Primo Piano

Roma: questa sera Messa per l’Europa

Roma – Sarà il vescovo ausiliare di Roma per il settore Centro e Segretario Generale del Vicariato mons. Gianrico Ruzza a presiedere, questa sera, nella Basilica di San Marco Evangelista al Campidoglio, in occasione della Festa dell’Europa, nell’anniversario della Dichiarazione di Robert Schuman, che il 9 maggio 1950 dava inizio al processo di integrazione delle nazioni europee. A promuovere l’iniziativa 15 movimenti e associazioni, presenti a Roma, che aderiscono a “Insieme per l’Europa”
 
 

Per i 105 profughi sbarco in un porto sicuro

Milano – Questa volta è davvero finita. Si è conclusa l’odissea dei 105 migranti prima soccorsi e poi lasciati in mezzo al mare su navi Ong. Dopo quasi tre giorni di rimpalli, alla fine l’Mrcc di Roma, la centrale operativa della Guardia costiera italiana ha preso in mano la situazione. Dopo aver autorizzato il trasbordo dei migranti soccorsi domenica mattina sulla nave Ong Aquarius, ieri sera, dopo una lunga attesa sull’assegnazione del porto da parte dell’Mrcc di Londra (la Aquarius batte bandiera inglese e quindi sarebbe dovuta arrivare da lì la direttiva delle operazioni, ndr) da Roma è arrivato il via libera per «un luogo sicuro di sbarco».
La Ong Sos Mediterranée poche ore prima aveva sollecitato una decisione «immediata», viste anche le condizioni meteo in peggioramento. Dopo un fitto scambio di comunicazioni tra l’Mrcc italiano e quello inglese, alla fine Roma ha preso in mano la situazione.
«Dopo i numerosi solleciti rivolti dall’Mrcc di Roma alle autorità inglesi – informa la Guardia costiera italiana – queste hanno risposto rappresentando l’urgenza della situazione a bordo e quindi la Guardia Costiera italiana, di concerto con il ministero degli Interni, ha deciso di indicare un luogo sicuro di sbarco». Potrebbe essere Pozzallo, quindi, il punto di sbarco per le 105 persone fuggite dalla Libia a bordo di un gommone, poi abbandonato dagli scafisti in acque internazionali. Fra loro ci sono molte donne e bambini. Alcuni, fanno sapere dalla nave, anche bisognosi di cure mediche.
Hanno subito stupri e torture nei campi libici.
«Quanto accaduto è deplorevole» commenta così una portavoce della Commissione Ue sul braccio di ferro tra autorità italiane e britanniche, per il trasbordo dei migranti dalla nave della Ong Proactiva Open Arms a quella di Sos Mediterranée. «La priorità è prestare aiuto ai migranti – ha detto –. È con questo spirito che rivolgiamo un appello, sia alle autorità italiane che alle britanniche, per una soluzione rapida affinché i migranti siano sbarcati in piena sicurezza e al più presto».
Intanto non si fermano le partenza dalla Libia. La guardia costiera di Tripoli conferma infatti di aver intercettato e riportato a terra oltre mille migranti negli ultimi due giorni. Circa 500 ieri, 400 nella zona di Garabulli a est di Tripoli, e il resto vicino a Sabrata, a ovest della capitale. Lunedì altri tre barconi erano stati fermati, sempre al largo della Tripolitania, con a bordo circa 400 migranti, tra cui anche bambini: un migrante è annegato, e un altro è disperso. Anche in Sardegna proseguono gli sbarchi: nel Sulcis, nella Sardegna sud-occidentale, sono complessivamente 32 – tutti maschi di nazionalità algerina - quelli giunti nella notte. Otto sono arrivati al porto commerciale di Sant’Antioco su una barca trainata da una motovedetta della guardia costiera e altri 16 sono stati bloccati dai carabinieri nella zona di Porto Pino. Tutti verranno accompagnati al centro di accoglienza di Monastir, nel Cagliaritano. A Catania, è stata fermata una nigeriana di 48 anni, Sarrah Antony, per traffico di essere umani finalizzato allo sfruttamento sessuale, nonché favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La "maman" avrebbe reclutato una giovane connazionale nel suo Paese e che, giunta in Italia il 5 marzo del 2017 a bordo della nave della Guardia costiera norvegese "Siem Pilot", con altri 502 migranti, ha denunciato tutto alla polizia. La 48enne è stata rintracciata a Roma, nella sua abitazione nei pressi di Tivoli, mentre era in procinto di preparare i bagagli per raggiungere la Germania (D. Fassini – Avvenire)
 

Minori non accompagnati: “più in fretta la nomina dei tutori”

