Primo Piano

Exodus: domani serata dedicata alla patrona dei migranti

Roma - Sarà dedicata alla patrona dei migranti, Santa Francesca Cabrini, la serata di domani, alle ore 20,00, all’interno della mostra di Safet Zec, ospitata presso la Chiesa di San Francesco Saverio del Caravita a Roma. Si tratta di uno degli appuntamenti dei “Mercoledì di Exodus”, un ciclo di opere del pittore bosniaco Safet ispirate al tema delle migrazioni promosso e sostenuto dalla Fondazione Migrantes, dalla Caritas Italiana, dalla Caritas di Roma, con il patrocinio del Centro Astalli e realizzato dall’Associazione A.M.I.C.I. con la collaborazione di Agite – Agenzia per la Globalizzazione delle Imprese dei Territori.
Alle 20,00 sarà proiettato il film “Mother Cabrini” della regista Daniela Guerrieri che racconta la vita della santa che fu tra le prime religiose che accompagnarono  i migranti italiani che raggiungevano soprattutto le Americhe. Oggi, in un tempo di migrazioni umane senza precedenti,  possiamo trarre forza, speranza e ispirazione dall'esempio di persone come Santa Francesca Saverio Cabrini, una forza che ha cambiato positivamente il destino di milioni di persone che lontano da casa non si sentirono abbandonati.
Canonizzata nel 1946 da Papa Pio XII, diventando così la prima cittadina americana ad essere dichiarata Santa, è stata nominata Patrona dei Migranti nel 1950 Nel settembre 2017, in occasione della commemorazione dei 100 anni dalla morte, Papa Francesco ha scritto che “gli odierni spostamenti epocali di popolazioni, con le tensioni che inevitabilmente si generano, fanno di Madre
Cabrini una figura singolarmente attuale. In particolare – ha aggiunto -  la Santa unisce l’attenzione alle situazioni di maggiore povertà e fragilità, come gli orfani e i minatori, a una lucida sensibilità culturale, che, in continuo dialogo con le gerarchie locali, si impegna a conservare e ravvivare nei migranti la tradizione cristiana recepita nei paesi d’origine, una religiosità talvolta superficiale ma spesso impregnata di un’autentica mistica popolare, offrendo d’altra parte le strade per integrarsi pienamente nella cultura dei paesi di arrivo, così che i migranti italiani fossero accompagnati dalle Madri Missionarie ad essere pienamente italiani e pienamente americani. La vitalità umana e cristiana dei migranti diventa così un dono per le Chiese e i popoli che accolgono”.
Alla proiezione interverranno, fra gli altri, la regista e la produttrice del film. Prima della proiezione, alle 18, si parlerà sempre di Madre Cabrini con la presentazione del libro di Meo Carbone “Francesca e i migranti”.
 

Mattarella ricorda un giovane naufrago del Mali

 

Roma -   Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricorda il caso del 14enne del Mali, morto quattro anni fa nel naufragio di un barcone. Nella tasca interna della giacca fu ritrovata la sua pagella. Questo caso, come altri due citati da Mattarella - intervenuto alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2018/2019 dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale in occasione del quarantennale della fondazione dell’Ateneo - “e chissà quanti altri non conosciamo”, ci parlano di “giovanissimi che attribuiscono alla loro pagella, ai loro risultati scolastici il valore di un passaporto, di un accreditamento, di serietà di impegno verso il Paese in cui speravano di poter sviluppare la loro vita, la loro cultura, il loro benessere”. Un proposito “stroncato in modo drammatico”, un caso “che interroga le nostre coscienze”. Ma questi fatti ci dicono anche altro, spiega Mattarella. E cioè di come “lo studio costituisce insieme la spinta e lo strumento per l'apertura e il rispetto verso culture diverse, altrui opinioni, esperienze di altri. Costituisce la spinta e lo strumento per l'apertura, per il dialogo, per l'amicizia”. L’episodio de giovane del Mali è stato raccontato nel volume “Naufraghi senza volto” di Cristina Cattaneo. I morti nel Mediterraneo, specie dei giovanissimi – ha detto ancora Mattarella - “interrogano fortemente le nostre coscienze”.

Altre opportunità per i giovani in Mali

Roma - Aiutare le ragazze maliane ad affrancarsi dall’analfabetismo e dalla povertà sociale e culturale attraverso la formazione umana e professionale. È questo l’obiettivo di “Altre opportunità per i giovani in Mali”, un progetto promosso dall’Associazione Centro Culturale e di Alta Formazione Onlus di Villacidro (Medio Campidano, Sardegna) che vuole accompagnare le giovani tra i 13 e i 23 anni che vivono a Touba e nei villaggi vicini nell’apprendimento di un mestiere e nell’avvio di attività imprenditoriali capaci di generare reddito e benessere.  
 

