Primo Piano

Eurostat: aumentano i richiedenti asilo nell’Ue, soprattutto siriani e afghani

25 Luglio 2023 -
Roma - Nell’aprile 2023, 72.630 richiedenti asilo per la prima volta (cittadini non Ue) hanno presentato domanda di protezione internazionale nei Paesi europei. Si tratta di un aumento del 34% rispetto all’aprile 2022 (54.350). I richiedenti successivi sono stati 5.310, con una diminuzione del 5% rispetto all’aprile 2022 (5.610). È quanto emerge dai dati mensili sull’asilo pubblicati oggi da Eurostat. “La maggior parte dei richiedenti asilo per la prima volta sono siriani e afghani come nei mesi precedenti, nell’aprile 2023 i siriani sono stati il gruppo più numeroso (9.420)”. Seguono gli afghani (7.405), venezuelani (5.785), colombiani (4.770) e turchi (4.640). Dopo l’aggressione della Russia contro l’Ucraina, si è registrato un “aumento significativo dei richiedenti asilo per la prima volta ucraini (da 2.105 nel febbraio 2022 a 12.190 nel marzo 2022), ma il numero è diminuito mensilmente fino a 895 nell’aprile 2023”. Questo anche perché le persone in fuga dall’Ucraina beneficiano di una protezione temporanea. “Nell’aprile 2023, il numero di richiedenti asilo per la prima volta con cittadinanza russa era al dodicesimo posto tra tutte le cittadinanze, con 1.720 domande”. Germania, Spagna, Francia e Italia hanno rappresentato il 72% dei richiedenti asilo per la prima volta. Nell’aprile 2023, la Germania (20.950), la Spagna (12.910), la Francia (10.260) e l’Italia (8.175) hanno ricevuto il maggior numero di richiedenti asilo per la prima volta, rappresentando quasi i tre quarti (72%) di tutti i richiedenti per la prima volta nell’Ue. Nell’aprile 2023, in Europa i richiedenti asilo per la prima volta erano 162 per milione di persone. “Nove Stati membri hanno registrato un tasso superiore a quello complessivo dell’Ue” rispetto alla popolazione di ciascun Paese a gennaio 2023. Il tasso più basso è stato osservato in Ungheria (0,4). Inoltre, nell’aprile 2023, “2.625 minori non accompagnati hanno presentato domanda di asilo per la prima volta nell’Ue, provenienti soprattutto da Afghanistan (895) e Siria (685)”. Infine, sempre nell’aprile 2023, a ricevere il maggior numero di domande di asilo da parte di minori non accompagnati sono stati la Germania (1.105), davanti a Paesi Bassi (340) e Austria (285).

Viminale: da inizio anno sbarcate 87.351 persone migranti sulle coste italiane

25 Luglio 2023 -
Roma - Sono 87.351 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno secondo il dato fornito oggi dal ministero degli Interni. Di questi   10.048 sono di nazionalità ivoriana (11%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Guinea (9.812, 11%), Egitto (7.751, 9%), Bangladesh (6.670, 8%), Pakistan (6.087, 7%), Tunisia (5.771, 7%), Burkina Faso (4.995, 6%), Siria (4.058, 5%), Camerun (2.836, 3%), Mali (2.740, 3%) a cui si aggiungono 26.583 persone (30%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Fino ad oggi sono stati 8.795 i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare, sempre secondo il Viminale.

Affonda barcone in acque maltesi: anche un bambino tra i dispersi

25 Luglio 2023 - Roma - C’è anche un bambino tra i cinque dispersi di un naufragio di migranti avvenuto domenica in acque maltesi. A provocare il ribaltamento del barcone — partito sabato notte da Sfax, in Tunisia, e sul quale viaggiavano circa 45 persone —, pare sia stato il tentativo di un peschereccio tunisino di sottrarre il motore ai migranti. Soccorsi dalla guardia costiera, i superstiti sono approdati a Lampedusa; alcuni di loro sono stati ricoverati in ospedali per ustioni e ipotermia. Ma l’isola siciliana ieri è stata teatro di numerosi sbarchi: in sole 24 ore, se ne sono contati 21, per un totale di 829 persone, tutte trasferite poi all’hotspot di contrada Imbriacola.  Un altro grave naufragio si è verificato al largo della capitale del Senegal, Dakar, ed ha provocato almeno 17 vittime. I corpi senza vita dei migranti sono stati trovati su una spiaggia e recuperati dalla marina. Altri 5 cadaveri, invece, appartenenti a persone africane, sono stati recuperati nel deserto libico, al confine con la Tunisia, dalle guardie di frontiera di Tripoli. Nella medesima zona, oltre 400 migranti, tra cui molti bambini, sono stati soccorsi dalla Mezzaluna rossa libica e dall’Unicef che hanno fornito loro acqua potabile, cibo e kit igienici.

