Primo Piano

Ancora critica l’emergenza immigrazione nel Mediterraneo

Bruxelles - È ancora alta l’emergenza immigrazione nel Mediterraneo. Sono 599 i migranti e i rifugiati soccorsi negli ultimi giorni dai mezzi della Marina militare italiana durante il pattugliamento dello Stretto di Sicilia. Questo mentre continuano le ricerche di eventuali migranti dispersi e di un cadavere (avvistato e di cui poi si sono perse le tracce) in seguito al naufragio di un barcone a largo dell’Agrigentino. Le ricerche sono state ostacolate dalle cattive condizioni climatiche. E intanto, sulla questione immigrazione è intervenuto oggi il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, secondo il quale per gestire i flussi di arrivo «l’Europa deve andare nei Paesi di origine e investire soldi in infrastrutture, in agricoltura. L’Africa ha margini di crescita strepitosi». L’Italia — ha sottolineato il titolare di Palazzo Chigi — «non ha mai cambiato idea: è da un anno che diciamo che in Europa c’è un problema. All’inizio solo noi e Malta ponevamo il problema, ma ci veniva risposto che c’era il Trattato di Dublino». Da aprile in poi «qualcosa è cambiato e nel vertice di giugno furono decisivi Hollande e Merkel che si spostarono sulla posizione italiana» ha aggiunto Renzi. Ed è iniziata ieri una visita in Turchia del ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, per garantire un rafforzamento della cooperazione. (Osservatore Romano)
 

Migrantes Savona-Noli: via al laboratorio creativo per bambini

Savona - Promosso dalla Migrantes diocesana di Savona-Noli, è attivo da venerdì scorso 19 febbraio, nei locali della Casa della Mondialità a Savona, un laboratorio creativo aperto a tutti i bambini di età scolare (dai 6 ai 10 anni). Il corso avrà come obiettivo di fondo lo sviluppo della creatività e alla fine del ciclo di incontri i lavori realizzati verranno presentati ai visitatori interessati, in una mostra. Gli elaborati saranno realizzati con matite, pennarelli, carte colorate, risme di carta e eventuale materiale di riciclo. Saranno creati dei temi, da sviluppare in uno o più giornate, tutti a carattere ludico – educativo, cercando di creare un'atmosfera di serena convivenza e di gioco
 

Tratta: venerdì prossimo una “Via Crucis” di solidarietà e preghiera per le vie di Roma

Roma – Partirà dalla Chiesa di Santo Spirito in Sassia, alle ore 19.30 di venerdì prossimo, la “Via crucis” di solidarietà e di preghiera per le donne vittime della tratta, prostituzione coatta e violenza”, organizzata dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, in collaborazione con la Pastorale Vocazionale della Diocesi di Roma. Sette le “stazioni” previste, da Borgo Santo Spirito alla Chiesa Nuova, passando per Ponte Sant’Angelo, con altrettanti momenti di preghiera, meditazioni e testimonianze delle vittime salvate dalla tratta. “Sarà una via crucis vivente, molto coinvolgente”, spiega don Aldo Buonaiuto, coordinatore dell'iniziativa: “è prevista la partecipazione di attori e musicisti, sentiremo inoltre la testimonianza diretta di ragazze che hanno vissuto sulla propria pelle la condizione di vera schiavitù, che anche oggi esiste, nelle nostre città, anche se sembriamo non rendercene conto”. Tra le adesioni anche quell’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma. Previsti inoltre gli interventi di alcuni testimonial tra i quali figurano il card, Agostino Vallini, vicario generale del Papa; Giovanni Paolo Ramonda, responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII; don Fabio Rosini, direttore dell'Ufficio Vocazioni “10 comandamenti”; Matteo Truffelli, presidente di Azione Cattolica; Salvatore Martinez, presidente di Rinnovamento nello Spirito; Giulietta Astiaso, del Cammino Neocatecumenale; suor Eugenia Bonetti, responsabile dell'Ufficio nazionale tratta dell'Usmi; padre Maurizio Botta, de “I 5 passi”. L’iniziativa è stata ricordata da Papa Francesco all’Angelus di ieri  salutando i promotori.
 

