Primo Piano
Migrantes Palermo: il 20 marzo la Via Crucis dei Migranti
Dai sikh di Brescia un dono all’ospedale
Commenta Ezio Belleri, direttore dell’ospedale: «Da sempre ci accompagna la solidarietà dei bresciani, oggi si aggiunge un tassello nuovo, la generosità di chi è arrivato nel nostro Paese e qui ha trovato la via dell’integrazione». Così molte malattie della pelle saranno curate grazie alla generosità dei sikh. Spiega Singh Dalbir, presidente dell’associazione: «Se vogliamo vivere in pace, dobbiamo integrarci: la nostra comunità di Brescia, una delle più grandi d’Italia, fa un passo importante di apertura nel segno della fratellanza, amore, pace e tolleranza».
La consegna dell’assegno è stata accompagnata da un gesto significativo: alle autorità sono state distribuite spade cesellate ma innocue, il simbolo di questa religione.
I 70.000 sikh italiani sono la seconda comunità in Europa dopo quella del Regno Unito. Vivono nella provincia di Latina, ma soprattutto nel quadrilatero tra Parma, Reggio Emilia, Verona e Brescia. (Avvenire)
ll Museo interattivo delle Migrazioni alla scuola primaria di Giamosa
Nei giorni scorsi la guida Gilla Mancosu ha presentato questo laboratorio che ha l'obiettivo di raccontare le strade e i luoghi dell’attuale immigrazione, grazie all'ausilio di cartine geografiche, dati e un filmato tratto dal settimanale “Internazionale”; spiegando non solo il lessico legato a questa tematica (chi è un rifugiato? Che differenza c'è tra un trafficante e uno scafista?), ma anche gli slogan anti-immigrati che spesso si sentono ripetere dai media.
La mattinata è continuata con la testimonianza di Anicet Zoungoula, proveniente dal Congo e residente in Italia da diciotto anni, che ha raccontato la propria vita, come è arrivato nel nostro paese, le impressioni e le difficoltà legate alla nuova realtà incontrata.
Gli alunni hanno potuto porre delle domande e instaurare un dialogo di conoscenza, utile per imparare a comprendere realtà diverse e aprire la propria mente. Inoltre questo incontro ha completato il lavoro precedentemente svolto dai piccoli studenti che, in classe, avevano già affrontato il tema delle migrazioni creando un cartellone che affronta il tema dell'immigrazione.
Attraverso questa attività le insegnanti cercano costantemente di far capire ai loro alunni che migrare è un'esperienza che accomuna moltissime persone di tutte le nazionalità ed epoche e può portare ad una crescita personale.
Mons. Gallagher su migranti “situazione drammatica che richiede da Ue risposta generosa”
Roma– "La crisi dei migranti in Europa richiede una risposta di generosità, di magnanimità". Lo ha detto il 'ministro degli esteri' della Santa Sede, l'arcivescovo Paul Richard Gallagher in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000. "Noi auspichiamo che i paesi dell'Unione Europea lavorino insieme per trovare una soluzione comune a una situazione drammatica - ha sottolineato l'arcivescovo - perché se non ci adoperiamo il problema resta lì, non svanisce". Il responsabile vaticano della Segreteria per i rapporti con gli Stati ha affrontato anche la crisi libica: "Noi non sosteniamo la soluzione militare pur riconoscendo il diritto alla difesa degli Stati. La Santa Sede cerca di promuovere, nelle forme possibili, il dialogo fra i governi di Tobruk e quello di Tripoli, perché votino a favore di un governo di unità nazionale, per promuovere il bene del paese".
Mons. Gallagher ha commentato infine il recente massacro delle 4 suore missionarie della carità e di loro 12 collaboratori nello Yemen: "Uno rimane sempre pieno di ammirazione per queste religiose che con una coerenza, che è caratteristica di questa congregazione, non hanno voluto abbandonare i loro anziani e anziane, ma sono rimaste lì nonostante tutti i rischi, come hanno fatto in tanti altri paesi. E' una testimonianza molto forte per tutti noi cristiani del mondo di oggi che l’amore non ha limiti, l’amore è un impegno importante per noi tutti, ma a volte ha un costo molto caro".
