Primo Piano

Campagna CEI: 77 progetti in Italia e nei Paesi di transito e partenza

Roma - Circa 23milioni il totale finora finanziato per la Campagna CEI “Liberi di Partire. Liberi di restare. Settantasette i progetti finora finanziati. Tra questi 45 progetti finanziati e avviati  nelle diocesi italiane e  32 gli interventi nei Paesi di partenza, di transito e di arrivo dei flussi migratori.
I dati sono stati forniti questa mattina durante il convegno “Operatori dell’Accoglienza” da don Leonardo Di Mauro, responsabile del Servizio nazionale per gli interventi caritativi a favore del Terzo mondo. I principali progetti  hanno come destinatari i minori e le loro famiglie, le fasce più deboli e le vittime di tratta. (R.I.)
 
 

La pastorale dei migranti: l’incontro europeo a Milano

Milano - A quasi trent’anni, i responsabili della pastorale dei migranti di numerose città europee si riuniscono, una volta l’anno, per scambiarsi e confrontare le loro diverse esperienze nella cura pastorale dei migranti.
Quest’anno li accoglierà la diocesi di Milano dal 10 al 12 marzo per un incontro sul tema “Chiesa dalle genti. Le migrazioni nella Chiesa in cammino”, che si terrà nel Centro pastorale ambrosiano a Seveso.
Come ogni anno, il programma comporta più interventi di specialisti per inquadrare l’argomento e momenti di scambio, oltre a visite sul territorio. Le conferenze saranno prevalentemente in italiano, con traduzioni orali e/o scritte. Ciascuna pastorale dei migranti nelle diverse metropoli ha i propri orientamenti e le proprie prassi. E pur partendo da esperienze di migrazione molto diverse e da differenti modalità di intendere il lavoro pastorale, gli incontri europei consentono una visione più globale sui temi approfonditi e un’esperienza ecclesiale europea.
Per informazioni: Ufficio Migrantes Milano tel. 02.8556455/6; e-mail. migranti@diocesi.milano.it.
 

Ungheresi cattolici a Milano: domenica i 70 anni delle celebrazioni

Milano - Dopo la seconda guerra mondiale, i rifugiati ungheresi hanno creato una comunità ungherese a Milano. Dal 1949, ogni prima Domenica del mese, si celebra nel capoluogo lombardo la Santa Messa in lingua ungherese. Fino al 1996 la comunità si ritrovava  nella Chiesa di San Sepolcro, successivamente si é trasferita nella Chiesa di Santa Maria della Sanità in Via Durini. Dal 2005 la comunità viene accolta nell’Oratorio dei Salesiani presso l’Istituto San Ambrogio in Via Copernico. In occasione della consueta S. Messa mensile, domenica  3 Marzo 2019, la comunità dedicherà la celebrazione al settantesimo anniversario delle Sante Messe celebrate in lingua ungherese in questa città. Per questo evento è stato invitato a presiedere l’Eucaristia Mons. Ferenc Cserháti, Vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Esztergom-Budapest e Vescovo incaricato dalla Conferenza Episcopale Ungherese per la pastorale degli ungheresi all’estero. Alla celebrazione saranno presenti fedeli di altre comunità ungheresi che vivono in Italia, da Torino a Palermo, invitati dal coordinatore nazionale degli ungheresi in Italia Mons. László Németh.
 

Mons. Russo: accompagnare delle scelte di libertà significa guardare alle donne e agli uomini con le loro storie

