Primo Piano

Cei: nota della Presidenza dopo la nomina del nuovo nunzio apostolico in Italia

11 Marzo 2024 -

Roma - Pubblichiamo la nota della Presidenza della CEI a seguito della nomina di Monsignor Petar Rajič a Nunzio Apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino.

Ringraziamo Papa Francesco per l’attenzione continua e costante verso le Chiese in Italia. La nomina del Nunzio Apostolico è espressione del particolare vincolo di comunione che si rinnova tra la Sede Apostolica e le comunità ecclesiali. In questo momento desideriamo esprimere la nostra gratitudine al Cardinale Emil Paul Tscherrig per il servizio svolto, in questi sette anni, a favore delle nostre Chiese. È stato un tempo intenso, contraddistinto da profondi cambiamenti che stanno interessando i territori e condizionato anche dalla pandemia. Abbiamo davvero avuto modo di sperimentare la sua preziosa azione e il suo consiglio nel rendere sempre più saldi ed efficaci i vincoli di unità con la Sede Apostolica e nel tessere le relazioni con le Autorità dello Stato. Con gli stessi sentimenti, accogliamo oggi Monsignor Petar Rajič ringraziandolo sin d’ora per il ministero che svolgerà tra di noi. Affidiamo la sua missione ai nostri Patroni San Francesco d’Assisi e Santa Caterina da Siena.

Novità al cinema: da giovedì “Memory” e “La terra promessa”

11 Marzo 2024 -

Roma - Al cinema nella prima metà di marzo due titoli importanti da Venezia80. Il primo è il dramma sentimentale “Memory” (Academy Two) del regista messicano Michel Franco, con la Premio Oscar Jessica Chastain e Peter Sarsgaard, Vincitore della Coppa Volpi alla Mostra. È la storia, nella New York di oggi, di Sylvia e Saul, due solitudini in cerca di conforto e tenerezza: lei è una madre sola, con lavori precari e con un difficile percorso di elaborazione di abusi subiti in famiglia che l’hanno portata all’alcolismo; lui è un uomo sulla cinquantina, dalla sicura posizione sociale, che però precipita in una vertigine di disperazione nel momento in cui gli viene diagnosticato l’Alzheimer precoce. Sylvia e Saul sono due ultimi, due feriti dalla vita, che insieme provano a non arrendersi e ad affrontare l’incerto domani. Insieme sperimentano una nuova primavera di sentimento. Si innamorano.

Film dolente, bellissimo, per adulti. 

Ancora, La terra promessa. Bastarden (Movies Inspired) del danese Nikolaj Arcel, che con il solidale Mads Mikkelsen – insieme hanno realizzato già A Royal Affair (2012) – ha composto un affresco storico-epico con incursioni nel western esistenziale. Il film racconta l’impresa dell’ex capitano militare Ludvig Kahlen, che ottiene dal re il permesso di coltivare le algide terre del Nord. Molte le difficoltà da fronteggiare: dall’invidia dei nobili locali ai bracconieri, compresa la natura aspra e inospitale, che non fa sconti. A motivare la sua marcia, non solo la determinazione (a tratti cieca), ma anche due incontri che cambieranno corso alla sua esistenza. Un’opera struggente, di grande fascino e sostanza. In uscita con Medusa “Race for Glory. Audi vs Lancia” di Stefano Mordini, prodotto e interpretato da Riccardo Scamarcio. Il film, su cui torneremo, racconta la gara tra le scuderie Audi e Lancia nel campionato di rally del 1983. Nel cast Daniel Brühl, Volker Bruch e Gianmaria Martini.

Virzì torna a Ventotene. Una lunga esitazione, durata quasi tre decenni: dal 7 marzo è nei cinema con 01 Distribution “Un altro ferragosto”, atteso sequel della commedia amara, amarissima, “Ferie d’agosto” (1995) di Paolo Virzì. Il regista livornese fa ritorno all’isola di Ventotene insieme a quasi tutti gli storici interpreti – Sabrina Ferilli, Silvio Orlando e Laura Morante –, omaggiando gli amici scomparsi troppo presto: Piero Natoli ed Ennio Fantastichini. Insieme a loro alcune new entry: Christian De Sica, Vinicio Marchioni ed Emanuela Fanelli. Con “Un altro ferragosto” Virzì mostra le disavventure di due famiglie, i Molino e i Mazzalupi, espressione di un’Italia sciatta e allo sbando. Un affresco umano, politico-sociale, marcato da miseria e povertà valoriali. A funzionare sono soprattutto le scene corali: lì c’è ritmo, coinvolgimento e trasporto. E in questo Virzì è maestro, bravissimo, proprio come in “Siccità”. Al di là di qualche debolezza o furbizia nell’impianto narrativo, il film funziona per soprattutto per lo sguardo di Paolo Virzì, così acuto, irresistibile e “feroce”, mai banale. Un autore che onora la tradizione della commedia all’italiana. (Sergio Perugini)