Roma - L'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza (Agia) Filomena Albano - a un anno dall'entrata in vigore chiede di attuare la legge per i minori stranieri non accompagnati - fa un appello perché i tribunali nominino i tutori e denuncia il fatto che troppi minori (Msna) siano "concentrati in Sicilia e pongono a rischio il sistema". L'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza (Agia) ha inviato al presidente del Consiglio, ai ministeri coinvolti, ai presidenti delle Regioni, al vicepresidente del Csm e alla Conferenza Stato Regioni una nota sullo stato di attuazione della legge sui minori stranieri non accompagnati (Mnsa) entrata in vigore il 6 maggio 2017. L'invito è di intensificare gli sforzi per realizzare un sistema di accoglienza completo, efficace e omogeneo sul territorio nazionale. "L'obiettivo - afferma la Garante - è tutelare e dare piena attuazione ai diritti e al superiore interesse del minore, così come previsto dalla normativa internazionale e nazionale".
In Italia al 31 marzo risultano presenti 13.838 migranti sotto i 18 anni privi di adulti di riferimento (a febbraio erano 14.338). Nel dicembre 2017 ne erano stati contati 18.303. Sono invece oltre 4000 gli aspiranti tutori volontari, i cui corsi di formazione sono iniziati nello scorso autunno. I nominativi di circa mille tutori sono già stati trasmessi ai tribunali per i minorenni, che sono ora tenuti a designarli. L'aver trasferito a livello nazionale l'esperienza dei tutori volontari - già sperimentata localmente e in alcuni paesi europei - è una delle novità introdotte dalla legge 47 sui minori non accompagnati, normativa per la quale l'Italia è annoverata tra le buone prassi europee.
"Pur nella consapevolezza degli sforzi fatti, ad oggi, vi sono però aspetti della legge che ancora non hanno avuto piena attuazione" avverte la Garante Albano. L'elenco è ampio. Si va dai regolamenti di attuazione, che avrebbero dovuto esser adottati, alle stesse nomine dei tutori. "Da una campionatura parziale, salvo alcune realtà che hanno avviato da tempo queste esperienza, il numero di quelli nominati dai tribunali resta ancora esiguo" registra l'Autorità garante.
"Occorre valorizzare il contributo di solidarietà di questi cittadini con la nomina tempestiva, da parte dei giudici, dei tutori già formati e inseriti negli elenchi" sollecita la Garante nel riassumere i contenuti della nota inviata a Governo, Regioni e Csm. Tutori per i quali serve istituire una polizza assicurativa per la responsabilità civile, prevedere permessi di lavoro e assicurare il rimborso delle spese sostenute. Le nomine inoltre, perché la tutela sia effettiva, dovranno avvenire tenendo conto della vicinanza territoriale tra minorenni e tutori. Va quindi attivata una sinergia tra tutti gli attori del sistema di protezione e accoglienza, i garanti, i tribunali, i servizi sociali, le prefetture e le questure.
Non è stato ancora adottato il decreto del presidente del Consiglio dei ministri che definisce la procedura per il primo colloquio con il minore da parte del personale della struttura di prima accoglienza. "Anche questo decreto, come gli altri, andrebbe adottato quanto prima" sostiene l'Agia. Va approvato anche un protocollo multidisciplinare, unitario per tutta Italia, per accertare l'età dei non accompagnati. E va creato un format unico e condiviso per la "cartella sociale" degli Msna, contenente le informazioni fondamentali e la tracciabilità della presa in carico. Tutte le questure italiane, infine, dovrebbero uniformarsi alle circolari del Ministero dell'Interno che non subordina il rilascio del permesso di soggiorno ai minorenni soli alla presentazione del passaporto o di un altro documento di identità.
"È poi necessario garantire il rispetto dei 30 giorni previsti dalla legge come termine massimo di permanenza nelle strutture di prima accoglienza" aggiunge la Garante per l'infanzia e l'adolescenza (Agia). I ragazzi, secondo l'Agia, andrebbero spostati tempestivamente in quelle di seconda accoglienza.
Quattro minori stranieri su di 10 di quelli presenti in Italia sono concentrati in Sicilia. “La loro costante presenza in questa regione rischia di far fallire tutto il sistema di accoglienza e protezione per i ‘minori’, incluso quello del tutore” avverte l’Autorità garante. “Gli aspiranti tutori sono distribuiti in modo quasi uniforme sul territorio nazionale, i ragazzi sono invece localizzati prevalentemente in Sicilia: si rischia così di non garantire standard accettabili di accoglienza e di integrazione dei giovani”.
Il ricorso all’affido, istituto giuridico consolidato, presenta ancora delle criticità. “Bisogna incoraggiare, sostenere e favorire l’affido – dice l’Autorità garante – Esso non solo risponde agli obiettivi di integrazione e inclusione, ma consente ai bambini e ai ragazzi di trovare un punto di riferimento stabile nella famiglia affidataria.
I 18 anni, poi, arrivano presto per i minori stranieri non accompagnati: oltre l’80% ha tra i 16 e i 17 anni. “Nel poco tempo disponibile – osserva la Garante Albano – non riescono a completare il percorso verso l’autonomia e a integrarsi. Bisogna allora garantire loro un prolungamento del supporto attivando il cosiddetto ‘prosieguo amministrativo’ previsto dalla legge 47. Serve informare i soggetti deputati ad attivare questa procedura e prevedere risorse finanziarie per gli enti competenti. Nella stessa ottica vanno finanziati percorsi di autonomia e sostenute le iniziative per promuoverne l’integrazione sociale e lavorativa”. (I.Sol.)
 
 

