Tag: Giorno della memoria

Giorno della memoria, Fondazione Migrantes: «In un mondo che corre indifferente, rom e sinti insegnano a non consumare il tempo»

26 Gennaio 2026 - «In un mondo che corre indifferente, che divora il tempo e consuma tutto – anche le tragedie umane e le proprie responsabilità su di esse –, fermarsi, far memoria, fare il punto di una storia è diventato una scelta radicale, di resistenza». Così mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, riflette sul significato particolare che quest’anno assume il “Giorno della memoria”, che si celebra il 27 gennaio. L’orrore della Shoah, lo sterminio sistematico del popolo ebraico, e l’uccisione di tutti coloro che si sono opposti al progetto nazista, ha segnato e formato le coscienze di tanti. La Fondazione Migrantes, avendo questo nel cuore, invita a ricordare che l’ideologia che ha concepito quell’orrore – e che usava la paura come esca e la sicurezza fondata sull’odio come orizzonte –, quella valanga di odio ha travolto tanti: persone, gruppi e popoli considerati minacce o scarti della società. Tra questi anche rom e sinti, che sono al centro di particolare cura pastorale da parte della Migrantes. Il loro genocidio è stato denominato Porrajmos, ovvero “divoramento”, e viene ricordato in special modo il 2 agosto di ogni anno. «Trovo importante che nel Giorno della Memoria si ricordino anche la sofferenza, il dolore, le fatiche dei popoli rom e sinti», spiega mons. Felicolo. «Ricordare non può essere solo un momentaneo palliativo della coscienza, ma deve servire ad attualizzare: vedere oggi quanta fragilità e quanto pregiudizio sussistano. Fermarsi e vedere quello che succede oggi serve per superare i pregiudizi e andare avanti: quali problemi possiamo risolvere insieme a rom e sinti? Su quali strade possiamo camminare insieme a loro, prendendoci per mano? Senza pietismo, né assistenzialismo, ma coltivando l’autonomia». Proprio alla rielaborazione e all’attualizzazione della memoria – “La speranza è itinerante. Mio padre e mia madre erano aramei erranti” – è stato dedicato il Convegno nazionale degli operatori della pastorale rom, sinti e caminanti del settembre 2025 a Napoli, che ha tracciato anche il percorso della Fondazione Migrantes in questo ambito per il 2026. «Il cristiano è un uomo in cammino – conclude mons. Felicolo –, ma non consuma tempo e persone: si ferma, si fa accanto, ricorda. Ecco perché fermarsi ogni anno per ricordare. E chi fa memoria del passato ha la possibilità di non ripeterne gli errori».   [caption id="attachment_70710" align="aligncenter" width="1024"]Auschwitz-Birkenau Auschwitz-Birkenau (foto: Flickr/Mariusz Cieszewski)[/caption]

Giornata della memoria, “Sterminate la piaga gitana”: un libro per ricordare il Porajmos

27 Gennaio 2025 - "Quando il 27 gennaio 1945 Auschwitz-Birkenau fu liberato dai soldati dell'Armata Rossa, nello Zigeunerlager - dove migliaia di rom e sinti erano stati assassinati dalla fame, dalle malattie e fatti entrare con violenza nelle docce dove con lo ZiklonB, il gas in cristalli che li avvelenava in massa - di rom e sinti ne sopravvivevano solo 4. Nella notte tra il 2 e il 3 agosto del 1944 erano state, infatti, gasate circa 3.000 persone, tutte quelle che erano rimaste: donne, uomini e bambini". Il 27 gennaio si celebra a livello internazionale la Giornata della Memoria, in ricordo delle vittime dell’Olocausto. È doloroso, ma necessario, ricordare che all’interno dei campi di sterminio, ad andare incontro alla morte furono anche oltre mezzo milione di Rom e sinti. Uomini e donne la cui memoria necessita di essere perpetrata di generazione in generazione. Carla Osella, sociologa e pedagogista, nel suo libro Sterminate la piaga gitana, pubblicato all’interno della collana “Testimonianze ed esperienze delle migrazioni” (Tau Editrice) promossa dalla Fondazione Migrantes, ci ricorda quanto sia fondamentale la conoscenza del passato. L'intolleranza e le discriminazioni che ancora oggi permeano il nostro tessuto sociale nei confronti delle comunità rom e sinti riflettono, almeno in parte, l'ignoranza della loro storia. Le storie raccontate in questo libro sono una rappresentazione romanzata di vite reali vissute da donne e uomini sinti e rom, che l’Autrice ha conosciuto personalmente, durante l’epoca del genocidio - Porajmos (in lingua rom  vuol dire “grande divoramento” o “devastazione”) o Samudaripen (in lingua sinta) - e dei lager nazisti. La loro storia di morte non ha avuto grande risonanza. "La storia ci dice - come ricordò papa Francesco a Blaj, il 2 giugno 2019, durante il suo viaggio apostolico in Romani - che anche i cristiani, anche i cattolici non sono estranei a tanto male. Vorrei chiedere perdono per questo". "Sterminate la piaga gitana"

Giorno della memoria: un progetto contro l’intolleranza promosso da alcuni istituti di Cultura

27 Gennaio 2021 - Roma  - In occasione del Giorno della Memoria domani, giovedì 28 gennaio alle ore 17.30 gli Istituti Italiani di Cultura di Belgrado, Bucarest e Varsavia propongono in collaborazione con la Fondazione CDEC - Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea un evento pubblico di dimensione europea. Verrà presentato per la prima volta il progetto Intolerance Has No Place in the 21st Century che ha ottenuto il finanziamento europeo nel programma Europe for Citizens. Il progetto si propone di contrastare l’intolleranza attraverso l’educazione. Insegnanti provenienti da Italia, Polonia, Romania e Serbia realizzeranno proposte educative offrendo agli studenti gli strumenti per opporsi all’intolleranza