Primo Piano

Festival della Migrazione: oggi la conclusione

Modena - Una celebrazione in Duomo presieduta dal card. Francesco Montenegro - e concelebrata dall’arcivescovo di Modena-Nonantola, Erio Castellucci e dal direttore della Fondazione Migrantes, don Giovanni De Robertis - e un convegno sul “contributo delle religioni alla concordia della città” concluderà oggi a Modena la terza edizione del festival della Migrazione promosso fra gli altri dalla Fondazione Migrantes...

Festival della Migrazione: la seconda giornata

Modena - La seconda giornata del festival della Migrazione, promosso fra gli altri dalla Fondazione Migrantes, si è aperto questa mattina con l’incontro “Lo sport insegna”. Tra i protagonisti, Matteo Marani, Maurizio Boschini, Catia Pedrini e Csi Modena...

Aversa: domani la premiazione del concorso “Festa dei Popoli Aversa”

Aversa - Viene da Monfalcone il vincitore del Quinto Concorso Letterario “Festa dei Popoli”, organizzato dalla Diocesi di Aversa: con la sua opera “Una vecchia poesia”, Domenico Romano Mantovani si classifica al primo posto dopo un’attenta valutazione, da parte della giuria, delle ben 338 le opere in concorso quest’anno.
La cerimonia di premiazione si terrà sabato 10 novembre 2018, alle ore 18 nella della Sala Guitmondo del Seminario Vescovile di Aversa. Alle spalle dell’autore goriziano, un’autrice del territorio: si tratta di Elena Nugnes (Teverola) con “La terra promessa”, mentre Umberto Vicaretti (Roma) completa il podio con “Stabat Mater”.
Saranno inoltre premiati anche ben tredici autori classificatisi ex aequo al quarto posto, ma uno speciale riconoscimento sarà conferito ai poeti e scrittori campani. Una decisione inedita che il Prof. Manfredi Dell’Aversana spiega così: “La Campania è una terra di splendidi paesaggi, dall’appennino al mare, ma è anche terra di storia e di vestigia, di arti e di artisti, di poeti e scrittori che, tenacemente, alzano lo sguardo al cielo e offrono nuove, ma ben antiche, visioni del mondo e valori: la pace, la giustizia, la fratellanza o, semplicemente, l’amore. Di qui la decisione della Giuria di conferire ai poeti e scrittori della nostra regione, che hanno partecipato al Concorso, uno speciale diploma di riconoscimento al merito per il loro lavoro, pur inconsapevole, al servizio del nostro territorio. A loro va il nostro grazie". Premi speciali, infine, verranno conferiti anche ad una Scuola Elementare di Pesche (Isernia), che sarà presente alla cerimonia con una delegazione di insegnanti e bambini, e ad una Scuola dell'Infanzia di Bologna.
Il direttore dell’ufficio diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo, don Giuseppe Esposito, aggiunge che “il bisogno umano e religioso ci spinge, come chiesa, a continuare ogni anno il nostro percorso di attenzione all’uomo. L’accoglienza verso gli stranieri è un valore che va costantemente ribadito ed il fatto che il nostro concorso sia giunto alla quinta edizione, facendo tra l’altro registrare una partecipazione sempre crescente, ci infonde fiducia e speranza”.
 
 

“Nessuno deve morire in mezzo al mare”

