Primo Piano

Migrantes Piemonte: domenica il pellegrinaggio regionale dei migranti a Novara

Torino - Domenica 11 giugno si terrà a Novara la 4° edizione del Pellegrinaggio Regionale dei Migranti sul tema “Abitare in Italia, sfide e opportunità per la fede”. L’incontro è organizzato dal Coordinamento Regionale Piemonte e Valle d’Aosta di Migrantes. L’arrivo dei pellegrini in città dalle varie diocesi con pullman, pulmini e auto è previsto tra le 10 e le 10.30. Il ritrovo sarà in viale Turati , poi i partecipanti accompagnati da un gruppo di volontari novaresi, raggiungeranno le varie sedi predisposte dall’organizzazione per ascoltare, nella propria lingua, la catechesi sul brano degli atti degli apostoli che parla della Pentecoste.
Dopo il pranzo,  alle 14, è previsto un momento di festa e di spettacolo animato dalle varie etnie in piazza della Repubblica, antistante la cattedrale.
Qui, alle 16, la messa presieduta dal vescovo di Novara, Mons. Franco Giulio Brambilla e concelebrata da Mons. Francesco Ravinale, vescovo di Asti e delegato regionale di Migrantes, chiuderà la giornata  il cui termine è previsto intorno alle 17,30. A dare il senso di questo incontro è una lettera alle comunità di Mons. Ravinale, vescovo di Asti e delegato regionale di Migrantes: “Siamo alla quarta edizione di questo Pellegrinaggio – scrive il presule: vorrei ricordare il primo bellissimo appuntamento che abbiamo vissuto al Santuario di Oropa, per poi spostarci, l’anno successivo, nella Chiesa di San Filippo a Torino. Lo scorso anno siamo tornati in un altro santuario, a Vicoforte, vicino a Mondovì. Quest’anno mi sembra significativo che tutto questo venga vissuto all’interno di una città e di una Chiesa Cattedrale, segno dell’integrazione che la “pastorale dei migranti” vuole vivere all’interno della pastorale ordinaria delle nostre comunità cristiane. Penso che siamo tutti chiamati ad evitare il rischio del ‘ghetto di gruppo’, affinché anche questa giornata possa totalmente esprimere quella dimensione ‘cattolica’ della Chiesa, aperta ai bisogni e alle necessità del mondo intero. Le nostre comunità cristiane hanno celebrato domenica scorsa la Pentecoste: mi auguro che questa domenica sia un’ulteriore Pentecoste, dove lo Spirito si posi su persone e amici provenienti da paesi diversi, con lingue e culture diverse. Che la diversità non sia mai motivo di opposizione o di scontro, ma generi sempre armonia, gioia e pace nelle nostre comunità”.

 

Bologna: domenica la festa dei Popoli

Bologna – “In occasione di una festa si condivide quanto di solito tratteniamo solo per noi. Alla festa si invitano i familiari, i parenti, gli amici e se c’è ancora posto anche le persone sconosciute. Noi, frati del Centro missionario francescano, e i laici che frequentano i corsi per facilitare all’approccio con i migranti abbiamo pensato ad una festa con quanti, nati in altri luoghi, ora sperano, vivono, progettano nella nostra città”. Così viene presentata la festa dei popoli che si svolgerà a Bologna, nel Centro Missionario Francescano, domenica prossima, 11 giugno  e arrivata quest’anno alla quarta edizione. Già dall’anno scorso è stata promossa dal Centro missionario diocesano, da Missio Bologna, dagli  Amici dei Popoli, dai Laici comboniani, dalla parrocchia della Santissima Annunziata e con la “benedizione” dell’arcivescovo, Mons. Matteo Zuppi. Lo slogan è stato preso dalle famose parole di Martin Luther King «I have a dream»: “abbiamo chiesto a italiani e migranti quale sia il loro sogno e ne abbiamo disegnato un mappamondo riportato sul manifesto. Se ne leggono alcuni: essere felice, il coraggio di cambiare, difendere la verità, che ritorni la pace in Siria, la famiglia... Ci si può chiedere come mai non abbiamo scelto una frase che richiamasse direttamente l’Eucaristia, visto che siamo nell’anno del Congresso eucaristico. A noi sembra invece che, perché un sogno diventi realtà prima deve trasformarsi in un progetto: e l’Eucaristia è
quel progetto divino e umano che il Signore ha raccolto come nostro sogno, lo ha realizzato e lo ha lasciato alla nostra libertà perché diventi realtà in ogni popolo”. Siamo consapevoli, spiegano i promotori - che anche una festa dei popoli è un “sogno, un piccolo germoglio che tenta di diventare albero. La proponiamo perché riteniamo che il clima della festa renda possibile la condivisione di spazi fisici, di tempo, l’occasione di un sorriso, di un dialogo con una persona o un gruppo di persone che prima vedevamo lontani e la cui presenza di solito ci intimorisce”. Il programma prevede dalle 10 accoglienza, alle 12 Messa, alle 13.30 incontro con l’Arcivescovo e alle 14 pranzo multietnico. Nel pomeriggio uno spettacolo con la partecipazione di «Spartiti per Scutari» e alcuni momenti di animazione per i più piccoli.
 