Migrazioni: le conclusioni della Conferenza internazionale di Roma

25 Luglio 2023 -   Roma - Un «piano d'azione» per avviare misure concrete per la crescita e lo sviluppo del Mediterraneo e dell'Africa: questo il focus della Conferenza internazionale sullo sviluppo e le migrazioni, organizzata dal governo italiano e svoltasi a Roma, alla presenza di 21 tra leader dei Paesi del Mediterraneo, del Golfo, dell'Unione europea e dell'Unione africana. Le conclusioni dei lavori, che saranno trasmesse all'Onu, delineano «una piattaforma strategica, globale» per «rinnovare l'impegno comune ad affrontare i fattori politici, socio-economici e climatici della migrazione e a promuovere percorsi legali e sicuri per i migranti e contrastare più efficacemente la tratta di esseri umani». Un obiettivo ribadito anche dal presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, che ha chiesto di «aprire percorsi legali di migrazione fra i continenti e contro trafficanti spietati». Il modello da seguire, ha aggiunto, deve essere l'accordo siglato recentemente con la Tunisia, ovvero «un approccio pragmatico basato su interessi condivisi e valori comuni». Presente a Roma, tra gli altri, anche il presidente tunisino, Kaïs Saïed, ricevuto stamani dal suo omologo italiano, Sergio Mattarella. Il documento finale della Conferenza invita, inoltre, «le organizzazioni internazionali a valutare le forme più opportune di sostegno finanziario ai Paesi di origine e di transito dei migranti per la realizzazione di iniziative e progetti di cooperazione». Al contempo, si sottolinea «il nesso clima-rifugiati», con l'impegno a «rafforzare il ruolo dell'Africa, del Mediterraneo e del Golfo come hub per la cooperazione sulle energie rinnovabili». «La Conferenza di Roma - ha detto il presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni - è l'inizio di un percorso pluriennale, ma con una obiettivi urgenti». Le ha fatto eco il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, il quale ha parlato di «un impegno rafforzato e condiviso da parte dei governi e delle organizzazioni internazionali». Voci critiche, tuttavia, arrivano da alcune ong, come Save the children che afferma: «È necessario che l'assistenza ai Paesi terzi sia fondata sul rispetto dei diritti umani», perché «solo adottando misure concrete per migliorare le condizioni dei più vulnerabili, compresi i minori, l'Ue può aspirare a definire politiche sostenibili e a lungo termine nel campo della migrazione».  

Sbarchi e soccorsi

25 Luglio 2023 - Roma - Ancora soccorsi e arrivi: l'imbarcazione Ong Nadir ha chiesto aiuto per 87 persone che ha a bordo, provenienti da tre soccorsi. Altre 15 sono assistite su una scialuppa di salvataggio. Provengono dalla Tunisia. Domenica Nadir aveva preso a bordo 17 persone, poi soccorse dalla Guardia costiera italiana. Altri 100 migranti sono sbarcati a Lampedusa dopo che i tre barchini sui quali viaggiavano sono stati agganciati dalle motovedette di Guardia di finanza e Frontex. Salgono a 12, per un totale di 424 persone, gli approdi a partire dalla mezzanotte. I migranti sono originari di Gambia, Guinea, Guinea Conakry, Mali, Senegal, Tunisia e Senegal. I tre natanti sono partiti dalla Tunisia, stando alle dichiarazioni degli sbarcati: due da Djerba e l'altro da Sfax. Sono invece 75 le persone a bordo della nave Ong Open Arms che ieri ha effettuato una seconda operazione di soccorso di naufraghi sotto il coordinamento della Guardia costiera italiana: 37 persone, tra cui un bambino di 14 anni che viaggiava da solo. «Quattro persone gravemente disidratate e denutrite - spiega la Ong - sono arrivate a bordo incoscienti e sono state immediatamente trattate dal nostrro team medico». La nave, che qualche ora prima aveva soccorso 38 migranti, é adesso diretta verso il porto assegnato di Napoli. Sono complessivamente 86.132 i migranti giunti in Italia via mare da inizio anno, quasi tre volte tanto rispetto a un anno fa, con 36.600 arrivi registrati. Sono invece 1.931 quelli che hanno perso la vita lungo la rotta centrale, solo nel 2023.

Papa Francesco il Mediterraneo non sia mai più teatro di morte e di disumanità

24 Luglio 2023 - Città del Vaticano - Papa Francesco ancora una volta richiama "l’attenzione sul dramma che continua a consumarsi per i migranti nella parte settentrionale dell’Africa”: “Migliaia di essi - ha detto ieri al termine dell'Angelus in piazza San Pietro -  tra indicibili sofferenze, da settimane sono intrappolati e abbandonati in aree desertiche”. Da qui l'appello, in particolare ai capi di Stato e di Governo europei e africani, affinché "si presti urgente soccorso e assistenza a questi fratelli e sorelle. Il Mediterraneo non sia mai più teatro di morte e di disumanità. Il Signore illumini le menti e i cuori di tutti, suscitando sentimenti di fraternità, solidarietà e accoglienza". (Raffaele Iaria)

Mediterraneo e Africa: domani a Roma la prima “Conferenza internazionale su sviluppo e migrazioni” promossa dal Governo

22 Luglio 2023 -
Roma - “Avviare un percorso internazionale per attuare misure concrete per la crescita e lo sviluppo del Mediterraneo allargato e l’Africa; affrontare le cause profonde dei flussi irregolari per sconfiggere l’attività criminale dei trafficanti di esseri umani; individuare soluzioni a tutela dell’ambiente cogliendo le sfide della diversificazione energetica e del cambiamento climatico”. Questi gli obiettivi al centro della prima “Conferenza internazionale su sviluppo e migrazioni” che si svolgerà domani, domenica 23 luglio, a Roma, presso il ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, organizzata su iniziativa del presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni. Nell’occasione, spiegano da Palazzo Chigi, si riuniranno i leader di quasi tutti gli Stati della sponda Sud del Mediterraneo allargato, del Medio Oriente e del Golfo, gli Stati Ue di primo approdo e alcuni partner del Sahel e del Corno d’Africa, i vertici delle Istituzioni europee e delle Istituzioni finanziarie internazionali per affrontare le emergenze e lanciare una strategia di sviluppo condivisa. “Si tratta di un’iniziativa di politica estera – viene precisato in una nota – dove l’Italia esercita il suo ruolo centrale nel Mediterraneo allargato con il fine di dare avvio a un percorso pluriennale, con impegni concreti e verificabili da parte degli Stati partecipanti sui temi dello sviluppo e delle migrazioni”. “La Conferenza – viene sottolineato – mira a governare il fenomeno migratorio, contrastare il traffico di esseri umani e promuovere lo sviluppo economico secondo un nuovo modello di collaborazione fra Stati, attraverso la pianificazione e la realizzazione congiunta di iniziative e progetti in sei settori principali: agricoltura; energia; infrastrutture; educazione-formazione; sanità; acqua e igiene”.

