Primo Piano

Fondazione Moressa: tornano ad aumentare gli immigrati in Veneto

Venezia - Le dinamiche sull’immigrazione in Veneto all’interno del Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione della Fondazione Leone Moressa pubblicato con il contributo della CGIA di Mestre e con il patrocinio di OIM e MAECI e che sarà presentato domani al Campus di Treviso dell’Università Ca’ Foscari. Dopo 3 anni di calo dovuto alla crisi, gli immigrati in Veneto tornano ad aumentare. In particolare, tornano a crescere i nuovi arrivi: 25 mila dall’estero e 28 mila da altre aree d’Italia. Allo stesso tempo calano le acquisizioni di cittadinanza italiana (20 mila) e diminuiscono le partenze per l’estero. Tuttavia, tra i nuovi arrivi solo un decimo è per motivi di lavoro (2 mila permessi); quasi la metà è per ricongiungimento familiare (9 mila) e un terzo circa (6 mila) è rappresentato dai motivi umanitari (richiedenti asilo e rifugiati).
Gli stranieri in Veneto sono 487.893, pari al 9,9% della popolazione totale. Le principali nazionalità sono presenti in Veneto da oltre 10 anni: oltre un quarto viene dalla Romania (123 mila). Seguono Marocco (45 mila), Cina (35 mila) e Moldavia (34 mila). Verona è la provincia con più stranieri (105 mila), seguita da Padova e Treviso (rispettivamente 94 mila e 91 mila).
A livello comunale, in termini assoluti il Comune con più stranieri è Venezia (36 mila), seguito da Verona e Padova. Osservando l’incidenza sulla popolazione residente, il primato spetta a Mansuè (TV), con il 18,9%. Seguono San Bonifacio (VR) con il 18,6% e Lonigo (VI) con il 17,0%. Tra i Comuni capoluogo, spicca Padova con il 15,9%.
Nel 2017 si sono registrati in Veneto 7.361 nati stranieri, pari al 20,1% del totale. L’incidenza maggiore a San Bonifacio (VR), con il 42,4% di nati stranieri sul totale nascite. I nati stranieri sono oltre un terzo del totale anche a Mestrino (PD) con il 37,4% e Vazzola (TV) con il 36,7%. Ad ogni modo, in molti Comuni la quota di nati stranieri supera il 30%. Per quanto riguarda la scuola, nel 2017 si registravano in Veneto 91.870 alunni stranieri, pari al 13% del totale. di questi, quasi il 68% è nato in Italia.  La presenza degli stranieri non ha modificato solo l’aspetto demografico, ma anche quello economico. Nel 2017 gli occupati stranieri in Veneto sono 238 mila, pari all’11,2% del totale. Ad essi si può ricondurre il 9,9% del Valore Aggiunto complessivamente prodotto, ovvero quasi 14 miliardi di euro. Non è da sottovalutare nemmeno l’apporto degli imprenditori stranieri, che rappresentano l’8,9% del totale imprenditori: dato in crescita negli ultimi cinque anni (+12,2%), in controtendenza con la diminuzione degli italiani. A livello fiscale, nel 2017 gli immigrati in Veneto hanno dichiarato mediamente 14.843 euro annui, circa 8 mila euro in meno rispetto alla media degli italiani. Ad essi comunque si possono ricondurre circa 355 milioni di euro di Irpef versata.   Secondo Michele Furlan, Presidente della Fondazione Leone Moressa “i dati evidenziano la dinamicità del Veneto e il suo potenziale di integrazione, confermato anche dalla presenza di lavoratori immigrati regolari e dal loro contributo economico”.
 
 

