Primo Piano

Catania: arrivato questa mattina il piccolo Miracle nato ieri a bordo della nave di Msf

Catania - E’ arrivato questa mattina a Catania, con 70 migranti la nave con a bordo il Miracle, Miracolo, il bambino nato sabato scorso sulla nave Aquarius, la nave di ricerca e soccorso gestita da Medici Senza Frontiere e Sos Mediterranee.
La mamma del piccolo ha raccontato di essere fuggita con il compagno dopo un anno di prigionia in Libia prima di affrontare la traversata del Mediterraneo. “Per essere il primo parto della donna, è avvenuto molto rapidamente. Le doglie sono iniziate al mattino presto, ma dopo poche ore di travaglio è nato il bambino. Stanno entrambi molto bene”, ha detto Amoin Soulemane, ostetrica di Msf che ha assistito il parto.
 

Palermo: Papa Francesco pranzerà con immigrati il prossimo 15 settembre

Palermo – Alla missione “Speranza e Carità” di Palermo, il prossimo 15 settembre, in occasione del suo viaggio in Sicilia, Papa Francesco pranzerà con un gruppo di rifugiati. Ad annunciarlo, questa mattina, l’arcivescovo di Palermo mons. Corrado Lorefice durante l’incontro con il consiglio pastorale, presbiterale e dei consultori dedicato alla visita di Papa Francesco a Palermo nel 25esimo anniversario della morte di don Pino Puglisi. Un gesto, quella nella comunità fondata da Biagio Conte,  che rivela quanto “Papa Francesco parli con i segni che compie”.
 

Papa Francesco: no a “pezzettini di dolce vita”, la gioia cristiana è la pace

Città del vaticano - La gioia “è il respiro del cristiano”, una gioia fatta di vera pace e non ingannevole come quella che offre la cultura odierna, che “inventa tante cose per divertirci”, innumerevoli “pezzettini di dolce vita”. Alla Messa celebrata nella cappella Santa Marta questa mattina – informa Vatican News, Papa Francesco torna a parlare di uno dei tratti distintivi del cristiano: la gioia, nonostante le prove e le difficoltà.
Nel corso dell’omelia, commentando un brano della prima lettera di San Pietro apostolo e il passo del Vangelo di Marco in cui si racconta del giovane ricco che non riesce a rinunciare ai propri interessi, il Pontefice rimarca che un vero cristiano non può essere “oscuro” o “rattristato”. “Essere uomo e donna di gioia”, insiste, significa “essere uomo e donna di pace, significa essere uomo e donna di consolazione”: “la gioia cristiana è il respiro del cristiano, un cristiano che non è gioioso nel cuore non è un buon cristiano. E’ il respiro, il modo di esprimersi del cristiano, la gioia. Non è una cosa che si compra o io la faccio con lo sforzo, no: è un frutto dello Spirito Santo. Quello che fa la gioia nel cuore è lo Spirito Santo”.
La roccia solida su cui poggia la gioia cristiana è la memoria: non possiamo, infatti, dimenticare “quello che ha fatto il Signore per noi”, “rigenerandoci” a nuova vita; così come la speranza di quello che ci attende, l’incontro con il Figlio di Dio. Memoria e speranza sono le due componenti che permettono ai cristiani di vivere nella gioia, non una gioia vuota, ilare, ma una gioia il cui “primo grado” è la pace: “La gioia non è vivere di risata in risata. No, non è quello. La gioia non è essere divertente. No, non è quello. E’ un’altra cosa. La gioia cristiana è la pace. La pace che c’è nelle radici, la pace del cuore, la pace che soltanto Dio ci può dare. Questa è la gioia cristiana. Non è facile custodire questa gioia”.
Il mondo contemporaneo, prosegue Papa Bergoglio nell’omelia, purtroppo si accontenta di una “cultura non gioiosa”, “una cultura dove si inventano tante cose per divertirci”, tanti “pezzettini di dolce vita”, ma che non soddisfano pienamente. La gioia, infatti, “non è una cosa che si compra nel mercato”, “è un dono dello Spirito” e vibra anche “nel momento del turbamento, nel momento della prova”: “C’è un’inquietudine buona ma ce n’è un’altra che non è buona, quella di cercare le sicurezze dappertutto, quella di cercare il piacere dappertutto. Il giovane del Vangelo aveva paura che se lasciava le ricchezze non sarebbe stato felice. La gioia, la consolazione: il nostro respiro di cristiani”.
 
