italia fuori dall’Italia. Tutto ciò rende la pastorale con gli italiani all’estero permanente e dinamica. È impensabile affermare che gli italiani all’estero non abbiano più bisogno di una pastorale specifica: ciò li porterebbe ad allontanarsi dalla fede e dalla Chiesa e in alcuni casi ad inserirsi in comunità cristiane non cattoliche o in movimenti non cristiani”. La Chiesa italiana ha una lunga storia di impegno a favore degli italiani emigrati. Attualmente nel mondo sono più di 350 le Missioni Cattoliche Italiane, con circa seicento tra sacerdoti, religiose e religiosi, laiche e laici presenti in 40 nazioni nei cinque continenti. Nel corso degli anni è stato “compiuto – ha evidenziato il sacerdote -  un lungo percorso di inserimento delle missioni nel tessuto ecclesiale delle chiese che accolgono evitando o correggendo le deviazioni legate ad un certo nazionalismo, ad un eccessivo peso della cultura e della propria patria, a dipendenze pastorali e vincoli con le chiese di partenza”. Concludendo don De Stasio ha evidenziato il bisogno di una formazione specifica di tutti gli operatori pastorali per acquisire competenze specifiche nell’ambito migratorio. E oggi “servono sacerdoti italiani nelle Missioni Cattoliche italiane”. (R.I.)
 

Migrantes: domani a Parma la presentazione del Rapporto Asilo

Parma - Sarà presentato domani a Parma il Report 2018 “Il diritto d’asilo. Accogliere Proteggere Promuovere Integrare” della Fondazione Migrantes . Tema dell'incontro  "I rifugiati nelle comunità interculturali". Si tratta del primo di tre incontri dedicati al tema dell' accoglienza dei rifugiati.
Lo studio della Migrantes dedica, quest'anno, il focus di approfondimento alle esperienze di accoglienza di rifugiati in famiglia. Un’occasione per parlare di rifugiati e relazioni interculturali a partire dalla presentazione del report con le due curatrici – Mariacristina Molfetta della Fondazione Migrantes e Chiara Marchetti di CIAC onlus, che ha anche curato la sezione di approfondimento – ma allargando lo sguardo anche alle altre esperienze di coinvolgimento diretto della comunità locale: non solo aprendo la porta di casa a un rifugiato, ma anche attraverso esperienze di co-housing tra giovani rifugiati e giovani italiano o con l’impegno diretto come tutor territoriale per l’integrazione.
L’incontro sarà introdotto da Laura Rossi, assessore al welfare del Comune di Parma, e da Michele Rossi, direttore di CIAC onlus. Dopo gli interventi di Mariacristina Molfetta e Chiara Marchetti, curatrici del volume, sarà data voce ai protagonisti dei progetti “Rifugiati in famiglia”, “Tandem”, “Tutor territoriale per l’integrazione” di CIAC onlus. Sarà anche proiettata una videoinstallazione a cura di Migrabilia Media Lab.
 
 

Migrantes: oggi la conclusione della Consulta per le Migrazioni

Roma - Riprenderà questa mattina a Roma l’incontro della Consulta Nazionale per le Migrazioni dlela Fondazione Migrantes apertasi ieri pomeriggio. Dopo la Santa Messa, presieduta dal presidente della Fondazione, il vescovo ausiliare di Roma, mons. Guerino di Tora, una tavola rotonda sul tema “Verso una Chiesa delle genti: prendersi cura delle diversità costruendo l’unità è possibile?” con gli interventi di don Carlo De Stasio, coordinatore nazionale della pastorale per gli italiani in Svizzera; don Marco Yaroslav, già coordinatore degli ucraini in Italia; mons. Pierpaolo Felicolo, direttore Migrantes della diocesi di Roma; don Mirko Dalla Torre, della consulta Migrantes per la pastorale per lo spettacolo viaggiante, Carlo Stasolla, presidente dell’associazione “21 luglio” e p. Renè Manenti, missionario scalabriniano. Nel pomeriggio spazio dedicato anche al ruolo dei social nel mondo della pastorale della mobilità umana. (Raffaele Iaria)
 

Corridoi umanitari Cei: le 113 persone arrivate in viaggio verso le diocesi di accoglienza

Roma - Si è conclusa, con una conferenza stampa, la seconda fase dei corridoi umanitari che dall’Etiopia ha portato, nella notte, in Italia, 113 profughi originari di diversi Paesi del Corno d’Africa che in queste ore stanno raggiungendo le diocesi italiane dove saranno accolti. 
Il corridoio rientra nell’ambito del Protocollo di intesa con lo Stato italiano, siglato dalla Comunità di Sant’Egidio e dalla CEI, che agisce attraverso Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. Il Protocollo, finanziato con fondi CEI 8xmille, prevede il trasferimento dall’Etiopia di 500 profughi in due anni.Durante la conferenza il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, ha messo in guardia contro lo "sciacallaggio politico ed economico sui migranti”.
 