Quaresima

Roma - La Campagna “Liberi di partire, liberi di restare, giunta ormai al secondo anno, è un insieme di progetti – 77 quelli avviati per un totale di quasi 23 milioni di euro – e un intreccio di storie, volti, passione e fatiche di chi, nel concreto dei territori, la realizza e di chi trova in essa una chance di futuro. Ma è anche un’occasione per sensibilizzare le nostre comunità sulla questione migratoria, offrendo uno sguardo diverso.
Ecco allora che, in questo tempo di Quaresima, abbiamo scelto di raccontare – sul sito della campagna -  quanto è stato fatto, grazie alla Campagna, e di sottolineare quanto l’altro, chiunque sia e da qualunque parte del mondo arrivi, sia una via privilegiata per la salvezza. Del resto, come ha detto papa Francesco, questo “è il tempo per ritrovare la rotta della vita”. La Quaresima infatti, ha ricordato, ci invita a guardare “verso l’Alto, con la preghiera, che libera da una vita orizzontale, piatta, dove si trova tempo per l’io ma si dimentica Dio. E poi verso l’altro, con la carità, che libera dalla vanità dell’avere, dal pensare che le cose vanno bene se vanno bene a me. Infine, ci invita a guardarci dentro, col digiuno, che libera dagli attaccamenti alle cose, dalla mondanità che anestetizza il cuore”. (don Leonardo Di Mauro, don Francesco Soddu, don Giuseppe Pizzoli, don Gianni De Robertis e don Bruno Bignami)
 

Migrantes Torino: il 21 marzo la presentazione del progetto di accoglienza in famiglia

Torino - Il Comune di Torino è stato il primo in Italia, a partire dal 2008, a sperimentare un progetto di accoglienza in famiglia di persone adulte a cui è stata riconosciuta dal nostro Paese una protezione internazionale o umanitaria”. Così dal 2015 è partito il progetto “Rifugio diffuso” entrato a far parte del più ampio progetto di accoglienza che il Comune ha nell’ambito del Sistema di Protezione richiedenti asilo e rifugiati del Ministero degli Interni, in collaborazione con l’Ufficio Migrantes.
La famiglia ospitante presta il suo intervento in maniera volontaria ed è supportata dal progetto attraverso il riconoscimento di un contributo economico mensile, dalla disponibilità di una equipe di operatori e dalla rete delle altre famiglie accoglienti che fanno parte del progetto, si legge sul sito dell’ufficio diocesano Migrantes.
Il 21 di marzo, alle ore 18.30 in via Cottolengo 22 presso la Migrantes  verrà presentato il progetto di accoglienza in famiglia, che mira alla piena autonomia del rifugiato attraverso l’inserimento nella rete sociale familiare, anche nell’ottica di creare una società inclusiva superando le differenze culturali.
 

Cile: Quaresima di Fraternità nella carità verso i migranti

Santiago -  Con il mercoledì delle Ceneri si è aperta in tutto il Cile la “Campagna Quaresima di Fraternità 2019” che ha per tema “Il tuo apporto e il nostro, speranza di tutti”. Attraverso questa azione, Caritas Cile e la Conferenza Episcopale raccolgono fondi e promuovono progetti destinati ai migranti. Nata nel 1982, la Campagna risponde quest’anno alla “necessità-Paese” creata dalla forte immigrazione soprattutto da Venezuela, Haiti e Nicaragua, secondo quanto afferma in un colloquio con l’Agenzia Fides, José Tomás Silva, Direttore esecutivo della campagna per Caritas Cile. In Cile vive attualmente circa 1 milione di migranti, equivalenti al 4 % della popolazione. La Campagna Quaresima di Fraternità sarà dedicata ai migranti anche per i prossimi due anni. “La preghiera, la penitenza e la misericordia che siamo chiamati a vivere in questo tempo liturgico si traducano in atti di carità, di dono, di fraternità” spiega Silva. Tutto quello che si raccoglierà in tutte le parrocchie del Paese in Quaresima finanzierà progetti orientati ad “accogliere, proteggere, promuovere e integrare” i migranti, come chiede Papa Francesco.
 

