Primo Piano

Papa Francesco: la comunità ecclesiale operi con responsabilità nei confronti dei migranti

Città del Vaticano - La settimana scorsa è stato approvato a Marrakech, in Marocco, il Patto Mondiale per una Migrazione Sicura, Ordinata e Regolare. Un patto – ha ricordato ieri Papa Francesco al termine della preghiera mariana dell’Angelus, “intende essere un quadro di riferimento per la comunità internazionale”.
Il pontefice ha auspicato che la comunità internazionale, “grazie anche a questo strumento, possa operare con responsabilità, solidarietà e compassione nei confronti di chi, per motivi diversi, ha lasciato il proprio Paese, e affido questa intenzione alle vostre preghiere

Cagliari: due giornate in città con il popolo Rom

Cagliari - “Rom italiani o italiani di etnia rom?”. È questo il titolo del convegno organizzato il 14 e 15 dicembre, a Cagliari, da Caritas diocesana e Ufficio Migrantes.
“Dopo circa tre anni – spiega don Marco Lai, direttore della Caritas diocesana – abbianmo riproposto una ‘due giorni’ sui rom, etnia minoritaria presente nel nostro territorio da prima degli anni ’90. Sono per lo più bosniaci, mai totalmente integrati, vittime di uno stereotipo errato, là dove venivano immaginati nomadi e invece provenivano da una condizione di sedentarietà. L’impegno della Chiesa è quello di aiutare il nostro contesto politico e sociale a superare i pregiudizi verso queste famiglie, giovani, con bambini, per dare loro l’opportunità di un’inclusione abitativa, giuridico–legale, lavorativa, formativa”. Finora non sono mancati gli interventi, “ma – sottolinea don Marco – sono stati meramente assistenziali. Il problema è più di sistema: ancora oggi manca nei confronti di queste famiglie il riconoscimento di cittadinanza piena, pari diritti e opportunità, si fatica a considerarle come le altre. Varie le sessioni del convegno e ieri pomeriggio ludico, dedicato ai bambini, “uno spazio per riuscire a dire qualcosa di diverso, a generare una progettualità nuova, partendo dai più piccoli”, evidenzia il direttore della Caritas. L’iniziativa dedicata ai Rom ha fatto anche il punto sulle progettualità in essere, tra cui l’avvio della seconda fase del progetto attivato, alcuni anni fa, dal Comune e dalla Caritas: da un “nuovo abitare possibile” a un “nuovo lavoro possibile”. “La bellezza – dice il direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Cagliari, padre Stefano Messina – è che sono famiglie giovani, che amano la vita, e la vivono con essenzialità; colpisce la gioiosità dei bambini, nonostante la precarietà. Questa iniziativa si inquadra nell’impegno per includerle sempre di più nel tessuto della comunità sia ecclesiale che civile”. (Maria Chiara Cugusi)
 

Diocesi Brescia: domani ritiro natalizio per i politici sul tema della migrazioni

Brescia - “Migranti: accogliere, proteggere, promuovere, integrare. Una sfida possibile?”. Questo il tema di un incontro che si svolgerà domani presso il Centro Pastorale Paolo VI di Brescia in occasione del ritiro di Natale per le persone impegnate nella politica, nell'impresa, nel mondo del lavoro e nel sociale. Il programma della giornata prevede una riflessione di Mons. Pierantonio Tremolada, vescovo di Brescia e a seguire un intervento di Maurizio Ambrosini, Responsabile scientifico del Centro studi Medì-migrazioni nel Mediterraneo e Direttore della scuola estiva di
Sociologia delle migrazioni di Genova.
 