Papa Francesco: non dialogare con il diavolo, è il grande bugiardo

Città del Vaticano - Non dobbiamo avvicinarci al diavolo, né dialogare con lui: è “uno sconfitto” ma pericoloso perché seduce e, come un cane rabbioso incatenato, morde se gli fai una carezza. E’ il monito di Papa Francesco nell’omelia della Messa mattutina a Casa Santa Marta. Tutta la sua riflessione, spiega Vatican News,  ruota attorno alla figura del diavolo che non è morto, ma “è già stato condannato” come dice il Vangelo della Liturgia di oggi, tratto da Giovanni (Gv 16,5-11).
 “Possiamo dire che è moribondo”- spiega il Papa – ma è comunque “uno sconfitto”. Non è facile però convincercene perché “il diavolo è un seduttore”, “sa quali parole dirci”, e “a noi piace essere sedotti”, spiega Francesco: “E lui ha questa capacità; questa capacità di sedurre. Per questo è tanto difficile capire che è uno sconfitto, perché lui si presenta con grande potere, ti promette tante cose, ti porta dei regali – belli, ben incartati – ‘Oh, che bello!’ – ma tu non sai cosa c’è dentro – ‘Ma, la carta fuori è bella’. Ci fa sedurre con il pacchetto senza farci vedere cosa c’è dentro. Sa presentare alla nostra vanità, alla nostra curiosità, le sue proposte”.
I cacciatori, infatti, dicono di non avvicinarsi al coccodrillo che sta per morire perché con un colpo di coda può ancora uccidere. Così il diavolo che “è pericolosissimo”: si presenta con tutto il suo potere, “le sue proposte sono tutte bugie” “e noi, scemi, crediamo”, afferma Francesco.  Il diavolo, infatti, “è il grande bugiardo, il padre della menzogna”. “Sa parlare bene”, “è capace di cantare per ingannare”: “è uno sconfitto ma si muove come vincitore”. La sua luce è folgorante “come il fuoco d’artificio” ma non dura, svanisce, mentre quella del Signore è “mite ma permanente”.
Il diavolo - ribadisce papa Francesco – “ci seduce, sa toccare la nostra vanità, la curiosità e noi compriamo tutto”, cioè “cadiamo nella tentazione”. E’, dunque, “uno sconfitto pericoloso”. “Dobbiamo essere attenti al diavolo”, esorta quindi il Papa invitando, come dice Gesù, a vigilare, pregare e digiunare. Così si vince la tentazione.
E’ poi fondamentale “non avvicinarci a lui” perché, come diceva un Padre della Chiesa, è come un cane “arrabbiato”, “rabbioso”, incatenato a cui però non si deve fare una carezza perché morde: “Se io so che spiritualmente se mi avvicino a quel pensiero, se mi avvicino a quella voglia, se io ci vado da quella parte o dall’altra, mi sto avvicinando al cane arrabbiato e incatenato. Per favore, non farlo. ‘Ho una ferita grossa ..’ – ‘Chi te l’ha fatta?’ – ‘Il cane’ – ‘Ma era incatenato?’ – ‘Eh, sì, io sono andato a dargli una carezza’ – ‘Ma te la sei cercata’. È così: non avvicinarsi mai, perché è incatenato. Lasciamolo lì incatenato”.
Infine, dobbiamo stare attenti a non dialogare con il diavolo come fece, invece, Eva: “si è creduta la grande teologa ed è caduta”. Gesù non lo fa: nel deserto, risponde con la Parola di Dio. Caccia i demoni, alcune volte gli chiede il nome ma non fa dialoga con loro. L’esortazione del Papa è quindi, molto netta: “Con il diavolo non si dialoga, perché lui ci vince, è più intelligente di noi”.
Si traveste da angelo di luce, ma è “un angelo di ombra, un angelo di morte”: “”È un condannato, è uno sconfitto, è un incatenato che sta per morire, ma è capace di fare delle stragi. E noi dobbiamo pregare, fare penitenza, non avvicinarci, non dialogare con lui. E alla fine, andare dalla madre, come i bambini. Quando i bambini hanno paura, vanno dalla mamma: “Mamma, mamma… ho paura!”, quando fanno dei sogni … vanno dalla mamma. Andare dalla Madonna; lei ci custodisce. E i Padri della Chiesa, soprattutto i mistici russi, dicono: nel tempo dei turbamenti spirituali, rifugiarsi sotto il manto delle grande Madre di Dio. Andare dalla Madre. Che lei ci aiuti in questa lotta contro lo sconfitto, contro il cane incatenato per vincerlo”.
 

Srilankesi: festa della Regina degli Apostoli del gruppo Sri Lanka – Piazza Venezia

Roma - Sono più di 35 anni che un nutrito gruppo di famiglie dello Sri Lanka, tanti giovani e bambini, frequentano la basilica dei santi Apostoli a Roma.. Con don Paul Sajeewaka, loro cappellano, insieme ai suoi confratelli salesiani, si è stabilito un ottimo rapporto di collaborazione per aiutare tutta la Comunità parrocchiale a camminare unita.
Nel mese di maggio il chiostro si colora di bianco celeste con il "palo delle preghiere" che viene issato al centro, con tante bandierine che rappresentano i voti alla Vergine che ogni famiglia ha appeso alle corde.
Domenica scorsa ha presieduto la solenne eucarestia mons. Harold Antony, delegato della Conferenza episcopale dello Sri Lanka per i migranti. Ha acceso lui per primo la lampada con cui si accolgono gli ospiti d'onore: anche fra Bruno e fra Iulian sono venuti a compiere questo rito iniziale che apre ogni festa.  Dopo la messa la processione con la statua della Vergine Maria Regina degli Apostoli per le vie del quartiere. Tante bandiere e un bel clima di festa grazie anche alla banda, formata dai ragazzi del gruppo, cui sento di fare i complimenti. Dai bambini con i cembali e i triangoli a quelli più grandi con le diamoniche, e gli adolescenti con la gran cassa, piatti e rullanti. (Mons. Joe Neville PERERA – Coordinatore etnico nazionale Srilankesi)
 
 

Richiedenti asilo ed esiti nell’UE a marzo 2018: dinieghi, ormai a rischio anche i siriani

