11 Febbraio 2026 – “C’è sicurezza quando c’è accoglienza”. Così il card. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, ha risposto oggi – come riporta l’agenzia SIR – alle domande dei giornalisti sul via libera del Parlamento europeo e della Commissione europea alla lista dei Paesi sicuri di provenienza dei migranti e agli hub esterni, temi contenuti anche nel disegno di legge che sarà oggi pomeriggio all’esame del Consiglio dei ministri, che prevede disposizioni per l’attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo.
“C’è la necessità della gestione di un fenomeno epocale, gigantesco anche per i numeri, per quello che comporta, e quindi bisogna saperlo gestire insieme – ha affermato il card. Zuppi –. Molte volte non si è gestito, si è soltanto subìto. Bisogna gestirlo guardando avanti, al futuro, mettendo al centro la persona, coniugando la sicurezza con l’accoglienza. Crediamo che le due dimensioni siano complementari”.
Sulle novità provenienti dal Parlamento europeo si espresso anche il Tavolo asilo e immigrazione (Tai), che riunisce oltre 40 organizzazioni e associazioni che si occupano dei diritti dei rifugiati e richiedenti asilo: “Si tratta di un passaggio politico di estrema rilevanza – si legge in un comunicato stampa -, che segna un ulteriore e preoccupante arretramento delle garanzie previste per le persone che chiedono protezione internazionale nell’Unione europea. Le modifiche approvate rafforzano un’impostazione che svuota progressivamente il diritto d’asilo della sua dimensione individuale, sostituendo l’esame effettivo delle singole storie con presunzioni di sicurezza, automatismi e procedure accelerate”.
Le organizzazioni aderenti al Tai esprimono pertanto forte preoccupazione per un’evoluzione normativa “che mette a rischio il cuore del diritto d’asilo nell’Unione europea”; e chiedono “alle istituzioni europee e nazionali di fermare questo processo di smantellamento delle garanzie, di rispettare gli obblighi internazionali e di rimettere al centro la tutela dei diritti fondamentali delle persone in cerca di protezione”.