Fondazione Missio: a Sacrofano si discute del futuro della missione

Sacrofano - E' la giornata dedicata ai laboratori tematici quella di oggi a  Sacrofano, nell'ambito del 9° Convegno nazionale dei direttori e delle equipe dei Cmd, promosso dalla Fondazione Missio. Dopo la riflessione biblica della mattina e il saluto di Mons.  Gianfranco Todisco, vescovo di Melfi, che ha condiviso col pubblico la sua scelta missionaria, è stata la volta del prof. Luciano Meddi, docente di catechetica missionaria della pontificia università lateranense, che ha introdotto i lavori di gruppo nei sei laboratori.
Oggi gli oltre duecento rappresentanti dei Centri missionari diocesani intervenuti al Convegno si cimenteranno con le domande cruciali riservate al futuro della missione a partire dalle diocesi.
“Qual è la situazione della pastorale missionaria in Italia?” - si è domandato Meddi - Il primo punto è questo: “in Italia circola un uso dell'aggettivo missionario che non ha molto senso. Vi prevale il significato di ardore di comunicare qualcosa. Nell'idea dei documenti italiani si indica l'urgenza di annunciare qualcosa. Ma che cosa andiamo ad annunciare? Teologia e pratica della missiologia”.
Ieri al Consiglio missionario nazionale ha tenuto banco il tema del futuro del Cum di Verona, la fondazione che si occupa della formazione missionaria, che sta molto a cuore alla platea di equipe missionari, laici missionari e protagonisti della missione in Italia.
Il Vescovo Francesco Beschi, Presidente della Commissione Episcopale per l’evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le Chiese, è tornato stamani sul tema del Cum di Verona, assicurando che è prezioso oggi più di prima e che la sua opera di formazione andrà avanti, anche se probabilmente sotto altre forme.
“Alla notizia ufficiale sul cambio di direttore al Cum, si sono aggiunte notizie che hanno alimentato ulteriori preoccupazioni. Il Cum invece è chiamato a rilanciare il suo servizio", ha rassicurato oggi Mons. Beschi. (I. De Bonis)
  
 
 

Mons. Galantino: “ritrovare la tensione missionaria”

Sacrofano - Passione per la vita, rifiuto degli "automatismi sterili"; contrasto al calo di “tensione missionaria” e alla “malattia mortale della ripetitività” dentro la Chiesa. Un sogno ad occhi aperti, insomma, per rinnovare la missione dal di dentro, a partire dal territorio. Sono alcuni degli stimoli giunti dal Segretario Generale della CEI, Mons. Nunzio Galantino, intervenuto a Sacrofano, al 9° Convegno nazionale dei direttori e delle equipe dei CMD, organizzato dalla fondazione Missio.
"Sognate anche voi questa Chiesa” per una progettualità missionaria alla luce dell’Evangelii Gaudium: questo il titolo dell’evento.
Bisogna sperimentare “strade nuove e coraggiose” del fare missione, suggerisce Mons. Galantino, dando libero sfogo alla creatività per invertire l’attuale trend che vede la missione attraversare una fase di stanchezza. Lo strumento c’è, dice il vescovo, ed è l’Evangelii Gaudium. Secondo il Segretario Generale della CEI la passione missionaria “può nascere solo in un clima appassionato che tragga origine dall’incontro vero con la vita di Gesù, non con le figurine o le immagini di Cristo”. E così è stato. Al termine del suo intervento le domande dalla platea hanno animato il dibattito del pubblico. A monsignor Galantino due esponenti del mondo missionario hanno domandato se esista un progetto della CEI per rilanciare la vita della missione.
Secca la risposta: “Il progetto non ce l’ha la Conferenza episcopale, semmai ce l’ha la Chiesa nel suo insieme. State certi che noi vogliamo bene alla chiesa esattamente come voi”. Monsignor Galantino attribuisce in parte alla fiacchezza dei Cmd la responsabilità del calo di tensione, ma anche ammesso: “l’aver dato per scontato che il nostro operato (come Chiesa) fosse già missione ci ha reso sospettosi verso le novità”. Un mea culpa collettivo: chiediamoci piuttosto “se davvero nel corso degli ultimi dieci anni si è passati dalle parole e dalle buone intenzioni ai fatti. Davvero la nostra Chiesa oggi sta mettendo in atto un’accurata opera di animazione missionaria sul territorio?”, dice il vescovo. Infine, parlando della fondazione Missio, e del futuro della fondazione Cum di Verona (che si occupa della formazione missionaria) Mons. Galantino ha spiegato: “Da circa un decennio si parla di una maggiore centralizzazione dinamica della fondazione Missio chiamata a qualificarsi sempre più come soggetto in grado di integrare, giuridicamente e pastoralmente. Il che non vuol dire far morire nessuno”.
Il riferimento era al destino giuridico del Cum e al probabile accorpamento ad altre strutture. Nel suo intervento monsignor Francesco Beschi, Presidente della Commissione Episcopale per l’evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le Chiese e vescovo di Bergamo, ha usato l’immagine del poliedro per rappresentare simbolicamente la Chiesa e le sue svariate componenti: “E’ una dimensione dinamica – ha detto – fatta di soggetti che si contraggono e altri che nascono. In una continua ricerca di criteri teologici. Non poche volte mi confronto con interpretazioni della missione diverse. Questa è una ricchezza, ma come si ritrova?”. La sinodalità è secondo Beschi la chiave di volta per ottenere tutte le risposte. (I. De Bonis)
 