Torino - Ancora e sempre Siria, Iraq, Afghanistan, Nigeria e Pakistan: anche nel 2018 la geografia della fuga verso l’Europa non cambia. I cinque Paesi di provenienza più numerosi fra i richiedenti asilo raccolgono da soli ben un terzo di tutte le domande di protezione presentate nel territorio dell’“UE+” nello scorso marzo, come nei mesi precedenti.
Il totale mensile di marzo, pari a circa 48 mila persone, supera di poco la cifra di febbraio, ma è inferiore quasi del 30% rispetto al dato di un anno fa, marzo 2017 (l’EASO, fonte delle cifre, precisa che il dato di marzo 2018 ha ancora dei margini di provvisorietà, mancando i parziali nazionali di cinque Paesi).
Il primo bilancio trimestrale 2018, da gennaio a marzo, dà comunque un totale di circa 147 mila richiedenti asilo nei 30 Paesi dell’UE “allargata” (i 28 Stati membri più Svizzera e Norvegia). Rispetto al primo trimestre 2017 il dato è in calo di oltre il 20%. Una tendenza “comprensibile” in forza degli accordi di cooperazione e “contenimento” dell’UE e dell’Italia con Turchia e Libia.
Sempre meno comprensibile, invece, il calo continuo delle decisioni positive in rapporto alle domande di protezione esaminate. Lo scorso marzo nell’UE+ la loro percentuale è scesa al 30% (il dato comprende, in prima istanza, solo la concessione dello status di rifugiato e della protezione sussidiaria), due punti in meno rispetto a febbraio e ben 10 in meno rispetto al valore di tutto il 2017, pari al 40%.
Preoccupa, in particolare, la forte diminuzione in un solo mese delle decisioni positive ottenute dai siriani: tra febbraio e marzo il loro tasso di riconoscimento è passato dall’89% al 77%, «il più basso dal 2014».(viedifuga.org)
 

Il viaggio di Sama e Timo: storie di fuga e di accoglienza al salone del libro di Torino

Torino - Sabato 12 maggio alle 12.30, Amref, in collaborazione con “Il battello a vapore”, presenta “Il viaggio di Sama e Timo” di Miriam Dubini, il racconto del viaggio di una ragazzina sudanese dall'Africa a Lampedusa. Partecipano all'incontro Giusi Nicolini, l'autrice Miriam Dubini, il giornalista Valerio Cataldi. L'evento rientra nella campagna "Voci di Confine, la migrazione è una bella storia", di cui Amref è capofila. Il viaggio di Sama e Timo” dell'autrice Miriam Dubini, edito da “Il Battello al vapore”, è il racconto del viaggio di una ragazzina sudanese dal suo Paese d'origine a Lampedusa. A partire da questa storia vera, discuteranno della tematica dell'accoglienza e delle migrazioni Giusi Nicolini, premio Unesco per la Pace, la scrittrice Miriam Dubini e il giornalista Rai Valerio Cataldi.
Proprio di recente Valerio Cataldi e Giusi Nicolini, già sindaca di Lampedusa, sono stati in Uganda per documentare un progetto Amref dedicato ai profughi del Sud Sudan accolti nel Paese. Anche quest'esperienza diretta e la testimonianza dei due protagonisti saranno al centro dell'incontro al Salone del Libro, che si terrà nello spazio Book presso il Bookstock Village (Padiglione V).
 

Due giorni di odissea in mare per 105 migranti

Milano - È stata un' emergenza umanitaria nuova ed inedita, quella che hanno vissuto nelle ultime ore 105 migranti (fra cui 6 donne e 6 bambini - il più piccolo di poco più di 2 anni) a bordo del veliero Astral della Ong spagnola Open arms. Alcuni di loro hanno avuto bisogno di cure mediche, sono stremati. Poco distante c'era la nave Aquarius, più grande ed attrezzata per le emergenze, che potrebbe accoglierli. A bloccarli in mezzo al mare è stata, formalmente, una 'questione burocratica'. Ma la situazione si è dimostrata per due giorni molto più grave del previsto. Perché di mezzo c'era un rimpallo di responsabilità fra Libia, Italia e Regno Unito. Tutto è partito dal rifiuto degli spagnoli di consegnare i migranti soccorsi domenica mattina all' alba alla Guardia costiera libica. Una volta completato il primo soccorso, gli spagnoli hanno chiesto all' Mrcc di Roma, l' autorizzazione al trasbordo dei migranti sulla nave Aquarius dell' Ong Sos Mediterranée, più grande e più attrezzata per l' emergenza. Da Roma è però arrivato un primo altolà. Il coordinamento delle operazioni è in capo alla Guardia costiera libica, che da sempre si rifiuta di trattare con le Ong. Gli spagnoli devono riconsegnare i migranti a loro. Ma non lo fanno, perché “Tripoli non garantisce il rispetto dei diritti umani”, sostengono i volontari e chiedono l' autorizzazione all' Mrcc di Roma per trasferire i migranti esausti sulla nave Aquarius della Ong Sos Mediterranée, che nel frattempo si è avvicinata all' area di soccorso, come sempre avviene. Un traghetto di 70 metri, attrezzato per gestire l' emergenza, con cibo per tutti e personale sanitario a bordo. La nave e il veliero si guardano a vista. Ma non possono interagire. Mancherebbe l'autorizzazione formale al trasferimento. La Guardia costiera libica che rivendica il diritto di intervento nelle emergenze e la guardia costiera italiana che si tira fuori. Tocca a questo punto all' Mrcc di Londra (il veliero batte bandiera inglese), fanno sapere da Roma, dare l' autorizzazione per il trasbordo dei migranti sulla nave Ong Aquarius. Il centro di soccorso marittimo inglese è però in difficoltà. Non ha mai autorizzato le operazioni di soccorso nel Mediterraneo e prende tempo. Alle 4 di lunedì mattina avverte gli spagnoli che l'autorizzazione per il trasbordo è pronta. Ma solo verbalmente. L' Aquarius non si fida. Vuole un documento scritto. Il rischio, una volta giunti in Italia, è la denuncia per traffico di esseri umani. E nessuno vuole correre il rischio di veder sequestrata la propria nave. Intanto passano le ore e la situazione a bordo del veliero si fa sempre più difficile. La Guardia costiera italiana precisa che «l' autorizzazione al trasbordo compete all'Inghilterra», puntualizzando inoltre che il veliero Astral avrebbe soccorso i migranti, «sebbene informato dell' assunzione del coordinamento da parte delle autorità libiche». Una volta terminato il recupero, prosegue la Guardia costiera, «si è reso necessario il trasbordo su un' altra unità più idonea a condurre i naufraghi in salvo». «Nulla dovrebbe esser d' ostacolo - commentano su Twitter i volontari spagnoli - quando in gioco ci sono vite umane». Sono ore d' apprensione e d' attesa quindi, in mezzo al Mediterraneo. Con il veliero e la nave Aquarius che si marcano a vista in attesa dell' autorizzazione. «Da questa mattina #Aquarius e #Astral sono in stand byin attesa che una autorità marittima competente autorizzi il trasferimento di 105 persone soccorse ieri - scrivono su Twitter i volontari di Sos Mediterranee - I sopravvissuti sono esausti e hanno bisogno di riparo. Confusione e ritardi mettono a rischio la loro salute». Riccardo Magi, deputato di +Europa e segretario di Radicali Italiani, che è a bordo del veliero Astral, lancia un appello affinchè l' Mrcc di Roma autorizzi il trasbordo dei migranti. Passano ancora alcune ore. A fine giornata la svolta: l' Mrcc di Roma dà l'ok al trasferimento. «Attesa la mancanza di indicazioni pervenute dallo Stato di bandiera dell' unità Astral - si legge nella nota diffusa in serata - la Centrale Operativa della Guardia costiera italiana, a tutela della salute e della sicurezza dei 105 migranti presenti a bordo, già provati dal salvataggio, in considerazione anche dell' approssimarsi delle ore notturne, ne ha autorizzato il trasbordo su nave Aquarius, unità di maggiori dimensioni, idonea ad accogliere in condizioni di sicurezza i naufraghi, nonché in grado di poter prestare agli stessi una adeguata assistenza sanitaria».
(D.Fassini – Avvenire)
 