Modena - “Siete coraggiosi a parlare di questo tema. Ma è indispensabile farlo al di là dei luoghi comuni”. E’ questo il leit motive della prima giornata del Festival della migrazione aperto dai saluti del Prefetto di Modena, Maria Patrizia Paba, del sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli (che ha sottolineato come sia necessaria una legislazione che consenta a tutti i richiedenti asilo di fare lavori utili alla comunità nell’attesa dell’istruttoria), del vescovo Erio Castellucci e del presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena (che ha parlato dell’impegno della Chiesa modenese nei confronti dei migranti e ha ricordato anche la migrazione degli italiani verso l’estero), Paolo Cavicchioli. Il convegno su media e migrazione è stato aperto da don Gianni De Robertis, direttore generale di Fondazione Migrantes: "Come indica  Papa Francesco sono necessarie altre azioni oltre all'accogliere, come proteggere, integrare, includere, altrimenti la migrazione da ricchezza può divenire degrado". Vincenzo Morgante, direttore di Tv2000, ha aggiunto: “Noi giornalisti dobbiamo contrapporre la precisione alla confusione, rispondere con imparzialità alla faziosità e con discernimento alla sventatezza. I media non sono una cassa di risonanza ma strumenti di informazione". Tra gli ospiti Paolo Ruffini, Prefetto del Dicastero per la Comunicazione Vaticana, che ha messo in luce come su questo tema i pontefici che si sono succeduti sono tutti in linea l’uno con l’altro: "Non è vero che Francesco dice cose differenti da Benedetto, Giovanni Paolo II e via via. Come cristiani e comunicatori dobbiamo però caricarci sulle spalle la nostra parte di responsabilità della situazione. Perché, come dice Gandhi, la deresponsabilizzazione è la più alta forma di violenza".
Il tema del festival, "umani100%” è stato al centro dell’energico intervento di mons. Matteo Zuppi, vescovo di Bologna: “Mai mettere in discussione questa percentuale! Si è uomini quando si è capaci di vivere, far vivere, si usa l'intelligenza e si sanno risolvere i problemi andando oltre all'emergenza. E dobbiamo dire una cosa molto chiara: non si può lasciare morire nessuno in mare". 
Il Festival della migrazione è promosso da Porta Aperta, Fondazione Migrantes, Crid del Dipartimento di Giurisprudenza di Unimore e IntegriaMo, con il patrocinio di Università di Modena e Reggio Emilia, Regione Emilia-Romagna e Comune di Modena e il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Fondazione Unipolis, Bper Banca, Conad, Menù e Coop Alleanza 3.0.
Sono ben 50 gli aderenti, tra enti locali, mondo accademico e sindacale, realtà ecclesiali e religiose, associazioni.
 

 
 

Noè: vendeva fazzoletti ha trovato la solidarietà

Firenze - Dai calzini e accendini ai pasticcini il passo può essere breve, quanto quello dal marciapiede alla “Bottega di pasticceria”. Quando arriva a Firenze due anni fa, Moussa Ndoye – per tutti Noè – si presenta al titolare. Questa è la più bella pasticceria che abbia mai visto, gli dice, potrei vendere la mia mercanzia qui fuori? Ma certo, gli rispondono. Noè ha 29 anni, arriva dal Senegal e vive a Pontedera con il fratello da tre anni. Ogni giorno prende il treno, scende a Santa Maria Novella, raggiunge il Lungarno Ferrucci e offre calzini e accendini ai passanti. Sorride, è cortese, aiuta quanto c’è bisogno di aiuto. Diventa uno di casa. E alla fine lo assumono.
Sì, da qualche giorno Noè è il tuttofare della Bottega. Poiché la sua patente non ha valore in Italia, frequenta la scuola guida. Presto la Bottega aprirà un nuovo negozio in via Masaccio e ci sarà bisogno di chi vada avanti e indietro a fare commissioni e consegne. Un traghettatore, insomma, profilo perfetto per Noè. «Sono felice di questo lavoro – spiega – mi piace e tutti mi vogliono bene. Ho sempre cercato di essere gentile con i clienti». Alla Bottega confermano: di sicuro non si sarebbero portati in casa un dipendente sgarbato e musone. Uno che pretende, invece di chiedere gentilmente. Che sia proprio questa la morale della vicenda? Un immigrato affidabile e gentile con tanta voglia di lavorare; e degli italiani senza pregiudizi che hanno concluso: lui è il meglio che potremmo desiderare nella nostra pasticceria. E comunque uno che si chiama Moussa, sia pure con la “a” al posto della “e”, è un predestinato. (Umberto Folena)
 
 