Palermo: domani la presentazione SOS Méditerranée

Palermo - Domani, martedì 23 febbraio, al Porto di Palermo approderà “AQUARIUS”, una nave guardapesca diretta nel Canale di Sicilia per offrire aiuto e salvare profughi e migranti in difficoltà sui barconi in traversata dall'Africa verso la Sicilia. La missione è organizzata dalle associazioni tedesca, francese e italiana denominate "SOS Méditerranée". Alle ore 10.00, a bordo della nave, alla presenza del sindaco Leoluca Orlando, insieme al presidente della Consulta delle Culture, Adham Darawsha, gli organizzatori dell'evento e i responsabili delle associazioni "SOS Méditerranée", Klaus Vogel, Sophie Beau e Pietro Omodeo, terranno una conferenza stampa per illustrare i dettagli della missione e le mansioni dell'equipe di medici di primo soccorso, appartenente all'organizzazione Medicins Du Mond e presente a bordo. Gli stessi nel pomeriggio, dalle 16,30, presso il Teatro Agricantus di via  Nicolò Garzilli, 89, terranno un incontro cittadino per illustrare il progetto, presentare le associazioni, relazionarsi e dibattere con gli ospiti e il pubblico sul tema dei soccorsi in mare e dell'accoglienza in Europa dei migranti e dei rifugiati. Interverrà anche l'assessore alla Cultura, Andrea Cusumano. A seguire, alle ore 18:30, sarà presentato lo spettacolo teatrale “Deserto d'acqua”,  sul tema delle migrazioni e dell'accoglienza, prodotto dal Teatro Atlante di Palermo e generosamente offerto per l'occasione. La nave salperà domani stesso, alle ore 22:00, alla volta di Lampedusa.
 
 

Il card. Montenegro alla Conferenza Episcopale Tedesca sui temi dei migranti

Agrigento - Appuntamento in terra tedesca per l’arcivescovo di Agrigento, card. Francesco Montenegro. Mercoledì 17 febbraio è stato ospite della “Deutsche Bischofskomferenz”, la Conferenza Episcopale Tedesca per l’Assemblea plenaria di primavera che si è tenuta nel convento di Kloster Schöntal (diocesi di Rottenburg-Stoccarda). Il cardinale Montenegro, invitato dal cardinal Reinhard Marx, Presidente dei vescovi tedeschi, ha tenuto una relazione sull’impegno della Chiesa di fronte all’emergenza dei profughi nel Mediterraneo all’interno di una sessione di studio sul tema “Cultura dell’accoglienza e della solidarietà. La sfida dei rifugiati e dei migranti”. Alla sessione di studio hanno preso parte anche il sindaco della città Libera e Anseatica di Amburgo, Olaf Scholz e il ministro degli Interni della Baviera, Joachim Herrmann e Volker Türk, commissario per i rifugiati UNHCR.
 

Papa Francesco regala la “Misericordina”

Città del Vaticano - Anche alcuni profughi tra i volontari che ieri mattina, in Piazza San Pietro, hanno distribuito, su iniziativa di Papa Francesco, la “Misericordina”, una scatolina che contiene la corona del Rosario e l’immaginetta di Gesù Misericordioso. “Lo abbiamo già fatto una volta ma questa è più efficace, è plus”, ha detto il pontefice dopo la preghiera mariana dell’Angelus durante il quale ha parlato del suo recente viaggio apostolico in Messico. “La Quaresima – ha spiegato il Papa - è un tempo propizio per compiere un cammino di conversione che ha come centro la misericordia. Perciò, oggi, ho pensato di regalare a voi che siete qui in piazza una ‘medicina spirituale’ chiamata Misericordina. Una scatolina che contiene la corona del Rosario e l’immaginetta di Gesù Misericordioso. Ora – ha aggiunto - la distribuiranno i volontari, tra i quali ci sono poveri, senzatetto, profughi e anche religiosi. Accogliete questo dono come un aiuto spirituale per diffondere, specialmente in questo Anno della Misericordia, l’amore, il perdono e la fraternità”.
I volontari hanno distribuito 40 mila confezioni della nuova “Misericordina”. (R.I.)
 