Papa: nel confessionale nessuna minaccia ma il perdono del Padre

Città del Vaticano - Il Signore non si stanca di chiamare ciascuno a cambiare vita, a fare un passo verso di Lui per convertirci e lo fa con la dolcezza e la fiducia di un Padre: facciano così anche i confessori. Questo, riferisce Vatican News, il cuore dell'omelia del Papa nella Messa a Casa Santa Marta questa mattina sottolineando che la Quaresima è un tempo che "aiuta alla conversione", al riavvicinamento a Dio, al "cambiamento della nostra vita" e questa è una "grazia" da chiedere al Signore.  Gesù chiama con dolcezza e fiducia di padre.
Prendendo spunto dalla prima Lettura tratta di Isaia, una vera “chiamata alla conversione”, papa Francesco nell’omelia mostra quale è l’atteggiamento “speciale” di Gesù di fronte ai nostri peccati. “Non minaccia, ma chiama con dolcezza, dando fiducia”. “Su venite e discutiamo” sono le parole del Signore ai capi di Sodoma e al popolo di Gomorra, a cui, spiega il Papa, ha già indicato il “male” da evitare e il “bene” da seguire. Così fa con noi:
Il Signore dice: “Vieni, su. Venite e discutiamo. Parliamo un po’”. Non ci spaventa. E’ come il papà del figlio adolescente che ha fatto una ragazzata e deve rimproverarlo. E sa che se va col bastone la cosa non andrà bene, deve entrare con la fiducia. Il Signore in questo brano ci chiama così: “Su, venite. Prendiamo un caffè insieme. Parliamo, discutiamo. Non avere paura, non voglio bastonarti”. E siccome sa che il figlio pensa: “Ma io ho fatto delle cose…” - Subito: “Anche se i tuoi peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana”.
Come il padre nei confronti di un figlio adolescente, Gesù dunque con un “gesto di fiducia avvicina al perdono e cambia il cuore”. Così ha fatto, ricorda il Papa, chiamando Zaccheo o Matteo, e così fa nella nostra vita, ci fa vedere “come fare un passo avanti nel cammino della conversione”:
Ringraziamo il Signore per la sua bontà. Lui non vuole bastonarci e condannarci. Ha dato la sua vita per noi e questa è la sua bontà. E sempre cerca il modo di arrivare al cuore. E quando noi sacerdoti, nel posto del Signore, dobbiamo sentire le conversioni, anche noi dobbiamo avere questo atteggiamento di bontà, come dice il Signore: “Venite discutiamo, non c’è problema, il perdono c’è”, e non la minaccia, dall’inizio.
Il Papa racconta a questo proposito l’esperienza di un cardinale confessore che proprio davanti al peccato che intuisce essere “grosso”, non si sofferma troppo e va avanti, continua il dialogo: “E questo apre il cuore” sottolinea Francesco “ e l’altra persona si sente in pace”. Così fa il Signore con noi , dice: “Venite, discutiamo, parliamo. Prendi la ricevuta del perdono, il perdono c’è”:
A me aiuta vedere questo atteggiamento del Signore: il papà col figlio che si crede grande, che si crede cresciuto e ancora è a metà strada. E il Signore sa che tutti noi siamo a metà strada e tante volte abbiamo bisogno di questo, di sentire questa parola: “Ma vieni, non spaventarti, vieni. Il perdono c’è”. E questo ci incoraggia. Andare dal Signore col cuore aperto: è il padre che ci aspetta.
 

Migrantes: da oggi pomeriggio la Consulta Nazionale per le Migrazioni

Roma – Si aprirà oggi pomeriggio, con un saluto del Presidente della Fondazione Migrantes, mons. Guerino Di Tora, la Consulta Nazionale per le Migrazioni dell’organismo pastorale della CEI.
La sessione sarà aperta dal Direttore generale don Gianni De Robertis che si soffermerà sul tema “Dove siamo? Uno sguardo all’anno appena trascorso e a quello iniziato: le sfide che ci attendono”.
Domani la giornata si aprirà con la celebrazione della Santa Messa. Seguirà una tavola rotonda sul tema “Verso una Chiesa delle genti: prendersi cura delle diversità costruendo l’unità è possibile?” con gli interventi di don Carlo De Stasio, coordinatore nazionale della pastorale per gli italiani in Svizzera; don Marco Yaroslav, già coordinatore degli ucraini in Italia; mons. Pierpaolo Felicolo, direttore Migrantes della diocesi di Roma; don Mirko Dalla Torre, della consulta Migrantes per la pastorale per lo spettacolo viaggiante, Carlo Stasolla, presidente dell’associazione “21 luglio” e p. Renè Manenti, missionario scalabriniano. Seguirà una riflessione affidata a p. Carlos Caetano, Direttore di Migratio-Francia. Nel pomeriggio discussione in gruppi e uno spazio dedicato al tema “Come intercettare la nuova emigrazione? Il ruolo dei social”, affidato all’Ufficio Migrantes di Bergamo e all’Ufficio Comunicazioni Sociali della CEI. (R.I.)
 