 

Papa Francesco: “preghiamo per l’Africa”

Città del Vaticano - “Preghiamo per l’Africa, perché ci sia la pace qui”. È l’appello lanciato ieri dal Papa, dopo la preghiera mariana ’Angelus, in cui ha ricordato la beatificazione, a Piacenza, di Leonella Sgorbati, suora missionaria della Consolata uccisa in odio alla fede a Mogadiscio nel 2006. “La sua vita spesa per il Vangelo e al servizio dei poveri, come pure il suo martirio, rappresenta un segno di speranza per l’Africa”.
 

È Trento la prima “città rifugio” d’Italia

Trento - È la prima iniziativa di questo tipo in Italia e probabilmente non sarà l’unica. Trento sta per diventare la prima “città rifugio” del nostro Paese, ovvero un comune in grado di offrire protezione temporanea alle persone che difendono i diritti umani nel mondo.
La decisione è stata assunta dal Consiglio comunale pochi giorni fa con una mozione che ha ottenuto nell’aula una sostanziale unanimità (21 voti favorevoli su 29 votanti, 3 astenuti e 5 non votanti) a conferma di un consenso trasversale fra le forze politiche. La Città del Concilio ha preso esempio dalla formula delle “shelter town”, già attivata in Olanda e nel programma di protezione del Paese Basco, che si propone di offrire ospitalità concreta e inviolabile a quelle persone che lottano per la difesa dei diritti umani in situazioni difficili come in Colombia, Brasile e Messico, come risulta dagli ultimi rapporti di Amnesty International e Frontline Defenders.
“I difensori - uomini e donne - che rischiano la vita – spiega Roberta Zalla, consigliera comunale del PD e promotrice del provvedimento – sono il volto visibile di movimenti, organizzazioni, comunità, popoli che rivendicano il proprio diritto a esistere, a mobilitarsi, a difendere la propria dignità e la propria terra”. Le statistiche riferite al 2017 rivelano che ben 300 persone impegnate in questo campo sono state uccise. Si tratta per lo più di donne. Per fare i casi più recenti, la giovane colombiana Emylen Manyoma, leader delle periferie della sua città o la politica brasiliana Marielle Franco, presidente del Comitato delle donne del suo Comune, assassinata lo scorso 14 marzo.
Nell’applicazione olandese, inserita in un quadro normativo sostenuto anche dall’Onu, si prevede che gli Hrd ( Human Rights Defenders) possano lasciare il Paese nel quale sono minacciati per un periodo breve, dai 3 ai 9 mesi, e trovare alloggio temporaneo e protezione in una città rifugio. Anche se il periodo è necessariamente breve - una sorta di 'tregua' per poter affrontare il ritorno nel proprio Paese in condizioni migliori - l’esperienza appena avviata contribuisce a far conoscere e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle minacce in corso, richiamando l’attenzione della comunità internazionale e, fra l’alto, valorizzando e mobilitando la comunità ospitante.
L’amministrazione del capoluogo trentino ha assunto questa decisione, appoggiandosi alla mozione già approvata nel gennaio scorso dal Consiglio della Provincia autonoma di Trento che s’impegna a tradurre sul territorio le azioni concrete per accompagnare gli attivisti minacciati, come l’istituzione di una città rifugio. (Diego Andreatta)
 