Italiani all’estero: un sito per raccontare le eccellenze del Bel Paese nel mondo

Lamezia Terme - Italiani.it, la rete degli italiani nel mondo, racconta le persone, le realtà e le tradizioni che esprimono l’Italia migliore. Lo fa attraverso le testimonianze ed i racconti degli italiani innamorati della propria terra, che diventano a loro volta narratori di storie e di luoghi a loro cari. Sfruttando le potenzialità del web, gli editori di italiani.it hanno creato un vero e proprio network, caratterizzato da decine di portali diretti dai corrispondenti sui territori, referenti da tutte le regioni del Paese e anche da diverse città estere. “L’obiettivo – spiega Paola Stranges, tra i fondatori di italiani.it - è quello di trasmettere il senso di comunità e appartenenza; divenire un punto di riferimento per l’italianità, la cultura italiana e le eccellenze del nostro Paese. Il nostro nome è l’essenza della nostra idea, del nostro progetto: siamo la rete degli Italiani nel mondo”.
Un lavoro di rete che ha messo in relazione decine di città italiane (gli it.Locali) con alcune delle più importanti metropoli internazionali come Parigi, Londra, Buenos Aires, Toronto; altre città ancora stanno per aggiungersi all’elenco degli It. sia dall’Italia che dall’estero. “Un percorso avviato da tempo – ribadisce la fondatrice – e che vogliamo proseguire col nostro progetto di inter-relazione tra gli Italiani che stanno nel nostro Paese e quelli che vivono nel resto del mondo”.
“Facciamo nostro – sottolinea ancora Paola Stranges - il pensiero che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso alla terza edizione degli Stati generali della lingua italiana nel mondo che ha avuto per tema ‘L’italiano e la rete, le reti per l’Italiano’ e che è stata promossa dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, in collaborazione con il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, l’Accademia della Crusca e l’Ambasciata della Confederazione Elvetica”.
“Il capo dello Stato ha rimarcato come le comunità di origine italiana all’estero siano i primi naturali moltiplicatori di italianità – tiene ad evidenziare l’editrice di italiani.it - antenne capaci di trasmettere sia il forte carattere della tradizione sia il Paese di oggi con la sua cultura, con il suo modo di vivere di produrre e di lavorare, con la sua capacità di innovazione”. La domanda di conoscenza dell’italiano, secondo il presidente Mattarella, diventa motore propulsore “capace di rilanciare importanti rapporti con i paesi lontani”. La lingua, dunque, intesa “come strumento di integrazione per il quale è prezioso il ruolo degli enti locali, della società civile e di tutte le istituzioni pubbliche e private”. “Riteniamo – rimarca Stranges - che Italiani.it stia facendo, già da qualche anno, quest’azione non solo di rilancio e di diffusione della lingua italiana ma anche di promozione e valorizzazione della storia, della cultura, dell’arte di cui il nostro Paese è da sempre emblema”.
Dopo anni di lavoro certosino, si può ben affermare che italiani.it ha realizzato una capillare opera di radicamento sui territori. Il progetto culturale della ‘rete degli italiani nel mondo’ oltre ad avere un nutrito gruppo di qualificati corrispondenti, si avvale di una ben collaudata squadra tecnica: professionisti del web che costantemente curano e ottimizzano sul piano digitale il lavoro prodotto dai referenti degli it.locali.
L’idea di creare un grande portale che raccontasse l’Italia migliore, nella nostra nazione e anche oltre i nostri confini, è nata da un gruppo di editori originari della Calabria. La sede ufficiale di italiani.it è infatti a Conflenti, piccolo centro montano in provincia di Catanzaro. Una idea lungimirante, un progetto che punta alla ri-conquista culturale di un Paese che può e deve ri-scoprire la sua grande ricchezza che affonda le radici in una storia millenaria. Un tesoro inestimabile straordinariamente apprezzato all’estero ma, forse, mai sufficientemente conosciuto e valorizzato dagli italiani che risiedono nel Bel Paese.
 
 
 

Belluno: domani il “Premio internazionale bellunesi che onorano la provincia in Italia e all’estero”

Belluno – Si svolgerà domani, a San Gregorio nelle Alpi, nella chiesa arcipretale, l’edizione 2018 del “Premio internazionale bellunesi che onorano la provincia in Italia e all’estero”.  Valdir Fontanella (Brasile), Adriano Ghedina (Spagna), Carlo De Conz (Italia) sono i tre premiati rispettivamente per i settori “Economia”, “Cultura” e “Sociale”, mentre il riconoscimento alla memoria quest’anno è rivolto ad Arturo Costella, Fiorella Ganz, Raffaele Gasperin, Valdecir Mioranza, Primo Nessenzia, Luigi Querincig, Franca Speranza ed Aldo Sponga.
“Ringrazio il parroco don Recchia – ha detto il presidente dell’Associazione “Bellunesi nel Mondo”, Oscar De Bona – “ per avere messo a disposizione la chiesa arcipretale per ospitare il premio. Inoltre il mio ringraziamento va all’Amministrazione comunale di San Gregorio nelle Alpi e ai meravigliosi volontari che coordineranno l’evento”.
 