Servizio Civile: domani a Firenze l’incontro nazionale

Firenze – Domani, martedì 12 marzo, nella data che ricorda san Massimiliano di Tebessa, martire a 21 anni per obiezione di coscienza al servizio militare, si svolgerà a Firenze l'annuale incontro nazionale dei giovani in servizio civile degli enti aderenti al TESC (Tavolo Ecclesiale sul Servizio Civile), che riunisce 18 organismi, associazioni ed enti cattolici impegnati su questo ambito.
San Massimiliano nel 295 d.C. scelse la pace rifiutando, come cristiano, di prestare il servizio militare nell’esercito romano e per questo fu ucciso. Nella sua memoria il TESC propone ogni anno ai giovani di tutta Italia che svolgono il servizio civile una giornata di incontro, di riflessione e di festa. Come San Massimiliano, che con il suo gesto ha comunicato al mondo un messaggio di pace, così quanti scelgono il servizio civile oggi raccontano la loro scelta di pace, servizio e responsabilità ad altri giovani.
Oltre 800 i volontari del servizio civile, provenienti da tutta Italia, attesi a partire dalle 10.00 presso l'Area Sportiva Mandela Forum (Viale Malta 10), per una giornata di approfondimento sul tema "La buona politica è al servizio della pace", scelto da papa Francesco per il suo Messaggio per la Giornata mondiale della Pace 2019.
Porteranno il loro saluto ai partecipanti il Sindaco di Firenze, Dario Nardella, l’Assessore regionale al Diritto alla salute, al welfare e all'integrazione socio-sanitaria e sport, Stefania Saccardi, e la Capo Dipartimento Gioventù e Servizio Civile Nazionale, Valeria Vaccaro. Sul tema dell’incontro è prevista la testimonianza di alcuni giovani in servizio civile in Italia e all’estero, insieme a quella di Giuseppe Matulli, già sottosegretario al Ministero Pubblica Istruzione, di Davide Drei, sindaco di Forlì, e di Giuliana Ricozzi, redattrice di “Europhonica” e collega di Antonio Megalizzi. La giornata si concluderà alle 16.00 con la santa messa presso la Chiesa parrocchiale SS. Gervasio e Protasio, presieduta da S.Em. card. Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze.
L'incontro, giunto alla sua XIV edizione, torna in Toscana dopo l'edizione del 2005 che si svolse ad Arezzo presso “La Rondine”, la Cittadella della Pace.
Il Tavolo Ecclesiale sul Servizio Civile, è il coordinamento di organismi della Chiesa italiana che dal 2003 promuove il servizio civile e lo propone a tutti i giovani come importante esperienza formativa, di servizio agli ultimi, di testimonianza dei valori della pace, giustizia, cittadinanza attiva e solidarietà. Vi aderiscono: Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, Ufficio nazionale CEI per la Cooperazione Missionaria tra le Chiese, Ufficio nazionale CEI per i Problemi Sociali e il Lavoro, Servizio nazionale CEI per la Pastorale Giovanile, Azione Cattolica Italiana, ACLI, AGESCI, Anspi, Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Confcooperative-Federsolidarietà, Centro Sportivo Italiano, CDO Opere Sociali, Federazione SCS/CNOS, FOCSIV-Volontari nel mondo, G.A.V.C.I., Unitalsi.
 

Migrantes: a Frascati l’incontro degli operatori pastorali con i rom e sinti

Roma - Si svolgerà dal 15 al 17 marzo presso Villa Campitelli (Frascati) l’incontro annuale di formazione degli operatori pastorali “amici” dei rom e sinti. Tra gli interventi previsti quella di padre Claude Dumas, Presidente del CCIT (Comité Catholique international pour les Tsiganes) che introdurrà l’incontro sul tema “La visione pastorale chez les Rom”.
 

Università Cattolica: un convegno su migranti e la fede

Brescia - “Di generazione in generazione. La trasmissione della fede nelle famiglie migranti”. È questo il titolo del convegno in programma venerdì 15 marzo, dalle 15 alle 18, nell’aula magna “Tovini”  Cattolica di Brescia.
Dopo l’introduzione di don Roberto Ferranti, interviene Maddalena Colombo, direttrice del CIRMiB, su “I migranti e la religione: quali impatti nella società di accoglienza?”. “La trasmissione della fede nelle famiglie migranti: i risultati della ricerca dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo di Milano” vengono presentati da Fabio Introini, docente di Sociologia della Convivenza Interetnica all’Università Cattolica. Padre Aldo Skoda  dello Scalabrini International Migration Institute si soffermerà su “Mediazione culturale e figli dei migranti: sfide e opportunità di integrazione”. Il convegno vuole approfondire il tema della trasmissione della fede nelle famiglie migranti.
Durante il convegno verrà presentato il volume “Di generazione in generazione. La trasmissione della fede nelle famiglie con background migratorio” (ed. Vita e Pensiero) che raccoglie i risultati dell’indagine realizzata dall’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo di Milano con la collaborazione di Fondazione Migrantes e degli Uffici Migrantes  delle diocesi lombarde.
 