Papa Francesco: la bellezza della coppia è la somiglianza a Dio

Città del vaticano - E’ la bellezza del matrimonio il tema dell’omelia del Papa alla Messa di questa mattina a Casa Santa Marta. Ad ascoltarlo, tra gli altri, riferisce Vatican News, sette coppie al 50.esimo e 25.esimo di nozze. Il brano del Vangelo secondo Marco, letto, riferisce dell’intenzione dei farisei di mettere alla prova Gesù ponendogli una domanda che il Papa definisce “casistica”, quelle domande della fede, spiega, che si possono riassumere in un “si può o non si può” e “dove la fede è ridotta a un sì o un no”. E precisa: “non il grande ‘sì’ o il grande ‘no’ dei quali abbiamo sentito parlare, che è Dio. No: si può o non si può. E la vita cristiana, la vita secondo Dio, secondo questa gente, è sempre nel ‘si può’ e ‘non si può’”.
La domanda riguarda il matrimonio, vogliono sapere se è lecito o no ad un marito ripudiare la propria moglie. Ma, dice papa Francesco, Gesù va oltre, va su e “arriva fino alla Creazione e parla del matrimonio che forse è la cosa più bella” che il Signore ha “creato in quei sette giorni. ‘Dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola’”. “E’ forte quello che dice il Signore”, commenta il Papa, parla di “una carne” che non si può dividere. Gesù “lascia il problema della separazione e va alla bellezza della coppia” che deve essere uno. E il Papa raccomanda: “Noi non dobbiamo soffermarci, come questi dottori, su un ‘si può’, o ‘non si può’ dividere un matrimonio. Questo è… alle volte c’è la disgrazia che non funziona ed è meglio separarsi per evitare una guerra mondiale, ma questa è una disgrazia. Andiamo a vedere il positivo”. Poi il Papa racconta di quando ha incontrato una coppia che festeggiava i 60 anni di matrimonio e alla sua domanda: “Siete felici?”, i due si sono guardati e i loro occhi si sono bagnati di lacrime per la commozione e gli hanno risposto: “Siamo innamorati!”: “E’ vero che ci sono delle difficoltà, ci sono dei problemi con i figli o nella stessa coppia, discussioni, litigi … ma l’importante è che la carne rimanga una e si superano, si superano, si superano. E questo è non solo un sacramento per loro, ma anche per la Chiesa, come fosse un sacramento che attira l’attenzione: Ma, guardate che l’amore è possibile!. E l’amore è capace di fare vivere innamorati tutta una vita: nella gioia e nel dolore, con il problema dei figli e il problema loro … ma andare sempre avanti. Nella salute e nella malattia, ma andare sempre avanti. Questa è la bellezza”.
L’uomo e la donna sono creati a immagine e somiglianza di Dio e lo stesso matrimonio diventa così Sua immagine, per questo, dice il Papa, è tanto bello: “Il matrimonio è una predica silenziosa a tutti gli altri, una predica di tutti i giorni”. “E’ doloroso quando questo non è notizia: i giornali, i telegiornali non prendono come notizia, questo. Ma, questa coppia, tanti anni insieme … non è notizia. Sì, notizia è lo scandalo, il divorzio, o questi che si separano – a volte si devono separare, come ho detto, per evitare un male maggiore … Ma l’immagine di Dio non è notizia. E questa è la bellezza del matrimonio. Sono a immagine e somiglianza di Dio. E questa è la notizia nostra, la notizia cristiana”. Papa Francesco ripete che non è facile la vita matrimoniale e di famiglia, e cita la Prima Lettura tratta dalla lettera di san Giacomo apostolo, che parla della pazienza. Dice che è “forse la virtù più importante nella coppia – sia dell’uomo sia della donna” e conclude con una preghiera al Signore “perché dia alla Chiesa e alla società una coscienza più profonda, più bella del matrimonio che tutti noi riusciamo a capire e a contemplare che nel matrimonio c’è l’immagine e la somiglianza di Dio”.
 
 
 