 

Papa Francesco: il programma della visita a Ginevra

Città del Vaticano – Papa Francesco visiterà Ginevra il prossimo 21 giugno. Questa mattina è stato diffuso il programma dalla Sala Stampa  della Santa Sede,  ne prevede la partenza ha diffuso oggi il programma del viaggio ecumenico che prevede la partenza alle 8,30  dall’aeroporto di Fiumicino, per arrivare alle 10.10 a Ginevra, dove si svolgerà subito dopo la cerimonia di benvenuto e l’incontro privato con il presidente della Confederazione. Alle 11.15 la preghiera ecumenica nel Centro ecumenico del Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc), con l’omelia del Papa. Il pontefice pranzerà poi con la leadership Wcc nell’Ecumenical Institute di Bossey. Alle 15.45 è in programma l’incontro ecumenico nel Centro ecumenico del Wcc, con il discorso di Papa Francesco cui seguirà la Messa nel Palaexpo. Il congedo ufficiale da Gineva è previsto alle 20, ora della partenza dell’aereo papale alla volta dell’aeroporto di Ciampino, dove atterrerà alle 21.40.
 

Migrantes nella storia della Chiesa in Italia

Un convegno con Mons. Galantino, Mons. Di Tora, Mons. Perego Roma - In occasione dei 30 anni della Fondazione Migrantes e degli oltre 50 dell’UCEI (Ufficio Centrale Emigrazione Italiana) l’ 11 maggio 2018 si terrà presso la sede della Fondazione Migrantes (via Aurelia 796, Roma) la presentazione dell’opera, in cinque volumi, di Simone Varisco sulla storia della pastorale migratoria UCEI/Migrantes, intitolata “Impronte e scie. 50 anni di Migrantes e migranti”.
L’articolazione in cinque volumi segue la scansione dei settori pastorali tradizionalmente di competenza dell’UCEI/Migrantes: emigrazione italiana all’estero, rom e sinti, circensi e gente dello spettacolo viaggiante, immigrazione straniera e profughi in Italia. Precede i volumi un testo istituzionale.
Un cammino attraverso cinquant’anni di pastorale, dai documenti d’archivio ai tweet di papa Francesco, che attinge alla memoria storica e al magistero pontificio e della Chiesa in Italia. Ciò allo scopo di evidenziare il carattere di coralità che per tradizione appartiene non soltanto all’operato dell’UCEI prima e della Fondazione Migrantes poi, ma anche all’approccio dell’intera Chiesa alle diverse forme della mobilità umana.
Alla giornata interverranno Mons. Guerino Di Tora, Vescovo Ausiliare di Roma e Presidente della Commissione CEI per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes che porterà i saluti dell’organismo pastorale della CEI; Simone Varisco della Fondazione Migrantes ed autore della ricerca, che presenterà il lavoro svolto; Mons. Gian Carlo Perego, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio e già Direttore generale della Fondazione Migrantes che si soffermerà sull’impegno dell’organismo pastorale della CEI nella storia; Mons. Silvano Ridolfi con una relazione sul passaggio dall’UCEI alla Migrantes e Mons. Nunzio Galantino, Segretario Generale della CEI che si soffermerà sull’attenzione della Chiesa in Italia alla mobilità oggi.
I lavori saranno conclusi dal Direttore generale della Fondazione Migrantes, Don Giovanni De Robertis.
 
