Primo Piano

Cile: “Quaresima di fraternità” con i migranti arrivati nel Paese

Roma - Otto volti, otto nomi: Nercy, Tiago, Tamara, Henry, Ronald, Neudi, Santiago y Yeimar. Sono i protagonisti della campagna promossa dalla Chiesa cilena “Quaresima di fraternità”, dedicata quest’anno ai migranti che vivono in Cile. Attraverso lo slogan “Il tuo apporto e il nostro, speranza di tutti”, la Chiesa cattolica invita tutti i cileni a vivere la solidarietà durante i 40 giorni della Quaresima, guardando particolarmente ai migranti che vivono in terra cilena Come gli otto volti che appaiono nel manifesto, e che si raccontano sul sito della Conferenza episcopale. In particolare, i venezuelani raccontano la drammatica situazione in cui versa il loro Paese e la decisione, per uno di loro, Ronald Guzmán, “dalla sera alla mattina”. Yeimar Yarves, ventiduenne, anche lei venezuelana, ringrazia i cileni per l’accoglienza e afferma: “Siamo migranti, però non ci sono frontiere, è nostro dovere andare incontro a ogni persona che chiede aiuto”. Tutti e otto gli intervistati sottolineano di essersi inseriti nel loro nuovo Paese e di aver ricevuto una bella accoglienza. L’attenzione ai migranti è stata scelta, attraverso una consultazione, come tema prioritario per i prossimi tre anni, durante i quali quanto verrà raccolto nell’ambito dell’iniziativa quaresimale consentirà di andare in aiuto di persone e situazioni in tutto il territorio cileno, per migliorare le condizioni di vita degli stranieri.
 

Mogherini (Ue): discriminazione razziale “sfida culturale che solo insieme possiamo vincere”


Bruxelles - “Quest’anno celebriamo il 50° anniversario dell’entrata in vigore della Convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale. La Convenzione si è dimostrata uno strumento efficace, ponendo i governi di fronte alle loro responsabilità nei confronti dei cittadini e sulla scena internazionale”. Lo dichiara Federica Mogherini, Alto rappresentante, a nome dell’Ue, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, che si celebra oggi 21 marzo. “Sulla base della Convenzione, molti Paesi hanno adottato leggi e politiche a livello nazionale per prevenire e sradicare la discriminazione razziale. Questo vale anche per noi: l’Unione europea e gli Stati membri dispongono di una solida legislazione e di politiche efficaci”. Mogherini aggiunge: “Nonostante i progressi compiuti, tuttavia, in troppi sono ancora vittime di episodi di razzismo e di discorsi di odio a causa del colore della pelle, delle origini etiche o per motivi religiosi. Si tratta di un fenomeno che si verifica a tutt’oggi in molti paesi del mondo, e l’Unione europea non ne è esclusa. Nel 50° anniversario dell’entrata in vigore della Convenzione, ne chiediamo la ratifica universale e invitiamo tutti i Paesi che ancora non l’hanno fatto ad accettare il prima possibile le procedure per i reclami individuali”.
Nell’Ue, aggiunge Mogherini, “continuiamo a combattere contro ogni modello o manifestazione di discriminazione e odio razziali, nonché ad applicare tutti gli strumenti per rispettare la diversità. Nella nostra azione esterna portiamo avanti il dialogo con i paesi partner, i rappresentanti della società civile, le organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite, il Consiglio d’Europa, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, e con le organizzazioni regionali per promuovere la non discriminazione, l’inclusione sociale e l’uguaglianza per tutti, nonché il rispetto universale del divieto di discriminazione razziale”. “I nuovi orientamenti dell’Ue in materia di diritti umani sulla non discriminazione nell’azione esterna, di recente adozione, confermano che affrontare tale questione costituisce una priorità per l’Unione europea e che siamo determinati a svolgere un ruolo guida in materia di non discriminazione attraverso le nostre politiche a livello interno ed esterno. Si tratta di un dovere politico per tutte le istituzioni ma si tratta soprattutto di una sfida culturale che solo insieme possiamo vincere”. (sir)
 