Scegliamo la luce

11 Marzo 2024 -
Città del Vaticano - Agli abitanti di Efeso Paolo scrive di un Dio ricco di misericordia; e Giovanni, nel dialogo tra Gesù e Nicodemo, ci dice che Dio “ha tanto amato il mondo da dare il figlio unigenito”. Ci avviciniamo alla Pasqua, siamo a metà del tempo liturgico, e l’invito che ci giunge dalle letture – anche dal libro delle Cronache, di fronte alle infedeltà di fedeli e sacerdoti Dio non dimentica il suo popolo e lo salverà – è messaggio di speranza. Non mancano certo le difficoltà, ieri come oggi, non mancano i problemi, ma la Pasqua che ci accingiamo a celebrare ci ricorda che la storia non si ferma al venerdì, c’è la domenica, la pietra rotolata, il sepolcro vuoto, la vittoria della vita sulla morte. Vittoria che deve risuonare ovunque in particolare in quelle regioni i cui popoli sono vittime di guerre e violenze, e dove vivono poveri, persone sole e abbandonate. Così Francesco nel dopo Angelus dice di seguire “con preoccupazione e dolore” quanto sta accadendo a Haiti e invita a pregare perché “perché cessi ogni sorta di violenza e tutti offrano il loro contributo per far crescere la pace e la riconciliazione nel Paese, con il sostegno rinnovato della Comunità internazionale”. Preghiere anche per l’Ucraina e la Terra Santa: “cessino al più presto le ostilità che provocano immani sofferenze nella popolazione civile”. Parole che fanno seguito a quanto pronunciato nell’intervista alla Radiotelevisione svizzera con le quali chiedeva il “coraggio” del negoziato per uscire dal conflitto russo-ucraino e bollava come “irresponsabili” coloro che fanno la guerra. Messaggio di speranza, dunque, e la pagina di Giovanni ci aiuta a comprendere il messaggio centrale del Vangelo. Nicodemo, un fariseo, va a trovare Gesù di notte, forse per non essere visto dopo la cacciata dei mercanti dal tempio, critica esplicita ai sadducei che avevano il compito di governare gli accessi dei fedeli. Forse anche per cercare di portare il giovane e famoso rabbi dalla sua parte; in qualche modo crede ma non ha ancora il coraggio di andare fino in fondo, di fare la scelta radicale e allora sceglie la notte: è un uomo in ricerca ma è ancora nell’oscurità, nella notte, appunto. “Il Signore lo accoglie, dialoga con lui e gli rivela di essere venuto non a condannare ma a salvare il mondo” afferma Papa Francesco all’Angelus, che ricorda come spesso nel Vangelo Gesù svela “le intenzioni delle persone che incontra, a volte smascherandone atteggiamenti falsi, come con i farisei, o facendole riflettere sul disordine della loro vita, come con la Samaritana”. Il Signore legge nei nostri cuori ma non usa “giudizi privi di misericordia”. Siamo tutti peccatori, tutti sbagliamo, ma Gesù non usa “la conoscenza delle nostre debolezze per condannarci”, non se ne serve “per puntarci il dito contro, ma per abbracciare la nostra vita, per liberarci dai peccati e per salvarci”. A Gesù “non interessa farci processi o sottoporci a sentenze” afferma ancora il Papa, e il suo sguardo “non è un faro accecante che abbaglia e mette in difficoltà, ma il chiarore gentile di una lampada amica, che ci aiuta a vedere in noi il bene e a renderci conto del male, per convertirci e guarire con il sostegno della sua grazia”. Cosa che invece facciamo noi, afferma il Papa, quando sparliamo, condanniamo l’altro, e facciamo pettegolezzi. “La luce è venuta nel mondo, ma gli uomini – leggiamo nella pagina del Vangelo – hanno amato più le tenebre che la luce perché le loro opere erano malvagie”. Infine, il pensiero di Francesco va alla donna – la Giornata internazionale dell’8 marzo – alle quali esprime vicinanza “specialmente a quelle la cui dignità non viene rispettata”. C’è ancora tanto lavoro da fare “perché sia riconosciuta concretamente la pari dignità delle donne”. E questo vale per ognuno di noi ma soprattutto per le istituzioni: “hanno il dovere fondamentale di proteggere e promuovere la dignità di ogni essere umano, offrendo alle donne, portatrici di vita, le condizioni necessarie per poter accogliere il dono della vita e assicurare ai figli un’esistenza degna”. (Fabio Zavattaro - Sir)

Papa Francesco: “cessino le ostilità in Ucraina e Terra Santa” e appello per R. D. Congo e Haiti

11 Marzo 2024 -
Città del Vaticano - “Accolgo con affetto la comunità cattolica della Repubblica Democratica del Congo a Roma”. Lo ha detto il Papa, al termine dell’Angelus di ieri in piazza San Pietro. “Preghiamo per la pace in questo Paese, come pure nella martoriata Ucraina e in Terra Santa”, ha proseguito Francesco: “cessino al più presto le ostilità che provocano immani sofferenze nella popolazione civile”. “Seguo con preoccupazione e dolore la grave crisi che colpisce Haiti e i violenti episodi avvenuti negli ultimi giorni”, ha poi aggiunto il Papa: “Sono vicino alla Chiesa e al caro popolo haitiano, che da anni è provato da molte sofferenze. Vi invito a pregare, per intercessione della Madonna del Perpetuo Soccorso, perché cessi ogni sorta di violenza e tutti offrano il loro contributo per far crescere la pace e la riconciliazione nel Paese, con il sostegno rinnovato della comunità internazionale”. Infine la “vicinanza” ai “fratelli musulmani”, all’inizio del Ramadan.

Viminale: da inizio anno sbarcate 4.979 migranti sulle coste italiane

8 Marzo 2024 -
Roma - Sono 4.979 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno secondo il datodel ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Di questi 1.206 sono di nazionalità bengalese (24%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Siria (764, 16%), Tunisia (698, 14%), Egitto (511, 10%), Pakistan (251, 5%), Eritrea (248, 5%), Etiopia (187, 4%), Sudan (149, 3%), Guinea (109, 2%), Gambia (66, 1%) a cui si aggiungono 790 persone (16%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.