Roma – “Accompagnare scelte di libertà è un lavoro complesso. Richiede, anche da parte nostra, la capacità di lavorare in modo ampio e non settoriale, l’unico efficace nella prospettiva di una cura e di uno sviluppo della persona umana nelle sue diverse dimensioni”. E’ quanto ha detto questa mattina Mons. Stefano Russo, Segretario generale della CEI, aprendo i lavori del convegno “Operatori dell’Accoglienza” promosso da Fondazione Missio, Fondazione Migrantes, Apostolato del Mare e Caritas Italiana per fare il punto sulla campagna “Liberi di partire, Liberi di restare” che mette a disposizione 30 milioni di euro derivanti dall’8Xmille per finanziare progetti a favore dei migranti, specialmente bambini e donne. Finora sono stati 74 i progetti finanziati dalla campagna a due anni dall’avvio di questa iniziativa straordinaria della CEI.
Il presule ha sostenuto la necessità di valorizzare la cooperazione tra i vari uffici della CEI “coinvolti ciascuno con il proprio specifico contributo. Tale collaborazione è veramente un segno visibile dell’unità del corpo ecclesiale nell’offrire una risposta matura, efficace e diffusa ai problemi che scuotono la nostra società”.
Per Mons. Russo già il titolo della campagna ‘Liberi di partire, liberi di restare’ in un credente “sollecita corde estremamente profonde: la libertà non è arbitrio, ma disponibilità a seguire un disegno, attraverso il quale realizzare la propria vocazione. Il riferirsi alla ‘libertà di partire o di restare’ – ha detto - impone dunque già in prima battuta un rispetto profondissimo: il rispetto che si deve a chi cerca di realizzare quello che per un credente si può scorgere nella filigrana di una narrazione provvidenziale. Questo rispetto diventa ancora più prezioso quando lo si deve a storie fatte di relazioni, sofferenza e lacerazioni”.
“Chi fugge da un pericolo incombente, da una situazione che percepisce priva di speranza, oppure spera in tal modo di poter garantire ai propri cari un futuro migliore – ha quindi aggiunto il segretario generale della CEI - merita davvero la nostra considerazione. Sappiamo che il progetto di chi sceglie di migrare o di radicarsi è spesso il frutto di una scelta complessa che non trova certo esclusivamente nella singola persona la propria radice ultima: si tratta invece di un intero contesto, che spesso investe nelle persone più capaci e intraprendenti, quando non semplicemente in quelle che hanno più possibilità di sopravvivere a una traversata, di cui ben si conoscono rischi e difficoltà”.
Di questi percorsi sono spesso protagonisti coloro che sono più “capaci di futuro”: i giovani, spesso i minori, che sono stati posti al centro di “tante iniziative nate dalla nostra campagna. Ugualmente complesse sono le scelte di chi sceglie di restare nella propria terra, pur in mezzo a mille difficoltà e fatiche. Anche qui – ha spiegato Mons. Russo -  l’impegno a sostenere progetti di sviluppo e di cooperazione diventa un gesto vitale, un dovere rispetto al quale non possiamo mai presumere di aver fatto abbastanza”.
Per Mons. Russo se il richiamo alla verità e alla giustizia “ci ricorda la necessità di una costante attenzione alle cause dei fenomeni, la parola ‘amore’ e la parola ‘libertà’ ci segnalano il segno della gratuità di una prossimità e di un’azione, che si traduce nell’aver cura, nell’accompagnare e nel sostenere le scelte delle persone. Su questa strada si pongono anche le basi di una convivenza basata sul rispetto per la dignità di ogni persona. Potremmo dire che è proprio su questo che si fonda il sentimento stesso di maggiore ‘sicurezza’ che in tanti oggi legittimamente ricercano: lavorare per il rispetto della libertà di tutti, è lavorare per una società più sicura, basata sui diritti e sulle responsabilità di ciascuno”. Quindi accompagnare delle scelte di libertà significa “guardare alle donne e agli uomini del ‘qui ed ora’, alle loro storie, alle loro ricchezze e povertà per aiutarli a ridiventare ‘soggetti’ responsabili, protagonisti di una più profonda valorizzazione della loro umanità. Siamo spesso abituati a sentire descrivere i migranti come ‘oggetti’ di accoglienza o di rifiuto: la parola ‘libertà’ ci offre uno sguardo diverso, lo sguardo stesso con cui Gesù nel Vangelo pone i poveri al centro della storia: non più giudicati, valutati, misurati; ma ascoltati, accettati, accompagnati”. (Raffaele Iaria)
 