Ismu: cambia la geografia dei Msna in Italia

Milano - In occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che si celebra domani, martedì 20 novembre, la Fondazione Ismu ricorda come la presenza dei minori stranieri in Italia si sia consolidata nel tempo e che al 1° gennaio 2018 sono un milione e 41mila i minorenni stranieri iscritti nelle anagrafi comunali del nostro Paese (a fronte di circa 8,8 milioni di italiani con meno di 18 anni di età), cioè più di un quinto della popolazione straniera complessivamente residente in Italia.
Nell’anno scolastico 2016/2017 i giovani stranieri che hanno frequentato le scuole italiane sono stati oltre 826mila: si è, dunque, registrato – si legge nel report - un nuovo record storico. Ogni anno in Italia nascono mediamente circa 70mila bambini e bambine con genitori entrambi stranieri, pari a circa il 15% di tutte le nascite. Inoltre, ogni anno aumentano significativamente i minorenni di origine straniera che ottengono la cittadinanza italiana: secondo gli ultimi dati disponibili, durante il 2016 le acquisizioni di cittadinanza “per trasmissione o elezione” dei minori di 20 anni di età sono state più di 80mila e hanno rappresentato il 40% del totale (202mila). Sebbene la presenza di minori stranieri nel nostro Paese appaia “complessivamente consolidata e ben avviata nei processi di integrazione, merita – scrivono i ricercatori dell’Ismu -  ancora una speciale attenzione il segmento di coloro i quali non sono accompagnati da figure familiari e a cui va data speciale considerazione, vista la particolare condizione di vulnerabilità in cui si trovano”. In questo contesto, Ismu segnala che nel 2016 sono “sbarcati” in Italia quasi 26mila minorenni stranieri non accompagnati (pari al 14,2% del totale degli sbarcati di quell’anno), durante il 2017 quasi 16mila (pari al 13,2% del totale degli arrivati via mare nel corso dell'anno) e durante il 2018, fino al 5 novembre, solamente 3.368 (pari al 15,1% del totale degli sbarcati da inizio anno). Anche se in termini assoluti si è registrata una netta diminuzione dei minori stranieri non accompagnati (Msna) arrivati via mare nel nostro Paese, nel 2018 rimane però in aumento la loro incidenza sul totale degli sbarcati. Quest’ultima è superiore rispetto al biennio passato e, soprattutto, rispetto al 2014 e 2015, quando l’incidenza dei minori stranieri non accompagnati era stata poco più della metà dell’attuale, pari allora all’8% circa. Inoltre, sempre più spesso i minori stranieri non accompagnati giungono in Italia anche tramite altre rotte di tipo terrestre.
Per la prima volta diminuiscono i minori non accompagnati nelle strutture di accoglienza e cambia parzialmente la geografia delle provenienze, secondo i dati Ismu. Al 30 settembre 2018, la prima cittadinanza presente e censita nelle strutture dedicate ai minori stranieri non accompagnati in Italia è quella albanese (con 1.220 unità, pari al 12,8% del totale), che non partecipa all’attuale flusso migratorio via mare. Subito dopo troviamo gambiani (1.174), egiziani (1.056), guineani (960) e ivoriani (958). Solo otto mesi prima, al 31 dicembre 2017, gambiani (2.202), egiziani (1.807) e guineani (1.753) erano ai primi tre posti nei centri per Msna. Gli egiziani, in particolare, erano sempre stati per numerosità il primo collettivo nazionale di minori stranieri non accompagnati ospitati in Italia alla fine di tutti gli anni precedenti, ma nel corso degli ultimi otto mesi tutti e tre i gruppi sono stati sopravanzati dagli albanesi. Inoltre, è diminuito il numero complessivo di Msna censiti nei centri di accoglienza italiani. Tale presenza negli anni precedenti era salita progressivamente: al 31 dicembre 2013 erano state registrate 6.319 unità, alla stessa data del 2014 i minori stranieri non accompagnati nei centri di accoglienza italiani erano 10.536, poi 11.921 nel 2015, 17.373 nel 2016 e 18.303 alla fine del 2017. Al 30 settembre 2018 sono scesi a 12.112.
Tra questi, la percentuale di maschi è in leggero calo: si è passati dal 93,3% di fine 2016 al 93,2% di fine 2017, fino al 92,6% del 30 ottobre 2018 (contro il 95% del 31 dicembre 2015 e della stessa data del 2014).
Anche quest'anno la Sicilia è la regione dove si registra la massima collocazione di minori stranieri non accompagnati: è pari al 40% d’incidenza sul totale delle regioni che li ospitano. Per la prima volta, invece, diminuisce l’incidenza dei diciassettenni sul totale dei Msna per fasce d’età: dopo essere aumentata dal 50% del 31 dicembre 2014 al 54%, 57% e 60% alla fine degli anni successivi, ora è al 57%. L’Italia – fa saper ancora Ismu -  come noto, non è sempre la meta ultima dei minori stranieri non accompagnati, o meglio non lo è per tutti. A tale proposito, è significativo il numero di coloro che si allontanano volontariamente dalle strutture di accoglienza dove sono ospitati. Al 30 settembre 2018 sono 5.178 i minori risultati irreperibili nelle strutture di accoglienza censite dal Ministero del Lavoro, la maggior parte eritrei (nel 14,9% dei casi) o tunisini (nel 12,0%), e dunque meno albanesi. Rispetto al 31 dicembre 2017, il numero di minori allontanatisi dalle strutture di accoglienza è però leggermente diminuito (-11,2%). Per quanto riguarda la richiesta di asilo sono in diminuzione quelle dei Msna. Nel 2017, le richieste presentate da minori non accompagnati in Italia erano risultate in progressivo aumento nel tempo fino a raggiungere il record di 9.782. Nel primo semestre del 2018, tuttavia, esse sono state solamente 2.857: coloro che hanno presentato maggiormente domanda di asilo sono stati, nell’ordine, gambiani (531), nigeriani (307), maliani (284), guineani (282) e senegalesi (250), tutti cioè provenienti da una ben definita area geografica dell’Africa centro-occidentale, e non dunque albanesi o egiziani. Per tre quarti delle richieste d’asilo esaminate durante il primo semestre del 2018 si è ottenuto un esito di protezione umanitaria, per il 4% un riconoscimento dello status di rifugiati e per il 2% quello di protezione sussidiaria. I casi di irreperibilità hanno riguardato il 3% dei minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo e i dinieghi il 16%.
 