Card. Bagnasco: l’Italia ha subito mostrato generosità e accoglienza verso i migranti
Il card. Bagnasco, nella sua prolusione, dopo aver affrontato vari temi, si sofferma sul “tragico esodo di migranti e rifugiati che si sono messi in marcia verso il nord del pianeta e, come il povero Lazzaro, bussano alla porta dei Paesi ricchi”.
“Che spettacolo dà di sé l’Europa?”, si chiede: “dobbiamo confrontarla con i volti sfatti e terrorizzati dei bambini e dei vecchi, di questa gente che si sottopone a indicibili fatiche, stenti, pericoli, disposti a sparire fino a perdere la vita. E che spesso non vuole o non può più tornare indietro. Può l’Europa, culla di civiltà e diritti, erigere muri e scavare fossati? La vigilanza intelligente è doverosa - e le nostre Forze dell’Ordine ne hanno dato prova anche in questi giorni - la strategia di integrazione non è facile, ma la Casa europea e le stesse Nazioni Unite stanno affrontando tale cataclisma umanitario con lungimiranza ed efficacia? Nessuno – ha detto il porporato - può negare che il nostro Paese è sempre stato in prima linea, non solo perché è la ‘porta d’Europa’, ma soprattutto perché ha mostrato da subito generosità e prontezza, pur dentro a situazioni talmente inedite che nessuna Nazione sembra essere capace di affrontare senza rifugiarsi nei soliti slogan irreali”.
Davanti a queste tragedie di violenza e di ingiustizia crescono – ha evidenziato il presidente dei vescovi italiani - “timori, resistenze e, soprattutto, l’indifferenza nell’opinione pubblica mondiale” La Chiesa italiana – ha poi aggiunto – non si tira indietro nell’accoglienza e continua a portare il proprio contributo attraverso Parrocchie, Istituti religiosi, organizzazioni come le Caritas Diocesane e gli Uffici Migrantes. “Le ondate della povera gente – quando riescono a raggiungere le nostre spiagge – sono continuo spettacolo di dolore, paura, sfinimento: si continua a fare tutto il possibile, cercando anche di aumentare le possibilità di ospitalità”, ha poi aggiunto sottolineando che nelle “nostre comunità sono circa quarantacinquemila gli immigrati accolti”. Oggi, però, “è chiaro che si impone la fase dei processi di vera integrazione, processi che richiedono onestà, tempi rapidi, regole, buona volontà e fiducia da parte di tutti”, ha concluso il porporato. (R.Iaria)
Radio Colonia: quale “pensiero religioso”?
“La follia del partire, la follia del restare”: il disagio mentale nell’emigrazione italiana in Australia
Il volume tratta un aspetto inedito dell’emigrazione italiana e cioè il problema del disagio mentale – nelle diverse forme della follia, della depressione e dell’incomprensione – come “prodotto” del fenomeno migratorio.
Un’accurata ricerca realizzata dallo storico Simone Varisco, che prende in esame, in particolare, l’emigrazione italiana della seconda metà dell’Ottocento diretta verso l’Australia, con speciale attenzione al bacino di emigrazione valtellinese e a quello dell'intero arco alpino di cultura e lingua italiane. “Migrare è partenza, e il partire significa allontanarsi dagli affetti e dalle certezze e molti migranti non riescono a superare il dolore dello strappo – scrive Mons. Gian Carlo Perego, direttore generale della Migrantes nell’introduzione -. Il cammino, il viaggio non sempre è facile: talora porta solitudine, fatica, anche violenza”.
Dopo l’esame dei caratteri dell’emigrazione italiana nel Nuovissimo Continente dal punto di vista storico e statistico, si passa all’analisi dello sviluppo della rete di internamento per malati psichici in Australia e all’indagine di casi di rilievo biografico, dai quali trarre considerazioni più generali sull'intera esperienza migratoria. Le storie degli emigranti sono ricostruite partendo dall’esame di documenti d’archivio – alcuni dei quali prima d’ora inediti – conservati fra Italia e Australia, con particolare attenzione alle lettere scritte dagli stessi emigranti e ai registri di quelli che venivano chiamati “asili dei lunatici” australiani.
