Primo Piano
“A nord di Lampedusa”: il 14 febbraio a Roma un film-documentario
Tra le novità al cinema dall’8 febbraio “Green Border”
Roma - Tra i regali dell’80a Mostra del Cinema della Biennale di Venezia c’è “Green Border” della regista polacca Agnieszka Holland, che ha scosso animi e strappato lacrime brucianti al Lido, incoronato con il Premio speciale della Giuria. Distribuito da Movies Inspired, “Green Border” si posiziona con passo deciso nel perimetro del cinema di impegno civile raccontando una delle tragedie del nostro presente che si consuma tra Bielorussia e Polonia. Lì migranti provenienti da Siria e Afghanistan diventano oggetto di uno spietato braccio di ferro: nessuno li vuole, ma vengono usati per azioni di intimidazione politica. In questo teatro dell’assurdo, le vite di innocenti si piegano, si spezzano. La Holland picchia duro nei temi, pronta scuotere le coscienze sonnolente dei leader europei, ma lo fa con grande controllo della macchina da presa e chiara eleganza visiva, con un efficace bianco e nero. “Green Border” è un potente e straziante grido di denuncia, ma soprattutto espressione di un grintoso cinema di impegno civile. Da non perdere dall'8 febbraio al cinema.
Torna al cinema “Il colore viola”, apprezzato romanzo Premio Pulitzer (1983) di Alice Walker; un nuovo adattamento dopo il successo firmato Steven Spielberg nel 1985 con Whoopi Goldberg. Targato Warner Bros. e diretto da Blitz Bazawule, con Fantasia Barrino e Danielle Brooks – candidata agli Academy Awards –, “Il colore viola” vede tra i produttori lo stesso Spielberg, Oprah Winfrey e Quincy Jones. Oltre al tracciato del romanzo, il film recupera la versione musical di Broadway.
Nel segno della commedia brillante a “stelle e strisce” è “A dire il vero” (“You Hurt My Feelings”), film diretto da Nicole Holofcener – suoi “Friends with Money (2006) e “Non dico altro” (2013) – con Julia Louis-Dreyfus e Tobias Menzies: la storia di una nota scrittrice in stallo con la pubblicazione del nuovo libro, criticata anche dal marito. Umorismo acuto e pungente. Lo distribuisce Vertice360.
Focus Oscar96, “Anatomia di una caduta”. Prosegue il nostro viaggio verso gli Oscar, con uno dei titoli in gara come miglior film: “Anatomia di una caduta” (“Anatomie d’une chute”) della francese Justine Triet – autrice anche del copione con Arthur Harari – e interpretato dall’acclamata Sandra Hüller. Palma d’oro a Cannes76, 6 Premi Efa e 2 Golden Globe, l’opera correrà agli Oscar96 con 5 candidature di peso tra cui miglior regia (l’unica donna nella cinquina!). “Anatomia di una caduta” è un raffinato e meticoloso racconto del deragliamento di una relazione, una lucida autopsia di legami, pensieri e sentimenti. La storia vede protagonista una coppia di scrittori, Sandra e Samuel, genitori del preadolescente Daniel, che abitano in una località isolata sulle alpi francesi. All’improvvisa morte di lui, caduto da una finestra, Sandra finisce sul banco degli imputati: vengono setacciati rancori, rimorsi, carriera, (in)successi, intimità e ruolo genitoriale. Film scritto meravigliosamente, serrato nelle dinamiche e cesellato nei termini, con una regia illuminata e un’attrice, la Hüller, eccellente. In vista degli Oscar, film di certo da recuperare. È ancora al cinema con Teodora. (Sergio Perugini -SIR)
“A casa loro” uno spettacolo teatrale che racconta la tratta degli esseri umani
Lodi - L'Associazione Teatro Aquilante, con sede a Lodi, propone lo spettacolo teatrale "A casa loro", di Giulio Cavalli e Nello Scavo. Lo spettacolo, un monologo interpretato dallo stesso Giulio Cavalli, racconta la storia di un uomo africano che, dopo aver vissuto la tratta degli esseri umani e le violenze nelle prigioni libiche, riesce a raggiungere le coste italiane. Attraverso la sua voce, lo spettacolo offre uno spaccato drammatico e toccante della condizione dei migranti, raccontando le loro storie, le loro speranze e le loro tragedie.
"A casa loro" è uno spettacolo che non lascia indifferenti, che invita a riflettere su un tema importante e attuale come quello dell'immigrazione, evidenziano i promotori che si dicono disponibili per rappresentazioni in teatri, associazioni e altre sedi pubbliche.