 

Papa Francesco: il grido dei poveri è anche quelle di “chi deve fuggire, lasciando la casa e la terra senza la certezza di un approdo”

Città del Vaticano - Lasagna, bocconcini di pollo con contorno di purè di patate e tiramisù. E’ il menù offerto ieri in Vaticano a 1500 persone povere e bisognose. Un pranzo in occasione della Giornata mondiale dei Poveri voluta da Papa Francesco che ha voluto sedersi accanto a loro. Nella celebrazione eucaristica nella basilica di San Pietro ha parlato del “Il grido dei poveri”: quel “grido strozzato di bambini che non possono venire alla luce, di piccoli che patiscono la fame, di ragazzi abituati al fragore delle bombe anziché agli allegri schiamazzi dei giochi. È il grido – ha detto il Papa - di anziani scartati e lasciati soli. È il grido di chi si trova ad affrontare le tempeste della vita senza una presenza amica. È il grido di chi deve fuggire, lasciando la casa e la terra senza la certezza di un approdo. È il grido di intere popolazioni, private pure delle ingenti risorse naturali di cui dispongono. È il grido dei tanti Lazzaro che piangono, mentre pochi epuloni banchettano con quanto per giustizia spetta a tutti. L’ingiustizia è la radice perversa della povertà”. Il pontefice torna a chiedere  attenzione per gli “ultimi” della terra, gli “scartati”, troppo spesso ai margini di una società  dove pochi hanno molto e molti invece niente. Tra i poveri sicuramente i migranti che per diverse ragioni sono costretti a lasciare il proprio Paese come la carovana di migranti che
dal Sud America spera di arrivare negli Usa. Per il pontefice essere dalla parte dei poveri non è una scelta, una opzione, “la moda di un pontificato": per la Chiesa deve essere “un’esigenza”. Dopo la celebrazione e la recita dell’Angelus, nell’Aula Paolo VI trasformata in una grande sala, pranzo coi i poveri: “Ringrazio tanto tutti voi per la compagnia. Adesso mi dicono che incomincia la vera festa e il Papa deve andarsene via, perché la festa sia buona!”, ha detto Bergoglio lasciando la sala. (R. Iaria)
 

Rapporto Immigrazione: oggi e domani presentazione in Campania e Puglia

Roma – Sarà presentato oggi, 16 novembre, a Monteforte Irpino, l’edizione annuale del Rapporto Immigrazione redatto da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes.
I lavori, coordinati dalla giornalista del quotidiano “Il Mattino”, saranno introdotti dai saluti del Sindaco Costantino Giordano e dell’Assessore alle politiche sociali Giulia Velentino. Seguiranno gli interventi di Claudio Marra dell’Osservatorio Politiche Sociali dell’Università di Salerno e uno dei redattori del Rapporto; Adalgiso Amendola del Dipartimento Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione; Caterina Valentino dell’Associazione “Fenestrelle” di Monteforte e dei mediatori culturali Leonardo Befaro e Cisse Bilal Said.
Domani, sabato 17 novembre, presentazione del Rapporto presso il seminario Regionale Pugliese “Pio XI” di Molfetta promosso dalla Consulta regionale Migrantes della Puglia. Interverranno Mons. Domenico Cornacchia, Vescovo e membro della commissione CEI per le Migrazioni e Simone Varisco della Fondazione Migrantes.
 

Migrantes Roma: quattro incontri sui temi migratori in Vicariato

Roma - Incontri  formativi sull’immigrazione, aperti a tutti. E’ quanto propone l’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma insieme al centro Missionario. Il promo degli incontri si svolgerà il prossimo 24 novembre in Vicariato sul tema “Liberi di partire e liberi di restare” – titolo anche della campagna della CEI – e che porrà l’attenzione sull’importanza di poter andar via dal proprio Paese in sicurezza ma anche di poter rimanere con tutte le tutele.
Altri incontri il 9 febbraio, il 16 marzo e il 6 aprile, dice il direttore Migrantes, Mons. Pierpaolo Felicolo secondo il quale diventa soffermarsi su vari aspetti del fenomeno per “non speculare sul tema dell’immigrazione. Bisogna fare attenzione – è l’invito del sacerdote - alla cattiva informazione perché spesso si mette al centro la paura e non la ricchezza dell’incontro con il diverso”. Roma è stata sempre “una città molto accogliente” come dimostrano anche tante attività di volontariato a testimonianza che  “lo sforzo di accogliere è uno sforzo di civiltà e non deve mai venire meno”, ha spiegato Mons. Felicolo.
 