Migrantes Messina: oggi “Parola di Dio, accoglienza e migrazioni”

 
Messina – Questa sera, dalle ore 19 alle 20, presso la chiesa di S. Elia a Messina terzo appuntamento del percorso di preghiera e riflessione, curato dell’Ufficio diocesano Migrantes, su “Parola di Dio, accoglienza e migrazioni”. Saranno in tutto 8 gli incontri che, a cadenza mensile, si stanno svolgendo dall’ottobre scorso.
Il brano biblico, appena due versetti, scelto per questo terzo incontro – spiegano alla Migrantes diocesana -  appartiene al Libro del Levitico: Israele “non vivrebbe se Dio non si fosse chinato su di lui, nella sua condizione di povero e straniero per farlo cittadino; con questo stesso amore di libertà, che va al di là di ogni appartenenza, affinità, parentela, identità etnica, culturale o religiosa, Israele deve amare lo straniero e l’immigrato che vivono in mezzo a lui”. La riflessione sarà affidata a don Roberto Romeo, direttore della Scuola Diocesana per la Formazione Teologica di Base “San Luca Archimandrita”.
 

Vicenza: il 18 giornata su “Decreto Sicurezza, quali conseguenze?”

Vicenza – “Decreto Sicurezza, quali conseguenze”?. Sarà questo il tema di un incontro Dibattito che si svolgerà a Vicenza il prossimo 18 dicembre. Interverranno Franco Balzi, sindaco di Santorso, su “Accoglienza diffusa, quale futuro?”;  Mario Faggionato dei Giuristi democratici su  “Quali diritti?”,  don Enrico Pajarin della Caritas su “Quale solidarietà?”. Seguiranno alcune testimonianze di persone che nella Provincia di Vicenza sono impegnati in Buone Pratiche.
L’incontro sarà moderato da  Luciano Carpo dell’Ufficio Migrantes diocesano che promuove l’incontro insieme a Casa per la Pace, Giuristi democratici, Caritas diocesana e  Ufficio di Pastorale sociale e  del lavoro.
 

Modena: lettura collettiva dei nomi di 34.361 migranti morti nel Mediterraneo

Modena - Il Centro di Servizio per il Volontariato in collaborazione con Porta Aperta Modena, Ufficio Migrantes, Modena per gli Altri, Forum Provinciale del Terzo Settore, Tam Tam di Pace, Scuola di Pallavolo Anderlini e con il patrocinio del Comune di Modena promuoverà la “Maratona dell’umanità”, lettura collettiva dei nomi di 34.361 migranti morti nel Mediterraneo che si terrà in piazza Grande a Modena il 22 e 23 dicembre 2018.
 

Chieri: “accogliamo per una Chiesa spalancata”