Migrantes Crema: fare della chiesa una scuola di comunione

Crema - Dopo la Messa celebrata il 14 gennaio, Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, nella parrocchia di S. Bernardino ed animata dalla Comunità africana, questa volta è toccato alla Comunità Latinoamericana animare la Celebrazione della Messa Internazionale nella festività della Pentecoste. Ora niente è più pericoloso e negativo che ridurre ad un semplice meccanismo di alternanza quella che è l'espressione di una comunità.
In realtà la Messa Internazionale è un momento speciale, perché profondamente religioso, all'interno di quel più ampio progetto di apertura a chi non è nato in Italia che il Papa ha ben sintetizzato in quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere e integrare.
Linee ispiratrici sono non solo il Vangelo, la Dottrina sociale della Chiesa o le indicazioni della CEI, ma in particolare papa Benedetto XVI, nell'enciclica “Caritas in veritate” ricorda che i credenti, in quanto riconoscono in ogni persona l'immagine e la somiglianza di Dio, hanno le migliori ragioni per testimoniare con coerenza il rispetto dei diritti fondamentali della persona umana.
Rendere visibile la presenza di ampie Comunità cattoliche, come quella africana o latinoamericana, sono un primo segno importante di cattolicità e di comunione. In secondo luogo sono uno stimolo educativo per tutti i fedeli. Occorre investire intelligenze e risorse perché l'unione e la reciprocità delle relazioni pastorali divengano una costante quotidiana, con disponibilità all'ascolto, al cambiamento e all'apertura reciproca.
Non bisogna certo pensare che tutto questo si realizzi dall'oggi al domani o che bastino un paio di Messe Internazionali...
Le nostre Comunità cristiane devono avere la “pazienza dei tempi lunghi”, respingendo ogni pericolosa tentazione di assimilazione, di omologazione o, peggio ancora, di negazione del valore della diversità.
Al contrario da un lato occorre riconoscere che il fenomeno è davvero complesso e che le paure e le difficoltà esistono (spesso amplificate da certi mass-media in maniera strumentale). Dall'altro bisogna accettare la sfida della “relazione di reciprocità”, convinti che da entrambi i lati è necessario aprirsi a nuovi orizzonti culturali, educativi e pastorali.
Tutti insieme, in una parola, dobbiamo contribuire a costruire insieme “percorsi di fede”, cercando di fare della Chiesa una scuola di comunione.
Spesso succede di essere molto generosi quando si tratta di solidarietà con le missioni lontane, mentre non si nota lo stesso atteggiamento quando si deve essere “fratelli” con il “fratello vicino”.
Poniamoci ad esempio alcune domande:
- Siamo disposti ad organizzare con regolarità celebrazioni liturgiche che riuniscano fedeli italiani e fedeli cattolici provenienti da altri Paesi?
- Curiamo forme di collaborazione e di riflessione spirituale con persone che professano altre religioni?
- Qual è il tipo di presenza dei figli di immigrati nei nostri luoghi di formazione e di incontro?
- Creiamo occasioni di accoglienza e di interazione di famiglie italiane con famiglie immigrate?
- Sollecitiamo l'intervento delle istituzioni pubbliche in favore di una politica territoriale che investa sui servizi di Mediazione culturale e promuova l'Educazione interculturale?
Ricordiamoci che la missione è anche qui, con i “popoli tra noi” perché, come disse papa Giovanni Paolo II “nella Chiesa nessuno è straniero e la Chiesa non è straniera a nessun uomo e in nessun luogo”.
Scopriremo allora che per noi cristiani le ragioni dell'ospitalità, dell'interazione e della cittadinanza non sono imposte dalle circostanze, ma hanno radici nell'identità della nostra fede. (a cura dell'Ufficio Migrantes – Crema)
 

Migranti e poveri al Golden Gala di atletica leggera

Città del Vaticano - L’Elemosineria Apostolica della Santa Sede, a nome di Papa Francesco, ha invitato i poveri, i senzatetto, i profughi, i migranti e le persone più bisognose allo Stadio Olimpico di Roma per partecipare, nel pomeriggio di giovedì 31 maggio, al Golden Gala, la  manifestazione internazionale di atletica leggera.  L’iniziativa è stata resa possibile – informa una nota -  grazie alla Federazione Italiana di Atletica Leggera che ha riservato gratuitamente i posti per “i poveri del Santo Padre”. L’obiettivo è quello di “offrire una serata di festa e di amicizia, attraverso la bellezza di uno sport universale e semplice come l’atletica e di rilanciare i valori dell’accoglienza e della solidarietà”. Più volte Papa Francesco ha ricordato che “i poveri hanno bisogno non solo di cibo, vestiti e un posto per dormire ma anche di una parola amica, di un sorriso e di occasioni di svago e di sano divertimento”. Nel settore “Curva Sud” dello Stadio Olimpico, gli invitati del Papa riceveranno anche una “cena al sacco”.
 

Belluno: sabato la presentazione di un volume sull’emigrazione italiana negli Usa

Belluno - Sabato 26 maggio a Belluno, presso la sala riunioni dell’Associazione Bellunesi nel Mondo verrà presentato il volume “ Abruzzo Stars & Stripes. Le radici abruzzesi negli Stati Uniti"
di Generoso D'Agnese, Geremia Mancini e Dom Serafini.
Il libro raccoglie un centinaio di vite di abruzzesi a stelle e strisce: dalla controfigura di Chaplin, Vincenzo Pelliccione, a Louis Carrozzi, che percorse ottomila chilometri a piedi attraverso il Sud e Centro America per arrivare clandestino negli Stati Uniti in cerca di lavoro. Oppure la storia del cantante Perry Como, capace di vendere 60 milioni di dischi nel mondo, o ancora i mitici Rocky Marciano – al secolo Rocco Marchegiano – leggenda dei pesi massimi, e John Fante, l’autore delle avventure di Arturo Bandini, indimenticabile narratore degli italiani nelle città del Nuovo Mondo. L’evento è organizzato dal circolo bellunese degli Abruzzesi nel Mondo, in collaborazione con la Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”.
 