Agrigento: celebrata la festa dei popoli nella Chiesa di San Domenico
Così la chiesa S. Domenico si è colorata di volti diversi, ha risuonato di preghiere e canti che hanno attualizzato la presenza di Paesi e continenti geograficamente lontani eppure così vicini grazie alle persone approdate in terra agrigentina per i più svariati motivi, non ultimo l’immigrazione.
Durante la celebrazione, presieduta da don Sebastien Kenda, membro dell’equipe Migrantes, dal parroco don Enzo Sazio ed animata dal coro parrocchiale, sono stati presentati alcuni segni: acqua del Mediterraneo, mare di Sicilia, da sempre strada di popoli e di civiltà; un ramo di mandorlo in fiore, simbolo cittadino ma soprattutto richiamo biblico (cfr. Ger. 1,11) alla vigilanza nei tempi di crisi, per scorgervi la promessa di Dio che infallibilmente si compie; un grande pane, simbolo di eucaristico di comunione e condivisione. E alla fine tanti bambini, segno di un futuro colorato oggi già presente. (M.G. – L’Amico del Popolo)
Papa Francesco regala il Vangelo di Luca ai pellegrini
Durante l’Angelus, commentando il Vangelo della domenica ha parlato della misericordia di Dio. “Quando sparliamo degli altri, quanto bene ci farà avere il coraggio di far cadere a terra le pietre che abbiamo per scagliarle contro gli altri, e pensare un po’ ai nostri peccati!”, ha detto il pontefice riferendosi alla risposta di Gesù ai farisei, che volevano lapidare la donna adultera: “Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei”. “Questa risposta spiazza gli accusatori, disarmandoli tutti nel vero senso della parola”, il commento del Papa: “Tutti deposero le armi, cioè le pietre pronte ad essere scagliate, sia quelle visibili contro la donna, sia quelle nascoste contro Gesù. E mentre il Signore continua a scrivere per terra, a fare disegni, gli accusatori se ne vanno uno dopo l’altro, a testa bassa, incominciando dai più anziani, più consapevoli di non essere senza peccato”.
Papa Francesco: gli auguri della CEI per i tre anni di pontificato
“Padre Santo – scrive la presidenza CEI - come episcopato italiano siamo contenti di stringerci attorno a Lei in occasione del terzo anniversario della Sua elezione”. E ancora: “Desideriamo e ci impegniamo affinché la nuova tappa evangelizzatrice sia marcata da quella gioia che, come Lei ci testimonia quotidianamente, nasce dall’incontro con il Signore Gesù e porta ad avere a cuore ognuna delle persone e delle comunità affidate alla nostra cura pastorale. Insieme a Lei intendiamo portare tale responsabilità, offrendo a tutti testimonianza di unità cordiale con il Successore di Pietro e di operosa fraternità tra noi”. Assicurando “la nostra preghiera”, concludono i vescovi, “Le chiediamo di benedirci e di incoraggiarci ancora su tale strada, così da renderci sempre più segno vivo del Risorto nel mondo di oggi, attenti a promuovere una cultura della vita, in un rinnovato servizio di autentica carità”.
