Primo Piano

Don Orione: 230 accoglienze di rifugiati in tutta Italia

Roma - Sono oltre 230 le persone migranti o rifugiate accolte dall’Opera Don Orione in tutta Italia. Oltre 290, invece, i ragazzi immigrati inseriti in un percorso di formazione professionale nei centri orionini di Mestre (VE), Fano (PU), Roma e Palermo. Sono questi alcuni dei numeri dell’Opera Don Orione impegnata nel sostegno e nell’inserimento di quanti arrivano dai nuovi flussi migratori che stanno investendo il nostro Paese e l’Europa.
 “Nella nostra Congregazione – spiega Don Flavio Peloso, direttore generale dell’Opera Don Orione - c’è una sensibilità quasi istintiva, cioè carismatica, verso le persone che fanno parte del fenomeno dei migranti e profughi. C’è stato un appello alle case e attività della Congregazione che ha voluto favorire una coscienza e un indirizzo comune ad iniziative che erano già in atto e ad altre che sarebbero seguite. Ne è scaturito un quadro interessante che indica nuove possibilità e chiede ulteriore impegno, ci dice che il nostro sforzo nell’accogliere è nel pieno spirito giubilare della Misericordia”.
"Cerchiamo - aggiunge don Peloso -di restare saldi nella realtà, ancorati alle esperienze dirette. Noi non parliamo solo di un “fenomeno” ma parliamo di centinaia di migliaia di “persone” con un nome e cognome, anche se a volte difficile da scrivere e da pronunciare. Certo, i responsabili politici devono fare il loro dovere – e dobbiamo vigilare perché lo facciano – ma noi, in quanto persone, cristiani e orionini, dobbiamo interrogarci su quello che possiamo fare per offrire aiuto e relazione fraterna a queste persone, fratelli e sorelle, nel bisogno estremo".
 

Lampedusa: Porta Europa luogo giubilare

Lampedusa - Non può esserci giubilo né Giubileo se ci sono fratelli che soffrono e che muoiono, così come non può esserci misericordia se non ci sono gesti concreti che raggiungono l’anima e il corpo dell’uomo”. Guardando verso il Canale di Sicilia, il Cardinale Francesco Montenegro ha pregato e ammonito da un luogo laico quale è la Porta d’Europa, opera d’arte eretta sugli scogli di Lampedusa, adesso diventato luogo giubilare.
“Nelle persone che stanno bussando – ha detto –, in chi attraversa le nostre vie in attesa di una sistemazione dignitosa e in quelle adagiate su tanti marciapiedi delle nostre città, c’è Cristo, lo stesso Cristo – ha aggiunto – che noi adoriamo in chiesa, lo stesso di cui ci nutriamo nell’Eucaristia e che consola la nostra anima. A noi tocca non perdere l’occasione di rispondere con il Vangelo della misericordia fatto di gesti concreti, di generosità, di braccia che si allargano come quelle di Gesù sulla Croce”. Deponendo in mare una corona di fiori, Montenegro ha aggiunto: “Oggi non riusciamo neanche più a contare quanti perdono la vita attraversando questo mare e dobbiamo accontentarci di stime provvisorie, come se dire di ventimila o di trentamila morti fosse la stessa cosa, come se la perdita anche di un solo uomo non fosse una tragedia, come se non dovessimo rendere conto a Dio di ogni nostro fratello. Piangiamo sulla nostra indifferenza – ha chiesto -, sulla crudeltà che c’è nel mondo e in coloro che nell’anonimato prendono decisioni socio – economiche che aprono la strada ai drammi ai quali non vogliamo, non dobbiamo abituarci”. (Chiara Ippolito)
 

GMM: le iniziative a Salerno

Salerno - Tutti insieme per festeggiare la bellezza e ricchezza dell'Accoglienza”. Così il direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Salerno-Campagna-Acerno parla della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato celebratasi in diocesi. Circa 150 persone di  27 nazioni diverse per un momento di festa e di incontro presso l’istituto dei Padri  Saveriani di Salerno.
Una giornata conclusasi con una celebrazione eucaristica nella parrocchia di Sant' Eustachio Martire, nel  rione Brignano di Salerno. “Con lo scambio, che si è fatta la civilizzazione del mondo ed è stato un beneficio per il mondo. Diversamente saremmo rimasti limitati alla nostra cultura, con i nostri pregiudizi e le nostre limitazioni. Ogni paese ha il pericolo di mantenere orizzonti limitati, grazie a voi si possono aprire i cuori di ogni Paese”. Ha detto un portavoce della comunità islamica presente in Diocesi.
 