Torino - Una festa comunitaria per inaugurare l’alloggio che ospiterà giovani migranti, per aiutarli a inserirsi nella società: domenica 9 dicembre a Casa Pamparato, in via Balbo, con un «pranzo condiviso» al quale ognuno ha portato una pietanza si è avviato il progetto «Accogliamo, per una Chiesa spalancata» frutto di una convenzione tra la parrocchia, i tre ospiti e l’Ufficio per la pastorale dei Migranti (Migrantes) della diocesi di Torino che durerà sei mesi, rinnovabili.
«La parrocchia mette a disposizione l’alloggio, che una famiglia ci presta in comodato d’uso gratuito» spiega il parroco don Marco Di Matteo «inoltre fornisce un fondo cassa per le varie spese, dalle bollette all’acquisto del cibo. I ragazzi si impegnano alle norme di civile convivenza, alle loro attività e, nel caso inizino a guadagnare, a contribuire alla gestione economica».
Don Marco, che prima di arrivare in Duomo era parroco a Savigliano, aveva collaborato all’iniziativa «Pro-Tetto Migranti» che proprio in questi giorni ha ricevuto il «Premio Mario Riu» per essersi distinta sul piano di accoglienza e integrazione per 15 stranieri. «È così ma l’iniziativa del Duomo l’ho ereditata: l’idea risale all’anno scorso, e la preparazione pratica è cominciata all’inizio di quest’anno».
Lo spunto è partito da un gruppo di giovani della parrocchia, affiancati dal parroco don Domenico Cavaglià: «Hanno partecipato a un’esperienza di accoglienza e accompagnamento dei migranti, in centro Italia con i Padri Scalabriniani, e poi si sono domandati se qualcosa del genere non si sarebbe
potuto replicare anche da noi». «Ci siamo detti che non siamo in grado di accogliere chi è appena sbarcato dal barcone, e che dunque avremmo puntato su un lavoro diverso rispetto alla prima accoglienza gestita dalle prefetture e dalle cooperative» spiega Simone Garbero, uno dei coordinatori «abbiamo scelto di rivolgerci a chi è qui già da qualche tempo, ed è in regola col permesso di soggiorno. L’obiettivo è accogliere queste persone, e accompagnarle verso una vita autonoma». Il reperimento dell’alloggio poteva essere il problema maggiore: «Invece s’è risolto grazie a una famiglia di parrocchiani, che ce l’ha messo a disposizione con un comodato d’uso gratuito», segnala il parroco.
I tre ospiti sono stati segnalati dall’Ufficio Migrantes diocesano. Sono Arouna Soulemana, 28 anni, del Togo, e dal Gambia Lamin Kijera, 18 anni, e Ebou Ndoure, 21: «Arouna è un sarto, Ebou avrà a breve una borsa lavoro che lo impiegherà in un’azienda agricola, e Lamin sta frequentando sia la scuola per ottenere il diploma di terza media sia un corso da elettricista».
Firmando la convenzione, si sono impegnati alla «restituzione sociale»: «Vuol dire che se iniziano a guadagnare qualcosa una parte deve essere destinata alla gestione della casa, per vitto e alloggio. Inoltre chiederemo loro di svolgere qualche servizio per la comunità cittadina sia per la parrocchia che per il Comune». (Enrico Bassignana – La Voce e il Tempo – Torino)
 

Istat: in aumento la quota di emigrati italiani di origine straniera

Roma - Nel 2017 sono circa 33 mila gli emigrati italiani all’estero di origine straniera (28,6% degli espatri, +18% rispetto al 2016). Si tratta di cittadini nati all’estero che emigrano in un Paese terzo o fanno rientro nel Paese d’origine, dopo aver trascorso un periodo in Italia ed aver acquisito la cittadinanza italiana.
Lo riferisce oggi l’Istat  nel report “Mobilità interna e migrazioni internazionali della popolazione residente” relativo all’anno 2017.
Di questi, più di uno su tre è nato in America Latina (circa 12 mila), il 18,2% in uno dei Paesi dell’Unione europea, il 18% in Africa, il 13,4% in un altro Paese europeo e l’11% in Asia. La metà delle emigrazioni (oltre 17 mila, pari al 53,2% del totale) si concentra verso i luoghi di origine. L’Unione europea è l’area geografica più attrattiva, (56,6% dei flussi degli italiani nati all’estero), seguita dall’America Latina (23,5%) e dagli altri Paesi europei (9%).
Nel dettaglio dei flussi diretti verso i Paesi dell’Unione europea si osserva che il 15,4% è nato in Marocco, il 12,6% in Germania, il 12,8% in Brasile e il 6% nel Bangladesh. Inoltre – si legge nel Report – “sempre con riferimento al collettivo dei connazionali diretti nei paesi dell’Ue, i cittadini italiani nati in Africa emigrano perlopiù in Francia (61%), quelli nati in Asia nella stragrande maggioranza si dirigono verso il Regno Unito (88%) così come fanno, in misura molto più contenuta, i cittadini italiani nativi dell’America Latina (27%). I cittadini nati nell’Ue invece emigrano soprattutto in Germania (42,8%).
 