Il fenomeno migratorio tra gli argomenti del colloquio del Papa con la presidente di Malta

Città del Vaticano - Temi come il fenomeno migratorio, la cooperazione allo sviluppo e il dialogo interreligioso sono stati al centro del colloquio che Marie-Louise Coleiro Preca, Presidente di Malta, ha avuto, questa mattina, con Papa Francesco e con il segretario di Stato, il card. Pietro Parolin.
“I cordiali colloqui - fa sapere la Sala Stampa della Santa Sede -  hanno evocato i costruttivi rapporti che uniscono la Santa Sede e la Repubblica di Malta, e la collaborazione fra la Chiesa e lo Stato in favore del progresso umano, sociale, culturale e spirituale della popolazione, in particolare dei giovani, alla luce del secolare contributo che il cattolicesimo ha offerto al Paese”.
“Nel prosieguo della conversazione - aggiunge la nota - sono stati affrontati temi di comune interesse, con particolare riferimento alle prospettive dell’integrazione europea e alla situazione dell’area mediterranea, quali il fenomeno migratorio, la cooperazione allo sviluppo e il dialogo interreligioso”. La presidente Coleiro Preca ha regalato al Papa un’icona in legno raffigurante i Santi Pietro e Paolo e dei prodotti alimentari tipici di Malta. Il Papa ha ricambiato con la scultura in argento del ramo di ulivo. (R.I.)
 

Anolf Cisl: promuovere inclusione, unità, tolleranza e rispetto per la diversità

Roma – “Oggi 21 marzo ricorre la Giornata Internazionale per l'eliminazione della discriminazione razziale (International Day for the Elimination of Racial Discrimination) istituita dalle Nazioni Unite nel 1966, a memoria di una delle giornate più sanguinose dell’apartheid sudafricana, avvenuta quasi cinquant’anni fa. Le discriminazioni, il clima di odio, paura e di islamofobia sono tuttora tristemente presenti. Oggi come allora,  abbiamo l'esigenza di contrastarle, anche a livello politico e culturale, promuovendo l’inclusione, l’unità, la tolleranza e il rispetto per la diversità”. E’ quanto si legge in una nota dell’Anolf Cisl che da tempo si è fatta portavoce di proposte legislative tese a dare soluzione al fenomeno delle discriminazioni. “I cittadini immigrati, i giovani e le donne – scrive l’Anolf - vogliono  integrarsi  nel tessuto sociale e a nostro avviso è un dovere porre in atto strategie garanti di un processo di civile e pacifica convivenza. Pur in ricordo del passato è prioritario guardare al futuro, contribuendo alla costruzione di un progetto di vera integrazione, utile al raggiungimento del pieno diritto alla cittadinanza”. L’Associazione, attraverso le sue strutture territoriali promuove all’interno di laboratori, scuole, punti informativi e sportelli e percorsi di sostegno ed inclusione sociale, senza “tralasciare le gravi discriminazioni nell'accesso al lavoro. Proprio il lavoro, altro veicolo di integrazione, spesso, in un sistema dopato, finisce per essere strumento di segregazione e di sfruttamento, acuendo ancor più la vulnerabilità dei migranti. L’Anolf era, e sarà – conclude la nota - sempre in prima linea e pronto a contrastare ogni forma di discriminazione dando il proprio contributo alla costruzione di una società libera ed inclusiva”.
 
 

Mons. López Romero ai cristiani di Europa: “non chiudete i cuori a chi bussa alle vostre porte”

