Primo Piano

Italiani a Londra: una ricerca del Comites

19 Luglio 2023 - londra - Durante un incontro presso la sede del Consolato Generale d’Italia a Londra sono stati anticipati i primi risultati dello studio dal titolo “Cosa vuol dire essere Italiani nel Regno Unito? Le esperienze delle cosiddette seconde generazioni” che mira a capire come Italiani/e di origine africana, asiatica e latino-americana vivono il loro senso di appartenenza e identità nazionale nel Regno Unito. Lo studio finanziato dalla British Academy e dalla Loughborough University, e patrocinato dal Consolato e dal Comites Londra, risponde alla domanda di come l’idea di nazione cambia col cambiare della popolazione a causa delle migrazioni globali. "In Italia devi sempre avere un nome italiano e una certa fisionomia altrimenti ti guardano strano", dice un'intervistato di origine marocchina. "Mi hanno detto che, anche se sono nata in Italia, non sarò mai italiana perché non ho la cultura italiana, i genitori italiani, non ho la nonna che fa il ragù", aggiunge un'italiana di origine siriana. "In Italia alle elementari e alle medie non mi sono mai sentito italiano. Mi sono sempre sentito, un po', lo straniero anche perché abitavo in una città piccola ed ero l'unico vietnamita cinese. Non sapevano che cos'è il Vietnam e, quindi, dicevano cinese. Non mi sono mai sentito 'italiano italiano' onestamente. C'era sempre questo ostacolo dell'apparenza". Sono alcune delle storie raccontate durante l'incontro al quale hanno preso parte il Console Diego Solinas e Anna Cambiaggi curatrice della presentazione e consigliera del Comites Londra, Marco Antonsich e Kombola Ramadhani Mussa, entrambi della Loughborough University, responsabili del progetto, insieme a Angelo Boccato, Natasha Fernando e Queenia Pereira de Oliveira che hanno contribuito ad arricchire l’evento attraverso le loro testimonianze ed esperienze personali.

Quali ponti costruire nella Chiesa con intelligenza, perizia e affetto

19 Luglio 2023 - Milano - Dal racconto alla riflessione per arrivare alla profezia. Che poi significa narrazione e ascolto, discernimento e, infine, decisione, per dare forma concreta, il più possibile contemporanea, all’annuncio. Il Cammino sinodale della Chiesa in Italia scandisce i suoi tempi avendo chiari gli obiettivi ma senza porre freni alla creatività, senza imbavagliare lo stupore. Sapendo bene che lungo la strada gli ostacoli possono diventare opportunità mentre la rosa cresciuta nel giardino di casa, insieme al regalo dei colori e del profumo, può ferire con le sue spine. Si tratta di essere preparati, di incamminarsi ben coperti per viaggiare sicuri ma pronti anche alle sorprese. Ecco allora il senso delle Linee guide diffuse ieri dalla Cei per la seconda fase del Cammino sinodale, quella “sapienziale”. Non un documento blindato, di decisioni già prese, ma al contrario l’indicazione di un itinerario che tiene conto sia della strada percorsa che di quella da fare. Come nelle staffette quando il terzo centometrista, uscito dalla curva, passa il testimone all’ultimo compagno per un finale a tutta velocità. Il periodo preso in considerazione è il biennio 2023-2024, che si concluderà nel prossimo mese di maggio con l’Assemblea generale della Cei punto di partenza della terza fase, quella “profetica”. Fino ad allora sarà un lavoro di cesello e valorizzazione delle storie e delle esperienze raccolte nel primo “tempo”, caratterizzato dall’ascolto. Oggi la parola chiave è dunque “discernimento”, cioè, banalizzando un po’, capacità di scelta. Non però in modo casuale ma al culmine di un esercizio di riflessione e studio che chiede intelligenza, perizia, volontà e affetto. Alla luce della sapienza biblica, più che mai lampada sul cammino dell’uomo e sintetizzata, nel documento Cei, dall’icona dei discepoli di Emmaus, riferimento anche per il titolo: «Si avvicinò e camminava con loro». Con la fase sapienziale, sottolinea il testo, si apre «la questione decisiva», cioè «come collegare la partenza e la meta», ovvero «quali ponti costruire perché il rinnovamento ecclesiale coltivato nella fase narrativa non rimanga solo un sogno». C‘è infatti più che mai bisogno di realtà, di lettura dei segni dei tempi, di studiare spazi e modi della pro- pria presenza. La domanda di fondo non è «cosa il mondo deve cambiare per avvicinarsi alla Chiesa» ma «cosa la Chiesa deve cambiare per favorire l’incontro del Vangelo con il mondo». Di qui il dovere del cristiano di aprirsi gli altri, di non restare chiuso in una comfort zone tra persone che la pensano tutte come lui ma di scendere nei crocevia della vita ferita, di confrontarsi con i distanti spezzando con loro «il pane della comune umanità». Una sfida difficile, che per essere efficace ha bisogno di avere alle spalle una comunità solida, dove si ha la forza e l’umiltà di ascoltarsi reciprocamente. Altrimenti l’immagine sinodale del “Camminare insieme” resterà una bella cornice intorno a un brutto quadro e la stessa spinta al rinnovamento non sarà altro che un esercizio intellettuale. Perché solo confrontandosi si può operare un cambiamento efficace senza annacquare il messaggio evangelico. Cinque i “macro-temi” individuati come “luoghi” in cui esercitare il discernimento: la missione secondo lo stile della prossimità, il linguaggio e la comunicazione, la formazione alla fede e alla vita, la sinodalità permanente e la corresponsabilità, il cambiamento delle strutture. “Dentro” ci sono le domande che si pongono tutti: sul ruolo delle donne e il protagonismo dei laici, sulle parrocchie senza preti residenti, sull’accoglienza, sulla liturgia da rimodulare. E l’elenco potrebbe essere molto più lungo. Le Linee guida non danno una risposta ma indicano uno stile, quello del discernimento. E un criterio per realizzarlo. Alla base un concetto speciale, anzi un avverbio. Si ragiona e quindi si decide, non uno per tutti o da soli, ma “insieme”. (Riccardo Maccioni)

Londra: “Sì ai migranti in Ruanda”