La favola amara dei “bimbi delle serre” protagonisti a Ragusa

Ragusa - "C’era una volta in un paesino della Sicilia una splendida ragazza il cui nome era Andrea, ma tutti la chiamavano Serrerentola perché lavorava tutto il giorno nelle serre. Il  padre separato dalla madre decide di partire per la Sicilia portandosi con se la piccola Andrea, ma appena arrivarono lì, il padre si innamorò di un elegante signora che aveva altre due figlie. Il padre era spesso fuori per lavoro e Andrea diventò la servetta della sua Matrigna e delle due sorellastre che la trattavano sempre male, e invece di andare a scuola la mandarono a faticare sotto il sole e raccogliere ortaggi e verdure. Ma Serrerentola non sapeva che da lì a poco la sua vita sarebbe cambiata per sempre...".
La Caritas e l'Ufficio Migrantes della diocesi di Ragusa invitano a scoprire quale sarà il destino di Serrerentola, lo spettacolo preparato dai bambini che hanno frequentato il laboratorio del Presidio Caritas a Marina di Acate, col coordinamento di Silvia Leggio e la regia di Fabio Guastella e Lorenzo Licitra. Lo spettacolo  andrà in scena il 12 giugno al Teatro don Bosco di Ragusa alle ore 20 e il 15 giugno all'Auditorium Cesar De Bus di Vittoria alle ore 20.
"Questi bambini e ragazzi - dice Domenico Leggio, direttore della Caritas- vivono una infanzia privata della possibilità del gioco e dei contatti con i coetanei. Il laboratorio teatrale è servito a restituire loro, attraverso il canto e il teatro, dei momenti in cui potevano ritornare bambini e imparare il lavoro di gruppo, l'amicizia, la condivisione. Per la diocesi è molto importante che possano ricevere un applauso dalla cittadinanza e che vedano riconosciuta la loro presenza sul territorio"
Anche don Rosario Cavallo, direttore della Migrantes diocesana, insiste sull'importanza di questo spettacolo: "L'Ufficio lavora con particolare impegno sull'idea di integrazione. Ci è parso che questo spettacolo fosse particolarmente significativo per testimoniare la vicinanza e l'attenzione della comunità cristiana verso i più piccoli".
 
 
 

Palermo: un convegno su “L’accoglienza dei migranti come vantaggio per la crescita delle comunità”