Rabat - Un appello all’Europa, soprattutto ai cristiani che vivono nel nostro continente, perché non chiudano i porti ma soprattutto i cuori alle persone migranti. A lanciarlo è Mons. Cristóbal López Romero, arcivescovo di Rabat, in un’intervista al Sir rilasciata alla vigilia del viaggio di Papa Francesco in Marocco il 30 e il 31 marzo. Il Papa a Rabat incontrerà un gruppo di migranti e l’arcivescovo Cristóbal López si sofferma a parlare del fenomeno migrazione. “Per me è un peccato che le porte e le frontiere si chiudano ma è ancora più un peccato che i cuori siano chiusi e che i cuori dei cristiani non siano aperti ai fratelli e alle sorelle in necessità che arrivano”, dice. “So che c’è un problema politico, sociale, economico e che non è semplice trovare una soluzione. Ma non possiamo chiudere i nostri cuori. Non possiamo lasciare da parte la Misericordia. Non possiamo chiudere gli occhi per non vedere i nostri fratelli che passano delle difficoltà. Vorrei chiedere ai miei fratelli cristiani e a tutte le persone di buona volontà dell’Europa di restare con il cuore aperto e di avere uno sguardo positivo verso queste persone. Non possiamo chiudere il nostro cuore e se a chiudere i cuori sono i cristiani è doloroso”. E riguardo ai soccorsi in mare e ad un’opinione pubblica divisa, aggiunge: “Questi atteggiamenti mi rattristiscono. Così come le autorità che prendono queste decisioni sia a riguardo delle frontiere sia a riguardo delle navi che soccorrono le persone in mare. Capisco e comprendo che ci sono difficoltà. Che quello che fai o non fai ha delle conseguenze. Ma non si può lasciare che dei nostri fratelli muoiano nel mare. Non possiamo lasciare che dei nostri fratelli muoiano nel deserto. Non possiamo lasciare che dei nostri fratelli cadano nelle mani delle mafie. Non è facile lottare contro la criminalità ma è triste che si criminalizza quelli che fanno il bene. Ho vergogna della mia Europa”. La Chiesa in Marocco è schierata in prima linea nell’aiuto ai migranti che si trovano nelle situazioni più vulnerabili. “Vogliamo essere in questo Paese la Chiesa del Buon Samaritano. Una Chiesa che vede una persona ferita, in necessità e gli va incontro senza domandare chi è, perché si trova in quella situazione, da dove viene o dove vuole andare. Noi vediamo una persona: un minore non accompagnato, una donna incinta, un ammalato, un senza permesso di soggiorno. Non sono migranti. Sono persone che migrano. Hanno diritti umani. Sono figli di Dio. Sono i nostri fratelli”.
 
 

Cristianesimo e Islam per una Città plurale: incontro a Messina

Messina - La Comunità Islamica di Messina e la diocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, rappresentata da Consulta delle Aggregazioni laicali, Caritas, Ufficio Migrantes e Ufficio per il Dialogo interreligioso, a seguito della “positiva” esperienza delle precedenti edizioni, ripropongono per il 2019 tre incontri a tema, con lo scopo di continuare e progredire nella conoscenza, nel riconoscimento reciproco e nella convivenza pacifica, “consapevoli che la comprensione di affinità e differenze aiuti a stabilire un clima di maggiore dialogo e serenità per la realizzazione di una Città plurale”. Il secondo appuntamento di questo quarto ciclo è previsto a Barcellona Pozzo di Gotto,
oggi, giovedì 21 marzo, alle ore 17.30, presso l’Aula magna del Liceo Classico “Luigi Valli”.
Il tema di questo secondo incontro sarà: “La famiglia: luogo della tradizione viva”.  “Cambiamenti – spiega una nota - decisivi si sono verificati nella famiglia, che si sta fortemente modificando sia lungo l’asse dei rapporti di coppia, sia lungo quello dei rapporti tra le generazioni. La famiglia resta comunque il luogo privilegiato in cui vivere e consegnare la tradizione, attraverso le relazioni vitali di solidarietà e reciprocità. La tradizione è una realtà viva dinamica, progredisce e cresce e insieme custodisce la continuità tra passato e futuro”.
Interverranno all’incontro i coniugi Pippo e Maria Grazia Amore, del Movimento dei Focolari e membri attivi del Coordinamento delle Religioni in dialogo; la Patrizia Khadija Dal Monte, scrittrice e traduttrice di testi islamici, membro dell’EMN (European Muslim Network) moderati dalla giornalista Elisabetta Reale.
 