 

Scalabriniane: nella Giornata internazionale della donna apre un Servizio itinerante tra Messico e Usa

Roma - Proprio in concomitanza con la Giornata internazionale della donna dell’8 marzo, la Congregazione delle suore missionarie di San Carlo Borromeo/Scalabriniane ha fatto partire una nuova iniziativa della sua attività apostolica: il suo Servizio itinerante (istituito con la recente riorganizzazione congregazionale) si sposta al confine tra Messico e Stati Uniti d’America. L’obiettivo è andare a partecipare alla gestione delle emergenze migratorie lì dove si sviluppano, con la solidarietà, la preghiera e l’accompagnamento delle carovane. Saranno tre le religiose che parteciperanno: una con un trascorso da formatrice, una con un passato tra i migranti di Chicago e una con esperienze vissute tra i migranti dell’America Latina.
“Sono tre suore che hanno avuto un’esperienza speciale e che ora svolgeranno la loro missione in un luogo di frontiera particolarmente caldo per la migrazione – spiega suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Scalabriniane – Il nostro impegno è principalmente volto a donne e minori migranti, le fasce più deboli che risentono di maggiori problemi quando si trovano costrette a trasferirsi da un luogo all’altro”.
In migliaia sono i migranti che stanno raggiungendo gli Stati Uniti da tutta l’America Latina, soprattutto a causa della crisi venezuelana, e derivati dalla marcia della Carovana che ha coinvolto il popolo di Honduras, El Salvador, Guatemala, Nicaragua.
“Ci sono tanti luoghi nel mondo da cui le donne sono costrette a fuggire per continue discriminazioni – aggiunge suor Neusa – Sono ancora troppi questi luoghi e sono ancora troppe le donne che soffrono. Il nostro impegno è soprattutto legato a loro, perché sono una parte fondamentale della crescita di una comunità. E noi vogliamo seguire l’esempio di madre Assunta Marchetti, nostra confondatrice, che si rimboccò le maniche per assistere i migranti in Sud America, ma ispirandoci all'intelligenza pastorale del nostro fondatore, il beato Giovanni Battista Scalabrini, il quale con intelligenza ha letto il fenomeno migratorio ed ha messo insieme le diverse possibilità per aiutare i migranti; su questa scia noi donne consacrate ci sentiamo pronte ad assistere donne in cerca di un sorriso e di un futuro di speranza”.
Il servizio itinerante è una sorta di “pronto soccorso di assistenza” realizzato dalla Congregazione delle suore missionarie scalabriniane che si sposta in relazione alle diverse emergenze migratorie che avvengono nel mondo. Questa volta si apre un fronte al confine tra Usa e Messico: nella sua prima parte, per tre mesi, è a Tijuana e Ciudad Juarez grazie alla collaborazione con la Caritas messicana. A seguire, invece, per altri tre mesi, sarà a Tapachula.
 

Civiltà Cattolica: una monografia sul tema della migrazione

Roma - La questione dei migranti e dei rifugiati, tra preoccupazioni legittime e crudeltà gratuite, è stato «il» tema di dibattito politico e sociale per mesi e mesi, e lo è in effetti da anni. Per questo La Civiltà Cattolica le dedica il settimo volume della sua collana monografica digitale «Accènti», raccogliendo alcuni suoi articoli recenti e non; e un documento storico prezioso e suggestivo, un saggio del 1888 sull’emigrazione italiana nel mondo, con dati e statistiche del tempo. Si tratta in tutto di 19 articoli apparsi nel corso degli anni sulla rivista, raccolti e riordinati in sei sezioni: Nella Bibbia, Nodo politico globale, Prospettive, Global Compact, Migranti e rifugiati d’Italia, Arti e migrazioni.
“Le migrazioni sono un nodo politico globale. Non si tratta – spiega una nota - di una vicenda italiana, né solo europea. Non sono un fenomeno episodico e contemporaneo, ma un elemento permanente nella storia dell’umanità. E per affrontare le sfide che pongono oggi sono richieste – a credenti e non credenti – più politica e più misericordia e molta meno retorica”.
Il volume «Migranti», oltre alla Presentazione a cura del direttore de La Civiltà Cattolica, Antonio Spadaro, include i contributi di Pietro Bovati, Micheal Czerny, Virgilio Fantuzzi, Micheal S. Gallagher, Mauricio Garcían Durán, David Hollenbach, Dominik Markl, Adolfo Nicolás, Camillo Ripamonti, Giovanni Sale, GianPaolo Salvini, Gina Paola Sánchez Gonzáles, Wilfred Sumani, Luigi Territo.
 