Palermo - In un momento cruciale per l’Unione europea ed il nostro Paese, passaggio fondamentale circa gli indirizzi sulle politiche di migrazione, l’Istituto Arrupe con il proprio Osservatorio Migrazioni, il Consolato Generale degli Stati Uniti per il Sud Italia, in collaborazione con il Centro Astalli Palermo, organizza un seminario sul tema ”L’accoglienza dei migranti come vantaggio per la crescita delle comunità. L’esperienza di Welcoming America”. Sarà presente all’incontro David Lubell, fondatore e direttore esecutivo di Welcoming America, movimento nato nel 2009 e attivo in oltre 100 città che supporta le organizzazioni non profit e i governi locali nel trasformare le loro comunità in luoghi inclusivi.
Nel 2013 Welcoming America è stato riconosciuto dalla Casa Bianca come “Champion of Change” per aver aiutato gli immigrati a integrarsi nel tessuto economico e sociale americano divenendone risorsa preziosa, e un anno dopo è stato insignito dell’Intercultural Innovation Award dall’ UNAOC (The United Nations Alliance of Civilizations) e BMW Group per aver promosso il dialogo e la comprensione interculturale.
L’incontro, che si svolgerà il 13 giugno 2017 a partire dalle 9.30 presso la sede dell’Istituto Arrupe, in via Franz Lehar 6 a Palermo, prevede la partecipazione di rappresentanti di diverse ONG, cittadini stranieri residenti a Palermo, operatori ed esperti, e sarà l’occasione per riflettere sulle politiche migratorie e sul tema dell’accoglienza nella nostra città, attraverso workshop tematici e il dibattito con i rappresentanti istituzionali presenti.
Durante l’evento sarà possibile, inoltre, aderire alla campagna “Ero straniero – L’umanità che fa bene” (www.facebook.com/lumanitachefabene/) e firmare per sostenere l’iniziativa di legge popolare proposta da diverse organizzazioni in tutta Italia al fine di superare la legge Bossi-Fini e vincere la sfida dell’immigrazione, puntando su accoglienza, lavoro e inclusione.
 
 

Cremona: il 16 giugno la presentazione del volume “Scuola, migrazioni e pluralismo religioso”

Cremona -  Venerdì 16 giugno alle ore 16.30 a Cremona, presso il Teatro Monteverdi (Via Dante, 149), sarà presentato il libro “Scuola, migrazioni e pluralismo religioso”, Edizioni Quaderni Fondazione Migrantes. Il libro, curato da Fulvia Caruso e Vinicio Ongini, raccoglie gli atti dei seminari nazionali organizzati a Cremona – “S-cambiando s’impara 4. Scuola e pluralismo religioso” e “Musica e migrazioni nell’integrazione” – nel giugno dello scorso anno.
 
 

Mons. Di Tora: “aprire alla possibilità di un permesso di soggiorno umanitario anche per numerosi diniegati”

Agrigento - “Le migrazioni non sono un fenomeno emergenziale, che dura pochi anni e poi tutto torna nella normalità, ma sono un fenomeno epocale come lo è stato in varie epoche della storia. Chi fa previsioni dice che questo fenomeno durerà forse 20-30 anni, per cui va preso in seria considerazione anche se ci si è trovati quasi senza preparazione”.
E’ quanto ha detto Mons. Guerino Di Tora, Presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione Episcopale CEI per le migrazioni, intervenendo ad Agrigento alla prima Conferenza internazionale sui temi delle migrazioni che si conclude oggi. “Purtroppo oggi si parla di popoli, non più di persone; di numeri, non di individui. E così l’essere umano creato ad immagine di Dio passa in secondo piano”, ha osservato Di Tora, che ha sottolineato come “l’Italia da Paese di emigrazione è diventato Paese di forte immigrazione passando dai 268mila del 1987 ai 5 milioni di immigrati di oggi”. Questo comporta “la crescita del numero di cattolici con quasi 1 milione proveniente da altre Chiese, la nascita di quasi 700 comunità etniche, l’arrivo di 2300 sacerdoti stranieri per seguire queste comunità”. Oltre a presentare l’esperienza della Fondazione Migrantes, l’impegno e le finalità, il vescovo ha parlato anche dell’aspetto biblico-teologico delle migrazioni, soffermandosi sull’accoglienza dello straniero.
Mons. Di Tora ha quindi rilanciato la possibilità di un permesso di soggiorno umanitario anche per numerosi diniegati perché “oggi la guerra non è soltanto quella per le armi ma c’è la guerra della siccità, della fame, della miseria”. Di Tora ha ricordato che “nel periodo 2005-2015 4,8 milioni di italiani sono emigrati all’estero, con il 42% di studenti e gli altri per lavoro”, una perdita per certi versi compensata da “oltre 5 milioni di persone di 198 nazionalità diverse presenti in Italia”. Ma, da noi “l’immigrazione cresce attraverso gli immigrati che sono già presenti nel nostro Paese (ricongiungimenti e nascite) piuttosto che per nuovi lavoratori”. Provando ad individuare problemi e prospettive, il presule ha sottolineato che bisogna “segnalare all’Europa con preoccupazione gli esiti delle politiche di gestione dei flussi migratori” con una sorta “di selezione di nazionalità ammesse dall’Unione” che lascia “migliaia di persone escluse, senza altra prospettiva che quella di rivolgersi ai trafficanti”. I “tre hotspot di Lampedusa, Trapani e Pozzallo sono centri chiusi”, ha aggiunto Di Tora, denunciando come “sono dei lager che somigliano più a dei Cie che a dei centri di accoglienza”. Il vescovo ha poi indicato la necessità di “riuscire a dare una risposta più competente e celere alle persone che fanno domanda di protezione internazionale, riformando il sistema delle Commissioni territoriali e aumentandone il numero”. Di Tora ha concluso accennando ai corridoi umanitari e al progetto “Liberi di partire, liberi di restare” della CEI.
 