Cosenza: da oggi il festival “Myart”

Cosenza – “MyArt International Film Festival”. Questo il titolo di un festival Internazionale del Cinema Indipendente che si svolgerà a Cosenza da oggi 16 al 18 novembre. Una tre giorni di Narrazioni Alternative con documentari, cortometraggi, incontri con registi, autori e produttori.  L’iniziativa è promossa dall’Associazione Culturale Multietnica “La Kasbah” e dalla casa di produzione cinematografica Lagofilm. Tra i partner l’ufficio Migrantes della diocesi di Cosenza-Bisignano che con il Direttore Pino Fabiano, parteciperà, domenica a Cosenza ad un incontro al quale interverranno Amedeo Ricuci, Giornalista Rai e autore del filmato ce sarà proiettato “L’imbroglio. La tratta dei migranti in Libia”, Valerio Cataldi, Presidente di Carta di Roma e Daniela de Capua Direttrice del servizio centrale Sprar.
 
 

Anci: negli Sprar oltre 35mila posti

Roma - Oggi la rete Sprar è costituita da 877 progetti territoriali di accoglienza, con 1.825 Comuni interessati. I posti di accoglienza sono 35.881, di cui 3.500 per minori stranieri non accompagnati e 734 per persone con disagio mentale o disabilità. Sono alcuni dei dati forniti oggi da Anci, l’Associazione nazionale Comuni italiani. Secondo l’associazione lo scorso anno nei 31.340 posti disponibili sono stati accolti 36.995 beneficiari, 2.117 i nuclei familiari composti da 6.346 persone in totale. I minori sono stati 4.584 di cui 3.127 senza famiglia (Msna – minori stranieri non accompagnati). Tra quelle accolte, 7.800 sono le persone con esigenze particolari perché vittime di tortura e di violenze, vittime di tratta di esseri umani, donne sole in stato di gravidanza, con problemi di carattere sanitario.
Anci sottolinea poi che il 70% delle persone uscite dallo Sprar nel 2017 (oltre 9.000) ha terminato il percorso di accoglienza avendo acquisito gli strumenti per una propria autonomia. Risultano 25.480 gli adulti che hanno frequentato almeno un corso di lingua, 15.976 un corso di formazione professionale e svolto un tirocinio formativo. 4.265 i beneficiari che hanno trovato un’occupazione lavorativa.
 

Fusie: oggi l’elezione dei nuovi vertici. Dotolo vice presidente

Roma- Si è svolto questa mattina a Roma, presso il Ministero degli Esteri, il congresso della Federazione Unitaria della Stampa Italiana all’Estero (Fusie) che ha provveduto alla riconferma del presidente e del segretario generale nelle persone di Gangi Cretti e Giuseppe Dalla Torre. Inoltre Il congresso ha provveduto all’elezione dell’Ufficio di presidenza e del Direttivo. Nel Consiglio di presidenza il rappresentante delle testate della Fondazione Migrantes, Franco Dotolo, eletto anche alla carica di Vicepresidente.

Papa Francesco: la Chiesa cresce nel silenzio, senza dare spettacolo

Città del Vaticano - La Chiesa cresce “nella semplicità, nel silenzio, nella lode, nel sacrificio eucaristico, nella comunità fraterna, dove tutti si amano e non si spellano”. Così Papa Francesco, durante la Messa celebrata nella cappella della Casa Santa Marta. Commentando l’odierno Vangelo di Luca (Lc 17,20-25), il Pontefice, riferisce Vatican News, ribadisce che il Regno di Dio “non è spettacolare” e cresce nel silenzio.
La Chiesa, dunque, si manifesta “nell’Eucarestia e nelle buone opere”, anche se apparentemente non “fanno notizia”. La Sposa di Cristo ha un temperamento silenzioso, genera frutti “senza chiasso”, senza “suonare la tromba come i farisei”.
Il Signore ci ha spiegato come cresce la Chiesa con la parabola del seminatore. Il seminatore semina e il seme cresce di giorno, di notte … - Dio dà la crescita – e poi si vedono i frutti. Ma è importante questo: primo, la Chiesa cresce in silenzio, di nascosto; è lo stile ecclesiale. E come si manifesta nella Chiesa? Per i frutti delle buone opere, perché la gente veda e glorifichi il Padre che è nei cieli – dice Gesù – e nella celebrazione – la lode e il sacrificio del Signore – cioè nell’Eucarestia. Lì si manifesta la Chiesa; nell’Eucarestia e nelle buone opere.
 “La Chiesa cresce per testimonianza, per preghiera, per attrazione dello Spirito che è dentro – insiste Papa Bergoglio, nell’omelia – non per gli eventi”. Certo anche quelli “aiutano”, ma “la crescita propria della Chiesa, quella che dà frutto è in silenzio, di nascosto con le buone opere e la celebrazione della Pasqua del Signore, la lode di Dio”.
Il Signore ci aiuta a non cadere nella tentazione della seduzione. "Noi vorremmo che la Chiesa si vedesse di più; che cosa possiamo fare perché si veda?". E al solito si cade in una Chiesa degli eventi che non è capace di crescere in silenzio con le buone opere, di nascosto.
In un mondo dove troppo spesso si cede alla tentazione della spettacolarità, della mondanità, dall’apparire, Papa Francesco ricorda che lo stesso Gesù è stato tentato dalla seduzione dello spettacolo: “Ma perché tanto tempo per fare la redenzione? Fa’ un bel miracolo. Buttati dal tempio e tutti verranno, vedranno e crederanno in te”. Ma Lui ha scelto “la via della predicazione, della preghiera, delle opere buone”, “della croce” e “della sofferenza”.
 
