Primo Piano

Vescovi del Nord Africa: conclusa l’assemblea generale

Tangeri - “Denunciamo il calpestamento dei diritti fondamentali dei migranti”. E’ quanto affermano i vescovo del Nord Africa nel comunicato finale dell’Assemblea della CERNA, la Conferenza dei Vescovi della Regione Nord dell’Africa, che si è tenuta a Tangeri (Marocco) dal 23 al 26 settembre scorso. “Il fenomeno della migrazione, in aumento in tutto il mondo, rimane una delle principali cause della sofferenza che condividiamo nei nostri Paesi”, scrivono i presuli in un comunicato ripreso dall’Agenzia Fides: “la migrazione mette in discussione la nostra solidarietà con coloro che soffrono e, in senso più ampio, il rispetto dovuto ad ogni essere umano, qualunque sia la sua situazione”. Come segno di vicinanza e di condivisione sul tema che avvicina la sponda sud a quella nord del Mediterraneo, all’Assemblea della Cerna ha partecipato una delegazione della Commissione Episcopale per le Migrazioni (Cemi) della Conferenza Episcopale Italiana, guidata da Mons. Guerino Di Tora, Vescovo Ausiliare di Roma, Presidente della CEMI e della Fondazione Migrantes, oltre al Card.  Francesco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento e Presidente della Caritas italiana.
 

Padova: messa per la gente dello spettacolo viaggiante

Tresto (Pd) - Come da tradizione, ormai da diversi anni, il 27 Settembre scorso nel santuario della “Madonna del Tresto” si è celebrata la Santa Messa per la gente dello spettacolo viaggiante organizzata dalla Migrantes. Don Paolo Mercurio durante l’omelia ci ha definiti portori di gioia e ci ha affidato alle preghiere della Beata Vergine che esattamente 550 anni fa fece la sua apparizione dove oggi sorge il santuario del Tresto. Maria, che in un periodo di siccità diede al popolo una sorgente d’acqua, fece costruire questo luogo perché sia “luogo di incontro” tra le genti. Ancora oggi, come volontà della Madonna, nel periodo in cui si svolge la “Sagra del Tresto” dove si incontrano sacro e profano, nella figura del Luna Park installato dinanzi al santuario, vi è un numeroso pellegrinaggio soprattutto per bere l’acqua benedetta. È un onore per noi esercenti dello spettacolo viaggiante che in un periodo così pieno di eventi si riesca ad inserire una celebrazione religiosa dedicata a noi in cui ci è possibile ricordare i nostri cari defunti. (Operatori dello spettacolo viaggiante)
 

“Idee migranti”: un concorso rivolto a migranti che vogliono avviare un’impresa a vocazione sociale

Milano - Esplorare e valorizzare progetti imprenditoriali che possono riguardare qualsiasi settore (agricoltura, istruzione, salute e benessere, cultura, mercato del lavoro) purché finalizzati alla realizzazione di un’impresa sociale. Con questo intento Istituto Oikos, Ingegneria Senza Frontiere Milano e Associazione Sunugal promuovono il concorso Idee migranti: un’iniziativa che permette a migranti o a realtà associative a prevalenza migrante di proporre un’idea d’impresa in grado di generare un impatto ambientale e sociale positivo sul territorio italiano. I promotori delle idee imprenditoriali migliori, selezionate da un Comitato di valutazione appositamente istituito, usufruiranno di un corso di formazione gratuito della durata di 20 ore su imprenditoria sociale, business development e business planning. Gli incontri avranno luogo sia a Milano (2-3 febbraio e 16-17 febbraio 2019) che a Roma (2 -3 marzo e 16-17 marzo 2019). Al termine del corso i 4 progetti migliori potranno avvalersi di un percorso di tutoraggio per realizzare il business plan dell’impresa. Il bando è aperto: c’è tempo fino al 14 dicembre 2018 per presentare le candidature. Basta accedere al sito www.istituto-oikos.org/notizie/concorso-idee-migranti e compilare la domanda di partecipazione, da consegnare a mano presso la sede di Istituto Oikos (via Crescenzago 1, Milano) o via mail all’indirizzo ideemigranti@gmail.com.
 