Madre e figlia morte nel deserto: dove eravamo noi quando agonizzavano?

22 Luglio 2023 -
Roma - Siamo tutti o quasi tutti, alle prese con un’estate infuocata e sappiamo bene che cosa significhi soffrire il caldo e la sete. Abbiamo però a portata di mano bibite, gelati, ghiaccio. Insomma… ci difendiamo. È difficile sostare sulla fotografia della madre e della sua bambina non distese a prendere il sole sulla spiaggia ma morte, sfinite, letteralmente abbandonate dalle forze sulla sabbia ustionante di un deserto che non perdona.
(Foto Ahmad Khalifa)
Non si tratta di un incidente, di un quid imprevedibile che, una volta capitato o sopravvenuto, è indipendente dal proprio o altrui volere. È un caso in cui noi, persone, dobbiamo vergognarci di queste morti che, magari, non sono le sole e non lo saranno le sole, perché dipendono da noi, dal nostro volere. Si può abbandonare esseri umani, come noi bisognosi di cibo, di acqua, di riparo diurno e notturno, soprattutto bisognosi di accoglienza? Accoglienza semplice, non sofisticata ma quella che può guardare negli occhi la persona che hai davanti. In quella fotografia della vergogna, un aspetto fa tremare lo sguardo: non si vede il volto della madre e della figlia, cadaveri. Indubbiamente chi, personalmente, o in gruppo si implica nei traffici dei migranti, non batterà ciglio, con una spallucciata sarà capace di dire: toh! Due di meno! Se poi hanno già pagato e non devono saldare il conto giunte a destinazione, non rientrano nemmeno nella lista da controllare. Perché madre e figlia hanno lasciato la loro casa (se l’avevano), il loro paese? Nessuno ignora che cosa significhi deserto: dune, sabbia, caldo torrido implacabile, notti gelide, mancanza di cibo e di acqua. Soprattutto alla fine della traversata sabbiosa, quale altra sabbia ingurgiterà chi sta per attraversarlo? Non per essere macabri e indurre al ribrezzo ma è doveroso chiederselo: come sono morte, quale la loro agonia? Una donna e una ragazzina, senza nome, senza provenienza, senza volto. Volto riverso nella sabbia, affondato nel nulla. Sappiamo dai Maestri d’Israele che il deserto ha portato a pienezza il suo compito quando Mosè, proprio nel deserto, è diventato un interlocutore dell’Altissimo. Sappiamo che Gesù Cristo nel deserto ha reagito al Nemico e ha fatto suo il progetto di salvezza dell’Altissimo. Oggi corriamo il rischio di vanificare la stessa irruzione dell’Altissimo nel popolo di Israele e l’annuncio di salvezza di Gesù Cristo. Il deserto con il suo richiamo orante lo abbiamo ridotto a sventura, a distruzione. Non dobbiamo chiederci dove mai era l’Altissimo mentre madre e figlia agonizzavano. L’interrogativo è molto più tagliente: io e noi dove eravamo quando madre e figlia agonizzavano? In spiaggia? In un prato di montagna? In una casa con aria condizionata e il frigorifero ben ricolmo di bibite? Lasciamo madre e figlia senza nome, così possiamo scrivere su quella sabbia i nostri nomi. Con grande vergogna. Arrestarci però alla vergogna è anche comodo e, forse, fresco. Dobbiamo agire, intervenire, ognuno a proprio modo, ciascuno al suo posto. Monaci e monache intercedendo. Preti e consacrati gridando il Vangelo. Laici e laiche prestando mani e cuore perché la vergogna non si ripeta. (Cristiana Dobner)

Viminale: da inizio anno sbarcate 83.439 persone migranti sulle coste italiane

21 Luglio 2023 -
Roma - Sono 83.439 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Di questi 9.732 sono di nazionalità ivoriana (12%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Guinea (9.566, 11%), Egitto (7.751, 9%), Bangladesh (6.635, 8%), Pakistan (6.087, 7%), Tunisia (5.681, 7%), Burkina Faso (4.837, 6%), Siria (4.049, 5%), Camerun (2.700, 3%), Mali (2.632, 3%) a cui si aggiungono 23.769 persone (29%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.  Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina.

8X1000: basta una firma per tendere la mano a chi ne ha bisogno

21 Luglio 2023 -

Roma - Quando fai un gesto d’amore, quando aiuti qualcuno, quando tendi la mano al prossimo, provi una sensazione di fe licità difficile da spiegare: non fai sentire bene solo chi riceve il gesto, ma ti senti bene anche tu. Con una firma per l’8xmille alla Chiesa cattolica, puoi moltiplicare quella sensazione per migliaia di volte e aiutare la Chiesa a realizzare migliaia di progetti ogni anno, in tutta Italia e nel mondo, per raggiungere e sostenere chi ne ha più bisogno. Puoi accogliere, donare un pasto caldo, offrire un riparo, dare una seconda possibilità. Puoi anche ridare vita a un luogo, sostenere chi è in difficoltà, confortare, proteggere, dare futuro alla vita. Per realizzare questi e tanti altri gesti d’amore basta una firma: la tua.