Germania: dai vescovi allarme per clima di paura e razzismo

Colonia - In risposta all’attacco mediatico soprattutto via web e attraverso un aumento generale degli atti di opposizione all’accoglienza dei rifugiati, il cardinale di Colonia, Rainer Maria Woelki, ha ribadito al giornale “Rheinische Post” che gli attacchi via internet sono “frasi a buon mercato per diffondere l’odio nei social network”, e sono un “segno di totale mancanza di inibizione e di perdita di ogni senso civile”. Anche il vescovo di Eichstätt, mons. Gregor Maria Hanke ha evidenziato come “quello che è iniziato ad emergere nei giorni scorsi come un mainstream in politica, quattro mesi fa sarebbe stato ancora di più stigmatizzato come di destra e islamofobo”, avvertendo in questo clima un aumento della paura per persone che invece sono emblema della disperazione. Proprio in questi giorni il nuovo vescovo ausiliare di Magonza, mons. Udo Mark Bentz, ha comunicato il pieno suo soddisfacimento per la donazione delle offerte ricevute in occasione dell’ordinazione episcopale: 20.750 euro che vengono utilizzati per le opere di soccorso ai rifugiati della diocesi. E nella cittadina di Gera, della diocesi di Dresda-Meissen, si prepara una grande festa, alla quale sono stati invitati tutti i rifugiati della zona: una festa a un mese dal primo battesimo di un bimbo rifugiato siriano.
 

Card. Bagnasco: non si alzino muri

Genova – “Alzare muri di bontà contro tutti quei muri che vorrebbero dividere, schiacciare, separare, isolare”. E’ quanto ha detto il Card. Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente della CEI, durante la celebrazione per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato.
Si tratta, ha detto il porporato, di “una immagine volutamente provocatoria o quasi contraddittoria ma che può essere in qualche modo eloquente perché i muri e le catene di pace, di bontà, sono quelli che si aprono convintamente ad accogliere chi ha bisogno nel rispetto naturalmente di tutti e nella sicurezza generale”. Al termine della Messa il cardinale ha invitato “non soltanto ad accogliere ma ad abbracciare perché non basta un’accoglienza che si riduce ad assistenza, seppur necessaria, ma serve anche un processo d’integrazione e questo può avvenire solo attraverso un cammino unitario della società tutta intera” e, “in questo senso, la Chiesa sta facendo tutta la sua parte”.
 

Montecarlo: preghiera ecumenica sotto il tendone del Circo

Monaco -  Sotto il tendone del circo Internazionale di Montecarlo questa sera a partire dalle 19, una preghiera ecumenica in occasione della Settimana per l’unità dei cristiani. Gli artisti che partecipano al 40° Festival Internazionale del Circo a Montecarlo  lasceranno la pista ai rappresentanti delle diverse confessioni religiose, che pregheranno insieme in questo contesto di internazionalità. Alla preghiera parteciperanno anche i rappresentanti  del Consiglio Internazionale delle Organizzazioni Cristiane per la Pastorale dei Circensi e Lunaparchisti riunito in questi giorni pe l’annuale incontro sul tema “Essere collegati insieme attraverso il lavoro ecumenico e pastorale”. Per l’Italia all’incontro partecipano mons. Piergiorgio Saviola, per anni responsabile della pastorale per i circensi della Fondazione Migrantes, Monica Bergamini e Flavio Ravelli, due operatori Migrantes impegnati nel settore dello spettacolo viaggiante.
Alla preghiera di questa sera, presieduta dal vescovo di Monaco mons. Bernard César Augustin Barsi – parteciperà anche il vescovo di Savona-Noli, mons.  Vittorio Lupi come responsabile della Pastorale Migrantes della Conferenza Episcopale Ligure. (R. Iaria)
 

Migrantes Torino: ieri l’inaugurazione dei nuovi locali con l’arcivescovo mons. Nosiglia