Senegal: l’8xmille “a scuola” per costruire la pace

Roma - A Kaolack, 190 chilometri a sud-est della capitale Dakar, l’istruzione è ancora una sfida. Ma una scuola parla sempre di futuro. Ha ricevuto fondi 8xmille per 105 mila euro la materna ed elementare delle Figlie di Nostra Signora del Sacro Cuore, a Kaolack: 500 scolari in una delle regioni più popolate del Senegal.
Una risorsa in un Paese dove le materne sono rare e la scuola primaria è frequentata solo da 3 bambini su 4 (dati Banca mondiale). All’avvio di ogni anno scolastico le classi sono per metà vuote: servono appelli dei leader religiosi perché le famiglie accompagnino regolarmente i bambini in classe e non esiste un sistema di supplenti. Senza insegnante, gli alunni tornano a casa.
La frequenza alle medie, a cui si accede con un esame, crolla al 20%. Numeri da brivido nel Senegal di oggi, dove l’età media dei 16 milioni di cittadini è 22 anni e i giovani sono l’80%. Il tasso di alfabetizzazione è fermo al 60% tra i maschi under 24, e al 50% per le coetanee (fonte Onu).
Nel Paese per il 92% musulmano, è diffusa l’istruzione informale delle madrasse, le scuole coraniche dove si imparano a memoria le sure in arabo. I cattolici sono meno del 5%, e meno dell’1% a Kaolack, dov’è la scuola: 19mila cristiani su 2milioni di abitanti. Ma grazie ai fondi delle Chiese dall’estero sono nate scuole aperte a tutti, che spiccano anche per i risultati degli allievi.
Oltre l’80% degli iscritti supera gli esami, a fronte di una media nazionale del 35%. “Aiutiamo i giovani a prendere in mano la loro vita. È una pedagogia della fiducia, che fa superare gli ostacoli, perché le cose possono cambiare” spiegano le insegnanti di Kaolack.
 
 

USA: riunione di emergenza dei Vescovi di confine sui recenti sviluppi delle migrazioni nella regione

Texas - I Vescovi delle diocesi di confine degli Stati Uniti e del Messico, insieme ai rappresentanti di vari gruppi cattolici impegnati per la giustizia sociale, si riuniscono a El Paso, in Texas, da oggi al 27 febbraio, per un incontro di emergenza sui recenti sviluppi del fenomeno dell'immigrazione nella regione. Sarà presente, riferisce l’agenzia Fides,  anche padre Robert Stark, della sezione migranti e rifugiati del Dicastero vaticano per lo Sviluppo Umano Integrale. Sono almeno 14 i Vescovi attesi, tra cui quelli delle diocesi di Brownsville e El Paso, in Texas, della diocesi di Las Cruces, New Mexico, e dell'arcidiocesi di San Antonio, oltre ai rappresentanti della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti (USCCB) e di diverse organizzazioni di credenti che lavorano per la giustizia sociale. L’incontro prevede anche un evento pubblico aperto a persone di tutte le fedi, con la benedizione del deserto, un luogo in cui molti migranti sono morti o hanno affrontato pericoli che in seguito li hanno portati alla morte.
 

Vaticano: ad ottobre Sinodo dei Vescovi per la Regione Panamazzonica

Città del Vaticano - “Amazzonia: nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale”. Questo il tema dell’Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per la Regione Panamazzonica che si svolgerà dal 6 al 27 ottobre prossimo.
L’assemblea - riferisce oggi la Sala Stampa della Santa Sede - è stata convocata da Papa Francesco. (R.I.)
 

Exodus: mercoledì “Mediterrana, onde sonore” al Caravita di Roma

Roma -  “Mediterranea, onde sonore”. E’ questo il titolo dello spettacolo che si svolgerà presso la Chiesa di San Francesco Saverio del Caravita mercoledì 27 febbraio alle ore 20.
E’ il primo appuntamento dei "Mercoledì di Exodus", un ciclo di opere pittoriche di Safet Zec ispirate al tema delle migrazioni promosso e sostenuto dalla Fondazione Migrantes, dalla Caritas Italiana, dalla Caritas di Roma, con il patrocinio del Centro Astalli e realizzato dall’Associazione A.M.I.C.I. con la collaborazione di Agite – Agenzia per la Globalizzazione delle Imprese dei Territori. “Mediterranea, onde sonore” è un viaggio armonico scritto da donne per raccontare l’anima di un femminile che attraverso il Mediterraneo ha saputo abbattere i confini della diffidenza tra le culture. Lo spettacolo è stato concepito come un viaggio che parte da alcune figure del Mito che emergono dal passato per approdare nel Mediterraneo attuale attraversato dai dolorosi percorsi della speranza con i quali si tenta di abbattere i confini che dividono le diverse culture.
 

