Tavolo asilo: sono 90 le persone trattenute a Gjader, mai così tante dall’apertura, nonostante i rinvii alla Corte di giustizia Ue

24 Febbraio 2026 – Il 23 e 24 febbraio una delegazione del Tavolo asilo e immigrazione (Tai) ha effettuato un nuovo accesso al centro di Gjader. “Quanto emerso – si legge in comunicato stampa del Tavolo – accerta uno scenario grave e per molti versi paradossale: nonostante i due rinvii pregiudiziali pendenti davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea – il secondo dei quali sulla firma del protocollo stesso – il governo non solo non sospende i trattenimenti, ma aumenta in modo significativo i trasferimenti forzati dai CPR italiani verso l’Albania”.

Alla luce delle informazioni raccolte, il Tai chiede al governo “la sospensione immediata di tutti i trasferimenti verso il CPR di Gjader” e sollecita di nuovo “la chiusura del centro, struttura che continua a operare fuori dal perimetro del diritto, in un quadro di radicale contrasto con i principi fondamentali”.

Questo anche alla luce del fatto che, come si legge nel comunicato, “la maggior parte delle persone trasferite in Albania è stata poi riportata in Italia” e che “i rimpatri effettivamente eseguiti sono stati pochi”.

Tra le persone trattenute, sono state individuate in particolare alcune situazioni particolarmente anomale,  come la presenza di “una persona che si trovava nel CPR di Bari e che è stato il primo soccorritore del 25enne Simo Said, deceduto il 12 febbraio all’interno del CPR pugliese”; e “di una persona proveniente dall’Iran, nonostante l’attuale clima politico del Paese renda di fatto impossibile il rimpatrio”.

Colpisce inoltre, si legge nel comunicato “la presenza di moltissime persone che avevano un lavoro regolare in Italia, lo hanno perso e, a seguito di ciò, hanno perso anche il permesso di soggiorno: persone inserite nel tessuto sociale e lavorativo, poi trasferite coattivamente in Albania”.

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