Scopri come firmare su 8xmille.it

“Non venite qui”: New York scoraggia gli immigrati

21 Luglio 2023 -

New York - «Tutto esaurito». È il messaggio che New York lancia agli immigrati in arrivo al confine meridionale degli Stati Uniti per scoraggiarli dal fare rotta verso la Grande Mela. La metropoli ha infatti inviato suoi rappresentanti a distribuire volantini nelle città di frontiera tra Stati Uniti e Messico volti a scoraggiare i richiedenti asilo dallo stabilirsi nella città, che è invece nota per accogliere gli immigrati a braccia aperte. New York ha ricevuto più di 90mila migranti dall'aprile 2022 e circa 54.800 rimangono in rifugi temporanei, ha fatto sapere l'ufficio del sindaco, Eric Adams. New York è «al completo », ha detto il primo cittadino, un democratico. «Per favore, considera un’altra città mentre prendi la tua decisione su dove stabilirti negli Stati Uniti», recitano i volantini gialli scritti in inglese e spagnolo. Dopo aver sottolineato che New York è il posto più costoso in cui vivere negli Stati Uniti, i volantini avvertono che «non vi è alcuna garanzia che saremo in grado di fornire riparo e servizi ai nuovi arrivati ». La città inizierà anche a dare un preavviso di 60 giorni ai richiedenti asilo adulti che soggiornano nei rifugi, dopodiché dovranno presentare nuovamente domanda. La legge di New York protegge il diritto a un riparo per i senza tetto e la mossa potrebbe quindi sollevare sfide legali. Per questo, lo scorso maggio, l’Amministrazione Adams ha preso provvedimenti per indebolire le leggi sul diritto al riparo. Il tentativo «di dissuadere gli immigrati dal venire a New York City è crudele, illegale e va contro i valori di compassione e cura dei newyorkesi», ha detto l’American Civil Liberties Union, la principale associazione statunitense per i diritti civili. «New York City ha fatto più di qualsiasi altra amministrazione pubblica a qualsiasi livello per accogliere i migranti — ha risposto Adams —. Ma non possiamo continuare ad assorbire decine di migliaia di nuovi arrivati da soli senza l’aiuto del governo statale e federale». (Elena Molinari - Avvenire)

Informazione dimezzata

21 Luglio 2023 -
Roma - Ogni giorno i media dedicano ampi spazi e tempi al racconto e al commento di fatti e problemi interni.  Un’attenzione doverosa e motivata che tuttavia lascia aperte alcune domande. C’è il rischio di un’autoreferenzialità che non aiuta l’opinione pubblica a guardare oltre il proprio orto. C’è un silenzio eccessivo su ciò che accade nel resto del mondo. Perfino quando si racconta di una guerra in Europa se ne dimenticano altre, comprese quelle silenziose combattute con accordi economici che feriscono persone e distruggono ambienti. Poche testate giornalistiche, tra le quali ai primi posti è L’Osservatore Romano, hanno finestre spalancate sul mondo. Si dirà che ci sono riviste specialistiche e anche quelle missionarie sono fonti attendibili. Si aggiungerà che ci sono siti internet di organismi internazionali e di organizzazioni non governative. A queste fonti accede però un ristretto gruppo di persone sensibili e attente. L’opinione pubblica rimane priva di un’informazione internazionale sistematica e fatica a prendere consapevolezza che oltre i confini di un Paese ci sono problemi che coinvolgono lo stesso Paese e che non è sensato dire “abbiamo già tanti problemi a casa nostra e non è il caso di caricarci quelli degli altri”. Tra i molti problemi emerge, anche per il richiamarsi al flusso migratorio, quello dello sfruttamento dell’Africa e in particolare delle sue miniere. Ghana, Repubblica del Congo, Sudafrica sono tra i Paesi del continente verde al centro di attenzioni mirate da parte di multinazionali e di governi sia dell’ovest che dell’est. Ciò che si estrae dagli scavi, dove cola il sudore se non il sangue della povera gente, entra nella produzione dei cellulari e di altri dispositivi elettronici. Si acquistano ritenendo superfluo il sapere se in quelle miniere siano garantiti o meno i diritti umani e il rispetto dell’ambiente. Davvero nulla si può fare per dissolvere quest’ombra cupa? Non rimane che girare lo sguardo dall’altra parte oppure chiudere gli occhi?  E se invece un primo passo fosse quello di informarsi e di documentarsi anche per dare voce a quanti sono stati privati anche di questo diritto? Ecco un passo possibile per tenere accesa la luce sul mondo, per avere uno sguardo meno sbrigativo su un popolo di bambini, donne e uomini in fuga dall’Africa e in arrivo sulle coste europee. Conoscere è il passo necessario per cambiare lo sguardo, per incoraggiare la mente a uscire da confini ristretti, per dare a un’identità la forza di lottare contro la paura e di aprirsi per crescere. Anche i media potrebbero a questo punto rendersi conto che un’informazione nazionale senza una pari informazione internazionale rischia di ridursi a informazione dimezzata. (Paolo Bustaffa)