Servizio Civile: a Scampia il XVIII Incontro nazione del Tavolo Ecclesiale

8 Marzo 2024 - Roma - Si svolgerà a Scampia a Napoli il prossimo martedì 12 marzo il XVIII Incontro dei giovani in servizio civile del TESC (Tavolo ecclesiale sul servizio civile) nel ricordo di san Massimiliano di Tebessa, giovane martire cristiano per obiezione di coscienza al servizio militare. Come avvenuto per le precedenti edizioni, il tema è quello indicato da Papa Francesco per la Giornata mondiale della Pace del 1° gennaio scorso: “Intelligenza artificiale e pace”. Alla vigilia dell’incontro, lunedì 11 marzo, si svolgerà a Casal di Principe (CE) l’iniziativa “Per amore del mio popolo”, a 30 anni dall’uccisione di don Peppe Diana. Dal 2003 il TESC organizza ogni anno il 12 marzo, nella ricorrenza liturgica del martirio del giovane obiettore del 295 d.C., un incontro nazionale dei giovani in servizio civile. Lo scorso anno l’appuntamento si era tenuto a Barbiana (FI) a 100 anni dalla nascita di don Lorenzo Milani. Ad accogliere gli oltre 600 partecipanti sarà il complesso a Scampia dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Tra gli interventi previsti quelli del Rettore, Matteo Lorito, di Laura Massoli (Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile universale), Marta Bertolaso (Università Campus Bio-Medico di Roma), Davide Dattoli (Talent Garden), Guglielmo Tamburrini (Università degli Studi di Napoli Federico II), moderati da don Alessio De Fabritiis. Sono inoltre previste testimonianze di giovani in servizio civile in Italia e all’estero. Nel pomeriggio, dopo una visita a Scampia, concluderà l’incontro la Celebrazione eucaristica presso la chiesa “San Giuseppe Moscati” presieduta da S.E. Mons. Domenico Battaglia, Arcivescovo di Napoli. Il TESC, costituitosi nel 2003, attualmente riunisce 18 organismi, associazioni ed enti cattolici impegnati su questo ambito. Vi aderiscono: Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, Ufficio nazionale per la Cooperazione Missionaria tra le Chiese, Ufficio nazionale per i Problemi Sociali e il Lavoro, Servizio nazionale per la Pastorale Giovanile, Azione Cattolica Italiana, ACLI, AGESCI, Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Confcooperative-Federsolidarietà, Cenasca-Cisl, Centro Sportivo Italiano, Volontari nel mondo-FOCSIV, G.A.V.C.I., Salesiani per il Sociale APS, CDO Opere Sociali, Anspi, Unitalsi.

Forum delle Migrazioni: oggi mons. Perego sulle cause delle migrazioni che impediscono la libertà di restare

8 Marzo 2024 - Agrigento - “Fermare  la   corsa   agli  armamenti,   il colonialismo economico, la razzia delle risorse altrui, la devastazione della nostra casa comune”. Secondo  l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes, deve essere questo l’impegno prioritario che può consentire realmente la possibilità di scegliere se essere 'liberi di partire o di restare'....”  . Monsignor Perego è intervenuto questa mattina  in collegamento alla seconda giornata del IX Forum sulle migrazioni organizzato dall’Accademia di Studi Mediterranei, l’appuntamento che l’ Istituto di Alta Cultura fondato da Assuntina Gallo Afflitto e presieduto dal vescovo Enrico dal Covolo, promuove ogni anno per riflettere sul tema delle migrazioni.  Con un approccio, anche questa volta,  chiaro: perché  “etica  e diritto si possono distinguere, ma non disgiungere”. Oltre alle guerre note e dimenticate è “il neocolonialismo economico: la razzia delle risorse altrui”- come ricordato anche da Papa Francesco- “che impedisce alle persone di restare nel proprio Paese”. "Assistiamo  non solo a  un impoverimento delle risorse dei Paesi dell’Africa, ma a un vero e proprio furto legalizzato delle loro risorse, su cui poi le multinazionali e alcuni Paesi speculano”, ha spiegato Perego.  E ha aggiunto: “Anche l’Italia attraverso il cosiddetto ‘Piano Mattei ’vuole ricercarsi ‘un posto al sole’ in nove Paesi Africani (Marocco, Tunisia, Egitto, Algeria, Costa d’Avorio, Etiopia, Kenya, Repubblica Democratica del Congo, Mozambico), ma anche in Angola e Ghana, per ‘lo sviluppo italiano in Africa’ – con le briciole lasciate ai Paesi africani, non coinvolti nel piano”. Ma “siamo lontani dal vero e unico ‘Piano Mattei’ del dopoguerra, preparato in Università Cattolica di Milano in quasi dieci anni prima e dopo il ’48 e che aveva visto oltre a Mattei, protagonisti i grandi economisti Vanoni e Vico, Fanfani e la Pira, Saraceno e altri e che pensavano alla cooperazione allo sviluppo dei popoli africani seguendo l’invito di Pio XII”. Tra gli interventi di ieri al convegno anche quelli dell’arcivescovo di Agrigento,  Alessandro Damiano, di Angela Ales Bello, presidente del Centro Italiano di Ricerche Fenomenologiche di Roma  dedicato al tema della fratellanza universale, di Stefano Pasta, docente all’ Università Cattolica  che è intervenuto sui “nuovi italiani” e la necessità “ di riconoscere il cambiamento demografico italiano”, del saggista Marco Roncalli  e di don Aldo Sciabbarrasi, direttore dell'Ufficio Migrantes dell'Arcidiocesi di Agrigento che fra storia e attualità hanno  raccontato e interpretato l’attenzione della Chiesa  al fenomeno migratorio nella sua evoluzione  a partire dalle origini sino al pontificato di Papa Francesco.  I lavori del convegno - ospitati nella Sala delle Conferenze di Casa Sanfilippo, al Parco Archeologico nella Valle dei Templi - dopo l’ultimo contributo di oggi, presentato da Luca Alteri, docente all’ Università “La Sapienza” di Roma  sui migranti e il tema della “povertà come condanna”,  si concluderanno domani con alcuni approfondimenti specifici di don Alessandro Andreini,  Alfonso Cacciatore, Giulia Sfameni Gasparro, Anna Maria Samuelli, Antonio Romano e don Carmelo Mezzasalma.