Card. Baldisseri: Sinodo dei vescovi sui giovani “evento di centrale importanza per il Popolo di Dio”

Città del Vaticano - “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Questo il tema del Sinodo dei vescovi che si aprirà mercoledì in Vaticano . Un “evento di centrale importanza per il Popolo di Dio, Pastori e gregge, e per la società intera, in ragione della tematica, i giovani, tutti i giovani della terra, in vista della sempre sognata civiltà dell’amore”, ha detto questa mattina il card. Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi: la Chiesa, come ha detto papa Francesco “vuole mettersi in ascolto della voce, della sensibilità, della fede e anche dei dubbi e delle critiche dei giovani”. E questo lo fa – ha spiegato il porporato - con un’Assise di “portata universale (mondiale), come il Sinodo - al fine di offrire alle generazioni che avranno le responsabilità nel futuro, la sua esperienza (“Chiesa esperta in umanità”), la proposta di fede in Gesù Cristo, centro della storia di tutti”.
Quello che si apre il 3 ottobre – per concludersi il 28 - è il terzo Sinodo convocato da Papa Francesco. Il primo è stato la III Assemblea Generale Straordinaria, il secondo la XIV Assemblea Generale Ordinaria – entrambi sulla famiglia. Questa Assemblea Generale Ordinaria, la XV, dedicata ai giovani, si pone – ha detto il card. Baldisseri -  nella “linea delle precedenti assemblee, il cui filo conduttore è il rinnovamento della Chiesa e della società a partire proprio dalle fondamenta: la famiglia e i giovani che garantiscono le generazioni future”.
Il Sinodo il primo con la nuova Costituzione Apostolica “Episcopalis communio” che è stata diffusa oggi. Secondo la normativa sinodale, partecipano all’Assemblea Generale Ordinaria i Capi delle
Chiese Orientali Cattoliche sui iuris, i Vescovi eletti dai Sinodi dei Vescovi e dai Consigli dei Gerarchi delle Chiese Orientali Cattoliche, i Vescovi eletti dalle Conferenze Episcopali, dieci
Religiosi eletti dall’Unione dei Superiori Generali, alcuni Capi dei Dicasteri della Curia Romana, e un congruo numero di Membri nominati dal Santo Padre. Così, complessivamente, prendono parte a quest’Assemblea 266 Padri sinodali: 31 ex officio (15 Patriarchi, Arcivescovi Maggiori e Metropoliti delle Chiese metropolitane sui iuris delle Chiese Orientali Cattoliche; 16 Capi dei Dicasteri della Curia Romana; il Segretario Generale e il Sotto- Segretario del Sinodo dei Vescovi, 15 Membri del XIV Consiglio Ordinario), 181 eletti dalle Conferenze Episcopali (ex electione) e 41Membri ex nominatione pontificia. Tra i Membri si contano 50 Cardinali (tra cui due Patriarchi e 3 Arcivescovi Maggiori), 6 Patriarchi, 1 Arcivescovo Maggiore, 44 Arcivescovi, 101 Vescovi residenziali, 37 Ausiliari, 6
Vicari Apostolici e 1 Vescovo Prelato), 10 Religiosi in rappresentanza dell’Unione dei Superiori Generali e 10 Membri non insigniti dell’ordine episcopale tra Presbiteri e religiosi. Tra gli altri partecipanti, si contano 23 Esperti, designati in virtù delle loro competenze per contribuire ai lavori sinodali in qualità di collaboratori dei Segretari Speciali, così come 49 Uditori e Uditrici, provenienti anch’essi da ogni parte del mondo. Fra costoro figurano non solo molti specialisti ed operatori della pastorale giovanile ma anche ben 34 giovani tra 18 e 29 anni, che “contribuiranno – ha detto il card. Baldisseri - con la loro vivace presenza a far sentire la voce di tanti loro coetanei”.
 

Lampedusa: anche gli studenti di Foligno alla celebrazione del 3 ottobre per ricordare i morti in mare

Roma - Per il secondo anno consecutivo, nell’ambito del percorso “Abbattere muri, costruire ponti” promosso dal Progetto Cittadini del mondo, una rappresentanza degli studenti di Foligno, formata dagli alunni dell’Istituto tecnico tecnologico “L. Da Vinci”, saranno in questi giorni a Lampedusa per partecipare alle celebrazioni in occasione del quinto anniversario della strage del 3 ottobre 2013, in cui al largo dell’isola di Lampedusa in un naufragio persero la vita 368 persone. Sull’isola arriveranno moltissimi studenti di diverse scuole italiane ed europee a Lampedusa, la porta dell’Europa, per confrontarsi, dibattere, approfondire sui temi dell’immigrazione, dell’integrazione e dei diritti di rifugiati e richiedenti asilo. I ragazzi si ritroveranno presso l’Istituto omnicomprensivo Luigi Pirandello e attraverso workshop, curati da Ong ed enti istituzionali, approfondiranno i diversi aspetti del fenomeno migratorio: dalle migrazioni forzate alla tratta di esseri umani, dalle operazioni di soccorso in mare all’accoglienza nel nostro Paese. Senza dimenticare le storie di vita, raccontate dagli stessi rifugiati e migranti sopravvissuti al naufragio. Nonostante la drastica riduzione degli sbarchi sulle coste italiane negli ultimi mesi dopo gli accordi con la Guardia Costiera libica, da gennaio ad oggi, sono morte nel Mar Mediterraneo oltre 1.700 persone (fonte Oim).
 