Vangelo Migrante: Domenica 23 luglio – Vangelo Mt 13, 24-43

20 Luglio 2023 - Il modo di trasmettere la buona notizia – Egli stesso testimone!- nella forma della parabola riporta alla luce quanto da secoli era intriso nella Parola donata a Israele. Il verbo che Matteo sceglie è indicativo: Gesù propose. Non è un verbo inedito perché nella Torah si trova in Es 19,7 e Dt 4,44. Mosè appunto propone la Legge. Ecco allora stagliarsi i principi del Regno di Dio: proprio la zizzania introduce in questa realtà. Chiunque, anche se vive in città e può coltivare solo qualche pianta su di un terrazzo, conosce le erbacce che impediscono la crescita della pianta e la soffocano. Non è il vento, non è qualche animaletto che introduce la zizzania nel campo ma proprio il nemico, per di più di soppiatto, nottetempo. Ed è bene informato: la zizzania possiede radici forti che si intrecciano con quelle del grano. Semplice quindi: strappare la zizzania e svellere le radici significa strappare e svellere pure il grano. Ne consegue che il bene, il grano, convive con la zizzania, il male. Perché mai? Non sarebbe più diretto impedire al nemico di agire? Sfioriamo così il grande mistero della libertà che l’Altissimo ha donato alla creatura modellata con l’argilla soffiandone l’alito vitale. Gesù invita all’attesa, non vuole che si agisca subito. Il regno quindi, nella sua concretezza, è regno in cui bene e male vivono l’uno accanto all’altro. La parabola della farina è proprio sconcertante: verificati i calcoli ci troviamo dinnanzi a ben 42 chili di farina… E il lievito? Quel che si dice un …pizzico. Eppure sarà proprio questo pizzico a far lievitare l’enorme massa. La mano della donna lo introduce, il verbo greco però suona occultò, quindi fa leva su di un’azione celata, pari a quel gesto notturno del nemico, tuttavia con esiti ben diversi. Ritorna l’accento sull’attesa: saper aspettare. Il Regno poggia su quanto è piccolo, non appariscente, ma porta inciso su di sé il sigillo di Gesù: la sproporzione è evidente, l’esito però sta dalla parte di Gesù che non vuole restaurare, riportare a gloria, reale o presunta, il regno di Israele. Non è il regno terreno quello che conta, la provocazione è evidente: l’Altissimo non cessa di dimorare nella storia dell’umanità e di servirla ma sempre con mezzi non appariscenti e consegnati alla libera adesione di chi vuole e si sente suo testimone. Non è quello di Ez 17,23 in cui domina il cedro nella sua maestosità in un rigoglioso bosco, possiede un altro volto: un piccolo albero di senape. Solo su questo alberello si poseranno gli uccelli, cioè i pagani che scorgeranno in questa modesta proposta la grandezza del Regno. Quindi grandezza e potere non possono avere accesso ad un regno che non vuole assumere toni trionfalistici degni di un Impero. Supera ogni ostacolo- la zizzania- chi a Lui si affida nell’attesa Il segreto del regno scalza ogni imperialismo, ogni potere, si rivolge a tutto il mondo, solo con il pizzico! Chi vuole essere figlio di Dio, si occupi del regno di Dio, così come Dio stesso lo ha annunciato attraverso il suo Cristo, il suo Messia: le beatitudini messe in pratica. La Chiesa vivrà sempre la tensione fra il bene e il male ma avrà sempre la grande possibilità di testimoniare, di diventare martire, perché vive nella libertà l’adesione al Dio povero e umile, non ricco e potente. Potere, arroganza, ambizione, prestigio saranno bruciati, mentre chi opera il bene, chi serve i fratelli, chi si spende per la pace e riconosce il Signore Gesù, sarà giusto e risplenderà nel regno dei cieli. (Cristiana Dobner)

Tavolo Asilo e Immigrazione: l’accordo con la Tunisia è contro il diritto internazionale e i diritti umani 

20 Luglio 2023 - Roma -  "Non c’è nulla di reale nelle dichiarazioni di rispetto del diritto internazionale, dei diritti umani e della dignità delle persone, contenute nelle poche pagine del Memorandum of Understanding siglato il 16 luglio scorso tra l’UE e la Tunisia di Kais Saied.   Che la situazione economica e politica della Tunisia sia drammatica, e che sia importante l’impegno solidale dell’Europa, è certamente un aspetto evidente e condiviso. Ma è altrettanto evidente che il Memorandum tra UE e Tunisia non si pone questo come obiettivo principale, ma si concentra piuttosto sulla questione migratoria, mettendo gravemente a rischio il rispetto del diritto internazionale, dei diritti umani e della dignità delle persone migranti". Lo scrive oggi, in un documento, il tavolo Asilo e Immigrazione evidenziand che così come è già successo con la Turchia di Erdogan e con la Libia delle milizie, l’UE, "per cercare di contenere gli arrivi sulle coste italiane e d’Europa, finanzia un regime che ha cancellato le garanzie democratiche al proprio interno. E lo fa senza porre alcuna concreta condizionalità sul rispetto dei diritti umani fondamentali, al di là della consueta formula nel testo che ormai risuona più come un vuota clausola stilistica, quando il quadro in cui si opera ha recentemente visto il presidente Saied sciogliere il Parlamento tunisino, scatenare una vera e propria caccia allo straniero nei confronti dei migranti sub-sahariani, e infine deportare illegalmente ai confini con la Libia e con l’Algeria centinaia di persone in transito verso l'Europa, causando la morte di molte di loro, incluse donne e bambini, e violando quel diritto internazionale che lo stesso Memorandum richiama.   Niente di tutto ciò -- prosegue la nota - sembra essere stato preso in considerazione dalla presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni e dalla presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen. Peraltro, la UE non ha nemmeno ottenuto l’apertura incondizionata sperata, visto che Kais Saied ha dichiarato che non intende creare sul suo territorio centri per migranti non tunisini eventualmente respinti dall’Europa, e che il suo principale interesse è tutelare i suoi confini. Non i nostri". Per le associazioni e i movimenti che aderiscono al Tavolo Asilo e Immigrazione il Memorandum of Understanding è una "lista di dichiarazioni di impegni su molti argomenti. Come nel caso dell’accordo con la Turchia e del Memorandum con la Libia, si tratta di un documento privo di valore legale, e del tutto generico sia rispetto alle azioni da intraprendere che all’ammontare e all’origine dei fondi che saranno spesi. Si dipinge un quadro più che allarmante per la tutela dei diritti umani, in un contesto opaco e di cui è sempre più difficile chiedere conto nelle sedi opportune.  Ovviamente l’unico vero obiettivo dell’Europa, e in particolare della nostra presidente del Consiglio, presente alla firma a Tunisi, è impedire alle persone - tunisine e provenienti da altri paesi - di partire. L’unica strategia dell’UE e del governo italiano è rilanciare la retorica dell’invasione: mettere in campo ingenti risorse, pagate dai contribuenti europei, per presentarsi come difensori delle frontiere e degli interessi dell’Unione e dei suoi stati membri.  Il Memorandum parla anche del rafforzamento delle operazioni di ricerca e salvataggio: l’Europa fornirà nuovi assetti e strumenti alla Guardia Costiera tunisina che, secondo numerose testimonianze, utilizza modalità estremamente violente e pericolose durante le intercettazioni in mare, che in alcuni casi hanno portato alla morte delle persone in viaggio. I respingimenti in Tunisia, facilitati dai finanziamenti europei, sono inoltre da ritenersi illegittimi alla luce delle condizioni del Paese che ormai non si può più considerare sicuro ai sensi del diritto internazionale e in cui la vita dei migranti è in pericolo. Per quanto riguarda le vie d’accesso legali in Europa citate nell’intesa, paiono riferirsi solamente ai cittadini tunisini, nella consueta logica di scambio delle politiche di esternalizzazione delle frontiere. E come già successo in passato, è possibile che queste parole  scadano in retorica, perché non sono indicate risorse e programmi attuativi". Le organizzazione ricordano che l’UE "continua ad essere una delle aree del pianeta meno investite da flussi straordinari di persone in cerca di protezione e che l’Italia è solo al 13° posto in Europa per numero di migranti accolti in relazione alla popolazione residente (UNHCR Global Trens 2022). È utile altresì sottolineare come di canali d’accesso legali e sicuri per persone in cerca di protezione non c’è traccia negli atti del governo italiano e dell’UE, e che è proprio la loro assenza a produrre i viaggi sia via mare sia via terra.  L’Unione europea continua ad adottare politiche miopi, inefficaci e dannose senza affrontare il fenomeno migratorio in modo strutturale. Questo accordo rappresenta una colpo durissimo al futuro dell’UE, ai diritti di migliaia di persone che fuggono da guerre, violenze, cambiamenti climatici e insicurezza alimentare, alla solidarietà e alla civiltà del diritto". Da auo la richiesta al Parlamento italiano e a quello europeo di "condannarlo con fermezza". La nota è firmata da A Buon Diritto, ACAT, ACLI, ActionAid, Amnesty International Italia, ARCI, ASGI, Casa dei Diritti Sociali, Centro Astalli, CGIL, CIES, CIR, CNCA, Commissione migranti e GPIC provincia missionari comboniani Italia, CoNNGI, Emergency, Europasilo, Fondazione  Migrantes, Forum per Cambiare l’Ordine delle Cose, International Rescue Committee Italia,  Legambiente, Medici del Mondo Italia, Medici per I Diritti Umani, Medici Senza Frontiere, Movimento Italiani Senza Cittadinanza, Oxfam Italia, Refugees Welcome Italia, Senzaconfine, Società Italiana Medicina delle Migrazioni, UIL, UNIRE.    