19 Luglio 2023 - Londra - È arrivata nel porto di Portland, nel Dorset, sulla costa sud inglese, la "Bibby Stockholm", una nave caserma, attrezzata come centro di detenzione per migranti illegali, che dovrebbe ospitare, nei prossimi mesi, almeno 500 richiedenti asilo. Il fatto segue solo di poche ore l'approvazione definitiva della controversa legislazione del governo britannico che prevede la deportazione in Ruanda per gli irregolari che attraversano il canale della Manica su piccole imbarcazioni. Il cosiddetto "Illegal Migration Bill", questo il nome della legge, è stato pensato da premier Rishi Sunak, per scoraggiare gli sbarchi dei "piccoli scafi", gestiti da gang di trafficanti. Sbarchi che hanno raggiunto livelli record nel 2022: 45.755 persone in gran parte passate dalla Francia. Oltre 12mila sono già sbarcati quest'anno, più o meno la stessa cifra raggiunta nel 2022. Si tratta di cifre relativamente limitate, se pensiamo che sono stati oltre 600mila i migranti legali lo scorso anno, ma gli sbarchi sono un grande imbarazzo per un governo conservatore che aveva promesso, durante la campagna per Brexit di blindare i confini del Paese. L'iter del provvedimento si è chiuso nella notte, dopo un lungo ping pong durato settimane, con la Camera dei Lord, che ha cercato, prima, di fermare la legge e, poi, di emendarla in modo drastico. Alla fine i Pari del Regno hanno ceduto e dato l'ok ai Comuni ai quali spetta, in ogni caso, l'ultima parola. Ora non resta che il passaggio, solo formale, del "Royal Assent", l'ultima tappa di ogni iter legislativo, la controfirma del re Carlo III. Il programma, annunciato dall'allora premier britannico Boris Johnson, il 14 aprile 2022, prevede che il Ruanda accolga migliaia di richiedenti asilo in cambio di 120 milioni di sterline, circa 140 milioni di euro, e introduce una serie di restrizioni draconiane al diritto, da parte dei cosiddetti irregolari, di presentare, a posteriori, domanda d'asilo sull'isola e ne facilita l'espulsione verso Paesi Terzi. Ad opporsi alla legislazione sono state la Chiesa cattolica d'Inghilterra e Galles, la Chiesa d'Inghilterra e le più importanti Ong umani-tarie, oltre alle Nazioni Unite, i laburisti e a una parte dello stesso partito Tory. Secondo tutte queste istituzioni la nuova legge violerebbe i diritti umani di migranti e richiedenti asilo. Fino ad oggi la legge non è mai stata applicata ovvero nessun migrante illegale, giunto nel Regno Unito, è mai stato deportato in Ruanda perché, ogni volta che il governo tentava il trasferimento, i giudici lo fermavano. L'ultimo intervento della magistratura risale alla fine di giugno, quando il Tribunale d'appello britannico, interpellato da una decina di richiedenti asilo, rappresentati dall'associazione "Asylum Aid", ha deciso che l'"Illegal Migration Bill" violava la legislazione sui richiedenti asilo. Il braccio di ferro tra giudici e governo è destinato a continuare. Proprio la scorsa settimana, infatti, l'esecutivo è stato autorizzato a ricorrere alla Corte Suprema contro l'ultima sentenza della Corte d'Appello della fine di giugno. Se è molto contestata la legislazione per la deportazione dei richiedenti asilo in Ruanda, non meno controversa è la nave prigione arrivata, in queste ore, trascinata da un rimorchiatore, sulla costa sud inglese, dopo essere partita dal Falmouth, in Cornovaglia. I primi dei 500 richiedenti asilo ad essere ospitati dovrebbero salire a bordo alla fine di luglio anche se alcune organizzazioni umanitarie hanno espresso riserve sulle condizioni nelle quali saranno ospitati. Downing street ha difeso, fino ad oggi, l'uso di chiatte per ospitare migranti, insistendo che è un'alternativa meno costosa rispetto alle camere di hotel. Mani-festanti, con cartelli con le scritte "Benvenuti rifugiati" e "No alle prigioni galleggianti" si sono radunati al porto di Portland per protestare contro l'arrivo della "Bibby Stockholm". (Silvia Guzzetti - Avvenire)  

Cei: online le linee guida per la fase sapienziale del Cammino sinodale

18 Luglio 2023 - Roma - Uno strumento per accompagnare e orientare il terzo anno del Cammino sinodale delle Chiese in Italia: sono da oggi on line (https://camminosinodale.chiesacattolica.it e www.chiesacattolica.it) le Linee guida per la fase sapienziale nella quale si cercherà di capire come far sì che il rinnovamento ecclesiale, coltivato nella fase narrativa, non rimanga solo un sogno. Il testo, che si intitola “Si avvicinò e camminava con loro” e si compone di tre parti, offre alcune riflessioni suscitate dal racconto di Emmaus – icona scelta per questo anno – e presenta elementi metodologici per valorizzare la grande ricchezza del lavoro finora svolto. Si tratta infatti di proseguire nel percorso avviato, rafforzando l’esercizio del discernimento a partire dai temi e dalle domande proposte nelle Linee guida e indicando decisioni possibili, impegni, aspetti ancora da sviluppare. Il documento evidenzia cinque macro-temi, che raggruppano le istanze raccolte nel biennio dedicato all’ascolto: 1) la missione secondo lo stile di prossimità; 2) il linguaggio e la comunicazione; 3) la formazione alla fede e alla vita; 4) la sinodalità e la corresponsabilità; 5) il cambiamento delle strutture. Ogni macro-tema si articola in alcuni sotto-temi che esplicitano le questioni emerse. Una sola domanda per ciascun tema sollecita la riflessione e chiama le comunità al discernimento. Nelle prossime settimane seguiranno alcune schede operative. “Queste Linee guida, facendo tesoro del biennio narrativo – sottolinea il Consiglio Episcopale Permanente nell’introduzione al documento – gettano un ponte verso la fase profetica, incamminando le Chiese in Italia verso un discernimento operativo che prepari il terreno alle decisioni, necessariamente orientate a un rinnovamento ecclesiale e mai introverse; anche quando l’attenzione è puntata sulla vita interna delle nostre comunità, il pensiero è sempre quello estroverso della missione: rendere più agili alcune dinamiche ecclesiali (dottrinali, pastorali, giuridiche, amministrative) per rendere più efficace l’incontro tra il Vangelo, energia vivificante e perenne, e l’umanità di oggi”. Soprattutto in un tempo in cui “i lavori sinodali si intrecciano con i problemi e i drammi di ciascuno, che sono i problemi e i drammi del mondo: gli strascichi sanitari, economici e sociali della pandemia, il clima di guerra tragicamente ravvivatosi, le crisi ambientali, occupazionali, esistenziali. Un senso di precarietà e di smarrimento avvolge molte persone e famiglie nel nostro Paese”. Il testo – che si arricchisce di alcune infografiche – contiene infine il Cronoprogramma con l’agenda delle tappe e degli appuntamenti che condurranno all’apertura della fase profetica nel maggio 2024.  

Spagna: bimba trovata morta su una spiaggia

18 Luglio 2023 - Madri d - ADRID, 18 LUG -L'agenzia di stampa Efe, citando un comunicato della Guardia Civil, scrive che  era di una bimba migrante di 8 mesi morta insieme ai genitori in un naufragio al largo delle isole Baleari lo scorso marzo il corpicino trovato su una spiaggia di Roda de Berà (Catalogna) una settimana fa.  Stando agli accertamenti condotti dalle autorità spagnole, la piccola e i genitori erano stati fatti salire a bordo di un'imbarcazione di fortuna salpata da Cherchell (Algeria) il 21 marzo 2023. Ma quella barca, su cui c'erano 15 persone, fu inghiottita dal Mediterraneo. I corpi di sette di quei naufraghi sono poi stati recuperati successivamente. La conferma dell'identità della bimba morta è arrivata dopo la messa a confronto del suo Dna con quello dei naufraghi recuperati: tra quei cadaveri, c'era quello di sua madre. .