Mons. Perego: le migrazioni vanno regolamentate ma “non con i muri”

Roma - “Le migrazioni, in questi ultimi anni, sono cresciute del 30 per cento e vanno regolamentate. Non con i muri, però! Piuttosto, è necessaria una diversa gestione dei servizi che guardano a questa realtà”. E’ quanto ha detto il direttore generale della Migrantes, mons. Giancarlo Perego, in una intervista pubblicata oggi su “Il Giornale di Sicilia”. “Una politica estera che valuti con molta attenzione l'instabilità di molti Paesi di confine - ha spiegato - puntando a risolvere le situazioni di miseria e persecuzioni che sono alla base di molte migrazioni. Ecco perché abbiamo sollecitato più volte un piano Marshall per l'Africa e, invece, l'Europa ha destinato un miliardo 800 milioni che serviranno alla creazione di campi e a delocalizzare l'accoglienza dei profughi”.
Per mons. Perego tutti gli interventi militari, quelli fatti in Libia come gli attuali in Medio Oriente, hanno “ulteriormente aggravato la situazione generando non solo povertà e instabilità ma anche migrazioni. Basti pensare alla Siria, ai 6 milioni e mezzo di persone in fuga”. Dal punto di vista della regolamentazione dei flussi migratori, quindi, è “chiaro che ogni missione armata riesce solo a peggiorare le cose”.

Mons. Mogavero: accogliere i migranti e prendersene cura per incontrare Dio

Mazara del Vallo - “Prendersi cura dei migranti è fare esperienza di Dio, in quanto ‘l’incontro e l’accoglienza dell’altro si intrecciano con l’incontro e l’accoglienza di Dio: accogliere l’altro è accogliere Dio in persona!’. Nello stesso tempo bisogna rimboccarsi le maniche per dare spazio a programmi che tengano conto delle cause delle migrazioni, dei cambiamenti che si producono e delle conseguenze che imprimono volti nuovi alle società e ai popoli”. E’ quanto scrive mons. Domenico Mogavero in una lettera alla diocesi. “Se, poi, si mettono in conto i debiti, morali e non solo, che il mondo occidentale ha contratto con lo sfruttamento delle persone e dei beni di quei paesi che oggi sono il bacino prevalente dei flussi migratori, allora - prosegue -  si comprende bene come il prendersi cura dei migranti non sia una scelta opzionale, ma un dovere di giustizia”.

Mattarella: salvare vite umane è “dovere morale”

Roma - “L'emergenza profughi che affligge in particolare le regioni del Medio Oriente e dell'Africa del Nord, aggiungendosi alle calamità naturali e climatiche, aggrava le condizioni di nutrimento di fasce importanti della popolazione mondiale, frutto dell'abbandono di ogni attività agricola nelle zone di conflitto”. A dirlo è stato il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella intervenuto al 39esimo Consiglio dei governatori dell’Ifad, il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo, evidenziando che “le angosciose vicende di questo periodo - di cui l'esodo di decine di migliaia di siriani verso la Turchia e l'Europa è solo l'ultima, drammatica testimonianza - confermano l'urgenza di sforzi comuni per rimuovere alla radice le cause di un fenomeno epocale che coinvolge milioni di persone. Le nostre coscienze ne sono davvero scosse e ci chiamano a un rinnovato sforzo di solidarietà. Salvare vite umane e tendere la mano a quanti fuggono dalla guerra o dalla miseria è un dovere morale, è un dovere di qualunque società che intenda definirsi libera, democratica e autenticamente rispettosa dei diritti umani.  E' un impegno – ha aggiunto - che l'Italia orgogliosamente onora e rispetta ogni giorno, mettendo in salvo migliaia di bambini, donne e uomini in fuga dal martirio delle persecuzioni e delle violenze, ma anche dalla schiavitù di fame e miseria”. Per il capo dello Stato italiano gli interventi umanitari, da soli, “non sono tuttavia sufficienti.  Le tragedie che ho appena ricordato impongono, al livello europeo, l'esigenza e l'urgenza di una politica unitaria, coordinata ed efficace. Da un lato - ha spiegato Mattarella - occorre fare perno sull'intelligente governo del fenomeno migratorio mentre, dall'altro, occorre agire sull'immediata e parallela azione di supporto a uno sviluppo sostenibile, equo ed inclusivo, per offrire la speranza di un futuro migliore a intere popolazioni e, di conseguenza, all'intero pianeta”. L'Unione Europea, e l'Italia in prima linea, “farà la sua parte. Ma è essenziale il ruolo delle leadership dei Paesi in via di sviluppo”, ha concluso Mattarella. (Raffaele Iaria)