Papa Francesco a maggio in Bulgaria e Macedonia

Città del Vaticano - Papa Francesco a maggio sarà in Bulgaria e Macedonia. “Accogliendo l’invito delle rispettive massime Autorità delle Repubbliche e della Chiesa Cattolica, Sua Santità Papa Francesco compirà un Viaggio Apostolico in Bulgaria dal 5 al 7 maggio 2019”, spiega oggi il direttore della Sala Stampa della Santa Sede Greg Burke spiegando che il pontefice si recherà nelle città di Sofia e Rakovski, e nella Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia il 7 maggio 2019, dove visiterà la città di Skopje. Il programma del viaggio sarà pubblicato a suo tempo”.
 

Istat: nel 2017 115mila italiani emigrati all’estero

Roma - Nel 2017, le cancellazioni anagrafiche per l’estero  sono pari a 155mila, in calo rispetto al 2016 (-1,2%). Di queste, poco meno di quattro su cinque riguardano emigrati italiani (115 mila, stabili). Lo comunica oggi l’Istat nel report “Mobilità interna e migrazioni internazionali della popolazione residente” relativo all’anno 2017.

Regno Unito (18%), Germania (16,1%), Francia (10,8%) e Svizzera (9,1%) si confermano le principali mete di destinazione per gli emigrati di cittadinanza italiana.

Stando ai dati diffusi, sono in aumento i laureati italiani che si trasferiscono all’estero, nel 2017 quasi 28mila (+4% sul 2016). Negli ultimi cinque anni, i deflussi netti di persone di 25 anni e più dovuti agli espatri sono pari a oltre 244 mila, di cui il 64% con titolo di studio medio-alto.

In forte aumento tra 2013 e 2017, rileva l’Istat, il numero di emigrati diplomati (+32,9%) e laureati (41,8%). I saldi migratori cumulati nel quinquennio, calcolati per gli emigrati ultra 24enni, evidenziano una perdita netta di popolazione italiana di quella fascia di età di circa 244mila unità, di cui il 64% (156mila) possiede un titolo di studio medio-alto.

Papa Francesco: “nessuna efficace soluzione umanitaria può ignorare la nostra responsabilità morale” verso i migranti

Città del Vaticano - Il raggiungimento della pace e la tutela della dignità di ogni essere umano sono “due obiettivi inseparabili”. Lo ha detto oggi papa Francesco parlando agli ambasciatori di Svizzera, Mala, Bahamas, Capo Verde, Estonia, Islanda, Turkmenistan, Grenada, Qatar e Gambia, per la presentazione delle lettere credenziali.
Il pontefice  ha ricordato che la Dichiarazione universale dei Diritti dell’uomo stabilisce che “il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali e inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo”. “In questi tempi di profondi cambiamenti sociali e politici – ha sottolineato - non può venir meno l’impegno verso questo principio da parte dei governi e dei popoli”: “È essenziale che il rispetto per la dignità umana e per i diritti umani ispiri e diriga ogni sforzo nell’affrontare le gravi situazioni di guerra e conflitti armati, di opprimente povertà, discriminazione e disuguaglianza che affliggono il nostro mondo e che negli ultimi anni hanno contribuito alla presente crisi delle migrazioni di massa”. “Nessuna efficace soluzione umanitaria- ha quindi aggiunto papa Francesco -  a quel pressante problema può ignorare la nostra responsabilità morale, con la dovuta attenzione al bene comune, per accogliere, proteggere, promuovere e integrare coloro che bussano alle nostre porte in cerca di un futuro sicuro per loro stessi e per i loro figli”.
“La Chiesa, da parte sua - ha assicurato il pontefice - è impegnata a lavorare con ogni interlocutore responsabile in un dialogo costruttivo teso a proporre concrete soluzioni a questo e altri urgenti problemi umanitari, con l’obiettivo di preservare vite umane e dignità, alleviando sofferenze e incrementando un autentico e integrale sviluppo”.
 