Giovani del Mediterraneo: concluso il primo incontro

18 Luglio 2023 - Firenze - Si è conclusa domenica 16 luglio al «Villaggio La Vela» di Castiglione della Pescaia (Gr) la prima riunione del Consiglio dei giovani del Mediterraneo, iniziata a Roma l'11 luglio e proseguita poi a Firenze dal 12 al 15. Nell'ultima sessione i 34 giovani, provenienti da 19 Paesi sia dell'Europa, che dell'Africa e dell'Asia, hanno approvato il Regolamento di funzionamento del Consiglio ed hanno eletto il direttivo, che risulta composto da Emile Fakhoury (Libano), Maher Dridi (Tunisia), Aleks Birsa Jogan (Slovenia) e Pilar Shannon Perez Brown (Spagna), che ne è anche coordinatrice. Nei primi giorni di settembre si terrà la prima riunione del direttivo nella quale, insieme alle realtà promotrici, sarà definito il programma di lavoro sulla base delle molte proposte emerse in questi primi giorni di lavoro, articolate su quattro diverse tematiche. La prossima riunione del Consiglio si terrà on line nella prima settimana di ottobre. Particolarmente significativa la celebrazione eucaristica conclusiva nella cappella del Villaggio La Vela, durante la quale sono risuonate le preghiere e le lingue di ognuno dei paesi di provenienza. La Messa è stata presieduta da don Paolo Tarchi, che ha accompagnato quotidianamente sotto il profilo spirituale il gruppo dei giovani delegati. Tutte le giornate di riunione sono state connotate dal grande desiderio di realizzare percorsi concreti, così che il Consiglio dei Giovani del Mediterraneo possa costituire il punto di partenza per un lavoro che possa coinvolgere tutte le comunità del Mare Nostrum, che si troveranno insieme per confrontarsi, progettare, agire nel nome e sulla scia più che mai attuale dell’insegnamento di Giorgio La Pira. In tale contesto è stato ribadito il sostegno e la condivisione di tutte le Conferenze episcopali e dei Sinodi delle Chiese del Mediterraneo, per i quali il Consiglio intende costituire – facendo proprio lo “spirito sinodale” - un prezioso strumento di servizio e di progettazione per nuovi percorsi ecclesiali nella prospettiva anche di dialogo ecumenico e interreligioso. Soddisfazione è stata espressa dagli organizzatori per il clima di amicizia e di fraternità che si è stabilito tra giovani provenienti da culture e tradizioni diverse. Il progetto, «Opera Segno» dell'incontro dei vescovi e dei sindaci del Mediterraneo, tenutosi a Firenze nel febbraio 2022, è stata affidato alla Fondazione Giorgio La Pira, alla Fondazione Giovanni Paolo II, all'Opera per la Gioventù e al Centro Internazionale Studenti. Quattro realtà legate in qualche modo dal nome di La Pira e dalla sua visione del Mediterraneo come «grande lago di Tiberiade». E al Professore hanno reso omaggio i giovani delegati nel pomeriggio di venerdì, raccogliendosi in preghiera davanti alla sua tomba nella basilica di San Marco a Firenze. «C’è la consapevolezza – spiega Patrizia Giunti, presidente della Fondazione La Pira - che l'unione tra i popoli è innanzitutto unione tra i singoli e che la pace tra i popoli si costruisce attraverso la pace all'interno della singola comunità. Dunque sono gli incontri personali e individuali a portare frutti, che poi maturano nelle relazioni tra le nazioni. Il dialogo deve partire dal basso. Ecco perché l'idea di questo Consiglio dei giovani mette al centro ragazzi di non più di 30 anni. Con questa scelta vogliamo rivolgerci a coloro che un domani potranno costituire la classe dirigente dei loro Paesi e che dovranno fin da subito aver maturato una consapevolezza: da soli non si risolvono i problemi dell'umanità e soltanto la spinta comune riesce a farci sperare in un futuro che ci affranchi dalla miseria, dalla sofferenza e dalla prospettiva della guerra che sta ritornando ad occupare la nostra quotidianità». Dopo i due giorni a Roma, con il commosso saluto del card. Gualtiero Bassetti, già presidente della Conferenza episcopale italiana e il serrato confronto sulle problematiche del Mediterraneo in Vaticano con mons. Paul Gallagher, Segretario per i rapporti con gli Stati e le organizzazioni internazionali della Santa Sede, i giovani si erano trasferiti a Firenze. Nella mattina di giovedì 13 luglio la solenne cerimonia di insediamento nella prestigiosa cornice del Salone de’ Dugento di Palazzo Vecchio. «Firenze è già una città internazionale ma questo è un progetto nuovo che ha una mission diversa da tutte le altre - ha detto nel suo saluto il Sindaco di Firenze, Dario Nardella -. allargherà ancora di più il confine politico, culturale ed etico di Firenze nel mondo e attrarrà tanti giovani provenienti da diversi paesi». L'arcivescovo di Firenze, il card. Giuseppe Betori, si è richiamato all'immagine di La Pira dei «giovani come le rondini, che annunciano la primavera» e li ha invitati ad «abbattete il muro della diffidenza: oggi di fronte a migliaia di migranti in fuga, molti dei quali perdono la vita in mare, occorre riscoprire il ruolo politico delle nostre città».  Da qui l'invito a unire «le città per unire il mondo». La «Carta di Firenze», approvata dal Convegno dei vescovi e dei sindaci del Mediterraneo del febbraio 2022 è stata al centro del discorso di mons. Giuseppe Baturi, segretario generale della Cei. Prima di tutto il riconoscimento della diversità come patrimonio condiviso per tutta l’umanità: «La sfida è che la diversità delle culture e delle storie possa essere motivo di ricchezza, di incontro e non di estraneità – ha ricordato mons. Baturi –. La pace nel Mediterraneo avrà effetto in tutte le parti del mondo». Poi, la domanda rivolta ai giovani: «Sapremo sviluppare valori per i quali queste civiltà del Mediterraneo potranno incontrarsi? Dipende da noi e, un po’, dipende anche da voi». Le prime sessioni di lavoro del Consiglio si sono tenute presso il Centro Internazionale Studenti «La Pira» di Firenze, dove nel pomeriggio di venerdì i giovani si sono anche confrontati con il prof. Roberto Catalano di IU Sophia sul Dialogo come via alla fraternità tra i popoli, ma soprattutto fra le diverse Chiese cristiane e le diverse religioni, in particolare quelle abramitiche, che sono presenti sulle rive del nostro mare. Tra gli incontri fiorentini, anche la preghiera dei vespri in San Miniato al Monte, guidata da padre Bernardo Gianni, e la serata con i giovani fiorentini, organizzata dalla Pastorale giovanile di Firenze a San Salvatore al Monte alle Croci.

Corridoi umanitari: in arrivo 22 profughi dall’Afghanistan

18 Luglio 2023 - Roma - Arriveranno giovedì 20 luglio, con un volo proveniente da Islamabad, 22 profughi afghani grazie ai Corridoi Umanitari promossi dalla Comunità di Sant’Egidio, d’intesa con i ministeri dell’Interno e degli Esteri. A questo primo gruppo si aggiungeranno, nei prossimi giorni, altre 20 persone. I cittadini afghani, rifugiati in Pakistan dall’agosto 2021, hanno trascorso quasi due anni in condizioni "gravemente precarie in un campo profughi informale nel centro di Islamabad. Perché, dopo la caduta di Kabul e la grande mobilitazione iniziale, molti tra gli afghani riusciti a salvarsi rifugiandosi nei paesi confinanti, restano ancora in attesa di reinsediamento", si legge in una nota. Dopo l’arrivo a Fiumicino, i profughi verranno accolti in diverse regioni (Lazio, Liguria, Lombardia) e avviati subito verso l’integrazione, a partire dall’apprendimento della lingua italiana, grazie ai Corridoi Umanitari  che hanno finora consentito l’arrivo in sicurezza di oltre 6.300 rifugiati in Europa (5.400 in Italia), tra cui circa 800 afghani. Questo progetto è realizzato "grazie a una rete di accoglienza diffusa, sostenuta dalla generosità di tanti cittadini italiani, e rappresenta un modello di successo, che coniuga solidarietà e sicurezza".

