Primo Piano

Papa: “l’altro è sempre un dono”

Città del Vaticano - Un nuovo inizio, una strada che conduce verso una meta sicura: è la Pasqua di Risurrezione. Nel Messaggio per la Quaresima 2017 Papa Francesco rivolge ai fedeli un invito alla conversione, a crescere nell'amicizia con il Signore per non accontentarsi di una vita mediocre.
“La Quaresima - scrive Francesco - è il momento favorevole per intensificare la vita dello spirito attraverso i santi mezzi che la Chiesa ci offre: il digiuno, la preghiera e l'elemosina”. Partendo dalla parabola dell'uomo ricco, senza nome, e del povero Lazzaro, che ha un nome e una storia. Il Vangelo ci invita ad occuparci di lui, a venire incontro alle sue necessità, e da questo il Papa ragiona sul fatto che l'altro è sempre un dono, un appello a convertirsi e cambiare vita.
 
 

Berlino: un incontro su nuova emigrazione italiana

Berlino - L’Ambasciata d’Italia a Berlino e l’associazione non-profit Peninsula promuovono, il 23 febbraio, il terzo appuntamento di “L’Ambasciata incontra…”. Questo ciclo di appuntamenti vuole favorire lo scambio tra giovani professionisti e i nuovi arrivati nella città di Berlino, una serie di eventi dedicati al dialogo e alla condivisione di esperienze e idee. La storica dell’arte e curatrice Elena Agudio, il gallerista Mario Mazzoli e l’artista Luca Trevisani, figure attive nel panorama dell’arte contemporanea berlinese, si confronteranno sul tema Berlino: Wunderkammer per l’arte italiana, moderate da Loris Cecchini - artista e presidente fondatore di Peninsula.
 

Mazara Del Vallo: preghiera e incontro in occasione della giornata internazionale contro la tratta

Roma - Nell’ambito della III Giornata internazionale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone, domani (mercoledì 8 febbraio), si terrà un’iniziativa nella diocesi di Mazara del Vallo. Alle ore 17 in Cattedrale a Mazara del Vallo, si terrà l’incontro di preghiera su “Sono bambini! Non sono schiavi!”. Dalle ore 19, presso il salone del Seminario vescovile, si terrà l’incontro per avviare una più profonda conoscenza del problema del nostro territorio e delle risorse possibili da mettere in campo per affrontarlo insieme.
 
 

Tratta: domani veglia di preghiera a Messina

Messina - Mercoledì 8 febbraio 2017, in occasione della III Giornata Mondiale di Preghiera e riflessione contro la Tratta di persone, si terrà una Veglia di preghiera, alle ore 19, presso la parrocchia di “S. Caterina Vergine e Martire” (via Garibaldi - Messina). L’evento, che viene celebrato nel giorno in cui si ricorda la Memoria liturgica di Santa Bakhita, che conobbe nella sua vita le sofferenze della schiavitù, è promosso dalle religiose dell’USMI, dall’Ufficio diocesano Migrantes e dalla Caritas diocesana.
Ogni due minuti, una bambina o bambino è vittima dello sfruttamento sessuale. Nel mondo, più di 200 milioni di minori lavorano, di cui 73 milioni hanno meno di 10 anni. Di questi piccoli, ogni anno ne muoiono 22 mila a causa di incidenti di lavoro. Negli ultimi trent’anni, si calcola che sono stati circa 30 milioni i bambini coinvolti nella tratta. Parte da questi drammatici dati la Terza Giornata Mondiale e avrà come filo conduttore proprio il tema “Sono bambini! Non schiavi”. Nel mondo la percentuale di bambini tra le vittime della tratta è in crescita. Secondo gli ultimi dati ufficiali delle Nazioni Unite, una vittima su tre è un minore. L’Africa con il 68% di vittime, è purtroppo il continente con le percentuali più alte. Nel mondo i piccoli sono trafficati per sfruttamento sessuale, servitù domestica, matrimoni forzati, adozioni illegali, lavori forzati, traffico di organi, accattonaggio, pratiche criminali, stregoneria, pratiche criminali (bambini soldato, traffico di droga). Per questa ragione è urgente il bisogno di far sentire il loro grido nel mondo e ricordare a tutti che questi piccoli sono bambini non schiavi!
 