Migrantes Cerignola-Ascoli Satriano: domenica la Festa dei Popoli

Cerignola - Domenica 27 maggio 2018 si terrà la I edizione della Festa dei Popoli presso la Comunità di Accoglienza “San Giuseppe” a Borgo Tressanti di Cerignola. L’evento organizzato dall’Ufficio Migrantes della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano e dall’Associazione di volontariato San Giuseppe Onlus nasce dalla volontà di promuovere il dialogo, la conoscenza e l’interazione tra diverse culture. Per l’occasione, inoltre, sarà scoperta la targa di riconoscimento per il contributo che il Rotary Club nella persona del presidente Luigi Zangrilli ha fornito nell’allestire gli spazi della cucina della comunità di accoglienza.  Verrà anche allestito – informa una nota -  uno spazio “tenda di Abramo” dedicato ai musulmani che in questo periodo stanno facendo il digiuno di Ramadan, come “segno di attenzione e di rispetto religioso nei confronti del prossimo”. La giornata avrà inizio al mattino con un incontro dei volontari sul tema dell’accoglienza. Nel pomeriggio un quadrangolare di calcio al quale prenderanno parte i giovani di diverse nazionalità e alle 19.00 la celebrazione eucaristica presieduta da don Claudio Barboni, direttore della Comunità di accoglienza “San Giuseppe”.
Il momento conclusivo con musiche, danze e degustazioni gastronomiche multietniche.
 

Taranto: domani l’apertura della mostra “La valigia dell’emigrante”

Taranto - “La Valigia dell’emigrante”. Questo il titolo di una mostra permanente delle opere grafiche di Franco Galli che si aprirà domani a Taranto preso il Liceo “Aristosseno”.
L’iniziativa sarà l’occasione per riflettere sul tema della mostra. Ad aprire i lavori il dirigente scolastico Salvatore Marzo. Tra gli interventi quello di Marisa Metrangolo, direttrice dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Taranto che si soffermerà su “I migranti a Taranto”.
 
 

Migranti: oltre 500 persone intercettate nel Mediterraneo

Roma - Non si fermano le partenze. Solo nella giornata di ieri, secondo i pochi racconti che arrivano dalle Ong in mare, sarebbero oltre 500 i migranti intercettati nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere le sponde dell’Europa. Per 300 di questi, però, a bordo di un barcone di legno, è andata male, perchè hanno dovuto fare dietro-front. Recuperati dalle motovedette della guardia costiera libica sono stati infatti riportati sulla terraferma. Altri 150, invece, a bordo di un gommone, sono stati tratti in salvo e portati a bordo della Sea Watch, la nave della Ong tedesca. Mentre altri 69, intercettati al largo della Libia, tutti originari dell’Africa Occidentale, sono stati trasferiti da una nave della marina militare italiana sulla nave Aquarius di Sos Mediterranee. A bordo ci sono anche 18 donne di cui 4 in stato di gravidanza. Il salvataggio è avvenuto a 14 miglia dalla Libia. Non sono state segnalate emergenze mediche, ha scritto su Twitter Sos Mediterranee.
 
 