“Liberi di partire, liberi di restare”: domani incontro di verifica

Roma - Continua l’impegno della Chiesa Italiana per l’accoglienza e l’integrazione di quanti sono costretti a fuggire dalla propria terra come pure di quelli che si trovano nei Paesi di origine e di transito, espresso anche nella Campagna “Liberi di partire, Liberi di restare” che mette a disposizione 30 milioni di euro derivanti dall’8Xmille per finanziare progetti a favore dei migranti, specialmente bambini e donne.
A due anni dall’avvio di questa iniziativa straordinaria della Cei, il Tavolo migrazioni – composto da Servizio Nazionale per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo, Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, Missio e Apostolato del mare – organizza l’incontro “Operatori dell’accoglienza” al quale prenderanno parte i referenti delle diocesi e delle associazioni che stanno realizzando percorsi di inclusione e promozione umana ed alcuni destinatari di tali progetti.
La Giornata di verifica, in programma domani, martedì 26 febbraio, sarà aperta alle ore 10 da una riflessione di mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei. Interverranno i direttori degli uffici Cei coinvolti nella Campagna.
 

Migrantes: a Seveso il convegno “Tessitori di comunità”

Milano - Individuare l’orizzonte di Chiesa che deve orientare il lavoro dei prossimi anni: questo l’obiettivo del convegno nazionale della Fondazione Migrantes che si svolgerà al Centro pastorale ambrosiano di Seveso (MB) dal 24 al 26 aprile, sul tema «Tessitori di comunità. Colori diversi per un’unica tenda», al quale sono invitati i direttori Migrantes e i loro collaboratori, i missionari con gli italiani residenti all’estero e i cappellani degli stranieri in Italia.
«Una occasione unica di confronto fra noi alla quale non possiamo mancare», sottolinea il direttore di Migrantes don Giovanni De Robertis nella lettera d’invito, nella quale specifica anche i temi al centro della riflessione: comunità e parrocchia; rapporto con i cattolici di differente rito/tradizione; dialogo ecumenico; dialogo interreligioso; confronto con il fenomeno dei movimenti pentecostali; rapporto con la società civile; vita consacrata; famiglia, giovani e anziani.
Per partecipare occorre iscriversi a http://iniziative.chiesacattolica.it/Convegnoseveso entro e non oltre il 28 febbraio.
 

Torino: questa sera Requiem per i migranti

Torino - D’all'inizio del 2018 al 28 novembre scorso secondo l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) sono morti nelle acque del Mediterraneo 2.133 persone. Vite spezzate alla ricerca di pace, di cibo, di dignità; vite affondate nel mare che «così bello», ricordava Papa Francesco, «è diventato una tomba per uomini, donne e bambini che cercavano solo di sfuggire alle condizioni disumane delle loro terre».
Per loro, in memoria di queste «vittime del mare» da tutta Italia, nel Duomo di Torino lunedì 25 febbraio alle 21 si riuniranno un’ottantina di voci dei più importanti cori dei teatri del nostro Paese, per dare vita ad un «Requiem del Mediterraneo».
Un’iniziativa organizzata dal Comitato Nazionale delle Fondazioni Lirico Sinfoniche, dal Cine Teatro Baretti con la Pastorale Migranti diocesana (Ufficio Migrantes, la Cigil Torino ed Emergency).
Ci saranno voci dei cori dell’Arena di Verona, del Comunale di Bologna, della Fenice di Venezia, del Lirico di Cagliari, del Maggio Musicale Fiorentino, dell’Opera di Roma, del Regio di Torino e del Santa Cecilia di Roma. Sarà eseguito il Requiem in re minore opera 48, versione per coro e pianoforte di Gabriel Faurè, sotto la direzione di Fabio Biondi, con Valentina Escobar, voce bianca, Roberto De Candia Baritono e Carlo Caputo al pianoforte.
«Un’iniziativa», spiegano dalla Migrantes diocesana della diocesi, «per dare un segnale di attenzione ad una tragedia ormai quotidiana.
Ed è stato un segno straordinario vedere come da tutta Italia i coristi si siano offerti di partecipare a loro spese per esprimere con la loro arte il dolore per queste persone, per dare una testimonianza sociale e civile di attenzione al dramma delle migrazioni, al volto sofferente di tanta umanità». Così il Duomo accoglierà il canto di un Requiem, quale quello di Faurè, «scelto», proseguono, «perché patrimonio comune dei cori, come dovrebbe essere patrimonio comune il dolore per le vittime del Mediterraneo».
La musica, come memoria e grido di dolore, ma non solo, durante la serata ad alimentare la riflessione anche la lettura
di brani a cura di Davide Livermore e del Teatro Baretti; l’ingresso è libero ma si raccoglieranno offerte che saranno devolute a Emergency. (Federica Bello)
 