Cassazione: ai minori soli sia subito garantito un tutor

Roma - Per assistere i minori stranieri soli sbarcati sulle nostre coste è necessario che il Tribunale più vicino al luogo dello sbarco nomini subito un tutore che li assista nelle pratiche per la richiesta di protezione internazionale e il rilascio del permesso di soggiorno, applicando le norme sull’accoglienza dell’agosto 2015 e non quelle sull’adozione – di competenza dei tribunali dei minorenni – perché non si tratta di minori in stato di «abbandono». Lo ha ribadito la Cassazione nella sentenza 1835 della Sesta sezione civile che si occupa proprio di minori stranieri non accompagnati. Nel verdetto, i supremi giudici hanno dato precise indicazioni al Tribunale di Marsala che voleva “liberarsi” del carico di lavoro dei minori sbarcati cedendolo al tribunale dei minorenni. Per loro, spiega la Cassazione dando alla parte più debole del popolo dei migranti un canale di assistenza rapida, «la risposta deve essere quella della tutela umanitaria» e deve essere data «nel più breve tempo possibile».
 

Cittadinanza: tutti i punti del testo approvato a Montecitorio

Roma - Il 13 ottobre 2015, la Camera dei deputati ha approvato a larga maggioranza (310 sì, 66 no e 83 astenuti) la riforma della cittadinanza. Un compromesso tra le posizioni più avanzate e quelle più prudenti, ma che supera l’idea, tuttora alla base della legge in vigore, che si possa essere italiani solo per sangue (ius sanguinis). In particolare, il testo approvato da Montecitorio cambia le norme relative ai bambini nati o cresciuti in Italia, figli di genitori regolarmente residenti, che oggi invece devono aspettare i 18 anni per chiedere la cittadinanza. Tre sono i punti principali del testo. Lo "ius soli temperato": la cittadinanza ai bambini nati in Italia con un genitore in possesso del permesso di soggiorno di lungo periodo. Il cosiddetto "ius culturae": la cittadinanza ai ragazzi arrivati nel territorio nazionale entro i 12 anni, che abbiano concluso le elementari o 5 anni di scuola. Infine il valore retroattivo della legge: si applica alle seconde generazioni adulte, ancora non italiane, che rientrino in uno dei due punti precedenti. Il permesso di lungo periodo, di cui deve essere in possesso almeno uno dei genitori, si può ottenere dopo cinque anni di residenza in Italia e un determinato reddito (per un adulto con coniuge e due figli a carico almeno 14mila euro lordi l’anno).
 

“Accoglienza” con un maglione

Cosenza -  Dare  "calore" con un maglione. È' una iniziativa promossa dalla parrocchia di Mendicino, alle porte di Cosenza, realizzata grazie al contributo di 60 famiglie che ha permesso di acquistare altrettanti maglioni per i migranti ospiti di alcune strutture di accoglienza nel territorio della parrocchia. "Un  altro piccolo gesto - dice il parroco don Enzo Gabrieli - per rispondere ai continui appelli di Papa Francesco e che proprio nel video messaggio, con le intenzioni di preghiera per il mese di febbraio, invita a non abbandonare chi è più povero ed indifeso come sono i migranti".
Un modo, quello della parrocchia di Mendicino che aiuta a creare un clima di fratellanza e di accoglienza e che  dimostra come "la nostra gente è accogliente, non fredda e 'lontana' da chi ha più bisogno". Un vero e proprio "segno di una cultura della ospitalità e dell’accoglienza che contraddistingue le nostre comunità cristiane". L’iniziativa sarà ripetuto nella parrocchia mendicinese con altre micro iniziative e che risponde anche ad una volontà dell'arcivescovo di Cosenza-Bisignano, Francesco Nolè che ha deciso di aprire le porte dell’arcivescovado ai poveri e bisognosi. È' nata così prima  "Casa Nostra” che attualmente dona assistenza con una mensa, docce, servizi di lavanderia, laboratori di lingua italiana per gli stranieri ospiti e all'aiuto per prestazioni sanitarie varie e recentemente l'emporio solidale e il centro di accoglienza per rifugiati a Carolei gestiti dalla Caritas diretta da don Bruno di Domenico in collaborazione con alcune associazioni. (Raffaele Iaria)
 