Benvenuta donna: due case di accoglienza a Roma per donne migranti

Roma - “L’appello del Papa non è caduto nel vuoto. Accogliere i bambini e le mamme è il gesto di Gesù Cristo. Il messaggio di Gesù è un messaggio di vita”. Lo ha detto ieri pomeriggio il card. Joao Braz de Aviz, prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, intervenendo all’inaugurazione di due case per rifugiate con bambini e per migranti in situazioni di vulnerabilità “Chaire Gynai”, frase in greco che sta per “Benvenuta donna”. Una iniziativa voluta e sostenuta dalla Congregazione delle suore Missionarie Scalabriniane insieme al Dicastero della Santa Sede per il Servizio dello Sviluppo umano integrale (Sezione migranti e rifugiati), dalla Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, dalla UISG (Unione Internazionale Superiore Generali),  dalla Conferenza episcopale italiana e dall'Ufficio Migrantes della diocesi di Roma.
“Il progetto nasce nel cuore del Santo Padre quando - ha aggiunto padre Fabio Baggio, sottosegretario al Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale - ha invitato tutte le congregazioni religiose presenti nel territorio della diocesi di Roma ad accogliere i migranti e i rifugiati e chi ha scelto di fare il percorso della loro vita in questo territorio. Questa è la testimonianza di come costruiamo ponti per una società accogliente e aperta”.
Le due case, nella zona Nord della città di Roma, accolgono oggi 16 adulte e 7 minori che potranno stare nella casa per un periodo che va dai sei mesi a un massimo di 12, almeno fin quando non avranno raggiunto una completa autonomia.
“Quando Papa Francesco ci ha lanciato l’appello, tramite il Dicastero dello sviluppo umano e integrale, sezione migranti e rifugiati, ricordo molto bene – ha detto sr. Neusa De Fatima Mariano, superiore generale delle Scalabriniane -  l’emozione di quel momento, eravamo alla viglia della Pasqua e l’abbiamo accolto come un annuncio gioioso della resurrezione; quello che era un progetto, un idea, una bella provocazione oggi è un opera di Dio che testimonia vita, unità, comunione, creatività; è il segno del bene che si moltiplica grazie a molte e a tante persone, religiose, istituzioni, volontari, operatori, benefattori. Per cui il nostro grazie a Papa Francesco!”. “Credo sia importante – ha aggiunto la religiosa - ricordare che questo progetto è radicato nel Vangelo: quello che avete fatto al più piccolo lo avete fatto a me ed ero straniero e mi avete accolto. E oggi stiamo realizzando questa opera che ha come fondamento la Parola del Signore che ci sostiene nel cammino”. Il progetto “Chaire Gynai” è “un’opportunità che la Chiesa e i propri migranti e rifugiati ci offrano per rispondere con fedeltà alla nostra missione a servizio dei migranti attraverso il volto femminile del carisma scalabriniano. Ma fin dall’inizio per noi era chiaro, che non era un progetto soltanto nostro, che non potevamo e non possiamo farcela da sole, ma possiamo realizzarlo in collegamento e in collaborazione soprattutto con la Vita Religiosa Consacrata, affinché sia un segno profetico nel servizio alle donne e ai bambini rifugiati”. (R.Iaria)
 

Papa: mercoledì l’apertura del Sinodo Giovani

Città del Vaticano - Si entra nel vivo del Sinodo dei Giovani che si aprirà mercoledì in vaticano con una solenne celebrazione eucaristica presieduta da papa Francesco. Da oggi l’arrivo a Roma dei delegati da tutto il mondo. Ieri mattina all’Angelus il pontefice ha evidenziato, commentando il vangelo del giorno,  come Gesù sia “libero”, “non limitato da alcun confine o da alcun recinto” e “vuole educare” anche noi “a questa libertà interiore”. Il pontefice ha quindi parlato della beatificazione a Marsiglia di Jean-Baptiste Fouque, “sacerdote diocesano, che rimase vice-parroco per tutta la vita. Bell’esempio per gli arrampicatori!”, ha detto. "Vissuto tra Otto e Novecento - ha aggiunto - promosse numerose opere assistenziali e sociali in favore di giovani, anziani, poveri e ammalati. L’esempio e l’intercessione di questo apostolo della carità  ci sostengano nell’impegno di accoglienza e condivisione con le persone più deboli e svantaggiate”, ha sottolineato il pontefice che al termine della preghiera ha espresso la “vicinanza alle popolazioni dell’isola di Sulawesi, in Indonesia, colpita da un forte maremoto”.
“Prego – ha aggiunto - per i defunti – purtroppo numerosi –, per i feriti e per quanti hanno perso la casa e il lavoro. Il Signore li consoli e sostenga gli sforzi di quanti si stanno impegnando a portare soccorso”.
 