Don De Robertis: l’umanità è un compito che dura tutta la vita

Modena - “Nell’essere umano l’essere ci viene dato come dono, ma l’umano è un compito che dura tutta la vita, non può mai essere dato per scontato, e lo vediamo in questi tempi in cui tanti episodi di cronaca - di brutalità e di indifferenza” ci mostrano “una regressione dell’umano nelle nostre società, la perdita di quel tratto di umanità che ha sempre contraddistinto il nostro paese”.
A dirlo questa mattina il Direttore generale della Fondazione Migrantes, don Giovanni De Robertis, aprendo i lavori della terza edizione del Festival della Migrazione che svolge, fino a domenica a Modena sul trema “Umani 100%.
Ad aprire questa edizione il tema “L’inclusione nella città. I media nella rete della migrazione” con interventi, fra gli altri, di Mons. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, Antonio De Caro, presidente dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, Paolo Ruffini, Prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, Marino Sinibaldi, giornalista di Rai Radio Tre e Vincenzo Morgante, direttore di Tv2000.
In questi ultimi anni “forse troppi di noi – ha detto don De Robertis - hanno pensato che fosse sufficiente salvare la vita di chi stava annegando (e purtroppo continua anche oggi ad annegare nel disinteresse generale, interessa solo la diminuzione del numero degli sbarchi) e portarlo in qualche porto sicuro. Invece, come ci ha ricordato ripetutamente in questo anno papa Francesco, accogliere è solo la prima di una serie di azioni, tutte necessarie – proteggere, promuovere, integrare – senza le quali la presenza dei migranti nel nostro paese da possibile ricchezza diventa problema, più facilmente esposta al degrado e alle infiltrazioni della criminalità. E purtroppo gli ultimi interventi legislativi non aiutano ad andare nella giusta direzione”.
Includere -spiega il Direttore dell’organismo pastorale della CEI - è “il compito della Chiesa, oserei dire che dovrebbe esserle connaturale, avendo Cristo Gesù, come scrive l’apostolo Paolo agli Efesini, ‘fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, cioè l’inimicizia’”.  Ed è il compito della politica, delle istituzioni, secondo quello che recita l’articolo 3 della nostra Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Dovrebbe essere anche il compito dei media: “mezzi di comunicazione, cioè che creano una comunione fra le persone, ma che sempre più spesso invece vengono utilizzati per dividere e  seminare odio. Solo un’Italia capace di includere tutti i 60 milioni di persone che la abitano, qualunque sia la loro provenienza, colore o religione, sarà in grado di vincere le sfide che ci attendono. Ne abbiamo avuto una immagine bellissima nella nazionale femminile di pallavolo, che ha saputo emozionarci e appassionarci forse anche per questo, perché vi abbiamo riconosciuto quella Italia che vorremmo essere e che in parte già siamo in tante nostre realtà, di cui purtroppo si parla poco”. (Raffaele Iaria)
 
 

Migrazioni: da oggi la terza edizione del Festival a Modena

Modena - Tre giorni di riflessioni, incontri, seminari, spettacoli, mostre, film, libri per parlare di migrazioni. Si tratta della terza edizione del Festival della Migrazione che si svolgerà a Modena da oggi a domenica 11 novembre e presentata al Senato nei giorni scorsi. Tra gli interventi previsti quelli di Romano Prodi, del card. Francesco Montenegro, Carlotta Sami, Ilvo Diamanti, gli arcivescovi Matteo Zuppi, Giancarlo Perego e Erio Castellucci, Claudia Lodesani, Antonio Decaro, Paolo Ruffini, Marco Damilano, Elisabetta Soglio, Vincenzo Morgante. 
“Credo che la sfida delle migrazioni oggi – spiega il Direttore generale della Fondazione Migrantes, don Giovanni De Robertis - non riguardi tanto l’accoglienza ma la capacità di costruire un paese dove le diversità, la presenza di persone di paesi, culture e religioni diverse, sappiano comporsi in una realtà più ricca”. Tra le novità di questa edizione il ‘Pranzo dei popoli’ di domani, 10 novembre, il laboratorio interattivo ‘Alle radici’ allestito ad hoc per gli studenti delle superiori dal 6 al 15 novembre; il libro ‘Abbecedario delle migrazioni’ con postfazione del card. Gualtiero Bassetti, presidente della CEI.
La terza edizione del festiva si concluderà con una celebrazione eucaristica nel duomo cittadino presieduta dal card. Montenegro seguita da un convegno sul tema “Il contributo delle religioni nella concordia della città” con la partecipazione del card. Montenegro, di Yassin Lafram, presidente UCOII – Unione delle Comunità Islamiche d’Italia, Massimo Mezzetti, assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, Beniamino Goldstein, rabbino capo di Modena e Reggio Emilia moderati da Elisabetta Soglio
Il Festival è promosso dall’associazione Porta Aperta, Fondazione Migrantes, Crid del Dipartimento di Giurisprudenza di Unimore e IntegriaMo, con il patrocinio di Università di Modena e Reggio Emilia, Regione Emilia-Romagna e Comune di Modena e il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Fondazione Unipolis, Bper Banca, Conad, Menù e Coop Alleanza 3.0. Oltre 50 gli aderenti, tra enti locali, mondo accademico e sindacale, realtà ecclesiali e religiose, associazioni. (Raffaele Iaria)
 