La cenere e il fuoco

Roma - Nella sua omelia d’inizio della Quaresima Papa Francesco è tornato più volte sull'immagine della cenere e del fuoco, per indicare l’itinerario che dalla polvere giunge al mattino di Pasqua.
Per chi lavora quotidianamente con le parole, forse si tratta di riscoprirne il peso, il valore, l’essenza.
Di tante nostre parole spesso rimane poco, forse il rumore, un “botta e risposta”, l’adeguarci ai toni strumentali e aggressivi di un dibattito pubblico sregolato, la ricerca del consenso che non conosce la fatica del confronto.
La Quaresima ci propone un “cambio di logica”: dalla dittatura delle parole alla libertà della Parola, che nasce dal silenzio; Parola che guarisce, riconcilia, vivifica. Dalla cenere, al fuoco.
Buon cammino! (Don Ivan Maffeis)
  
 

Messico: almeno 25 migranti trasportati dentro un camion muoiono in un incidente

Roma - Almeno 25 migranti centroamericani sono morti e 29 sono rimasti feriti in un incidente accaduto stanotte (alle 18 ora locale) in Messico, nello stato meridionale del Chiapas. Il camion, riferisce l'agenzia Sir, è uscito di strada, per cause ancora da accertare, nel municipio di Soyaló, non lontano dalla capitale Tuxtla Gutiérrez ed è finito in un piccolo precipizio. Il camion di tre tonnellate circolava senza matricola. Il trasporto nei camion, spesso in condizioni disumane, è uno dei metodi più usati dai migranti centroamericani per attraversare il Messico.
 

Papa Francesco: i cristiani non siano ipocriti, con l’anima truccata

Città del vaticano - “Il formale è un’espressione del reale”, ma devono procedere “insieme”, altrimenti si finisce per vivere un’esistenza di “apparenze”, una vita “senza verità” nel “cuore”. E’ la riflessione che Papa Francesco offre nell’omelia della Messa celebrata a Santa Marta questa mattina partendo, come riferisce Vatican News,  da un brano tratto dal libro del profeta Isaia.
La semplicità delle apparenze dovrebbe essere riscoperta soprattutto in questo periodo di Quaresima, attraverso l’esercizio del digiuno, dell’elemosina e della preghiera. I cristiani, infatti, dovrebbero fare penitenza mostrandosi lieti; essere generosi con chi è nel bisogno senza “suonare la tromba”; rivolgersi al Padre quasi “di nascosto”, senza cercare l’ammirazione degli altri. Al tempo di Gesù, spiega Papa Bergoglio nell’omelia, l’esempio era palese nella condotta del fariseo e del pubblicano, oggi i cattolici si sentono “giusti” perché appartengono a una tale “associazione”, vanno a “Messa tutte le domeniche” e non sono “come quei poveracci che non capiscono nulla”: “Coloro che cercano le apparenze, mai si riconoscono peccatori e se tu dici loro: ‘Ma tu anche sei peccatore!’ – ‘Ma, sì, peccati abbiamo tutti!’, e relativizzano tutto e tornano a diventare giusti. Anche cercano di apparire con faccia da immaginetta, di santino: tutto apparenza. E quando c’è questa differenza tra la realtà e l’apparenza, il Signore usa un aggettivo: ‘Ipocrita’”.
Ogni individuo è tentato dalle ipocrisie e il tempo che ci conduce alla Pasqua può essere occasione per riconoscere le proprie incoerenze, per individuare gli strati di strucco applicati per “nascondere la realtà”. Papa Francesco insiste sull’aspetto dell’ipocrisia, un tema emerso con forza anche durante la XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, sul tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. I giovani, precisa, sono non colpiti da quanti cercano di apparire, ma poi non si comportano di conseguenza, soprattutto quando questa ipocrisia è indossata dai “professionisti della religione”. Il Signore chiede, invece, coerenza: “Tanti cristiani, anche cattolici, che si dicono cattolici praticanti, come sfruttano la gente! Come sfruttano gli operai! Come li mandano a casa all’inizio dell’estate per riprenderli alla fine, così non hanno diritto alla pensione, non hanno diritto ad andare avanti. E tanti di questi si dicono cattolici: vanno alla Messa la domenica … ma fanno questo. E questo è peccato mortale! Quanti umiliano i loro operai”.
In questo tempo di Quaresima, Papa Francesco invita tutti a riscoprire la bellezza della semplicità, della realtà che “deve essere unita all’apparenza”: “Chiedi al Signore la forza e vai umilmente avanti, con quello che puoi. Ma non truccarti l’anima, perché se tu ti trucchi l’anima, il Signore non ti riconoscerà. Chiediamo al Signore la grazia di essere coerenti, di non essere vanitosi, di non apparire più degni di quello che siamo. Chiediamo questa grazia, in questa Quaresima: la coerenza tra il formale e il reale, tra la realtà e le apparenze”.
 