 

Santa Sede: presentato piano pastorale integrato di assistenza a migranti venezuelani in America del Sud

Città del Vaticano - In risposta all’appello di Papa Francisco di accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati, otto Conferenze Episcopali in America del Sud hanno deciso di lavorare insieme per dare risposte concrete alle sfide poste dal flusso massiccio di venezuelani, che hanno deciso di emigrare verso un altro paese sudamericano in questi ultimi anni. Assistite dalla Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio per lo Sviluppo Umano Integrale, gli uffici responsabili della pastorale migratoria delle Conferenze Episcopali di Brasile, Colombia, Ecuador, Cile, Perù, Bolivia, Paraguay e Argentina hanno elaborato un piano pastorale, presentato questa mattina in Vaticano -  che si propone di promuovere lo sviluppo umano integrale dei migranti venezuelani in ogni fase della loro itineranza. Attraverso un’azione coordinata, questo piano integrato – è stato spiegato -  contempla una ampia gamma de attività e servizi a favore dei venezuelani, altri migranti vulnerabili e le comunità locali che li accolgono. Tra le attività centri di servizi e rifugi per migranti vulnerabili; assistenza su temi di alloggio, lavoro e inclusione sociale; ampliamento dell’acceso all’educazione e alla salute; advocacy e assistenza legale; formazione professionale di agenti pastorali e campagne di sensibilizzazione delle comunità locali.
 

Guardia Svizzera: un italiano tra le nuove 32 reclute

Città del Vaticano – Hanno giurato ieri le nuove reclute della Guardia Svizzera nella data del 6 maggio che ricorda l’eroica morte dei 147 soldati elvetici caduti in difesa di Papa Clemente VII nel Sacco di Roma. Tra i nuovi “soldati del Papa” Diego Esposito di Lucerna e figlio di italiani: mamma calabrese e papà originario di Napoli.
“Un saluto speciale va alle nuove Guardie Svizzere, ai loro familiari e amici, nel giorno della festa di questo storico e benemerito Corpo. Un applauso a loro!”, ha detto ieri il pontefice al termine della preghiera del Regina Coeli. “Voi, care Guardie, avete la possibilità di prestare servizio per un certo periodo a Roma, facendo una singolare esperienza dell’universalità della Chiesa. Possa questo tempo fortificare la vostra fede e accrescere il vostro senso di appartenenza alla comunità ecclesiale”, aveva detto loro il pontefice venerdì scorso in occasione del loro giuramento: “La Guardia Svizzera svolge quotidianamente un prezioso servizio al Successore di Pietro, alla Curia Romana e allo Stato della Città del Vaticano”. Si tratta – ha aggiunto - di un lavoro che “si colloca nel solco della perseverante fedeltà al Papa, che ebbe un momento qualificante in quel 6 maggio del 1527, quando i vostri predecessori sacrificarono la loro vita durante il sacco di Roma”. Il pontefice ha invitato a “vivere con coerenza la fede cattolica; perseverare nell’amicizia con Gesù e nell’amore verso la Chiesa; essere gioiosi e diligenti nei grandi come nei piccoli e umili compiti quotidiani; coraggio e pazienza, generosità e solidarietà con tutti”.
 

Migrantes Palermo: dal 14 al 20 maggio la “Settimana dei migranti”

Palermo - Dibattiti, incontri, mostre, teatro, musica e cibo. Una ‘Settimana dei migranti’ che è soprattutto una ‘Festa dei popoli’. A Palermo si crede e si lavora alla costruzione di una cultura dell’incontro. E’ “lo spirito - che esprime anche il senso di una sfida decisiva - dell’evento che dal 14 al 20 maggio vedrà il capoluogo siciliano al centro di una intensa, suggestiva e vivace attività”. Mentre altrove “si realizzano muri e barriere di ogni tipo, Palermo – si legge in una nota - crede che sia possibile attraversare percorsi di convivenza, facendo leva su un passato intessuto di contaminazioni e investendo su nuovi modelli di integrazione. Così, questo appuntamento – voluto dall’Arcidiocesi, pensato da Caritas, Migrantes e Ufficio Missionario, e sostenuto da Comune, scuole, realtà di volontariato e associative e comunità di migranti - vuole essere anche un contributo perché la Capitale della cultura si colori ancora di più della bellezza e della ricchezza della diversità”.
La Settimana dei migranti sarà presentata l’8 maggio al Palazzo Arcivescovile, nel Salone Lavitrano, alle ore 17, alla presenza dell’arcivescovo, mons. Corrado Lorefice, del sindaco Leoluca Orlando, del presidente della Regione Nello Musumeci e del prefetto Antonella De Miro.
Il tema dei migranti, da anni in vario modo al centro dell’agenda politica, della riflessione civile e dell’impegno sociale, sarà affrontato in diverse tavole rotonde: si cercherà di approfondire la questione dello “straniero” nella teologia biblica e in quella islamica; di sfatare i luoghi comuni alla base di molti pregiudizi; saranno approfondite le risposte positive all’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati e condivise le buone prassi dell’educazione interculturale nelle scuole.
Una mostra proverà ad aprire uno squarcio sui volti giovani dell’Italia multietnica, così come tenteranno di farlo la rappresentazione teatrale “Medea: l’isola delle lacrime” e il concerto dell’orchestra giovanile “Quattro canti” e della corale “Arcobaleno dei popoli”, quale esempio di un dialogo virtuoso tra ragazzi di origini culturali diverse. Attraverso il gioco, la pallavolo e il cricket, aperti all’accoglienza di tutti, si intende contribuire a invertire la tendenza di considerare l’altro come un concorrente o un qualcuno da dominare.
Culmine della settimana sarà la “Festa dei Popoli”, domenica 20, dalla 10 alle 20.30, al Foro Italico: attraverso una ludoteca animata da persone di culture diverse, viene offerta ai bambini l’opportunità di vivere un tempo speciale di gioco e di festa. Gli alunni di due Licei artistici della città esporranno i loro lavori per dire come vedono un futuro con i migranti. Il dono dei loro lavori servirà all’acquisto del materiale scolastico per una scuola in Guinea Bissau. In un altro istituto superiore, poi, si preparano ‘danze interculturali’. Diverse comunità etniche presenti in città daranno a tutti l’opportunità di gustare pietanze tipiche. E’ anche l’opportunità di far vedere le bellezze dei loro Paesi attraverso foto, tessuti e molto altro ancora. In serata, infine, canti, danze, coreografie e presentazione dei vestiti tradizionali.
Il programma completo su www.arcobalenodipopoli.it
 