 

Bologna: incontro a scuola, “Tutti a scuola”

Bologna - "Tutti sulla stessa barca". È il titolo dell'incontro sui temi della migrazione che si svolgerà dopodomani alla scuola media Farini (Ic12) di Bologna. I docenti delle Farini, sulla scia di iniziative simili svolte in altre scuole della città, come il liceo Copernico, avevano annunciato l'intenzione di organizzare "un evento aperto al territorio" con un documento diffuso un paio di settimane fa. E ora, proprio in questi giorni in cui il tema è tornato di fortissima attualità per il salvataggio operato dalla Mare Jonio, viene diffuso anche l'appuntamento: venerdì alle 20.30 nei locali della scuola, che ha sede in via Populonia. Sulla locandina dell'evento c'e' la foto di un barcone in mezzo al mare, carico di migranti. "Non siamo più disposti ad essere accecati dall'indifferenza. Vogliamo ristabilire la giusta gerarchia dei valori umani", si legge sul volantino, che sottolinea come la serata sia "a cura dei docenti e degli alunni della scuola". L'iniziativa e' segnalata anche sul sito dell'Ic12. "Invitiamo gli alunni e le famiglie dell'istituto", recita l'avviso, per una serata "dedicata all'accoglienza e all'integrazione dei migranti. L'incontro darà voce e visibilità testimoni privilegiati e sara' l'occasione per mostrare gli esiti dei laboratori e degli approfondimenti svolti nelle classi sul tema". Il documento da cui e' nata l'iniziativa era stato firmato dal "95% degli insegnanti del plesso", hanno spiegato i prof delle Farini. Com’è possibile che nel Mediterraneo "si susseguano naufragi annunciati, con decine di morti per volta, senza che avvertiamo come un obbligo inderogabile quello di salvare le vite?", si legge nel documento: "Com'e' possibile che le persone tratte in salvo debbano trascorrere giorni e settimane in mare prima di trovare un porto disposto ad accoglierle?". (Dire)
 

“Waiting”: film documentario nella Torino multiculturale

Torino - Ha vinto il premio del pubblico il film documentario “Waiting” di Stefano Di Polito, presentato al 18° Glocal Film Festival, realizzato dall’Associazione Piemonte Movie e tenutosi a Torino dal 5 al 10 marzo.
A introdurre al pubblico il documentario prodotto da Magda Film, sabato 9 marzo c’erano il regista Stefano Di Polito e Sergio Durando, il direttore dell’Ufficio Pastorale Migrantes della Diocesi di Torino. “Waiting” infatti affronta il tema dei diritti dei minori in Italia, raccontando due scuole multiculturali di Torino “Aurora” e “Parini”, nel quartiere centrale di Porta Palazzo, dove la percentuale di figli di immigrati raggiunge il 95%. L’espediente è l’attesa del saggio teatrale di due classi della seconda elementare. È una favola ambientata in questo quartiere e della notte in cui un fulmine colpì la torretta dell'orologio e fece cadere la lancetta dei secondi. Da allora nel mercato più multietnico d'Italia l'orologio si è fermato e tutti vivono in attesa che qualcuno faccia ripartire il tempo. Insieme ai bambini, attendono anche le loro famiglie: c'è chi teme lo sfratto, chi cerca un lavoro, chi vorrebbe far crescere i figli in un mondo più sereno, chi, da richiedente asilo, è aggrappato agli esiti di una commissione. Cosa si può fare per sbloccare il tempo? Forse lavorare sugli ingranaggi, per rendere armonioso il loro lavoro…
“La capacità di attendere è ciò che contraddistingue il migrante che, spinto dalla speranza, ha di fronte la possibilità di avere un nuovo inizio. Le seconde generazioni però non hanno il vissuto di padri e madri e vivono quotidianamente il loro status di stranieri nella terra natia”, afferma Sergio Durando, riferendosi agli 825 mila bambini nati in Italia in attesa di cittadinanza italiana.  “Le scuole di cui Stefano parla nel documentario sono un esempio concreto di multiculturalità, di convivenza e di tolleranza. La scuola è fatta di persone, di bambini e di insegnanti che lavorano insieme per porre le basi della società del futuro”. Come ogni fiaba, anche “Waiting” ha una morale: il tempo riparte solo se il contatto tra gli esseri umani è perfetto.
 