Papa Francesco: appello contro lo sfruttamento degli immigrati

Città del Messico - Si è concluso ieri sera il viaggio apostolico di papa Francesco in Messico. Oggi, nel primo pomeriggio, l’arrivo a Roma. Nell’ultimo giorno della sua presenza in questo Paese un appello contro lo sfruttamento degli immigrati, dei poveri e delle donne. Il Papa ha celebrato la Messa a Ciudad Juarez, a soli 80 metri dal confine con gli Usa, marcata da una rete metallica che impedisce il passaggio legale di migranti sudamericani, davanti a centinaia di migliaia di persone. Nell’ultima tappa di questo viaggio papa Francesco ha voluto “salutare” da qui “i nostri fratelli e sorelle che ci accompagnano, in questo momento, dall’altro lato della frontiera, soprattutto quelle riunite nello stadio di El Paso”. “Grazie all’aiuto della tecnologia – ha proseguito il pontefice possiamo cantare e celebrare insieme l’amore misericordioso che questo Dio ci dà e che nessuna frontiera ci può vietare di condividere”. “Grazie, fratelli e sorelle di El Paso, per averci fatto sentire un’unica famiglia umana!”, ha aggiunto al termine di questo viaggio  che ha toccato tutte le anime del Messico. Poco prima della celebrazione è andato verso la grande Croce di legno che dà sul confine e ha benedetto le scarpe dei migranti morti che non sono riusciti ad attraversare il confine.
“Mai più morte e sfruttamento! C’è sempre tempo per cambiare, c’è sempre una via d’uscita e un’opportunità, c’è sempre tempo per implorare la misericordia del Padre”, ha detto Francesco in quella che viene considerata da tutti la “Lampedusa d’America”. “E’ tempo di conversione, è
tempo di salvezza, è tempo di misericordia”, ha spiegato indicando questa come la via per uscire da questo tempo di ingiustizie: “perciò diciamo, insieme con la sofferenza di tanti volti: ‘per la tua immensa compassione e misericordia, Signore, abbi pietà di noi… purificaci dai nostri peccati e crea in noi un cuore puro, uno spirito nuovo’”.
Non è possibile – ha detto ancora il pontefice “negare la crisi umanitaria che negli ultimi anni ha significato la migrazione di migliaia di persone, sia in treno, sia in autostrada, sia anche a piedi attraversando centinaia di chilometri per montagne, deserti, strade inospitali... A fronte di tanti vuoti legali, si tende una rete che cattura e distrugge sempre i più poveri. Non solo soffrono la povertà bensì soprattutto queste forme di violenza”. (Raffaele Iaria)
 

Ungheria: il card. Filoni alla conferenza sugli aspetti religiosi delle migrazioni in Europa