Donne Migranti: due case d’accoglienza a Roma


Roma - Nascono a Roma due case per le donne rifugiate con bambini e per le migranti in situazioni di vulnerabilità. Si chiama “Chaire Gynai”, frase in greco che sta per “Benvenuta donna”.
L'iniziativa è stata resa possibile oltre che dalla Congregazione delle suore Missionarie Scalabriniane, anche dal Dicastero della Santa Sede per il Servizio dello Sviluppo umano integrale (Sezione migranti e rifugiati), dalla Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, dalla UISG (Unione Internazionale Superiore Generali) e dalla Conferenza episcopale italiana attraverso la Fondazione Migrantes.
Le Scalabriniane hanno coinvolto anche le Suore Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, che hanno messo a disposizione gli spazi. Oggi anche altre Congregazioni religiose femminili contribuiscono alla buona riuscita del progetto.
Le due case (tra le prime del genere in Italia) nascono in via della Pineta Sacchetti e in via Michele Mercati e saranno inaugurate questo pomeriggio alla presenza anche del card. Joao Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata   e del Sottosegretario della Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale, p. Fabio Baggio.
Nella case saranno accolte donne che hanno già ottenuto il riconoscimento dello status di rifugiate in Italia o che potrebbero regolarizzare la loro condizione migratoria, includendo anche donne per cui è necessaria la trasformazione del tipo di permesso, spiegano i promotori evidenziando che si potrà alloggiare per un periodo che va dai 6 mesi a un anno massimo, fino a che non abbiano raggiunto una completa autonomia.
Una nigeriana, una congolese, una somala le  prime entrate nella casa. Oggi sono 17 donne e 7 bambini.
“Per noi lavorare con i migranti è una grande grazia che conferma la nostra missione. Ringraziamo Papa Francesco per il suo appello e la sua chiamata rivolte a tutto il mondo, invitandoci ad assumere quanto a lui sta cuore, cioè le donne migranti e rifugiate con bambini; il mio ringraziamento anche alla Congregazione delle Suore Missionarie del Sacro Cuore di Gesù che molto generosamente hanno aperto le loro case e insieme possiamo gestire le case il progetto; anche la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica con il Dicastero della Santa Sede per il Servizio dello Sviluppo umano integrale (Sezione migranti e rifugiati), sono i protagonisti di questo progetto grande, così pure la stessa UISG (Unione Internazionale Superiore Generali) e alla Chiesa Italiana. Tra noi c’è una grandissima collaborazione per sostenere i migranti”, spiega suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Scalabriniane. “Accogliere, proteggere, promuovere, integrare sono i quattro verbi guida per Papa Francesco e sono i quattro verbi che guidano le nostre scelte pastorali, perché nessuno deve sentirsi straniero, tutti siamo figli e figlie dello stesso Padre”, ha aggiunto.
“Valorizziamo il principio della dignità umana, il diritto alla libertà e all'uguaglianza, la valorizzazione delle persone e la loro tutela - spiega suor Eleia Scariot, scalabriniana coordinatrice del progetto - L'intenzione è quella di sostenere le donne nel loro percorso di integrazione e valorizzazione professionale. La base è il riscatto della speranza: queste donne ricevono aiuto e accompagnamento umano e professionale, vivendo esperienze di convivenza, di divertimento e di spiritualità che siano rivitalizzanti per riscattare la stima di loro stesse, spesso ferita durante il loro viaggio migratorio. E nello stesso tempo queste donne e i loro figli potranno contribuire alla costruzione di una società diversa, qui nel territorio romano dove sono inserite”.