Gli immigrati di Lampedusa chiedono Bibbie

Lampedusa - Millesettecento copie della Bibbia in lingua inglese e in francese per rifugiati e richiedenti asilo nell’edizione interconfessionale, curate dalle alcune società bibliche, sono giunte, nei giorni scorsi, nell’isola siciliana di Lampedusa. L’iniziativa risponde all’appello lanciato nel 2016 dal parroco di Lampedusa e assistente dell’Azione Cattolica di Agrigento, don Carmelo La Magra. «Come è noto — aveva dichiarato il sacerdote — la nostra isola da anni è il crocevia di migrazioni di popoli e, specie negli ultimi anni, l’approdo di molti fratelli fuggiti da guerre, persecuzioni e fame. Tra questi migranti, molti di loro sono fratelli e sorelle che condividono la fede cristiana. Tra le prime richieste, prima ancora dei beni di necessità, spesso c’è quella di un testo della sacra scrittura». Un appello — riferisce il sito riforma.it — che ha trovato immediatamente l’attenzione della Società Biblica in Italia, dell’Associazione Biblica italiana (Abi), di diverse chiese protestanti e evangeliche, insieme a quello di diocesi cattoliche, dell’Associazione Biblica della Svizzera italiana e di singole persone. La maggior parte dei migranti che arrivano in Italia, infatti — secondo i dati registrati dal Centro studi sulle nuove religioni (Cesnur) di Torino — non sono di religione musulmana ma cristiana.
 

Trani: dall’imbarco forzato, alla battigia della vita

Andria - Si svolgerà domenica 18 giugno alle ore 17,00, presso la spiaggia antistante la Baia del Pescatore nella Città Trani il Torneo Talents Beach Volley 2017. L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione Nicholas De Santis, in collaborazione con la Comunità Migrantesliberi e l'Associazione Sportiva Volleybat Aquila Azzurra-Trani.
Alla competizione parteciperanno, oltre le squadre cittadine, anche i ragazzi ospiti della Casa di Accoglienza “S. Santa Caterina”, presente nella Città di Trani, gestita dalla Comunità Migrantesliberi. Un pomeriggio all’insegna di Sport e Solidarietà, dove a prescindere dal risultato finale la vittoria più bella sarà l’integrazione e l’inclusione di giovani uomini, che percorrono e attraversano ‘campi’ fangosi, inzaccherati e lerci, privi di dignità ma con il sogno di correre su ‘campi’ di speranza e scorrazzare come bimbi, rotolarsi, ridere e vivere!
Lo sport rappresenta un elemento fondamentale sul piano emotivo e sociale, un ambiente multidimensionale, dinamico, ludico, fonte e motore di inclusione sociale e viene riconosciuto come uno strumento efficace per l'integrazione dei gruppi a rischio di emarginazione sociale, utile a contrastare la discriminazione razziale e l'intolleranza, valorizzando la diversità come risorsa.
Facciamo nostre le parole della poesia Foglie verdi di Walt Whitman: “Che cos’è l’erba? mi chiese un bambino, portandomene a piene mani. Come potevo rispondergli? Non so meglio di lui che cosa sia. Suppongo che sia lo stendardo della mia vocazione, fatto col verde tessuto della speranza”.
La diffusione di principi come quelli del rispetto e della valorizzazione delle diversità dev’essere lo “stendardo della nostra vocazione comunitaria” di cittadini responsabili e dinamici, che sappiano promuovere e stimolare il territorio cittadino, regionale e nazionale ad azioni che profumano di democrazia attiva e partecipata e non di indifferenza e qualunquismo.
A termine della cerimonia di premiazione verrà donata alla Città di Trani una rete di Beach volley. (don Geremia Acri)
 