Budapest  - “Credo che la conoscenza della storia del cristianesimo in Medio-Oriente - oggi Iraq - non sia una stravaganza culturale, ma piuttosto un approccio che permette di comprendere le ragioni e gli eventi drammatici di questa regione, di apprezzare la sua vita e la sua cultura, così come le testimonianze di fede e le motivazioni che stanno dietro all'attaccamento dei cristiani a questa terra”. Così si è espresso il card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, nel suo intervento alla Conferenza accademica sugli impatti religiosi dell’immigrazione nelle società europee, che si svolge oggi presso l’Università nazionale di Budapest.
Il Prefetto del Dicastero Missionario, informa l’agenzia Fides,  è intervenuto sul tema “La Chiesa in Iraq: storia, sviluppo e missione dagli inizi ai nostri giorni” dal momento che è autore di un libro sull’argomento, in fase di traduzione in inglese, spagnolo e arabo, “al fine di portare l'attenzione sulla bella storia di questa antica Chiesa orientale, conosciuta anche come Chiesa caldea”, di cui non esisteva una storia completa.
La Chiesa in Iraq ha le sue radici in una “piccola, antica comunità cristiana, che da duemila anni vive nella regione della Mesopotamia” ha spiegato il card. Filoni. “In questa regione cento anni fa i cristiani raggiungevano il 15% della popolazione totale. Oggi sono dall’1 al 2%! Dal tempo del genocidio armeno (1,2 milioni di vittime) e l'uccisione di 250.000 caldei, armeni e siriani, sia cattolici che ortodossi, è iniziato un esodo dei popoli dalla regione, e queste migrazioni di massa hanno accelerato fino ai giorni nostri, provocate da guerre, discriminazioni, mancanza di coesistenza pacifica e di lavoro”.
Il porporato, che ha vissuto per molti anni in Medio Oriente e nel 2014 è stato inviato in Iraq da Papa Francesco come suo rappresentante personale, si è soffermato sul fenomeno migratorio sottolineando che “le società europee non sono mai state un ‘unicum’. Non lo erano ieri, non lo sono oggi e non lo saranno domani. L'Europa è più simile a un contenitore…”. Nonostante le diversità, tre elementi hanno svolto un ruolo unificante in Europa: la religione, il concetto di diritto legato alla persona, la bellezza e l'arte. “Il motivo profondo che ha portato ad un esodo di dimensioni bibliche delle popolazioni del Medio Oriente verso l’Europa è l’assenza della pace” ha evidenziato il cardinale, ribadendo che “ognuno ha diritto a vivere in pace, che rappresenta la più alta delle aspirazioni. Tutte le grandi emigrazioni hanno avuto inizio con la guerra”.


 

MCI Svizzera: la visita di mons. Savino a Kreuzlingen-Arbon-Romanshorn

Kreuzlingen -  Visita breve, ma intensa, quella di mons. Francesco Savino, Vescovo della diocesi di Cassano all'Ionio nella Misasione Cattolica Italiana di Kreuzlingen-Arbon-Romanshorn. La visita è iniziata domenica 14 febbraio a Kreuzlingen quando il Vescovo ha incontrato il Consiglio Unitario Pastorale.  Mons. Savino ha voluto conoscere personalmente i componenti di questo Consiglio, e ha ricordato che tutti siamo chiamati ad evangelizzare in un tempo e in un contesto difficile, dove prevale l'indifferenza che possiamo considerare il male del nostro tempo. Ostacolo ancora più difficile e grave rispetto all'ateismo. Perché  se l'ateo si dichiara tale, almeno si hanno dei motivi per dialogare e confrontarsi, invece, verso chi è indifferente la cosa diventa più difficile. Allora oggi - il vescovo ha continuato - oltre ad essere credenti è importante anche essere credibili. Ha poi ricordato come, i componenti del Consiglio Pastorale sono chiamati ad essere collaboratori del Team pastorale (don Francesco Diodati e Rosaria Saggiomo, Segretaria e Collaboratrice Pastorale) nel leggere il territorio dove opera la Missione e proporre nuove strade per una nuova evangelizzazione.
Bella e suggestiva la Celebrazione Eucaristica, in occasione della Festa della Madonna di Lourdes, presieduta dal Vescovo, animata dalle corali della Missione e concelebrata dal Missionario e dal Parroco locale don Alois Jehle. Durante la Celebrazione sono state presentate le coppie di futuri sposi, all'inizio del loro cammino di preparazione al matrimonio, affidandole alle preghiere di tutta la Comunità e alla protezione particolare della Madonna di Lourdes. La fiaccolata finale con il canto dell'Ave Maria di Lourdes ha creato un bellissimo clima di preghiera, riportandoci con il pensiero a Lourdes, dove ogni sera si organizza la processione con le fiaccole. Il concerto nella "Ulrichshaus" eseguito da Andrè Simanowski al pianoforte e Nora Becker al flauto, è stata la ciliegina sulla torta per la riuscita della manifestazione. Grande è stata la partecipazione dei fedeli che ha accolto il Vescovo, che con il suo stile semplice e vicino alla gente ha favorito il dialogo e la cordialità. Mons. Francesco Savino, congedandosi da Kreuzlingen, ha ricordato che la preghiera reciproca darà la possibilità di accorciare le distanze e mantenere sempre vivo il legame di amicizia tra il Vescovo e la Missione Cattolica, augurando per il futuro altre iniziative come queste. (MCLI Kreuzlingen-Arbon-Romanshorn)