Cei: mons. Stefano Russo nuovo Segretario Generale

Roma – E’ mons. Stefano Russo, vescovo di Fabriano-Matelica, il nuovo Segretario Generale della Cei. Lo ha nominato oggi Papa Francesco.
 “È una nomina che accogliamo con gioia e fiducia”, commenta il card. Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI. “Nei giorni scorsi, come Consiglio Episcopale Permanente, abbiamo espresso a S.E. Mons. Nunzio Galantino la nostra riconoscenza per quanto con intelligenza e zelo ha fatto negli anni del suo mandato. Ora, la decisione del Santo Padre - aggiunge il porporato - è motivo di viva gratitudine: anche questa nomina è segno della prossimità e della cura con cui Papa Francesco accompagna il cammino della nostra Chiesa2.
“A Mons. Stefano Russo, che ben conosce la Segreteria Generale essendo stato per una decina d’anni il responsabile dell’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici, va la nostra vicinanza, la nostra preghiera e il nostro fraterno augurio”, conmclude il card. Bassetti.
Al neo Segretario generale gli auguri du un proficui lavoro da parte della Fondazione Migrantes. (R.Iaria)

Caritas Italiana e Fondazione Migrantes: il linguaggio e i media sul tema migranti

Roma - La mobilità umana si conferma fra i temi di maggior dibattito nella società attuale. Il monitoraggio delle notizie riguardanti l’immigrazione apparse nei telegiornali di prima serata delle reti Rai, Mediaset e La7 rivela che in dodici anni i riferimenti all’immigrazione sono aumentati di oltre dieci volte, passando dalle 380 notizie del 2005 alle 4.268 del 2017. Appare sistematica la correlazione fra l’aumento di interesse mediatico verso i flussi migratori diretti verso l’Italia e gli eventi di natura politica che coinvolgono il Paese. Colpisce constatare che la sensazione di minaccia alla sicurezza e all’ordine pubblico ricondotta all’immigrazione sperimenta dal 2013 una crescita costante. Nel corso del 2017 i telegiornali di prima serata si soffermano per lo più sui flussi migratori (40%), riservando quasi la metà delle notizie ai numeri e alla gestione degli sbarchi sulle coste italiane. Un ulteriore 34% dei servizi telegiornalistici è dedicato a questioni che mettono in relazione immigrazione, criminalità e sicurezza. Per trovare il primo tema dotato, almeno potenzialmente, dei caratteri di “buona notizia” è necessario scendere al terzo posto, dove si colloca il racconto dell’accoglienza, al quale nel 2017 è riservato l’11% delle notizie.
 

Caritas Italiana e Fondazione Migrantes: La Religione dei migranti

Roma - Secondo le più recenti stime della Fondazione ISMU, su un totale di 5.144.440 stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2018, i musulmani sono poco meno di 1 milione e mezzo, pari al 28,2% del totale degli stranieri. I cristiani complessivamente sono il doppio, quasi 3 milioni, in aumento di circa 50 mila unità negli ultimi due anni. Ne consegue -  si legge nel Rapporto Immigrazione realizzato da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes e presentato oggi a Roma -  che, nel complesso, il 57,7% dei cittadini stranieri residente in Italia è cristiano. Si tratta in maggioranza di ortodossi (1,6 milioni, dei quali quasi 1 milione romeni) e 1,1 milioni di cattolici (tra coloro che migrano dall’Est Europa soprattutto albanesi, una minoranza di romeni e polacchi, filippini tra coloro che migrano dall’Asia, ecuadoriani e peruviani fra i latinoamericani). Fra le nazionalità delle principali comunità religiose locali, il gruppo marocchino è il principale di religione musulmana nelle tre regioni con più cittadini stranieri con tale appartenenza religiosa – Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Per quanto riguarda la nazionalità dei cattolici stranieri, con riferimento alle sole due regioni con oltre 100 mila stranieri residenti con tale appartenenza religiosa – Lombardia e Lazio – al primo posto si collocano i filippini, sia in Lombardia sia nel Lazio, seguiti dai latinoamericani di Perù ed Ecuador in Lombardia e dagli europei comunitari di Romania e Polonia nel Lazio.
 