 

Emilia Romagna – collaborazione nella carità tra cattolici e ortodossi romeni

Bologna- “La Carità, via di unità tra ortodossi e cattolici”. Nei giorni scorsi l’arcivescovo di Bologna  Mons. Matteo Zuppi ha incontrato Mons. Siluan, vescovo degli ortodossi romeni in Italia, per una riflessione comune sul tema della reciproca collaborazione nella animazione e nel servizio della carità. La maggior parte delle parrocchie ortodosse romene sono ospiti di strutture messe a disposizione dalle comunità cattoliche: per questo all’incontro hanno partecipato anche i sacerdoti delle rispettive comunità presenti in regione.
Don Matteo Prosperini, direttore della Caritas diocesana ha raccolto i dati forniti dalla rete delle strutture caritative della diocesi e delle parrocchie, indicando alcune piste percorribili di collaborazione. Padre Marcel Calogarescu, uno dei parroci ortodossi a Bologna, ha offerto una testimonianza su questo impegno già presente, ad esempio, nell’ambito della piattaforma agro-alimentare promossa da Caritas. La parrocchia di padre Marcel è molto attiva anche nel Banco Alimentare e nel recupero di vecchi computer che vengono rigenerati e inviati alle scuole della Moldavia. “Uno dei segni più evidenti della costituzione in comunità di un gruppo di migranti cristiani - ha rilevato mons. Andrea Caniato, direttore della Migrantes diocesana - è la capacità che quelle persone assumono di essere di aiuto e di sostegno agli altri e di uscire dalla condizione di assistiti”.
 “Il servizio della carità, ha detto il vescovo Siluan, ci rende sensibili alla sofferenza umana: questo è un terreno sul quale i fratelli cattolici hanno accolto subito in maniera calorosa i loro fratelli ortodossi. È bello che sulla carità ci potessimo incontrare, condividere le nostre esperienze, ma anche godere del fatto che la carità porta tanti frutti”. Il Vescovo Siluan ha espresso la sua soddisfazione nel rilevare questa collaborazione tra i cristiani delle due confessioni, che a Bologna vuole assumere anche il carattere di una organicità e di una integrazione che si registra per la prima volta in Italia. “Anche se esisteva già una collaborazione in molte parrocchie in Italia - dice ancora il Vescovo - quello che inizia a Bologna è un progetto importante perché apre ad una sinergia con una realtà tanto radicata e di esperienza come la Caritas, che ci consente di essere più vicini alle persone, alle loro sofferenze e ai loro bisogni”. (A.C.)
 
 