Parigi: porte aperte al Consolato generale di Parigi per l’iniziativa “Le Printemps de la mémoire italienne”
Il Consolato generale si trasformerà per l'occasione, dal 17 al 19 marzo, in un “Centro virtuale di storia orale e popolare dell'emigrazione italiana”, ospitando mostre e performance artistiche di attori, cantanti e musicisti incentrate sul tema o su particolari aspetti della loro ricerca artistica. Previste anche letture di Libera Francia e una performance della Brigata Sinfonica in omaggio alle vittime delle mafie, il cui giorno del ricordo ricorre il 21 marzo. Per conoscere il dettaglio di tutti gli appuntamenti: https://www.facebook.com/events/969554803121065/
Minori Stranieri: a Roma oltre 60mila
Per quanto riguarda l’incidenza dei minori stranieri sul totale dei minori nei vari municipi romani, si nota che, sebbene la percentuale di minori stranieri si attesti su una media comunale del 13,2%, i Municipi V e VI superano abbondantemente tale media raggiungendo una presenza di minori stranieri superiore al 20% dei minori totali. La più alta percentuale di minorenni stranieri sul territorio della Capitale è costituita dai minori provenienti dall’ex-Jugoslavia che si attestano intorno al 35% su 1.497 individui, seguita da quella cinese con il 25,4% di minorenni su un totale di 16.079, egiziana con 24,8% su un totale di 10.328, ed equadoregna, con il 21,8% di minorenni su un totale di 8.354. Inoltre, appare evidente che in alcune zone sono predominanti alcune nazionalità rispetto ad altre. Nel Municipio VI, ad esempio, si concentra quasi la metà dei minori rumeni, che costituiscono più della metà dei minori stranieri totali di quell’area, mentre buona parte dei bengalesi risiedono nel Municipio I e costituiscono circa il 25% dei minori stranieri residenti in quel territorio. Altre nazionalità, invece, sono distribuite in maniera più omogenea nei vari Municipi, come nel caso dei filippini, dei francesi e degli ucraini. Nelle scuole della Capitale gli alunni scritti sono 39.910, primo Comune italiano per numero di studenti stranieri iscritti nelle proprie scuole. Per quanto riguarda i minori non accompagnati nel 2014 erano presenti nel territorio romano 2142 minori con una età maggiormente rappresentata nella fascia che va dai 17 ai 18 anni. (R.I.)
Minori stranieri non accompagnati: In Italia oltre 11mila
Tra i Minori stranieri non accompagnati la componente maschile è nettamente la maggioranza con 11.371 (95,4% del totale) presenze mentre la componente femminile registra una presenza di 550 persone pari al 4,6%.
Dal punto di vista anagrafico, si registra una sostanziale continuità in termini di distribuzione dei MSNA per fasce d’età, infatti, come rilevato negli ultimi anni, anche nel 2015 i diciassettenni e i sedicenni rappresentano la porzione maggiore (per un valore percentuale pari a 81,2%), dei MSNA presenti sul territorio nazionale. Si tratta, quindi sottolineano i ricercatori dl Progetto Integra, di ragazzi prossimi al compimento della maggiore età e per questo caratterizzati da specifiche esigenze in termini di inserimento nel tessuto socioeconomico. In vista della permanenza sul territorio italiano una volta compiuti i 18 anni, questi ragazzi necessitano “elementi formativi di base e di un orientamento al lavoro per poter diventare autosufficienti una volta usciti dal centro di accoglienza”.
Dai dati del Dossier nel 2014 e all’inizio del 2015, la quota principale di Minori stranieri non accompagnati proviene da paesi africani, ossia ben il 73,9%. A seguire troviamo i paesi europei con il 14,9%, l’Asia con il 10,5% e, infine, l’America con solo lo 0,2%.
Per quanto riguarda il dettaglio dei Paesi di provenienza, l’Egitto rappresenta il primo Paese di origine con 2.753 presenze (pari al 23,1% del totale). Al secondo posto l’Albania con 1.432 presenze (12%), seguita dall’Eritrea con 1.177 presenze (9,9%). Rispetto agli anni precedenti, si nota un deciso aumento dei minori albanesi, e, soprattutto, dei MSNA eritrei. In diminuzione, invece, i minori stranieri provenienti dall’Afghanistan e dal Bangladesh.
Negli anni presi in considerazione - 2014 e 2015 - si è registrata una costante crescita del numero di MSNA che hanno fatto richiesta di protezione internazionale (i cosiddetti MSNARA): nel 2015, 3.959 nuove domande di protezione internazionale da parte di minori non accompagnati. Rispetto al 2014, anno in cui le richieste presentate erano state 2.557, il dato è in forte crescita e ha registrato un andamento pari a + 54% nell’ultimo biennio.