La devianza e i migranti

Roma - Al 31 dicembre 2017 la popolazione carceraria conta 19.745 detenuti stranieri tra imputati, condannati e internati. Rispetto allo stesso periodo del 2016, quando gli immigrati erano 18.621, si registra un incremento del +6%. Sono alcuni dati presenti nel Rapporto Immigrazione realizzato da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes e presentato oggi a Roma. Rimane inalterata, tuttavia, l’incidenza della componente estera sul dato complessivo della popolazione carceraria, a distanza di dodici mesi ancora ferma al 34%. Per quanto riguarda le aree geografiche di provenienza, negli istituti di pena prevale la componente africana, che da sola rappresenta la metà dei detenuti stranieri, con 9.979 persone (il 50,5%). I detenuti nordafricani rappresentano il 71% della componente africana e circa il 35% della popolazione straniera nelle carceri italiane. Il continente europeo è invece rappresentato da 7.287 persone, pari al 36,9% dei carcerati di origine straniera. Il dettaglio delle nazioni vede il Marocco confermarsi come il Paese maggiormente presente, con 3.703 detenuti (il 18,7%), seguito dall’Albania (2.598 persone, pari al 13,1%) e, di poco distanziata, dalla Romania (2.588 persone, pari al 13,1%). La componente immigrata è nettamente più giovane rispetto a quella italiana. Il detenuto straniero tipo è un uomo, è sposato e ha meno di 40 anni. La stragrande maggioranza della popolazione carceraria straniera è composta da detenuti di sesso maschile (18.844, pari al 95,5%), a fronte di 901 detenute (appena il 4,5%). Per le detenute occorre segnalare il preoccupante aumento di bambini al seguito. In termini generali, sono 56 i bambini presenti accanto a 51 donne detenute. Di questi, i bambini stranieri in carcere sono 30 (pari al 58%) al seguito di 33 detenute straniere. Dei 20.313 minori e giovani adulti presi in carico nel 2017 dagli Uffici di servizio sociale per i minorenni (USSM), gli stranieri sono 5.302 (26%), di cui 4.604 ragazzi (86%) e 698 ragazze (14%). Nella tipologia dei delitti commessi dagli stranieri prevalgono i reati contro il patrimonio (9.222), seguiti dai reati in materia di stupefacenti (7.430), contro la persona (7.151), contro la pubblica amministrazione (3.061) e contro la fede pubblica (1.630). I dati mostrano come, a parità di reato, gli italiani entrano meno facilmente in carcere rispetto agli stranieri, i quali beneficiano in maniera difforme delle misure alternative per l’espiazione della pena, a cominciare dall’esecuzione della pena presso il domicilio.
 

Caritas Italiana e Fondazione Migrantes: La Salute e i migranti

Roma - Dal punto di vista sanitario, il profilo di salute dei migranti si va sempre più caratterizzando per condizioni di sofferenza dovute ad accoglienza inadeguata, fragilità sociale e scarsa accessibilità ai servizi. E’ quanto si legge nel Rapporto Immigrazione realizzato da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes e presentato oggi a Roma. Alla salute dei migranti, così come alla sua mancanza, concorrono le condizioni di vita nel Paese di provenienza (condizioni pre-migratorie), il percorso migratorio e i livelli di accoglienza e inclusione nel Paese di arrivo (condizioni post-migratorie): i migranti si ammalano anche di esclusione sociale, di fallimento o minaccia di fallimento del proprio progetto migratorio, a volte di povertà e spesso di difficoltà di accesso ai servizi socio-sanitari. I dati al 2016, anno record di sbarchi, non modificano il trend degli ultimi anni, e cioè una diminuzione dei casi di malattie infettive, come TBC e AIDS. Sono dati oggettivi che ridimensionano i timori soggettivi e che, da una parte, devono rassicurare l’intera popolazione, ma dall’altra devono stimolare interventi di integrazione sociale e di garanzia dell’accessibilità ai servizi sanitari. Realizzare buone pratiche di accoglienza diventa il primo e imprescindibile passo per difendere e promuovere la salute di ogni migrante.
 

Caritas Italiana e Fondazione Migrantes: La Crisi economica e i migranti

Roma - Osservando nel dettaglio l’incremento della povertà rispetto alla base di riferimento (il 2010), è interessante notare come l’incremento maggiore di povertà abbia riguardato i cittadini stranieri appartenenti a Paesi dell’Unione Europa: dal 35,4% al 48,5% (+13,1% in 7 anni). Seguono i cittadini originari di Paesi non-UE, presso i quali l’incidenza del rischio di povertà è passata dal 43,5% al 54% (+10,5%). E’ quanto si legge nel Rapporto Immigrazione realizzato da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes e presentato oggi a Roma. Tra gli italiani l’aumento del rischio di povertà è stato meno rilevante, passando dal 20,8% del 2010 al 26,1% del 2016 (+5,3%). Nel corso del 2016 le persone accolte ed accompagnate presso i Centri di ascolto della Caritas sono state 205.090, un dato che comprende anche i quasi 16 mila profughi ascoltati dalla sola diocesi di Ventimiglia-Sanremo. Come in passato, anche nel 2016 nel Nord e nel Centro Italia il profilo sociale delle persone aiutate coincide per lo più con quello degli immigrati (rispettivamente il 62,6% e il 62,1% del totale); nel Mezzogiorno, invece, chiedono aiuto soprattutto le famiglie di italiani (68,1%). In questi anni di crisi economica, tuttavia, anche le regioni del Nord e del Centro hanno rilevato un incremento evidente del peso degli italiani. Tra gli stranieri sono due le nazionalità prevalenti, in linea con gli anni passati: quella marocchina (19,2%) e quella romena (13,6%).
 