Istat: presentato oggi il Report “Migrazioni internazionali e interne della popolazione residente”

Roma - Nel 2017 il volume della mobilità interna totale è di 1 milione 335 mila trasferimenti, sostanzialmente stabile rispetto al 2016 (+0,2%). A questa stabilità complessiva corrispondono tendenze opposte rilevate per i movimenti tra regioni diverse (interregionali), pari a 323 mila (-0,6%), e per quelli all’interno delle regioni (intraregionali), pari a 1 milione e 12 mila (+0,5%). Il dato è contenuto nel Report “Mobilità interne e migrazioni internazionali della popolazione residente in Itala” dell’Istat.
Nell’ambito dei trasferimenti interregionali, si conferma la tradizionale direttrice Mezzogiorno-Centro-nord. Negli ultimi venti anni la perdita netta di popolazione nel Mezzogiorno, dovuta ai movimenti interni, è stata pari a 1 milione 174 mila unità.
Nel 2017 le regioni più attrattive sono ancora una volta Emilia-Romagna (+2,9 per mille residenti), Trentino Alto-Adige (+2,7 per mille), Lombardia e Friuli-Venezia Giulia (entrambe +1,8 per mille); le meno attrattive sono Calabria (-4,2 per mille), Basilicata (-4,0 per mille), e Molise (-3,5 per mille).
Per i trasferimenti tra province diverse, i saldi netti positivi più elevati si registrano a Bologna (+4,9 per mille), Monza e Brianza (+3,4 per mille) e Bolzano (+3,2 per mille). Saldi netti negativi si rilevano, in particolare, per Caltanissetta (-7,1 per mille), Crotone
(-6,1 per mille) ed Enna (-5,5 per mille).
Quasi la metà dei trasferimenti (49,5%) riguarda persone in età compresa tra i 15 e i 39 anni. La scelta della provincia di destinazione è legata anche all’età : i più giovani si spostano verso le province dei grandi centri urbani, i migranti più maturi scelgono invece aree provinciali di minore dimensione.
La propensione agli spostamenti interni degli stranieri, evidenza l’Istat, è pari al 4,6%, più del doppio di quella dei cittadini italiani.
Nel 2017 le iscrizioni anagrafiche dall’estero (immigrazioni) ammontano a oltre 343 mila, in netto aumento rispetto all’anno precedente (+14%). Di queste, più di quattro su cinque sono dovute a cittadini stranieri (301 mila, +14,5%).
I flussi più consistenti, sebbene in calo, sono quelli dei cittadini rumeni (43 mila nel 2017, -3,9% rispetto al 2016), seguiti da nigeriani (23 mila, +58,4%) e marocchini (16 mila, +7,1%). In calo anche le iscrizioni di cittadini cinesi (11 mila, -9% rispetto al 2016) e indiani (8 mila, -22,6%).
 

CeSPI: domani annuario su migrazioni

Roma - “Dall’Africa all’Europa:la sfida delle migrazioni” è il tema del primo numero dell’Annuario Europeo, una nuova iniziativa editoriale frutto della collaborazione tra il CeSPI e la casa editrice Donzelli. Si è scelto di dedicare il numero inaugurale dell'Annuario alle migrazioni che dall’Africa muovono verso l’Europa, tema che ha assunto straordinaria centralità nell’agenda politica internazionale e nella vita sia dei Paesi africani di origine che delle nazioni europee di approdo.
L’Annuario avrà carattere monografico in edizione bilingue - italiana e inglese - offrendo ogni volta ricerche, analisi e saggi su un tema strategico per la vita e l’azione dell’Unione Europea. L’Annuario sarà presentato in una conferenza stampa domani, 14 dicembre alle ore 11.30 nella sede del CeSPI, in piazza Venezia 11 (Palazzo Generali). L’Annuario sarà illustrato dal Direttore del CeSPI Daniele Frigeri e dall’editore Carmine Donzelli e commentato da Andrea Riccardi, Presidente della Società “Dante Alighieri” e dal Presidente del CeSPI Piero Fassino. Nel corso della conferenza stampa Roberto Weber presenterà il sondaggio “L'opinione opaca: gli italiani e la percezione del fenomeno delle migrazioni", commissionato dal CeSPI alla società demoscopica Ixé.
 