 

Card. Bassetti ai migranti: voglio restare con voi

Rocca di Papa - Gli danno una penna, gli chiedono, alla fine, di lasciare il suo pensiero su un foglio, che poi conserveranno. Neanche pensa troppo, lo scrive, lo legge e quasi si commuove. «Più che le parole, servono i gesti. Più che parlare, serve amare. Ho visto tanto amore nei volti emaciati di alcuni bambini, di donne e uomini a cui è stata rubata la dignità e, se fosse possibile, persino l’immagine di Dio che è in loro. Resta l’amore, lo sguardo, la mano che stringe la mano di un fratello o di una sorella. Anch’io voglio restare con voi».
Il cardinale Gualtiero Bassetti sta per andarsene da 'Mondo migliore', Centro di accoglienza straordinaria destinato alla relocation a Rocca di Papa, che ospita trecentosessanta migranti (quarantadue dei quali trasferiti qui dal Cara di Castelnuovo di Porto) ed è gestito dalla cooperativa sociale “Auxilium”. Il presidente della CEI vi ha trascorso il pomeriggio, ieri. È voluto venire a trovare questa gente. Poi, in serata, sale in macchina e si porta via tante cose, un’immagine su tutte: «Quel bambino che chissà quanto ha patito, che danzava davanti a me, che teneva la sua manina nella mia».
Scopre il salone dove si mangia tutti insieme, le cucine, le stanze dove vivono anche diverse famiglie. Scopre l’ambulatorio, dove un equipe di medici, psicologi e paramedici visita, segue e assiste chiunque arrivi qui, bambini, donne, uomini, famiglie: «Nemmeno il buon samaritano si attenne alla legge, fece molto di più», dice Bassetti al responsabile. Si trattiene a lungo nel piccolo emporio, dove gli ospiti possono spendere i due euro e mezzo al giorno cui hanno diritto, chiede, ascolta, saluta, è curioso, colpito. Entra in un’aula dove s’insegna l’italiano, raccomanda ai ragazzi d’imparare bene la nostra lingua, che è formidabile mezzo d’integrazione: «Per guardarsi negli occhi, per comunicare cuore a cuore, bisogna comunicare umanamente, fra noi».
Entra in un’altra grande sala, quella dei giochi per i bambini, e anche qui si ferma a lungo. Gioca un po’, guarda i disegni che hanno fatto i piccoli, sorride con loro. Infine nell’auditorium incontra tutti, gli ospiti, le donne e gli uomini della Auxilium: «Prima di venire qui mi ero fatto un’idea di cosa poteva essere la vostra comunità – spiega -, ma con la mia fantasia non ero riuscito a capire tutta la bellezza, la ricchezza, l’umanità che c’è fra queste mura».
Va avanti. Parla della «dei canti dei bambini e dei grandi» che gli «hanno toccato il cuore». Perché «può essere facile cantare quando siamo abbastanza spensierati. Ma un’umanità ferita che canta e ha il coraggio di stare insieme è veramente un grande miracolo della Provvidenza. Veramente una speranza. Una speranza viva. E non per il futuro, ma qui, in questo momento». (Pino Ciociola – Avvenire)
 

Bimbi profughi annegati in Grecia

Milano - Tre migranti, tra i quali due bambini, sono morti in un naufragio davanti all'isola greca di Samos. La conferma è arrivata dalla Guardia costiera di Atene che è intervenuta quando ormai i naufraghi erano in acqua. Non si conosce il numero esatto delle persone a bordo del gommone partito di notte dalle coste turche. I due bambini sono morti durante il trasporto in ospedale, un altro ragazzino si è salvato mentre è stato recuperato il corpo senza vita di un adulto. Poche ore prima, al largo di Lampedusa, sono intervenuti mezzi di soccorso italiani per trarre in salvo una quarantina di persone a bordo di un barcone partito dalla Libia. Nessuna comunicazione ufficiale è arrivata dalle autorità Italiane. La notizia è stata raccolta da Radio Radicale che da tempo monitora in tempo reale i mezzi navali e aerei nel Mediterraneo. Già nella tarda serata di ieri era stato notato un viavai di mezzi aerei e pattugliatori la cui rotta appariva come in perlustrazione intorno a coordinate ben definite. Una ricerca precisa, probabilmente scattata dopo una segnalazione. Ulteriori conferme sono arrivate da fonti umanitarie e sanitarie. A bordo del barcone, che i migranti riferiscono essere partito dalla Libia, c'erano circa quaranta persone, tra cui 6 donne e due bambine di circa tre anni di età.
 