Rom e sinti: una ricerca sugli insediamenti in Italia

Roma – Questa mattina, presso l’Aula magna dell’Istat (Istituto nazionale di statistica), un convegno scientifico dal tema “Gli strumenti di conoscenza e le sfide dell’informazione statistica per la strategia d’inclusione di Rom, Sinti e Caminanti 2012-2020”. L’incontro  è stato organizzato per illustrare e mettere a confronto i risultati emersi dagli studi svolti dall’Istat, da UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) e dall’Anci (Associazione nazionale Comuni Italiani. Durante il convegno sono stati presentati, fra gli altri, i risultati scaturiti dalla ricerca di Monia Giovannetti, responsabile Studi e Ricerche di Cittalia – Fondazione Anci Ricerche, dal titolo “Gli insediamenti Rom, Cinti e Caminanti in Italia”.  Un’indagine che ha censito tra maggio e novembre del 2014 gli insediamenti autorizzati e spontanei presenti lungo tutta la Penisola. Sono stati interpellati i 738 comuni con più di 15.000 abitanti, di questi hanno risposto in 606, che corrisponde all’82%.
Dalla ricerca emerge che Rom, Sinti e Caminanti (RSC) sono presenti in 206 comuni, pari al 34%, con forme abitative e di concentrazione diverse da luogo a luogo. La presenza maggiore si riscontra  al Nord con un 58%, seguono il Centro con il 32%, il Sud con 23% e le Isole il 24%. Questi insediamenti sono concentrati soprattutto in 5 regioni: Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio. Più i campi sono longevi e più sono attrezzati e organizzati. La Lombardia è in vetta alla classifica, il 22% ha più di 20 anni e il 23,2% ha tra gli 11 e 20 anni. Nel Lazio, dei 74 insediamenti presenti nella provincia di Roma, ben 71 sono nella Capitale. Più gli insediamenti sono grandi, con più di 500 persone e più al loro interno si vengono a creare delle criticità. Sulle condizioni igieniche-sanitarie emerge che il 25,9% dei campi non è fornito di acqua corrente, il 31,3% di servizi igienici, il 48,3 di fognature, il 28,5% di energia elettrica. Per gli interventi sociali più del 50% dei campi sono coperti da attività di assistenza sociale e di scolarizzazione e mediazione scuola-famiglia, però l’accompagnamento dei minori a scuola è presente solo nel 29,8%. In alcuni insediamenti sono presenti percorsi di integrazione socio-lavorativa coprendo il 27% e sportelli socio-sanitari pari al 26,2%.
 