Dai migranti alla tragedia della discoteca di Corinaldo: sempre alla ricerca di un capro espiatorio

Roma - Leggendo l’ultimo Rapporto del Censis sulla situazione sociale del Paese salta all’occhio un vecchio concetto tanto caro alle scienze umane: il capro espiatorio. Da sempre l’uomo sociale ha dato la colpa a qualcosa o a qualcuno per scaricarsi la coscienza, deresponsabilizzandosi e assicurandosi così il conforto e la solidarietà della maggioranza. Succede a livello di piccoli gruppi nei quali, a essere etichettati, sono i più deboli, i diversi, i non omologati. Avviene anche a livello macro-sociale come indica il documento, in cui è riportato un dato apparentemente allarmante: il 75% degli italiani credono che gli immigrati fanno aumentare la criminalità. Analisi impeccabile, quella del Censis, ma abbastanza prevedibile vista l’aurea dilagante d’intolleranza e l’imbrutimento generalizzato di una cittadinanza italiana che appare sempre più ritorta su se stessa e meno aperta al confronto e all’accoglienza.
Altro dato interessante è il quadro che l’Istituto di ricerca fa del legame tra abitanti della penisola e media. Anche in questo caso le conclusioni non sono stravolgenti e disegnano uno scenario piuttosto articolato in cui spiccano il moderato calo di Facebook come strumento di informazione (meno 9% rispetto allo scorso anno) e l’aumento impressionante degli utenti di WhatsApp (il 67,5% della popolazione, l’81,6% degli under 30) e di Istagram (il 26,7% di utenza, il 55,2% dei più giovani).
Insomma, se da un lato gli italiani come collettivo tendono a chiudersi, dall’altro come singoli tendono sempre a raccontarsi e rappresentarsi sui social network. Questo atteggiamento contrapposto rischia di alterare la percezione autentica del paese reale, mortificando quel senso di comunità che dovrebbe essere il fondamento di ogni popolo. Destrutturare la dimensione comunitaria significa, infatti, mandare la società in cortocircuito. Non solo a livello identitario ma in riferimento a tutto quel corpus di norme, valori e istituzioni che la legittimano come tale e ne assicurano il funzionamento. In questo modo l’incertezza già dominante si trasforma in paura (dei migranti, ma non solo) rendendo l’individuo ancora più solo in tutti quegli spazi tradizionali che dovrebbero proteggerlo e che invece sono spesso avvertiti come insicuri.
Un caso emblematico di questo “tilt” sociale è la narrazione della recente tragedia della discoteca di Corinaldo, incentrata sulla ricerca ossessiva del colpevole. Sarà colpa del rapper Sfera Ebbasta, tatuato fino all’inverosimile e cantore di droga e altri crimini? O dell’ingordigia dei gestori del locale che avrebbero venduto più biglietti del dovuto? Oppure la responsabilità è di quei genitori che “li hanno lasciati andare” senza rendersi conto del pericolo? O dei ragazzi, soltanto dediti allo sballo? C’è anche chi se l’è presa con lo spray al peperoncino e, di conseguenza, con quelle forze politiche che ne hanno liberalizzato l’utilizzo. Ogni eventuale risposta presenta dei margini di verità ma, nello stesso tempo, espone alla tentazione di semplificazioni sterili e poco risolutive. Non esistono soluzioni preconfezionate. I divieti – come ci insegna la storia – sono sempre stati aggirati. Nello stesso tempo è bene che ci siano perché rientrano in quel processo di interiorizzazione di una coscienza “educata – spiega il cardinale di Ancona Menichelli (nell’intervista ad Avvenire all’indomani del tragico evento) – al bene, alla giustizia e alla bellezza del divertimento”. L’educazione diventa, quindi, ancora una volta la strada per dipanare quello che il porporato definisce opportunamente “disordine collettivo” e renderci così costruttori autentici di comunità. E non solo – come purtroppo sta succedendo a proposito della vicenda di Corinaldo – improvvisati investigatori alla ricerca di capri espiatori da issare sul patibolo mediatico. (Massimiliano Padula -Sir)
 

