L’incontro dei cappellani delle comunità anglofone africane in Italia

20 Ottobre 2026 – Si è tenuto il 20 ottobre a Roma, presso la sede della Fondazione Migrantes, l’incontro dell’anno 2026 dei cappellani delle comunità anglofone africane: sono 37 in tutta Italia affidate a 30 cappellani. Erano presenti anche il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo, e il vicedirettore, don Valerio Bersano.

Il coordinatore nazionale, don Cyriacus Ugonna M. Elelleh ha condotto l’incontro e dato il benvenuto ai presenti. In particolare, li ha ringraziati “per aver accolto la missione che oggi portiamo avanti tra la nostra gente. Si tratta, senza dubbio, di un impegno gravoso e logorante, che tuttavia sa regalare grandi soddisfazioni. Come ogni altra realtà umana, comporta alti e bassi, momenti di gioia e di difficoltà, poiché lavoriamo con persone che, nella maggior parte dei casi, hanno conosciuto il dolore e la privazione, e che si trovano qui proprio perché sono fuggite dalla miseria. Molte di loro vivono in uno stato di disorientamento, il che le porta a reagire agli stimoli in modi talvolta del tutto inaspettati. Spetta a noi – un compito non sempre facile – placare le loro emozioni più turbolente attraverso il Vangelo e la catechesi”.

Don Cyriacus ha ricordato, inoltre, ai suoi confratelli che, in qualità di guide spirituali, sono chiamati “ad aiutare le persone a vivere la vita cristiana, ad accogliere la cultura e a conoscere la storia delle comunità che le ospitano, permettendo loro, al contempo, di esprimere la propria fede a partire dalla propria identità. Il primo passo, in questo senso, è conoscere noi stessi la cultura – lingua inclusa – e la storia che siamo chiamati a far scoprire e accogliere alla nostra gente”.

A proposito del ministero dei cosiddetti “cappellani etnici”, nella XXXV edizione del “Rapporto Immigrazione Caritas-Migrantes”, presentato il 19 ottobre a Roma, è presente, per la prima volta, un censimento ragionato di sacerdoti, religiosi e religiose con cittadinanza non italiana che vivono e supportano le comunità di fede e i processi di partecipazione in Italia (leggi tutto).

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