Corridoi umanitari: arrivati a Fiumicino 22 profughi afghani

20 Luglio 2023 -
Roma - “Oggi inizia una vita nuova, ma non è una vita nell’ignoto. È una vita tra fratelli e sorelle, tra amici e familiari che vi aspettano. Siete in famiglia”. Con queste parole Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, ha accolto questa mattina a Fiumicino 22 profughi afghani giunti con un volo proveniente da Islamabad grazie ai corridoi umanitari promossi dalla Comunità, d’intesa con i ministeri dell’Interno e degli Esteri. A questo primo gruppo si aggiungeranno, nei prossimi giorni, altre 20 persone.
“Oggi – ha continuato Impagliazzo – è un giorno di grandi emozioni. L’emozione di una vita in sicurezza, l’emozione dell’arrivo in un Paese amico ma soprattutto l’amozione per l’incontro con i vostri familiari. Sono lacrime di gioia che sostituiscono tutte le lacrime di tristezza e dolore di questi anni”. I cittadini afghani accolti oggi a Roma, sono stati rifugiati in Pakistan dall’agosto 2021, da quando i talebani hanno ripreso in mano il potere in Afghanistan. Hanno trascorso quasi due anni in condizioni gravemente precarie in un campo profughi informale nel centro di Islamabad. Dopo la caduta di Kabul e la grande mobilitazione iniziale, molti afghani sono riusciti a salvarsi rifugiandosi nei paesi confinanti. Ma molti altri, purtroppo, restano ancora in attesa di reinsediamento.

(Foto Sir)

“L’Italia – ha spiegato Impagliazzo ai giornalisti – aveva promesso che queste persone non sarebbero state dimenticate. Hanno vissuto molti mesi nei campi profughi in Pakistan e questo strumento legale dei corridoi umanitari li porta in sicurezza nel nostro Paese”. Altri arriveranno la prossima settimana. Ad oggi più di 800 cittadini afghani hanno raggiunto l’Italia grazie all’intesa stipulata nel 2021, con i ministeri dell’Interno e degli Esteri, dalla Cei, dalla Comunità di Sant’Egidio, dalla Federazione delle Chiese evangeliche in Italia e dall’Arci. L’impegno è di portare nel nostro paese 1.200 persone.

Cagliari: mons. Baturi incontra la comunità nigeriana

20 Luglio 2023 - Cagliari - La comunità nigeriana che vive in Sardegna ha incontrato, lunedì scorso, Seminario arcivescovile di Cagliari,l'arcivescovo mons. Giuseppe Baturi, segretario generale della Cei. E' stato un momento di conscenza sia da parte del presule che della comunità cattolica nigeriana che ha ringraziato l’arcivescovo per la sua disponibilità: Durante l'incontro - promosso dagli uffici Migrantes e Caritas della diocesi - la condivisione delle difficoltà vissute quotidianamente dalle comunità straniere come il lavoro, l’apprendimento della lingua italiana, la difficoltà nella ricerca di alloggi e la possibilità,almeno una volta al mese, di una celebrazione in lingua inglese. Mons. Baturi ha ascoltato le esigenze dei nigerianied ha auspicato la realizzazione di una reale inclusione e integrazione all’insegna di una vera cultura dell’incontro affinché gli immigrati nigeriani che "per noi cristiani sono fratelli (nella fede e nella comunione della Chiesa) possano esprimere la loro cultura e le loro radici nell’incontro fecondo con la cultura sarda e italiana, per una maggiore conoscenza reciproca, per una pratica dell’accoglienza più rispettosa e feconda".  