Papa Francesco: l’ingiustizia di sfruttare il lavoro è peccato mortale

Città del Vaticano - Prendere distanza dalle ricchezze, perché esse ci sono state offerte da Dio per donarle agli altri. Questo il senso delle parole del Papa alla Messa mattutina a Casa Santa Marta che, nell’odierna memoria di Maria Ausiliatrice, riferisce Vatican News,  papa Francesco dedica al “nobile popolo cinese”: oggi - ricorda infatti - a Shanghai si celebra la festa della Madonna di Sheshan, Maria Ausiliatrice. Prendendo spunto dalla Prima Lettura, tratta dalla lettera di San Giacomo apostolo, in cui si evidenzia come il salario dei lavoratori non pagato gridi e le proteste siano giunte alle orecchie del Signore, il Pontefice ripete quanto detto dall’apostolo ai ricchi, non usando “mezze parole”, dicendo le cose “con forza”. Evoca infatti ricchezze “marce”. E, ricorda il Papa, Gesù non aveva detto di meno: " 'Guai a voi ricchi!', nella prima invettiva dopo le Beatitudini nella versione di Luca. 'Guai a voi ricchi!'. Se uno oggi facesse una predica così, sui giornali, il giorno dopo: 'Quel prete è comunista!'. Ma la povertà è al centro del Vangelo. La predica sulla povertà è al centro della predica di Gesù: 'Beati i poveri”'è la prima delle Beatitudini: E la carta d’identità, la carta identitaria con la quale si presenta Gesù quando torna al suo villaggio, a Nazareth, nella sinagoga, è: 'Lo Spirito è su di me, sono stato inviato ad annunciare il Vangelo, la Buona Novella, ai poveri, il lieto annunzio ai poveri'. Ma sempre nella storia abbiamo avuto questa debolezza di cercare di togliere questa predica sulla povertà credendo che è una cosa sociale, politica. No! E’ Vangelo puro, è Vangelo puro". 
Papa Francesco spinge a riflettere sul perché di una “predica così dura”. La ragione sta nel fatto che “le ricchezze sono un’idolatria”, sono capaci di “seduzione”. Gesù stesso, spiega il Pontefice, dice che “non si può servire due signori: o tu servi Dio o tu servi le ricchezze”: dà quindi “categoria di ‘signore’ alle ricchezze, cioè - aggiunge - la ricchezza “ti prende e non ti lascia e va contro il primo comandamento”, l’amare Dio con tutto il cuore. Il Pontefice osserva poi che le ricchezze vanno anche “contro il secondo comandamento perché distruggono il rapporto armonioso fra noi uomini”, “rovinano la vita”, “rovinano l’anima”. Il Papa ricorda la Parabola del ricco - che pensava alla “buona vita”, alle feste, alle vesti lussuose - e del mendicante Lazzaro, “che non aveva nulla”. Le ricchezze – ribadisce – “ci portano via dall’armonia con i fratelli, dall’amore al prossimo, ci fanno egoisti. Giacomo reclama il salario dei lavoratori che hanno mietuto sulle terre dei ricchi e che non sono stati pagati: qualcuno - dice Francesco - potrà confondere l’apostolo Giacomo con “un sindacalista”. Eppure, assicura il Pontefice, è l’apostolo “che parla sotto l’ispirazione dello Spirito Santo”. Sembra, nota, una cosa di oggi: "Anche qui, in Italia, per salvare i grandi capitali si lascia la gente senza lavoro. Va contro il secondo comandamento e chi fa questo: 'Guai a voi!'. Non io, Gesù. Guai a voi che sfruttate la gente, che sfruttate il lavoro, che pagate in nero, che non pagate il contributo per la pensione, che non date le vacanze. Guai a voi! Fare 'sconti', fare truffe su quello che si deve pagare, sullo stipendio, è peccato, è peccato. 'No, padre, io vado a Messa tutte le domeniche e vado a quell’associazione cattolica e sono molto cattolico e faccio la novena di questo…'. Ma tu non paghi? Questa ingiustizia è peccato mortale. Non sei in grazia di Dio. Non lo dico io, lo dice Gesù, lo dice l’apostolo Giacomo. Per questo le ricchezze ti allontanano dal secondo comandamento, dall’amore al prossimo".
Le ricchezze, dunque, hanno una capacità tale da renderci “schiavi”. Ecco perché Francesco esorta a “fare un po’ più di preghiera e un po’ più di penitenza”, non per i poveri ma per i ricchi: "Tu non sei libero davanti alle ricchezze. Tu per essere libero davanti alle ricchezze devi prendere distanza e pregare il Signore. Se il Signore ti ha dato ricchezze è per darle agli altri, per fare a nome suo tante cose di bene per gli altri. Ma le ricchezze hanno questa capacità di sedurre noi e in questa seduzione noi cadiamo, siamo schiavi delle ricchezze".
 
 
 