Caritas Italiana e Fondazione Migrantes: Famiglia e cittadinanza

Roma - Nel corso del 2016 sono stati celebrati 25.611 matrimoni con almeno uno dei coniugi straniero (12,6% del totale dei matrimoni), in leggero aumento rispetto al 2015 (+0,2%). Nel 56,4% dei casi si tratta dell’unione fra uno sposo italiano e una sposa straniera. Sono alcuni dati presenti nel Rapporto Immigrazione realizzato da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes e presentato oggi a Roma. A fine 2017 i bambini nati da genitori entrambi stranieri risultano 67.933 (14,8% del totale delle nascite). Diminuisce il numero medio di figli delle cittadine straniere, pur mantenendosi su livelli decisamente più elevati di quelli delle cittadine italiane (1,95 rispetto a 1,27 secondo le stime nel 2017). I dati ISTAT relativi al bilancio demografico nazionale confermano l’aumento dei nuovi cittadini italiani già rilevato negli anni precedenti e che ha condotto l’Italia nel 2015 e nel 2016 ad essere al primo posto tra i Paesi UE per numero di acquisizioni di cittadinanza. Al 31 dicembre 2017, su un totale di 146.605 acquisizioni di cittadinanza di stranieri residenti, il 50,9% riguarda donne. Tali acquisizioni, rispetto alla stessa data del 2016, sono diminuite (-27,3%). Nelle regioni del Nord Italia si registrano tassi di acquisizione di cittadinanza ben al di sopra della media nazionale. Si notino, in particolare, i casi della Valle d’Aosta, del Trentino Alto Adige e del Veneto, ma risulta interessante segnalare tassi di acquisizione superiori alla media nazionale anche in regioni del Centro (Marche) e del Sud (Abruzzo). Riferendosi sempre al 2016, le modalità di accesso alla cittadinanza restano differenti tra uomini e donne. Per gli uomini la modalità più frequente è la residenza (56% dei casi nel 2015), mentre il matrimonio è una modalità residuale (meno del 3%). Nel 2016, diversamente da quanto avveniva in passato, anche per le donne le acquisizioni di cittadinanza per residenza sono state le più numerose (43,9%), superando, seppur di poco, le acquisizioni per trasmissione/elezione (39,3%). Si riduce ulteriormente, anche per le donne, la quota di procedimenti avviati a seguito del matrimonio: nel 2016 questi risultano il 16,8% del totale, mentre nel 2014 risultavano il 25%.
 

Caritas italiana e Fondazione Migrantes: La Scuola e i migranti

Roma - Nell’anno scolastico 2016-2017 gli alunni stranieri nelle scuole italiane sono 826.091 (di cui 502.963 nati in Italia, pari al 60,9%), in aumento rispetto all’anno scolastico 2015-2016 di 11.240 unità (+1,4%). Sono alcuni dati presenti nel Rapporto Immigrazione realizzato da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes e presentato oggi a Roma. Nell’anno scolastico 2016-2017, la scuola primaria accoglie la maggiore quota di alunni stranieri: 302.122, il 36,6% del totale. L’incidenza degli alunni stranieri sul totale della popolazione scolastica varia in modo significativo in ragione del fatto che alcune regioni e province hanno una spiccata capacità attrattiva nei confronti di immigrati che vogliono insediarsi stabilmente con la propria famiglia. Le maggiori incidenze si riscontrano nelle regioni del Nord, con il valore massimo in Emilia Romagna (15,8%), significativamente maggiore del valore nazionale (9,4%), seguita da Lombardia (14,7%) e Umbria (13,8%). Nelle regioni del Centro-Nord il valore non scende al di sotto del 10%, con la sola eccezione del Lazio (9,5%). Decisamente inferiori i dati relativi alle regioni del Sud.
 