 

Don Vitali: parole Papa agli indigeni hanno “significato epocale”

Milano -  “Le parole rivolte dal Papa alle comunità indigene del Chiapas assumono un significato epocale”. E’ quanto ha detto don Alberto Vitali, direttore dell’Ufficio Migrantes di Milano e autore del libro “Il vescovo del Chiapas. Vita di Samuel Ruiz detto Tatic” (Emi) in una intervista alla radio Vaticana. “È dai tempi del Concilio – spiega il sacerdote – che si è avviata una riflessione sulle colpe storiche, non solo dei popoli colonizzatori, ma della stessa Chiesa nei confronti degli indios. Accanto a fulgidi esempi di sacerdoti che si sono messi dalla parte delle popolazioni indigene, come Bartolomé de Las Casas, è altrettanto vero che una sorta di paternalismo nei loro confronti ha tradito la presunzione europea di considerarle incapaci di assumere in prima persona l’annuncio del Vangelo”. “I pochi sacerdoti indios ordinati – racconta il sacerdote – hanno spesso riferito di essere stati spinti a compiere un cammino di purificazione della loro cultura per assumere quella europea”. “Negli ultimi anni invece – aggiunge don Vitali –, soprattutto dopo la conferenza di Medellin (1968), alcune Chiese locali, come quella di San Cristóbal de Las Casas del vescovo Samuel Ruiz, hanno promosso una vera e propria pastorale indigena, e non indigenista, dove i popoli indigeni sono considerati ‘soggetti’ della fede”. “Il fatto che il Papa oggi riabiliti la loro cultura e chieda perdono agli indios – conclude – è, insieme, il riconoscimento di questo cammino e una consacrazione del loro mandato come testimoni del Vangelo nel mondo di oggi”.
 

MCI Hannover ricorda don Gianni Paganini

Hannover - Deceduto martedì 12 gennaio 2016, i funerali di don Gianni Paganini, presieduti dal vescovo di Brescia mons. Luciano Monari, si sono tenuti giovedì 14 nella parrocchia di Orzivecchi (BS), dove era nato nel gennaio del 1952. Arrivato in Germania nell’agosto del 1982, prima come cappellano a Dormund e poi come parroco in altre 5 missioni cattoliche italiane , ha dedicato ben 33 anni della sua vita al servizio pastorale dei connazionali qui residenti. L’ultima tappa è stata la MCI di Hannover, dal primo febbraio del 1998, che ha lasciato lo scorso novembre perché costretto dalla malattia al rientro in Italia. Domenica 21 febbraio, a pochi giorni dal primo trigesimo della morte, la Comunità di Hannover lo ricorderà alla messa delle 16,00 nella Marienkirche, presenti il Vicario Generale e l’incaricato Migrantes della Diocesi di Brescia.
 