Un Padre pieno d’amore
Mons. Tisi: “si rafforzi ovunque la cultura dell’accoglienza”
Papa Francesco: “uniamoci tutti per contrastare il drammatico fenomeno globale della tratta di persone umane”
Popolazioni Mobili: allo Spallanzani un ambulatorio dedicato
Anci: nel 2022 sono state 53.222 le persone migranti accolte nei progetti Sai
La Serie A insieme coi rifugiati
Migrantes: ieri incontro formativo con i coordinatori etnici nazionali
Nuovo naufragio vicino a Lampedusa: in salvo 49
Milano - Ennesima tragedia del mare a Lampedusa. Sono almeno 49 le persone messe in salvo dalla motovedetta della Guardia costiera ma ci sarebbero anche due dispersi. Erano a bordo di un barchino di otto metri che si è ribaltato nelle acque antistanti la più grande delle Pelagie. Si tratta di cittadini bengalesi, ivoriani, guineani e senegalesi. Secondo i naufragi salvati, già sbarcati su molo Favarolo, due loro compagni mancherebbero all’appello. Ma non è ancora chiaro quanti sarebbero perché, i naufraghi, sotto choc, hanno dato numeri contrastanti. «Ci auguriamo - sottolinea la Croce Rossa Italiana operativa a Lampedusa - che le prime notizie che parlano di un naufragio e di alcuni dispersi trovino nelle prossime ore una soluzione diversa da quella che sembra prospettarsi al momento, cioè di un nuovo naufragio e di nuovi morti in prossimità dell’isola». Il barchino affondato sarebbe partito da El Amra, in Tunisia, martedì sera. Ognuno dei migranti a bordo, per la traversata verso Lampedusa, ha detto di aver pagato 2 mila dinari tunisini. I naufraghi sono sbarcati nel pomeriggio al Molo Favarolo insieme ad altre 72 persone soccorse dalla stessa unità navale. Queste ultime erano a bordo di un barcone: anche in questo caso si tratta di migranti bengalesi, egiziani, eritrei, pachistani, siriani e sudanesi. Il mezzo, salpato da Zuara, in Libia, nel pomeriggio di mercoledì, é stato lasciato alla deriva. Ai soccorritori hanno riferito di avere pagato 16mila dinari libici per la traversata. Ma non sarebbero gli unici approdi della giornata. Altri 50 migranti circa, infatti, sono stati intercettati dai militari della Guardia di finanza e trasferiti in serata sull’isola. Dopo una pausa dovuta perlopiù al maltempo e al mare agitato, sono così riprese le partenze dal Nord Africa. Da Libia e Tunisia in particolare. Al momento all’hotspot di Contrada Imbriacola sono arrivati 121 migranti e il totale delle persone accolte è di 387 ospiti. Nella sola giornata di mercoledì infatti si sono registrati almeno 227 arrivi a Lampedusa, in meno di 24 ore. Molti sono tunisini ma fra le principali nazionalità si registrano citttadini da Egitto, Siria, Sudan, Eritrea, Bangladesh, Etiopia, Pakistan, Senegal, Gambia, Liberia, Costa D’Avorio, Guinea. Sempre nella giornata di mercoledì vi sarebbero ulteriori due sbarchi: il primo di 52 persone, il secondo di 17. Nel corso di uno sbarco diverse persone sarebbero finite in mare, e dall’acqua successivamente recuperate. In questo caso però non ci sarebbero stati dispersi. "Al momento all’hotspot di Contrada Imbriacola, con gli ultimi 121 migranti arrivati il totale delle persone accolte è di 387 ospiti" fa sapere la Croce Rossa. "Gli operatori – aggiungono – sono in contatto con le Autorità competenti, Prefettura, Forze dell’Ordine, Capitaneria di Porto, e le Associazioni che sostengono l’attività dell’hotspot, per affrontare eventuali criticità". La Guardia nazionale tunisina, intanto ha scoperto proprio a El Amra, nei pressi di Sfax, 2 cantieri non autorizzati che fabbricavano barche in ferro, utilizzate per le traversate clandestine dei migranti. Lo ha reso noto la Direzione della Guardia nazionale di Tunisi, pubblicando anche un video dell’operazione che ha consentito di sequestrare e distruggere 2 imbarcazioni in ferro e attrezzature per la saldatura, e ad arrestare 3 persone implicate nel caso. Anche la Spagna è meta di approdo per chi fugge dal Nord Africa. Nonostante le gelide acque invernali e le condizioni meteo avverse, almeno 14 migranti minorenni sono giunti a nuoto dalle coste marocchine nell’enclave spagnola di Ceuta in Marocco nelle ultime 24 ore. Secondo fonti di polizia, i giovani migranti approfittano proprio delle condizioni avverse, come il forte vento di levante, per lanciarsi in mano e tentare di raggiungere la città autonoma, perché sperano che ci sia una minore sorveglianza delle forze si sicurezza alla frontiera. (Daniela Fassini - Avvenire)
Viminale: da inizio anno sbarcate 2.268 persone migranti sulle nostre coste