La Carovana migranti è approdata al confine con gli Stati Uniti

New York – L’ avanguardia della Carovana di immigrati in arrivo dall’America Centrale (Honduras e Guatemala in particolare) e diretta verso gli Usa è arrivata alla frontiera statunitense, nella città messicana di Tijuana: si tratta di un primo gruppo, composto solo da qualche centinaio di persone. I profughi sono arrivati a piedi nella zona di Playas de Tijuana, a sud della California e sulle rive del Pacifico, e una ventina di loro, nonostante la presenza degli agenti Usa, ha scalato la barriera metallica che funge da divisorio fra i due Paesi. Gli agenti federali Usa hanno chiuso per precauzione alcune strade e hanno rafforzato le difese con filo spinato, barriere e transenne.
Il gruppo prevede di chiedere asilo alle autorità americane nei prossimi giorni. Il grosso della Carovana è invece ancora lontano dal confine con gli Stati Uniti, nelle zone di Guadalajara e Culiacan, nel Messico occidentale. I membri di una seconda Carovana di honduregni continuano intanto ad arrivare a Città del Messico, dove, secondo l’ultimo bilancio delle autorità messicane, stazionano circa 1.200 persone, ferme in un complesso sportivo nella parte orientale della capitale.
Altri 2mila emigrati, per lo più provenienti da El Salvador, hanno lasciato Sayula, nello Stato messicano orientale di Veracruz, diretti a Puebla. E una quarta carovana, anch’essa salvadoregna e composta da circa 1.800 persone, è divisa tra gli Stati messicani di Oaxaca e Veracruz. Intanto, il dipartimento della Difesa Usa ha confermato che il ministro James Mattis si recherà al confine con il Messico per valutare la situazione delle truppe schierate nella zona, la cui missione è di impedire l’ingresso nel Paese agli immigrati senza documenti. Il Pentagono ha dispiegato finora circa 7mila uomini (dei 15mila annunciati da Donald Trump) tra Texas, California e Arizona. (Elena Molinari)
 
 

CEI: preoccupazione per un linguaggio di chiusura e paura

Città del Vaticano – Si è conclusa questa mattina in Vaticano l’Assemblea straordinaria della Conferenza Episcopale Italiana apertasi, lunedì pomeriggio con una introduzione del Presidente, il Card. Gualtiero Bassetti.
Riprendendo i temi dell’introduzione del porporato i vescovi hanno dato voce alla preoccupazione per un “linguaggio corrente tante volte degradato e aggressivo; per un confronto umiliato dal ricorso a slogan che agitano le emozioni e impoveriscono la riflessione e l’approfondimento; per una polarizzazione che divide e schiera l’opinione pubblica, frenando la disponibilità a un autentico dialogo”. Ne è un esempio “eclatante” – si legge nel comunicato finale dei lavori -  il modo con cui si affronta la realtà delle migrazioni, “scivolando spesso in atteggiamenti di paura, chiusura e rifiuto”. Con realismo i vescovi italiani, da una parte, hanno sottolineato come “non ogni tipo di apertura sia secondo verità, per cui non si possono automaticamente stigmatizzare le ragioni di chi ne coglie soprattutto le difficoltà; dall’altra, hanno ribadito che la solidarietà rimane la strada maestra, fatta di accoglienza doverosa e di itinerari di integrazione”.
 
 

Cgie: sabato 17 convegno sulle donne italiane all’estero

Roma – Si terrà a Roma sabato 17 novembre il secondo seminario delle Donne Italiane all’Estero promosso dal Cgie, il Consiglio generale degli Italiani all’estero con l’obiettivo di tracciare il quadro dell’evoluzione della presenza delle donne italiane che vivono fuori dai confini nazionali. Dopo i saluti del Sottosegretario di Stato con delega per gli italiani all’estero, Ricardo Merlo e del Segretario Generale del Cgie, Michele Schiavone seguiranno vari interventi. Delfina Licata della Fondazione Migrantes e curatrice del rapporto Italiani nel mondo modererà un incontro che vedrà protagoniste, fra gli altri, Natasha Mazzone, unica italiana eletta al Parlamento del Sudafrica (Democratic Alliance); Annalisa Gadaleta, Assessore alla Cultura e istruzione nel comune di Molenbeek-Bruxelles; Paola Cuneo, promotrice imprenditoria femminile nell’ambito della nuova mobilità, Consigliere Camera di Commercio Italo-britannica, Londra. Tra gli interventi, in altre sessioni di lavoro quelli di Liliana Ocmin, italo-peruviana, Responsabile Dipartimento Politiche migratorie, femminili e giovanili della CISL Confederale; Maria Carolina Casati Digiampietri, Progetto Riscrivendo il passato per dare significato al futuro, Brasile; Mara Favia, Francia, esponente nuova mobilità; una esponente delle realtà in crisi in Venezuela. Sulla promozione dell’insegnamento di lingua e cultura come supporto al sistema Paese  interverranno  la Rettrice dell’Università per Stranieri di Perugia, Giuliana Grego Bolli; Maria Manganaro, Dirigente Scolastica Europa; Ilaria Costa. Direttrice Esecutiva Italian-American Committee on Education – IACE, USA; Lucia dalla Montà, Preside Scuola Colombo, Buenos Aires. Sono inoltre previsti gli interventi di Luigi Maria Vignali, Direttore generale della DGIT, e di Vincenzo de Luca, Direttore Generale della DGSP del MAECI.
 