 
 

Svizzera: appello interreligioso per i rifugiati

Zurigo - Per la prima volta cristiani, ebrei e musulmani della Svizzera lanciano insieme un appello a favore dei rifugiati chiedendo in una Dichiarazione comune un’adeguata politica di protezione del rifugiato, vie di accesso legali, procedure di asilo “eque ed efficaci”, percorsi di integrazione. In una Europa dove sempre più si chiudono porte e confini a chi fugge, in Svizzera ebrei, cristiani e musulmani hanno deciso di unire le loro voci e di pubblicare insieme una Dichiarazione – di 15 pagine – dal titolo, “Di fronte abbiamo sempre un essere umano”. Il documento sarà  consegnato a Berna alla vicepresidente del Consiglio nazionale, Marina Carobbio Guscetti (Ps); a sostenere l’iniziativa c’è anche Anja Klug, direttrice  dell’ufficio dell’Unhcr per la Svizzera e il Liechtenstein, che parla di un “progetto faro”, auspicando che sia di ispirazione anche per altri Paesi.
Il Documento, riferisce il Sir, parte dal presupposto che sono 68 milioni le persone in fuga nel mondo, di cui la metà sono bambini e che, se in Libano si conta un rifugiato ogni quattro abitanti, nei Paesi europei le statistiche arrivano appena ad una media di un rifugiato ogni 400 abitanti. Inoltre, i principali Paesi europei  di accoglienza dispongono di “meccanismi di accoglienza e protezione deboli” e perseguono “politiche sempre più rigide”, obbligando i rifugiati a ritrovarsi in una “situazione giuridica precaria”, chiamata “zona di non diritto”. La Dichiarazione precisa  anche i principi “religiosi ed etici” che spingono le religioni a schierarsi dalla parte dei rifugiati: “Secondo le concezioni giudaiche, cristiane e islamiche, ogni essere umano è una creatura di Dio e come tale è posto sotto la sua protezione”. Chiariti i presupposti, i leader religiosi declinano il loro appello in cinque punti. Chiedono un’adeguata protezione del rifugiato, ovunque si trovi e “vie di accesso legali” con l’introduzione di visti umanitari per evitare che la fuga si trasformi in un incubo di traffico illegale, schiavitù e spesso di morte. La Dichiarazione chiede anche “procedure di asilo eque ed efficaci” e ciò significa “non fissare criteri troppo stretti sulle prove da presentare per dimostrare l’esistenza di una persecuzione”. Riguardo ai percorsi di integrazione, il Documento chiede anche ai rifugiati il dovere di rispettare le leggi dei Paesi di accoglienza così come i valori costituzionali e il rispetto delle regole locali. Il quinto punto chiede che qualora il rifugiato non possieda i criteri per rimanere, gli si debba comunque accordare un “rimpatrio in dignità”, sottolineando anche che l’espulsione debba sempre essere considerata una misura da applicare come ultimo ricorso e preferibilmente da evitare se si tratta di famiglie in rispetto soprattutto al benessere dei bambini. Firmatari della dichiarazione interreligiosa sono tutti i membri del Consiglio svizzero delle religioni.
 

Fusie: il 15 novembre il congresso mondiale

Roma - Si terrà a Roma il prossimo 15 novembre un convegno sull’informazione italiana all’estero organizzato da Fusie e Cgie.
Al centro dei lavori, al quale interverranno oltre agli operatori del settore anche esperti e rappresentanti istituzionali, un confronto sui temi legati alla nuova legge sull’editoria, al ruolo delle testate italiane all’estero, anche come strumenti di promozione della lingua italiana nel mondo e di sostegno all’internazionalizzazione, alle potenzialità e ai rischi dell’impiego delle nuove tecnologie.
 