Legge Cittadinanza: sit-in al Pantheon

Roma - Nonostante gli impegni assunti dal presidente del Senato e le dichiarazioni della presidente della Camera perché si arrivi  all’approvazione della riforma della legge sulla cittadinanza prima della fine della legislatura, “ancora non si hanno notizie sulla sua calendarizzazione”. Da qui la richiesta che il testo, approvato alla Camera più di un anno fa, venga presentato direttamente in aula saltando il passaggio in commissione Affari Costituzionali, tuttora priva di presidente dopo lo spostamento della senatrice Finocchiaro al governo. “Questo accelererebbe – si legge in una nota delle organizzazioni aderenti alla campagna “L’Italia sono anch’io” e del Movimento “#Italianisenzacittadinanza” - i tempi e rappresenterebbe finalmente il segno di un impegno concreto verso quel milione di giovani di origine straniera italiani di fatto ma non di diritto.  Favorirebbe i processi d’inclusione delle loro famiglie ed eviterebbe di approfondire la distanza già grande tra le istituzioni italiane e i cittadini”.
L’Italia sono anch’io” e il movimento “#italianisenzacittadinanza” hanno deciso di indire una mobilitazione permanente fino a che non verranno stabiliti tempi certi per l’approvazione della legge. Ogni martedì, fino alla fine di febbraio, quando verrà organizzata una manifestazione nazionale, verranno organizzati presidi e flash mob per ribadire l’urgenza della riforma.
 
 

MCI Francia: da oggi a Tolosa il coordinamento di delegazione

Tolosa -  “Il ruolo delle Missioni Cattoliche Italiane nella realtà attuale dell'emigrazione italiana e nei rapporti con la chiesa locale”.  Questo il tema che sarà al centro dei lavori del Consiglio di Coordinazione delle Missioni Cattoliche Italiane in Francia che si riunirà – sotto la presidenza del coordinatore nazionale don Ferruccio Sant – a Tolosa dal oggi al 9 febbraio. Durante l’incontro una celebrazione per ricordare gli operatori pastorali don Gianbattista Codutti, don Anselmo Saglio e suor Rina Merlo, deceduti nel  2016.
In Francia risiedono circa 400mila italiani con 12 Missini Cattoliche Italiane e 12 operatori pastorali tra sacerdoti, religiosi e religiose e laici.
 

Rom e sinti: una ricerca in quattro comuni italiani

Roma - Una ricognizione condotta sulle fonti di dati riguardanti la popolazione dei Rom, Sinti e Caminanti (RSC) in quattro comuni italiani. I comuni scelti sono Napoli, Bari, Lamezia Terme e Catania. La ricerca è stata presentata questa mattina nel corso di un convegno sul tema "Gli strumenti di conoscenza e le sfide dell'informazione statistica per la strategia d'inclusione di Rom, Sinti e Caminanti 2012-2020". Si tratta di una ricerca realizzata dall'Istituto nazionale di statistica con l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali e l'Associazione nazionale dei comuni italiani, nell'ambito di una convenzione firmata nel luglio 2013, al fine di progettare un sistema informativo pilota per il monitoraggio dell'inclusione sociale della popolazione RSC.
Le criticità informative emerse dalla ricognizione - derivanti da una mancanza di uniformità, organizzazione e sistematizzazione delle fonti di dati disponibili - evidenziano - è stata spiegato durante il convegno - la necessità di migliorare la raccolta delle informazioni sulla popolazione Rom, Sinti e Caminanti per produrre indicatori di monitoraggio richiesti a livello europeo, nel perseguimento degli obiettivi della Strategia nazionale d'inclusione RSC 2012-2020. Nel corso dell'evento verranno illustrate le modalità di avvio dei lavori del Tavolo statistico coordinato dall'Istat nell'ambito della strategia RSC 2012-2020, volto alla riorganizzazione delle fonti di dati, in un'ottica di miglioramento informativo per le politiche di inclusione. Inoltre una ricerca Anci sulla presenza Rom, Sinti e Caminanti presenti nei comuni italiani con oltre 15mila abitanti. (R.I)
 
 

Accordo Italia-Libia: Mons. Perego (Migrantes), “muro” che potrebbe portare a “nuove rotte ancora più pericolose”

