14 Ottobre 2026 - Il contributo dei cittadini stranieri rappresenta una risorsa utile per il tessuto economico e demografico dell'Italia. Questo il quadro del Rapporto 2026 sull’economia dell’Immigrazione della Fondazione Leone Moressa, edito da Il Mulino, presentato il 13 ottobre al Cnel.
Secondo il Rapporto, infatti, la forza lavoro di origine immigrata (2,6 milioni di occupati, pari al 10,7% del totale) genera un valore aggiunto di 197 miliardi di euro, pari al 9,7% della ricchezza nazionale. Il contributo supera la media in settori nevralgici come agricoltura (21,3%), edilizia (18,4%) e ristorazione (14,4%).
Inoltre, gli oltre 5 milioni di contribuenti nati all'estero hanno dichiarato quasi 88 miliardi di redditi, versando 12,6 miliardi di Irpef. Il saldo tra entrate (gettito fiscale e contributivo) e uscite (spesa pubblica per sanità, istruzione, welfare, giustizia e accoglienza) della popolazione straniera residente restituisce un saldo netto positivo di +1,0 miliardi di euro (45 miliardi di entrate contro 44 miliardi di spesa).
Infine, l’imprenditoria migrante non conosce crisi. Sono quasi 796 mila gli imprenditori nati all’estero (10,8% del totale). Nel decennio 2015-2025 sono cresciuti del 21,3%, a fronte di un calo del -5,2% degli imprenditori nati in Italia. A trainare il settore sono le comunità cinese e romena. (fonte: Fondazione Moressa)