Festival della Migrazione: la presentazione dell’ Abbecedario delle migrazioni

Modena - Al Festival della migrazione, che si apre domani mattina venerdì 9 novembre a Modena, verrà presentato il volume “Il diritto al viaggio. Abbecedario delle migrazioni”. Un volume scritto a più mani con postfazione del Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Gualtiero Bassetti e il contributo di don Luigi Ciotti, Leonardo Becchetti, Bruno Mastroianni, mons. Erio Castellucci, Cécile Kyenge,  mons. Gian Carlo Perego, Stefania Ascari, Edoardo Patriarca, fino a Gianfrancesco Zanetti, Vincenzo Pacillo e Thomas Casadei. Gli altri contributi sono di Tindara Addabbo, Luca Baccelli, Luca Barbari, Fabrizio Battistelli, Barbara Giovanna Bello, Roberta Biagiarelli, Andrea Bosi, Alberto Caldana, Daniele Cantini, Andrea Cavallini, Bruno Ciancio, Gabriella Covri, Ignazio de Francesco, Francesco De Vanna, Carla Faralli, Giovanni Antonio Forte, Vera Gheno, Orsetta Giolo, Raffaele Iaria, Marina Lalatta Costerbosa, Francesco Lauria, Delfina Licata, Donatella Loprieno, Fabio Macioce, Teresa Marzocchi, Germain Nzinga Makitu, Giuseppe Moscati, Vincenzo Pacillo, Baldassare Pastore, Maria Rita Pozzi, Simone Ramilli, Lucia Re, Enrica Rigo, Vincenzo Russo, Emilio Santoro, Alessandra Sciurba, Paolo Seghedoni, Vincenzo Sorrentino, Maria Elisabetta Vandelli, Serena Vantin.
Il volume è edito nella collana ‘Diritto e vulnerabilità’ del Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazione e vulnerabilità (Crid) dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, con sede presso il Dipartimento di Giurisprudenza, collana diretta Thomas Casadei e Gianfrancesco Zanetti.
Il Festival della migrazione è promosso da Porta Aperta, Fondazione Migrantes, Crid del Dipartimento di Giurisprudenza di Unimore e IntegriaMo, con il patrocinio di Università di Modena e Reggio Emilia, Regione Emilia-Romagna e Comune di Modena e il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Fondazione Unipolis, Bper Banca, Conad, Menù e Coop Alleanza 3.0.
Sono ben 50 gli aderenti, tra enti locali, mondo accademico e sindacale, realtà ecclesiali e religiose, associazioni.

 

 

Ac: domani “Agenda immigrazione”

Roma - “L’ossessione della sicurezza e la nuova corsa alla fortificazione dei confini hanno progressivamente disumanizzato la politica del vecchio continente, privandola della capacità di guardare oltre le proprie paure e di carpire le effettive proporzioni geografiche e sociali dei fenomeni migratori. D’altra parte, anche al netto delle retoriche populiste e nazionaliste, la presenza migrante rischia di essere percepita solo in relazione all’apprezzabile contributo che porta con sé in termini economici, ove si considerino gli effetti della forza lavoro e la giovane età dei migranti, che tendono a bilanciare gli squilibri dei sistemi economici e previdenziali nazionali. C’è dunque un enorme patrimonio di umanità e possibilità di futuro che inesorabilmente sfugge alla rappresentazione massmediatica del fenomeno migratorio. I migranti sono il volto tangibile della globalizzazione e possono essere strumento concreto per promuovere una nuova stagione di umanità e pace tra le nazioni”. Con queste parole la Presidenza nazionale dell’Azione cattolica italiana, l’Istituto per lo studio dei problemi sociali e politici “Vittorio Bachelet” e l’Istituto di diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo” presentano il Seminario “Agenda Immigrazione che si svolgerà domani pomeriggio a Roma presso la sede dell’azione Cattolica.
Nel messaggio per la Giornata mondiale dei Migranti e dei Rifugiati per l’anno 2018, “Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati”, papa Francesco ha ribadito la necessità di un impegno plurale per la promozione di uno sviluppo umano integrale di ogni migrante o rifugiato. Accogliere, proteggere, promuovere e integrare sono così diventati – scrivono i promotori - i punti cardinali intorno ai quali “ridisegnare l’agenda del fenomeno migratorio per l’intera comunità internazionale. Una proposta che è poi sfociata in un documento del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale del Vaticano, presentato alle Nazioni Unite quale contributo concreto nell’ambito dei processi avviati sul finire del 2017 per l’elaborazione, entro la fine del 2018, di due Global Compact, uno sulla migrazione sicura, ordinata e regolare e uno sui rifugiati”.
Al Seminario di domani interverranno Francesco Cherubini (LUISS), Mario Morcone (Direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati), p. Camillo Ripamonti (Presidente dell’Associazione Centro Astalli). Introducono i lavori Matteo Truffelli (Presidente nazionale Ac) e Ugo Villani (Presidente del Consiglio Scientifico dell’Istituto Toniolo). Le conclusioni sono affidate a Gian Candido De Martin (Presidente del Consiglio Scientifico dell’Istituto Vittorio Bachelet).
 