Un’attualità da leggere e capire

20 Luglio 2023 - Roma - Uno dei cinque macro-temi su cui si articolerà la fase sapienziale del Cammino sinodale sarà proprio il linguaggio e la comunicazione. L’ascolto che ha attraversato le comunità in questi due anni di percorso ecclesiale ha restituito la fatica e la bellezza di un impegno, insieme alla necessità di un’attenta lettura del contesto attuale. È quanto viene sottolineato dalle Linee guida per il prosieguo del Cammino diffuse in questi giorni: “Il punto non è trovare linguaggi più efficaci, ma entrare in nuovi paradigmi. La comunicazione, infatti, per essere credibile, ha bisogno di attingere alla vita coerentemente vissuta di chi si esprime attraverso di essa”. È una bella sfida ma anche una grande opportunità per abitare significativamente il “comune contesto culturale”. (Vincenzo Corrado)

80° anniversario del Codice di Camaldoli: una riflessione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella*

20 Luglio 2023 - Roma - Quando un regime dittatoriale, come quello fascista, giunge al suo disfacimento, a provocarlo non sono tanto le sconfitte militari, quanto la perdita definitiva di ogni fiducia da parte della popolazione, che misura sulla propria vita il divario tra la realtà e le dichiarazioni trionfalistiche. Si apre, in quei giorni, una transizione, a colmare la quale la tradizionale dirigenza monarchica palesa tutta la sua pochezza, dopo il colpevole tradimento delle libertà garantite dallo Statuto Albertino. In quel luglio 1943, nel momento in cui il suolo della Patria viene invaso dalle truppe ancora nemiche, mentre il Terzo Reich si trasforma rapidamente da alleato in potenza occupante, entrano in gioco le forze sane della nazione, oppresse nel ventennio della dittatura. La lunga vigilia coltivata da coloro che non si riconoscevano nel regime trova sbocco, anche intellettuale, nella preparazione del “dopo”, del momento in cui l’Italia sarebbe nuovamente risorta alla libertà, con la successiva scelta dell’ordinamento repubblicano. Trova radice in questo l’esercizio di Camaldoli, voluto dal Movimento laureati cattolici e dall’Icas, l’Istituto cattolico attività sociali. Siamo nel pieno di una svolta: nel maggio 1943 le truppe dell’Asse in Tunisia si arrendono, ponendo fine alla campagna dell’Africa del Nord; il 10 luglio avviene lo sbarco delle truppe Usa in Sicilia. Il 19 luglio l’aviazione alleata dà avvio al primo bombardamento su Roma per colpire lo scalo ferroviario di San Lorenzo, con migliaia le vittime. Il 24 luglio sarà lo stesso Gran Consiglio del fascismo a porre termine all’avventura di Mussolini. Il convegno di Camaldoli si conclude il giorno precedente, mostrando di aver saputo avvertire il momento cruciale della svolta della storia nazionale. Oggi possiamo cogliere il valore della riflessione avviata sul futuro dell’Italia e lo sforzo di elaborazione proposto in quei frangenti dai circoli intellettuali e politici che non si erano arresi alla dittatura. Dal cosidetto Codice di Camaldoli, al progetto di Costituzione confederale europea e interna di Duccio Galimberti e Antonino Repaci, all’abbozzo di Silvio Trentin per un’Italia federale nella Repubblica europea, alla Dichiarazione di Chivasso dei rappresentanti delle popolazioni alpine, al Manifesto di Ventotene di Altiero Spinelli, Eugenio Colorni ed Ernesto Rossi, alle “idee ricostruttive della Democrazia Cristiana”, che De Gasperi aveva appena fatto circolare, non mancano sogni e progetti lungimiranti per fare dell’Italia un Paese libero e prospero in un’Europa pacificata. A settantacinque anni dall’entrata in vigore della Costituzione della Repubblica è compito prezioso tornare sulle riflessioni che hanno contribuito alla sua formazione e alle figure che hanno avuto ruolo propulsivo in quei frangenti. Ecco allora che il testo “Per la comunità cristiana. Principi dell’ordinamento sociale”, dispiega tutta la sua forza, sia come tappa di maturazione di quello che sarà un impegno per la nuova Italia da parte del movimento cattolico, sia come ispirazione per il patto costituzionale che, di lì a poco, vedrà impegnati nella redazione le migliori energie del Paese, con il contributo, fra gli altri, non a caso, di alcuni fra i redattori di Camaldoli. Occorreva partire, anzitutto, dal ripristino della legalità, violentata dal fascismo, riconosciuta persino nell’ordine del giorno Grandi al Gran Consiglio, con l’esplicita indicazione dell’esigenza del “necessario immediato ripristino di tutte le funzioni statali”, dopo una guerra che il popolo italiano non aveva sentita “sua”, con aggravata “responsabilità fascista”. Da Camaldoli vengono orientamenti basilari, che riscontriamo oggi nel nostro ordinamento. Anzitutto la affermazione della dignità della persona e del suo primato rispetto allo Stato - con il rifiuto di ogni concezione assolutistica della politica - da cui deriva il rispetto del ruolo e delle responsabilità della società civile. Di più, sulla spinta di un organico aggiornamento della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, emerge la funzione della comunità politica come garante e promotrice dei valori basilari di uguaglianza fra i cittadini e di promozione della giustizia sociale fra di essi. Si identifica poi, con determinazione, il principio della pace: “deve abbandonarsi il funesto principio che i rapporti internazionali siano rapporti di forza, che la forza crei il diritto…”. Occorre “la creazione di un vero e non fittizio o formale ordine giuridico che subordini o conformi la politica degli Stati alla superiore esigenza della comune vita dei popoli”. Vi è ragione di essere ben orgogliosi, guardando ai Padri fondatori del Codice di Camaldoli, per il segno che hanno saputo imprimere al futuro della società italiana, anche sul terreno della libertà di coscienza per ogni persona, descritta, al paragrafo 15, come “esigenza da tutelare fino all’estremo limite delle compatibilità con il bene comune”. Il Cardinale Matteo Zuppi, nella sua lettera alla Costituzione, due anni or sono, riprendendo una considerazione del costituente Giuseppe Dossetti, iniziava così: “Hai quasi 75 anni, ma li porti benissimo! Ti voglio chiedere aiuto, perché siamo in un momento difficile e quando l’Italia, la nostra patria, ha problemi, sento che abbiamo bisogno di te per ricordare da dove veniamo e per scegliere da che parte andare…”. Non vi sono parole migliori.     *Testo esclusivo per le testate giornalistiche aderenti alla FISC