Cei: in 10 anni 307 i progetti in favore delle donne

8 Marzo 2024 -
Roma - Negli ultimi 10 anni sono stati 307 i progetti in favore delle donne in più di 40 Paesi per quasi 33 milioni di euro. Dalla formazione al supporto alle donne vittime di violenza, dall’avvio di attività generatrici di reddito alla promozione di un’agricoltura sostenibile, la Chiesa italiana – grazie ai fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica – continua a favorire partecipazione e opportunità. “Lavorare insieme aiuta a rafforzare i legami, a ridarci speranza. Finalmente qualcuno ci è stato accanto, ci ha dato ascolto, ha capito i nostri bisogni. Ci sentiamo anche noi protagoniste”, sottolinea Jeanine che a Ruyigi, in Burundi, ha beneficiato di un programma per l’accesso all’acqua potabile. Un desiderio di riscatto e di riprendere in mano la propria vita che emerge nelle testimonianze di tante altre donne, dal Madagascar al Congo, dall’India alla Colombia, dal Kosovo alla Terra Santa, che hanno trovato nell’aiuto della Chiesa cattolica un seme da cui far nascere il futuro. Come accade in Costa Rica dove un gruppo di donne ha generato partecipazione e cooperazione in un territorio impervio. “Tempesta e calma. Dopo la tempesta c’è la calma che fa venir fuori dalla terra l’aroma di caffè e come lo senti inizi a sognare e si rafforza il legame con questi campi e la soddisfazione per ciò che siamo riuscite a realizzare”, racconta Margot, che a La Legua de Aserrí, nell’arcidiocesi di San José, ha fondato Asiprofe, un’associazione di donne imprenditrici che producono e commercializzano “Aromas de La Legua”, un caffè puro al 100%. Tutto è iniziato con un piccolo contributo che nel 2016 ha permesso l’acquisto di una macchina per tostare i chicchi di caffè e un mulino. Da lì ha preso il via un cambiamento duraturo che continua ancora oggi, grazie a Margot, a Lorena, a Maria e a tante altre donne. “In Costa Rica – aggiunge Margot – le donne coltivatrici di caffè guadagnano il 40% in meno rispetto agli uomini e devono affrontare notevoli difficoltà nell’accedere a una formazione e a informazioni adeguate che aiutino a migliorare la produttività, la qualità e il reddito dei loro raccolti. Nonostante tutto questo noi abbiamo dimostrato che insieme possiamo farcela”. Mai come oggi il mondo ha bisogno della mente, del cuore, delle mani delle donne. Della loro creatività e delle loro competenze. Fondamentale è dunque il loro sostegno verso una prospettiva di pari dignità e opportunità. Papa Francesco ricorda infatti che “l’organizzazione delle società in tutto il mondo è ancora lontana dal rispecchiare con chiarezza che le donne hanno esattamente la stessa dignità e identici diritti degli uomini. A parole si affermano certe cose, ma le decisioni e la realtà gridano un altro messaggio” (Fratelli tutti, 23). A livello mondiale, l’uguaglianza di genere è tornata ai livelli pre-Covid19, ma il cambiamento segna il passo a causa delle crisi sociali, economiche ed energetiche che continuano a susseguirsi in un contesto segnato dai conflitti. Secondo il Rapporto globale sulla disparità di genere 2023 del World Economic Forum le donne continuano a sostenere il maggior peso di queste crisi, sotto tutti i profili. Sul fronte della salute, perché più esposte nei servizi di cura e quindi a contagi, sul piano occupazionale e finanziario, anche perché spesso hanno contratti atipici, in relazione alla divisione dei compiti familiari, alla fruizione di strumenti digitali e all’accesso ed esercizio di discipline Stem vale a dire le discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche che svolgono un ruolo cruciale nella società odierna. Con gli interventi finanziati, la Chiesa cattolica sostiene le donne, i bambini e i più poveri. Tra gli ambiti più significativi, infatti, figurano l’accompagnamento dei giovani in situazione di marginalità, l’accesso alle cure sanitarie, il dialogo intercomunitario e interreligioso, la formazione e l’istruzione. Specifica attenzione viene data alla sostenibilità dei progetti, con l’obiettivo di un sempre maggiore coinvolgimento della popolazione locale. Negli ultimi 10 anni la Conferenza episcopale italiana, attraverso il Comitato per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli e il quotidiano impegno del Servizio, e grazie ai fondi dell’8xmille, ha sostenuto 4138 progetti in 108 Paesi, per 708.8 milioni di euro. Dietro ai numeri ci sono persone, comunità, relazioni. Come dice il nome è un Servizio, che chiede di essere sensibili, attenti, pronti a raccogliere tutti gli stimoli, le richieste di aiuto e le opportunità che il contesto nel quale viviamo è capace di offrire, con un atteggiamento di umiltà e gratitudine. È per gli interventi di carità, una carità che è reciprocità e opportunità per riconoscere le proprie povertà. È per lo sviluppo, uno sviluppo integrale, reale, sostenibile che prende forma attraverso progetti concreti e processi aperti alla partecipazione di ogni persona e di tutti i popoli. A partire dalle nostre comunità, si promuovono così stili di vita e azioni che aiutano a pensare globalmente e a riconoscersi parte dello stesso mondo, fratelli tutti. (Ferruccio Ferrante)