 

Vescovi Usa: lettera pastorale contro il razzismo

Baltimora -  “Le azioni razziste sono peccato perché violano la giustizia e mostrano l’incapacità di riconoscere la dignità umana, di riconoscere gli altri fratelli in Cristo”. Lo affermano i vescovi Usa nella lettera pastorale  “Spalanca i nostri cuori: una chiamata duratura all’amore” approvata dalla Conferenza episcopale americana, riunita in assemblea. Per i vescovi “le azioni razziste sono peccato perché violano la giustizia e mostrano l’incapacità di riconoscere la dignità umana, di riconoscere gli altri fratelli in Cristo”. Il vescovo di Richmond, la diocesi che annovera anche la città di Charlottesville, luogo di manifestazione dei suprematisti bianchi e di forti scontri razziali, ha espresso, riferisce il Sir, gratitudine per il documento e spera che aiuterà la sua comunità a guarire. La proposta generale è di scegliere una data significativa come l’anniversario della nascita di Martin Luther King per presentarla pubblicamente e aprire tavoli di conversazione includendo nel dibattito non solo gli afro-americani, ma anche i nativi-americani e i gruppi provenienti dal Centro e dal Sud America.
 

Terni: una serata con cortometraggi realizzati da richiedenti asilo e rifugiati

Roma - Al Festival Popoli e Religioni in corso in questi giorni a Terni è il momento di “Come ci vedete” la sezione dedicata ai cortometraggi di quegli immigrati, rifugiati e richiedenti asilo che hanno risposto all’invito, lanciato quest’anno dagli organizzatori, di realizzare con qualsiasi mezzo (videocamera, smartphone, tablet…) un’opera che narrasse, dal punto di vista dei migranti, il viaggio per raggiungere l’Italia, l’accoglienza trovata e la vita quotidiana nel nostro Paese. 
La serata migranti si terrà oggi dalle ore 21 al Cityplex Politeama (Largo Stanislao Falchi, 3), con numerose storie proiettate e un dibattito su temi delicati quali sbarchi e politiche sull’immigrazione. Alla serata sono attesi numerosi migranti – tra cui quelli della nave Diciotti – che hanno richiesto asilo a Terni attraverso il supporto di Associazione San Martino e Laboratorio Idea. Queste due associazioni, che fanno capo a Caritas di Terni-Narni-Amelia nell’accogliere e gestire i rifugiati nel territorio, sono inoltre tra gli organizzatori del Festival Popoli e Religioni. Tutti gli eventi del Festival sono a ingresso libero.
 

Istat: nel 2017 il 26% in meno di acquisizioni di cittadinanza

Roma - Nel 2017 le acquisizioni di cittadinanza italiana, dopo oltre un decennio di aumento, diminuiscono del 26,4% rispetto all’anno precedente, scendendo a 135.814 (erano quasi 185mila nel 2016). La diminuzione – dice oggi il report Istat sui cittadini non comunitari residenti in Italia - ha interessato le acquisizioni per residenza (-28mila) e per trasmissione dai genitori (-25mila). Crescono, invece, in termini assoluti e relativi, le acquisizioni per matrimonio (+4mila e +6,1%). Aumentano anche le acquisizioni per ius sanguinis per discendenza da avi italiani. La maggior parte delle acquisizioni di cittadinanza riguarda albanesi (27.112) e marocchini (22.645). Per tutte le principali collettività si registra un calo ad eccezione dei brasiliani per i quali le acquisizioni di cittadinanza continuano a crescere, evidenzia l’istituto di statistica italiano.
 

Una bicicletta con caschetto e guanti ad un immigrato

Cosenza - Una bicicletta con caschetto e guanti ad un immigrato. E’ il regalo offerto dal settimanale della diocesi di Cosenza-Bisignano, direttore dal parroco di Mendicino, don Enzo Gabrieli, al giovane nigeriano, Scott Idemudia. “Un segno di amicizia”, dice don Gabrieli - per il “servizio” che svolge all’interno del settimanale diocesano e per permettergli di muoversi autonomamente. Scott ogni domenica per partecipare alla  Messa, aggiunge il sacerdote -  fa il tragitto Castiglione Cosentino-Mendicino, anche a piedi (15 km): “un piccolo dono che lo ha reso felice”. (R.I.)
 

Rifugiati dalla Libia: tutti accolti nelle case famiglia della Papa Giovanni XXIII