 
 

Migrantes Carpi: sabato 19 maggio Messa al Lunapark

Carpi - Sabato 19 maggio 2018, alle ore 11, sotto la volta di un’insolita cattedrale, l’autoscontro del Lunapark, presso il Piazzale delle Piscine a Carpi, una liturgia Eucaristica insieme alle famiglie del Lunapark presenti da sabato scorso nella città.
“Sarà un momento di festa frutto di un percorso che da anni vede impegnati insieme le famiglie delle giostre, la diocesi e diversi operatori pastorali della Migrantes Diocesana Carpi”, spiegano alla Migrantes. Durante la celebrazione saranno impartiti anche i Sacramenti dell'Iniziazione Cristiana.
 

Papa Francesco prega per il Centrafrica

Città del Vaticano – Al termine della preghiera mariana del Regina Coeli, ieri in Piazza San Pietro, il pensiero di Papa Francesco è andato alla popolazione della Repubblica Centrafricana,  Paese, ha detto,  “che ho avuto la gioia di visitare e che porto nel cuore e dove nei giorni scorsi sono avvenute gravi violenze con numerosi morti e feriti, tra cui un sacerdote. Il Signore, per intercessione della Vergine Maria – ha pregato il pontefice - aiuti tutti a dire no alla violenza e alla vendetta, per costruire insieme la pace”.
Commentando il Vangelo del giorno, VI Domenica di Pasqua, ha evidenzia l’urgenza di “prendere coscienza che l’amore di Cristo non è un sentimento superficiale, ma un atteggiamento fondamentale del cuore, che si manifesta nel vivere come Lui vuole”. La Parola di Dio – ha aggiunto – è la parola che ci indica “stili di vita coerenti per essere la comunità del Risorto”.
 

Migrantes Reggio Emilia-Guastalla: il pellegrinaggio delle comunità etniche

Reggio Emilia - Le comunità cattoliche immigrate nella Diocesi di Reggio Emilia - Guastalla si sono ritrovate nei giorni scorsi per un pellegrinaggio alla basilica della Ghiara nel giorno del primo miracolo, della guarigione di Marchino. Un pellegrinaggio dei fratelli migranti, loro stessi icona di ogni pellegrinaggio, al santuario di Maria, madre della diocesi e madre della Santa Famiglia migrante in Egitto.
Ascoltiamo dal Salmo della liturgia della V domenica di Pasqua: “Ricorderanno e torneranno al Signore tutti i confini della terra; davanti a Te si prostreranno tutte le famiglie dei popoli” (v 28).
E di nuovo, dalla antifona di ingresso: “Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto prodigi; a tutti i popoli ha rivelato la salvezza. Alleluia”. (Sal 98,1-2)
E davvero tutte le famiglie dei popoli si sono raccolte incontro al Signore, sotto lo sguardo materno di Maria. Fedeli dall’Ucraina, Sri Lanka, Ghana, Nigeria, Albania, India, Madagascar, Filippine, Costa D’Avorio, Camerun, Cina, Eritrea, Repubblica del Congo, e altri paesi ancora hanno pregato, cantato, celebrato insieme la Messa, secondo varie tradizioni lingue, come una sola comunità, come variegati tralci dell’unica vite vera.
La giovane Giovanna ha cantato un inno a Maria in Cinese, nella Basilica che i fedeli reggiani erigevano e dedicavano a Maria mentre Matteo Ricci evangelizzava la Cina.
Le comunità si sono date di nuovo appuntamento per il 19 Maggio in Cattedrale, in occasione delle ordinazioni. Il seminarista Prince, del Ghana, che si è formato nel nostro seminario diocesano riceverà l’ordinazione presbiterale; frate Adonis dei Servi di Maria, delle Filippine riceverà il diaconato in vista del presbiterato. Una occasione per stringersi insieme, una chiesa sola, attorno al Vescovo. (Migrantes Reggio Emilia-Guastalla)
 

Santa Sede: “Ponti di solidarietà” per i migranti venezuelani in Sud America

Città del Vaticano - “Ponti di solidarietà - Piano pastorale integrato per assistere i migranti venezuelani in Sud America”, questo il nome di un progetto che  sarà presentato lunedì 7 maggio, presso la Sala Stampa della Santa Sede.
Il progetto è nato per dare “risposte concrete alle sfide poste dalla migrazione di massa che sta coinvolgendo i venezuelani”. Assistite dalla Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio per lo Sviluppo Umano Integrale, e in risposta all'appello di Papa Francesco, otto Conferenze Episcopali dell'America del Sud, informa la Sala Stampa della Santa Sede nel bollettino odierno,  hanno elaborato un piano pastorale per accogliere, proteggere, promuovere e integrare i venezuelani costretti a migrare, in ogni fase del loro spostamento, dalla partenza al transito, fino all'arrivo e all'eventuale ritorno in patria.
Durante la conferenza sarà presentato, inoltre, un corso su “Advocacy in ambito migratorio” per agenti pastorali in Sud America, promosso dalla Pontificia Università Cattolica Argentina e patrocinato dalla stessa Sezione Migranti e Rifugiati. Saranno presenti P. Arturo Sosa, Superiore Generale dei Gesuiti di origine venezuelana, ex rettore dell'Università Cattolica del Táchira ed ex Direttore della rivista SIC; P. Fabio Baggio e P. Michael Czerny, Sotto-Segretari della Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale
 