Pace, memoria, disarmo i temi dell’edizione 2024 di Medì a Livorno

8 Marzo 2024 - Livorno - Pace, memoria, disarmo e la voce delle donne, per un’alternativa delle Città del Mediterraneo alla “logica” dello scontro: sono i temi al centro del nuovo incontro internazionale di Medì, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio a Livorno, al teatro Goldoni oggi, e alla Goldonetta domani. Apre la manifestazione l’intervento di Andrea Riccardi, storico e fondatore di Sant’Egidio. “Le città vogliono vivere e dire la loro in questo tempo violento - spiegano gli organizzatori -, Barcellona, Marsiglia, Genova, Cagliari, Napoli, Palermo, Catania, Siracusa, Trieste, Salonicco, Smirne, Istanbul, Beirut, Haifa, Tel Aviv, Alessandria, Tunisi, Tangeri, Malta, Lesbo, Lampedusa si riuniscono ogni anno  a dispetto delle ondate divisive che le investono».  

“La memoria degli oggetti. Lampedusa, dieci anni dopo: una mostra all’Eremo di Santa Caterina del Sasso

8 Marzo 2024 - Roma - La mostra “La memoria degli oggetti. Lampedusa, 3 ottobre 2013. Dieci anni dopo” è stata inaugurata all’Eremo di Santa Caterina del Sasso. Ad aprire la rassegna, che sarà poi visitabile fino a martedì 9 aprile, una visita guidata con i curatori.  Una rassegna che nasce da un progetto di Carta di Roma e Zona e gode del patrocinio del Comune di Leggiuno e Musa e ha il supporto di Archeologistics, impresa sociale impegnata nella valorizzazione dei beni culturali. La mostra raccoglie e presenta gli oggetti appartenuti alle persone migranti decedute nel naufragio. Una bussola, una macchinina rossa, una boccetta di profumo, uno specchietto, un telefono cellulare. La forza di quegli oggetti è che - si legge in una nota - "ci costringono a riconoscere che la nostra vita è piena delle stesse cose. Che solo il caso ci ha consentito di non aver bisogno di afferrare quegli oggetti e lasciare per sempre il nostro mondo. Dare dignità a quegli oggetti significa fare un passo verso la costruzione di una memoria condivisa, una memoria comune, quella degli esseri umani".  

Viminale: 4789 migranti sbarcate sulle coste italiane

7 Marzo 2024 -

Roma - Sono 4.789 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno secondo il dato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Di questi 1.206 sono di nazionalità bengalese (25%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Siria (764, 16%), Tunisia (698, 15%), Egitto (511, 11%), Pakistan (251, 5%), Eritrea (248, 5%), Etiopia (187, 4%), Sudan (149, 3%), Guinea (109, 2%), Gambia (66, 1%) a cui si aggiungono 600 persone (13%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.

Migrantes Ferrara-Comacchio: due Ritiri, un pellegrinaggio e il nuovo sito web

7 Marzo 2024 -

Ferrara - L'Ufficio Migrantes della diocesi di Ferrara Comacchio, diretto da don Rodrigo Akakpo comunica alle comunità linguistiche (anglofona, filippina, francofona, latino-americana, polacca, rumena, ucraina) che domenica 10 marzo un ritiro spirituale per l'intera giornata delle comunità francofone dell'Emilia-Romagna nella chiesa di Santa Maria Codifiume. Sabato 16 marzo è previsto un ritiro spirituale delle comunità linguistiche dei migranti in Diocesi, presso il Seminario Arcivescovile di Ferrara.  Sabato 11 maggio il pellegrinaggio a piedi dal Santuario del Ss. Crocifisso di San Luca (Ferrara), al Santuario del Poggetto.

Inoltre l'ufficio diocesano Migrantes ha avviato un proprio sito web all'indirizzo www.migrantesdiocesiferrara.it.

 

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Mci Francia: festeggia cento anni la Missione Cattolica Italiana di Annecy