Centro Astalli: nel Decreto Sicurezza “misure inadeguate”

Roma - Le misure contenute nel Decreto sicurezza e immigrazione approvato dall’aula del Senato sono “inadeguate a gestire le migrazioni in Italia” e “dimostrano incapacità politica di uscire da logiche emergenziali”: lo afferma il Centro Astalli, Servizio dei gesuiti per i Rifugiati, esprimendo “profonda preoccupazione” per l’approvazione del provvedimento. Queste misure vanno a “modificare sostanzialmente l’impianto normativo attuale su temi rilevanti come la protezione internazionale e l’accoglienza”.
“Affrontare attraverso la decretazione di urgenza e il voto di fiducia la gestione di un fenomeno complesso e strutturale come le migrazioni – sottolinea – rivela l’incapacità di uscire da una logica emergenziale, peraltro con una pericolosa sovrapposizione tra i temi della sicurezza e questioni del tutto diverse quali la cittadinanza, l’integrazione, l’accesso al mercato del lavoro”.
Il Centro Astalli invita la comunicazione politica ad “abbandonare l’approccio superficiale, conflittuale e denigratorio per riappropriarsi del suo ruolo di strumento di informazione della cittadinanza e accompagnamento di processi sociali, attraverso una piena emersione della complessità dei temi legati alle migrazioni, non tralasciando mai la dimensione internazionale in cui gravi crisi umanitarie, conflitti ed emergenze ambientali sono causa e origine del numero più alto mai registrato di migranti forzati dal dopoguerra ad oggi”. “Continuiamo a chiedere a chi ricopre ruoli di governo o ha responsabilità istituzionali – dichiara padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli – di avere come interesse primario la coesione sociale del Paese, il futuro delle nuove generazioni e un’idea di Italia in cui la pace, la libertà e l’uguaglianza siano valori non negoziabili su cui porre le basi per la costruzione di un Paese inclusivo e plurale dove ci sia spazio di cittadinanza anche per chi arriva a vivere in Italia da migrante”.
 

MCI Germania: in corso i convegni zonali

Francoforte: -Tutti i Coordinatori delle quattro Zone pastorali delle Missioni Cattoliche Italiane  in Germania in questo giorni si riuniscono per i loro periodici incontri. La zona Sud si è incontrata lunedì 5 novembre a Esslingen La zona Nord ieri ad Hannover. La Zona Centro ha programmato il proprio incontro per oggi presso la Missione di Francoforte/Centro e la Baviera giovedì 8 presso la MCI di Monaco di Baviera. La riflessione centrale degli incontri verterà sulle conclusioni del Convegno Nazionale e Erfurt e del Sinodo, in modo da concretizzare nel proprio territorio le iniziative adeguate per una pastorale giovanile che sa incontrare e dialogare con i giovani.
 