Papa Francesco: non dimenticare quello che il Signore ha fatto nella nostra vita

Città del Vaticano - Iniziare la Quaresima chiedendo la grazia della memoria, di ricordare quello che il Signore ha fatto nella nostra vita. Nel cammino verso l'incontro con Cristo risorto, bisogna stare infatti attenti a non volgersi indietro, a non essere sordi nell'anima e al pericolo dell'idolatria. Lo ha ricordato questa mattina, riferisce Vatican News, Papa Francesco nell'omelia della Messa a Casa Santa Marta. La sua riflessione parte dalla Prima Lettura di oggi, tratta dal Libro del Deuteronomio (Dt 30,15-20). Si tratta di una parte del discorso che Mosè fa al popolo per prepararlo ad entrare nella Terra promessa, ponendolo davanti ad una sfida che è anche scelta fra la vita e la morte. “E’ un appello alla nostra libertà”, spiega il Papa soffermandosi in particolare su tre parole-chiave di Mosè: se “il tuo cuore si volge indietro”, “se tu non ascolti” – seconda parola - “e ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dei”: “Quando il cuore si volge indietro, quando prende una strada che non è quella giusta – sia indietro sia un’altra strada, ma non va per la strada giusta –, perde l’orientamento, perde la bussola, con la quale deve andare avanti. E un cuore senza bussola è un pericolo pubblico: è un pericolo per la persona e per gli altri. E un cuore prende questa strada sbagliata quando non ascolta, quando si lascia trascinare, portare dagli dei, quando diventa idolatra”.
Ma noi siamo capaci di non ascoltare, “tanti sordi nell’anima”. “Anche noi in qualche momento diventiamo sordi nell’anima, non ascoltiamo il Signore”, ribadisce il Papa che mette in guardia anche dai “fuochi di artificio” che ci richiamano, “gli dei falsi” che chiamano verso un’idolatria. Questo è il pericolo lungo la strada, “verso la terra che a tutti noi è stata promessa: la terra dell’incontro con Cristo risorto”.
E “la Quaresima ci aiuta ad andare su questa strada”, prosegue il Papa ricordando che “non ascoltare il Signore” e le promesse che ci ha fatto, è perdere la memoria: è quando si perde “la memoria delle grandi cose che il Signore ha fatto nella nostra vita, che ha fatto nella sua Chiesa, nel suo popolo, e ci abituiamo ad andare noi, con le nostre forze”, con la nostra autosufficienza. Pertanto Francesco esorta a iniziare la Quaresima chiedendo “la grazia della memoria”. Poi, riprende il discorso che Mosè ha rivolto al popolo poco prima, quando, appunto, lo ha esortato, una volta arrivato a “quella terra” che non ha conquistato, a ricordarsi di “tutto il cammino” che il Signore gli ha fatto fare. Ma - avverte il Papa - quando stiamo bene, quando abbiamo tutto a portata di mano, “spiritualmente andiamo bene”, c’è il pericolo di perdere “la memoria del cammino”: “Il benessere, anche il benessere spirituale ha questo pericolo: il pericolo di cadere in una certa amnesia, una mancanza di memoria: sto bene così e mi dimentico di quello che ha fatto il Signore nella mia vita, di tutte le grazie che ci ha dato e credo che è merito mio e vado avanti così. E lì il cuore incomincia ad andare indietro, perché non ascolta la voce del proprio cuore: la memoria. La grazia della memoria”.
Richiamato, poi, anche un passo della Lettera agli Ebrei che sembra seguire lo stesso schema, nel quale si esorta a ricordare “i primi giorni”. “Perdere la memoria è molto comune”, sottolinea il Pontefice: “il popolo di Israele ha perso la memoria”, anche perché in questo dimenticare c’è qualcosa di selettivo: “ricordo quello che mi conviene adesso e non ricordo qualcosa che mi minaccia”. Ad esempio, il popolo ricordava nel deserto che Dio lo aveva salvato, “non poteva dimenticarlo”. Ma cominciò a lamentarsi per la mancanza di acqua e carne “e a pensare alle cose che aveva in Egitto”, come le cipolle. Il Papa nota che però si tratta di qualcosa di “selettivo” perché si dimentica che tutte queste cose le mangiavano alla “tavola della schiavitù”. Viene quindi ribadito l’invito alla memoria che ci mette sulla strada giusta. Bisogna “ricordare per andare avanti; non perdere la storia: la storia della salvezza, la storia della mia vita, la storia di Gesù con me”. E non fermarsi, non tornare indietro, non lasciarci trascinare dagli idoli. L’idolatria infatti “non è soltanto andare in un tempio pagano e adorare una statua”: “L’idolatria è un atteggiamento del cuore, quando tu preferisci questo perché è più comodo per me e non il Signore perché hai dimenticato il Signore. All’inizio della Quaresima ci farà bene a tutti chiedere la grazia di custodire la memoria, custodire la memoria di tutto il Signore, di tutto quello che il Signore ha fatto nella mia vita: come mi ha voluto bene, come mi ha amato. E dal quel ricordo, continuare ad andare avanti. E ci farà anche bene ripetere continuamente il consiglio di Paolo a Timoteo, il suo amato discepolo: ‘Ricordati di Gesù Cristo risorto dai morti’. Ripeto: ‘Ricordati di Gesù Cristo risorto”, ricordati di Gesù, Gesù che mi ha accompagnato fino ad adesso e che mi accompagnerà fino al momento nel quale devo comparire davanti a Lui glorioso. Il Signore ci dia questa grazia di custodire la memoria”.
 