MCI Germania: il 27 febbraio la Giornata dei volontari

Mainz - Sabato 27 febbraio, con inizio alle ore 15,00, la Zona Centro organizza una Giornata di spiritualità e di formazione per i membri dei Consigli Pastorali, i collaboratori parrocchiali ed i laici interessati. La Giornata si terrà presso la Missione di Mainz (Emmeranstr. 15), sul tema “Misericordiosi come il Padre”, guidata da fra Maurizio della Fraternità Francescana di Betania (Aschaffenburg). La Giornata prevede: la relazione introduttiva, i lavori di gruppo, la celebrazione del sacramento della riconciliazione e la santa messa. Si concluderà si con la cena in missione. Le iscrizioni vanno fatte entro il 24 febbraio presso la MCI di Mainz (tel. 06131-224126). Quota di partecipazione 5 euro per la cena. In allegato il programma.
 

La zattera di Lampedusa

Lampedusa - Ci stava lavorando da un bel po’ di tempo l’artista inglese Jason deCaires Taylor al suo museo sottomarino, il primo di questo genere in Europa. E finalmente nei giorni scorsi ha depositato le prime opere sul fondo del mare di Lanzarote, la piccola e bella isola delle Canarie di fronte il Marocco.
La prima pietra di questo Museo Atlantico ha un valore decisamente politico e civile. “La zattera di Lampedusa” evoca “La zattera della Medusa” di Gericault, ma a bordo ci sono i migranti che salpano sui barconi dalle coste africane verso la prima sponda europea: Lampedusa, appunto.
«L’opera è una straziante rappresentazione della crisi umanitaria in atto, ma non deve essere intesa – ci tiene a precisare l’autore – quale memoriale per le tante vite perdute quanto piuttosto come monito della nostra responsabilità collettiva. Tutte le sculture protagoniste patiscono il destino della nostra società destinata a inabissarsi sotto il pelo dell’acqua, tra luce e ombra, al tepore di smartphone e tablet che ci stanno sottraendo alla vita».
Le opere di deCaires Taylor sono realizzate in cemento marino con ph neutro e faranno parte di un’istallazione permanente costruita a 14 metri di profondità, accessibile a sub e snorkelers ma anche da chi si trova su una barca. Il museo sarà aperto ai visitatori dal 25 febbraio.
 

Napoli: Ass. 21 preoccupata per costruzione “eco villaggio” per i Rom di Giugliano

Roma - L’Associazione 21 Luglio esprime “forte preoccupazione” per il progetto di costruzione di un “eco-villaggio” nel quale trasferire i circa 250 rom che attualmente vivono nell’insediamento formale di Masseria del Pozzo a Giugliano, in provincia di Napoli.  La misura, frutto di un’intesa tra il Comune di Giugliano, la Regione Campania e il Ministero dell’Interno – informa oggi l’associazione -  avrebbe come conseguenza “inevitabile quella di reiterare la segregazione spaziale su base etnica e le violazioni dei diritti umani di persone che già sono state oggetto di una politica discriminatoria che li ha confinati in un’area insalubre, adiacente a una discarica ad alto tasso di inquinamento ambientale per la comprovata presenza di rifiuti tossici e con condizioni abitative al di sotto degli standard”. Il trasferimento dei rom di Masseria del Pozzo nel nuovo cosiddetto “eco-villaggio” evidenzierebbe, ancora una volta – si legge nella nota -  l’approccio meramente emergenziale e l’assenza di una pianificazione di medio e lungo termine, da parte delle autorità locali e nazionali, nell’affrontare la ‘questione abitativa dei rom’”.
Se, da un lato, l’Associazione 21 luglio considera “positivo” il superamento del ghetto di Masseria del Pozzo, nell’ottica della Strategia Nazionale di Inclusione dei Rom approvata dal governo italiano nel 2012, dall’altro la soluzione di trasferire i rom nel nuovo “eco villaggio” porterebbe alla “nascita” dell’ennesimo “mega-campo” (dato che dalla documentazione si evince la possibilità che il nuovo insediamento potrà in futuro ospitare altri rom)”.
 