 

Astalli su almeno 30 migranti morti in mare: “politiche e discorsi pubblici sono passati da assuefazione a cinismo”

Roma - Dall’inizio dell’anno sono partite dal nord Africa per raggiungere l’Europa oltre 1.280 persone e di queste oltre 154 sono morte. È di ieri la notizia di un naufragio nei pressi della Libia: superstiti e soccorritori parlano di circa 30 morti, tra cui un neonato. L’unico dato certo è che quelle dei morti in mare sono cifre “parziali e per difetto. L’aver bloccato ogni azione di soccorso e ricerca in mare da parte di governi, Unione europea e ong di fatto non ha risolto il problema lo ha solo reso invisibile”, spiega oggi il Centro Astalli che ribadisce che “il calo drastico degli arrivi non può e non deve essere considerato una buona notizia. Per p. Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli: “si è passati da indifferenza e assuefazione alla morte dei migranti al cinismo e allo svilimento non solo del diritto internazionale, della Costituzione e della nostra civiltà ma del valore stesso della vita umana”. Il Centro Astalli chiede a istituzioni e società civile un ripensamento immediato delle politiche e una riformulazione del linguaggio sui temi migratori”. Ribadisce inoltre che “l’applicazione delle convenzioni internazionali, delle leggi in vigore e dei principi costituzionali, senza dispendio di nuove energie e risorse, basterebbe a garantire un significativo passo avanti verso legalità, sicurezza e diritti delle persone”.
 

Tajani: “con o senza accordo per la Brexit, i diritti dei cittadini sono intoccabili”

Bruxelles - Oggi il Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha ricevuto la delegazione dei cittadini europei che vivono nel Regno Unito e dei cittadini britannici che vivono in Europa.
“Ci sono oltre 3.5 di europei che vivono nel Regno Unito, fra cui circa 600 mila italiani, e più di 1 Milione di cittadini britannici nei 27 paesi dell’Ue. I loro problemi sono la nostra assoluta priorità”, spiega Tajani: “il Parlamento europeo si è sempre battuto perché venissero tutelati i loro diritti e continuerà a farlo con ancora più forza adesso. Nell’accordo sottoscritto con il governo britannico i diritti dei cittadini sono adeguatamente tutelati. Ci auguriamo quindi che sia riesca a trovare una soluzione positiva, anche all’ultimo minuto, per evitare un’uscita del Regno Unito dall’Ue senza accordo. “Certamente – ha aggiunto - non possiamo cambiare adesso il contenuto dell’accordo, ma una cosa per noi è chiara: con o senza accordo i diritti dei cittadini sono intoccabili. Su questo punto il Parlamento europeo farà una battaglia politica, lo ribadirò con forza alla prossima riunione del Consiglio europeo”. I cittadini coinvolti nella Brexit “sappiano – ha concluso - che possono contare sul pieno sostegno del Parlamento europeo. Sia i cittadini europei nel Regno Unito che i cittadini britannici che vivono in Europa”.
Nel Regno Unito vivono, secondo il Rapporto Italiani nel Mondo della Migrantes, oltre 300mila cittadini italiani anche se da altre stime dal Regno Unito arrivano numeri di presenze più consistenti. In Italia , secondo il Rapporto Immigrazione di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, i cittadini del regno Unito sono circa30mila.
 
 

Rai-Cgie: lettera sulla partecipazione diretta a “L’Italia con Voi”