Oim: da inizio 2024 già 100 morti nel Mediterraneo
Vangelo Migrante: ….. Tutti ti cercano (Marco, 1,29-39)
Continuiamo a camminare con Marco e mettiamoci anche noi sulle tracce di Gesù. In questo itinerario a volte ci sentiamo un po’ scoraggiati dalle prove, come Giobbe che sente la vacuità e la fragilità della sua condizione umana. Giobbe tormentato dalle sofferenze e dalle prove è in cerca di speranza e tenta di rialzarsi, dopo notti tormentate a rigirarsi nel letto senza trovare risposte. L’uomo è sempre in cerca di risposte e non le trova se non si ferma da Gesù. Gesù abita dove lo si lascia entrare, soprattutto nell’interiorità di ciascuno. La casa di Pietro è in realtà non solo una residenza anagrafica ma una condizione per conoscere e trovare Gesù. Tutti ti cercano ma perché? Chi cercate chiedeva Gesù? E noi, chi stiamo cercando? In questa domanda a volte si cela il desiderio nascosto di realizzazione e di successo di ogni uomo e donna. A volte siamo accusati di essere opportunisti e di cercare Dio solo perché siamo nel bisogno, o perché ci sentiamo soli, abbandonati, vittime di ingiustizie, colpiti da lutti improvvisi. Cristo ci offre una risposta che supera la convenienza, diviene l’unica certezza. La Parola annunciata diventa il “vanto” di San Paolo, un imperativo da adempiere: “guai a me se non annunciassi il Vangelo”. Diffondere il messaggio di Cristo non è come timbrare un cartellino ma una necessità che ci trasforma. Senza la Parola di Gesù non siamo niente. Pietro lo afferma chiaramente: “Tu solo hai parole di vita eterna”. Non abbiamo altri dei o profeti in grado di ridare senso alla nostra vuota esistenza. Gesù predica, guarisce e scaccia il male perché ci vuole riportare a un livello più alto, ci regala la vita divina. La guarigione della suocera di Pietro, in realtà è solo una premessa per avvicinarsi alla vita di Cristo che risana non solo dalle influenze virali, ma dalla morte eterna. Cristo è venuto per guarirci nell’anima. Tutto il Vangelo di Marco è costruito su un divenire di fatti ed eventi che avranno il loro culmine nella crocifissione e nella risurrezione. Cristo a Pasqua, ci mostra il suo segreto e ci rivela chi è veramente. Le guarigioni sono solo un’anticipazione di quel già e non ancora che deve venire. Cristo è venuto per annunciare il Regno di Dio perché chiunque viene a Lui si salvi. La salvezza operata dalla Parola è qualcosa di profondo. Gesù si ritira nel deserto e spesso lascia le folle perché non vuole diventare un fenomeno da baraccone, un taumaturgo d’eccezione, che sul web oggi potrebbe identificarsi con il miglior influencer. La fede non è magia o superstizione ma un incontro che cambia la vita. Solo chi crede veramente ottiene la libertà dal male e da ogni altra malattia. Nel Nuovo Testamento la malattia non viene vista come incidente della vita, ma una conseguenza del peccato. I malati gravi di epilessia e gli indemoniati erano visti come pubblici peccatori. La malattia è spesso intesa come la punizione delle colpe commesse. Cristo scardina ogni pensiero dell’epoca, supera la mentalità devozionistica del tempo e pone Lui stesso al centro della salvezza. Cristo è la via che ci porta alla pienezza di noi stessi. Il Cristianesimo non è la lista delle cose buone da fare né quella dei peccati da accusare ma un evento straordinario di gioia, il kairos della gioia in cui usciamo dalle paure e ritroviamo la pace. La Pace del cuore è la migliore guarigione, si ottiene con un’unica efficace terapia: avvicinarsi a Cristo. Non importa quando, bisogna camminare per andare da Lui, come il cieco, l’emorroissa, i lebbrosi, come ognuno di noi afflitto da una piaga dolorante o da una forte depressione che ci consuma. Cristo diventa la nostra unica risposta: è Lui che risana, guarisce, rimanda i ricchi a mani vuote, soccorre il suo popolo Israele. Siamo anche noi in fila in questa ricerca di Cristo, anche tu ed io tra quelli che lo cercano e che sperano di trovarlo sempre. In “O sensi miei”, così scriveva Davide Maria Turoldo: “Ti fuggo o luce, ma sempre sulla strada ti incontro”. Questa è la certezza, se perdiamo la strada, Gesù la ci aiuta a ritrovarla attraverso il legno pesante della Croce. Un ponte tra cielo e terra, dove tutti prima o poi passano e arrivano a destinazione. In questa domenica, nella predicazione di Gesù riusciamo a cogliere l’essenziale messaggio di vita e di salvezza che non è riservato a pochi eletti ma a tutti gli uomini e donne amati dal Signore. (Andrea Fulco)