7 Marzo 2024 - Roma - Celebra i suoi primi cento anni di vita la Missione Cattolica Italiana di Annecy in Francia. Domenica prossima, nella chiesa dedicata a san Francesco di Sales, detta “des italiens”, una celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo di Annecy, mons. Yves Le Saux e concelebrata da mons. Gian Carlo Perego, presidente della Commissione Episcopale per le Migrazioni e la Fondazione Migrantes insieme al missionario italiano don Pasquale Avena  e altri sacerdoti. Un momento celebrativo, a cento anni dell’affidamento della Chiesa alla comunità italiana che “non vogliamo celebrare come un arrivo, ma come una tappa di un percorso che insieme facciamo, finché il buon Dio lo vorrà. Per questo siamo chiamati a concentrare i nostri pensieri e le nostre forze per una nuova partenza”, dice don Avena che è anche coordinatore nazionale delle Missioni Cattoliche Italiane in Francia. “Le tortuosità della vita non devono sommergere il dinamismo dei nostri progetti missionari, o sottrarci alle nostre responsabilità. Non lasciamoci dominare dall’indifferenza, essa può generare stanchezza e un certo ripiegarsi su se stessi”, aggiunge don pasquale spiegando che nella Chiesa locale “come Missione Italiana abbiamo una vocazione specifica. Siamo migliaia di Italiani in Alta Savoia. Con tanti altri migranti venuti da tutti i continenti viviamo una universalità che diventa il vero volto della Chiesa. Questa non pensa soltanto a suddividere un territorio a scacchiera. La Chiesa locale è composta da uomini e donne che non hanno vissuto la stessa storia o che sono nati e formati in una sola cultura. Nella Chiesa non ci sono stranieri, ci sono uomini e donne diversi, che non parlano la stessa lingua, chiamati ad essere rispettati nelle loro radici, ad esprimere la loro fede nella loro propria cultura. È questa la Chiesa di Pentecoste, autentica testimone del Vangelo. Un cristiano venuto da un’altra nazione, un altro continente, non ha bisogno di integrarsi nella Chiesa, ne fa parte pienamente”. L’arrivo degli Italiani in Alta Savoia risale alla fine dell’Ottocento formando – come si legge in un articolo pubblicato dal giornale della Mci di Annecy “Campana Nostra” -  una comunità italiana sparsa in gruppi “più o meno grandi di parenti, amici e conoscenti intorno ad un luogo di lavoro che forniva loro cibo e riparo: miniere, industrie, agricoltura”. La Missione Cattolica Italiana nasce nel 1923 su iniziativa della Santa Sede e costituì “un legame tra tutti questi cristiani ‘sradicati’ e sperduti in un nuovo mondo”. Per garantire il culto e gli eventuali incontri, il vescovo dell’epoca, Mons. Florent Michel Marie du Bois de La Villerabel mise a disposizione della nascente Missione la chiesa di San Francesco di Sales consacrata dallo stesso santo nel 1623. La Chiesa è nota come “Eglise Des Italiens (Chiesa Degli Italiani)” come attesta anche una targa. (Raffaele Iaria)    

Migrantes Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela: accoglienza dei fedeli etiopi nella Chiesa di Sant’Elia

7 Marzo 2024 - Messina - La Rettoria della Chiesa di Sant’Elia a Messina, affidata all’Ufficio diocesano Migrantes, ha accolto i fedeli della Chiesa ortodossa etiopica mettendo a loro disposizione il luogo sacro per l’appuntamento settimanale di preghiera. Il direttore dell’organismo diocesano, diacono Santino Tornesi, e il suo confratello diacono Salvatore Bellinghiere, referente per la Rettoria, hanno manifestato ai convenuti tutta la loro disponibilità e prossimità perché possano vivere i tempi propri della preghiera e della liturgia. La Chiesa ortodossa etiopica, chiamata tewahedo – “unitaria”, “dell’unità” – dai fedeli, è stata per molti secoli unita alla Chiesa copta ortodossa e quindi soggetta al Patriarcato di Alessandria. Gli etiopi sono la più grande comunità cristiana non calcedonese e – con un numero di fedeli intorno ai sessanta milioni – costituiscono circa la metà dei fedeli non calcedonesi e la metà della popolazione dell’Etiopia. I fedeli che si incontreranno nella Rettoria Migrantes sono in maggioranza studenti etiopi che studiano presso l’Università degli Studi di Messina e saranno guidati dal diacono Nhøm. Una volta al mese ci sarà la presenza di un sacerdote che arriverà da Roma per il culto domenicale.         

Cpr Ponte Galeria: ieri la visita del vescovo mons. Ruzza

7 Marzo 2024 - Roma - Il vescovo di Porto-Santa Rufina e di Civitavecchia-Tarquinia, Gianrico Ruzza, accompagnato dal Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, e dalla Garante di Roma Capitale, Valentina Calderone, si è recato in visita al Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di Ponte Galeria. Monsignor Ruzza ha parlato con il responsabile della struttura, Enzo Lattuca, e con alcune persone ivi trattenute. Attualmente nel Cpr di Ponte Galeria si trovano 29 persone, 25 uomini e quattro donne. A causa dei disordini del mese scorso, verificatisi a seguito della morte di Sylla, il 22enne della Guinea che si è tolto la vita, sono stati bloccati gli ingressi in vista delle riparazioni delle parti danneggiate. “Come vescovo ho sentito il dovere pastorale di visitare le sorelle e i fratelli ristretti nel Centro di permanenza per il rimpatrio di Ponte Galeria nel territorio della diocesi di Porto-Santa Rufina. Di questa opportunità ringrazio la collaborazione del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale per la Regione Lazio. Ho incontrato, parlando con loro, purtroppo attraverso le sbarre, persone logorate da lunghi tempi di attesa per un futuro incerto, giovani e adulti privi di attività quotidiane che possano mantenere viva la loro umanità. Ritengo che uno Stato civile come il nostro, radicato nei diritti inalienabili della persona che sono sanciti dal dettato della nostra meravigliosa Costituzione, debba agire per tutelare fino in fondo la dignità della vita di ogni donna e di ogni uomo. È inaccettabile che questa tutela non venga perseguita, una mancanza in questo senso rappresenta un’ombra oscura per la nostra coscienza democratica”, dichiara Gianrico Ruzza, vescovo di Porto-Santa Rufina e di Civitavecchia-Tarquinia. “Ancora una volta abbiamo registrato nel racconto delle persone trattenute la disumanità di una privazione della libertà inutilmente protratta fino a 18 mesi. Tanto più che, per come sono concepiti questi centri, si tratta di un anno e mezzo di inattività e abbrutimento che può portare anche a gesti disperati come quello commesso dal Sylla un mese fa”. Così il Garante Anastasìa. “Per quanto ci riguarda – prosegue Anastasìa-, d’intesa con la Garante di Roma Capitale ci impegniamo a offrire un sostegno alle persone trattenute nella rivendicazione dei loro diritti. Inoltre, solleciteremo la Prefettura, la Regione, e il Comune, affinché all’interno del Cpr si svolgano attività sportive, ricreative e culturali che diano quanto meno un senso alle giornate di queste persone all’interno del Cpr”.  