In Messico i “cervelli” italiani si mettono in rete

Città del Messico - Non solo pizza e spaghetti, gli italiani sono delle eccellenze anche della ricerca scientifica e, grazie alla prima banca dati su questo argomento, in Messico è nata l’Arim, l’Associazione ricercatori italiani. Emilia Giorgetti, una fisica, addetta scientifica dell’ambasciata italiana in Messico, ha ben pensato che fosse ora di riunire i cervelli presenti nell’esteso Paese latinoamericano, un’associazione per tessere legami, proporre progetti in Italia e all’estero e, soprattutto, fare gruppo. «Arrivano da Veneto, Puglia, Sicilia, Lombardia e da altre regioni, quasi nessuno si conosceva, non esi-steva un progetto associativo e nemmeno una rete per ascoltare esigenze e proposte». Giorgetti, una toscana amante delle novità, non ci ha pensato due volte e così è nata l’Arim, in un immenso Paese tra Usa e Centroamerica. Si tratta di 140 ricercatori ancora non tutti iscritti all’associazione ma ora, in contatto tra di loro. L’Italia figura al settimo posto per impatto della produzione scientifica mondiale nonostante il limitato finanziamento in percentuale sul Pil, «era ora che si realizzasse un filo che unisse tutte le menti qui presenti da anni», spiega l’ideatrice dell’associazione.
Fisici, geologi, architetti, vulcanologi e tanti altri studiosi in svariate materie, si sono già messi all’opera organizzando la prima Giornata della Scienza a Città del Messico. Il tema, in un Paese in cui lo scorso settembre si sono nuovamente registrati danni causati dalle scosse di terremoto (ricordando quello ancora più disastroso del 1985), era la sismologia e gli impatti sul suolo messicano. Rosanna Bonasia, Riccardo Caffarella e Marco Calò hanno presentato gli studi che vanno dalla faglia di San Andrea nella penisola californiana alle implicazioni sul suolo negli Stati nel Messico del Sud. Presenti l’ambasciatore Luigi Maccotta e alti esponenti della comunità italiana, riuniti per conoscere la neonata realtà scientifica. Il vicentino Simone Lucatello è il presidente dell’associazione che potrebbe accedere a finanziamenti per l’organizzazione di eventi (sia italiani che delle imprese che lavorano in Messico). Sarebbe, inoltre, un’utile interfaccia con il Miur, con il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale e con il Consiglio nazionale della scienza. L’Arim si candida a costituire un punto di eccellenza per la visibilità della comunità di italiani all’estero; il ministero e l’ambasciata hanno preso atto della loro presenza e del ruolo che può giocare nella promozione del Paese. Negli ultimi anni i rapporti tra Italia e Messico sono notevolmente cresciuti, lo testimoniano le rispettive visite dei presidenti della Repubblica oltre che la maggiore consistenza delle aziende italiane. «Anche dal punto di vista dei ricercatori – spiega Lucatello – abbiamo notato una crescita della loro presenza, a testimonianza della disponibilità messicana di investimenti nella ricerca». «Il Maeci ha capito l’importanza dei nostri accademici all’estero – riferisce la Giorgetti – e sta creando una “rete delle reti”, sulla nuova piattaforma Innovitalia». (Nicola Nicoletti)​
 
 

“Study in Italy”: un portale per l’attrazione degli studenti internazionali

Roma - É online da qualche settimana il nuovo portale dedicato all'internazionalizzazione del sistema della formazione superiore italiana, "Study in Italy" (https://studyinitaly.esteri.it ). Il portale, disponibile in lingua inglese e italiana e sviluppato secondo i più moderni standard, nasce con il duplice obiettivo di creare una nuova piattaforma per la gestione del programma di borse di studio del Governo italiano e per orientare ed assistere lo studente internazionale interessato a trascorrere un periodo di studio in Italia. Il portale si affianca ai siti del MIUR e www.studiare initalia.it/studentistranieri/  e www.universitaly.it  nei quali sono riportate in italiano le procedure per l'ingresso, il soggiorno e l'immatricolazione degli studenti internazionali ai corsi di formazione superiore presso le Università e le Istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) e di registrazione per le prove di ammissione relative ai corsi di laurea ad accesso programmato.
 

Napoli: il 7 giugno convegni su “Immigrazione: dall’ accoglienza all’integrazione” con Don De Robertis

Napoli  - “Immigrazione: dall' accoglienza all' integrazione”. Questo il tema di un convegno che si svolgerà a Napoli il 7 giugno prossimo su iniziativa del Movimento cristiano lavoratori (Mcl), Patronato Sias-Mcl e Als (Associazione lavoratori stranieri Mcl).
Al convegno interverranno, fra gli altri, il presidente Mcl, Carlo Costalli, la presidente nazionale dell' Als-Mcl, Maria Rosaria Pilla; il direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni De Robertis; il direttore generale per l' Immigrazione e le politiche dell' integrazione del ministero del Lavoro, Tatiana Esposito e il direttore del Patronato Sias-Mcl, Alfonso Luzzi. Ai lavori interverrà il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli.
 