Per quanto riguarda l’accoglienza dei MSNA nella rete SPRAR, l’incidenza dei MSNA sul totale degli accolti nel corso del 2015 pesa per un valore percentuale del 52%.
Tra le necessità e esigenze di queste persone quella della formazione dettata dai fattori specifici della loro condizione: hanno necessità di fare rapidamente ingresso nel mercato del lavoro, anche a causa delle pressioni che subiscono da parte della famiglia di origine, spesso preoccupata per il debito contratto per farli partire, ma, allo stesso tempo, data la giovane età, non possiedono esperienze e competenze rilevanti per il mondo del lavoro, si legge nel Dossier.
Minori stranieri in Italia: oltre 800mila gli iscritti nelle scuole italiane
Servizio Civile: domani incontro dei giovani con Papa Francesco
Nel pomeriggio, dalle ore 14.00 alle 16.30, nella vicina chiesa di San Gregorio VII, si svolgerà la seconda parte dell’incontro con momenti di riflessione e testimonianze sul tema indicato da papa Francesco per la recente Giornata mondiale della Pace: "Vinci l’indifferenza e conquista la pace". Parleranno della loro esperienza alcuni giovani, in rappresentanza dei circa 6.000 volontari degli enti del Tesc (ai quali aderisce tra gli altri anche la Fondazione Migrantes) impegnati in vari progetti in Italia e all’estero: dall’assistenza ad ammalati, poveri e migranti, all’educazione verso minori e giovani, alla tutela dell’ambiente o nella protezione civile, fino all’azione di cooperazione internazionale e di riconciliazione in altri paesi dopo conflitti e guerre. Tra gli interventi anche quello del card. Francesco Montenegro.
Minori stranieri: oltre un milione quelli residenti in Italia
L’Europa chiude. Ma nell’Egeo si muore
Ieri la Macedonia ha chiuso il confine dopo che Slovenia, Croazia e Serbia avevano annunciato nuove restrizioni all’ingresso dei profughi, con il rischio che questi restassero intrappolati sul suolo macedone, dove a migliaia sono già fermi sul confine con la Serbia. Secondo gli ultimi dati diffusi da Medici senza frontiere, le persone complessivamente rimaste dietro alle barriere di confine sarebbero quasi 50mila. Il timore è che l’esodo si sposti nuovamente verso l’Italia.
«Grande preoccupazione» per l’atteggiamento dell’Unione europea è stata espressa da Carlotta Sami, portavoce dell’Acnur Italia. Timori per decisioni «che sono evidentemente in contrasto con il diritto internazionale e comunitario». A cominciare dai «respingimenti collettivi presso un Paese terzo (la Turchia, ndr) e con minori garanzie rispetto a quanto non avvenga già in Europa», osserva Sami.
Le bozze di accordi sui respingimenti di massa suscitano altre domande. «Il documento uscito dal summit europeo solleva diversi dubbi. Si dice che occorre restituire alla Turchia gli irregolari – commenta Cristopher Hein, portavoce del Consiglio italiano rifugiati – ma non si dice chi sarebbero gli irregolari, chi esaminerebbe la loro posizione, quale sarebbe la procedura da svolgere, chi se ne occuperebbe e dove». Insomma, oltre che sulla effettiva realizzabilità dei respingimenti, «ci sono dubbi anche sulla legalità di una simile proposta, visto che il protocollo aggiuntivo dell’Ue riguardante le Convenzioni sui diritti umani, vieta esplicitamente proprio i respingimenti di massa».