Germania: il messaggio delle chiese cristiane per la Settimana Interculturale

Francoforte - Le Chiese cristiane tedesche  hanno diffuso il loro comune messaggio per la Giornata Interculturale 2017, la 42ma, che si terrà dal 24 al 30 settembre. Il documento, a firma del card. Marx (DBK), del Presidente EKD vescovo Bedford-Strohm e del metropolita Augoustinos, porta il titolo “Vielfalt verbindet”. In tutta la Germania sono previste più di 5.000 manifestazioni in oltre 500 località. “Come Chiese cristiane – scrivono – diciamo con chiarezza: la politica che alimenta la xenofobia e diffonde paura, che sottolinea solo gli interessi nazionali e cura una cultura di tipo nazionalista, e che mette in dubbio le libertà fondamentali, non è conciliabile con la visione cristiana”. Per le Chiese la famiglia è un grande valore, da tutelare anche nella politica migratoria. Le espulsioni in Paesi pericolosi per la vita sono inaccettabili. La società multiculturale è una realtà di fatto, va solo riconosciuta e ulteriormente sviluppata. L’incontro tra le persone – conclude il messaggio - permette che la “Willkommenskultur” diventi sempre più una “Integrationskultur”. (Tobia Bassanelli)
 

Bolzano: sabato e domenica la festa dei Popoli

Bolzano- Si svolgerà sabato 10 e domenica 11 giugno sul Prati del Talvera la Festa dei popoli. L’iniziativa è stata presentata in municipio a Bolzano alla presenza dell'Assessore comunale alla Cultura e alle Politiche Sociali Sandro Repetto e dei promotori, ovvero i rappresentanti dell'associazione Volontarius Onlus della Diocesi di Bolzano Bressanone e della Consulta Immigrati del Comune che hanno coinvolto nell'organizzazione numerose realtà associative dell'intero territorio provinciale (River Equipe, Young Caritas, Jugenddienst, La Vispa Teresa/Officine Vispa, Juvenes, Gruppo Alpini di Ora).
La festa è organizzata all'insegna dell'incontro consapevole con persone e gruppi di varie provenienze che vivono sul territorio: danze folkloristiche e cibi etnici, ma anche momenti formativo/culturali di confronto e sensibilizzazione. Tre i temi della manifestazione: la seconda generazione, i ragazzi minori stranieri non accompagnati, vulnerabili e senza voce e il turismo sostenibile. "La Festa dei Popoli -ha detto l'Assessore Repetto - rappresenta una vera occasione d'incontro; un'opportunità per incontrarsi e stare insieme. Un momento privilegiato d'integrazione e conoscenza reciproca che porta ad un arricchimento culturale per la città e per tutta la comunità".
E' stato così sottolineato che nelle due giornate di festa, saranno un centinaio i bambini tra i 3 e i 16 anni, con origini diverse, che saliranno sul palco per diverse esibizioni, rendendo così visibile l'arricchimento interculturale delle nuove generazioni che crescono sul territorio. Da segnalare che sono previsti anche gli interventi di saluto del Vescovo Mons. Ivo Muser e del Sindaco Renzo Caramaschi.
Il programma prevede sabato 10 giugno la giornata dedicata alla seconda generazione: bambini e adolescenti di origine straniera ma nati e/o cresciuti sul territorio nazionale. Oltre a giochi-attività-laboratori, il pubblico avrà la possibilità di incontrare questi giovani, ascoltarne le storie e i percorsi di inclusione. Saranno proprio loro i protagonisti, gli spettatori e i presentatori. Il Concerto della serata (h.21-23) sarà tenuto dal gruppo musicale Gnaua Spirit.
Domenica 11 giugno in mattinata, la sfilata delle bandiere e delle nazionalità per le vie della città, nei costumi tipici e con l'accompagnamento vivacissimo delle percussioni, grazie all'associazione musicale Sissamba (arrivo sui prati del Talvera alle ore 12.30). Nel pomeriggio si terrà uno spettacolo aperto a tutti, in cui le varie nazionalità si esibiranno in danze, canti, numeri tradizionali e musiche folkloristiche. Il trio (U3) composto da giovani profughi nigeriani porterà sul palco musiche e hip hop africano. Ci saranno inoltre il buffet etnico e stands dedicati ad alcuni tra i paesi ed associazioni partecipanti. In serata il gruppo Fata Morgana Dance Troupe, composto da ballerine meranesi: si cimenteranno nella danza orientale, gitana stile balcanico e flamenco orientale, nonché nelle danze dei "natives" americani. Infine, il Trio Acoustic Jocker inviterà tutti a ballare per la chiusura della Festa - con i ritmi del rock americano in allegria. (mp)
 
 

Migrantes Catania: sabato la festa multietnica

Catania - Si svolgerà sabato, 10 giugno, la Festa Multietnica nella diocesi di Catania promossa dall’Ufficio pastorale Migrantes. Sarà un momento – spiega una nota – di fraternità con la partecipazione di rappresentati delle comunità mauriziane, cingalesi, tamil e polacche che vivono nella città siciliana. La festa si terrà, dalle ore 20,00, presso l’Oratorio salesiano di San Filippo Neri in via Vincenzo Giuffrida, 208/A.
 