Milano: a Ferragosto Rock Circus dove il rock si mescola alla magia del circo

18 Luglio 2023 - Milano - Sarà la cornice romantica del Castello Sforzesco ad ospitare “Rock Circus”, un concerto unico nel suo genere in cui la musica rock viene contaminata dalla magia del circo contemporaneo. Lo spettacolo, che animerà il Ferragosto dei milanesi, è realizzato da Paride Orfei insieme al giornalista Sandro Ravagnani, con il supporto di musicisti, in primis Riccardo Marra, e  artisti del tendone. Collocato all’interno della rassegna “Estate al Castello”, nell’ambito del palinsesto “Milano è Viva”, “Rock Circus” occuperà il palco del Cortile delle Armi per celebrare la festa più attesa dell’estate. A cominciare dalle 20.30, Paride Orfei intratterrà il pubblico con uno show composito: impugnerà chitarra e microfono e insieme alla sua band darà voce all’ultimo repertorio musicale, l’album “Storie”, composto da otto brani che raccontano di episodi realmente vissuti in prima persona, con aneddoti e poesie attinenti al mondo dello chapiteau. Durante la serata sarà riproposta anche “Piramide di fuoco”, che diventerà la sigla dello show. Il concerto live del 15 agosto non sarà soltanto note musicali, ma emergerà l’anima circense del frontman. L’esibizione musicale, alternata a racconti personali di Paride Orfei, sarà accompagnata da numeri aerei e a terra e performance di contorsionismo. Tra gli artisti figurano Sneja Nedeva e Cristian Orfei, rispettivamente moglie e figlio di Paride Orfei, a suggellare la narrazione sulla sua vita.

Migrantes Cesena-Sarsina: visita al circo

17 Luglio 2023 - Cesena - La mia città Cesenatico, con connotati turistici balneari, accoglie durante questo periodo estivo, oltre ai numerosi turisti, anche il popolo dei lunaparchisti (2 spazi a loro dedicati distanti tra loro circa un chilometro), nonchè alcuni giostrai singoli sistemati in piazze o piccoli parchi, ed a volte anche la presenza di grandi circhi. Già in passato, in quanto delegato dal Vescovo per la Pastorale Migrantes e spettacolo viaggiante, abbiamo visitato queste persone che ormai da anni offrono i loro servizi per lo svago ed il divertimento di piccoli e grandi. La nostra visita, come sempre ci auguriamo, sia di stimolo per la loro pratica religiosa spesso problematica per le loro particolari modalità di vita quotidiana. Non ci sarà quest’anno, purtroppo il grande circo, ma in compenso abbiamo avuto la presenza del circo “Soluna”. Certo basta cliccare ed è tutto spiegato. Ometto pertanto tutte le descrittive informazioni su chi sono quanti sono di dove sono cosa fanno ecc., per lasciare spazio ad altro. Non, che non siano importanti queste descrizioni, anzi, ma penso che il nostro incontro racchiuda particolari aspetti che a mio avviso non siano puramente marginali. Venerdì pomeriggio (14/7/2023) sono andato a trovarli. Sono ospiti presso l’Associazione Albero della vita nell’area messa a loro disposizione nella frazione di Bagnarola. Tra l’altro attirati dal termine “Albero” in ossequio al loro credo ecologico. Mi sono presentato ai titolari Stefan e Petra ed ho offerto loro una copia del nostro mensile Migranti Press (mese di maggio in cui era riportato un articolo su circo ed Ucraini), molto apprezzato, ma soprattutto per gli articoli riguardanti gli ultimi naufragi di migranti. Digiuni di televisione, cellulari ed altri mezzi tecnologici quella carta stampata rappresentava per Stefan e Petra una fonte informativa di primordine. Sapendoli ecologisti, vegetariani, non hanno avuto difficoltà ad accettare anche un pò di frutta che avevo opportunamente comprato per farne loro dono. Ho chiesto a Stefan se nel loro trentennale “peregrinare” siano stati visitati da altri delegati Migrantes e mi sono reso cnto che ciò avviene poche volte. Tralascio gli altri temi affrontati anche perché sia da parte mia che loro penso debbano restare racchiusi nel nostro particolare e personale ricordo. Ancora una volta la forza delle iniziative di periferia (luoghi da Soluna privilegiati per i loro spettacoli) contribuiscono a sottolineare la straordinaria bellezza della vita vissuta dall’essere umano. In cambio della visita ho ricevuto l’invito al loro spettacolo serale sul tema del cambiamento climatico...anche se questa esperienza di incontro già di per se racchiuda tutto dello “Spettacolo” vero e proprio. Domenica a Ruffio di Cesena, poi a San Mauro Pascoli in un parco, poi a Pennabili ed a passo di cavallo, circa 5 km. all’ora, varcare gli Appennini per raggiungere le Marche, poi…. salutati dalla mia silenziosa benedizione possano soprattutto essere sempre silenziosamente accompagnati dal Signore come sicuramente avrà fatto sino ad ora. E lo spettacolo continua. (Ettore Rossi, diacono delegato Migrantes diocesi Cesena-Sarsina)

Nuovi tragitti e Migrantes, a Latina: “Quanti percorsi!”

17 Luglio 2023 - Latina - Tutto esaurito al Teatro Ponchielli di Latina nei giorni scorsi per la manifestazione finale del progetto "Quanti Percorsi", finanziato dalla fondazione Migrantes e realizzato dall'associazione "Nuovi Tragitti". Emozionanti i racconti dei bambini dell'istituto G. Cena di Latina, guidati dai docenti volontari e dai mediatori culturali di Nuovi Tragitti sotto la supervisione di un educatore sociopedagogico. La rassegna è proseguita con due bambine dell'istituto che hanno declamato due poesie, una in lingua indiana e l'altra in italiano. Presentate anche le modalità operative dell'azione "Tutti in classe", che ha visto protagonista l'istituto del capoluogo guidato dalla dirigente scolastica Annarita Mattarolo. In questo progetto pilota, l'associazione ha elaborato tre interventi attivi in contemporanea. Il primo ha riguardato la mediazione linguistica da parte di un mediatore culturale presente in aula per alcune ore la settimana. Ciò al fine di favorire il rapporto docente-alunno, la didattica nel contesto e agevolare le relazioni tra pari. Il secondo, il sostegno allo studio, che si è svolto in orario pomeridiano negli stessi locali della scuola ed è stato portato avanti da alcuni volontari di “Nuovi Tragitti” tra cui docenti, mediatori culturali, insegnanti di lingua italiana per stranieri, sotto la supervisione di un educatore socio-pedagogico. Il terzo, la mediazione linguistica tra famiglie e docenti. «Tutti in classe, questo il nome dell’azione specifica, ha affrontato il tema dell’integrazione scolastica ed il sostegno allo studio», spiega il presidente di "Nuovi Tragitti" Ivan Andrea Fausti, «una criticità per i tanti ragazzi che frequentano un ciclo di istruzione nel nostro Paese e non conoscono la lingua italiana. Seppur la legge, giustamente, preveda l’inclusione degli allievi nello stesso contesto scolastico dei coetanei, ciò rappresenta spesso un problema relativo alla didattica che si misura con il gap linguistico e all’integrazione nel gruppo classe. Anche il recente arrivo di ragazzi provenienti dall’Ucraina ha reso ancora più urgente la problematica già rilevata e presente sul nostro territorio». «Un'azione, quella di "Tutti in classe", che ha avuto un impatto fortemente positivo non solo in termini di didattica sui bambini stranieri, ma anche a livello sociale sui genitori e i compagni di classe italiani che si sono compattati attorno ai loro coetanei» afferma la vicepreside dell'istituto, Pasqualina Falcone. «Un'esperienza indimenticabile che ci ha dato l'opportunità di metterci in gioco e ricevere più di quanto dato. Abbiamo visto i bambini progredire a tutti i livelli, una sorpresa poi, quanto costruito a livello relazionale con loro e le loro famiglie» commentano Antonella Solazzo e Antonia Rapuano, facendosi portavoce di tutte le docenti volontarie. La serata è proseguita con il monologo di un giovane ventenne che, recitando, ha raccontato la sua storia e la relazione con "Nuovi Tragitti" e con il progetto "Quanti Percorsi", grazie al quale si è avviato verso l'autonomia ed è riuscito ad entrare nel mondo del lavoro a tempo indeterminato. Per finire la rappresentazione dello spettacolo "Come funamboli", realizzato al termine del laboratorio teatrale destinato a giovani dai 18 ai 30 anni sulla tematica della diversità, tenuto con la collaborazione dell'educatore ed attore Christian Mastrillo. "Quanti Percorsi" è stato dunque una fucina di diverse azioni realizzate da "Nuovi Tragitti". Un progetto complesso che ha racchiuso interventi in favore di giovani e famiglie e realizzato da educatori, pedagogisti, docenti volontari e mediatori culturali e all'interno del quale si colloca questa prima esperienza di laboratorio teatrale, lanciata lo scorso anno. Tra le molteplici attività troviamo tirocini formativi, tutoraggio educativo per giovani adulti, avvio all’autonomia, assistenza educativa per nuclei familiari, inserimento lavorativo, formazione continua. Presenti tra gli ospiti, il direttore generale della fondazione Migrantes, Mons. Pierpaolo Felicolo, il Vescovo, mons. Mariano Crociata, i servizi sociali del comune di Latina e diverse realtà istituzionali della rete in cui "Nuovi Tragitti" è collocata.  