Integrazione e accoglienza, modelli a confronto: docenti in Erasmus a Londra

Lamezia Terme - Cinque giornate di full immersion nel sistema di accoglienza e integrazione inglese, a contatto con le tante realtà del Regno Unito che hanno scommesso sull’inclusione come elemento di innovazione e di crescita culturale ed economica. Questa l’esperienza di “Erasmus Plus AK1 Educazione degli adulti” dal titolo “Migrants in Europe: “Promoting Inclusion, Tolerance and Dialogue”, vissuta da alcune docenti del liceo Campanella di Lamezia Terme, organizzato dall’associazione “Itaka Training” di Vibo Valentia insieme  al progetto “Kairos Europe” di Londra,  che ha visto le docenti lametine impegnate per quasi una settimana a Londra in un percorso intensivo di formazione a aggiornamento.
L’attività rientra nell’ambito del progetto “Tutti a Scuola: la ricchezza della diversità per uguali opportunità”, finanziato con fondi strutturali europei.
A partecipare al progetto, la docente Lina Serra, referente  Erasmus dell’istituto superiore lametino, Maria Iacopino, referente inclusione, e le docenti Licia Di Salvo, Giuliana Manfredi, Pasqualina Ruffa, Olinda Suriano. Visita ad alcune community center londinesi che accolgono rifugiati e residenti asilo, come Caras e l’impresa sociale Haggerstone, lo studio della legislazione inglese in materia di accoglienza e confronto con le norme italiane, focus sui metodi per trasmettere ai più giovani i valori e le pratiche della tolleranza e del dialogo a partire dalla scuola. Questo il fitto programma intrapreso dal gruppo di docenti lametine che, nel corso dei workshop e dei vari momenti di confronto con docenti e professionisti da vari paesi europei, il tutto in lingua inglese, hanno avuto occasione di condividere l’esperienza del Campanella da sempre in prima linea sui temi dell’inclusione e dell’integrazione. In particolare è stata messa in evidenza la collaborazione dell’istituto superiore lametino con realtà locali quali la comunità Progetto Sud e lo Sprar e i tanti progetti attivati dalla scuola per promuovere tra i ragazzi una cultura dell’inclusione e uno spirito civico aperto all’incontro con l’altro, in nome di diritti e libertà fondamentali sanciti dalla Costituzione e dalla comune appartenenza alla famiglia europea.
Per il dirigente del  Campanella Giovanni Martello, “l’Erasmus è un elemento che si inserisce in un percorso  che ha da sempre visto la nostra scuola protagonista sui temi dell’inclusione e dell’integrazione, di fronte al dato storico di tante persone che dagli altri Paesi europei ed extraeuropei giungono nel nostro Paese. Trasmettere agli studenti una “visione europea” del mondo della formazione, del lavoro, della società in generale fa parte della mission della nostra scuola, in una realtà sociale sempre più multiculturale e in continua trasformazione”.
Tecniche e pratiche ma soprattutto “un messaggio etico da trasmettere ai ragazzi in classe”, quello raccolto dalle docenti lametine ritornate da Londra.  Intanto, sempre nell’ambito dei progetti Erasmus, da fine settembre alcune studentesse della VD del liceo delle Scienze umane hanno intrapreso un percorso di studio e lavoro per  quattro mesi attività tra l’Inghilterra e l’Irlanda.
 

Papa Francesco ricorda la dedicazione della “cattedrale del Papa” e il 100° anniversario dell’indipendenza della Polonia

Città del Vaticano -  “Dopodomani celebreremo la dedicazione della Basilica lateranense, la Cattedrale del Vescovo di Roma, la Cattedrale del Papa”. Lo ha detto il Papa, salutando al termine dell’udienza di oggi i pellegrini di lingua italiana: “Pregate per me, affinché confermi sempre i fratelli nella fede”, l’invito ai 12mila presenti oggi in piazza San Pietro. Poco prima, salutando i fedeli polacchi, Francesco ha ricordato il 100° anniversario dell’indipendenza della Polonia: “Auguro che il popolo polacco – le sue parole – possa vivere il dono della libertà nella pace e nella prosperità, costruendo per la patria un felice futuro, nell’unione basata sull’eredità spirituale degli avi e sull’amore fraterno”.
 

