26 Gennaio 2026 – “Il volto e la voce sono tratti unici, distintivi, di ogni persona; manifestano la propria irripetibile identità e sono l’elemento costitutivo di ogni incontro”. Principia così il Messaggio di papa Leone XIV per la LX Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, dal titolo Custodire voci e volti umani. “Volto e voce sono sacri”, continua il Papa, che conclude il suo Messaggio esprimendo il “bisogno che il volto e la voce tornino a dire la persona” in un’epoca in cui l’innovazione tecnologica “antropomorfizzata” ci pone di fronte a grandi possibilità, ma anche a sfide e preoccupazioni.
Il Messaggio è, infatti, completamente dedicato a una riflessione approfondita sulla sfida “antropologica” e non tecnologica posta dalle cosiddette Intelligenze artificiali (IA). Senza sminuire le potenzialità dell’innovazione, “la questione che ci sta a cuore” – scrive Leone XIV – “non è cosa riesce o riuscirà a fare la macchina, ma cosa possiamo e potremo fare noi, crescendo in umanità e conoscenza, con un uso sapiente di strumenti così potenti a nostro servizio”.
Tale uso sapiente è indispensabile “affinché questi strumenti possano veramente essere da noi integrati come alleati”, un’alleanza che per il Papa “ha bisogno di fondarsi su tre pilastri: responsabilità, cooperazione e educazione“.
In particolare, sul tema dell’educazione, che è al centro della missione della Fondazione Migrantes sui temi della mobilità umana, il Pontefice ricorda che essa serve “ad aumentare le nostre capacità personali di riflettere criticamente, a valutare l’attendibilità delle fonti e i possibili interessi che stanno dietro alla selezione delle informazioni che ci raggiungono, a comprendere i meccanismi psicologici che attivano, a permettere alle nostre famiglie, comunità e associazioni di elaborare criteri pratici per una più sana e responsabile cultura della comunicazione”.
Come sappiamo questo è un nodo essenziale anche nella comunicazione che riguarda le persone migranti, persone cui è urgente, anche da parte di chi desidera farsi loro accanto e sostenerne i diritti, ridare un volto e una voce.
Come, infatti, aveva suggerito l’editoriale del numero speciale di Migranti Press per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, – a firma del direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo – “spesso diamo molto – troppo? – più spazio a quello che facciamo e diciamo ‘noi per loro’, invece che direttamente alla voce, alla testimonianza e allo sguardo sulla realtà dei migranti e dei rifugiati, anche nelle nostre comunità”.