Il Presidente della Repubblica e il Segretario di Stato Vaticano al Convegno “Il Codice di Camaldoli”

17 Luglio 2023 - Roma - Sarà il Card. Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, a celebrare domenica 23 luglio la Santa Messa conclusiva del Convegno “Il Codice di Camaldoli”, in programma al Monastero di Camaldoli (Ar). L’evento si aprirà venerdì 21 luglio, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con la prolusione del Card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, e la relazione introduttiva di Tiziano Torresi, dell’Università degli Studi Roma Tre. Promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana, dalla Comunità di Camaldoli, dalla Conferenza Episcopale Toscana, da Camaldoli Cultura e da Toscana Oggi, l’iniziativa intende celebrare - a ottant’anni dall’incontro del luglio 1943 - uno dei documenti più significativi del cattolicesimo italiano del Novecento, presentandone uno studio aggiornato e completo. Obiettivo del Convegno è rileggere il Codice di Camaldoli alla luce della recente storiografia, indagare le sue fonti e i motivi di ispirazione, evidenziare i collegamenti con le dinamiche della teologia e della filosofia del tempo, ripercorrere l’itinerario biografico e intellettuale delle personalità coinvolte nel suo allestimento, ma anche interrogarsi sulla capacità progettuale dei cattolici d’Italia e sul ruolo che essi hanno svolto e possono continuare a svolgere per una matura e consapevole partecipazione alla vita civile e politica del Paese. La sessione mattutina di sabato 22 vedrà gli interventi di Alberto Guasco, dell’Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea – CNR, Angelo Maffeis, Presidente dell’Istituto Paolo VI, Marta Cartabia, dell’Università Bocconi, Alessandro Angelo Persico, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Nel pomeriggio spazio ai contributi di Francesco Bonini, rettore dell’Università Lumsa, Marialuisa Lucia Sergio, dell’Università degli Studi Roma Tre, Daria Gabusi, dell’Università “Giustino Fortunato” di Benevento. L’ultima sessione, domenica 23 luglio, prevede le riflessioni di Sebastiano Nerozzi, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Enrica Chiappero Martinetti, dell’Università degli Studi di Pavia, Paolo Acanfora, dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza. Nella prima giornata verrà inaugurata una mostra fotografica curata da Claudio Ubaldo Cortoni, con documenti storici, molti dei quali provenienti dall’archivio storico di Camaldoli, mentre sabato alle 21 è in programma un Concerto d’organo nella chiesa del Monastero.  

Senegal: presentata una ricerca sulla realtà della migrazione

17 Luglio 2023 - Roma - “La testimonianza di un migrante arrivato in Italia riduce le intenzioni a migrare irregolarmente degli studenti di Dakar”. Nei giorni scorsi  ad Alghero Erminia Florio, ricercatrice presso l’Università Tor Vergata e socia di Sophia Impresa Sociale ha presentato al convegno “Ibeo” dell’Università di Sassari la ricerca “Information Campaigns and Migration Perceptions: Evidence from Senegal” realizzata insieme alla Fondazione Migrantes. L’obiettivo della ricerca è stato quello di valutare quale proposta formativa sia più efficace per informare gli studenti sulla realtà della migrazione e sui rischi della migrazione irregolare. In particolare, lo studio ha comparato la capacità di tre interventi formativi diversi: l’esposizione di dati e informazioni sul tema, il racconto di esperienze di migrazione e la formazione del corpo insegnanti. Infatti, da studi precedenti, emerge che gli studenti senegalesi hanno un’alta propensione a emigrare, ma hanno una conoscenza parziale dei rischi e delle difficoltà legate al viaggio e all’ottenimento dei documenti necessari a vivere in Italia. Lo studio è stato condotto su 1.500 studenti di 10 licei di Dakar, Senegal. A ciascuna classe è stato assegnato casualmente uno dei tre trattamenti ed i risultati sono stati comparati con un gruppo di controllo. Agli studenti sono stati somministrati questionari pre e post trattamento attraverso l’uso di tablet forniti dal team di ricerca. Insieme alla Fondazione Migrantes, sono stati progettati anche dei focus group per approfondire le tematiche chiave come le intenzioni di migrare degli studenti e la loro percezione della situazione lavorativa in Senegal. “Tutti e tre i trattamenti hanno avuto l’effetto di aumentare la conoscenza degli studenti sul fenomeno migratorio. Rispetto però agli incontri in classe, la testimonianza di un migrante ha avuto un impatto maggiore sulle intenzioni degli studenti, riducendo la percentuale di chi sceglierebbe vie irregolari per migrare” commenta la ricercatrice Florio. Dai dati relativi al primo questionario infatti è emerso che oltre due terzi degli studenti ha già considerato l’idea di migrare ed in particolare veda molto alta la probabilità di partire. “Non hanno fiducia nel paese e in loro stessi.” commenta la ricercatrice: "per questo preferiscono rischiare un viaggio irregolare per un lavoro in Europa piuttosto che impegnarsi per diventare imprenditori nel loro paese". I risultati della ricerca concorrono alla definizione della proposta educativa del progetto Educare Senza Confini che Sophia svolge a Dakar con il sostegno della Fondazione Migrantes per combattere le percezioni distorte sulla migrazione dei giovani senegalesi al fine di offrire loro un vero diritto a scegliere se partire o meno. (A.C.)