Milano: il Sinodo Minore “Chiesa dalla genti” in un libro

Milano - Inaugura la collana «Documenti» del Centro ambrosiano il libro, a cura della Diocesi di Milano, Chiesa dalle genti: responsabilità e prospettive. Orientamenti e norme (80 pagine, 5 euro). Il Sinodo minore, avente la finalità di aggiornare il capitolo XIV del Sinodo diocesano 47°, era stato indetto il 27 novembre 2017. L’esito del percorso sinodale è sfociato nel documento intitolato Chiesa dalle genti, responsabilità e prospettive. Linee diocesane per la pastorale, approvato nell’assemblea sinodale del 3 novembre 2018. L’atto conclusivo è stato affidato all’arcivescovo che ha approvato i seguenti documenti: il decreto di promulgazione; la lettera introduttiva Ti mostrerò la promessa sposa, la sposa dell’agnello; la presentazione Le ragioni di un Sinodo; gli Orientamenti e norme (Costituzioni sinodali).
Leggendo questi testi, contenuti nel libretto, le comunità cristiane della Chiesa ambrosiana saranno
aiutate a conoscere e approfondire i documenti approvati.
La Consulta diocesana per la Chiesa dalle genti, di prossima costituzione, avrà poi il compito di favorire la recezione del Sinodo minore presso l’intera Chiesa ambrosiana, suggerendo i passi più opportuni da compiere per dare attuazione ai nuovi indirizzi pastorali.
 

Mons. Castellucci: “Vivere sciogliendo le paure”

Modena - “Credo che occasioni come questa ci aiutino a ‘sciogliere le paure’: riusciamo a stare insieme e a riflettere senza “tirarci addosso delle pietre” e questo non è scontato”, così l’arcivescovo di Modena-Nonantola mons. Erio Castellucci ha commentato il primo appuntamento dell’itinerario Dalla paura all’incontro, organizzato dalla Pastorale sociale, dal Servizio di animazione missionaria e dalle sigle dell’associazionismo cattolico, alla luce dei verbi «accogliere», «proteggere», «promuovere », «integrare».
L’evento ha avuto luogo nella chiesa della Madonna Pellegrina. La vasta aula liturgica ha accolto circa 500 persone di tutte le età. La serata è stata introdotta dal vicario per la Pastorale sociale, don Matteo Cavani, che ha sottolineato come «questo tema riguarda tutti, perché siamo tutti migranti nel cammino della vita». L’intervento dell’arcivescovo è stato preceduto da un’animazione teatrale, con alcuni giovani che, il volto coperto da una maschera anonima e una valigia in mano, hanno rappresentato la paura che proviamo per l’altro, finché la distanza non cede il passo all’incontro e al dialogo.
«Le emozioni che ci ha offerto questo inizio artistico ci aiutano a dire qualche parola sul tema “accoglienza” – ha esordio Castellucci. – Paradossalmente, “accoglienza” è una parola che oggi divide, mentre dovrebbe unire. Purtroppo, è una delle prove di ciò che san Paolo chiama “mistero di iniquità” (2 Ts 2,7): ciò che dovrebbe unire, divide». L’arcivescovo ha proseguito: «Le parole sono come pietre: possono costruire ponti, per legare, ma possono anche essere usate contro, per distruggere. Se la parola “accoglienza” ci divide, è segno che dobbiamo andare più in profondità: nel Vangelo è la profondità delle relazioni». La difficoltà ad accogliere deriva anche da problemi di percezione, come ha sottolineato una recente ricerca dell’Istituto Cattaneo. «Per “accoglienza”, la Chiesa non intende una sorta di benvenuto disimpegnato. Il primo passo per superare la paura e passare all’accoglienza è una buona informazione – ha affermato Castellucci – Sui 260 milioni di migranti nel mondo attuale, si calcola che 22 milioni (circa l’8%) siano i rifugiati che fuggono da conflitti. In Italia, la popolazione che viene dall’estero è pari a circa l’8,3%. I musulmani sono una parte minoritaria, circa il 2,5% della popolazione». A proposito  della frase: «aiutiamoli a casa loro», poi, le cifre dicono che gli immigrati sono i primi ad «aiutarsi a casa loro», grazie a circa 5 miliardi all’anno di rimesse. Ma il punto centrale, nell’intervento di Castellucci, non ha riguardato i numeri, bensì i volti. «Noi cristiani dobbiamo dare spazio ai volti. I volti sono le esperienze di accoglienza che possono contrastare le esperienze di rifiuto», ha detto. Dare spazio ai volti, alle persone, può aiutare i cattolici a superare gli steccati che li stanno dividendo. «Uno dei difetti maggiori dei cattolici in Italia è questo: dividersi sulla dignità della persona. Sono riusciti a dividerci sulla vita umana. La vita nascente, la vita indigente, la vita migrante, la vita morente – ha concluso l’arcivescovo – . Ma la vita umana vale più degli aggettivi che potremmo attribuirle: è l’amore per la vita che ci sostiene e che fa partire la vera accoglienza».
Il prossimo appuntamento della rassegna, Promuovere, sarà domani, martedì 26 febbraio, alle 20.45 a San Paolo, con don Giovanni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes. (Francesco Gherardi – Nostro Tempo)
 