Roma - La Rai “assicura” attraverso “la ricchezza dei propri programmi un collegamento costante con le Comunità italiane all’estero residenti nei continenti extra europei, e lo fa attraverso Rai Italia.
Negli ultimi anni l’aumento delle partenze di nostri connazionali verso l’estero ci impegna ad offrire loro informazioni continue e precise sulla vita, i diritti e i doveri, nel territorio di nuovo domicilio per facilitare la loro integrazione”. E’ quanto scrivono il Segretario Generale del Cgie Michele Schiavone e del Direttore di Rai Italia Marco Giudici ai Consiglieri del Cgie, ai Comites, alle Associazioni italiane all’estero e agli operatori dell’informazione per una partecipazione diretta a “L’Italia con Voi”. L’Italia con Voi, il programma quotidiano ideato, prodotto e trasmesso da Rai Italia e interamente rivolto agli italiani nel mondo, dedica – si legge nella lettera - spazio a foto e video (di un minuto o poco più e di buona qualità tecnica) inviati direttamente dai telespettatori per raccontare la propria esperienza o storie di italianità presso le collettività dei paesi ospitanti. “Il coinvolgimento diretto dei nostri connazionali contribuisce a rendere la trasmissione di dialogo con il pubblico più vera e originale” evidenziano Giudici e Schiavone che si rivolgono a Comites, Associazioni, giornalisti della stampa italiana all’estero e conduttori di programmi radio e tv prodotti per le nostre comunità, “per far circolare questo appello ad aderire al progetto di partecipazione diretta”. (R.I.)
 
 

Card. Bassetti: “per un cattolico è immorale vedere nel migrante un nemico da combattere o da odiare”

Roma – “Per un cattolico è immorale vedere nel migrante un nemico da combattere o da odiare”. E’ quanto afferma il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il Card. Gualtieri Bassetti, in una intervista pubblicata oggi sul quotidiano “La Stampa”. Negli ultimi tempi “si è diffuso un clima di paura, a volte – spiega il porporato – alimentato in modo irresponsabile, che ha fatto emergere rigurgiti xenofobi”. “Con grande amore e fede certa, tenendo sempre a mente il Vangelo di Matteo: ‘Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto. Papa Francesco ha donato alla Chiesa quattro verbi per affrontare la sfida delle migrazioni internazionali: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Quattro verbi che sintetizzano una lunga serie di azioni pastorali ma che hanno un unico grande significato: attraverso
l’accoglienza noi scegliamo di accogliere Cristo nella nostra vita e difendiamo la dignità inviolabile di ogni essere umano. Perché – è bene ricordarlo con fermezza – i migranti fanno parte dell’unica famiglia umana e non sono cittadini di serie B. Sono gli ultimi, i piccoli e i poveri di questo mondo e, come disse Paolo VI, i poveri appartengono alla Chiesa per ‘diritto evangelico’”. Con altrettanta
“fermezza” il card. Bassetti ribadisce che per un cattolico è “assolutamente immorale vedere nel migrante un nemico da combattere o da odiare”.
Per il porporato l’Italia è un Paese con una “grande tradizione umanitaria ed è abitata da un popolo gioioso e creativo che nei momenti di difficoltà ha sempre dato il meglio di sé. Quindi non direi che l’Italia è inquinata dal razzismo. Penso, però, che negli ultimi anni, complice una durissima crisi economica, si è diffuso un clima di paura e di incertezza, a volte alimentato in modo irresponsabile,
che ha contaminato lo spirito pubblico fino a far emergere alcuni rigurgiti xenofobi”.
 

Scalabriani: salvare oggi i migranti…esige un “mea culpa”?

Roma - La nave della ONG Mediterranea resta ferma da ieri davanti a Lampedusa mentre dal palazzo del Governo si alza il “solito” proclama: “Non metteranno piede in Italia!”. La Guardia di Finanza aveva vietato lʼingresso nelle acque territoriali, ma la Guardia Costiera ha dato poi il via libera. Nel frattempo, proprio in queste ore, l’OIM denuncia altre morti e dispersi davanti alle coste della Libia, si legge in una nota degli scalabriani che, attraverso p. Claudio Gnesotto, presidente della Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo sottolineano che la nave “Mare Jonio”, battente bandiera italiana, che ha soccorso 49 persone, tra cui 12 minori, è circondata da tre motovedette. “Neanche rappresentasse una minaccia imminente per l’Italia”, aggiunge p. Gnesotto:  “si è giunti all’assurdo: chi salva oggi delle vite dovrebbe quasi fare un ‘mea culpa’ per le sue azioni umanitarie. Mediterranea ha solo chiesto alle autorità italiane un ‘porto sicuro’ per evitare, ce lo auguriamo tutti, quanto già vissuto, ad esempio, sulla ben nota Nave Diciotti. Sembra importare assai poco, però, alle nostre autorità che la salute dei naufraghi sia precaria, come attestano fondi dirette sulla nave, e che il clima a bordo rischi di peggiorare ora dopo ora”, continua p. Gnesotto: i missionari scalabriniani operanti in Europa ed Africa ribadiscono quanto anche lo stesso sindaco di Lampedusa “va ripetendo in queste ore”: la nave Mare Jonio “è italiana e non vi è ragione alcuna che non si usi il buon senso, si applichino le leggi internazionali e la si accolga. Inoltre in base agli art.10, 11 e 117 della Costituzione, il diritto internazionale e le Convenzioni internazionali sottoscritte anche dal nostro Paese non possono essere derogati da scelte discrezionali dell’autorità politica”. 