Papa Francesco: “La vera accoglienza non può che essere totalmente disinteressata”

Bergamo – “La vera accoglienza non può che essere totalmente disinteressata, quella che costa sacrifici”. A dirlo questa mattina Papa Francesco in una intervista esclusiva al quotidiano “L’Eco di Bergamo” in occasione dell’arrivo oggi, a Bergamo e Sotto il Monte” delle spoglie di Papa Giovanni XXIII. “La situazione internazionale – dice il Papa – è complessa, si sa, ma in ogni caso sono convinto che i muri si alzano per paura, per non vedere la sofferenza del fratello che può disturbare, si alzano per proteggere quanto invece  andrebbe condiviso. Alzare un miro – ha spiegato il pontefice al direttore del giornale Alberto Ceresoli – è chiudere il proprio cuore, sigillarlo come una tomba. Non è solo questione di generosità e neppure di solidarietà. Qui c’è tanto lavoro da fare, occorre creare una nuova cultura, una nuova mentalità, educare le nuove generazioni a pensare, a pensarci come un’unica famiglia umana, una comunità senza confini”.
Nell’intervista Papa Francesco ricorda come Roncalli volle affidare ai missionari del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere” la sua casa natale e lì vicino volle un Seminario. “Oggi mi dicono – spiega – che è chiuso ma che accoglie dei richiedenti asilo e ciò mi è motivo di conforto”. (Raffaele Iaria)
 

Veneto: a scuola la storia dell’emigrazione veneta

Venezia - In tutte le scuole di ogni ordine e grado del Veneto si studierà la storia dell’emigrazione veneta. Lo prevede il protocollo di intesa tra Regione Veneto, Ufficio scolastico regionale e le sette associazioni venete per l’emigrazione: a partire dal prossimo anno scolastico ad insegnanti e studenti saranno proposti interventi di approfondimento, incontri con i testimoni e lezioni di storia per comprendere il fenomeno migratorio che ha interessato il Veneto a partire dagli ultimi tre decenni dell’Ottocento fino al secondo Dopoguerra. Le associazioni dei veneti nel mondo (Associazione Veneti nel mondo, Unione dei Triveneti nel mondo, associazione degli emigrati ed ex emigrati in Australia e Americhe, Bellunesi nel mondo, Trevisani nel mondo, Veronesi nel mondo e Vicentini nel mondo) metteranno a disposizione relatori, esperti e materiali per realizzare corsi per insegnanti e moduli di approfondimento per gli studenti, dalle primarie alle secondarie superiori. “E’ giusto che i giovani conoscano l’entità, le cause e ciò che ha prodotto il fenomeno migratorio in Veneto tra Otto e Novecento – dichiara l’assessore regionale all’istruzione – nonchè come i diversi paesi hanno affrontato il tema delle migrazioni. E’ una pagina di storia spesso ignorata, che invece ha generato grandi cambiamenti sociali, culturali e anche politici nelle nostre terre e nei paesi di destinazione degli emigranti veneti”. “C’è un altro Veneto al di là del mare, tra Americhe e Australia – ricorda l’assessore regionale al sociale e ai flussi migratori – Si calcola, infatti, che gli emigranti veneti e i loro discendenti siano almeno 5 milioni, tanti quanti i residenti nella nostra regione. E molti di loro hanno conservato lingua, cultura, tradizioni e un forte legame con la terra d’origine. Promuovere la conoscenza e lo studio del fenomeno migratorio e delle sue ricadute è un atto di omaggio al coraggio e all’intraprendenza di chi è partito e un modo per tenere vivi i legami con chi si sente ancora veneto, anche se ormai ha messo radici in altri paesi e altre culture”

Papa Francesco: appello per la “cara terra” dell’Ucraina

Città del Vaticano - Papa Francesco rivolge un nuovo appello per l’Ucraina. “Incessantemente prego il Signore - ha detto questa mattina al termine dell’Udienza Generale in Piazza San Pietro - affinchè guarisca le ferite inflitte dalla guerra e doni la sua pace alla cara terra ucraina".
All’Udienza erano presenti pellegrini ucraini che hanno partecipato al 60esimo pellegrinaggio militare internazionale a Lourdes.
 

Albanesi in Italia: domenica il pellegrinaggio al Santuario della Madonna del buon Consiglio

Roma - Su iniziativa del Coordinamento Migrantes per la pastorale degli albanesi in Italia, l’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma e la Conferenza episcopale albanese si svolgerà domenica prossima a Genazzano, nei pressi di Roma, il pellegrinaggio degli albanesi cattolici in Italia al Santuario della Madonna del Buon Consiglio.
Momento centrale del pellegrinaggio la liturgia eucaristica e la supplica alla Madonna presiedute da Mons. George Frendo, presidente della Conferenza episcopale albanese.