Fiera inMensa: parte l’edizione 2019

Cosenza - “La mia casa è tua, la mia casa è come la tua!”. Questo è l’appello a partecipare attivamente e vivere diversamente la Fiera di S. Giuseppe a Cosenza lanciato dal Comitato FieraIn-Mensa per quest’anno.
Il Comitato FieraInMensa dal 2002 si attiva per offrire accoglienza a degli ambulanti - migranti che giungono a Cosenza in occasione della Fiera di S. Giuseppe.
Dopo l’esperienza di questi anni si rinnova l’invito a vivere la millenaria Fiera di S. Giuseppe con un gesto semplice e speciale: aprire la propria casa e ospitare una persona migrante.
Un gesto che sfida ogni paura! Un gesto di impegno, di umanità, di fratellanza, di rispetto, di unità!
L’incontro organizzativo, aperto a quanti sentono di voler dare il proprio contributo, si svolgerà il prossimo lunedì 11 marzo alle ore 18.00 presso i locali della Parrocchia Sacro Cuore di Gesù e Madonna di Loreto a Cosenza (PDV)
 

Usa-Messico: vescovi alla frontiera, “totale disaccordo con politica di espellere i migranti che attendono risposta asilo”

USA / Messico - “Come vescovi della frontiera tra Texas e Messico confermiamo il nostro impegno di continuare a prestare tutto l’aiuto di cui hanno bisogno i nostri fratelli migranti, unendoci tra le diverse diocesi e i vari organismi religiosi e civili che operano a favore dei migranti”. Lo scrivono in una nota i vescovi frontalieri delle diocesi del Texas (Usa) e Messico, e precisamente di San Antonio, Brownsville, El Paso, Laredo, Ciudad Juarez, Piedras Negras, Nuevo Laredo, Matamoros, Saltillo e San Angelo. Un orientamento che pone i vescovi in “totale disaccordo con la politica del Governo degli Stati Uniti di espellere in Messico i migranti che attendono il loro turno per presentarsi di fronte a un giudice statunitense che deciderà se hanno diritto a ricevere o no asilo”. Una scelta da condannare per varie ragioni, e in particolare perché “obbligherà il Messico a organizzare accampamenti per decine di migliaia di rifugiati, minando in realtà il loro diritto a chiedere asilo negli Usa, e privandoli dell’appoggio dei loro familiari sul suolo statunitense”; in secondo luogo, perché “si metterà fuori dalla loro portata il diritto di essere rappresentati da un legale nel loro processo davanti alla corte; infine, la conseguenza sarà che molti migranti cercheranno di entrare clandestinamente negli Stati Uniti attraverso luoghi molto rischiosi”.
“Mossi dalle situazioni di estrema violenza e povertà, molti migranti arrivano alla nostra frontiera in grandi carovane o in piccoli gruppi. Esortiamo tutte le persone a scoprire, in questi fratelli che soffrono, Cristo bisognoso d’aiuto – scrivono i vescovi -, e a prestare loro l’appoggio di cui hanno bisogno, senza pensare che si tratti di criminali, come a volte sono percepiti. La realtà è un’altra: molti di loro sono vittime di elementi criminali nei loro Paesi e nel percorso verso la frontiera”. I vescovi, perciò, “si appellano ai governi, nel nome di Nostro Signore Gesù Cristo, perché non si adottino politiche che abbiano l’effetto di aumentare la sofferenza delle persone più vulnerabili”. (Sir)