 

Centro Astalli: preoccupazione per i 49 migranti soccorsi da una nave italiana

Roma - Il Centro Astalli esprime “preoccupazione” per le condizioni dei 49 migranti soccorsi da una nave italiana. Si tratta di un gruppo di naufraghi tra cui 12 minori, in condizione di “grave vulnerabilità. Risultano stremati, provati dal viaggio e dalle torture che dichiarano di aver subito in Libia e di cui mostrano i segni. Il Centro Astalli chiede alle autorità competenti di portare in salvo i naufraghi”, si legge in una nota . Il cattivo tempo e le condizioni psicofisiche delle persone soccorse richiedono – sottolineano al centro dei gesuiti – “riparo e cure tempestive. Lampedusa è pronta ad accogliere anche perché nei fatti si tratta di un numero esiguo di individui”. Il centro Astalli ribadisce che in base a dati delle Nazioni Unite e delle principali organizzazioni internazionali presenti, la Libia “non deve considerarsi Paese sicuro per i migranti che vi transitano. Detenzione e violenze vengono registrate con una tale frequenza da non lasciare dubbi di una violazione sistematica dei diritti umani. Il soccorso – si legge nella nota del Centro Astalli -  è atto dovuto di umanità e civiltà. Non si ripeta l’inaccettabile prassi per cui si tengono in mare a tempo indeterminato persone bisognose di assistenza per giocare una trattativa politica con altri Stati UE. Gli stati membri hanno il dovere politico di governare il fenomeno attraverso decisioni e misure condivise nelle sedi deputate e mai sulla pelle di essere umani talmente disperati da rischiare la vita in un viaggio che lascia poche speranze di sopravvivenza, soprattutto in assenza di attività stabili e coordinate di soccorso in mare”.
 

Mattarella: opera instancabile quella di Papa Francesco

Roma – “Nella fausta ricorrenza del VI anniversario dell’inizio solenne del suo Ministero Petrino, desidero rinnovare vivissimi auguri, anche a nome del popolo italiano, per il suo benessere personale e per la sua instancabile opera, cui l'umanità tutta guarda con sentimenti di partecipe aspettativa. Proseguendo la sua intensa attività pastorale nell’anno trascorso Vostra Santità ha compiuto significativi viaggi apostolici, culminati nella partecipazione alla Giornata mondiale della gioventù e nella prima visita di un pontefice negli Emirati Arabi Uniti”.
E’ quanto scrive il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, in un messaggio a Papa
Francesco in occasione dell’inizio del suo pontificato avvenuto il 19 marzo 2013. “In ognuna di queste occasioni – prosegue Mattarella - Ella ha indirizzato vigorosi messaggi di speranza, pace, e fratellanza che, indipendentemente da appartenenze religiose, etniche e culturali, hanno scosso le coscienze e favorito il dialogo e la comprensione. La sollecitudine di Vostra Santità – si legge ancora nel messaggio -  nei confronti dell'Italia ha trovato concrete manifestazioni non soltanto nelle Visite pastorali in Puglia, Toscana e Sicilia, ma anche nel sostegno alla quotidiana e solidale azione della chiesa a favore delle fasce più deboli della popolazione”.
 