 

Migrantes Cosenza: due iniziative sul tema dei migranti

Cosenza – All’interno del progetto “Convivialità delle differenze”:, promosso dagli Uffici Migrantes Missionario della diocesi di Cosenza-Bisignano, domenica 6 maggio, , presso la Parrocchia della Santa Famiglia a Castrolibero (Cs) un incontro sulla “Siria: Storia, tradizioni ed attualità”.  Una vera e propria opportunità di incontro, conoscenza e scambio interculturale fra giovani e famiglie provenienti dall’Afghanistan, Siria, Nigeria e Italia. Circa 50 partecipanti di cui 20 bambini che, nei locali della Casa San Nicola Saggio di Longobardi Marina, hanno trascorso il primo fine settimana settembrino in un clima di collaborazione e condivisione scoprendo la bellezza dello stare insieme, delle relazioni interculturali che aprono non alla paura ed alla diffidenza ma allo scambio gioioso di sogni, aspirazioni, speranze ed anche a usi, costumi e tradizioni fra le diverse realtà etniche presenti. Sempre nella diocesi calabrese il 9 maggio, presso il Chiostro di San Domenico” una tavola rotonda – promossa dalla Migrantes insieme al Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università della Calabra e della Federazione Italiana Organismi per le persone senza dimora – sul tema “Politiche, modelli di intervento e azioni di contrasto alla povertà estrema”.
 

Il Premio “Roma” per le “meraviglie italiane nel mondo”

Roma – “Per la promozione delle meraviglie italiane nel mondo”. Questa la motivazione del Premio Roma assegnato al giornalista televisivo Alberto Angela. L’annuncio ieri pomeriggio in Campidoglio in occasione della cerimonia di presentazione dei Finalisti del Premio Letterario Roma. Con lui sono stati assegnati premi a Andrea Riccardi in occasione del 50° anniversario di fondazione della Comunità di Sant’Egidio avvenuta a Roma nel febbraio del 1968, a Vincenzo Barone, Direttore della Normale di Pisa alla ricercatrice Federica Mazzucca. Durante al presentazione sono stati annunciati anche i finalisti delle due sezioni in concorso: narrativa e saggistica. La cerimonia di premiazione, con la consegna della Lupa Capitolina,  avrà luogo il prossimo 12 giugno alle 20,30, presso l’Aula Magna della “Sapienza Università di Roma”.
 

Migrantes Reggio Calabria: in preparazione la Festa dei Popoli

Reggio Calabria – Oggi,4 maggio, le dodici comunità etniche di Reggio Calabria, che daranno vita fra pochi giorni alla Festa dei Popoli, si incontreranno per l’ultimo ritocco alla celebrazione di questo evento che intende coinvolgere, assieme ai cittadini, i migranti di ogni credo, lingua e colore, presenti a Reggio Calabria. Per tradizione si sceglie quest’ultimo scorcio del periodo pasquale perché Ascensione e Pentecoste esprimono l’aspirazione più profonda di ogni cuore umano alla pace, alla concordia, alla fraternità universale, manifestazione del disegno divino di fare di tutti i popoli l’unico Popolo di Dio.
Veramente anche in questo 2018 si era tentati, come negli ultimi anni, di interrompere l’ormai consolidata tradizione, date le forti riserve e le accalorate contestazioni sui flussi immigratori provenienti dall’altra sponda del Mediterraneo, che persistono non in base a un’ordinata programmazione ma quale fuga disperata, in particolare dalla Libia, in preda all’irrefrenabile istinto di sopravvivenza.
Sono dunque ormai fuori luogo e fuori tempo queste manifestazioni festose? Hanno poco da festeggiare oggi queste comunità straniere? Anzi, sono proprio loro ad esprimere un parere decisamente diverso e a rovesciare il ragionamento: proprio perché siamo dentro a un’acuta crisi non solo economica, facciamoci coraggio tra di noi, attingiamo a tutte le nostre risorse morali e spirituali, per alimentare non l’illusione ma la speranza che in fondo al tunnel può esserci la luce. E così si è deciso di rimboccare le maniche e incamminarci verso l’ormai quindicesima edizione della Festa, magari semplificando la manifestazione, riducendola ad esempio al pomeriggio e rinunciando alla sfilata iniziale per le vie del centro.
Ci concentriamo dunque in Piazza S. Agostino, dove viene allestito il palco con tutto attorno tanti gazebo quante sono le comunità migranti, ognuna delle quali vi espone qualcosa di caratteristico del proprio Paese. Sono dodici le etnie, compresa quella italiana perché la festa è l’incontro di questa variopinta molteplicità di popolazioni tra di loro e con quella di Reggio Calabria, in vista di una sempre maggiore integrazione reciproca. Perciò festa, allegria, folklore ma di alto valore civile, morale ed anche religioso. E’ significativo il titolo dato quest’anno alla festa: “Apriamo Orizzonti!”
Il tutto si svolgerà il prossimo 13 maggio, nel pomeriggio dalle ore 16.00 ad esaurimento del programma previsto per le 18.00; precede alle 15.00 nella chiesa di S. Agostino la celebrazione eucaristica con espressioni plurietniche da parte delle comunità presenti. (P. Bruno Mioli – Direttore Migrantes Reggio Calabria-Bova)