Torino - Alla presenza di diverse autorità -  tra cui la Vicesindaco Elide Tisi, l'assessora regionale all'Immigrazione Monica Cerutti, l'assessore regionale allo sport e alla polizia locale Giovanni Maria Ferraris, il Questore Salvatore Longo, il Vice Prefetto Marita Bevilacqua, il Presidente dell'Opera Pia Barolo Avv. Luciano Marocco e una rappresentanza della Compagnia di San Paolo – ieri pomeriggio  l'Arcivescovo di Torino, Mons. Cesare Nosiglia, ha invocato la Benedizione del Signore sui nuovi locali dell’Ufficio Migrantes della diocesi. Sono stati inoltre ringraziati pubblicamente i sostenitori del progetto di ristrutturazione, la CEI e la Compagnia di San Paolo.
Centinaia le persone presenti, tra rappresentanti di istituzioni, enti e associazioni che collaborano con l'Ufficio e tanti migranti che hanno condiviso il momento di festa. Alcuni di loro si sono esibiti in danze, canti, musica e testimonianze. Una giornata organizzata come open day, per far conoscere le attività che ogni giorno animano la sede dell'Ufficio Migrantes. In questa occasione sono stati forniti alcuni dati significativi sul numero dei passaggi delle persone e sulle richieste più ricorrenti da parte dei migranti in Città. Nel corso del 2015 sono stati registrati  10430 passaggi allo sportello, di cui 3519 nuovi utenti. Di questi, 2300 si sono rivolti all'Ufficio per cercare lavoro. Le tre cittadinanze prevalenti sono state Marocco, Nigeria e Romania.
 

GMM: le iniziative nella diocesi

Livorno - Frate Emilio Kolaczyk, Direttore dell’ufficio Migrantes della Diocesi di Livorno, ha radunato nella Chiesa di San Ferdinando diversi rappresentanti delle comunità straniere presenti nella diocesi per celebrare il Giubileo e la Giornata dei Migranti e rifugiati. Il gruppo formato da filippini, brasiliani e polacchi, processionalmente  dopo aver attraversato le strade del quartiere della Venezia, si è recato davanti alla Porta Santa della Cattedrale dove il Vescovo mons. Simone Giusti li ha ricevuti e ha celebrato il rito del passaggio della Porta della Misericordia.  Dopo la sosta al Battistero dove è stata  rinnovata la professione di fede, il gruppo ha fatto ingresso in Cattedrale  ed ha sostato nella cappella del Santissimo Sacramento dove ha pregato attorno al Vescovo e ha invocato la Misericordia del Signore. Dopo il rito giubilare, il presule ha presieduto la concelebrazione eucaristica. Nel saluto ai presenti ha ricordato come Livorno ha sempre avuto una vocazione di accoglienza al forestiero fin dalle origini. Questo atteggiamento non deve venir meno  e ognuno di noi deve sentirsi responsabile del proprio vicino avendo sentimenti di solidarietà e di aiuto, sapendo che c’è più gioia nel dare che nel ricevere. Infine ha invitato ad affidare a Maria le proprie preghiere di intercessione perché “custode della chiave che apre il cuore del suo Figlio che come a Cana non le ha saputo dire di no”. (Monica Cuzzocrea)
 

GMM: le iniziative a Rossano

Rossano – Domenica  17 Gennaio 2016  si è celebrata la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato ed il tema scelto di quest’anno da Padre Francesco è stato  il seguente : “Migranti e rifugiati ci interpellano. La risposta del Vangelo della misericordia”.
Nel suo messaggio il Santo Padre Francesco richiama da subito e con forza all’amore di Dio verso i fratelli che compongono una sola famiglia umana: “L’amore di Dio, intende raggiungere tutti e ciascuno, trasformando coloro che accolgono l’abbraccio del Padre in altrettante braccia che si aprono e si stringono perché chiunque sappia di essere amato come figlio e si senta “a casa” nell’unica famiglia umana. Gesù ci ha parlato così del Padre, per dire che Egli si china sull’ uomo piagato dalla miseria fisica o morale e, quanto più si aggravano le sue condizioni, tanto più si rivela l’efficacia della divina misericordia”.
“Una meraviglia che si apre ai nostri occhi e ci scomoda – dice il direttore dell’ Ufficio Migrantes della diocesi di Rossano-Cariati, Giovanni Fortino – nel tentativo di aprire i nostri cuori verso l’accoglienza dell’altro chinandoci come il buon samaritano”.
“In virtù di ciò, nella consapevolezza di agire per il bene comune – dice il vice direttore Don Giuseppe Pisani – facciamo nostro l’invito del Santo Padre Francesco ad essere altrettante braccia che si aprono e si stringono intorno ai nuovi poveri  con “premura paterna”.
Questo movimento di popoli in cerca di una vita migliore conta oggi sul territorio di questa diocesi di una percentuale del 10% di immigrati tra comunitari quali: romeni, bulgari, polacchi, estoni, lituani ed extracomunitari come: russi, pachistani, indiani, filippini, albanesi, senegalesi, ivoriani, ganesi e congolesi. Si considera inoltre che, tanti di loro, dopo i primi aiuti, armati di buona volontà scelgono di spostarsi nelle grandi città in cerca di migliorare le proprie condizioni di vita, richiamando accanto a loro i propri cari. Nella parrocchie della Santissima Trinità di Rossano una preghiera comune per i migranti è stata guidata dal parroco Don Pino De Simone.
 