Roma - L’accordo firmato tra il governo italiano e quello libico di al-Serraj “di fatto crea un muro alla partenza dei migranti dalla Libia all’Europa”. Ma concretamente “potrebbe spostare il traffico di esseri umani da Tripoli a Bengasi, in un contesto che è governato da altre forze politiche. E quindi da questo punto di vista temo che l’accordo non avrà nessuna efficacia in ordine alle partenze, che tra l’altro oggi avvengono anche a Ovest, dall’Atlantico”. A parlare all'Agenzia Sir all’indomani del “pieno sostegno” all’accordo da parte del Consiglio Ue a Malta è monsignor Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes. Perego osserva che “in Libia mancano realisticamente le condizioni per poter accogliere i migranti in un contesto di tutela dei loro diritti”, come pure non vi sono “le condizioni minimali per creare effettivamente le possibilità di un rimpatrio verso i Paesi di provenienza”. Il rischio, quindi, che il direttore della Migrantes paventa è la nascita di “nuove rotte, ancora più pericolose, con una crescita dei morti”.
Il plauso del Consiglio Ue all’accordo sottoscritto tra l’Italia e la Libia “dimostra il fallimento della ricollocazione tra i Paesi europei dei migranti che giungevano sulle nostre coste”, sostiene monsignor Perego vedendo in esso una “fotocopia” dell’accordo a suo tempo firmato tra Berlusconi e Gheddafi, “tra l’altro in una situazione ulteriormente peggiorata, con una Libia divisa, con due governi, con ancora maggiore instabilità e con la stessa condizione di mancanza dei diritti, e nello specifico del diritto fondamentale d’asilo”. “Speriamo – auspica Perego – che questo accordo possa essere rivisto, prevedendo ciò che è veramente necessario oggi: vie legali d’ingresso nel continente europeo, rafforzamento della tutela da subito, rimpatrio assistito e, al tempo stesso, quel ‘Piano Marshall’ annunciato più volte, che possa portare a condizioni accettabili di vita sociale, educativa, scolastica e sanitaria nei Paesi di partenza, oltre alla cessazione di quelle guerre che, in diversi Paesi africani, costringono alla fuga milioni di persone”.
 
 

UE: summit a Malta su migrazioni e preparazione nel 60° dei Trattati

Bruxelles - Questa mattina “i 28 capi di Stato o di governo dell’Ue affronteranno la dimensione esterna della migrazione. La discussione dovrebbe essere incentrata sulla rotta del Mediterraneo centrale e la Libia”. La sessione pomeridiana “sarà l’occasione per i 27 leader”, Regno Unito “autoescluso”, “di preparare l’imminente 60º anniversario dei Trattati di Roma che si celebrerà il 25 marzo”. È quanto spiega una nota del Consiglio europeo a proposito del “vertice informale” che si svolge oggi (ore 10-19) a Malta, ospitato dal primo ministro maltese Joseph Muscat e presieduto dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. I leader discuteranno anzitutto della necessità di intensificare la cooperazione con le autorità libiche per controllare i flussi migratori. “Al termine della nostra discussione adotteremo una dichiarazione ambiziosa che illustrerà il modo di procedere in maniera chiara e concreta” per affrontare il fenomeno migratorio, afferma il presidente Tusk nella lettera d’invito. I leader dell’Ue dovrebbero “confermare il proprio sostegno al governo di intesa nazionale”. Le priorità, ampiamente annunciate, comprenderanno: “formazione, equipaggiamento e supporto per la guardia costiera nazionale libica; iniziative rafforzate per smantellare le attività di traffico coinvolgendo la Libia; garantire capacità e condizioni di accoglienza adeguate in Libia per i migranti; potenziare le campagne di informazione rivolte a migranti; intensificare le attività di rimpatrio volontario”.
 