Vangelo Migrante: Domenica 10 marzo – IV di Quaresima (Gv 3, 14-21)

7 Marzo 2024 -

Siamo alla quarta domenica detta “domenica laetare” … Gesù si avvicina a Gerusalemme dove verrà giudicato, condannato e crocifisso e dove poi risorgerà.  Il centro del Vangelo è il grande dono di Dio per l’umanità, come già annunciato nel Natale: “e il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”, è Lui “la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta”. Siamo sempre davanti a un bivio, chiamati a scegliere se camminare con Dio o senza di Lui. Non siamo giudicati da Dio, sono le nostre azioni a rivelare chi siamo e quale via stiamo percorrendo: “chi crede in Lui non è stato condannato” (Gv. 3, 18) ma conoscerà la vita piena e quella eterna. Dio nella prima lettura, invia i suoi messaggeri affinché il suo popolo si converta. Anche noi, come il popolo di Israele, siamo in balia del peccato, il nostro territorio è saccheggiato dai nemici e il tempio, il nostro cuore, rischia di essere distrutto. Ma Dio viene in soccorso, non ci lascia soli nel peccato. Dio ci ama, così tanto da donare il suo Figlio Gesù Cristo. Il verbo greco esprime contemporaneità tra l’amore e il dono. Dio ci ama e si dona, si fa conoscere e noi lo conosciamo attraverso la Croce. È sulla Croce infatti che assistiamo alla più grande “teofania” rivelata all’umanità e ai pagani. Cristo stende le sue braccia sulla croce per mostrarci il vero volto di Dio. Un Dio che non è schiavo dell’ira e del giudizio, mosso solo da compassione e amore, che si lascia umiliare e disprezzare, affinché chiunque alzi lo sguardo trovi in Lui la salvezza e la guarigione dal veleno dell’idolatria e dell’egoismo. “E, come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna” (Giovanni 3:14-15). Il suo sguardo è una calamita che attrae verso l’eternità e la gioia.  “E quando sarò innalzato dalla terra, attirerò a me tutti gli uomini” (Gv. 12, 32). Solo un amore crocifisso può attrarre e redimere. Il “buon esempio” fa più proseliti di tante parole, post su facebook o spot pubblicitari, perché “nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv. 15, 13). In questa domenica siamo chiamati alla gioia perché nel dono di Cristo sono azzerati tutti i peccati dell’umanità e scopriamo di non essere più soli. Nella solidarietà del Crocifisso trovano speranza i moribondi, i rifugiati e i peccatori incalliti. In questa “domenica laetare” riscopriamo la gioia del dono dell’offerta di sé come sacrificio vivente e culto spirituale gradito a Dio. La vera liturgia della lode sta nel donare liberamente se stessi. “Non si può donare che non si possiede”, ricordava un padre della Chiesa. Dio dà tutto sé stesso: Gesù Cristo! In questo dono facciamoci anche noi dono l’uno per gli altri, perché solo in questo modo riscopriremo il senso più profondo della Pasqua.  In un mondo lacerato da discordie e guerre, dove il “business” ha priorità sulla gratuità, dove non si fanno più sconti per nulla, Cristo ci dona il suo corpo e la sua vita. Nell’oblazione cruenta della croce ritroviamo il senso della nostra vita e della nostra identità cristiana. Paolo ce lo ricorda: “Se Cristo non fosse risorto vana sarebbe la nostra fede” (1 Cor 15).  Tutto è dono e provvidenza, anche il nostro male, in Gesù, viene trasformato in bene. “Felice colpa – cantiamo la notte di Pasqua –, che meritò un così grande Salvatore, Felix culpa!”. La colpa di Adamo è una cifra ermeneutica per capire il valore sacro del Sangue versato da Cristo. Il Sangue sulla croce è il vero antidoto al veleno della morte e della notte infernale che cederà il passo all’aurora, la vera Luce senza tramonto. Impariamo allora ad esultare e a rendere grazie a Dio, perché nel suo dono riscopriamo il nostro. Gesù, consegnandosi liberamente alla passione ci ha salvato.  Il valore salvifico del gesto di Cristo consiste proprio in due atteggiamenti divini: la sua libera e gratuita offerta al Padre per ciascuno di noi. Chi sarebbe pronto a pagare una colpa non sua? In questo Gesù ci dà l’esempio, perché come ha fatto Lui possiamo, col Suo aiuto, fare anche noi. (Andrea Fulco)

Avvenire: da domani la campagna “Donne per la pace”