Africa: una Chiesa che si prende cura del migrante

Roma - Per iniziare una riflessione teologica sulla cura pastorale dell’umanità migrante in Africa, il Simposio delle Conferenze Episcopali d’Africa e Madagascar (SECAM) e l’Associazione delle Conferenze Episcopali della Regione dell’Africa Centrale (ACERAC), in collaborazione con lo Scalabrini International Migration Institute (SIMI) e la Commissione internazionale cattolica per le Migrazioni (ICMC), hanno organizzato una Conferenza Internazionale sulla Teologia della Mobilità Umana a Brazzaville (Repubblica del Congo), dal 21 al 23 gennaio 2016, che vedrà la partecipazione di alcuni relatori specializzati sul tema e coordinatori pastorali in Africa.
I temi in programma nella prima giornata spazieranno dal nesso tra migrazione e sviluppo in Africa, con la partecipazione, ad esempio, di Johan Ketelers, Segretario Generale della Commissione internazionale cattolica per le Migrazioni (ICMC) e di vari ricercatori provenienti da altri centri africani di studio sul fenomeno migratorio, come quello del Ghana, ad un approfondimento della migrazione e dello sviluppo in Africa secondo una prospettiva spiccatamente teologica.
La seconda giornata indagherà il binomio di migrazione e sviluppo attraverso il focus sulle buone pratiche pastorali a partire da esperienze in Angola, Senegal e Repubblica Democratica del Congo. Sarà quindi dato spazio anche a dinamiche laboratoriali dei gruppi presenti per la ricerca di adeguate e efficaci risposte pastorali.
I partecipanti, tra i quali diversi vescovi – da Ghana, Gabon, Rep. Centrafricana e Rep. Del Congo - e segretari generali di numerose conferenze episcopali africane, affronteranno anche il delicato tema dei conflitti e delle migrazioni forzate nella realtà africana, in particolare modo in Africa Centrale e Sud Africa, saranno ovviamente oggetto delle tre giornate di studio, anche grazie alla partecipazione di Sergio Carciotto, direttore dello Scalabrini Institute for Human Mobility in Africa (SIHMA), giovane realtà nata in una terra profondamente segnata dal fenomeno della segregazione razziale e dall’arrivo di numerosi richiedenti asilo.
 
 

Gmm: festa dell’incontro

Roma - Ritorna la celebrazione annuale della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato in 40mila parrocchie, comunità religiose, monasteri e santuari d’Italia. È indubbio che la Giornata cade in un momento particolare per le migrazioni in Italia e in Europa. I fatti di Colonia...

Al Bambino Gesù straniero 1 paziente su 10

Roma – In occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato assume ancora più importanza il tema dell’accoglienza e dell’integrazione. All’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù più di un piccolo paziente su dieci è di origine straniera..