Laphidil, ingegnere ghanese presente al Sinodo dei Giovani

Vicenza - «Un’esperienza inaspettata e grandiosa. Ho preso parte ad un processo innovativo all’interno della Chiesa». Non ha dubbi Laphidil Twumasi, 25 anni vicentina di origine ghanese, nel testimoniare il significato della sua partecipazione a pre-Sinodo e Sinodo dei giovani. Un anno da incorniciare per lei che, divisa tra Roma e casa, è riuscita anche a laurearsi in ingegneria informatica e ad iniziare la laurea magistrale in bioingegneria: «Sono stata inviata al Sinodo come rappresentante del gruppo Migrantes giovani di cui faccio parte, ma poi ho ricevuto il mandato dalla diocesi e mi sono ritrovata ad essere l’unica rappresentante del Veneto» racconta ancora con entusiasmo. «Inizialmente nessuno si era reso conto della grandezza della missione che mi era stata affidata. Solo dopo ho capito il valore di ciò che stavo vivendo». Anche la comunità ghanese si è sentita coinvolta in questa avventura «seguendo i lavori più di quanto mi sarei aspettata».
«Nel pre-Sinodo abbiamo fatto quasi tutto noi giovani – prosegue Laphidil – e il documento offerto ai padri sinodali contiene tutto il nostro lavoro. Nel Sinodo il processo è stato, invece, un po’ più circoscritto… ma alla fine il documento finale mi trova molto soddisfatta ». E papa Francesco? «Lui è stato meraviglioso, perché si è messo in ascolto profondo dei giovani. La sua presenza infondeva pace interiore, vicinanza e comprensione. Si è messo davvero al nostro livello».
Tra i temi toccati più in profondità, Laphidil segnala il «bisogno urgente di avere una guida spirituale per la vita, accompagnatori reali che vogliano mettersi in gioco». E aggiunge, però, un piccolo rammarico: «Il tema del ruolo della donna nella Chiesa, secondo me, non è stato sufficientemente approfondito. La speranza è che nel futuro ci siano delle risposte esaustive». (Luisa Pozzar)
 

Il Natale delle genti a Milano: usanze e liturgie, tradizioni e curiosità

Milano - Il Natale vissuto, celebrato e festeggiato in quelle “porzioni” di mondo ormai da tempo trapiantate nel nostro Paese. È “Il Natale delle genti” il tema del servizio centrale del numero di dicembre de “Il Segno”, il mensile della Chiesa ambrosiana, in distribuzione nelle parrocchie in questi giorni.
Usanze, liturgie, tradizioni e curiosità - a partire da quelle gastronomiche - peculiari di diversi Paesi e importate in Italia, sono illustrate nella rivista grazie ai racconti di persone giunte tra noi in seguito all’immigrazione. Introdotte da una riflessione di don Bortolo Uberti, ecco le testimonianze di don Igor Krupa (cappellano della Comunità ucraina milanese), Lota Bergonio (responsabile della Comunità filippina cittadina), padre Magdi e Samir (egiziani copti), don Assaad Saad (della Comunità libanese maronita), Carmen Rosario Sanchez (peruviana), Idalia Galdamez (salvadoregna) e Raymond Bahati (congolese). Sempre legato al nostro rapporto con le comunità etniche è l’ampio spazio dedicato alla conclusione del Sinodo minore e a una presentazione sintetica del documento finale consegnato all’arcivescovo, Mons. Mario Delpini.
 

CEI: a Matera la 51° Marcia Nazionale per la Pace

Roma - Si svolgerà il 31 dicembre a Matera, Capitale europea della Cultura 2019, la 51ª Marcia Nazionale per la Pace, sul tema voluto da Papa Francesco per la 52ª Giornata Mondiale della Pace (1° gennaio 2019), che è “ La buona politica è al servizio della pace”. Promossa dalla Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace della CEI, Pax Christi Italia, Caritas Italiana, Azione Cattolica Italiana e la diocesi di Matera Irsina la Marcia prevede il raduno presso la Parrocchia Immacolata. Seguirà la Santa Messa e alle 20,00 l’inizio della Marcia con alcune soste e il momento ecumenico conclusivo presso la Chiesa San Pietro Caveoso.
 
 

Migrantes: a luglio il corso di formazione

Roma - Il Corso di formazione “Linee di pastorale migratoria”, organizzato ogni anno dalla Fondazione Migrantes, si svolgerà presso Casa La Salle a Roma dal 1 al 5 luglio 2019. I destinatari del Corso sono i Direttori Migrantes regionali e diocesani di recente nomina e i loro Collaboratori; i Cappellani etnici (di recente nomina) che svolgono il ministero nelle Diocesi italiane e i missionari per gli italiani all’estero di nuova nomina; religiosi, religiose, laici impegnati nel volontariato e interessati alle migrazioni.