7 Marzo 2024 -
Milano - Avvenire, per il secondo anno consecutivo, in occasione della Festa della donna, lancia un’iniziativa per far luce su questioni internazionali. Con la campagna di comunicazione, sensibilizzazione e solidarietà #AvvenireDonnePerlaPace, dedicata a Vivien Silver, pacifista uccisa da Hamas lo scorso 7 ottobre, il quotidiano darà voce e sostegno concreto alle donne impegnate in processi di pacificazione in tutto il mondo, porterà avanti un’iniziativa legislativa europea per le donne nei negoziati di pace e promuoverà una raccolta fondi per finanziare un progetto educativo in Israele. L’iniziativa partirà come sempre dalle pagine del quotidiano, del sito e dei social dall’8 marzo, dando voce a decine di donne, Premi Nobel per la pace come l’iraniana Shirin Ebadi, la yazida Nadia Murad, la filippina-americana Maria Ressa, mediatrici di fama internazionale come la ruandese Godeliève Mukasarasi, la nordirlandese Monica McWilliams o la serba Natasa Kandic, con la pubblicazione di interviste che racconteranno la loro storia personale e il percorso (pubblico e privato) che le ha condotte verso l’impegno per la pace. Le voci raccolte diventeranno poi una miniserie podcast e un libro nei prossimi mesi. La raccolta fondi sarà un altro tassello importante del progetto, con l’obiettivo di finanziare un’iniziativa presso la scuola primaria di Neve Shalom Wahat al-Salam, l’unica in Israele dove gli allievi sono metà israeliani e metà palestinesi e si insegna nelle due lingue. Le donazioni serviranno a creare spazi di dialogo per consentire alle mamme di religioni diverse di continuare a educare sé stesse e i loro figli alla pace nonostante la guerra in corso. Infine, la collaborazione scientifica con l’Università Cattolica ha dato vita a una petizione inviata al Parlamento europeo, che chiede alle istituzioni comunitarie di adoperarsi per l’implementazione dell’Agenda Donne Pace e Sicurezza. Nonostante le donne siano colpite in maniera sproporzionata da conflitti e da crisi umanitarie, infatti, restano ai margini dei tavoli decisionali. Questo priva colpevolmente le trattative di pace della rappresentanza di metà della popolazione, dei suoi bisogni ed esigenze. Eppure le donne costruiscono spesso la pace nel loro quotidiano, facilitano il dialogo e la resilienza nelle proprie comunità. Nel progetto #AvvenireDonnePerlaPace, che proseguirà per tutto l’anno, Avvenire, grazie a una partnership con lo Ied-Istituto europeo di design si avvarrà della collaborazione di giovani donne per la realizzazione delle illustrazioni che lanceranno l’iniziativa sui social e sul giornale, con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani su un tema complesso, invitandoli a ragionare su come si comunica la pace. Gli artwork delle protagoniste coinvolte sono stati realizzati dalle studentesse del corso di Illustrazione Ied Roma e dalle due Alumnae Gaia Magnini e Marta Stabile. Il lavoro è stato supervisionato da Max Giovagnoli, coordinatore della Scuola di Arti Visive Ied Roma. Il logo dell’intera iniziativa è invece stato ideato da una giovane profuga afghana ora rifugiata in Pakistan, in ideale continuità con la campagna del 2023 #Avvenireperdonneafghane. #AvvenireDonnePerlaPace è un’iniziativa sostenuta dalla redazione tutta e in primis dal direttore Marco Girardo, che spiega: “Dimostra ancora una volta l’impegno e l’attenzione del quotidiano verso temi di grande importanza, spesso lontani dall’attenzione dell’opinione pubblica, al fine di promuovere e aprire la strada ad un cambiamento importante attraverso la buona informazione, seguendo la linea di un piano editoriale che intende sempre più rimpiazzare il sensazionale con il fondamentale e, soprattutto nella rinnovata edizione cartacea, il recente con il rilevante”.

Migrantes Taranto: domani via Crucis per le donne coraggiose nel mondo in guerra

7 Marzo 2024 - Taranto - Domani, Festa della Donna, a Taranto, per ricordare i diritti delle donne, l' Apostolato del mare con Stella Maris e l'ufficio diocesano Migrantes hanno promosso un momento di preghiera, con la Via Crucis nel porto mercantile della città. Si pregherà, in particolare, per le donne  coraggiose nel mondo in guerra: per le donne ucraine, siriane, palestinesi, israeliane, africane, asiatiche e per le mamme e mogli dei  marittimi.

Viminale: da inizio anno sbarcate 4.785 migranti sulle nostre coste

6 Marzo 2024 -
Roma - Sono finora 4.785 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno secondo il dato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Di questi 1.206 sono di nazionalità bengalese (25%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Siria (764, 16%), Tunisia (698, 15%), Egitto (511, 11%), Pakistan (251, 5%), Eritrea (248, 5%), Etiopia (187, 4%), Sudan (149, 3%), Guinea (109, 2%), Gambia (66, 1%) a cui si aggiungono 596 persone (13%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.

Ferrara: da ieri la rassegna Migrazioni al cinema Santo Santo Spirito

6 Marzo 2024 - Ferrara - Si intitola “Conoscere per comprendere l'altro” la rassegna cinematografica in corso al Cinema Santo Spirito di Ferrara organizzato con il patrocinio della Fondazione Migrantes. Tutte le proiezioni, a ingresso libero, iniziano alle ore 21. Ieri sera la proiezione di "Human Flow", un film di Weiwei Ai (Germania, USA 2017). Il 9 aprile, "The Milky Way - Nessuno si salva da solo", un film di Luigi D’Alife (Italia 2020). La rassegna proseguirà poi a maggio.