Palermo: un incontro su “migrazioni e comunicazioni”

Palermo - L’Ufficio per le Comunicazioni Sociali della diocesi di Palermo, in occasione dell’annuale incontro dei giornalisti con l’arcivescovo Mons. Corrado Lorefice, organizza un seminario di studio sul tema: “Migrazione e Comunicazione: i media raccontano l’uomo” che si svolgerà giovedì 9 febbraio 2017, alle ore 9.30 presso il salone Lavitrano della Curia arcivescovile in via Bonello, 2 a Palermo. L’iniziativa è stata organizzata insieme all’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, Ucsi Sicilia, Assostampa, Gus e Unci.
Dopo il saluto di Riccardo Arena, presidente Ordine dei giornalisti di Sicilia, interverranno Mario Sedia, vice direttore Caritas diocesana: “L’impegno della Caritas a Palermo”, Davide Camarrone di Rai 3: “L’esperienza a Lampedusa con gli immigrati”, Mario Affronti, direttore dell’ufficio Migrantes “La carta di Roma” e Alessandra Turrisi, corrispondente di “Avvenire” su “Storie di accoglienza”.
L’incontro si concluderà l’arcivescovo Mons. Corrado Lorefice. I lavori saranno introdotti dal direttore dell’Ufficio per le Comunicazioni Sociali della diocesi di Palermo Pino Grasso.
 

Circhi: il 15 febbraio incontro dei direttori aderente all’ENC

Roma - Si tiene mercoledì 15 febbraio la riunione dei direttori dei circhi, convocata ad invito dal presidente ENC Antonio Buccioni. L’incontro si terrà alle ore 10.30 nella sede nazionale dell’Agis, e con tutta probabilità sarà l’ultima riunione a svolgersi nella leggendaria location di via di Villa Patrizi perché col 31 marzo l’Agis si trasferirà in via del Gesù, in pieno centro storico. Due le tematiche di fondo che saranno esaminate: lo stato dell’iter del disegno di legge 2287-bis e la ristrutturazione radicale dell’Ente Nazionale Circhi.
 

Aire: circa 5milioni gli italiani residenti all’estero

Roma - Sono 4.975.299 i cittadini italiani residenti all'estero iscritti, al 31 dicembre 2016, nell'elenco dell’Aire, L’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero. Il dato è riportato in un decreto del Ministero degli Interni de del Ministero degli Esteri e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 31 gennaio scorso.
In Europa vivono 2.686.431 italiani residenti all’estero, in America meridionale 1.559.591, in America settentrionale e centrale: 451.186, in Africa, Asia, Oceania e Antartide 278.091. (R.R.)
 

l no delle ong al piano con la Libia per chiudere la rotta del Mediterraneo

Roma - Per chi è in prima linea a salvare vite e ad accogliere i disperati che fuggono dalle guerre e dalle discriminazioni, il piano che l’Europa intende sottoscrivere con il Paese in guerra è «inaccettabile». «Chiudere la rotta del Mediterraneo centrale vuol dire costringere le persone a rimanere in una Libia non stabile, non sicura e soprattutto non in grado di rispettare i diritti umani e l’incolumità dei migranti» è preoccupato padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli. «Si grida all’emergenza, si crea allarme nella società, si cavalca l’onda della paura – prosegue Ripamonti – per ottenere consenso politico. I migranti rischiano la vita in mare perché non hanno alternativa. Bloccare il passaggio nel Mediterraneo non vuol dire, come molti sostengono, evitare che le persone muoiano; al contrario, senza un’alternativa possibile per l’ingresso in Europa, i trafficanti sperimenteranno vie sempre più pericolose e mortali». «Il piano con la Libia rischia di intrappolare migliaia di bambini» lancia l’allarme Save the Children. Minori «esposti ad ogni sorta di violenza e abuso» prosegue l’associazione umanitaria, «in un Paese dilaniato dalla guerra e privo di un qualunque sistema di tutela e protezione dei diritti umani». Anche Ofxam punta il dito contro un accordo «con un Paese che non potrebbe tutelare i diritti dei migranti». Mentre Medecins Sans Frontieres, da anni presente nei campi profughi in Libia e quindi testimone della «situazione drammatica in cui vivono migliaia di rifugiati, sottoposti ai lavori forzati come schiavi» chiede di rivedere il piano per contrastare i trafficanti e fermare il flusso di morte che continua ad attraversare il Mediterraneo.
 