Francescani di Assisi su caso della scuola di Foligno

Assisi - “Episodi anacronistici fuori dal tempo, fuori dalla storia, fuori dall'umanità. In merito a quanto successo nella scuola di Foligno auspichiamo si faccia chiarezza e se fosse confermato quanto accaduto”. Lo ha detto il Custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti dopo l’episodio che avrebbe fatto voltare dal maestro verso la finestra dicendo agli altri bimbi che era “troppo brutto per essere guardato in viso”.
Il superiore dei francescani chiede che “chi ha responsabilità prenda seri e significativi provvedimenti. Qualsiasi forma di xenofobia va condannata e perseguita". Il direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, Padre Enzo Fortunato, ricorda anche che "la città di Foligno ci ricorda uno dei gesti più inclusivi della vita di Francesco quando vendette tutto per dare dignità all'uomo".​
 
 

Rete legale migranti oggi la presentazione dei dati 2018

Roma - La Rete legale migranti in transito di Roma – composta da A buon diritto onlus, Baobab Experience, Consiglio Italiano per i Rifugiati (Cir), Radicali Roma – presenta oggi, alle ore 13, a Piazzale Spadolini a Roma, il risultato di un anno di attività di tutela di cittadini stranieri richiedenti asilo, beneficiari di protezione, transitanti, presi in carico nel 2018. “Abbiamo dato assistenza a 342 persone per la ricerca di soluzioni concrete di accoglienza e protezione – spiega in una nota diffusa oggi il Cir – , tra cui oltre il 28% richiedenti asilo, alcuni con un riconoscimento di protezione internazionale a cui non sono seguite adeguate misure di integrazione (11%) e oltre il 10% di persone con protezione umanitaria per le quali ora si apre un destino più che mai incerto”.
 
 
 

Accoglienza e inclusione di migranti: se ne parla questa sera a Gallarate

Varese - Accoglienza e inclusione di migranti e profughi: quali linguaggi e quali narrazioni? Come dialogare nella polis per condividere idee e progetti concreti?
Questi temi saranno al centro stasera di un incontro, all’interno della XV edizione di “Filosofarti” a Gallarate, un festiva promosso dal Centro Culturale del Teatro delle Arti.  Ad intervenire, questa sera, il Direttore generale della Fondazione Migrantes, don Giovanni De Robertis e Mons. Franco Agnesi, Vicario generale della diocesi di Milano e delegato Migrantes della Conferenza Episcopale Lombarda.
La sfida del festival è quella – spiegano i promotori - di permettere a tutti di confrontarsi con la riflessione filosofica e di farlo attraverso modalità interattive e innovative. Il programma, fino all’8 marzo con appuntamenti in diverse località della provincia di Varese -  alterna lezioni magistrali a esperienze laboratoriali, concerti, incontri con gli autori, concerti, mostre d’arte, cineforum e rappresentazioni teatrali. Il territorio è coinvolto in “un grande progetto culturale che porta la filosofia alla gente, senza deludere le aspettative degli specialisti”.​
 