Rimini -  I 51 rifugiati arrivati oggi all'aeroporto di Pratica di Mare saranno tutti accolti nelle case famiglia della Papa Giovanni XXIII, la Comunità fondata da don Oreste Benzi, il sacerdote che per primo aprì una casa famiglia in Italia nel 1973. In un primo momento i rifugiati – per la maggior parte mamme e bambini di nazionalità eritrea, somala e sudanese - saranno ospitati nelle strutture della Comunità in Romagna. Successivamente saranno trasferiti presso alcune tra le 201 case famiglia dell'associazione in Italia, che già accolgono 1.283 persone di tutte le età e provenienze.
“Siamo lieti di dare il nostro contributo all'accoglienza di mamme e bambini in fuga dalla Libia. In questo modo sono state protette persone fragili, impedendo loro di fare un pericolosissimo viaggio in mare. Dopo una prima fase, saranno accolte in alcune delle nostre case famiglia dove potranno ricevere il sostegno e l'affetto di una famiglia allargata”. Questo il commento di Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII. Il corridoio umanitario è stato gestito dal Governo Italiano con la mediazione e collaborazione della Comunità di don Benzi.
“L'immigrazione è una questione complessa - continua Ramonda - I corridoi umanitari rappresentano una delle risposte in quanto permettono a famiglie, non solo a singoli adulti, di fare un viaggio sicuro e legale”.
 

Istat: tornano a crescere i nuovi permessi

Roma - Nel corso del 2017 è aumentato il numero di nuovi permessi rilasciati: 262.770, il 16% in più rispetto ai 226.934 del 2016. I nuovi flussi sono caratterizzati da una notevole prevalenza di uomini che rappresentano più del 60% degli ingressi. Lo rende noto oggi l’Istat nel suo report sui cittadini non comunitari presenti in Italia.
Le migrazioni per lavoro toccano – spiega l’Istituto di statistica -  un nuovo minimo storico, sono il 4,6% (12.200) del totale dei nuovi permessi. Continuano a crescere, al contrario, i flussi per asilo e protezione umanitaria (+23.138 permessi rispetto al 2016, +29,7%): con oltre 101mila nuovi ingressi arrivano al 38,5% del totale dei flussi (+4,2 punti percentuali rispetto al 2016), affermandosi come seconda motivazione di ingresso dopo il ricongiungimento familiare. I permessi per famiglia, continuano a rappresentare il più rilevante motivo di ingresso (43,2% dei nuovi rilasci) e, nonostante la diminuzione di quasi 2 punti percentuali della loro incidenza sul totale dei permessi (43,2% da 45,1%), crescono di 11.198 unità (+11,0%) rispetto al 2016. Sono però “notevoli” le differenze di genere: la richiesta di asilo è la prima motivazione di ingresso per gli uomini (54,3%), per le donne invece è il ricongiungimento familiare (64,5% degli ingressi). La Nigeria si conferma, il primo paese di provenienza dei nuovi ingressi verso l’Italia: 26.843 nel 2017 (oltre 6mila in più sul 2016). Rispetto all’anno precedente crescono, anche se in misura più contenuta, gli ingressi da Bangladesh (+5.354), Albania (+2.496), Senegal (2.424) e Marocco (+1.116). Con 1.036 nuovi rilasci, il Gambia entra tra le prime 10 cittadinanze; tra queste ultime quelle che registrano una lieve diminuzione sono India (-902), Pakistan (-503) e Cina (-88). Il profondo mutamento delle motivazioni di ingresso in Italia, rilevato a livello generale, si ritrova anche se si considerano le prime dieci cittadinanze. Nel 2017 per sette delle prime dieci collettività (per numero di ingressi) l’incidenza dei permessi concessi per lavoro resta sotto il 5%; la motivazione lavoro assume maggiore rilevanza solo per gli Stati Uniti d’America (34,0%) e, anche se in misura più contenuta, per l’India (18,7%). Per tre Paesi – Gambia, Nigeria e Bangladesh – gli ingressi per lavoro hanno un’incidenza inferiore all’1%.  I permessi per studio sono una motivazione di rilievo per i nuovi ingressi di cinesi (35,7%), statunitensi (21,8%) e indiani (15,1%).
 
 
 

Migrantes Roma: quattro incontri sui temi migratori in Vicariato

Roma - Incontri formativi sull’immigrazione, aperti a tutti. E’ quanto propone l’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma insieme al centro Missionario. Il promo degli incontri si svolgerà il prossimo 24 novembre in Vicariato sul tema “Liberi di partire e liberi di restare” – titolo anche della campagna della CEI – e che porrà l’attenzione sull’importanza di poter andar via dal proprio Paese in sicurezza ma anche di poter rimanere con tutte le tutele.
Altri incontri il 9 febbraio, il 16 marzo e il 6 aprile, dice il direttore Migrantes, Mons. Pierpaolo Felicolo secondo il quale diventa soffermarsi su vari aspetti del fenomeno per “non speculare sul tema dell’immigrazione. Bisogna fare attenzione – è l’invito del sacerdote - alla cattiva informazione perché spesso si mette al centro la paura e non la ricchezza dell’incontro con il diverso”. Roma è stata sempre “una città molto accogliente” come dimostrano anche tante attività di volontariato a testimonianza che  “lo sforzo di accogliere è uno sforzo di civiltà e non deve mai venire meno”, ha spiegato Mons. Felicolo.