Continuiamo a seminare

17 Luglio 2023 -
Città del Vaticano - Le braccia spalancate di Papa Pio XII, quasi abbraccio alla folla del quartiere romano di San Lorenzo, dopo il bombardamento: 19 luglio del 1943. È l’immagine evocata da Papa Francesco con le sue parole, nel dopo angelus di domenica, quando parla di tragedie che si ripetono, come oggi in Ucraina, preghiera per un popolo che soffre tanto: “com’è possibile? Abbiamo perso la memoria? Il Signore abbia pietà di noi e liberi la famiglia umana dal flagello della guerra”.
Angelus nel giorno in cui il Vangelo di Matteo ci propone la parabola del seminatore, Gesù come un agricoltore che semina prima ancora di raccoglierei frutti e “bruciare la paglia con un fuoco inestinguibile” come diceva Giovanni Battista. Con una lettura superficiale si potrebbe dire che non tiene conto del terreno in cui cade il seme, un contadino distratto. Ma lui, il Signore, continua a seminare potremmo dire con pazienza e speranza; certo conosce i terreni, e sa che i primi tre, la strada, il terreno sassosi e i rovi, non porteranno alcun frutto, ma continua a seminare con tenacia e fiducia: sono “i sassi della nostra incostanza e le spine dei nostri vizi che possono soffocare la parola, eppure spera – dice Papa Francesco – spera sempre che noi possiamo portare frutto abbondante”. Poi ecco il quarto terreno, il terreno buono che darà frutto anche al di là delle aspettative. Nel linguaggio di Gesù la parabola aveva la funzione di far comprendere facilmente, attraverso immagini e esempi di vita quotidiana, il senso del suo discorso; il suo non era un linguaggio complicato come usavano i dottori della legge del tempo. E la semina – “immagine molto bella” dice il Papa – è utilizzata da Gesù per “descrivere il dono della sua parola”: il seme è piccolo ma “fa crescere piante che portano frutti”. Il Vangelo è “un piccolo libro semplice e alla portata di tutti che produce vita nuova in chi lo accoglie”. Matteo pone in primo piano il seminatore e il seme perché noi siamo il terreno e dipende da noi l’efficacia della semina. Con Isaia, la prima lettura, il legame tra Antico e Nuovo testamento, sappiamo che la pioggia e la neve non ritornano al cielo senza aver irrigato e fatto germogliare la terra, così la parola pronunciata dal Signore non tornerà da lui senza aver prodotto frutti. Anche noi siamo chiamati a seminare continuamente senza stancarci, afferma Francesco. Così, per spiegare meglio il senso delle sue parole, propone alcuni esempi, innanzitutto i genitori: “seminano il bene e la fede nei figli, e sono chiamati a farlo senza scoraggiarsi se a volte questi sembrano non capirli e non apprezzare i loro insegnamenti, o se la mentalità del mondo rema contro”. Il seme buono resta e “attecchirà a tempo opportuno”, per questo non bisogna cedere alla sfiducia e lasciare “i figli in balia delle mode e del cellulare, senza dedicare loro tempo e senza educarli”, altrimenti “il terreno fertile si riempirà di erbacce”. Poi i giovani che “possono seminare il Vangelo nei solchi della quotidianità”, con la preghiera “piccolo seme che non si vede” e che Gesù può far maturare. Ancora il tempo da dedicare agli altri, a chi ha bisogno: “può sembrare perso – ha affermato – e invece è tempo santo, mentre le soddisfazioni apparenti del consumismo e dell’edonismo lasciano le mani vuote”. Infine, lo studio: “è faticoso e non subito appagante, come quando si semina, ma è essenziale per costruire un futuro migliore per tutti”. Una parola, infine, per i “seminatori del Vangelo”, sacerdoti, religiosi e laici impegnati nell’annuncio che “vivono e predicano la Parola di Dio spesso senza registrare successi immediati”. Francesco li ha esortati a non dimenticare che “anche dove sembra non succeda nulla, in realtà lo Spirito Santo è all’opera e il regno di Dio sta già crescendo, attraverso e oltre i nostri sforzi”. Così invita tutti a fare memoria a quando è iniziata la fede in ognuno di noi, forse anni dopo l’incontro un testimone che ha posto la parola di Dio nella nostra vita. Angelus che termina con alcune domande: “getto qualche seme di Vangelo nella vita di tutti i giorni: studio, lavoro, tempo libero? Mi scoraggio o, come Gesù, continuo a seminare, anche se non vedo risultati immediati?”. (Fabio Zavattiaro - Sir)

Mons. Perego: fermare la strage degli innocenti

16 Luglio 2023 -

Roma - Fermare la strage degli innocenti, no ad una Europa che sempre più si incammina sulla strada di Erode. Mons.  Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes, guarda con preoccupazione ai dati diffusi dall’Unicef che denunciano la morte di 289 bambini nel Mediterraneo in soli sei mesi e, in una intervista all’Adnkronos, parla anche della missione che oggi  porterà la premier Meloni a Tunisi con la presidente della Commissione europea e il premier olandese per parlare col presidente Saied: “Spero che gli interessi economici non siano superiori all’attenzione per i volti e le storie di migranti che stanno attraversando il Mediterraneo”. Partendo dai dati Unicef che parlano di 289 bimbi morti nel Mediterraneo in 6 mesi mons. Perego evidenzia che  “questo dato ha due valenze: chi si mette in cammino ha anche il volto del minore, di chi viene accompagnato dalle madri verso una realtà che possa dare un futuro oltre che salvezza. Dall’altra, questa strage degli innocenti , dimostra come ci sia una indifferenza di fronte a questo volto migratorio che è il volto del minore che dovrebbe essere più tutelato e invece viene rifiutato anche nelle nostre democrazie. Tutto questo ci deve fare riflettere se sia giusto proseguire con la politica del muro e del respingimento”. Che attendersi dalla missione a Tunisi nella quale si cercherà l’accordo sul tema dei migranti? “Spero - l’auspicio del presidente della Migrantes e della Commissione Cei per le Migrazioni - che non sia un terzo accordo come quello della Turchia e della Libia, che non riconosca i diritti di chi fugge e arriva in Tunisia per andare verso l’Europa e che ha bisogno di protezione internazionale. Spero che gli interessi economici non siano superiori all’attenzione per i volti e le storie di migranti che stanno attraversando il Mediterraneo. Spero che la solidarietà e la giustizia siano più importanti del profitto e del guadagno”. Mons.  Perego è reduce da un viaggio a Lampedusa nel decennale della visita del Papa: “Porto con me l’immagine della celebrazione della messa richiesta dai 1.400 ragazzi presenti nel campo profughi: l'immagine del futuro dell’Europa che non può ignorare questi volti, i loro segni di tortura, anche sulle gambe per le sigarette spente, le loro ferite al volto, la voglia e il desiderio di costruire il futuro in un contesto diverso. Uno spaccato di giovani che contraddice lo spaccato di un’Europa vecchia che non si accorge che la sua rigenerazione passa attraverso l’accoglienza, non il rifiuto”.

Unicef: 289 i bambini morti nel Mediterraneo nel 2023

14 Luglio 2023 - Roma -  Almeno 289 bambini sono morti o scomparsi quest’anno cercando di attraversare la pericolosa rotta migratoria del Mediterraneo centrale dal Nord Africa all’Europa. Vale a dire circa 11 bambini morti o scomparsi ogni settimana in cerca di sicurezza, pace e migliori opportunità. Lo riferisce in una nota l’Unicef, secondo cui dal 2018 circa 1.500 bambini sono morti o dispersi mentre cercavano di attraversare il Mediterraneo centrale. Questo numero corrisponde a 1 su 5 delle 8.274 persone morte o disperse lungo la rotta, secondo i dati del Progetto Migranti Scomparsi dell’Oim. Molti naufragi durante la traversata del Mediterraneo centrale non lasciano sopravvissuti o non vengono registrati, rendendo praticamente impossibile verificare il numero reale di bambini morti, probabilmente molto più alto. Negli ultimi mesi, bambini e neonati sono stati tra coloro che hanno perso la vita su questa rotta, su altre rotte attraverso il Mediterraneo e sulla rotta atlantica dall’Africa occidentale, comprese le recenti tragedie al largo delle coste della Grecia e delle isole Canarie spagnole. “Nel tentativo di trovare sicurezza, ricongiungersi con la famiglia e cercare un futuro più speranzoso, troppi bambini si imbarcano sulle coste del Mediterraneo, perdendo poi la vita o risultando dispersi durante il viaggio – ha dichiarato il direttore generale dell’Unicef, Catherine Russell -. Questo è un chiaro segnale che bisogna fare di più per creare percorsi sicuri e legali per l’accesso dei bambini al diritto d’asilo, rafforzando al contempo le azioni per salvare vite in mare. In definitiva, bisogna fare molto di più per affrontare le cause alla radice che portano in primo luogo i bambini a rischiare la vita”.