A #Giffoni53 le attività del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione

19 Luglio 2023 -
Roma - #Giffoni53 promuove le attività del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021-2027 del Ministero dell’Interno. Nel corso dell’edizione numero 53 di Giffoni Film Festival, infatti, si terrà un intenso programma di attività di informazione e promozione del FAMI, per raccontarne utilità collettiva e finalità anche ai più giovani. Il Fondo asilo migrazione e integrazione è, infatti, uno strumento finanziario istituito con Regolamento UE n.2021/1147 con l’obiettivo di promuovere una gestione integrata dei flussi migratori sostenendo tutti gli aspetti del fenomeno: asilo, integrazione e rimpatrio. Il Fondo offre un supporto agli Stati per rafforzare e sviluppare tutti gli aspetti del sistema europeo comune di asilo, per sostenere la migrazione legale verso gli Stati membri in funzione del loro fabbisogno economico ed occupazionale e promuovere l’effettiva integrazione dei cittadini di Paesi terzi nelle società ospitanti, per promuovere strategie di rimpatrio eque ed efficaci negli Stati membri, per migliorare la solidarietà e la ripartizione delle responsabilità fra gli Stati membri, specie quelli più esposti ai flussi migratori e di richiedenti asilo, anche attraverso la cooperazione pratica. Le attività del FAMI saranno illustrate nel corso di un incontro che si terrà il prossimo 27 luglio presso la Sala Blu – Impatto Giovani della Giffoni Multimedia Valley con inizio alle ore 12.00. All’incontro interverranno Valerio Valenti, Prefetto e Capo del dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione del Ministero dell’Interno) e Maria Forte, Prefetto e Vice Capo del dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione, Direttore Centrale per le politiche migratorie, Autorità Fondo Asilo Migrazione e Integrazione. Sarà l’occasione per approfondire, di fronte ad una platea composta esclusivamente da ragazzi, temi di grande attualità che necessitano di un approccio semplice ed immediato per essere compresi nella loro complessità, temi che impattano quotidianamente sulla vita delle persone e delle comunità e su cui si registra un incessante dibattito nelle relazioni internazionali tra Paesi. Per rendere accessibile la comprensione di queste tematiche, dal 21 al 28 luglio, si terranno, presso il Village di #Giffoni53, tre diversi laboratori aperti a bambini e ragazzi di età compresa tra i 10 ed i 18 anni. Le discipline scelte sono la scrittura creativa, il teatro e la musica. Il laboratorio di scrittura creativa si terrà dal 24 al 28 luglio, su due turni diversi (9.30/11.00 e 11.30/13.00). Il laboratorio riguarda il viaggio, il ritorno, le cose che si riempiono di storie. Esercizi costruiti su ricordi e tracce saranno il cuore di un “laboratorio sentimentale” per trasformare appunti in un racconto libero, usando gli strumenti della narrativa e del verso. Il laboratorio teatrale, dal titolo “IO Ascolto” si svolgerà dal 24 al 28 luglio con due turni pomeridiani (16.00/18.00 e 18.00/20.00). Il laboratorio si propone di accrescere la capacità di interazione che si innesca nelle relazioni – sia sulla scena che nella vita – degli adolescenti. Prima di ascoltare occorre prestare attenzione, sentire l’ambiente circostante e coglierne ogni sfumatura. Molteplici saranno gli esercizi di training che verranno proposti ai ragazzi, spesso scomodando i sensi. Lo scopo del laboratorio sarà quello di aumentare la percezione degli altri attraverso sé stessi. Il laboratorio di musica si terrà dal 21 al 23 luglio con quattro turni, due di mattina (9.30/11.00 e 11.30/13.00) e due pomeridiani (16.00/18.00 e 18.00/20.00). L’obiettivo è approfondire il concetto stesso di onda sonora che si fa percezione, quella della voce umana e quella della musica, linguaggi universali a tutte le latitudini. Per iscriversi ai laboratori basta cliccare sul sito www.giffoni.it e andare alla pagina dedicata al FAMI. Qui si troveranno tutte le informazioni sulle attività e si potrà compilare l’apposito form per l’iscrizione. Presso gli spazi espositivi dedicati al FAMI sarà in distribuzione materiale informativo che sarà utilissimo per conoscere le attività e le opportunità legate al Fondo.

Migrantes Cagliari, un incontro per la GMRR

19 Luglio 2023 - Cagliari - In preparazione alla Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato l'ufficio Migrantes e la Caritas della diocesi di Cagliari, in collaborazione con l'Ordine dei giornalisti della Sardegna e con l’università di Cagliari, promuovono, il prossimo 16 settembre,  l'incontro "Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati. La Carta di Firenze per costruire il futuro". Interverranno, tra gli altri mons. Giuseppe Baturi, arivescovo di Cagliari e segretario generale della CEI; il card. Gualtiero Bassetti, vescovo emerito di Perugia – Città della Pieve e già presidente della CEI; Gianluca Borzoni, docente di Storia delle relazioni internazionali; Carlo Pilia, docente di Diritto civile; Francesco Seatzu, docente di Diritto internazionale; Paolo Truzzu, sindaco di Cagliari; Ada Ugo Abara, cofondatrice dell'associazione "Arising Africans". (R.I.)