Comboniani Bari: oggi incontro sul tema delle migrazioni

Bari - Questa sera a Bari, preso i missionari comboniani, all’interno dei “Martedì della conoscenza” incontro sul tema dei migranti. Interverranno don Giovanni De Robertis,  Direttore generale della Fondazione  Migrantes, e Luigi Pannarale, ordinario di Sociologia del diritto all’Università di Bari. Al centro una riflessione  sul tema dei migranti come risorsa, anziché  come problema.
 

Arcivescovo Tangeri: i migranti del Marocco attendono il Papa

Città del Vaticano - L’arcivescovo di Tangeri, Mons. Santiago Angrelo Martinez, che comprende tutto il nord del Marocco e conta circa tremila battezzati su una popolazione di oltre 4 milioni di abitanti, ha nel cuore un desiderio: che la visita del Papa nel Paese, prevista dal 30 al 31 marzo prossimi, possa anche accendere i riflettori sulla drammatica situazione delle migliaia di persone che dal Marocco, ma anche dalle nazioni confinanti, transitano o partono alla volta dell’Europa per una migliore fortuna. “Quello che mi sta a cuore – afferma con sofferenza Mons. Santiago Angrelo Martinez a Vatican News – sono questi uomini e queste donne senza alcuna possibilità di futuro, di avvenire; per loro tutte le strade sono chiuse. Spero che il Santo Padre, quando sarà qui, possa far riferimento a tutto ciò. Questi migranti aspettano con ansia la visita di Papa Francesco”. Tutte le settimane, aggiunge commosso il presule, si è costretti a contare i morti tra l’indifferenza generale della politica e del mondo: “La parola del Papa è una parola necessaria e i migranti lo sanno. Loro in quei giorni non potranno incontrarlo perché sono privi dei documenti necessari ma sono sicuro che il Santo Padre farà in modo di essergli vicino”. Il rapporto tra cristiani e musulmani in Marocco sarà sicuramente un altro tema centrale del viaggio. A Tangeri, l’esperienza è positiva, al di là della tolleranza e del semplice rispetto. Mons. Martinez ne è testimone diretto: “Da noi c’è una buona intesa, una vera collaborazione. Nel mondo, invece, si è creata una certa diffidenza reciproca che deve essere spazzata via con la costruzione congiunta della pace. Dobbiamo camminare insieme. E la chiesa del Marocco è un esempio positivo in questo senso”. Papa Francesco si troverà davanti un Paese tollerante con le minoranze ed accogliente con la Chiesa, spiega l’arcivescovo di Tangeri, che continua: “Il Marocco è’ anche una nazione con un tumultuoso sviluppo economico. In questi anni è cresciuto molto, ma non basta a fermare quei migranti che sognano una vita più dignitosa”. (Federico Piana)
 
 

Oggi alla Camera dei Deputati la XIV edizione delle “Giornate dell’Emigrazione”

Roma – Si svolgerà oggi alla Camera dei Deputati la XIV edizione delle “Giornate dell'emigrazione” promosse dall’Asmef. Tra i temi al centro della giornata il turismo di ritorno, le eccellenze imprenditoriali nel mondo, i prodotti enogastronomici come strumenti di promozione del Paese. Tra gli interventi previsti quello di Delfina Licata della Fondazione Migrantes, curatrice del Rapporto Italiani nel Mondo il presidente di Amsef Salvo Iavarone, il Direttore generale per la promozione del Sistema Paese della Farnesina Vincenzo De Luca, Giovanni Maria De Vita, del ministero degli Affari esteri oltre a diversi parlamentari eletti all’estero e altre personalità del mondo imprenditoriale.
 

Card. Parolin su Nave Jonio: “auspico soluzioni umane per queste emergenze”

Roma -  “Spero che queste emergenze non capitino più e si trovino modalità per venire incontro a queste necessità e che quindi non si ripresentino più” e “spero ci siano delle procedure umane per trattare questi casi. Questo è il mio auspicio”. Così il cardinale segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, a margine della cerimonia inaugurale del 150 di fondazione dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, rispondendo ai giornalisti sulla vicenda della nave Mare Jonio ferma al largo di Lampedusa.