Mons. Perego: mai dimenticare che i migranti sono “persone in fuga” da violenze e povertà

Roma - Domenica 17 gennaio celebreremo in tutte le 27mila parrocchie italiane la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Il clima culturale e politico in cui viene celebrata quest’anno la Giornata, che incrocia anche il Giubileo della misericordia, non è certamente favorevole nel leggere un fenomeno variegato come le migrazioni di oggi. La paura, ulteriormente alimentata da non ben precisate notizie inquietanti con protagonisti i migranti (i fatti di Colonia), i pregiudizi alimentati da affermazioni gratuite, ma popolari di politici, gli atti di terrorismo continui che ulteriormente alimentano la falsa coniugazione terrorismo uguale migranti e terrorismo uguale islam, non aiutano a leggere serenamente un fenomeno che sta cambiando i luoghi fondamentali della nostra vita, quale è la migrazione delle persone.
“Persone in fuga”. Il Messaggio per la Giornata del Migrante e del Rifugiato di Papa Francesco ci aiuta a ricordare in questo mondo delle migrazioni, anzitutto, le “persone in fuga”, “vittime di violenza e povertà”, che “sopravvivono agli abusi” di “trafficanti di persone umane”.
Un mondo di migranti in continua crescita: 232 milioni di persone nel 2014. Un mondo di nuovi schiavi: sfruttati in patria, sfruttati nel viaggio, spesso anche sfruttati nei luoghi d’arrivo.
Sono i volti di coloro che sono arrivati in Italia, sbarcando soprattutto sulle coste italiane, greche, la maggior parte dei quali poi hanno continuato il loro viaggio in Europa. Persone che hanno trovato talora la morte nel Nostro Mare – oltre 3700 nel 2015 – , altre volte hanno visto nuovi muri di filo spinato impedire il loro cammino europeo, e ancora – come ricorda il S. Padre – spesso incontrano “paure e sospetti” nelle città e nei Paesi d’arrivo.
“Superare l’emergenza”. Di fronte al nuovo mondo dei migranti che arrivano in Italia e in Europa,
papa Francesco invita a “superare l’emergenza” attivando “programmi strutturali d’accoglienza”.
E’ l’invito a un’esperienza diffusa di accoglienza negli 8mila – e non solo in 400 come avviene oggi – Comuni italiani, invitati a costruire un nuovo servizio sociale strutturato di accoglienza sul territorio, con la collaborazione – come già avviene spesso – delle 27mila parrocchie italiane, del mondo dell’associazionismo e del volontariato, della scuola e dell’impresa. Si tratta di ripensare le nostre città sull’accoglienza di persone in fuga che, in un’Italia e in un’Europa che sta invecchiando, con più morti che nascite, costituirà la forza della sua rigenerazione. Da qui anche l’importanza di percorsi di inclusione e integrazione – come il Papa ricorda nel Messaggio e ha ribadito anche nel suo discorso alla città di Prato, lunedì 9 novembre 2015 –, tasselli fondamentali per costruire una “cultura dell’incontro”, prove di Vangelo.
Migranti protagonisti in un percorso sinodale. Nel Messaggio della Giornata del Migrante e del Rifugiato 2016, Papa Francesco ci ricorda, in altri termini, che “La Parola cammina” (D.V. 13) anche attraverso i piedi, le strade, i viaggi dei migranti cattolici provati dalla fame, dalla guerra, dalla persecuzione politica e religiosa, dai disastri ambientali, e che interpretano concretamente il verbo ‘uscire’, una delle parole chiavi che papa Francesco indica quale missione della Chiesa nell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium (n. 24) e una delle strade che hanno guidato il cammino della Chiesa in Italia verso il Convegno ecclesiale nazionale di Firenze. In una storia di Chiesa sinodale che, come mai, anche attraverso la presenza dei migranti, ha assunto un respiro ‘cattolico’, papa Francesco invita anche le nostre comunità a coniugare la misericordia con l’accoglienza. Questo chiede di guardare ai migranti come persone, prima ancora di fermare l’attenzione sulla loro situazione giuridica di regolari o irregolari. Un percorso di fede e di vita sociale che le Migrantes di Roma e del Lazio testimonieranno con un gesto concreto: portando oltre 6mila migranti e rifugiati in piazza S. Pietro all’Angelus di papa Francesco. Un incontro, una festa.
(mons.Gian Carlo - direttore generale Fondazione Migrantes)
 

Gmm: le iniziative a Perugia con il card. Bassetti

Perugia - Anche a Perugia la Chiesa celebra, domani la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, sempre molto partecipata, e quest'anno lo fa dando appuntamento a diverse comunità di immigrati presso il complesso parrocchiale “Sacra Famiglia di Nazareth” in San Sisto...