Mons. Baturi ai Giovani del Mediterraneo: “contribuite a fare del nostro mare un crocevia di pace e armonia”

14 Luglio 2023 -
Firenze - È un messaggio di incoraggiamento quello lanciato da mons. Giuseppe Baturi, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, all’apertura del Convegno dei giovani del Mediterraneo nel salone dei Duecento in Palazzo Vecchio a Firenze: «Cercate indomiti il grande, il bello e il necessario. Non lasciatevi costringere in compromessi senza respiro. Non abbiate paura della sete di radicalità e della ricerca del definitivo». E ancora al centro del suo discorso alcune «piste di lavoro» tratte dalla Carta di Firenze, il documento sottoscritto dai vescovi e dai sindaci del Mediterraneo al termine della seconda tappa del convegno “Mediterraneo frontiera di pace”, che li aveva radunati a Firenze proprio nei giorni dello scoppio della guerra in Ucraina. In primis, il riconoscimento della diversità come patrimonio condiviso per tutta l’umanità. «La sfida è che la diversità delle culture e delle storie possa essere motivo di ricchezza, di incontro e non di estraneità», ricorda mons. Baturi: «la pace nel Mediterraneo avrà effetto in tutte le parti del mondo». Poi, la domanda rivolta ai giovani riuniti in Palazzo Vecchio: «Sapremo sviluppare valori per i quali queste civiltà del Mediterraneo potranno incontrarsi? Dipende da noi e, un po’, dipende anche da voi». All’attenzione dei ragazzi, il segretario della Cei ha posto anche l’urgenza di un rinnovato impegno educativo. Già ispirato dalla Carta di Firenze, che prometteva la creazione di percorsi universitari condivisi nel Mediterraneo. «L’educazione rende la persona più libera, responsabile e attenta a generare speranza», ha detto: «Non c’è pace, non c’è democrazia né reale pluralismo culturale senza un’efficace azione educativa, che tende alla verità ed esige affermazione del valore assoluto dell’uomo e della sua coscienza». Un messaggio lanciato da mons. Baturi anche alla politica internazionale: «È triste constatare che, già prima dello scoppio della guerra in Ucraina, siano diminuite in modo significativo le spese per l’educazione, mentre le spese militari hanno superato addirittura il livello registrato al termine della Guerra fredda». Poi, un appello alla fraternità religiosa nelle città: «Contro la contrapposizione tra il proprio particolare assolutizzato e quello dell’altro, serve una ripresa del senso religioso – continua mons. Baturi -. Per noi cristiani vale la parola della fede». Infine, la memoria del segretario della Cei è andata ai moltissimi ragazzi impegnati, proprio in questi giorni, in guerre e migrazioni: «Non possiamo non ricordare con dolore i tanti giovani che stanno combattendo in Ucraina in campi di battaglia che solo fino a pochi mesi fa erano campi di grano – conclude il vescovo -. In tanti luoghi anche i bambini sono usati come arma di distruzione». (Andrea Ceradani)

Vangelo Migrante: Domenica 16 luglio – Vangelo Mt 13, 1-23

14 Luglio 2023 -
Nella XV Domenica del Tempo Ordinario ascoltiamo la Parabola del Seminatore, la principessa delle parabole. Se non comprendiamo questa, come potremo comprendere le altre? Tutta la vita è una parabola, ma dobbiamo capirne il significato: è la sfida dell’ascolto. Il seme di cui si parla è la Parola seminata nei fatti della nostra storia. Nei primi tre casi la Parola non la prende chi avrebbe dovuto prenderla, cioè il terreno buono.  Nella vita o fraintendiamo o comprendiamo e siamo chiamati ad una crescita. La vita è crescita e non esistono fasi intermedie: nella vita spirituale o si va avanti o si va indietro. Lo stesso seme produce frutti molto diversi. Dio non dà alle persone a chi più e a chi meno, quello che il Signore dona è, però, diverso secondo l’apertura del cuore delle persone. La parabola inizia con la folla che esce sulla spiaggia e Gesù se ne distanzia. Stanno tutti lì, ma ognuno non può vivere mescolandosi e nascondendosi nella folla. Ognuno è chiamato a un atto personale d’accoglienza: la fede è scelta personale. Anche io devo prendere una posizione: o lascio cadere le parole o non mi perdo una parola. Il problema della comprensione non è un esercizio intellettuale, ma cambia secondo il rapporto con il maestro. La Parola dice, infatti, la Prima Lettura “non torna in cielo come la pioggia e la neve, senza aver prodotto l’effetto per cui è stata mandata”, quantomeno l’effetto della verità. C’è il seme che cade sulla strada: è destinato ad uno, ma gli uccelli, cioè i pensieri che vengono dal demonio, lo portano via. È ciò che accade quando il Signore ci dice cose che noi non comprendiamo, perché quando una cosa non la capiamo di solito non la accettiamo: la novità implica sempre un trauma. Dio non può dirci sempre quello che capiamo o quello che già sappiamo, Dio ci dice ciò che ci serve per farci crescere e crescere vuol dire uscire dall’infanzia e diventare adulti: nessuno di noi va a scuola o manda i figli a scuola per imparare qualcosa che già sa, ma per imparare qualcosa di nuovo. I Vangeli, subito dopo Natale, ci narrano che “Maria non comprendeva, ma custodiva nel suo cuore queste parole”.  Il problema della nostra ragione è che spesso ci dà soltanto ragione e se ci fermiamo a quello che non capiamo ci chiudiamo. E se invece quello che non capiamo fosse parte di un disegno più grande? E se fosse un pezzo di una storia che si deve ancora compiere? Perché dobbiamo farcelo rubare dal maligno? Lasciamoci insegnare da Dio. C’è il seme che cade sul terreno sassoso, spunta subito, ma poi il sole lo secca.  Qui Gesù fa riferimento a coloro che accolgono la Parola con entusiasmo, poi arriva una tribolazione e si “seccano”. Se chi vive la strada vive di ragioni e cerca solo ciò che lo conferma, chi vive il sasso vive solo di emozioni, di sensazioni. Invece le persecuzioni arrivano: arrivano da fuori quando ti attaccano, perché vieni in chiesa; arrivano da dentro, quando le persone, anche dentro la chiesa, ti deludono; arrivano da Dio quando non ti dice quello che ti piace, ma ti contesta e ti fa soffrire. In questo caso abbiamo due possibilità: o ce ne andiamo o la Parola inizia a entrare in noi proprio quando non è l’entusiasmo che la conserva, ma qualcosa di più profondo che va oltre il cuore di pietra, cioè l’uomo vecchio. Ci sono, poi, le spine che crescono insieme col grano e lo soffocano. Qui Gesù fa riferimento a quelli che credono di poter ascoltare due cose e non scelgono mai: per poter dire sì alla Parola bisogna dire no ad altre cose. Le spine sono ciò che è incompatibile con quello che Dio ti sta dicendo e non si eliminano da sole, vanno tagliate. Anche a Maria una spada trafiggerà l’anima non per uccidere, ma per separare. Bisogna sempre tagliare qualcosa per fare spazio a Dio. C’è, infine, il terreno buono: “che dà frutto dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta”. Quando vivo con il Signore lasciandomi seminare da Lui in quello che c’è, che oggi può essere cento, sessanta, trenta, porto frutti, non risultati. Questi cento, sessanta e trenta non sono numeri messi a caso visto che erano anche le misure dell’Arca dell’Alleanza. Il terreno è, invece, il nostro cuore, dove cambia e dove non cambia, sapendo che il cammino con la Parola e con il seme è un cammino che dipende da quanto mi apro, perché la Grazia è per tutti e produce frutti straordinari, ma l’apertura spetta a me ogni giorno. (Francesco Buono)