 

Migrantes: a Firenze la presentazione del “Rapporto Asilo”

Firenze - Mercoledì 14 giugno alle ore 10.00 a Firenze, presso il Centro Internazionale Studenti Giorgio La Pira, nell’ambito del Convegno “Prove di sistema. Il diritto d’asilo e la tutela dei minori stranieri non accompagnati”, organizzato dal Centro Internazionale Studenti Giorgio La Pira, dalla Commissione Migrantes Toscana, dalla Caritas diocesana Firenze e dal Centro studi missionario diocesano Firenze, sarà presentato il volume “Il diritto d’asilo. Report 2017” curato dalla Fondazione Migrantes.
 

UNHCR e Sprar per la Giornata Mondiale del Rifugiato

 
Torino - Per festeggiare il quindicesimo anno dell’istituzione della Giornata Mondiale del Rifugiato lo Sprar e l’UNHCR hanno chiesto agli enti attuatori dei progetti di accoglienza territoriale di fare un gesto concreto: aprire le porte. Nasce così l’iniziativa Porte Aperte. UNHCR ripropone anche quest’anno la campagna #WithRefugees che mira a sensibilizzare la popolazione civile e l’opinione pubblica sulla tragedia di chi abbandona il proprio paese a causa di persecuzioni o guerre. All’interno della campagna si sviluppano diverse iniziative di conoscenza, dialogo, scambio. Una delle iniziative è la giornata di Porte Aperte. “In Italia – si legge in una nota -  l’UNHCR e lo Sprar vogliono mostrare il volto del paese che accoglie, istituendo una giornata di “porte aperte” dei progetti di accoglienza e integrazione per creare un’opportunità di interazione tra rifugiati, operatori e comunità locali e dimostrare così il valore dell’impegno e della solidarietà”. Fra il 10 e il 24 giugno in tutta Italia sarà quindi possibile visitare alcuni centri Sprar che hanno aderito all’iniziativa e apriranno le loro porte alla cittadinanza. Per l’occasione è stata creata la mappa interattiva dell’Italia che accoglie dove sono segnalati i luoghi, le date e gli eventi connessi alle aperture dei centri.
 
 

Tv2000 rimane sul Canale 28 ma cambia frequenza

Roma - Tv2000 non cambia posizione – rimane sul Canale 28 – ma frequenza: i televisori di nuova generazione provvedono  in automatico a ricercarla; chi invece possiede un televisore più datato  potrebbe incontrare, specie dal prossimo 3 luglio, qualche difficoltà.
Per facilitare la nuova sintonizzazione attraverso il telecomando o il decoder, Tv2000 mette a disposizione un  numero verde gratuito (800 68 98 28), un  sito con tutorial (www.tv2000.it/cambiafrequenza) e un indirizzo mail (cambiafrequenza@tv2000.it): a servizio dei quasi 3milioni di telespettatori che ogni giorno ci seguono. (d. Ivan Maffeis)
 

OIM: da gennaio diminuiti arrivi in Europa

Roma - Aumentano gli arrivi e, fortunatamente, calano i morti in mare. Dall’inizio dell’anno al 4 giugno scorso un totale di 71.418 migranti e rifugiati sono giunti in Europa via mare e 1.650 persone sono morte mentre tentavano la traversata del Mediterraneo: secondo le ultime stime rese note a Ginevra dall’Organizzazione internazionale delle migrazioni (OIM) circa l’85% degli arrivi è stato registrato in Italia (60.388) ed il resto in Grecia (7.443), Cipro e Spagna. Nello stesso periodo dell’anno scorso erano stati registrati 206.790 arrivi (di cui 156.782 in Grecia) e 2.512 decessi.
Che ci siano meno ingressi in Italia e, allo stesso tempo, più partenze lo conferma anche una ricerca su "Immigrazione e sindacato" realizzata dalla Fondazione Di Vittorio. Negli ultimi 5 anni le immigrazioni si sono ridotte del 27%, passando da 386mila del 2011 a 280mila del 2015. Le emigrazioni, invece, sono aumentate in modo significativo, passando da 82mila a 147mila. Il saldo migratorio netto con l’estero registra il valore più basso dal 2000.
«Insomma – sintetizza Fulvio Fammoni della Fondazione Di Vittorio – nessuna invasione, anzi un saldo migratorio in netto calo e una evidente inadeguatezza delle politiche di ingresso e di accoglienza».
 