Caritas Italiana e Fondazione Migrantes: Il Lavoro dei migranti

Roma - Dai microdati Rcfl-ISTAT al primo semestre 2017 la popolazione immigrata in età da lavoro è di 4.100.826 persone con 15 anni di età ed oltre, delle quali il 59,3% sono occupate e il 30,6% inattive. In particolare, gli occupati stranieri risultano 2.430.409, aumentati rispetto al primo semestre 2016 del +0,9%. Sono alcuni dati presenti nel Rapporto Immigrazione realizzato da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes e presentato oggi a Roma. Di questi, 1.635.300 sono di nazionalità non-UE (67,3% degli occupati stranieri) e 795.100 lavoratori comunitari (32,7% degli occupati stranieri). Gli stranieri in cerca di occupazione sono 415.229 (10,1% del totale degli stranieri), di cui 283.837 di nazionalità non-UE (67,3% del totale degli stranieri in cerca di occupazione) e 131.392 di nazionalità UE (33,1%). Gli inattivi stranieri sono 1.255.187 (30,6% degli occupati stranieri), di cui 897.411 non-UE (71,5% degli inattivi stranieri) e 333.093 UE (28,5%). Se si considera il periodo che va dal primo semestre 2016 al primo semestre 2017, si osserva un aumento dell’occupazione sia tra gli stranieri (+0,9%) sia tra gli italiani (+0,6%). La quota del lavoro non qualificato negli immigrati è del 35,4%, contro l’8,2% negli occupati italiani. Secondo i dati UnionCamere, le imprese di cittadini nati in un Paese extra-UE al 31 dicembre 2016 sono 366.426, in aumento rispetto al 2015 (+3,5%). La regione con il maggior numero di queste imprese è la Lombardia (69.625, 19,0% del totale nazionale), seguita da Lazio (41.849, 11,4%), Toscana (35.891, 9,8%), Campania (32.931, 9,0%) ed Emilia Romagna (32.418, 8,8%). La Campania è la regione nella quale si registra l’aumento più cospicuo (+11,1%).
 

Caritas Italiana e Fondazione Migrantes: i migranti in Italia

Roma - L’Italia, con 5.144.440 immigrati regolarmente residenti sul proprio territorio (8,5% della popolazione totale residente in Italia) si colloca al 5° posto in Europa e all’11° nel mondo. E’ il dato riportato oggi nel Rapporto Immigrazione realizzato da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes e presentato oggi a Roma. Secondo l’UNHCR tra il 1° gennaio e il 31 agosto 2018 è sbarcato in Italia l’80% di migranti in meno rispetto allo stesso periodo del 2017. Le comunità straniere più consistenti sono quella romena (1.190.091 persone, pari al 23,1% degli immigrati totali), quella albanese (440.465, 8,6% del totale) e quella marocchina (416.531, 8,1%). I cittadini stranieri risultano risiede soprattutto nel Nord-Ovest della Penisola (33,6%) e a diminuire nel Centro (25,7%), nel Nord-Est (23,8%), nel Sud (12,1%) e nelle Isole (4,8%). Le regioni nelle quali risiede il maggior numero di cittadini stranieri sono la Lombardia (1.153.835 cittadini stranieri residenti, pari all’11,5% della popolazione totale residente), il Lazio (679.474, 11,5%), l’Emilia-Romagna (535.974, 12%), il Veneto (487.893, 10%) e il Piemonte (423.506, 9,7%). Le province nelle quali risiede il maggior numero di cittadini stranieri sono Roma (556.794, 12,8%), Milano (459.109, 14,2%), Torino (220.403, 9,7%), Brescia (156.068, 12,4%) e Napoli (131.757, 4,3%).
 

Caritas Italiana e Fondazione Migrantes : i migranti in Europa

Roma - Nel 2017 sono 38,6 milioni i cittadini stranieri residenti nell’Unione Europea (30,2% del totale dei migranti a livello globale). Il Paese europeo che nel 2017 ospita il maggior numero di migranti è la Germania (oltre 12 milioni), seguita da Regno Unito, Francia e Spagna. Sono alcuni dati presenti nel Rapporto Immigrazione realizzato da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes e presentato oggi a Roma. Secondo i dati EUROSTAT nel 2016 gli stranieri residenti che hanno acquisito la cittadinanza nell’area dei Paesi UE-28 sono 994.800, con un aumento, rispetto al 2015, del 18,3%. Tra i Paesi con il maggior numero di “nuovi cittadini” al primo posto c’è l’Italia, con 201.591 acquisizioni di cittadinanza, che corrispondono al 20,3% del totale UE-28.
 

Caritas Italiana e Fondazione Migrantes: i migranti nel mondo

Roma - Nel 2017 sono 257,7 milioni le persone che nel mondo vivono in un Paese diverso da quello di origine. Dal 2000 al 2017 il numero delle persone che hanno lasciato il proprio Paese di origine è aumentato del 49%. Sono alcuni dati presenti nel Rapporto Immigrazione realizzato da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes e presentato oggi a Roma. Nel 2017 – secondo i dati del Rapporto -  i migranti rappresentano il 3,4% dell’intera popolazione mondiale, rispetto al 2,9% del 1990. Nel 2017 l’Asia ospita il 30,9% dei migranti mondiali, seguita da Europa (30,2%), America del Nord (22,4%), Africa (9,6%), America Latina (3,7%) e Oceania (3,3%). Secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni (OIM) nel 2015 la quota dei migranti irregolari sul totale dei flussi internazionali ammonta al 10-15%.