Parlamento europeo: salvataggio vite in mare: sì alle navi delle Ong, organizzare una missione europea, no a finanziamenti a Paesi terzi se non collaborano

14 Luglio 2023 -

Bruxelles - Gli eurodeputati chiedono ai Paesi Ue e all’agenzia Frontex “di fornire una capacità sufficiente in termini di navi, attrezzature e personale dedicato alle operazioni di ricerca e soccorso e un approccio più proattivo e coordinato per salvare efficacemente le vite in mare”. La risoluzione non legislativa approvata per alzata di mano ieri  a Strasburgo dal Parlamento europeo, sollecita inoltre gli Stati membri a “utilizzare appieno le navi gestite dalle Ong” e chiede una “missione di ricerca e soccorso globale dell’Ue”, messa in campo dalle autorità degli Stati membri e da Frontex. Nella risoluzione si condanna inoltre “il contrabbando e il traffico criminale” e si ribadisce che “percorsi sicuri e legali, in particolare attraverso il reinsediamento, sono il modo migliore per evitare le vittime in mare”. Nel testo anche la richiesta alla Commissione di presentare proposte per “condizionare i finanziamenti ai Paesi terzi alla cooperazione nella gestione dei flussi migratori e nella lotta contro i trafficanti di esseri umani e i contrabbandieri di migranti”. La Commissione dovrà fornire informazioni complete al Parlamento “su tutti i tipi di sostegno che l’Ue e i suoi Stati membri forniscono alle guardie di frontiera e costiere dei Paesi terzi, tra cui Libia, Turchia, Egitto, Tunisia e Marocco”, oltre che valutare le accuse di gravi violazioni dei diritti fondamentali da parte della guardia costiera libica, onde “porre fine a tale cooperazione se tali violazioni sono provate”.

foto: Parlamento europeo
 

Genova: “Estate allegri” anche per le famiglie immigrate

13 Luglio 2023 -
Genova - Il centro estivo “Estate allegri” del Centro Storico Ragazzi “si rivolge a bambini e adolescenti che abitano o frequentano il centro storico di Genova, un luogo nel quale vi è una grande presenza di famiglie immigrate”. Così padre Andrea Decaroli, parroco di San Siro, descrive l’attività estiva pensata per “non far vivere in questo periodi i ragazzi nell’apatia o nella solitudine”. Si tratta di giovani “nati o arrivati piccoli nella nostra città ma con radici familiari in altri Paesi, che parlano una lingua a scuola e un’altra a casa, che frequentano coetanei di varie tradizioni a scuola e nello sport, ma magari in casa frequentano solo persone che hanno le stesse origini”. Le provenienze sono le più diverse: sino a qualche anno fa sicuramente primeggiava l’America Latina. Col passare del tempo, si sono aggiunti bambini cinesi o del Maghreb e, ultimamente, anche del Bangladesh e del Senegal. Quest’anno - riferisce l'agenzia Sir - gli iscritti sono 100 tra ragazzi che frequentano le elementari e le medie. “Abbiamo avuto tante richieste, più dei posti che avevamo a disposizione, tanto che a un certo punto abbiamo dovuto chiudere le iscrizioni”. Se d’inverno l’attività del centro è rivolta primariamente al sostegno allo studio, d’estate l’attenzione si concentra sul gioco e su altre attività.  “Le famiglie che mandano i loro ragazzi – spiega ancora padre Decaroli – sono a conoscenza della matrice cristiana della nostra proposta educativa, anche perché fra gli educatori c’è un sacerdote. La nostra iniziativa, però, è aperta a tutti. L’unica richiesta è la partecipazione comunitaria alla preghiera di inizio mattina. Chi è cristiano può unirsi. Chi non è cristiano può comunque recitare e cantare con noi. Chi non desidera cantare, può solo ascoltare. Chiediamo solo a tutti il rispetto".

Scuola, sanità e promozione sociale: 72 nuovi progetti della Chiesa in Italia

13 Luglio 2023 -
Roma - Il Comitato per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli, nella riunione del 7 e 8 luglio, ha approvato 72 nuovi progetti, per i quali saranno stanziati € 13.564.698 così suddivisi: € 5.273.407 per 27 progetti in Africa, € 5.429.915 per 30 progetti in America Latina; € 2.810.454 per 14 progetti in Asia; € 50.922 per 1 progetto nell’Est Europa.
Dei 27 interventi che saranno realizzati nel Continente africano, assume particolare rilevanza quello promosso dai Missionari Oblati di Maria Immacolata che a Belmonte, in Angola, costruiranno nuove aule per l’Istituto scolastico “Padre Mathuni”: questo permetterà di ampliare l’offerta formativa, aggiungendo alle sezioni di primaria e secondaria anche quelle tecnico-professionali di sartoria e informatica, e di organizzare corsi pomeridiani di alfabetizzazione per le donne del quartiere. Sempre sul versante della formazione, in Kenya, le Piccole Ancelle del Sacro Cuore ingrandiranno la struttura che ospita la scuola primaria “Sacred Heart” a Banana Hill dando la possibilità ad altri 400 bambini appartenenti a famiglie povere di frequentare le lezioni. In Costa d’Avorio, invece, l’arcidiocesi di Gagnoa amplierà il Centro Emaús per garantire corsi gratuiti e attività socioculturali e sportive a circa 700 persone di età compresa tra i 18 e i 30 anni. Nella Repubblica Democratica del Congo, le suore della Divina Provvidenza potenzieranno e attrezzeranno il Centro di riabilitazione “Guy Homery”, nella città di Kahemba a Sukisa, che offre assistenza a giovani disabili, in particolare quelli affetti da Konzo, una grave malattia che provoca paralisi; attualmente il Centro ne ha in carico più di 160, di età compresa tra 1 e 25 anni. Tra gli interventi più significativi, cinque sono nel Continente latino-americano: ad Ampére, in Brasile, gli Agostiniani Scalzi, attraverso l’Associaçâo Social Agostiniana, realizzeranno una fattoria agricola dove coltivare foraggio e insegnare a produrre latte a basso costo alle famiglie più bisognose del territorio. In Messico, la diocesi di Tarahumara, mediante l’Associazione “Todos hermanos”, allestirà un laboratorio di cucito per le donne indigene, e in Venezuela la Fondazione Sofia Onlus (Salvatorian Office for International Aid) doterà di nuove attrezzature il Centro “Padre Jordan” che, ogni mese, offre assistenza sanitaria a 900 persone. In Costa Rica, l’Universidad Católica ristrutturerà alcuni spazi della sede di San Carlos, colpiti dal sisma, costruendone di nuovi, mentre ad Haiti la diocesi di Les Gonaives ricostruirà un collegio scolastico nel comune di Petit Riviere, fortemente lesionato dai terremoti. Nel Continente Asiatico, due dei progetti vedranno la luce in India: la Hyderabad Archidiocese Social Service Society promuoverà un programma di agricoltura sostenibile, fornendo sementi, materiali e corsi di formazione e rendendo gli abitanti della zona protagonisti del loro sviluppo. A Koduppunna, le Suore Piccole Operaie dei Sacri Cuori ristruttureranno e amplieranno la “Vijamata Public School”, una scuola ancora segnata dall’alluvione del 2018, facilitando così l’inserimento scolastico di 180 bambini, tra cui piccoli con disabilità motoria o ritardo cognitivo, emarginati e poveri. Nell’Europa dell’Est, la diocesi di Rrëshen in Albania acquisterà computer e materiale informatico per la scuola “San Giuseppe Operaio”, che offre corsi professionalizzanti ai giovani della regione.