P. Sosa: “i migranti sono una fonte di ricchezza”

Roma - “Il populismo è una trappola. Presuppone una presenza di popolo alle spalle dei leader, ma ciò non avviene più. I populismi di adesso sono rappresentati da individui che non hanno un supporto popolare. Sono piuttosto antipolitici e antipartitici. Cavalcano le pulsioni nazionaliste e, invece di elevarle a ragione identitaria, le sfruttano per erigere muri. Hanno ambizione di potere personale. E sono molto pericolosi. Il popolo è illuso, non conta nulla. I capi fanno leva sui sentimenti di disagio per coltivare i propri interessi”. È l’analisi di padre Arturo Sosa Abascal, preposito generale della Compagnia di Gesù, in un’intervista al Sir. “La diffidenza nei confronti del diverso è diffusa, ma come cristiani siamo chiamati a fare il contrario. È un processo di conversione per tutti. L’Italia – spiega p. Sosa – è tra i Paesi più aperti all’accoglienza in Europa. Il problema è a livello politico: come i cristiani possono contribuire affinché la società civile sia aperta? Il futuro dell’Europa dipende molto dalla manodopera che arriva da altri Paesi. Per questo occorre pianificare una strategia comune. I migranti sono una fonte di ricchezza: a scappare da guerre e carestie uomini e donne che hanno il desiderio di lavorare”.
 

Papa Francesco: “nel nostro tempo c’è tanto bisogno di pregare per la pace”

Città del Vaticano - “Nel nostro tempo c’è tanto bisogno di pregare – cristiani, ebrei e musulmani – per la pace”. Lo ha detto il Papa questa mattina,  prima di salutare, al termine dell’udienza generale in Piazza San Pietro, i fedeli di lingua italiana.
“Domani, alle ore 13, si rinnova in diversi Paesi l’iniziativa ‘Un minuto per la pace’, cioè un piccolo momento di preghiera nella ricorrenza dell’incontro in Vaticano tra me, il compianto Presidente israeliano Peres e il Presidente palestinese Abbas”, ha detto il pontefice.
 
 

“Sognate anche voi questa Chiesa!”: a Sacrofano l’incontro della Fondazione Missio

Roma “Sognate anche voi questa Chiesa, per una progettualità missionaria alla luce dell’Evangelii Gaudium”. Questo il tema del convegno promosso dalla Fondazione Missio, che si svolgerà a Sacrofano da domani al 10 giugno. Sarà occasione d’incontro e riflessione collettiva in tre tempi: uscire, progettare e sognare una Chiesa in missione permanente, afferma la Fondazione Missio. La riflessione iniziale sull’Evangelii Gaudium orienterà la platea - oltre duecento persone provenienti dai centri missionari diocesani – per individuare nuovi ambiti di missione alle periferie del mondo. Più in dettaglio, si penserà a come elaborare linee comuni d’azione per tutti i Centri missionari diocesani, puntando ad un servizio missionario più adeguato alle esigenze delle Chiese locali.
La riflessione è affidata in apertura dei lavori a Mons. Francesco Beschi, Presidente della Commissione Episcopale per l’evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le Chiese, che riprenderà le fila del convegno di Firenze “per un rinnovato impulso missionario delle Chiese locali in Italia”. A seguire, Mons. Nunzio Galantino, Segretario Generale della CEI, introdurrà un discorso sulla Missio ad gentes alla luce dell’Evangelii Gaudium. Infine, sempre domani in chiusura, sarà la volta di Mons. Giuseppe Lorizio, professore ordinario di Teologia fondamentale della Pontificia Università Lateranense.
«Siamo profondamente convinti che la tradizione cristiana sia in grado di offrire una visione antropologica capace di integrare le dimensioni della conoscenza e della volontà libera, con quella dell’affettività, spesso elusa o semplicemente ignorata», dice monsignor Lorizio. «Avere il coraggio di  spogliarci delle armature, cercare di globalizzare la solidarietà e custodire e promuovere l’umano»: sono tre delle indicazioni fornite dal teologo, che verranno approfondite nel corso della relazione finale.
Il giorno successivo, dopo le lodi e la riflessione biblica si ragionerà assieme all’interno di laboratori tematici guidati da Luciano Meddi, docente di Catechetica Missionaria della Pontificia Università Urbaniana.