Rom e Sinti: lunedì la presentazione di due ricerche

Roma –  “Gli strumenti di conoscenza e le sfide dell’informazione statistica per la strategia d’inclusione di Rom, Sinti e Caminanti 2012-2020”. Sarà questo il tema di un convegno che si svolgerà lunedì  presso l’Aula magna dell’Istat in Via Cesare Balbo a Roma.
Durante il convegno saranno presentati presenta i risultati delle attività svolte dall'Istat (Istituto nazionale di statistica), UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) e ANCI (Associazione nazionale Comuni Italiani) per colmare il gap informativo su Rom, Sinti e Caminanti. Tali attività rientrano nell'ambito della Strategia nazionale di inclusione di queste popolazioni e in ottemperanza ad alcune direttive europee, spiegano i promotori.
In particolare sarà illustrato il "Sistema informativo pilota per il monitoraggio dell’inclusione sociale delle popolazioni Rom, Sinti e Caminanti” realizzato in quattro città campione (Napoli, Bari, Lamezia Terme e Catania) che offre un quadro delle principali fonti di dati esistenti sulle popolazioni RSC. È stata inoltre realizzata, a cura di Anci, una “Prima indagine nazionale sugli insediamenti Rom, Sinti e Caminanti” presso i comuni sopra i 15.000 abitanti del territorio italiano.
Nel corso dell’evento verranno infine illustrate le modalità di avvio dei lavori del Tavolo statistico coordinato dall’Istat nell’ambito della strategia RSC 2012-2020,
volto alla riorganizzazione delle fonti di dati, in un’ottica di miglioramento informativo per le politiche di inclusione.
 

MCL: “Trump, non è un buon inizio costruire muri”

Skopje  - “Non è un buon inizio quello del Presidente americano Trump, tutto intento, già dal primo giorno del suo mandato, a costruire muri: materiali e ideali, commerciali e politici, culturali e religiosi”: con queste parole questa mattina ha espresso le sue preoccupazioni il Presidente del Movimento Cristiani Lavoratori (MCL), Carlo Costalli, intervenendo a Skopje a un seminario internazionale intitolato “Le problematiche dell’immigrazione e le nuove politiche europee per la coesione sociale”.
Il punto, secondo Costalli, è che “non si rimedia ai tanti guasti della globalizzazione chiudendo in uno steccato i ‘presunti ricchi’, e recintando i poveri nelle loro sventure di miseria e di guerra. Trump sta facendo degli Stati Uniti d’America tutto il contrario di ciò che noi desideriamo per l’Europa: un esempio di dialogo e coesione sociale, di convivenza fra storie, culture, religioni”.
“Serve un’Europa forte politicamente, che sappia gestire (e non subire) le emergenze dei migranti e della sicurezza. L’Europa da qui in avanti  - ha concluso - avrà ancora più responsabilità: proprio per questo deve avere (e dimostrare) molto più coraggio e maggiore forza politica”.
Al dibattito in corso a Skopje partecipano rappresentanti della società civile di Macedonia, Albania, Kosovo, Serbia, Bosnia Erzegovina, Montenegro, Croazia, Slovenia, Italia, Romania e Bulgaria.
 
 

Arezzo: un “punto famiglia” anche per gli stranieri

Arezzo - Uno sportello per ascoltare le criticità delle famiglie e per fornire loro un solido supporto. Le Acli di Arezzo hanno ufficialmente attivato presso la chiesa del Sacro Cuore di piazza Giotto ad Arezzo il nuovo servizio del “Punto Famiglia che opererà per accogliere le persone che vivono situazioni di difficoltà economica, relazionale o culturale.
Una rete di volontari sarà disponibile tutti i giovedì nei locali della parrocchia, dalle 16.30 alle 18, per porre le proprie competenze umane e professionali in sostegno ai più disparati bisogni familiari, con l’obiettivo di fornire un’assistenza sociale e di indicare le possibili strade da percorrere in un momento di difficoltà.