A questo punto è un flusso Albania- Puglia quello che si teme maggiormente. Oggi in prefettura a Lecce si terrà una riunione dei sindaci della provincia. L’obiettivo è fare il punto sulle strutture disponibili per l’accoglienza per non farsi cogliere impreparati. «Non abbiamo evidenza di prossimi sbarchi e di flussi provenienti dalla Turchia», ha ripetuto il ministro dell’Interno Angelino Alfano, tentando di rassicurare. Che una ripresa della rotta nel Canale di Otranto sia un rischio da non sottovalutare, lo conferma però la visita che proprio Alfano svolgerà a Tirana nei prossimi giorni per incontrare il suo omologo albanese Saimir Tahiri, il quale lo scorso 4 febbraio era a Roma. I due ministri hanno stabilito una rafforzata collaborazione tra le forze di polizia dei due Paesi, concordando l’invio di funzionari della polizia italiana a Tirana. Quello che manca alle proposte europee è un serio dibattito sui corridoi umanitari. L’Italia, con l’iniziativa di Sant’Egidio e della Tavola Valdese, ha dimostrato che è possibile gestire l’afflusso in sicurezza e sottraendo i profughi ai trafficanti. «Ci sono molti modi per poterlo fare, a cominciare dal ricongiungimento familiare e alla mobilità a fini occupazionali», ribadisce Carlotta Sami. Perciò a Ginevra, il prossimo 30 marzo, l’Onu ha convocato una conferenza mondiale per chiedere a governi e privati di cooperare ai progetti per i canali umanitari. (Nello Scavo – Avvenire)
Minori stranieri: oggi la presentazione del Rapporto su Roma
CEI: torna ifeelCUD
In palio 8 premi, da un minimo di 1.000 euro fino a un massimo di 15.000 euro, ai quali si aggiunge, per le parrocchie che realizzeranno un filmato, il premio della Giuria per il miglior video del valore di 1.000 euro.
“Questa iniziativa nazionale, rivolta alle parrocchie, vuole contribuire a far realizzare progetti di utilità sociale che spesso poi diventano risposte concrete ai bisogni delle famiglie in difficoltà, ai giovani e agli anziani. Penso in particolare ad alcune parrocchie in contesti sociali a rischio o caratterizzati da povertà e disoccupazione anche giovanile”, afferma Matteo Calabresi, responsabile del Servizio Promozione della C.E.I. “Lo scorso anno – sottolinea Calabresi –le parrocchie vincitrici hanno potuto aiutare le proprie comunità come ‘La casa di Francesco’, di una parrocchia di Scafati (SA), che consente ai più poveri di trovare un momento di serenità grazie ad un pasto caldo, una doccia, qualche ora di riposo sotto a un tetto. Fra le altre proposte vincitrici un laboratorio di lettura, di alfabetizzazione, un’orchestra composta da giovani a rischio, uno sportello polivalente per assistere immigrati e italiani in difficoltà e tante iniziative volte a migliorare concretamente le esigenze delle comunità parrocchiali”.
Le parrocchie verranno premiate da un’apposita Giuria, composta dai membri del Servizio per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa cattolica, in base alla qualità del progetto che presenteranno, secondo i criteri di valutazione pubblicati sul sito.
Quest’anno, per partecipare al concorso, le parrocchie dovranno organizzare un evento per promuovere l’8xmille alla Chiesa Cattolica e far conoscere le opere realizzate grazie ai fondi nel proprio territorio oltre che in Italia e nel mondo. Sia che si tratti di un appuntamento già previsto, come la festa del Santo Patrono, o di un’iniziativa “ad hoc” l’evento dovrà coinvolgere la comunità locale mostrando la trasparenza nell’utilizzo dei fondi 8xmille. Essenziale ai fini della partecipazione sarà il racconto dell’evento attraverso un servizio fotografico o un video. I materiali dovranno essere caricati online sul sito www.ifeelcud.it entro il 30 maggio 2016.
Per partecipare ad ifeelCUD, basta creare una squadra, ideare un progetto di solidarietà, organizzare un evento e iscriversi online sul sito www.ifeelcud.it, in accordo con il parroco, a partire dal primo marzo. Il concorso si svolge dal 1 marzo al 30 maggio 2016.
Tutti gli approfondimenti sono disponibili su www.ifeelcud.it e sulle pagine Facebook e Twitter.
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