 

Mons. Marcianò: “il flusso dei migranti non è solo questione di geografia”

Lubiana -  “Il flusso dei migranti non è solo questione di geografia: è lo specchio di una situazione internazionale che cambia e di una storia nella quale la comunità ecclesiale è chiamata a vivere”. È quanto ha ricordato mons. Santo Marcianò, ordinario militare per l’Italia, intervenendo all’incontro internazionale dei cappellani militari dei Paesi della Nato, che si è tenuto nei giorni scorsi a Lubiana. L’Europa, ha spiegato mons. Marcianò, è guardata “con speranza non solo per la possibilità di un benessere economico ma perché culla di una cultura della vita”. Marcianò ha sottolineato che “se la nostra Nazione ha potuto scegliere e sceglie di soccorrere e accogliere tutti coloro che riesce; se ha potuto scegliere, potremmo dire, la via della misericordia e non dell’indifferenza, ciò si deve soprattutto ai nostri Militari e Forze dell’Ordine: Marina, Aereonautica, Guardia di Finanza, Polizia, Carabinieri, i quali operano, coordinati dalla Guardia Costiera, anche in collaborazione con altri soggetti”. È in questa ottica che “si apre uno spazio che fa cogliere inedite sfumature della missione dei militari, quasi un nuovo profilo, disegnato sul serio e significativo impegno di combinare l’accoglienza con la sorveglianza, la protezione dei cittadini con il soccorso agli stranieri. Custodire il Paese e chi nel Paese arriva. Custodire e difendere: non i confini ma le persone!”.
 

Sudafrica: parte il progetto “Origini Italia”

Pretoria - Un viaggio per crescere, formarsi e arricchire il proprio bagaglio di conoscenze. Un viaggio per scoprire la terra d’origine dei propri antenati, confrontarsi con nuove realtà, fare esperienze di tipo imprenditoriale e manageriale. Tutto questo è il corso di formazione dal titolo “Origini Italia” e c’è tempo fino al 31 marzo per iscriversi. Così si legge sul sito dell’Ambasciata d'Italia a Pretoria ma, come in Sudafrica, sono tante le Ambasciate nel mondo che promuovono il corso, da Washington a Santiago passando per Ottawa. La MIB School of Management di Trieste, con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e in collaborazione con l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane ITA/ICE, ha promosso infatti il progetto “Origini Italia”, destinato ai giovani discendenti di emigrati italiani residenti all’estero. L’iscrizione del corso è gratuita e gli organizzatori assicurano ai partecipanti la copertura dei costi di viaggio, alloggio e vitto per tutto il periodo del corso, la cui durata è 4 mesi (da agosto a dicembre 2016).
 

MCI Germania-Scandinavia: don James rientra in diocesi

Francoforte - Terminati gli studi a Roma (2001-2005), don James è arrivato in  Germania nel 2005, prima come vicario a Rottweil-Rottenburg e dal 2006 fino ad oggi a Reutlingen-Metzingen. Dopo oltre 10 anni di lavoro pastorale tra gli italiani qui residenti, don James Donkor Afoakwah rientra ora nella sua diocesi di Cape Coast, in Ghana, per insegnare Sacra Scrittura in seminario. Il saluto alla Comunità italiana di Reutlingen avrà luogo  domenica 21 febbraio durante la Santa Messa delle 11,00 nella chiesa di St. Wolfgang (Sank-Wolfgang-Str. 10). Con la Comunità di Metzingen si congederà domenica 28, alla messa delle ore 10,00, nella Chiesa di St. Bonifacio (Daimlerstr. 7). Al suo posto l'attuale missionario di Göppingen/Geislingen, don Richard Techie-Quansah, appena si sarà trovato un successore nella sua Comunità. La Delegazione, grata a don James anche per la presenza nel Consiglio e l’insegnamento nei Corsi di teologia e nei Convegni, gli ha regalato diversi volumi per il suo futuro lavoro di docente e gli augura buon rientro in diocesi. (p. Tobia Bassanelli)