 
 

Cittadinanza onoraria a 13 migranti minorenni

Salerno - La cittadinanza onoraria e la copia della Costituzione a 13 migranti minorenni ospiti dello Sprar cittadino. È l’iniziativa che il Comune di Ceraso, in provincia di Salerno, ha voluto come forma di protesta contro il decreto sicurezza. «Questa iniziativa è il nostro modo per dire no al decreto – spiega il sindaco Gennaro Maione –. L’esperienza degli Sprar, che noi abbiamo vissuto in prima persona, favorisce la vera integrazione. Così è stato infatti per i venti ospiti diffusi nelle nostre cinque frazioni. Il provvedimento del governo colpisce proprio il sistema che si è dimostrato virtuoso e potenzia paradossalmente i centri, cioè l’anello debole dell’accoglienza. Sembra quasi fatto apposta per potersi presentare agli italiani e dire che nell’accoglienza tutto va a rotoli». (A. Av. - Avvenire)​
 

Milano: al via il primo festival di cinema e intercultura per le scuole

Milano - Il cinema di Africa, Asia e America Latina entra nelle scuole lombarde. Dal 25 al 30 marzo a Milano va in scena il MiWorld Young Film Festival-MiWY, il primo e unico festival di cinema per le scuole in Italia interamente dedicato alla conoscenza delle cinematografie e delle culture altre e all'educazione interculturale. 
Sei giorni, 13 film, 2500 studenti, 250 docenti, 3 giurie speciali, 4 premi, 1 corso di formazione e 1 seminario internazionale, il MiWY è un progetto dell'Associazione COE, realizzato nell'ambito del piano nazionale Cinema e Scuola promosso dal MIBAC e dal MIUR, in partnership con Fondazione ISMU. 
Nato come evoluzione e potenziamento delle attività educative e didattiche dell'Associazione COE all’interno dello storico Festival del Cinema Africano, d'Asia e America Latina - FESCAAAL, il MiWY è un vero e proprio festival nel festival interamente dedicato al mondo della scuola. La prima edizione del MiWorld Young Film Festival, che si terrà nella cornice del 29° FESCAAAL (in programma dal 23 al 31 marzo), darà l’opportunità ad oltre 2500 studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado della Lombardia di partecipare a proiezioni gratuite, di scoprire la bellezza di altre narrazioni filmiche e altri modi del narrare, di incontrare e dialogare con registi e ospiti internazionali. MiWY propone anche un'offerta formativa per i docenti sull'utilizzo del cinema nella didattica interculturale e delle sue applicazioni attraverso le tecnologie digitali.
 

Save the Children: più di 2.500 bambini stranieri nei campi di sfollati nel nord-est della Siria

Roma - Più di 2.500 bambini originari di oltre 30 Paesi, tra cui 38 minori non accompagnati, vivono attualmente all’interno di tre campi di sfollati nel nord-est della Siria. Questi minori, provenienti da famiglie con legami presunti o reali con l’Isis, sono al momento separati dal resto della popolazione dei campi con il rischio di vedere negato il loro accesso agli aiuti e ai servizi essenziali. La maggior parte di loro vive con le proprie madri, mentre i bambini non accompagnati sono temporaneamente accuditi da altri adulti di riferimento. È quanto rivela oggi Save the Children, l’Organizzazione che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio, che invita la comunità internazionale a mettere in atto le misure necessarie per garantire la sicurezza di tutti i minori.
 

“Welcoming Europe. Per un’Europa che accoglie”: oltre 65mila le firme raccolte

Roma - Oltre 65mila firme sono state raccolte in Italia per “Welcoming Europe. Per un’Europa che accoglie”, l’iniziativa dei cittadini europei rivolta alla Commissione Ue per cambiare alcune norme in materia di tutela dei diritti e migrazioni e chiedere di rafforzare i corridoi umanitari per i rifugiati, decriminalizzare gli atti di solidarietà, tutelare le vittime di abusi alle frontiere. Ben 37.700 sono state le adesioni raccolte attraverso una piattaforma on-line e circa 27.500 su moduli cartacei nelle centinaia di banchetti promossi in tutta Italia grazie all’impegno e al coinvolgimento di oltre 140 organizzazioni.