Bergamo: il quartiere che si apre al mondo

Bergamo - L’occhio di Google Earth inquadra l’Africa sul maxischermo, lo sguardo dei bambini plana su Senegal e Costa d’Avorio, i Paesi di origine delle tre mamme che siedono in prima fila con vestiti tradizionali e coloratissimi. Sono venute a raccontare la loro terra ai compagni dei loro figli, scolaretti delle primarie della Malpensata, il quartiere più multietnico di Bergamo. Qui il 28% degli abitanti è straniero, in terza ci sono solo 7 piccoli italiani su 25. Nell’asilo parrocchiale 66 bambini su 94 sono figli di migranti, di 14 etnie diverse.
“La realtà è questa, bisogna per forza superare le diffidenze e imparare a convivere” spiega con gioioso pragmatismo Giuliano Magni, presidente dell’associazione Il Bosco, che una volta ogni due mesi organizza la 'merenda dal mondo' per favorire le relazioni tra i genitori delle elementari. Quanto ai figli, non sembrano averne granché bisogno. Dopo aver assediato il tavolo imbandito con torte e biscotti, salgono ad appollaiarsi sulle gradinate dell’auditorium. Italiani, senegalesi, indiani, cinesi: sparsi in gruppetti misti, i bambini demoliscono le (presunte) barriere linguistiche e culturali a colpi di scherzi e risate.
Dopo la scuola la 'multinazionale' infantile si trasferisce all’oratorio. “Quando giocano a pallone è difficile dire chi è lo straniero, visto che arrivano quasi tutti da paesi diversi” sorride Magni. Il parroco, don Claudio Del Monte, conferma: “Gli avversari a volte ci guardano con gli occhi sgranati, non sono abituati. Ma nello spogliatoio difficoltà non ce ne sono, anzi. Conta fare gol, mica l’origine”. In oratorio la tolleranza è un’abitudine, prima che un valore. “La parrocchia si chiama Santa Croce, e sulla nostra fede non si arretra. Ma abbiamo anche animatori musulmani. Al venerdì, dopo l’Ave Maria, spiegano agli altri ragazzi la loro religione, magari leggendo il Corano”. E pensare che nel 2012 il vecchio parroco aveva eretto una cancellata per impedire ad alcuni clochard di bivaccare sotto il portico della chiesa. “C’erano stati dei problemi – dice don Claudio –, ma sono durati poco. Qualche presenza difficile c’è ancora, però basta chiedere rispetto per il luogo di preghiera e tutti si allontanano senza discutere”.
La Malpensata è un quartiere complesso. Incastrata tra centro e periferia, ospita un albergo per senza dimora e il Patronato San Vincenzo, che dà riparo a tanti migranti. Il parco pubblico prima era terra di spaccio, l’anno scorso il Comune lo ha riqualificato e ha realizzato uno spazio giovani dotato di bar e sale per attività, gestito da una cooperativa di under 30. Presto il parco sarà intitolato a Ermanno Olmi. Il regista nacque nella vicina via Luzzatti, dove sorgono le case popolari, oggi abitate per quasi la metà da stranieri. “Qui è un disastro – sbuffano due anziane – 'quelli' fanno come vogliono… sporcano e non rispettano le regole”. Silvano Triboli, pensionato e anima del comitato dei residenti, ridimensiona lo scenario: “Mah, le lamentele più o meno sono le stesse di ogni condominio. Ci sono tanti stranieri, ma per la maggior parte si tratta di brave persone. Noi aiutiamo tutti, senza distinzioni. Con i soldi donati da qualche benefattore ogni tanto facciamo la spesa per i più poveri”. La moglie Cristina gestisce l’emporio solidale del cortile, dove sono stipati vecchi abiti, stoviglie e coperte. Una ragazza senegalese passa a ritirare un paio di scarpe, un papà marocchino rimedia un materasso per il figlio. Tutto gratis. “Vede? Adesso qui c’è pieno di roba, ma entro sera distribuiamo tutto”. In via Luzzatti nessuno parla di 'inclusione', semplicemente 'ci si dà una mano'. Vista da vicino, l’integrazione sembra quasi una cosa semplice. (Marco Birolini)
 
 

Migrantes Salerno: uno spazio tv per raccontare la migrazione

Salerno - Raccontare e scoprire, il connubio perfetto per dare il via ufficiale al ciclo di puntate della rubrica tv intitolata “Migrantes”, in onda su Tele Diocesi Salerno (canale 73 del digitale terrestre) a partire da oggi, mercoledì 7 novembre alle ore 21. La trasmissione, ideata e promossa da Tds insieme all’Ufficio Diocesano Migrantes di Salerno-Campagna-Acerno, si prefigge di approfondire la cultura, le tradizioni, le esperienze di vita legate alle comunità dei migranti presenti sul territorio salernitano, per creare un’occasione di interazione culturale e superare le reciproche diffidenze.
La prima puntata (in replica il giovedì alle ore 15, il venerdì alle 10, il sabato alle 11 e la domenica alle 15) è dedicata alla decima edizione della “Festa dei Popoli”, un’esperienza senza confini nel segno della fratellanza e dell’intercultura, spiega il direttore Antonio Bonifacio.
 Ospiti negli studi di Tds, durante i successivi appuntamenti, i rappresentanti di varie comunità etniche, insieme alle tante persone che offriranno la propria testimonianza sulle vicende vissute nel nostro Paese. Ad arricchire il dibattito varie performance artistiche, oltre ai collegamenti in esterna nei luoghi di vita quotidiana delle comunità. Sarà possibile seguire la trasmissione “Migrantes” anche in streaming, sul sito www.telediocesi.it