 

Corridoi umanitari CEI: arrivati i 113 profughi dai campi dell’Etiopia

Roma -  Sono arrivati stamattina alle 4:30 all’aeroporto di Roma Fiumicino i 113 profughi dei corridoi umanitari promossi dalla Chiesa italiana, nell’ambito di un protocollo siglato con lo Stato italiano. Lo riferisce il SIR. Hanno trovato una Roma insolita e fredda dopo la neve, che hanno visto per la prima volta. Sono eritrei, somali e sud sudanesi selezionati tra i più vulnerabili (la metà sono bambini) che provengono dai campi in Etiopia. Ieri sera sono entrati per la prima volta nella loro vita in un aeroporto, ad Addis Abeba, emozionati e smarriti, avvolti in giacche calde sopra gli abiti tradizionali e i veli più belli indossati dalle donne. Alcune portano ancora il neonato sulle spalle, alla maniera africana. Ora sono all’interno dell’aeroporto per le pratiche di ingresso in attesa della conferenza stampa alla quale interverrà, tra gli altri, mons. Nunzio Galantino, Segretario Generale della CEI.
 

Mons. Galantino: la nostra credibilità dipende dalla trasparenza

Salerno – “Solo il servizio trasforma i beni in strumenti di evangelizzazione”. Con questo richiamo alla coerenza nella gestione del patrimonio ecclesiale il Segretario Generale della CEI, Il vescovo Nunzio Galantino, ieri ha aperto il Convegno nazionale degli economi e direttori amministrativi diocesani. Un intervento arrivato via Skype, a causa dell’eccezionale ondata di gelo targata Burian che ha bloccato anche la circolazione ferroviaria, impedendo il suo arrivo a Salerno, sede del convegno. Ai circa 250 delegati e collaboratori, che fino a domani faranno il punto su novità giuridiche e di bilancio per le Chiese locali, coordinati da Economato, Osservatorio giuridico-legislativo e Ufficio nazionale per i problemi giuridici della CEI, Galantino nel suo intervento ha chiesto «un supplemento d’anima», uno sguardo nuovo per discernere le necessità della comunità, senza lasciarsi appesantire dai consistenti oneri gestionali. «Il cammino della Chiesa sta subendo una chiara accelerazione dall’Assemblea generale dei vescovi del 2016 – ha indicato – siamo chiamati ad operare sempre meglio in direzione di una gestione trasparente, da cui dipende la nostra credibilità». A partire dalla “fedeltà a questo carisma”, argine al rischio di scandali, parafrasando un intervento di papa Francesco di novembre 2016, Galantino ha chiesto di «ripensare l’economia attraverso un’attenta lettura della Parola di Dio e della storia. Di ascoltare il sussurro di Dio e il grido dei poveri di sempre e dei nuovi poveri; di comprendere che cosa il Signore chiede oggi e agire, con fiducia coraggiosa nella provvidenza del Padre». La gestione onerosa dei beni immobili, tra edifici storici e donazioni, «se non ben governata, rischia di assorbire eccessive energie e risorse». Al contrario, il nuovo dinamismo apostolico e caritativo verso un Paese impoverito, oggi non può rischiare di vedere «schiacciati sotto muri e travi più o meno redditizie le nostre buone intenzioni e i nostri lodevoli progetti – ha indicato il segretario generale della CEI –. Troppi beni non aiutano la Chiesa ad inoltrarsi per le strade del mondo come “Chiesa in uscita” nella corsa per portare la Parola. Piuttosto la frenano». La consegna ad amministratori ed economi diocesani è dunque quella di tenersi «sulle vie del Vangelo: solo il servizio quotidiano e la disponibilità verso gli altri, in primo luogo verso i poveri, trasforma i beni in strumenti di evangelizzazione, oltre che di riscatto morale e sociale». Quanto al «doloroso susseguirsi di incidenti e perdite economiche da parte di realtà ecclesiali», Galantino individua «oltre che un danno economico, un pressante avvertimento a cambiare stile di vita». L’appello ai responsabili amministrativi è a riscoprire «le grandi potenzialità della loro opera senza scoraggiarsi», certi della riconoscenza della Chiesa. A cominciare dalla condivisione: il segretario generale ha ricordato l’importanza di farsi promotori di trasparenza – dalla rendicontazione alla comunicazione – dando visibilità alle opere pastorali e caritative rese possibili dall’8xmille, cioè da tutti i fedeli italiani. «È una forma di rispetto per la fiducia che tantissimi, non solo cattolici, mostrano di avere firmando per la Chiesa cattolica» ha aggiunto. Il tema di un salto di qualità nel dare conto dei fondi 8xmille sarà del resto al centro dei lavori di domani, insieme alle due importanti innovazioni della riforma, tuttora in fieri, del Terzo settore e delle nuove norme Ue a tutela dei dati personali. (Laure Delsere)